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Appunti lezioni di digital marketing Prof. Vergura
Tipologia: Appunti
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MIX DI MARKETING —> Prodotto, Prezzo, Comunicazione (Promotion), Distribuzione (Place, punto vendita) Obiettivo primario è la creazione della giusta combinazione, o mix, di questi elementi per soddisfare i bisogni dei clienti di un certo prodotto. I clienti sono il punto focale dell’attività di marketing Gran parte dei concetti che riguardano il marketing, rimandano anche al consumatore che viene posto al primo piano. La definizione del marketing mix richiede, dunque, uno studio approfondito del comportamento dei consumatori, vale a dire delle abitudini e delle motivazioni di acquisto. Abitudini di acquisto e motivazioni di acquisto sono concetti diversi: ABITUDINI DI ACQUISTO —> il processo di acquisto si realizza mediante un complesso di scelte che si differenziano per quanto concerne il luogo, il tempo, la quantità acquistata e le modalità di acquisizione del bene o del servizio richiesto (abitudini di acquisto). Facciamo riferimenti ai canali scelti dal consumatore, per quale occasione d’acquisto, l’entità acquistata.. La conoscenza di tale abitudine permette all’azienda di orientare le sue politiche di marketing. Quindi tipo ad assecondare le abitudini esistenti, soddisfare le abitudini che i consumatori hanno sviluppato nel corso del tempo, oppure a creare nuovi modelli di comportamento. MOTIVAZIONI DI ACQUISTO —> mutano in funzione:
spendere
mercato è eterogeneo, gruppi di consumatori eterogenei tra di loro che hanno caratteristiche simili. La segmentazione consente di individuare quei segmenti di consumatori alla quale l’azienda vuole rivolgersi.
Di fronte quindi a un mercato segmentatile, l’impresa può adottare tre diversi atteggiamenti: A. Rivolgersi al mercato come se fosse omogeneo, tutto uguale. Quindi si rivolge a un numero anche ampio di clienti sviluppando un piano di marketing unico. strategia di marketing indifferenziato. Spesso è successo nel settore automobilistico. B. Indirizzarsi ad un gran numero di segmenti mediante la formulazione di diversi programmi di marketing (piani di marketing). Individua alcuni segmenti di consumatori a cui rivolgersi. I piani di marketing si differenziano per i diversi segmenti di mercato, l’impresa decide di sviluppare strategie differenti per ciascuno dei segmenti. Strategia di marketing differenziato. E’ quella più usata dalle aziende oggi perché ti permette di adattare le decisioni di prodotti, prezzo, promozione ad alcuni segmenti di consumatori. C. Mirare a uno o pochi segmenti di mercato con la predisposizione di un unico programma di marketing. L’azienda individua 1 o 2 segmenti di mercato al massimo, e decide di concentrarsi su un’unica fetta di mercato, di consumatori. Strategia di marketing concentrato MIX DI MARKETING:
Quando si stabilisce il posizionamento, è necessario avere in mente questi elementi:
Quando un consumatore sceglie che cosa acquistare, lo facciamo tra i brand che conosciamo e che ci vengono in mente nel momento in cui dobbiamo effettuare l’acquisto quindi l’obiettivo della comunicazione di marketing è far conoscere il prodotto ai consumatori e fare in modo che se lo ricordino nel momento in cui valuta quelle che sono le alternative di acquisto. Quando parliamo di promozione come leva del marketing stiamo parlando di comunicazione, cioè di promozione del brand, dell’immagine aziendale, del prodotto.. Rientra anche la promozione delle vendita, riduzione prezzi, sconti.. però fa riferimento alla comunicazione. Quindi quando parliamo di promozione parliamo del complesso di azioni poste in essere per indurre, preservare o modificare i modelli di comportamento degli operatori del mercato (consumatori, intermediari, finanziatori, altri produttori..) allo scopo di ritrarre un vantaggio competitivo. E’ la comunicazione che costruisce e mantiene le relazioni positive informando e persuadendo una o più audience ad avere una visione più favorevole di un’organizzazione e ad accettare i prodotti. Il mix promozionale:
