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Della distinzione importante tra diritto canonico e diritto ecclesiastico, che si applica a coloro che sono contemporaneamente cittadini italiani e fedeli cattolici. come la distinzione crea un muro giuridico tra lo stato e la chiesa, e come i concordati servono a smussare le asperità tra i due ordinamenti. Vengono anche discusse le differenze tra diritto divino e diritto umano, il ruolo del papa nella chiesa universale, e la collegialità immanente o diffusa.
Tipologia: Appunti
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Distinzione tra diritto canonico e diritto ecclesiastico, è una distinzione molto importante. Oggi parleremo della distinzione tra giurisdizione civile e canonica. Per comprendere bene la suddetta distinzione tra le due giurisdizioni utilizzeremo un’immagine. In quest’immagine è presente un incrocio tra State e Curch. Perché quest’incrocio? Cosa si vuole significare con questa immagine? E’ un’immagine evocativa, perché sul palo, a reggere questi cartelli a questo incrocio, ci troviamo noi o meglio, si trovano tutti coloro che, oltre ad essere cittadini italiani sono anche fedeli cattolici (battezzati nella chiesa); ecco, per il fatto di essere al contempo cittadini italiani e fedeli cattolici (ovviamente è un concetto riferibile ad una pluralità di religioni, noi porremo l’accento sulla confessione cattolica perché sia per ragioni storiche che numeriche, è considerata la religione più importante in ambito italiano) si ci trova in questo incrocio. In quanto cittadini italiani tutti noi siamo soggetto alla giurisdizione civile perché dobbiamo obbedienza allo stato, alle norme dello stato, d’altro canto però, se siamo anche dei fedeli cattolici dobbiamo obbedienza anche alle norme della chiesa, al diritto canonico. (esempio:il matrimonio concordatario è un matrimonio che ha contemporaneamente effetti religiosi che effetti civili. Se applichiamo questo concetto all’immagine possiamo dire che quando ci si sposa con rito concordatario quel matrimonio è soggetto a due giurisdizioni: quella civile, che si occupa degli effetti civili e quella canonica che si occupa dell’atto matrimoniale, della celebrazione in chiesa. A giudicare, nell’eventualità in cui l’atto matrimoniale dovesse presentare delle patologie, saranno in simultanea due ordinamenti giuridici:quello statale e quello religioso. Ognuno di noi, quando si sposa in chiesa, si sottopone a due ordinamenti giuridici. Lo stato avrà la competenza a disciplinare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, la chiesa avrà giurisdizione a verificare se l’atto matrimoniale (il SI in chiesa) è valido. Abbiamo due giurisdizioni che si incrociano, al centro di questo incrocio c’è il fedele cittadino. Scontato che noi conosciamo il diritto statale, dobbiamo capire meglio il diritto canonico. Perché, se non conosciamo entrambi, viene difficile muoversi nell’ambito di questa intersezione tra ordinamenti al cui centro ci siamo noi. Questa è una prima suggestione che ci serve per renderci conto dell’importanza di avere dei rudimenti di diritto canonico. Sempre nell’ambito di questa distinzione tra ordinamenti, è emblematica la funzione dell’art 7, primo comma della costituzione: Questo articolo assume un carattere decisamente importante. Esso è come se volesse sottolineare che tra stato e chiesa c’è un muro. Questo muro è un muro giuridico, ed è creato dall’art 7 comma 1 della costituzione. Stato e chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Questa distinzione di ordine che viene fatta tra stato e chiesa, crea un muro giuridico tra i due ordinamenti. Posto che noi, quali fedeli cittadini, siamo soggetti ad entrami gli ordinamenti, in determinate circostanza questo muro diventa permeabile, si può attraversare, succede che questi due ordinamenti comunicano e questa comunicazione viene fatta nell’interesse del fedele cittadino. I due ordinamenti diversi comunicano per far si che il fedele cittadino, in qualche modo, possa vivere la propria vita di fede e la vita civile nella migliore armonia possibile, cercando di evitare
