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Distinzione Tra Diritto Canonico e Diritto Ecclesiastico, Appunti di Diritto Ecclesiastico

Della distinzione importante tra diritto canonico e diritto ecclesiastico, che si applica a coloro che sono contemporaneamente cittadini italiani e fedeli cattolici. come la distinzione crea un muro giuridico tra lo stato e la chiesa, e come i concordati servono a smussare le asperità tra i due ordinamenti. Vengono anche discusse le differenze tra diritto divino e diritto umano, il ruolo del papa nella chiesa universale, e la collegialità immanente o diffusa.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 08/02/2021

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marta-di-gaetano-1 🇮🇹

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DIRITTO ECCLESIASTICO
LEZIONE II , MARTEDI’ 29.09.2020
Distinzione tra diritto canonico e diritto ecclesiastico,
è una distinzione molto importante.
Oggi parleremo della distinzione tra giurisdizione civile e canonica.
Per comprendere bene la suddetta distinzione tra le due giurisdizioni utilizzeremo un’immagine. In
quest’immagine è presente un incrocio tra State e Curch. Perché quest’incrocio? Cosa si vuole
significare con questa immagine? E’ un’immagine evocativa, perché sul palo, a reggere questi
cartelli a questo incrocio, ci troviamo noi o meglio, si trovano tutti coloro che, oltre ad essere
cittadini italiani sono anche fedeli cattolici (battezzati nella chiesa); ecco, per il fatto di essere al
contempo cittadini italiani e fedeli cattolici (ovviamente è un concetto riferibile ad una pluralità di
religioni, noi porremo l’accento sulla confessione cattolica perché sia per ragioni storiche che
numeriche, è considerata la religione più importante in ambito italiano) si ci trova in questo
incrocio. In quanto cittadini italiani tutti noi siamo soggetto alla giurisdizione civile perché
dobbiamo obbedienza allo stato, alle norme dello stato, d’altro canto però, se siamo anche dei fedeli
cattolici dobbiamo obbedienza anche alle norme della chiesa, al diritto canonico.
(esempio:il matrimonio concordatario è un matrimonio che ha contemporaneamente effetti religiosi
che effetti civili. Se applichiamo questo concetto all’immagine possiamo dire che quando ci si sposa
con rito concordatario quel matrimonio è soggetto a due giurisdizioni: quella civile, che si occupa
degli effetti civili e quella canonica che si occupa dell’atto matrimoniale, della celebrazione in
chiesa. A giudicare, nell’eventualità in cui l’atto matrimoniale dovesse presentare delle patologie,
saranno in simultanea due ordinamenti giuridici:quello statale e quello religioso. Ognuno di noi,
quando si sposa in chiesa, si sottopone a due ordinamenti giuridici. Lo stato avrà la competenza a
disciplinare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, la chiesa avrà
giurisdizione a verificare se l’atto matrimoniale (il SI in chiesa) è valido.
Abbiamo due giurisdizioni che si incrociano, al centro di questo incrocio c’è il fedele cittadino.
Scontato che noi conosciamo il diritto statale, dobbiamo capire meglio il diritto canonico. Perché, se
non conosciamo entrambi, viene difficile muoversi nell’ambito di questa intersezione tra
ordinamenti al cui centro ci siamo noi.
Questa è una prima suggestione che ci serve per renderci conto dell’importanza di avere dei
rudimenti di diritto canonico.
Sempre nell’ambito di questa distinzione tra ordinamenti, è emblematica la funzione dell’art 7,
primo comma della costituzione:
Questo articolo assume un carattere decisamente importante. Esso è come se volesse sottolineare
che tra stato e chiesa c’è un muro. Questo muro è un muro giuridico, ed è creato dall’art 7 comma 1
della costituzione. Stato e chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Questa distinzione di ordine che viene fatta tra stato e chiesa, crea un muro giuridico tra i due
ordinamenti. Posto che noi, quali fedeli cittadini, siamo soggetti ad entrami gli ordinamenti, in
determinate circostanza questo muro diventa permeabile, si può attraversare, succede che questi due
ordinamenti comunicano e questa comunicazione viene fatta nell’interesse del fedele cittadino.
I due ordinamenti diversi comunicano per far si che il fedele cittadino, in qualche modo, possa
vivere la propria vita di fede e la vita civile nella migliore armonia possibile, cercando di evitare
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DIRITTO ECCLESIASTICO

LEZIONE II , MARTEDI’ 29.09.

