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Il concetto di separatismo tra Stato e Chiesa, con un focus particolare sulla libertà religiosa. Bellarmino argomenta che la potestà indiretta è terminata e il Papa può influenzare lo Stato Moderno attraverso l'intervento diretto ai fedeli. anche della separazione tra filosofia e teologia, il metodo critico/razionale come strumento euristico, e la cooperazione/coordinamento tra Stato e Chiesa durante l'indipendenza italiana. Il documento conclude con una discussione sul diritto di libertà religiosa e il suo legame all'individualismo religioso.
Tipologia: Appunti
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Nella lezione di ieri abbiamo fatto tutto un discorso su come si arriva al separatismo, cioè abbiamo visto quali sono i presupposti culturali del Separatismo e in particolare, abbiamo parlato dell’Illuminismo quindi di questo movimento culturale come premessa al separatismo. Il Separatismo è il penultimo sistema dei rapporti tra Impero/Stato e Chiesa che noi dobbiamo esaminare. Ricordiamo che essi sono: il Cesaro-Papismo, la Teocrazia,il Giurisdizionalismo, il Separatismo e la Coordinazione. E’ necessario riprendere un tema molto importante (domanda esami) che è la distinzione/dualismo tra: Potestas directa in temporalibus: coincide essenzialmente con la teocrazia quindi nell’arco temporale noi siamo tra l’XI secolo (fine) e gli inizi del XIV secolo ed è una potestà diretta nelle vicende temporali quindi presupponeva un’ingerenza diretta, immediata ovvero senza intermediari, senza mediazione di qualcuno e serviva per aggredire le materie temporali che risultavano scomode e non gradite al Pontefice. Potestas indirecta in temporalibus o mediata: viene teorizzata da San Bellarmino, inquisitore di Galileo Galilei che scrive un libro “De summo Iudice” che viene considerato negativamente dalla gerarchia ecclesiastica, tanto è vero che viene posto nell’indice dei libri proibiti (index librorum prohibitorum) in cui venivano inseriti i testi considerati negativi dall’autorità ecclesiastica per via del loro contenuto. Robertp Bellarmino sostiene che ormai la potestà indiretta è definitivamente tramontata, infatti non ci sono più i presupposti ma residua un’altra forma di intervento da parte del Pontefice che è costituita dal fatto che il Papa può rivolgersi ai fedeli, a tutti coloro che sono al governo di una società e in questo modo la Chiesa può influenzare lo Stato Moderno. La posizione di San Bellarmino risulterà vincente nella società perché oggi rappresenta la posizione della Chiesa. SEPARATISMO L’illuminismo costituisce il background del separatismo perché i punti salienti/ caratteristici di questo movimento sono: L’individualismo religioso: significa che la religione non è più un fatto di Stato, un interesse a far sì che i propri cittadini professino la religione del Re. Non c’è più questo obbligo di seguire per forza le regole religiose dettate dal sovrano. Egli avrà un suo orientamento religioso, tenuto in alta considerazione e siamo in uno Stato confessionista, ma non c’è più l’applicazione dello ius reformandi. E’ importante sottolineare che lo stato confessionista non è uno stato giurisdizionalista. Separazione tra filosofia e teologia quindi la teologia si sgancia ed è una disciplina autonoma Metodo critico/razionale come strumento euristico
Principio del diritto di libertà religiosa che viene per la prima volta in rilievo ed è un concetto che si lega all’individualismo religioso Separazione dello Stato dalla Chiesa. Esse sono due entità distinte e questo non accadeva dall’età del Cristianesimo. Lo scatolone vuoto indica il fatto che il separatismo è un non sistema, nel senso che dire separatismo significa dire nulla perché non esiste questo nome al singolare ma bisogna parlare di tanti separatismi. Ricordiamo che Papa Gelasio I aveva utilizzato il separatismo gelasiano affermando che esistono due poteri che devono collaborare nell’interesse del cittadino. Conosciamo almeno tre tipi di Separatismo:
