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Lenz opera di Buchner, Appunti di Tedesco

Lenz opera di Buchner trama in generale

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 24/12/2020

f.v.k
f.v.k 🇮🇹

4.6

(20)

30 documenti

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Lenz, Buechner 1839
p.11 Il 20 gennaio Lenz attraversa la montagna coperta di neve, fa freddo ed è umido. Lui procede
indifferente, non sentiva la stanchezza, solo gli dispiaceva non poter camminare sulla propria testa. Gli era
tutto così piccolo attorno a sé, così vicino
p.13 a volte restava con occhi e bocca spalancati, si stendeva e giaceva sopra la terra, oppure rimaneva in
silenzio e socchiudendo gli occhi e sentiva la terra cedere sotto di lui. Ma erano solo attimi, poi si rialzava
lucido, risoluto e tranquillo.
p.15 verso sera avvertì un forte senso di solitudine e lo afferrò una forte paura. Arrivò presto a Waldbach,
nella parrocchia: aveva i riccioli biondi, un viso pallido e vesti strappate. Oberlin gli diede il benvenuto, non
lo conosceva.
p.17 Egli dice di chiamarsi Lenz e di essere un amico di Kaufmann; Oberlin dice di aver già sentito il nome
Lenz su alcuni drammi. Poi, cambia alloggio e va in una stanza nell’edificio della scuola.
P19 Lenz è di nuovo preso dall’angoscia, attraversò di corsa la camera, giù per la scala, gli pareva tutto buio,
si gettò nella vasca della fontana, allorché accorse gente e arrivò anche Oberlin: Lenz era ritornato in sé e si
giustificò del suo comportamento dicendo che era abituato a fare bagni freddo; ritornò in camera e dormì.
p.19-21-23 Lenz di mattina va a cavallo per la valle con Oberlin. Oberlin aveva su Lenz un effetto benefico e
pacificante. Tutto ciò durò fino a quando ci fu luce nella valle. Verso sera lo assalì l’angoscia, l’incubo della
follia tornava: pensavo che tutto ciò attorno a lui non fosse altro che un sogno, inizia a delirare e recita
anche passi da Shakespeare; si butta nella fontana, aveva la segreta speranza di ammalarsi. Si calmava
quando si inseriva attivamente nella vita, ad es. aiutando Oberlin, disegnava, leggeva la Bibbia.
p.27 Lenz esprime a Oberlin che voleva predicare in chiesa una domenica. Egli ha studiato teologia.
p. 31 L enz racconta a Oberlin come nella notte gli fosse apparsa in sogno la madre: ella era morta.
p.33 Lenz inizia a leggere l’Apocalisse e Bibbia; Arriva nello Steintal Kaufmann con la sua sposa. Dapprima a
Lenz tale incontro fu sgradito, poiché con Kaufmann avrebbe dovuto parlare, gli ricordava tante cose, e
Kaufmann sapeva di lui tante cose. Invece Oberlin non sapeva nulla su Lenz ma lo aveva accolto e lo aveva
voluto bene.
p.35 e 39 dialogo sull’arte: a tavolo con Kaufmann parlarono di letteratura, era il suo campo. Allora
cominciava il periodo idealistico e Kaufmann ne era un sostenitore. Lenz, no. Lenz dice che il poeta e
l’artista che gli sono più cari sono quelli che gli ridà la natura nel modo più reale. Gli sono cari più i pittori
olandesi che quelli italiani, in quanto gli sono gli unici comprensibili.
p.41 Dopo cena Kaufmann dice a Lenz che suo padre gli ha inviato delle lettere in cui lo invita a ritornare a
casa per aiutarlo; Kaufmann gli dice che dove ora si trova, Lenz sta solo disperdendo inutilmente la propria
vita, senza alcun obiettivo. Ma Lenz è contrario a tutto ciò: dice che solo in quel luogo egli si sente a suo
agio e che diventerebbe matto se non potesse più salire su un monte, vedere il paesaggio.
p.43-44 Il giorno seguente Kaufmann decise di andare via. Convinse Oberlin ad accompagnarlo in Svizzera.
Oberlin accetta anche perché aveva un forte desiderio di incontrare di persona Lavater. Lenz fu molto
turbato dalla partenza di Oberlin: le parole e il viso di quest’ultimo gli facevano bene, ecco perché guardava
con paura alla sua partenza.
p.45 Lenz accompagna Oberlin -in partenza- per la montagna. Lenz tornò indietro da solo, dopo essersi
separato da Oberlin e era ormai sera quando giunse in una capanna abitata, nella quale viveano una
vecchia, una ragazza e un uomo. Lenz trascorse presso la capanna la notte e al mattino seguente viene a
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Lenz, Buechner 1839 p.11 Il 20 gennaio Lenz attraversa la montagna coperta di neve, fa freddo ed è umido. Lui procede indifferente, non sentiva la stanchezza, solo gli dispiaceva non poter camminare sulla propria testa. Gli era tutto così piccolo attorno a sé, così vicino p.13 a volte restava con occhi e bocca spalancati, si stendeva e giaceva sopra la terra, oppure rimaneva in silenzio e socchiudendo gli occhi e sentiva la terra cedere sotto di lui. Ma erano solo attimi, poi si rialzava lucido, risoluto e tranquillo. p.15 verso sera avvertì un forte senso di solitudine e lo afferrò una forte paura. Arrivò presto a Waldbach, nella parrocchia: aveva i riccioli biondi, un viso pallido e vesti strappate. Oberlin gli diede il benvenuto, non lo conosceva. p.17 Egli dice di chiamarsi Lenz e di essere un amico di Kaufmann; Oberlin dice di aver già sentito il nome Lenz su alcuni drammi. Poi, cambia alloggio e va in una stanza nell’edificio della scuola. P19 Lenz è di nuovo preso dall’angoscia, attraversò di corsa la camera, giù per la scala, gli pareva tutto buio, si gettò nella vasca della fontana, allorché accorse gente e arrivò anche Oberlin: Lenz era ritornato in sé e si giustificò del suo comportamento dicendo che era abituato a fare bagni freddo; ritornò in camera e dormì. p.19-21-23 Lenz di mattina va a cavallo per la valle con Oberlin. Oberlin aveva su Lenz un effetto benefico e pacificante. Tutto ciò durò fino a quando ci fu luce nella valle. Verso sera lo assalì l’angoscia, l’incubo della follia tornava: pensavo che tutto ciò attorno a lui non fosse altro che un sogno, inizia a delirare e recita anche passi da Shakespeare; si butta nella fontana, aveva la segreta speranza di ammalarsi. Si calmava quando si inseriva attivamente nella vita, ad es. aiutando Oberlin, disegnava, leggeva la Bibbia. p.27 Lenz esprime a Oberlin che voleva predicare in chiesa una domenica. Egli ha studiato teologia. p.31 Lenz racconta a Oberlin come nella notte gli fosse apparsa in sogno la madre: ella era morta. p.33 Lenz inizia a leggere l’Apocalisse e Bibbia; Arriva nello Steintal Kaufmann con la sua sposa. Dapprima a Lenz tale incontro fu sgradito, poiché con Kaufmann avrebbe dovuto parlare, gli ricordava tante cose, e Kaufmann sapeva di lui tante cose. Invece Oberlin non sapeva nulla su Lenz ma lo aveva accolto e lo aveva voluto bene. p.35 e 39 dialogo sull’arte: a tavolo con Kaufmann parlarono di letteratura, era il suo campo. Allora cominciava il periodo idealistico e Kaufmann ne era un sostenitore. Lenz, no. Lenz dice che il poeta e l’artista che gli sono più cari sono quelli che gli ridà la natura nel modo più reale. Gli sono cari più i pittori olandesi che quelli italiani, in quanto gli sono gli unici comprensibili. p.41 Dopo cena Kaufmann dice a Lenz che suo padre gli ha inviato delle lettere in cui lo invita a ritornare a casa per aiutarlo; Kaufmann gli dice che dove ora si trova, Lenz sta solo disperdendo inutilmente la propria vita, senza alcun obiettivo. Ma Lenz è contrario a tutto ciò: dice che solo in quel luogo egli si sente a suo agio e che diventerebbe matto se non potesse più salire su un monte, vedere il paesaggio. p.43-44 Il giorno seguente Kaufmann decise di andare via. Convinse Oberlin ad accompagnarlo in Svizzera. Oberlin accetta anche perché aveva un forte desiderio di incontrare di persona Lavater. Lenz fu molto turbato dalla partenza di Oberlin: le parole e il viso di quest’ultimo gli facevano bene, ecco perché guardava con paura alla sua partenza. p.45 Lenz accompagna Oberlin -in partenza- per la montagna. Lenz tornò indietro da solo, dopo essersi separato da Oberlin e era ormai sera quando giunse in una capanna abitata, nella quale viveano una vecchia, una ragazza e un uomo. Lenz trascorse presso la capanna la notte e al mattino seguente viene a