Distinzione tra diritto canonico e diritto ecclesiastico, è una distinzione molto importante. Oggi parleremo della distinzione tra giurisdizione civile e canonica. Per comprendere bene la suddetta distinzione tra le due giurisdizioni utilizzeremo un’immagine. In quest’immagine è presente un incrocio tra State e Curch. Perché quest’incrocio? Cosa si vuole significare con questa immagine? E’ un’immagine evocativa, perché sul palo, a reggere questi cartelli a questo incrocio, ci troviamo noi o meglio, si trovano tutti coloro che, oltre ad essere cittadini italiani sono anche fedeli cattolici (battezzati nella chiesa); ecco, per il fatto di essere al contempo cittadini italiani e fedeli cattolici (ovviamente è un concetto riferibile ad una pluralità di religioni, noi porremo l’accento sulla confessione cattolica perché sia per ragioni storiche che numeriche, è considerata la religione più importante in ambito italiano) si ci trova in questo incrocio. In quanto cittadini italiani tutti noi siamo soggetto alla giurisdizione civile perché dobbiamo obbedienza allo stato, alle norme dello stato, d’altro canto però, se siamo anche dei fedeli cattolici dobbiamo obbedienza anche alle norme della chiesa, al diritto canonico. (esempio:il matrimonio concordatario è un matrimonio che ha contemporaneamente effetti religiosi che effetti civili. Se applichiamo questo concetto all’immagine possiamo dire che quando ci si sposa con rito concordatario quel matrimonio è soggetto a due giurisdizioni: quella civile, che si occupa degli effetti civili e quella canonica che si occupa dell’atto matrimoniale, della celebrazione in chiesa. A giudicare, nell’eventualità in cui l’atto matrimoniale dovesse presentare delle patologie, saranno in simultanea due ordinamenti giuridici:quello statale e quello religioso. Ognuno di noi, quando si sposa in chiesa, si sottopone a due ordinamenti giuridici. Lo stato avrà la competenza a disciplinare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, la chiesa avrà giurisdizione a verificare se l’atto matrimoniale (il SI in chiesa) è valido. Abbiamo due giurisdizioni che si incrociano, al centro di questo incrocio c’è il fedele cittadino. Scontato che noi conosciamo il diritto statale, dobbiamo capire meglio il diritto canonico. Perché, se non conosciamo entrambi, viene difficile muoversi nell’ambito di questa intersezione tra ordinamenti al cui centro ci siamo noi. Questa è una prima suggestione che ci serve per renderci conto dell’importanza di avere dei rudimenti di diritto canonico. Sempre nell’ambito di questa distinzione tra ordinamenti, è emblematica la funzione dell’art 7, primo comma della costituzione: Questo articolo assume un carattere decisamente importante. Esso è come se volesse sottolineare che tra stato e chiesa c’è un muro. Questo muro è un muro giuridico, ed è creato dall’art 7 comma 1 della costituzione. Stato e chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Questa distinzione di ordine che viene fatta tra stato e chiesa, crea un muro giuridico tra i due ordinamenti. Posto che noi, quali fedeli cittadini, siamo soggetti ad entrami gli ordinamenti, in determinate circostanza questo muro diventa permeabile, si può attraversare, succede che questi due ordinamenti comunicano e questa comunicazione viene fatta nell’interesse del fedele cittadino. I due ordinamenti diversi comunicano per far si che il fedele cittadino, in qualche modo, possa vivere la propria vita di fede e la vita civile nella migliore armonia possibile, cercando di evitare

scontri e conflitti tra i due ordinamenti. Facciamo un esempio: Possono esserci dei casi, come l’aborto, in cui si manifestano dei veri e propri conflitti tra i due ordinamenti. Per la chiesa, l’aborto procurato, a norma del canone 1398 , è considerato un delitto che colpisce, non solo la persona che abortisce ma anche tutti quelli che collaborano all’ottenimento dell’effetto. La sanzione derivante dal compimento di tale delitto è la scomunica. (la scomunica è una sanzione tipica del diritto canonico) Il povero medico che, per ragioni d’ufficio deve procedere ad effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza, si trova tra l’incudine e il martello perché, se è cattolico ed obbedisce all’ordinamento canonico non sarà scomunicato ma, da un punto di vista statale, ha l’obbligo di effettuare l’interruzione della gravidanza e dunque, se non adempie, rischia non solo le sanzioni penali per omissione di atti d’ufficio ma rischia anche di perdere il posto. Ecco, in questo modo, viene a crearsi uno scontro ordinamentale. In qualche modo la funzione del diritto ecclesiastico è anche quella di cercare di risolvere questi contrasti. L’idea dei concordati, degli accordi che vengono stipulati tra stato e chiesa servono proprio per smussare, ove possibile, queste asperità. Vediamo l’importanza ancora una volta del diritto ecclesiastico e la sua funzione. Vediamo ancora di capire meglio i rapporti e le differenze con il diritto canonico. Il diritto ecclesiastico è il diritto dello stato. E’ una branca del diritto dello stato e si occupa del fenomeno religioso. Il diritto canonico è un diritto confessionale, interno proprio della chiesa cattolica. Riguarda questa confessione religiosa. Questo diritto oggi è contenuto all’interno del Codex iuris canonici ( codice di diritto canonico). Il primo codice è stato realizzato nel 1917, ed è un codice ‘’moderno’’, verrà integralmente sostituito da un nuovo codice che verrà promulgato da San Giovanni Paolo II il quale, oltre ad essere stato un grande Papa, è stato anche un grande legislatore. A lui dobbiamo i codici di diritto canonico, normalmente ci sono due codici:

  • Il codice per le chiese latine con rito latino;
  • Il codice per le chiese orientali, che si trovano ad oriente rispetto all'Italia. Le fonti di produzione del diritto Canonico Abbiamo due grandi gruppi di norme:
  • Il diritto divino
  • Il diritto umano. Nel diritto divino è Dio il creatore della norma, nel diritto umano è l’uomo l’autore della legge. Questa distinzione ci fa capire come si tratti di un diritto confessionale, cioè di un diritto che parte dal presupposto dell’esistenza di un Dio. Alcune di queste norme create da Dio, noi le troviamo nel codice. Alcune norme hanno una forza cogente, normativa che è assolutamente speciale, proprio perché non è fatta dall’uomo ma è fatta da Dio. Si tratta di poche norme ma fondamentali, tutte le altre sono fatte dall’uomo. E’ interessante notare che il diritto umano non può violare il diritto divino, il diritto umano è sottoposto al diritto divino. Com’è fatto questo diritto canonico divino? Possiamo distinguerlo in due sottogruppi:
  • Il diritto rivelato positivo , il quale è costituito dalle Sacre Scritture (Antico Testamento, Nuovo Testamento, Atti degli Apostoli)
  • Il diritto Naturale che si configura come quel complesso di principi impresso da Dio nella coscienza dell’uomo. Il diritto rivelato positivo : Perché diritto Rivelato? Perché lo troviamo scritto. Per un giurista canonista il vangelo viene guardato non solo come un testo sacro, che sicuramente per chi è credente è importante, ma viene anche visto come un testo giuridico, Viene visto come una carta costituzionale, una carta in cui troviamo principi giuridici fondamentali. Esempio: Passo del vangelo in cui c’è Gesù che rivolgendosi a San Pietro, gli dice ‘’Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa’’ questo passo del vangelo è importante perché è di diritto costituzionale. Gesù, con quell’affermazione che noi troviamo scritta, nomina san Pietro come capo

Ario, a sostegno della sua teoria, diceva che Gesù era venuto al mondo in senso umano, questo voleva dire che non poteva essere Dio, Dio non nasce, Dio c’è sempre stato, Dio è eterno, è sempre esistito, esiste ed esisterà. Non conosce una nascita, né la morte. Un Dio è tale proprio perché è svincolato da quei momenti che sono tipici dell’essere umano. Se Gesù è nato non poteva essere Dio. Questo è gravissimo per la chiesa, perché se fosse vero si perderebbe un punto fondamentale della fede: cioè che dio padre ha mandato suo figlio, altrettanto divino, sulla terra a morire per la salvezza del genere umano. Questo è inaccettabile. Vi sono state altresì delle eresie monofisite che sostenevano esattamente il contrario, cioè si, gesù aveva una sola natura, ma era quella divina. Questa dottrina prende il nome di docetismo. Viene dal greco dokei che vuol dire d’immagine, secondo gli autori di questa dottrina, Gesù era un’immagine, era una sorta di ologramma della mente di Dio, per cui non aveva un corpo, era un’immagine e per questo poteva camminare sulle acque, perché non avendo una vera e propria fisicità non poteva affondare, era solo luce. E’ una dottrina profondamente eretica, se dovessimo ammetterla però ammetteremmo che Gesù non ha mai sofferto, non è mai morto in croce, non è mai resuscitato; Tutto ciò che rappresenta i fondamenti della fede cristiana verrebbe meno.

  • Scisma , schisma, frattura, rottura, separazione. Lo scisma si lega al concetto per cui, secondo la costituzione rigida e ottriata della chiesa, Pietro e tutti i papi a lui successori sono i capi della chiesa. Noi dobbiamo riconoscere che il papa è il capo della chiesa universale. Qualsiasi cattolico deve stare sotto il comando del papa, il papa è il nostro capo dal punto di vista spirituale e, dal punto di vista morale, è una guida e quindi bisogna riconoscergli questo ruolo. Se qualcuno non riconosce il papa come capo della religione cattolica diventa scismatico. (Martin Lutero, quando fonda la chiesa protestante, disconosce l’autorità del papa. Il papa per lui non è il capo della chiesa. Parliamo a tal proposito dello scisma d’occidente, quello che poi porterà al protestantesimo.) In conclusione: Apostasia, Eresia e Scisma danno luogo alla scomunica. Vediamo di capire meglio il diritto canonico. Il diritto canonico presenta 6 peculiarità che lo caratterizzano:
  • E’ un diritto elastico, flessibile, duttile : Il diritto canonico non è un diritto rigido, è un diritto che sostanzialmente si caratterizza per il fatto che non vuole essere un ostacolo alla realizzazione del fine supremo della chiesa (fine supremo: salvezza dell’anima), in questo il diritto canonico si distingue dal diritto statale, perché lo stato ha un diritto che ha un altro fine che è quello di salvaguardare la coesione sociale, il diritto serve come ‘’cemento’’ unificatore della società, lo scopo del diritto è quello di evitare che i cittadini ricorrano alle armi per risolvere le controversie. Perché la chiesa sente il bisogno di darsi un diritto? A cosa può servire il diritto in una struttura che ha come scopo la salvezza delle anime? Il diritto è qualcosa di estremamente terreno, estremamente umano, ma la chiesa ne ha bisogno, perché la chiesa è duble face, ha due facce di una stessa medaglia, una faccia è sicuramente rappresentata dalla spiritualità, dalla trascendenza. Però accanto a questa ce n’è un’altra che è quella per cui la chiesa opera e si muove sulla terra. La chiesa è anche essa una societas, è un qualcosa che ha bisogno, per poter realizzare i suoi fini, di una struttura terrena. Da qui la necessita per la chiesa di dotarsi di un diritto. ( Ubi societas, ibi ius)
  • Razionalità della norma e obbligatorietà : Una norma è cogente, è vincolante solo se è razionale, solo se è una norma che comanda cose giuste da un punto di vista del diritto divino. Che viene visto come un punto di riferimento delle norme umane. La norma deve essere razionale.
  • E’ un diritto personale: Sappiamo che i diritti moderni sono diritti su base territoriale. Il diritto canonico no, è un diritto su base personale. Si è soggetti a questo diritto ovunque ci si

trovi nel mondo. Se si è battezzati questo diritto fa parte di noi, ci segue ovunque a prescindere dal luogo nel quale ci si trova.