In pratica la questione è che c’è un tram che sta su un binario e il povero conduttore del tram si trova su una folle corsa dove si sono rotti i freni del veicolo e corre all’impazzata e non può più fermarsi. In fondo procedendo dritto ci sono 5 operai e lui li investirà e li ucciderà tutti proseguendo la corsa e quindi è terrorizzato a livello psicologico da questo evento. Però ha una possibilità che è quella di sterzare su un binario secondario e si accorge che sulla destra c’è una persona, un solo individuo, un operaio che sta lavorando. Quindi se tu fossi l’autista del tram che cosa faresti? Proseguiresti dritto e uccideresti cinque persone o devieresti il binario e uccideresti una sola persona? Secondo alcune risposte, la moralità consisterebbe nel salvare la vita di più persone quindi si opta per uccidere una sola persona, e siamo nella scelta teleologica quindi il fine è quello di arrecare il male minore, facendo morire una sola persona al posto di cinque persone. SECONDO DILEMMA MORALE:
Noi siamo in alto, su un viadotto da dove sta passando il tram in corso, c’è solo un binario dritto e ci sono cinque operai quindi non si può sterzare, a differenza della situazione precedente e accanto abbiamo l’uomo grasso e realizziamo che se spingiamo l’uomo grasso e lo facciamo cadere va a sbattere sul tram e lo fa deragliare e si salvano cinque persone. Quindi è giusto spingere l’uomo grasso oppure bisogna fare andare dritto il tram e sarebbero uccise cinque persone? Secondo alcune risposte, non si dovrebbe spingere l’uomo grasso. Nella realtà le cose si possono molto complicare. TERZO DILEMMA MORALE: Arrivano improvvisamente al pronto soccorso sei uomini gravemente feriti a causa di un incidente con il tram (situazione precedente) e cinque di questi sono operai e presentano gravi ferite e necessitano urgenti cure ma non ci sono organi a disposizione e non c’è modo di farli arrivare da altre parti. In un’altra stanza c’è un ragazzo sanissimo, che è andato lì a fare un checkup, e quindi c’è la possibilità di espiantare gli organi a questo ragazzo e salvare cinque persone. La soluzione di salvare più persone possibili, segue la teoria teleologica e la moralità consiste nello scopo cioè nel fine di salvare più vite possibili quindi è giusto ammazzare il singolo operario, spingere l’uomo grasso, espiantare gli organi del povero ragazzo per salvare gli altri. Ma sono azioni moralmente valide? Uccidere è giusto? Dobbiamo chiederci questo. Le teorie deontologiche non sono d’accordo perché uccidere è sempre sbagliato, e si guarda all’azione in sé. ALTRO DILEMMA MORALE L’assassino è alla porta (è un film). Allora la situazione è la seguente: voi siamo a casa vostra, c’è brutto tempo e state guardando un film belli tranquilli,ad un certo punto sentite bussare alla porta, ed è il vostro migliore amico e chiede aiuto perché c’è l’assassino che lo insegue e lo vuole uccidere quindi voi fate entrare il vostro amico e lo nascondete in casa. L’assassino poi bussa alla vostra porta e vi chiede se nascondete l’amico quindi la persona da uccidere quindi voi che cosa fate? Rivelate all’assassino la verità oppure no dicendo una bugia che comunque è una cosa sbagliata? Quindi in conclusione, possiamo dire che il ragionamento morale può essere: Conseguenzialista: colloca la moralità nelle conseguenze di un atto. Imperativo ipotetico/ condizionato. L’esponente è Bentham/Mill con la dottrina dell’Utilitarismo Categorico: colloca la moralità in certi doveri, principi e diritti, senza tenere conto delle conseguenze. Imperativo categorico. L’esponente è Kant con la dottrina dogmatico
Questi tre concetti fondano l’etica secondo San Tommaso. SECONDA PARTE Ultimo sistema di rapporti tra stato e chiesa: la Coordinazione La religione nel tempo Come vedete ci sono 3 riquadri. Nel primo ci dovete leggere cesaropapismo, teocrazia, giurisdizionalismo; in questi 3 sistemi la religione è un affare pubblico, cioè la religione non è un fatto privato, personale, individuale, ma un fatto collettivo, un fatto che ha una connotazione pubblicistica perché, l’abbiamo vista con il cesaropapismo che la religione è un elemento collante dell’impero, abbiamo visto lo stesso con il giurisdizionalismo dove la religione è un elemento qualificante dello stato moderno. Quindi, la religione affare pubblico che giustifica interventi del potere secolare in funzione repressiva delle eresie è assolutamente normale. La religione è un fatto pubblico, la scomunica equivaleva alla morte civile, se io ero scomunicato perdevo pure la capacità giuridica, non la capacità di agire. Non ero più centro di imputazione di diritti, di doveri dal
