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La Linguistica: Definizione, Obiettivi e Proprietà del Linguaggio - Prof. Lorenzi, Appunti di Linguistica Generale

La linguistica come scienza del linguaggio e delle lingue, discutendo i suoi vantaggi e svantaggi, obiettivi, metodi di indagine e proprietà fondamentali. La lingua è definita come facoltà di associare contenuto e espressione, e si distingue tra lingua-oggetto e linguaggio-strumento.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/09/2020

dian-salameh
dian-salameh 🇮🇹

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Capitolo 1
Preliminari: la linguistica e il linguaggio
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue. Questa
definizione ha dei vangtggi e degli svantaggi.
I vantaggi sono che si esclude lo studio degli elementi fantastici del
linguaggio a favore di un’analisi rigorosa.
Gli svantaggi riguardano la difficoltà di definire cosa sono il linguaggio e
le lingue e la differenza tra le due e lo statuto della disciplina.
Infatti la linguistica è una scienza debole e molle: debole perché ha metodi
e tecniche molto incerte e mollle perché non utilizza il pensiero ipotetico e
deduttivo della scienza classica.
La linguistica è una disciplina astratta, perché si fonda su un metodo
astratto che astrae regolarità e caratteristiche comuni, si occupa di cose che
non si vedono e ricostruisce meccanismi astratti.
La linguistica è anche una disciplina analitica, perché identifica unità che
hanno una funzione nella lingua e delle quali spesso siamo inconsapevoli.
L’interesse per la lingua e per i linguaggi nasce fin dalla cultura greca
proprio perché il linguaggio è il principale prodotto della mente umana, ma
al tempo stesso dimostra lo stretto rapporto che c’è tra il nostro sistema
nervoso e i fattori storico-culturali.
Gli obiettivi della linguistica sono:
1 specificare la natura del linguaggio,
2 identificare le regole che i parlanti di una lingua usano nel produrre e
ricevere un messaggio,
3 descrivere e spiegare i cambiamenti nell’organizzazione e nella struttura
delle lingue nel tempo.
La linguistica utilizza metodi di indagine che vanno dall’analisi empirica
dei fatti linguistici, all’analisi teorica che permette di formulare teorie
globali.
Per linguaggio si intende generalmente la facoltà di associare due diversi
ordini: l’ordine del contenuto e l’ordine dell’espressione.
Il linguaggio è così la facoltà di associare il contenuto all’espressione.
Questa associazione è definita biplanarità, perché è costituito da due piani.
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Capitolo 1 Preliminari: la linguistica e il linguaggio La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue. Questa definizione ha dei vangtggi e degli svantaggi. I vantaggi sono che si esclude lo studio degli elementi fantastici del linguaggio a favore di un’analisi rigorosa. Gli svantaggi riguardano la difficoltà di definire cosa sono il linguaggio e le lingue e la differenza tra le due e lo statuto della disciplina. Infatti la linguistica è una scienza debole e molle: debole perché ha metodi e tecniche molto incerte e mollle perché non utilizza il pensiero ipotetico e deduttivo della scienza classica. La linguistica è una disciplina astratta, perché si fonda su un metodo astratto che astrae regolarità e caratteristiche comuni, si occupa di cose che non si vedono e ricostruisce meccanismi astratti. La linguistica è anche una disciplina analitica, perché identifica unità che hanno una funzione nella lingua e delle quali spesso siamo inconsapevoli. L’interesse per la lingua e per i linguaggi nasce fin dalla cultura greca proprio perché il linguaggio è il principale prodotto della mente umana, ma al tempo stesso dimostra lo stretto rapporto che c’è tra il nostro sistema nervoso e i fattori storico-culturali. Gli obiettivi della linguistica sono: 1 specificare la natura del linguaggio, 2 identificare le regole che i parlanti di una lingua usano nel produrre e ricevere un messaggio, 3 descrivere e spiegare i cambiamenti nell’organizzazione e nella struttura delle lingue nel tempo. La linguistica utilizza metodi di indagine che vanno dall’analisi empirica dei fatti linguistici, all’analisi teorica che permette di formulare teorie globali. Per linguaggio si intende generalmente la facoltà di associare due diversi ordini: l’ordine del contenuto e l’ordine dell’espressione. Il linguaggio è così la facoltà di associare il contenuto all’espressione. Questa associazione è definita biplanarità, perché è costituito da due piani.

In questo senso il linguaggio non è esclusivo dell’uomo, perché anche gli animali associano un contenuto ad un espressione. A partire dall’inizio del 900, con De Saussure si comincia a dire che il linguaggio è eteroclito, perché può essere studiato da tanti punti di vista: dalla fisica per quanto riguarda il suono, dalla psicologia in quanto contenuto mentale, dalla storia perché muta nel tempo ecc… Di conseguenza la scienza che studia la linguistica è eteroclita, perché attinge a tanti saperi e mette insieme metodi che appartengono a diverse discipline. È per questo una disciplina mista, perché prende dati e metodi da altri campi e allo stesso tempo foffre a questi campi ipotesi e idee. Nel corso della sua storia la linguistica è stata prima una sezione della filosofia alla fine del 700 quando è nata. Durante la fine dell’800 ha tentato di diventare una scienza autonomoma così come la psicologia e la biologia. Nel 900 è stata inglobata all’interno delle scienze umane. Oggi è considerata una scienza a sé definita fredda, perché studia fenomeni riducibili a strutture tralasciando il rapporto tra linguaggio e utente. La linguistica fin dalla sua origine non è mai stata una disciplina prescrittiva, perché non dice come si deve usare la lingua e qual è il giusto modo di parlare. È piuttosto una scienza che mira a descrivere e spiegare i fenomeni linguistici. La linguistica prima di diventare una disciplina è stata uno studio che è iniziato fin dall’antichità. Questo suo legame col passato fa si che anche oggi ci si debba riferire all’antichità, così come succede nella filosofia e nella matematica. Lo studio della linguistica mostra alcune difficoltà: 1 si studiano fenomeni non osservabili: contenuto ed espressione non si possono vedere. 2 si deve rinunciare a considerare il linguaggio in maniera naturale, ma considerarlo come un oggetto complesso. La linguistica per questo va contro il senso comune. 3 è un’analisi interminabile perché il linguaggio e le lingue sono in continua evoluzione. 4 è difficile individuare il suo oggetto, perché questo cambia in base alla teoria che si adotta.