B. Indurre alla prova del prodotto —> spingere il consumatore a provare il prodotto C. Stimolare la domanda —> fare in modo che il consumatore preferisca quel prodotto che ha provato rispetto a quelli concorrenti. D. Mantenere clienti fedeli E. Facilitare il supporto ai distributori —> distribuire coupon, farsi si che il distributore inserisce quel prodotto tra gli scaffali F. Combattere le attività promozionali della concorrenza —> se i concorrenti sviluppano un’attività di comunicazione, gli altri concorrenti devono agire di conseguenza G. Ridurre la fluttuazione delle vendite —> cominciare un’attività promozionale è un modo per ridurre la fluttuazione delle vendite Con l’evoluzione nei processi di comunicazione portata dagli ambienti digitali si è assistito a un lento ma inesorabile declino dei mezzi tradizionali (la TV, la radio, stampa). Gia nel 2010 il 70% dei consumatori americano (l’80% degli italiani) dichiarava di ascoltare i consigli e i suggerimenti di altri consumatori nel web. Il passaparola elettronico. Il consumatore di trova a poter vivere diverse esperienze di comunicazione e a essere influenzato nei suoi processi di acquisto dall’insieme dei canali con i quali viene a contatto. L’esplosione delle tecnologie digitali, nell’era dell’economia delle informazioni, ha portato ad un ribaltamento delle strategie di comunicazione: Da un tipo di comunicazione one to many a uno di tipo many to many , dove gli attori sono pari tra loro (aziende, utenti, clienti, influencer, brand); Da una comunicazione di tipo push (l’azienda parla, i clienti ascoltano come le pubblicità) a un di tipo pull (la comunicazione è interattiva. Web 2.0) Quindi si sono aggiunti nuovi elementi alle 4 P del marketing:
Il processo di acquisto del consumatore tradizionalmente è stato descritto come un processo fatto di fasi: awareness —> familiarity —> consideration —> purchase —> loyality. Il purchase funnel E’ stato descritto come un processo lineare che inizia con il momento di awareness , quando il consumatore si rende conto di avere un bisogno di un servizio o prodotto, si informa e raccoglie informazioni sul prodotto ( familiarity ), si lascia influenzare dalle varie informazioni (raccolte offline prima di internet) e prendere la decisione di acquistare o non acquistare. Con l’arrivo di internet questo processo è cambiato e quindi con il fatto che i consumatori hanno più informazioni sui prodotti perché hanno siti di recensioni, forum, social.. quindi tutto questo ha cambiato la relazione tra brand e cliente:
Il customer journey può partire online ma puo coinvolgere processi di selezione/acquisto online. Occorre comprendere il cambiamento profondo generato da internet. Il potere è passato nelle mani dei clienti, che mai come ora hanno a disposizione una molteplicità di canali per manifestare opinioni, bisogni e comportamenti nelle diverse fasi del percorso. Le aziende devono conoscere il comportamento di acquisto del consumatore nella sua completezza, dall’acquisto sul web o in negozio alla condivisione delle sue opinioni e di tutto quello che fa online e attraverso i social network. Lo scambio di stimoli e informazioni continua anche dopo che ognuno di noi, diventato cliente, ha la possibilità di farsi promotore o detrattore avvalendosi di una potenza di amplificazione sociale inespressa prima dell’avvento del digitale. Definiamo “ advocate ” quel cliente che, al termine del journey, sceglie di condividere con altri soggetti le motivazioni che lo hanno portato a esprimere una valutazione positiva sul brand o sul prodotto. E ‘ quello che succede nel second moment of truth. Zero Moment of Truth Prima dell’esplosione di internet il modello mentale del marketing era rivolto a colpire il consumatore in tre principali momenti:
basilare per indirizzare i successivi. E lo chiama Zero Moment of Truth, è il momento in cui il consumatore una volta esposto allo stimolo, va a cercare informazioni sul prodotto in rete. E’ il momento in cui il cliente intraprende il customer journey. I luoghi dell’influenza sono tanti:
Quello che offriva la comunicazione prima di internet era una comunicazione unidirezionale, broadcast. Il mittente veicola un messaggio e il ricevente lo riceve e basta senza poter rispondere. Oggi invece i canali attraverso i quali un consumatore può interagire con l’azienda sono tanti, in linea digitale c’è una comunicazione interattiva e dialogante. I social media, i blog e gli strumenti di social networking hanno cambiato i paradigmi della comunicazione. Oggi con i nuovi strumenti a disposizione ognuno può essere produttore di contenuti e la sua voce è importante: online, in poco tempo, può diventare la voce di tanti. Gli utenti assumono quindi un ruolo attivo, di partecipazione all’evoluzione di un sistema ormai aperto, di libera e democratica fruizione. E il loro coinvolgimento è legato alla qualità dei contenuti disponibili e condivisi online. Un consumatore può decidere di:
E poi si sono manifestati importanti fattori di cambiamento nella fruizione: Ormai da anni utilizziamo i diversi media in maniera simultanea, in Europa l’80% di coloro che ascoltano la radio lo fa attraverso internet e il 90% di quello che uno internet legge online le notizie dei quotidiani. C’è un consumo simultaneo di diversi media. E’ cresciuto anche il fenomeno della Social TV, ovvero le attività di commento e interazione sui social media relative ai programmi TV tradizionali. Quindi seguiamo un programma e poi interagiamo sui social. CONTENT MARKETING Una delle sfide più grandi per le aziende è capire quali contenuti siano adatti ai nuovi canali e come reinterpretare i propri messaggi nei nuovi formati. I contenuti sono strumenti eccezionali di branding, fidelizzazione, acquisizione di lead, vendita. Per essere efficace, il contenuto deve essere davvero rilevante, attraente e coinvolgente per i destinatari. Quindi quando si parla di creazione di contenuti vuol dire partire da mittenti e destinatari. Partire da quello eh si vuole dire ma dirlo in base a quello che si aspetta il destinatario. Con il digitale i destinatari tradizionali, i clienti acquisiti e quelli potenziali, diventano produttori di contenuti. I contenuti oggi sono pensati e realizzati già direttamente in termini digitali, per essere distribuiti in modalità multipiattaforma e fruiti attraverso tutti i dispositivi, fissi e mobili. Bisogna produrre contenuti interessanti per catturare l’attenzione degli spettatori quindi sviluppare contenuti vuol dire abbandonare le logiche delle strategie pubblicitarie intese come inserimento di messaggi commerciali (spot pubblicitario) tra contenuti più informativi o di intrattenimento, cartelloni per strada.. si tratta di passare a una strategia di comunicazione supportata dall’impiego dei nuovi media digitali. Quindi non messaggi commerciali, non contenuti che interrompono la fruizione di un altro contenuto (interruzione del programma televisivo) ma proposta di contenuti che siano informativi e di intrattenimento ma che non vengano percepiti come interruttori, ma interessanti e di valore.
Parliamo quindi di contenuti che riguardano l’azienda, un brand. Quindi parliamo di produzione di cosiddetti Brand Contents —> veri e propri contenuti editoriali creati ad hoc per raccontare e rappresentare prima di tutto i valori della marca. Non hanno finalità di vendita dirette, ma puntano a rafforzare quei concetti di brand image , quindi rafforzare la proposta di valore della marca. Questo ha portato allo sviluppo del Branded content Marketing —> creare contenuti associati ai valori della marca con funzioni di intrattenimento per catturare e mantenere l’attenzione del consumatore per periodi di tempo prolungati. Questi contenuti brandizzati vengono