punto di vista statale, così come non lo ero con la scomunica, dal punto di vista religioso. L’ unione tra religione e stato è molto importante, in questo primo riquadro ci possiamo inserire benissimo cesaropapismo, teocrazia e giurisdizionalismo. Nel secondo riquadro ci sta il separatismo, soprattutto nell’accezione “americana” è un fatto privato. Ad es. tu vuoi pregare Allah, vuoi pregare Budda, chi ti pare e piace, non è un problema dello stato, non è un problema mio, io ti lascio fare, ma non mi chiedere nulla, non mi chiedere soldi, aiuto, qualsiasi forma di intervento perché io non ti do nulla, perché per me la religione è un fatto che non mi interessa, io sono lo stato e lo stato si occupa d’altro, non si occupa di religione, lo stato non aiuta la religione, lo stato ti permette di essere libero, tu hai la tua libertà religiosa, diciamo che il corollario, il sottotitolo di questo secondo riquadro è dato dalla scritta diritto di libertà religiosa, quindi l’affare privato si coniuga alla libertà religiosa che viene riconosciuta. Terzo riquadro, l’ultimo, dove noi possiamo inserire la Coordinazione, la promozione del fattore religioso, questa è una novità assoluta e lo vedremo poi nella nostra costituzione, ci sono alcuni articoli che direttamente o indirettamente tendono a promuovere lo stato religioso. Cosa vuol dire? Lo stato cambia prospettiva e dice non mi interessa più la religione come un fatto pubblico, non sono certamente un cesaropapista, un giusnaturalista, però non ritengo neppure che io possa essere del tutto neutro rispetto al fattore religioso, perché io stato considero la religione qualsiasi essa sia, perché per me sono tutte uguali, e questo è il pensiero dello stato italiano, vedi art. 8 co.1 della cost. sono tutte ugualmente libere davanti alla legge, ma io ritengo di dover intervenire positivamente nei confronti della religione, cioè, vedremo più avanti, parlando dell’ Italia dice la Corte Costituzionale, dice io sono uno stato laico, però non laicista, però su questo ci sono fiumi di inchiostro, però, lo stato italiano non è laico perché non si disinteressa del fenomeno religioso, anzi, lo considera un fatto importante per la realizzazione del cittadino. La religione viene vista come uno di quei contesti in cui si sviluppa la personalità dell’ individuo/cittadino, allora lo stato italiano cerca di intervenire, ma ad adiuvandum, per aiutare, per sostenere questo aspetto religioso visto come un qualcosa che arreca vantaggio all’ individuo credente ma anche non credente, perché anche l’ateismo viene considerato anche se con minore enfasi; questo sostegno anche economico all’ esercizio della promozione del fattore religioso, un intervento economico che poi vedremo si sostanzia in tanti interventi dello stato per aiutare finanziariamente le confessioni religiose. Faccio solo un flash, pensate all’ 8xmille del gettito IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) che ogni anno lo stato italiano destina alle confessioni religiose che ne abbiano fatto richiesta, non solo la chiesa cattolica, cioè tutte quelle che hanno un’intesa con lo stato italiano, pensate quindi che lo stato italiano prende l’8xmille di tutti i soldi che lo stato recupera dall’IRPEF e lo dà alle confessioni religiose, che non sono “noccioline” , non sono “peanuts” come dicono gli inglesi, che sono la bellezza, chiaramente la cifra varia in base al gettito IRPEF annuale, la cifra oscilla intorno a un miliardo e 600 milioni di euro l’anno. Però vengono quasi del tutto presi dalla chiesa cattolica, circa 1 miliardo e 100, pensate che ogni anno la chiesa cattolica prende dallo stato come percentuale del gettito IRPEF. Ma come ci siamo arrivati a questa promozione della chiesa cattolica? C’è stato un percorso molto complicato, e dobbiamo fare una piccola