



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Una panoramica della storia della linguistica, dalla scoperta dell'affinità tra diverse lingue da william jones, alla teoria del segno linguistico di saussure e alla distinzione tra diacronia e sincronia. Viene inoltre introdotto il concetto di fonetica e la distinzione tra lingue polisintetiche e agglutinanti.
Tipologia: Appunti
1 / 7
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Esempio:
In tutte le lingue sono presenti 2 aspetti: Quello condiviso da tutti i parlanti della lingua, come la regola grammaticale. Gli elementi condivisi, che devono essere rispettati da tutti. Sempre secondo Jacobson ci sono diversi esempi di isomorfismo, come i gradi dell’aggettivo, dove il significante aumenta in corrispondenza di un aumento di significato. Un’altra dicotomia è presente tra le parole Diacronia: punto di vista che uno ha in base al cambiare del tempo. Sincronia: far finta che il tempo non esista, e non passi, senza tener conto che il tempo può cambiare le cose. Saussur individua quindi due arbitrarietà: quella nella diversificazione dei suoi, e quella dei segni; in quanto la realtà è molto più multiforme rispetto ai significati concetti che ogni lingua ci fornisce. IL LINGUAGGIO ANALIZZATO DA PLATONE Un tempo si pensava esistesse una sola lingua e ognuno credeva che quella parlata nel proprio paese fosse l’unica esistente. Per questo motivo esistono miti come quello della Torre di Babele in cui si afferma che Dio diversificò le lingue tra i vari popoli, per diminuire il numero di litigi fra essi. Questo linguaggio non arbitrario percorre la storia della linguistica ancora prima di Saussur. Platone ad esempio scrisse le proprie opere in forma di dialoghi; i principali personaggi che nelle opere discutevano del linguaggio, furono Socrate, Ermogene e Cratico. Cratico : il linguaggio è il riflesso della natura delle cose, tant’è che i sostantivi si assomigliano quando indicano cose simili (eroe, Eros) Ermogene (Aristotele): il linguaggio esiste per convenzione e rispecchia la realtà. Saussur aggiunge quindi qualcosa in più, perché mentre tra il rapporto che si ha tra cane-dog spiega il rapporto tra significato e significante, c’è un’arbitrarietà più profonda tra alcune parole che non cambiano solo di suono ma anche di significato; esempio: (casa > house > home) Socrate : il linguaggio non riflette la realtà: per capire il mondo bisogna analizzare le cose, non le parole (il pensiero socratico in questo caso rimanda a Platone. Essendo un filosofo e non un linguista vuole soffermarsi sulla natura piuttosto che sulle parole. (pensiero arcaico). STUDI DI WHORF E DIVERSITA’ LINGUISTICO-CULTURALI La lingua non è una nomenclatura; concetti diversi (naturali soprattutto), sembrano essere uguali in tutte le lingue, in realtà anche i fenomeni naturali sono suscettibili di essere inquadrati concettualmente in modo diverso per varie lingue (in gaelico lupo si dice Cane selvaggio, non esiste un termine per “lupo”) > the meaning of meaning Pensiero Simbolo Realtà Nel corso dell’800 c’è un’esplosione di interessi verso popoli aventi culture diverse; nel corso del 900 negli USA i linguisti si interessavano alle lingue degli italiani d’America. Linguisti > antropologi Un linguista molto importante si chiama Sapir, americano di origine baltica che ebbe un allievo di nome Whorf, il quale estremizzava concetti riguardanti i nativi e le loro lingue , in particolar modo l’hopi. (lingua nativa) Whorf studiò attentamente il rapporto tra cultura e lingua, e capì che dalla cultura e dalla lingua madre derivano dei modi di pensare che producono diversità.
La semantica è l’aspetto concettuale del linguaggio. Il settore che riguarda i suoni si chiama appunto “fonetica”, la morfologia invece studia la struttura delle parole, però sono entrambi aspetti di una realtà di una lingua. Le vocali sono suoni continui, in italiano sono 7 perché comprendono anche ò e o, è e é. Vocale indistinta centrale: ǝ - è un suono vocalico che non assomiglia a nessuna delle vocali, lingua non troppo bassa e non troppo alta, labbra non troppo distese, non troppo arrotondate. I u e o
ae a La parola “sheep” o la parola “ship” hanno entrambe la lettera i nella pronuncia, ma è una i diversa, così come in “sin” e “seen”, perciò posso variare le pronunce della i, ma non al punto da produrre la “e”. La i che abbiamo anche nella lingua italiana è quella quella della parola “sheep.” La stessa cosa avviene tra le parole “bed” e “bad”. Virtualmente le possibilità dei suoni vocalici (foni) sono infinite, ma se non ci fossero dei punti di riferimento ideali si produrrebbe un’infinita quantità di parole, e tutti ci confonderemmo. In linguistica i foni sono chiamati fonemi L’inglese ha fonemi diversi, così come ogni altra lingua diversa dall’italiano; la loro esistenza non è stata scoperta sa Saussur, lui si è limitato ad analizzarla. Suono : suono che ha un’esistenza fisica, acustica per quanto riguarda chi lo percepisce. Fonema : piccola unità distintiva (perché serve a distinguere le parole) del linguaggio. LE differenze di significante esprimono differenze di significato. Coppia minima – cane/pane. Non potrebbe esistere una lingua con un fonema solo, perché per esistere si deve avere ALMENO una differenza tra due suoni. I linguisti russi Trubeckoj e Jakobson sono stati coloro che hanno scoperto l’esistenza del sistema di fonemi perché leggono il manuale di lingusitica nel 1916, e negli anni 30 propongono questa teoria. Vocali Suoni dall’articolazione “semplice”. Nessuna ostruzione della cavità orale con flusso d’aria continuo, i cui fattori determinanti sono dati dalla posizione della lingue e dalla posizione delle labbra. Sempre continue e sonore. (vibrazione corde vocali.) Le vocali inglesi sono più complesse, ed è possibile vederlo anche dallo schema vocalico, molto diverso da quello italiano.