sapere che quell’uomo era arrivato lì, non si sa da dove, molto tempo prima, ed aveva la fama di santo, sapeva evocare gli spiriti e molti venivano in pellegrinaggio da lui. p.51-53 abbiamo un rif. alla ragazza di servizio degli Oberlin, che canta che il suo amato è lontano. ( Tale donna è Friederike Brion. Lenz aveva sperato di prendere, accanto a lei, il posto lasciato da Goethe. La delusione amorosa fu, secondo alcuni biografi di Lenz, la vera origine della sua follia.) p.55 il 3 febbraio Lenz sentì dire che a Fouday era morta una bambina, che si chiamava Friederike. Il giorno seguente si avvolse in un sacco, come un penitente, e mi mise in cammino per andare dalla bambina morta: arrivato a casa di questa, appena vide il corpo esanime, egli rabbrividì. Poi, afferrò le mani della defunta e voleva farla resuscitare. Dopodiché si precipitò fuori, su per la montagna, sconvolto, imprecando e bestemmiando. L’ateismo afferrò Lenz. p.59 Oberlin ritorna dal suo viaggio in Svizzera e esorta Lenz a conformarsi al desiderio del padre, a tornare a casa. Questo discorso mise in agitazione Lenz. p.63 verso mezzanotte Oberlin fu svegliato da un rumore: Lenz correva e urlava il nome di Friederike, poi si gettò nella vasca della fontana. p.65-67 Lenz prega Oberlin di tirargli il braccio, se l’era slogato, s’era buttato giù dalla finestra. In una passeggiata fino a Fouday con il maestro di scuola Sebastian Scheidecker, Lenz visitò la tomba della bambina che aveva voluto resuscitare; in seguito Lenz si fa legare da un giovane dietro sua pressante insistenza, dicendo di essere un assassino, ma certamente non poteva esserlo. Oberlin esorta Lenz a pregare. P.71 lo stato di Lenz era divenuto sempre più disperato, tuto quel po’ di pace ch’egli aveva attinto dalla vicinanza di Oberlin e dalla tranquillità della valle era scomparso. Lenz aveva solo un vuoto spaventoso e insieme un’ansia torturante di colmarlo. p.77 prova a fare dei mezzi tentativi di togliersi la vita; spesso batteva il capo alla parete o si infliggeva in altri modi un violento dolore fisico. p.79 Oberlin vuole farlo seguire da qualcuno p.81 arrivo a Strasburgo per il manicomio.