analisi storica, è già una storia più vicina, è storia patria, risorgimentale. Dobbiamo capire come si è sviluppato questo rapporto tra stato e chiesa. Voi sicuramente sapete che la chiesa, da San Pietro in poi, è stata sempre presente sul territorio italiano e ha sempre avuto una certa potenza dal punto di vista politico, sociale; quando si fa l’unità d’Italia, che non si realizza tutta in un giorno, ma si arriva prima con l’unificazione nel 1861, ma la capitale del regno non è ancora stata posta Roma, la capitale è posta a Torino prima, che era anche la capitale del regno sabaudo, da cui parte il principio del regno sabaudo, poi verrà spostata a Firenze e poi successivamente a Roma. Perché non è subito posta a Roma? Perché Roma era la capitale dello stato pontificio. Abbiamo parlato qualche lezione fa del costitutum costantinii quella donazione falsa che era stata fatta dall’imperatore Costantino a Papa Leone X, che poi era stato scoperto da Lorenzo
sabauda, che è la nostra bandiera con lo stemma sabaudo, che poi è stato tolto dopo il ‘ dopo il referendum su repubblica o monarchia. Vedete qui il giornale dell’ epoca, sono riuscito a recuperare, ho fatto la rassegna stampa del tempo, che dice:” stamane dopo poco le 10 La liberazione che attendevamo da anni, Roma è italiana; il 12° e il 41° bersagliere sono entrati nella città per la breccia di Porta Pia”. Qual è la conseguenza? La conseguenza giuridica dal punto di vista del diritto internazionale è la c.d. debellatio dello stato pontificio. La Debellatio è la morte di uno stato, gli stati come le persone possono nascere e possono morire e un modo di morire è proprio questo della debellatio che in questo caso avviene, in latino, è una debellatio manu militari che avviene con un’ azione militare, con un pugno militare, oggi diremmo un push, utilizzando una terminologia più moderna, quindi questa irruzione dei bersaglieri attraverso la Porta Pia per conquistare Roma, significa che muore uno stato, muore lo stato pontificio, fino al XX settembre del 1870, quest’anno sono stati 150 anni, purtroppo senza cerimonia, causa covid, ma diciamo che sono 150 anni che Roma è diventata la capitale d’Italia, sono 150 anni che è stato debellato lo stato pontificio. Questo è un anniversario che ricorre. Lo stato pontificio cessa di esistere, viene cancellato dalla comunità internazionale, che è una comunità che è composta prevalentemente, non esclusivamente da stati. Da questo momento in poi il papa non è più un capo di stato, non ha più uno stato sotto di sé, non ha più sovranità. Il papa perde il suo potere temporale, gli rimane il solo potere spirituale in quanto capo della religione cattolica. Il papa, ovviamente, non è contento di tutto ciò perché chiaramente perde il suo stato, e ora vedremo le conseguenze, ma intanto è sicuro che il papa si dichiarerà prigioniero dello stato vaticano, si rifugia in vaticano, poiché il papa prima stava al Quirinale, oggi ci sta il presidente della repubblica, Mattarella, prima c’era il re d’italia, ma prima ancora ci stava il papa, il papa quando i bersaglieri entrano a Roma si trova al Quirinale, il quirinale è stato voluto, costruito e realizzato dai papi. A partire dal XVI, quindi posso darvi una cronologia: dal 1583 al 1870, con l’interruzione di Pio VII, catturato da Napoleone Bonaparte, durante il periodo napoleonico, il quirinale è la sede del papa, poi c’è il periodo Sabaudo, del re, dal 1870 al 1946 e poi dal 1946 a oggi ci sta il presidente della repubblica dopo che dal ’46 è stato fatto il referendum con cui il popolo italiano ha scelto tra monarchia e repubblica. Quindi, come curiosità, al Quirinale sono stati eletti dei papi, cioè il conclave, durante questo periodo