i ǝ
Africate, approssimanti Ts: africata dentale (o alveolare) sorda – zio, zazzera Dz: africata dentale (o alveolare) sonora – zero, azzimato T∫: africata palatale (o palato alveolare) sorda – ciao, cenare, acido, accento. dꞫ: africata palatale (o palato alveolare) sonora – gente, agire, aggiornare. J: approssimante o semiconsonante palatale (sonora) – piede W: approssimante o semiconsonante velare – uovo, duomo. Da consultare sul manuale Fonemi di prosodia: riguardano durata e intonazione Mutamento fonetico: fenomeni di mutamento che avvengono col passare del tempo Assimilazione: occlusiva di fronte a vocale (velare di fronte a palatale) Metafonia o metafonesi: Dissimilazione Metatesi: cambio di posizione Cancellazione: semplificazione, principio economia fonetica / articolatoria. Defonologizzazione: un suono acquista o perde una funzione distintiva. Fonologizzazione: aggiunta di un fonema Fenomeni di arbitrarietà orizzontale, e verticale. Ammettiamo che esista una lingua fittizia con 20 consonanti e 5 vocali, si avranno 100 sillabe semplici CV (consonante-vocale). Quante parole sono possibili? Con combinazioni di 2 sillabe 100^2 x 2 = 20. 3 sillabe 100^3 x 6 = 6.000. 4 sillabe 100^4 x 24 = 2.400.000. È un numero di parole estremamente alto rispetto a quello delle lingue che conosciamo. L’italiano ad esempio ha circa 800mila parole Come mai allora esistono sistemi fonologici che hanno più di 25 fonemi ma hanno un numero di parole molto inferiore a quello della lingua x (che ha un numero di fonemi maggiore)? Per prima cosa possono esistere numerose parole anche nelle lingue di 25 fonemi che però non hanno significato, ma non sono realizzate perché si individuano prima di tutto due problemi
Per certi linguisti in cavall-o masc, e sing. sono 2 morfemi (CM genere, CM numero), per altri è un morfema solo masc. sing. Lingue isolanti. Il cinese ad esempio non mostra morfologia, per cui fa affidamento sulla struttura della frase, e non ha differenza di genere come accade in italiano. Le parole vuote per un cinese non hanno corrispondenze con la realtà, perché hanno funziona solo in funziona delle altre parole. Le parole piene invece hanno un corrispondente anche nella realtà. Hanno funzione lessicale. Cambiare il numero di parole, ovvero da una data radice ricavarne altre, si fa con la morfologia derivativa; questo ci fa sospettare che il cinese inizialmente non fosse una lingua isolante. Lingue agglutinanti Presentano morfologia complessa → binomio radice/affissi: parole divise in morfema lessicale e morfema grammaticale. Ogni relazione grammaticale viene espressa da un solo elemento morfologico. Per cui le lingue agglutinanti saranno più lunghe rispetto a quelle che non lo sono. L’agglutinazione è un fenomeno basilare, dove i tipi morfologici indicano l’orientamento generale. (cf. Sapir) Ad esempio il giapponese sarà una lingua più lunga rispetto al latino. Il giapponese utilizza una classe di suffissi appositi per esprimere cortesia, mentre l’italiano utilizza la terza persona per rivolgersi alla seconda. Anche in lingue non agglutinanti possono esserci fenomeni di agglutinazione. Libera ⎼ libera-mente Dog ⎼ dog-s Tender ⎼ tender-ly Drink ⎼ drink-er Lingue flessive Presentano una morfologia complessa, ed ha binomio radice/affissi. Sono lingue fusive come nel caso di italiano-latino. L’italiano presenta una morfologia di tipo fusivo, ma in questo caso è una morfologia flessiva. Guard o › 1 persona singolare + presente + indicativo Guard ai › 1 persona singolare + passato + indicativo Tema-rema appunti su libro Frasi scisse: è il babbo che mangia le mele (sc. Non la mamma). Il focus in questo caso è più vicino al rema.