scontri e conflitti tra i due ordinamenti. Facciamo un esempio: Possono esserci dei casi, come l’aborto, in cui si manifestano dei veri e propri conflitti tra i due ordinamenti. Per la chiesa, l’aborto procurato, a norma del canone 1398 , è considerato un delitto che colpisce, non solo la persona che abortisce ma anche tutti quelli che collaborano all’ottenimento dell’effetto. La sanzione derivante dal compimento di tale delitto è la scomunica. (la scomunica è una sanzione tipica del diritto canonico) Il povero medico che, per ragioni d’ufficio deve procedere ad effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza, si trova tra l’incudine e il martello perché, se è cattolico ed obbedisce all’ordinamento canonico non sarà scomunicato ma, da un punto di vista statale, ha l’obbligo di effettuare l’interruzione della gravidanza e dunque, se non adempie, rischia non solo le sanzioni penali per omissione di atti d’ufficio ma rischia anche di perdere il posto. Ecco, in questo modo, viene a crearsi uno scontro ordinamentale. In qualche modo la funzione del diritto ecclesiastico è anche quella di cercare di risolvere questi contrasti. L’idea dei concordati, degli accordi che vengono stipulati tra stato e chiesa servono proprio per smussare, ove possibile, queste asperità. Vediamo l’importanza ancora una volta del diritto ecclesiastico e la sua funzione. Vediamo ancora di capire meglio i rapporti e le differenze con il diritto canonico. Il diritto ecclesiastico è il diritto dello stato. E’ una branca del diritto dello stato e si occupa del fenomeno religioso. Il diritto canonico è un diritto confessionale, interno proprio della chiesa cattolica. Riguarda questa confessione religiosa. Questo diritto oggi è contenuto all’interno del Codex iuris canonici ( codice di diritto canonico). Il primo codice è stato realizzato nel 1917, ed è un codice ‘’moderno’’, verrà integralmente sostituito da un nuovo codice che verrà promulgato da San Giovanni Paolo II il quale, oltre ad essere stato un grande Papa, è stato anche un grande legislatore. A lui dobbiamo i codici di diritto canonico, normalmente ci sono due codici:
Ario, a sostegno della sua teoria, diceva che Gesù era venuto al mondo in senso umano, questo voleva dire che non poteva essere Dio, Dio non nasce, Dio c’è sempre stato, Dio è eterno, è sempre esistito, esiste ed esisterà. Non conosce una nascita, né la morte. Un Dio è tale proprio perché è svincolato da quei momenti che sono tipici dell’essere umano. Se Gesù è nato non poteva essere Dio. Questo è gravissimo per la chiesa, perché se fosse vero si perderebbe un punto fondamentale della fede: cioè che dio padre ha mandato suo figlio, altrettanto divino, sulla terra a morire per la salvezza del genere umano. Questo è inaccettabile. Vi sono state altresì delle eresie monofisite che sostenevano esattamente il contrario, cioè si, gesù aveva una sola natura, ma era quella divina. Questa dottrina prende il nome di docetismo. Viene dal greco dokei che vuol dire d’immagine, secondo gli autori di questa dottrina, Gesù era un’immagine, era una sorta di ologramma della mente di Dio, per cui non aveva un corpo, era un’immagine e per questo poteva camminare sulle acque, perché non avendo una vera e propria fisicità non poteva affondare, era solo luce. E’ una dottrina profondamente eretica, se dovessimo ammetterla però ammetteremmo che Gesù non ha mai sofferto, non è mai morto in croce, non è mai resuscitato; Tutto ciò che rappresenta i fondamenti della fede cristiana verrebbe meno.
trovi nel mondo. Se si è battezzati questo diritto fa parte di noi, ci segue ovunque a prescindere dal luogo nel quale ci si trova.