1583 – 1870, si svolgeva dentro una cappella che c’è al quirinale; Mattarella ha dato la possibilità che si può visitare il Quirinale. C’è la cappella c.d. Paolina che ha le stesse dimensioni della cappella sistina, ma non ha gli stessi affreschi, dove per secoli venivano eletti papi. Sapete come veniva annunciato al popolo il fatto che il conclave era riunito e poi come veniva annunciato che il papa era stato eletto? Non con la fumata come si fa oggi, fumata bianca o nera, ma vedete dove c’è il balconcino dove ci sono le bandiere, questo era il balcone dove si affacciava il papa per benedire il popolo; quando il papa moriva e si riuniva poi il conclave, questa finestra che dà sul balcone, veniva murata, proprio si ci mettevano i mattoni e così il popolo da fuori, vi ricordo che siamo nel XVI, XVII, XVIII e XIX il popolo vedeva e capiva che c’era in atto il conclave. Quando veniva eletto il papa e quindi era stata fatta questa scelta il popolo lo capiva proprio dal fatto che la finestra veniva smurata, veniva tolto questo muro che era stato realizzato e quindi poi ci sarebbe stato l’annuncio e tutta la cerimonia che era simile, almeno nella parte iniziale. Quindi, quando arrivano i bersaglieri, non è che vanno subito al quirinale, perché sì fanno la breccia di porta pia, entrano, ma ci vanno con molta calma perché nessuno voleva un incidente diplomatico, nessuno avrebbe fatto come Napoleone, andiamo al Quirinale arrestiamo il papa, assolutamente no, nessuno si sognava di fare una cosa del genere, perché era pericolosissimo fare questo poiché avrebbe suscitato le ire dei sovrani cattolici, primo tra tutti, l’imperatore austro-ungarico che era cattolico, quindi avrebbe potuto avere la scusa, se arrestava il papa se faceva del male al papa, di intervenire contro l’Italia; allora non si entra a Roma ma si lascia tutto il tempo del mondo al Papa di fare il trasloco, il papa toglierà tutto, non ha lasciato nulla neanche uno spillo dell’originario arredamento che c’era al quirinale e addirittura chiuderà pure la porta del portone d’ingresso, principale e si portano la chiave. Quando arrivano gli italiani, dopo che sono stati informati che il papa aveva tolto il disturbo, sostanzialmente si presenteranno i bersaglieri e dovranno aprire la porta, scassinarla e occupare il palazzo. Il re arriverà molto dopo a Roma, perché anche lui preferiva stare a Torino, però alla fine si trasferisce a Roma, e mostra curiosità, perché non andrà a vivere nel piano nobile, ma nel pianoterra, il primo ordine di finestre dove c’è il portone di ingresso, lì vi era la servitù e poi c’è il piano nobile che è il primo piano, ecco che il re non andrà mai a vivere negli appartamenti che erano stati del papa per non farlo arrabbiare, vedete com’erano dei conquistatori in punta di piedi i Savoia, questo perché preferisce vivere a pianterreno che era un appartamento spettacolare, però fondamentalmente non voleva urtare la sensibilità del papa andando a dormire nelle stesse stanze del papa, come se si sentisse il nuovo cesaropapista. Ovviamente il papa scomunicato, che era di prassi, ma non subisce nessun effetto perché non siamo più in epoca teocratica, quindi l’arredamento che voi vedete adesso, per vostra curiosità, se andate al Quirinale è stato recuperato da tutte le lex regie dell’Italia proletaria. Voi sapete che l’Italia è divisa in tanti stati e staterelli, ducati e granducati ecc. ognuno aveva la sua reggia e i Savoia presero un po’ di arredamento di qua e di là e arredarono il quirinale in questo modo. Ma è importante la fine, la debellatio dello stato pontificio. La reazione del papa Pio IX che non ha mai accettato di avere perso il potere temporale, della conquista di Roma e tra le tante cose che farà, pubblicherà nel 1874 il Non Expedit. Il Non Expedit è una bolla papale in cui il papa dice “non expedit” che tradotto vuol dire non è opportuno, cioè non lo devi fare, che i cattolici si ingeriscano nella politica di questo regno così sacrilego, infatti, il motto di questi anni è “Né eletti, né elettori”, cioè i cattolici non devono farsi eleggere e non devono eleggere nessuno, questo era un modo per boicottare dal punto di vista politico questo stato italiano che si era reso colpevole di questa condotta, diciamo che lo stato italiano è consapevole dei rischi politici connessi a un’
