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Le subordinate in greco, Schemi e mappe concettuali di Greco

Schemi sulle subordinate greche per ripasso.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 17/09/2021

angelaa-martino
angelaa-martino 🇮🇹

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LA PROPOSIZIONE INFINITIVA
È una proposizione dipendente con il verbo all’infinito.
La proposizione infinitiva può essere di due tipi: oggettiva e soggettiva.
SOGGETIVA: quando il verbo è impersonale e risulta essere il soggetto della frase
OGGETIVA: quando il verbo si riferisce al soggetto e svolge la funzione di oggetto.
IL SOGGETTO dell’Oggettiva è sempre espresso col caso accusativo
Le infinitive soggettive possono essere introdotte da predicati e locuzioni come:
- Dei “si deve, bisogna”
- Xre “bisogna” è necessario”
- Avaykh estiv “è necessario”
- Diakoiv/ kalov/ agatov…. Estiv “è giusto, è bello, ecc…”
- Logos esti “circola la voce che” “si dice”
Le infinitive oggettive invece possono essere introdotte da verbi di:
- Dire (lego)
- Conoscere (gignosko)
- Ricordare (mimvoskw)
- Volere (Boulomai)
- Pensare (vomizw, oiomai, hyeomai)
- Comadare (keleuo)
LA PROPOSIZIONE DICHIARATIVA OGGETTIVA
La preposizione dichiarativa oggettiva può essere espressa in due modi:
1. In forma implicita tramite un infinitiva
2. In forma esplicita con l’indicativo seguito dalle particelle ws e oti
Nella dichiarativa oggettiva introdotta da ws e oti il soggetto è espresso in nominativo e così anche
le eventuale particelle della cellula a lui collegate.
Si mette la particella ws al posto di oti quando si vuole dare una sfumatura oggettiva al contenuto
della preposizione.
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LA PROPOSIZIONE INFINITIVA

È una proposizione dipendente con il verbo all’infinito. La proposizione infinitiva può essere di due tipi: oggettiva e soggettiva.  SOGGETIVA: quando il verbo è impersonale e risulta essere il soggetto della frase  OGGETIVA: quando il verbo si riferisce al soggetto e svolge la funzione di oggetto. IL SOGGETTO dell’Oggettiva è sempre espresso col caso accusativo Le infinitive soggettive possono essere introdotte da predicati e locuzioni come:

  • Dei “si deve, bisogna”
  • Xre “bisogna” è necessario”
  • Avaykh estiv “è necessario”
  • Diakoiv/ kalov/ agatov…. Estiv “è giusto, è bello, ecc…”
  • Logos esti “circola la voce che” “si dice” Le infinitive oggettive invece possono essere introdotte da verbi di:
  • Dire (lego)
  • Conoscere (gignosko)
  • Ricordare (mimvoskw)
  • Volere (Boulomai)
  • Pensare (vomizw, oiomai, hyeomai)
  • Comadare (keleuo)

LA PROPOSIZIONE DICHIARATIVA OGGETTIVA

La preposizione dichiarativa oggettiva può essere espressa in due modi:

  1. In forma implicita tramite un infinitiva
  2. In forma esplicita con l’indicativo seguito dalle particelle ws e oti Nella dichiarativa oggettiva introdotta da ws e oti il soggetto è espresso in nominativo e così anche le eventuale particelle della cellula a lui collegate. Si mette la particella ws al posto di oti quando si vuole dare una sfumatura oggettiva al contenuto della preposizione.

LE PROPOSIZIONI INTERROGATIVE DIRETTE E INDIRETTE

Le proposizioni interrogative dirette sono spesso introdotte da:  Pronomi/aggettivi interrogativi come tis (chi, quale), ti (che cosa, quale) poios (quale ecc…)  Particelle interrogative come mwv (forse) ara (forse) ouxi/oukouv (forse non) ecc…  Avverbi interrogativi come pou (dove) potev (da dove) poi (verso dove) pws (come) ecc… Le proposizioni interrogative indirette dipendono da verbi che esprimono una domanda, una ricerca o un dubbio.

  • Erotaw 2domandare”
  • Aporew “essere in dubbio”
  • Skopew “guardare” Le interrogative indirette semplici sono costituite da una sola domanda e sono introdotte da:  Dagli stessi pronomi e avverbi interrogativi che introducono le interrogative dirette.  Dalla congiunzione ei, soprattutto dopo i verbi che esprimo una domanda, una ricerca o un dubbio.  Da pronomi o aggettivi come opoios (quale) oposos (quanto) ecc… ecc… Nonostante le interr. Indiretta usi gli stessi tempi e modi delle interrogative dirette, quando è in dipendenza di un tempo storico usa spesso l’ottativo obliquo.

LA PROPOSIZIONE TEMPORALE

Esplicito: verbo all’indicativo più le congiunzioni ote, ws, epei, epeide, ews Implicito: utilizzando o un participio congiunto o un infinito sostantivato.

LA PROPROSIZIONE CONSECUTIVA

È introdotta dalle particelle wste o ws e presenta il verbo o all’indicativo o all’infinito e spesso nella principale ho un elemento prolettico che è outw(s). VERBO ALL’INDICATIVO: descrive una conoscenza reale e contestata VERBO ALL’INFINITO: esprime l’idea di una conseguenza immaginata ed eventuale

LA PROPROSIZIONE CAUSALE

Esplicito: verbo all’indicativo più le congiunzioni oti, ws, epei, epeide, dioti Trad. “poiché” “perché” più indicativo Implicito: utilizzo participio congiunto o l’infinito sostantivato (dia più accusativo), genitivo assoluto Trad. “di” più infinito

Se una subordinata esplicita dichiarativa o una finale se dipendenti da una reggente che ha il verbo al passato allora è molto frequente l’utilizzo dell’ottativo, che se non accompagnato dalla particella av viene considerato come obliquo ed è quindi da tradurre con un imperfetto, sia indicativo che congiuntivo.