I tria munera ecclesiae quindi sono il munus docendi (funzione di insegnare le verità di fede di cui parlavamo prima) il munus santificandi (la funzione di amministrare i sacramenti) e il munus regendi (funzione di indicare la via di cui parlavamo prima). Questo si concretizza nel governo della Chiesa. A proposito del munus iudicandi che è una componente del munus regendi: in questa slide ci sono dei termini che poi troverete più volte nel corso delle lezioni e nel libro e cioè i tribunali apostolici della curia romana. Quest’ultima è l’insieme di quegli organismi, dicasteri, tribunali etc che si trovano a Roma e che aiutano il pontefice nel governo della Chiesa universale. Questi tribunali, sono tre, si chiamano apostolici perchè sono i tribunali dell’apostolo, del papa, inteso come discendente dell’apostolo Pietro. Sono apostolici fanno parte della curia romana e internazionali cioè ricevono cause da tutto il mondo e si parla in latino. I tribunali sono: Rota romana : (non si dice sacra rota! San Giovanni Paolo II nel 1984 tolse l’aggettivo sacro alla rota perchè si riteneva che non si potesse attribuire il termine sacro ad un tribunale umano). Il prof è avvocato della rota romana; occorre prendere una seconda laurea in diritto canonico. Si fa un corso della durata di tre anni presso la rota romana dove le lezioni vengono fatte in latino. I giudici della rota romana sono scelti dal papa tra persone che provengono da tutte le parti del mondo perchè la rota così come gli altri tribunali, sono internazionali cioè ricevono le cause da tutto il mondo. Sono tutti sacerdoti non possono essere laici. In particolare la rota è un tribunale di merito, di appello. Di solito la rota giudica le cause dal secondo grado in su, solo raramente giudica in primo grado e lo fa per esempio quando si tratta di cause che riguardano i capi di stato, principi, re, presidenti della repubblica etc.. Questo per una sorte di antica tradizione. Poi lo fa per esempio nel caso in cui ci siano dei problemi ambientali nel giudicare una causa in primo grado nella diocesi di appartenenza. Esempio: si fa un processo di nullità matrimoniale nel tribunale interdiocesano che abbiamo in Sicilia e per ragioni particolari (es la persona che è parte del processo è molto nota, ha troppi nemici) si può chiedere che la causa venga avocata, venga cioè richiamata su Roma e quindi in questo caso decide in primo grado la Rota che si presta ad essere il giudice più imparziale proprio per la composizione del tribunale. Un altro motivo per cui i giudici vengono da tutte le parti del mondo è che chiaramente la rota ricevendo cause da dovunque necessita di giudici che conoscono la cultura, la mentalità, le abitudini e la lingua del paese di provenienza della causa. E’ un modo per portare l’universalità, la cattolicità (cattolico significa universale) all’interno del tribunale. Quindi la Rota è molto importante che si occupa per lo più di cause di nullità matrimoniale (no annullamento!) ma anche di cause di diritti, cause penali meno importanti etc. Supremo tribunale della Segnatura apostolica : importantissimo soprattutto quando parleremo del matrimonio. Composto da due sezioni: la prima sezione e poi la seconda sezione, cd la sectio altera. La prima funziona come giudice di legittimità un po’ come la nostra Cassazione, mentre la seconda funziona come una sorta di giudice amministrativo, una sorte di Consiglio di Stato. Supremo tribunale della penitenzieria apostolica : è un tribunale di coscienza, di foro interno cioè analizza tutte quelle questioni di coscienza che non possono essere provate in un tribunale normale ma necessitano di