  • Diversa concezione del principio di legalità : si può giungere alla mancata punizione di un colpevole qualcosa questo venga considerato sbagliare punire, perché magari nel frattempo ci si è pentiti, d’altro canto è pure possibile punire comportamenti che al momento in cui furono posti in essere erano si illeciti ma non penali, per la chiesa è possibile ex post rendere un comportamento illecito penale a cose fatte, perché magari punire possa essere necessario per realizzare la salus animarum. Il principio è contenuto nel canone 1752 in cui viene stabilito proprio che la salvezza dell’anima è la legge suprema. E’ un principio che non a caso viene messo nell’ultimo canone del codice, proprio a significare che tutte le norme del codice, dalla prima all’ultima, tendono a realizzare la salvezza delle anime.
  • Equità canonica , l’equità è un principio per cui, nel diritto canonico, la giustizia, la norma, deve essere temperata dalla misericordia. Perché non si deve mai arrivare, nell’ambito del diritto canonico, al principio del ‘’dura lex, sed lex’’; il rischio del diritto statale qual è? Che la legge è legge, quindi va applicata comunque. Si deve obbedire alla legge, anche se magari in concreto l’applicazione possa risultare pesane, ingiusta. Il diritto canonico prevede questa flessibilità, disapplicazione nel caso concreto di una norma ingiusta. Il diritto canonico ha ripreso un principio filosofico (epicheia di aristotele) L'equità canonica si è poi trasferita nel diritto inglese, l’equità canonica è alla base della court of chancery, il cancelliere del re per secoli era un arcivescovo e quando creava i provvedimenti con cui si amministrava la giustizia si ispirava al diritto canonico. (Il Trust inglese deriva dalle fiducie canonistiche. ) Adesso dobbiamo capire come funziona la chiesa dal punto di vista strutturale. La chiesa è una societas visibile, vive ed opera sulla terra. Seppur la chiesa possiede una dimensione spirituale, ha pure una componente visibile, umana. Cerchiamo di capire come si governa la chiesa sulla terra, cerchiamo di capire la sua struttura giuridica applicando il principio ‘’ubi societas, ibi ius.’’ (Dove c’è società, c’è legge) Una prima distinzione è quella che va fatta tra chiese particolari e chiesa universale.
  • Chiese particolari: Strutture giuridiche che operano sul territorio (diocesi) In altri termini, potremmo dire che le chiese particolari sono le dita della chiesa universale che è la mano. Tutte le diocesi del mondo compongono la chiesa universale.
  • Chiesa Universale: La sommatoria delle chiese particolari da luogo alla chiesa universale. Anche se è stato detto che la chiesa universale è qualcosa in più della mera addizione delle singole chiese universali. Possiede qualcosa di speciale. La Gerarchia di Governo della Chiesa Universale :
  1. Romano Pontefice , pontefice è un termine di origine romana pontifex massimus, dava i principi in materia religiosa, romano perché sta a Roma. Il papa è un vescovo, che acquista il ruolo di capo della chiesa universale perché vescovo della Città di Roma, città dove è morto San Pietro.
  2. Collegio dei vescovi , il collegio di vescovi è un gruppo formato da tutti i vescovi del mondo. Sostanzialmente, questo collegio dei vescovi può operare in due modi:
  • In modo solenne, con i cd concili ecumenici, che sono delle riunioni di Tutti i vescovi del mondo che vengono chiamati a raccolta in un unico luogo. I primi 4 concili ecumenici furono celebrati nei primi secoli della chiesa, furono celebrati tutti in oriente e sono così importanti da essere addirittura equiparati ai 4 vangeli. Di recente i concili ecumenici si sono svolti in occidente e soprattutto, gli ultimi, 2 a Roma. I concili ecumenici sono rarissimi, anche perchè è molto difficile organizzarli. Implicano ovviamente che tutti i vescovi del mondo debbano confluire in modo simultaneo in un unico luogo e ciò, a livello pratico organizzativo, non è semplice. (Statisticamente potremmo dire che in 2000 anni di storia ne sono stati celebrati 20, quindi la media è 1 ogni 100 anni.) L’ultimo è stato fatto nel
  1. Capitoli , cattedrali o collegiali, composti da una serie di monsignori che hanno il compito di gestire dal punto di vista patrimoniale e liturgico la chiesa.
  2. L’arciprete , che è il vicario foraneo, che di solito è il parroco della cattedrale. Che differenza c’è tra vescovo e arcivescovo? L'arcivescovo è a capo di un arcidiocesi, cioè di una diocesi più importante per ragioni storiche, numeriche di popolazione. Per esempio Palermo è arcidiocesi, Agrigento, Siracusa, Catania, sono arcidiocesi. I vescovi invece stanno a capo delle diocesi che sono dei territori più piccoli, meno numerosi. Per esempio Palermo, arcidiocesi, ha intorno delle piccole diocesi come Cefalù, Mazara del Vallo; queste diocesi prendono il nome di diocesi suffraganee, queste diocesi stanno intorno ad una diocesi principale che, avendo un ruolo predominantemente, viene detta anche sede metropolitana, quindi l’arcivescovo può anche essere chiamato metropolita. Il metropolita non ha un potere diretto,, non comanda i vescovi che stanno intorno però può avere un ruolo di coordinatore, di supervisore, ma non può decidere. Tutta questa struttura serve per realizzare il comandamento di Gesù ‘’io sono la via, la verità e la vita.’’ La via significa proprio la potestà di governo, tutta questa struttura che abbiamo indicato serve per indicare la via verso la salvezza. Per indicare la via serve proprio un ‘’vigile urbano’’ che è la struttura della chiesa, che ha questa funzione. la verità, la verità di fede, i dogmi. E la vita sono i sacramenti, perché parliamo di vita spirituale. Questo concetto di via si applica nei cd tra munera ecclesiae, dove il concetto di munus è un concetto di funzione. Non è un potere inteso in senso egoistico, è un potere al servizio degli altri.

I tria munera ecclesiae quindi sono il munus docendi (funzione di insegnare le verità di fede di cui parlavamo prima) il munus santificandi (la funzione di amministrare i sacramenti) e il munus regendi (funzione di indicare la via di cui parlavamo prima). Questo si concretizza nel governo della Chiesa. A proposito del munus iudicandi che è una componente del munus regendi: in questa slide ci sono dei termini che poi troverete più volte nel corso delle lezioni e nel libro e cioè i tribunali apostolici della curia romana. Quest’ultima è l’insieme di quegli organismi, dicasteri, tribunali etc che si trovano a Roma e che aiutano il pontefice nel governo della Chiesa universale. Questi tribunali, sono tre, si chiamano apostolici perchè sono i tribunali dell’apostolo, del papa, inteso come discendente dell’apostolo Pietro. Sono apostolici fanno parte della curia romana e internazionali cioè ricevono cause da tutto il mondo e si parla in latino. I tribunali sono:  Rota romana : (non si dice sacra rota! San Giovanni Paolo II nel 1984 tolse l’aggettivo sacro alla rota perchè si riteneva che non si potesse attribuire il termine sacro ad un tribunale umano). Il prof è avvocato della rota romana; occorre prendere una seconda laurea in diritto canonico. Si fa un corso della durata di tre anni presso la rota romana dove le lezioni vengono fatte in latino. I giudici della rota romana sono scelti dal papa tra persone che provengono da tutte le parti del mondo perchè la rota così come gli altri tribunali, sono internazionali cioè ricevono le cause da tutto il mondo. Sono tutti sacerdoti non possono essere laici. In particolare la rota è un tribunale di merito, di appello. Di solito la rota giudica le cause dal secondo grado in su, solo raramente giudica in primo grado e lo fa per esempio quando si tratta di cause che riguardano i capi di stato, principi, re, presidenti della repubblica etc.. Questo per una sorte di antica tradizione. Poi lo fa per esempio nel caso in cui ci siano dei problemi ambientali nel giudicare una causa in primo grado nella diocesi di appartenenza. Esempio: si fa un processo di nullità matrimoniale nel tribunale interdiocesano che abbiamo in Sicilia e per ragioni particolari (es la persona che è parte del processo è molto nota, ha troppi nemici) si può chiedere che la causa venga avocata, venga cioè richiamata su Roma e quindi in questo caso decide in primo grado la Rota che si presta ad essere il giudice più imparziale proprio per la composizione del tribunale. Un altro motivo per cui i giudici vengono da tutte le parti del mondo è che chiaramente la rota ricevendo cause da dovunque necessita di giudici che conoscono la cultura, la mentalità, le abitudini e la lingua del paese di provenienza della causa. E’ un modo per portare l’universalità, la cattolicità (cattolico significa universale) all’interno del tribunale. Quindi la Rota è molto importante che si occupa per lo più di cause di nullità matrimoniale (no annullamento!) ma anche di cause di diritti, cause penali meno importanti etc.  Supremo tribunale della Segnatura apostolica : importantissimo soprattutto quando parleremo del matrimonio. Composto da due sezioni: la prima sezione e poi la seconda sezione, cd la sectio altera. La prima funziona come giudice di legittimità un po’ come la nostra Cassazione, mentre la seconda funziona come una sorta di giudice amministrativo, una sorte di Consiglio di Stato.  Supremo tribunale della penitenzieria apostolica : è un tribunale di coscienza, di foro interno cioè analizza tutte quelle questioni di coscienza che non possono essere provate in un tribunale normale ma necessitano di una particolare soluzione, mentre i primi due sono di foro esterno. Dopo la pausa. Parlavamo del munus iudicandi cioè della funzione di giudicare nella Chiesa che viene anche esercitata dal Papa il quale è un monarca quasi assoluto perchè il limite al suo potere è il diritto divino che può essere positivo rivelato o naturale. Il papa peraltro assomma su di sè tutte le funzioni perchè è al contempo supremo giudice, supremo legislatore e capo del governo della chiesa universale. Per cui nella chiesa non trova applicazione il famoso principio della separazione dei poteri. Tutti i poteri sono nelle mani accentrate del papa per quanto riguarda la chiesa universale e

obbediente verso i superiori. Questi tre voti sono cd voti base: qualsiasi professione di appartenenza ad un ordine religioso implica di professare questi voti. E’ interessante notare che quasi tutti gli ordini religiosi come i francescani, i gesuiti etc, accanto a questi tre voti basici ne aggiungono di solito un quarto o un quinto. Per esempio i gesuiti che sono la compagnia di Gesù (ordine militaresco per certi aspetti perchè sono stati fondati da un militare) hanno l’obbligo di fedeltà al Papa, giurano fedeltà a quest’ultimo perchè sono una sorta di esercito spirituale. La qualifica di religiosi ve la ritroverete nel libro in più di un caso, per esempio quando parleremo del lavoro dei religiosi (ATTENZIONE! All’esame quando vi si chiede il lavoro dei religiosi vi si chiederà pure di premettere la nozione di religioso.. Se non sapete dire chi sono i religiosi chiaramente è un problema perchè non capiamo nemmeno la disciplina giuridica. Vedete.. Il lavoro dei religiosi ha la caratteristica che proprio perchè hanno fatto il voto di povertà, seppure lavorano anche in una struttura pubblica (es. tempo fa nella facoltà di lettere c’era un professore gesuita che insegnava storia romana; questo professore proprio perchè era un religioso, un chierico religioso, non percepiva lo stipendio. Lo stipendio non veniva dato a lui ma all’ordine della compagnia di Gesù. Questo perchè lui deve essere povero! Il religioso non presta la propria attività lavorativa per vivere, bensì per un fine di perfezionamento spirituale. Cioè il lavoro è un modo per elevarsi spiritualmente verso Dio. Non si fa per soldi ma per crescere moralmente, spiritualmente, per spirito di servizio. Ci tengo a ribadirlo .. Il religioso può essere sia un chierico che un laico, ciò significa che anche un soggetto che è battezzato ma non è sacerdote, non è chierico, non ha ricevuto il sacramento dell’ordine, può professare i tre consigli evangelici, può cioè diventare laico religioso. Così come un chierico, può decidere non solo di ricevere il sacramento dell’ordine ma anche di professare i tre voti di castità, povertà e obbedienza diventando un chierico religioso. Es. di chierico religioso famoso è Padre Pio perchè era non solo un sacerdote ma anche un religioso perchè aveva professato i tre consigli evangelici. Mentre esistono tanti altri religiosi che sono laici e anche tante altre sfaccettature; per esempio ci sono laici religiosi che per esempio prestano un solo voto di questi tre, per es. solo la castità. Fate quindi attenzione a questo concetto.  Chierici : Sinonimo di chierico è ecclesiastico. Sono coloro i quali hanno ricevuto il sacramento dell’ordine che è uno dei 7 sacramenti. Questo sacramento ha tre livelli, tre gradi. Cominciamo dal più basso al più alto.

  1. DIACONATO: il primo step che si fa è quello di essere ordinato come diacono. I diaconi si distinguono in permanenti e transeunti:  il diacono permanente può essere un soggetto che è già sposato, magari ha pure dei figli, però vuole impegnarsi di più nella Chiesa e quindi se ha almeno 35 anni e ha il permesso della moglie (perchè è molto impegnativo fare il diacono se si ha famiglia), può diventare diacono permanente, cioè resta diacono per sempre. La cosa interessante è che se diventa vedovo non si può più risposare perchè scatterà il divieto di matrimonio che è tipico dei chierici.  i diaconi transeunti come dice la stessa parola “transire” è un attraversare verso una direzione. E’ veramente il primo grado di questa scala di cui stiamo parlando. Il diaconato è una fase prodromica per diventare presbiteri.
  2. PRESBITERATO: presbitero è colui che ha raggiunto il secondo grado dell’ordine. è il sacerdote che vedete sempre, il parroco. E’ un sacerdote che normalmente va vestito di nero. I presbiteri si dividono a loro volta in due categorie:  presbiteri regolari: coloro che appartengono ad un ordine, che sono anche religiosi. Il chierico vi ho detto che può essere anche un religioso. In altri termini, il chierico che è diventa religioso prende il nome di presbitero regolare. Regolare perchè segue una regola. Ogni ordine monastico si dà una regola: per San Benedetto la regola era ora et labora (prega e lavora).

 presbiteri secolari: sono quelli che vivono nel secolo, cioè nel mondo del giorno, vive più a contatto con i fedeli. Mentre quello regolare normalmente vive una vita più ritirata, addirittura di clausura.

  1. EPISCOPATO: ultimo livello. Abbiamo la distinzione tra vescovo e arcivescovo metropolita che vi ho fatto prima. Episcopus è colui che osserva e controlla, perchè il vescovo ha appunto un ruolo di supervisore, di controllore, dell’operato dei presbiteri. Quando ci sono stati gli scandali connessi alla pedofilia, soprattutto negli USA, molti vescovi sono stati costretti a risarcire i danni per gli abusi commessi da alcuni presbiteri sottoposti alla loro vigilanza, proprio per una sorta di culpa in vigilando cioè per il fatto che non avevano svolto la loro funzione di episcopus, di controllore, che ha permesso il realizzarsi di determinate situazioni di abuso. Curiosità: quando ci si rivolge al Vescovo si usa l’appellativo di Eccellenza.  Laici : definizione in negativo. Sono laici tutti coloro che non sono chierici, cioè chi non ha ricevuto il sacramento dell’ordine sacro in uno dei tre gradi che abbiamo visto. Ripeto però, un laico, se professa pubblicamente, solennemente e perpetuamente i tre consigli evangelici può diventare religioso. Sotto questo profilo volevo aggiungere una cosa interessante che riguarda invece i chierici: possono essere solo uomini, non possono essere solo donne. E’ un principio che non può essere cambiato nemmeno dal Papa. Le donne possono diventare suore, quindi religiose. Le suore sono consacrate ma tecnicamente sono delle laiche che hanno preso i voti, non hanno lo status clericale che è riservato ai maschi. Questo perchè se guardiamo il vangelo i dodici apostoli erano tutti maschi. Certo, si potrebbe dire che all’epoca sarebbe stato impensabile che Gesù si contornasse di donne perchè nel contesto sociale palestinese di 2000 anni fa, le donne avevano un ruolo molto diverso. La donna non era considerata alla pari dell’uomo. Questo è vero ma è altrettanto vero, secondo l’opinione più accreditata, il Papa non può ordinare una donna sacerdote. Questa è una delle grandi divisioni che noi abbiamo con gli anglicani perchè loro hanno le donne sacerdoti. Per la Chiesa Cattolica questo non è accettabile perchè per volontà divina che si ricava dai comportamenti di Cristo sulla terra, lui aveva dato la dignità di apostolo soltanto a 12 uomini e non a donne. Questo fa sì che lo status clericale è riservato agli uomini. Altra curiosità, il diritto divino potrebbe essere modificato in qualsiasi momento dal Papa. Non è considerato contrario al diritto divino che i preti si possano sposare. In realtà se ci fate caso gli apostoli erano sposati. San Pietro era sposato e aveva figli. Questo perchè nella Palestina dell’epoca, un uomo che non fosse sposato e non avesse figli non era considerato normale. Il matrimonio era un must, ti dava una sorta di credibilità sociale. Ecco che i primi apostoli erano sposati e addirittura per il primo millennio era possibile per i preti sposarsi. Questa cosa verrà cambiata soltanto a partire dall’XI secolo quando verrà imposto il divieto ai sacerdoti di sposarsi e avere famiglia. Questo non tanto per ragioni teologiche quanto perchè si erano riscontrati dei mal costume nella Chiesa: i sacerdoti che tenevano famiglia nel momento in cui dovevano gestire i beni della Chiesa tendevano in qualche modo a favorire i familiari e in caso di morte del parroco era difficile a volte capire quali fossero i beni personali che andavano agli eredi e quali fossero della parrocchia. Si erano creati tutta una serie di conflitti per cui alla fine il papa Gregorio VII decise di vietare i matrimoni dei presbiteri e episcopi. Il fatto che per i primi 1000 anni i preti sono stati sposati fa sì che se un domani Papa Francesco decidesse di riammettere i preti al matrimonio questo sarebbe possibile, rientra nei suoi poteri. Perchè il divieto di matrimonio dei sacerdoti è di diritto umano. Ricordate quello che abbiamo detto: il diritto divino non può essere modificato: es. il fatto che solo i maschi possono diventare chierici. il diritto naturale divino è il matrimonio eterosessuale il diritto umano modificabile dal papa perchè è una norma fatta da un altro papa, è quella per cui i preti non possono sposarsi.

Sono i principali collaboratori del papa, coadiuvano il pontefice sia come singoli che come collegio. Abbiamo il cd concistoro pubblico all’interno del quale crea i cardinali, li annuncia al mondo e poi c’è quello privato in cui il papa discute in separata sede con i suoi cardinali. Si distinguono in:  curiali: lavorano a Roma, sono messi a capo dei dicasteri della curia romana. Vi ho già detto che la curia romana è composta da dicasteri che aiutano il papa nel governo del miliardo e 100 milioni di fedeli. Hanno vari nomi, congregazioni, consigli etc. A capo dei dicasteri così come a capo dei tribunali, noi troviamo dei cardinali che proprio perchè lavorano e vivono a roma e quindi fanno parte della curia romana, vengono chiamati curiali. Sono potenti, hanno gli stessi poteri che potrebbe avere un ministro nella Repubblica Italiana. Il più potente di tutti vi ho detto è il cardinale segretario di Stato che al momento è Parolin, e dopo di lui il più potente è il cardinale prefetto, questo è l’appellativo che si dà ad un cardinale che è posto a capo di un dicastero. Il cardinale prefetto della congregazione per la dottrina della fede che è diretto discendente dell’inquisizione la quale poi si è evoluta nel nome, è diventata santo uffizio per diventare oggi congregazione per la dottrina della fede che è potentissima sia perché aiuta il papa nella definizione degli obblighi sia perché ad oggi ha una competenza di tribunale per quelli che sono i cd delicta graviora cioè i delitti più gravi tra cui vi rientra la pedofilia. Quindi la pedofilia della Chiesa viene giudicata dalla congregazione per la dottrina della fede e quindi dalla inquisizione. La repressione di questo gravissimo delitto è affidata ad un organo che anche per tradizione ha una fama severa.  diocesani o residenziali: sono i cardinali che non stanno a Roma ma che fanno i Vescovi nelle loro diocesi. Per esempio in Sicilia abbiamo il cardinale Montenegro ma il suo lavoro lo svolge ad Agrigento quindi è un cardinale diocesano, residenziale perché risiede in una parte del mondo. Vi faccio un po’ di gossip (ahaha).. Quando c’è l’elezione del papa c’è una contrapposizione di solito tra curiali e diocesani. Sono anche due modi diversi di intendere la Chiesa. Quelli di curia sono più polarizzati verso Roma, verso una visione più accentrata del potere, mentre quelli diocesani hanno una prospettiva diversa. Papa Francesco prima di essere papa era un cardinale diocesano, era arcivescovo di Buenos Aires infatti lui ha una visione del potere molto meno accentrata su Roma. Al contrario, Benedetto XVI era un cardinale di curia perchè era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede prima di diventare papa. c’è una certa alternanza possiamo dire e quando ci sono i conclave la tendenza è a contrapporsi. Vengono nominati direttamente dal Papa il quale può nominare quanti ne vuole. Papa Francesco ne ha nominati tantissimi. Attualmente più di 300. C’è un ricambio perchè molti sono già molto anziani quando vengono nominati. Attualmente il cardinale più giovane ha 53 anni. Si distinguono inoltre in elettori e non elettori. Non tutti i cardinali possono partecipare all’elezione del papa in conclave. C’è una norma che è stata introdotta da Paolo VI con una ciclica che si chiama ingravescentem aetatem: in base a questa norma non possono partecipare al conclave i cardinali che hanno compiuto 80 anni nel momento in cui il papa muore o rinuncia all’ufficio di Papa. Una curiosità: il papa deve stare attento che ci siano almeno 120 elettori perchè devono essere 10 volte il numero degli apostoli che erano 12. Al momento ce ne sono 121 cosicché c’è un numero sufficientemente rappresentativo. Al momento i cardinali provengono da 88 paesi, è un record! Papa Francesco è stato molto attento su questo, ha nominato anche cardinali in paesi che non ne avevano mai avuto. C’è una rappresentatività mondiale quindi. Un’altra curiosità: i cardinali vengono nominati dal papa ed è capitato in passato soprattutto ai tempi di San Giovanni Paolo II, che il papa nominasse cardinali in pectore (cioè dentro il petto) questo perchè per es. in Cina fino a quando di recente non è stato fatto un accordo in cui si è parlato della nomina dei vescovi, la Chiesa cattolica era perseguitata oppure ancora quando c’era il muro di Berlino, nominare una persona cardinale significava metterlo in rischio di vita perché dove c’era una persecuzione della Chiesa, diventare cardinale significava condanna a morte perché venivano uccisi o messi in prigione perché considerati pericolosi. Allora il papa che voleva dare questa