Pio IX è un papa re, lui rifiuta questi futili privilegi e immunità, invece vuole tornare a com’era prima ma non era possibile. Si crea da questo momento in poi dal 1870 fino al 1929, si crea un periodo molto difficile, nei rapporti tra stato e chiesa. Periodo difficile perché non si riesce a trovare un accordo, abbiamo detto non expedit, enciclica Ubi nos, tutto un insieme di queste cose porta a una serie di screzi e ripicche. Uno di questi che voglio ricordare è la statua di Giordano Bruno che si trova a Roma a piazza campo dei fiori. Il 9 giugno del 1889 a Piazza campo dei fiori, nel punto esatto in cui venne eretto il rogo. Giordano Bruno era un eretico, ma in realtà era figlio di un pensiero anche più illuminato, perché aveva uno spirito di ricerca, perché era ribelle a questa posizione dogmatica, addirittura, venne considerato la bandiera ufficiale della massoneria, secondo alcuni, e sostanzialmente viene eretta questa statua nel 1889 perché è un esempio della contrapposizione tra le due sponde del Tevere, cioè su una sponda c’era il Viminale e sull’altra c’era il Vaticano, quindi si confrontano e si scontrano queste due visioni. Nel 1889 viene eretta questa statua, voi pensate che quel giorno papa leone XIII che nel frattempo era subentrato a Pio IX, quel giorno era rimasto a digiunare inginocchiato davanti alla statua di San Pietro pregando e addirittura il papa aveva minacciato di abbandonare Roma e rifugiarsi in Austria qualora la statua fosse stata inaugurata e sapete cosa rispose Francesco Crispi, che era siciliano disse se sua santità dovesse andar via dall’Italia non potrà più tornare. Molto forte come atteggiamento, coraggioso ed è interessante che la statua venne mantenuta e successivamente per farvi capire quanto era pesante questa cosa, quant’era offensiva per la chiesa questa statua di Giordano Bruno a Roma; sapete anche che piazza campo dei fiori è vicina alla sede dei tribunali apostolici ecc.
Con i patti lateranensi, quando fecero la conciliazione, tra stato e chiesa, venne chiesto espressamente a Mussolini che venisse tolta questa statua e al suo posto facessero una cappella di espiazione al cuore di Gesù, Mussolini non accettò perché sostanzialmente lo riteneva una forzatura toglierla e disse una cosa curiosa alla camera dei deputati: “ la malinconica statua di giordano bruno, resterà dov’è ” e questo compromesso che egli non accettò. Quindi la statua è ancora lì ma sappiate è un simbolo di tante cose, e soprattutto di questo scontro tra stato e chiesa. Nel 1929 si arriva ai Patti Lateranensi. A questo tavolo sono seduti sulla Destra Mussolini e sulla sinistra c’è il cardinale Gasparri che era anche segretario di stato che rappresenta la santa sede, quindi il papa in questo caso. Ed è interessante capire perché si arriva a questa conciliazione, ai patti lateranensi. Innanzitutto, si chiamano patti lateranensi perché vengono firmati nel palazzo del Laterano che era uno dei palazzi, sede del papa e poi vedremo che erano composti da tre protocolli. La conciliazioni viene fortemente voluta da Mussolini, ma non perché fosse cattolico, tutt’altro, Mussolini era un socialista prima di diventare fascista ed era ateo incallito. Pensate che Mussolini aveva chiamato uno dei suoi figli Bruno, in onore di Giordano Bruno ed è anche per questo che non volle togliere La statua quando gli venne richiesto e addirittura Mussolini era sposato con Rachele solo civilmente e guardate che all’epoca essere sposati con matrimonio civile era bella tosta la cosa, perché la mentalità era cattolica, poiché tutti si sposavano in chiesa ma lui no e addirittura c’è una storiella anche carina sull’ateismo di Mussolini. Giusto per farvi capire il personaggio e poi capirete perché va a fare la conciliazione, non perché era cattolico, ma questa storiella ci fa capire l’ateismo del giovane Mussolini quando era direttore dell’Avanti che era un giornale socialista, famosissimo, e Mussolini venne invitato, una volta, in qualità di direttore dell’Avanti, a un dibattito pubblico insieme a un vescovo. Oggetto del dibattito, preceduto da un moderatore, era quello se Dio esiste oppure no. Ovviamente il vescovo era venuto a dimostrare le prove dell’esistenza di Dio e invece il compagno Mussolini era stato chiamato a confutare queste argomentazione e a sostenere che Dio non esiste. Per primo fanno parlare il vescovo per una ventina di minuti, sta lì a dire che Dio esiste per diversi motivi , argomentazioni dotte e forti, alla fine danno la parola al compagno Mussolini, il quale, invece di parlare e smontare le argomentazioni che il vescovo aveva addotto, si alza in piedi si dirige verso il pubblico e al primo passante dice: “ scusi, mi sa dire che ore sono? E quello meravigliato dice ad es. sono le 15.30, se Dio esiste ha un quarto d’ora di tempo per fulminarmi e uccidermi e si mette lì con le braccia conserte per un quarto d’ora in silenzio, senza dire una parola. Alla fine del quarto d’ora riguarda l’orologio, dice sono le 15.45 io sono ancora vivo e nessuno mi ha fulminato, quindi vuol dire che Dio non esiste. Questo era Mussolini e questo però dobbiamo capire, perchè una volta che diventa capo di stato va a stipulare i Patti Lateranensi, che motivo ha di fare questo? Il motivo ce lo spiega quest’ altra rassegna stampa
Qui ci vuole dire che è molto più importante un affare di coscienza che la messa. Quindi, fate attenzione a questa frase di Benedetto Croce, senatore, che lui diceva, perché non possiamo dirci anticoncordatari. Quindi, lui era contro i patti lateranensi, perché aveva capito la manovra politica. Comunque, come ci si arriva a questa svolta concordataria? Qual è il contesto storico in cui si sviluppa tutta questa vicenda? Innanzitutto dobbiamo capire perché il papa il ’29 ritiene utile fare accordi con il fascismo? Perché fa accordi con un regime di destra? Dobbiamo capirlo se guardiamo al contesto storico che ci permette di arrivare alla svolta concordataria, che significa concordataria? I patti lateranensi sono composti da 3 protocolli uno di questo si chiama concordatum che dà il nome a questo regime di cooperazione. Cos’è successo in questo periodo? Se non guardiamo alla storia non capiremo mai perché si arriva a questo sistema concordatario. Vedete le firme di Benito Mussolini e del cardinale Pietro Gasparri : Quali sono gli elementi fondamentali? Con Kelsen si afferma il concetto del positivismo guridico e del dogma dell’esclusiva statualità del diritto, concetto fondamentale, perché dal punto di vista giuridico gli stati totalitari si basano sul pensiero di Kelsen perché egli ci dice che l’unico diritto giusto è il diritto di matrice statale,
cioè il diritto fatto dallo stato, e come dire, toglie ogni valore, ogni fondamento normativo e normante al diritto naturale, cioè il diritto naturale, il diritto prodotto dalla natura o da Dio per chi crede, non è un diritto che può prevalere su quello dello stato. È importante quello che vi sto dicendo, perché ragionando sul concetto del positivismo giuridico, alla Kelsen anche le leggi di Norimberga sono leggi giuste perché sono fatte dallo stato. Importante questo concetto perché vi permette di capire che quando si arriverà per es. al processo di Norimberga, o in tempi più recenti quando verrà fatto il processo in Israele ad Eichmann, che venne poi arrestato in Argentina dopo la fine della seconda guerra mondiale, anno in cui venne impiccato in Israele e sia Eichmann sia i nazisti che vennero processati a norimberga per i crimini contro l’umanità connessi alla Shoah, tutti si difesero dicendo che tutti avevano obbedito a degli ordini che erano stati impartiti sulla base di leggi che erano fatte dallo stato , quindi da leggi giuste. Era una linea di difesa che aveva un senso per certi aspetti, ma che partiva dal presupposto del positivismo giuridico, presupposto che la norma statale è giusta per definizione, e quindi non c’è spazio per valutazioni alternative di coscienza e di etica. Se fosse stata giusta questa tesi si doveva processare e fucilare Hitler che era l’unico che dava gli ordini, in questa visione gerarchica, ma non passò questo concetto e quindi i gerarchi nazisti vennero condannati e molti di loro furono anche condannati a morte. Il positivismo giuridico rappresenta la teoria guridica che soggiace, che è sottesa a questi stati totalitari. La chiesa ha paura del comunismo altro punto, quindi la chiesa che fa? Se a sinstra non può andare perché il comunismo si afferma come un sistema separatista di stampo ateistico, ma poi vedremo che cosa significava perché siamo ai livelli forse peggio del Messico, allora