una particolare soluzione, mentre i primi due sono di foro esterno. Dopo la pausa. Parlavamo del munus iudicandi cioè della funzione di giudicare nella Chiesa che viene anche esercitata dal Papa il quale è un monarca quasi assoluto perchè il limite al suo potere è il diritto divino che può essere positivo rivelato o naturale. Il papa peraltro assomma su di sè tutte le funzioni perchè è al contempo supremo giudice, supremo legislatore e capo del governo della chiesa universale. Per cui nella chiesa non trova applicazione il famoso principio della separazione dei poteri. Tutti i poteri sono nelle mani accentrate del papa per quanto riguarda la chiesa universale e
obbediente verso i superiori. Questi tre voti sono cd voti base: qualsiasi professione di appartenenza ad un ordine religioso implica di professare questi voti. E’ interessante notare che quasi tutti gli ordini religiosi come i francescani, i gesuiti etc, accanto a questi tre voti basici ne aggiungono di solito un quarto o un quinto. Per esempio i gesuiti che sono la compagnia di Gesù (ordine militaresco per certi aspetti perchè sono stati fondati da un militare) hanno l’obbligo di fedeltà al Papa, giurano fedeltà a quest’ultimo perchè sono una sorta di esercito spirituale. La qualifica di religiosi ve la ritroverete nel libro in più di un caso, per esempio quando parleremo del lavoro dei religiosi (ATTENZIONE! All’esame quando vi si chiede il lavoro dei religiosi vi si chiederà pure di premettere la nozione di religioso.. Se non sapete dire chi sono i religiosi chiaramente è un problema perchè non capiamo nemmeno la disciplina giuridica. Vedete.. Il lavoro dei religiosi ha la caratteristica che proprio perchè hanno fatto il voto di povertà, seppure lavorano anche in una struttura pubblica (es. tempo fa nella facoltà di lettere c’era un professore gesuita che insegnava storia romana; questo professore proprio perchè era un religioso, un chierico religioso, non percepiva lo stipendio. Lo stipendio non veniva dato a lui ma all’ordine della compagnia di Gesù. Questo perchè lui deve essere povero! Il religioso non presta la propria attività lavorativa per vivere, bensì per un fine di perfezionamento spirituale. Cioè il lavoro è un modo per elevarsi spiritualmente verso Dio. Non si fa per soldi ma per crescere moralmente, spiritualmente, per spirito di servizio. Ci tengo a ribadirlo .. Il religioso può essere sia un chierico che un laico, ciò significa che anche un soggetto che è battezzato ma non è sacerdote, non è chierico, non ha ricevuto il sacramento dell’ordine, può professare i tre consigli evangelici, può cioè diventare laico religioso. Così come un chierico, può decidere non solo di ricevere il sacramento dell’ordine ma anche di professare i tre voti di castità, povertà e obbedienza diventando un chierico religioso. Es. di chierico religioso famoso è Padre Pio perchè era non solo un sacerdote ma anche un religioso perchè aveva professato i tre consigli evangelici. Mentre esistono tanti altri religiosi che sono laici e anche tante altre sfaccettature; per esempio ci sono laici religiosi che per esempio prestano un solo voto di questi tre, per es. solo la castità. Fate quindi attenzione a questo concetto. Chierici : Sinonimo di chierico è ecclesiastico. Sono coloro i quali hanno ricevuto il sacramento dell’ordine che è uno dei 7 sacramenti. Questo sacramento ha tre livelli, tre gradi. Cominciamo dal più basso al più alto.
presbiteri secolari: sono quelli che vivono nel secolo, cioè nel mondo del giorno, vive più a contatto con i fedeli. Mentre quello regolare normalmente vive una vita più ritirata, addirittura di clausura.
Sono i principali collaboratori del papa, coadiuvano il pontefice sia come singoli che come collegio. Abbiamo il cd concistoro pubblico all’interno del quale crea i cardinali, li annuncia al mondo e poi c’è quello privato in cui il papa discute in separata sede con i suoi cardinali. Si distinguono in: curiali: lavorano a Roma, sono messi a capo dei dicasteri della curia romana. Vi ho già detto che la curia romana è composta da dicasteri che aiutano il papa nel governo del miliardo e 100 milioni di fedeli. Hanno vari nomi, congregazioni, consigli etc. A capo dei dicasteri così come a capo dei tribunali, noi troviamo dei cardinali che proprio perchè lavorano e vivono a roma e quindi fanno parte della curia romana, vengono chiamati curiali. Sono potenti, hanno gli stessi poteri che potrebbe avere un ministro nella Repubblica Italiana. Il più potente di tutti vi ho detto è il cardinale segretario di Stato che al momento è Parolin, e dopo di lui il più potente è il cardinale prefetto, questo è l’appellativo che si dà ad un cardinale che è posto a capo di un dicastero. Il cardinale prefetto della congregazione per la dottrina della fede che è diretto discendente dell’inquisizione la quale poi si è evoluta nel nome, è diventata santo uffizio per diventare oggi congregazione per la dottrina della fede che è potentissima sia perché aiuta il papa nella definizione degli obblighi sia perché ad oggi ha una competenza di tribunale per quelli che sono i cd delicta graviora cioè i delitti più gravi tra cui vi rientra la pedofilia. Quindi la pedofilia della Chiesa viene giudicata dalla congregazione per la dottrina della fede e quindi dalla inquisizione. La repressione di questo gravissimo delitto è affidata ad un organo che anche per tradizione ha una fama severa. diocesani o residenziali: sono i cardinali che non stanno a Roma ma che fanno i Vescovi nelle loro diocesi. Per esempio in Sicilia abbiamo il cardinale Montenegro ma il suo lavoro lo svolge ad Agrigento quindi è un cardinale diocesano, residenziale perché risiede in una parte del mondo. Vi faccio un po’ di gossip (ahaha).. Quando c’è l’elezione del papa c’è una contrapposizione di solito tra curiali e diocesani. Sono anche due modi diversi di intendere la Chiesa. Quelli di curia sono più polarizzati verso Roma, verso una visione più accentrata del potere, mentre quelli diocesani hanno una prospettiva diversa. Papa Francesco prima di essere papa era un cardinale diocesano, era arcivescovo di Buenos Aires infatti lui ha una visione del potere molto meno accentrata su Roma. Al contrario, Benedetto XVI era un cardinale di curia perchè era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede prima di diventare papa. c’è una certa alternanza possiamo dire e quando ci sono i conclave la tendenza è a contrapporsi. Vengono nominati direttamente dal Papa il quale può nominare quanti ne vuole. Papa Francesco ne ha nominati tantissimi. Attualmente più di 300. C’è un ricambio perchè molti sono già molto anziani quando vengono nominati. Attualmente il cardinale più giovane ha 53 anni. Si distinguono inoltre in elettori e non elettori. Non tutti i cardinali possono partecipare all’elezione del papa in conclave. C’è una norma che è stata introdotta da Paolo VI con una ciclica che si chiama ingravescentem aetatem: in base a questa norma non possono partecipare al conclave i cardinali che hanno compiuto 80 anni nel momento in cui il papa muore o rinuncia all’ufficio di Papa. Una curiosità: il papa deve stare attento che ci siano almeno 120 elettori perchè devono essere 10 volte il numero degli apostoli che erano 12. Al momento ce ne sono 121 cosicché c’è un numero sufficientemente rappresentativo. Al momento i cardinali provengono da 88 paesi, è un record! Papa Francesco è stato molto attento su questo, ha nominato anche cardinali in paesi che non ne avevano mai avuto. C’è una rappresentatività mondiale quindi. Un’altra curiosità: i cardinali vengono nominati dal papa ed è capitato in passato soprattutto ai tempi di San Giovanni Paolo II, che il papa nominasse cardinali in pectore (cioè dentro il petto) questo perchè per es. in Cina fino a quando di recente non è stato fatto un accordo in cui si è parlato della nomina dei vescovi, la Chiesa cattolica era perseguitata oppure ancora quando c’era il muro di Berlino, nominare una persona cardinale significava metterlo in rischio di vita perché dove c’era una persecuzione della Chiesa, diventare cardinale significava condanna a morte perché venivano uccisi o messi in prigione perché considerati pericolosi. Allora il papa che voleva dare questa
dignità ad un cardinale, lo nominava in pectore cioè non rivela al mondo il nome per non mettere in pericolo l'eletto. Però con San Giovanni Paolo II è successo che una persona è stata nominata cardinale in pectore ma non si saprà mai il suo nome perché San Giovanni è morto prima di rivelare il nome. Altra curiosità: tutti i cardinali quando vengono creati cardinali se non sono già vescovi ma solo presbiteri o diaconi devono diventare necessariamente vescovi. Anche un laico può diventare cardinale se il papa decide di nominarlo. In passato succedeva, cardinali del tipo di Richelieu e Mazzarino erano laici che erano stati creati cardinali. Ora non si usa più, devono essere almeno presbiteri e se diventano cardinali devono essere nominati prima vescovi cioè devono ricevere il sacramento dell’ordine al terzo grado dell’episcopato. I cardinali a loro volta si dividono in tre ordini: non fate confusione, dal punto di vista del sacramento dell’ordine sono tutti vescovi, solo che vengono divisi in ordine di importanza e anzianità, in tre classi: cardinali-diaconi cardinali-presbiteri cardinali-vescovi Cardinali-diaconi lo diventano appena vengono nominati. E’ il primo gradino di ingresso. Dopo 10 anni di permanenza nell’ordine dei cardinali-diaconi possono diventare cardinali-presbiteri e poi soltanto alcuni vengono nominati direttamente dal papa cardinali-vescovi. Sono importantissimi i cardinali-vescovi perché sono posti a capo (dal punto di vista onorifico, cioè non governano materialmente) delle cd diocesi suburbicarie cioè le 6 diocesi che stanno intorno a Roma (es Palestina, Civitavecchia, Velletri) e hanno un ruolo importante perché i cardinali vescovi eleggono il cardinale decano che è il capo del collegio cardinalizio. Cardinali-vescovi sono solo i 6 che hanno come titolo onorifico una delle 6 diocesi suburbicarie e lo sono pure di diritto i patriarchi di quelle chiese orientali cattoliche di cui vi ho già parlato. Quindi è un gruppo molto ristretto che esprime il cardinale decano che è a capo dell’ordine di tutti i cardinali. I cardinali-presbiteri hanno come titolo alcune chiese di Roma. In alcune chiese del centro c’è una sorta di insegna dove c’è uno strano cappello con dei disegni. Quelle sono delle chiese cardinalizie cioè i cardinali hanno quelle chiese come titolo onorifico. Infatti quando ci sono i conclave, i cardinali che vengono da varie parti del mondo, si recano nelle chiese che gli sono state assegnate magari per dire la messa. Cardinale camerlengo : è il cardinale che quando muore il papa ha una serie di funzioni importanti perché è una sorta di reggente. Tra l’altro accerta la morte del papa. C’era tutto un rituale adesso un po’ cambiato: quando il papa veniva dichiarato morto dal medico, il cardinale camerlengo si avvicinava al papa, lo chiamava per tre volte con il suo nome di battesimo e se il papa non rispondeva era già un primo segnale. Ancora più anticamente si prendeva un martelletto d’argento con il simbolo pontificio e si toccava per tre volte la fronte del papa defunto e se non c’era segnale il camerlengo dichiarava ufficialmente la morte del papa con le parole “papa vere mortus est”. A quel punto il cardinale camerlengo assumeva la gestione ordinaria della chiesa fintanto chè non viene nominato il nuovo papa. Il papa porta un anello che è il suo sigillo e che si chiama anello piscatorio perché San Pietro era un pescatore e da pescatore di pesce era diventato pescatore d’anime. Quindi ancora in onore di questo il papa porta tale anello. Prima il camerlengo prendeva l’anello e lo distruggeva per evitare che questo sigillo venisse utilizzato per confermare altri atti a nome del papa. Ora non si fa più questo ma viene annullato il sigillo.