dignità ad un cardinale, lo nominava in pectore cioè non rivela al mondo il nome per non mettere in pericolo l'eletto. Però con San Giovanni Paolo II è successo che una persona è stata nominata cardinale in pectore ma non si saprà mai il suo nome perché San Giovanni è morto prima di rivelare il nome. Altra curiosità: tutti i cardinali quando vengono creati cardinali se non sono già vescovi ma solo presbiteri o diaconi devono diventare necessariamente vescovi. Anche un laico può diventare cardinale se il papa decide di nominarlo. In passato succedeva, cardinali del tipo di Richelieu e Mazzarino erano laici che erano stati creati cardinali. Ora non si usa più, devono essere almeno presbiteri e se diventano cardinali devono essere nominati prima vescovi cioè devono ricevere il sacramento dell’ordine al terzo grado dell’episcopato. I cardinali a loro volta si dividono in tre ordini: non fate confusione, dal punto di vista del sacramento dell’ordine sono tutti vescovi, solo che vengono divisi in ordine di importanza e anzianità, in tre classi:  cardinali-diaconicardinali-presbitericardinali-vescovi Cardinali-diaconi lo diventano appena vengono nominati. E’ il primo gradino di ingresso. Dopo 10 anni di permanenza nell’ordine dei cardinali-diaconi possono diventare cardinali-presbiteri e poi soltanto alcuni vengono nominati direttamente dal papa cardinali-vescovi. Sono importantissimi i cardinali-vescovi perché sono posti a capo (dal punto di vista onorifico, cioè non governano materialmente) delle cd diocesi suburbicarie cioè le 6 diocesi che stanno intorno a Roma (es Palestina, Civitavecchia, Velletri) e hanno un ruolo importante perché i cardinali vescovi eleggono il cardinale decano che è il capo del collegio cardinalizio. Cardinali-vescovi sono solo i 6 che hanno come titolo onorifico una delle 6 diocesi suburbicarie e lo sono pure di diritto i patriarchi di quelle chiese orientali cattoliche di cui vi ho già parlato. Quindi è un gruppo molto ristretto che esprime il cardinale decano che è a capo dell’ordine di tutti i cardinali. I cardinali-presbiteri hanno come titolo alcune chiese di Roma. In alcune chiese del centro c’è una sorta di insegna dove c’è uno strano cappello con dei disegni. Quelle sono delle chiese cardinalizie cioè i cardinali hanno quelle chiese come titolo onorifico. Infatti quando ci sono i conclave, i cardinali che vengono da varie parti del mondo, si recano nelle chiese che gli sono state assegnate magari per dire la messa. Cardinale camerlengo : è il cardinale che quando muore il papa ha una serie di funzioni importanti perché è una sorta di reggente. Tra l’altro accerta la morte del papa. C’era tutto un rituale adesso un po’ cambiato: quando il papa veniva dichiarato morto dal medico, il cardinale camerlengo si avvicinava al papa, lo chiamava per tre volte con il suo nome di battesimo e se il papa non rispondeva era già un primo segnale. Ancora più anticamente si prendeva un martelletto d’argento con il simbolo pontificio e si toccava per tre volte la fronte del papa defunto e se non c’era segnale il camerlengo dichiarava ufficialmente la morte del papa con le parole “papa vere mortus est”. A quel punto il cardinale camerlengo assumeva la gestione ordinaria della chiesa fintanto chè non viene nominato il nuovo papa. Il papa porta un anello che è il suo sigillo e che si chiama anello piscatorio perché San Pietro era un pescatore e da pescatore di pesce era diventato pescatore d’anime. Quindi ancora in onore di questo il papa porta tale anello. Prima il camerlengo prendeva l’anello e lo distruggeva per evitare che questo sigillo venisse utilizzato per confermare altri atti a nome del papa. Ora non si fa più questo ma viene annullato il sigillo.