è chiaro che la paura del comunismo spinge la chiesa cattolica a rinforzare la propria posizione stringendo alleanze, accordi con il fascismo e nazismo e viceversa. C’è proprio un bisogno di protezione di rinforzarsi reciprocamente. Il fascismo soprattutto vuole avere maggiore forza politica, e altrettanto vuole la chiesa. Per questi motivi si arriva al sistema concordatario. La riconciliazione Una curiosità, vedete la benedizione urbi et orbi che significa alla città di roma e al mondo, ed è la prima benedizione pubblica di un papa dopo che viene eletto al soglio pontificio, e viene impartito dal pontefice nei giorni di Natale, di Pasqua o in occasioni particolari e c’è anche l’indulgenza plenaria; di solito la benedizione viene impartita dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, però dopo la perdita del potere temporale, cioè dopo il 20 settembre del 1870, il papa non si affacciava più a piazza San Pietro, ma nella loggia interna rispetto alla piazza per significare, dal punto di vista simbolico che si consideravano prigionieri in Vaticano. Fu soltanto Pio XI nel 1922 a dare la benedizione nella loggia esterna perché voleva fare capire che aveva intenzione di risolvere la questione romana. Ma dal 1870 fino al 1921, vale a dire, per più di 50 anni, nessun papa si è più affacciato alla loggia esterna, alla basilica come accade oggi, proprio perché il papa voleva dire che era prigioniero. Con la riconciliazione è tornato a farlo. Questa necessità di stringere allenze con il potere forte, con il potere di destra che dava più garanzie rispetto alla sinistra porterà anche a questo.
anche perché c’era il rischio che questa rivoluzione potesse essere fnanziata e sobillata dalla stessa unione sovietica che aveva questo interesse a esteriorizzare e internazionalizzare il comunismo. Quindi, vedete quest’immagine: Tutti questi alti prelati, vescovi, c’è anche un cardinale in prima fila a sinistra che fanno il saluto nazista. Quindi vedete che si crea questa situazione che è inquietante, ma che vi fa capire come la situazione funzionava e quindi anche altri problemi ricordate quello che vi ho detto sull’antisemitismo teologico, c’erano idee forti, ma non era una cosa rimasta limitata perché, anche dopo la seconda guerra mondiale, vi ricordo, che nel ‘49 c’era stato un decreto del santo uffizio, della ex inquisizione che poi si chiamaerà congregazione per la dottrina e la fede e c’è la scomunica ai comunisti. Sono scomunicati come apostati i fedeli che professano la dottrina del comunismo materialismo e anticristiano, innanzitutto coloro che la difendono e se ne fanno anche propagandisti. Quindi, vedete dopo la fine del fascismo, della Seconda Guerra Mondiale, ecco che ancora si parla di odio per comunismo e addirittura di Scomunica. Anche il terzo reich avrà il concordato. Nel
Questo cardinale che sta firmando accanto ai due rappresentanti del reich nel 1933 anno in cui già Hitler è cancelliere, e questo che sta firmando è il futuro papa Pio XII di cui poi diremo qualcosa, perché è una figura molto controversa, lui è un nunzio apostolico, ambasciatore del papa e lui firmerà il reichskonkordat in quanto nunzio apostolico in Germania. Tema importante che ci spiega tante cose. Ci sarà anche un accordo tra la Spagna di Francisco Franco, del c.d. caudillo, dittatore, anche lui fascista che vince la guerra civile combattuta di fatto anche da noi italiani in favore del caudillo, contro il partito popolare che era appoggiato dall’ unione sovietica, quindi vedete negli anni ‘30, la santa sede ha sostanzialmente concordati con tutti gli stati fascisti o nazisti in funzione anticomunista. Quindi le motivazioni politiche anche se il concordato si muove nella direzione di favorire un aiuto nei confronti dei fedeli, la funzione di promozione del fattore sociale, comunque, non può essere mai disgiunta dal fatto politico.
Vediamo i presupposti personali della cooperazione, noi abbiamo già parlato nella prima lezione del fedele cittadino, il christifideles. Il fedele cittadino siamo noi, coloro i quali sono battezzati e quindi clerico laico o religioso. Il fedele cittadino soggetto ai due ordinamenti: