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Le microplastiche (biologia), Appunti di Biologia, microbiologia e tecnologie di controllo ambientale

Appunti di biologia ed educazione civica sulle microplastiche, sui metodi di degradazione, le nuove tecnologie e la salvaguardia ambientale.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 21/05/2025

giuliamartini1
giuliamartini1 🇮🇹

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Le microplastiche sono particelle di plastica inferiori a 5mm, rappresentano una minaccia crescente per gli
organismi acquatici e terreni. Si distinguono:
Microplastiche primarie: rilasciate nell’ambiente come piccole particelle (oceano= 15-30%,
lavaggio capi sintetici= 35%, abrasione pneumatici 28%, cosmetici= 2%)
Microplastiche secondarie: prodotte dalla degradazione di oggetti di plastica più grandi (oceano=
68-81%)
Le microplastiche aumentano di più nell’ambiente marino in grandi quantità. Più sono piccole di
dimensione più aumentano la sua quantità, sono facili da digerire e così aumenta il rischio della
sopravvivenza.
GLI EFFETTI SULLA SALUTE
ONU nel 2017 dichiara la presenza di 51mila miliardi di microplastiche (500 volte più numerose delle
nostre stelle della galassia) che minaccia l’oceano e la catena alimentare umana. Si stima che una persona
ingerisca 5g di microplastiche a settimana (birra, miele, acqua dei rubinetti, anche dalle feci). Gli effetti
sulla salute sono ancora sconosciuti ma possono contenere sostanze tossiche, con rischi parziali sulla
salute.
TECNOLOGIE CONTRO LE MICROPLASTICHE
Strategie che combinano parametri fisici/chimici con la degradazione microbica (batteri, funghi, alghe ed
enzimi. Tecniche innovative:
Bioreattori e membrana
Biologia sintetica
Tecnologie organo silani
Biofilm
Nanotecnologie
TIPOLOGIE DI DEGRADAZIONE
Fotodegradazione: si verifica quando le materie plastiche sono esposte ai raggi UV e ossigeno. In
grado di assorbire la luce UV (ma non sempre).
Biodegradazione: le sostanze organiche vengono scomposte dagli organismi viventi. Microrganismi
come batteri, funghi e microbi sono responsabili della degradazione della plastica. È un processo
lento.
Degradazione termo-ossidativa: lenta degradazione derivante dall’ossidazione a temperature
moderate.
Degradazione termica: surriscaldamento molecolare. Ad alte temperature la catena del polimero
inizia a separarsi e a reagire tra loro modificandone le proprietà. Il degrado termico termico causa
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Scarica Le microplastiche (biologia) e più Appunti in PDF di Biologia, microbiologia e tecnologie di controllo ambientale solo su Docsity!

Le microplastiche sono particelle di plastica inferiori a 5mm, rappresentano una minaccia crescente per gli organismi acquatici e terreni. Si distinguono:

  • Microplastiche primarie : rilasciate nell’ambiente come piccole particelle (oceano= 15-30%, lavaggio capi sintetici= 35%, abrasione pneumatici 28%, cosmetici= 2%)
  • Microplastiche secondarie : prodotte dalla degradazione di oggetti di plastica più grandi (oceano= 68 - 81%) Le microplastiche aumentano di più nell’ambiente marino in grandi quantità. Più sono piccole di dimensione più aumentano la sua quantità, sono facili da digerire e così aumenta il rischio della sopravvivenza.

GLI EFFETTI SULLA SALUTE

ONU nel 2017 dichiara la presenza di 51mila miliardi di microplastiche (500 volte più numerose delle nostre stelle della galassia) che minaccia l’oceano e la catena alimentare umana. Si stima che una persona ingerisca 5g di microplastiche a settimana (birra, miele, acqua dei rubinetti, anche dalle feci). Gli effetti sulla salute sono ancora sconosciuti ma possono contenere sostanze tossiche, con rischi parziali sulla salute.

TECNOLOGIE CONTRO LE MICROPLASTICHE

Strategie che combinano parametri fisici/chimici con la degradazione microbica (batteri, funghi, alghe ed enzimi. Tecniche innovative:

  • Bioreattori e membrana
  • Biologia sintetica
  • Tecnologie organo silani
  • Biofilm
  • Nanotecnologie

TIPOLOGIE DI DEGRADAZIONE

  • Fotodegradazione : si verifica quando le materie plastiche sono esposte ai raggi UV e ossigeno. In grado di assorbire la luce UV (ma non sempre).
  • Biodegradazione : le sostanze organiche vengono scomposte dagli organismi viventi. Microrganismi come batteri, funghi e microbi sono responsabili della degradazione della plastica. È un processo lento.
  • Degradazione termo-ossidativa : lenta degradazione derivante dall’ossidazione a temperature moderate.
  • Degradazione termica : surriscaldamento molecolare. Ad alte temperature la catena del polimero inizia a separarsi e a reagire tra loro modificandone le proprietà. Il degrado termico termico causa

cambiamento nel peso molecolare del polimero. La plastica contiene antiossidanti per rallentare l’ossidazione termica.

  • Degradazione meccanica : negli ambienti marini i polimeri di plastica subiscono la fermentazione meccanica, dovuta dall’abrasione della sabbia o pietre. La degradazione meccanica porta alla formazione di pezzi di plastica più grandi.
  • Idrolisi: reazione di un polimero con l’acqua. Può essere accelerata da acidi, basi o enzimi, e non è limitata alla superficie del materiale plastico, in quanto l’acqua può penetrare nel materiale. Idrolisi lenta: PET.

CONCLUSIONE

È essenziale sviluppare tecnologie efficaci , migliorar le alternative alla plastica (es. bioplastiche) e promuove normative rigorose basato sul principio delle 3R (Riutilizzare, Riciclare, Ridurre) per contenere l’inquinamento da microplastiche.