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l'italia repubblicana, Appunti di Storia

Appunti dettagliati delle scuole superiori sulla storia dell'Italia repubblicana.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 21/01/2026

gemmalicarii
gemmalicarii 🇮🇹

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L’ITALIA REPUBBLICANA: dal 1945 agli anni di piombo
Nel 1945, dopo i vent'anni del fascismo e della guerra, l’Italia ha di fronte alcuni obiettivi urgenti da realizzare:
doveva decidere se conservare la monarchia o scegliere la Repubblica, doveva dare al paese una Costituzione
democratica, avviare la ricostruzione delle industrie e delle città e riprendere la produzione agricola e industriale.
Nel secondo dopoguerra in italia c’erano tre partiti: democrazia cristiana, il cui segretario è Alcide De Gasperi,
partito comunista italiano, il cui segretario è Palmiro Togliatti, partito socialista, il cui segretario è Pietro Nenni.
Il 2 giugno 1946 si tennero le prime elezioni a suffragio universale per eleggere l’assemblea costituente (deve
dare vita alla costituzione, più di 500 padri e 21 madri costituenti) e per decidere se mantenere la monarchia o
trasformare l’Italia in una Repubblica. Il primo e provvisorio presidente della Repubblica fu Enrico De Nicola.
Il re Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio Umberto II che, dopo il referendum, va in esilio in Portogallo.
La nuova Costituzione entra in vigore il 1°gennaio 1948 al posto dello statuto albertino.
Nell’aprile del 1948 si tennero le prime elezioni per formare il primo vero governo della nuova Repubblica.
La campagna elettorale vide una forte contrapposizione tra il Fronte popolare (socialisti e comunisti) e la
democrazia cristiana che vinse le elezioni appoggiata dalla Chiesa. De Gasperi il primo presidente del Consiglio.
Gli anni ’50 sono, per la politica italiana, gli anni del ‘centrismo’, ovvero la DC è molto forte politicamente e
occupa il centro dello schieramento politico.
La politica centrista si caratterizza per un moderato riformismo: fu approvata una riforma agraria e venne creata
una Cassa per il Mezzogiorno con lo scopo di promuovere lo sviluppo delle regioni meridionali.
Tra il 58 e il 63 lo sviluppo dell’economia italiana si fece intenso tanto che si parlò di ‘miracolo economico’.
Il settore industriale conobbe un ‘boom’ tanto che il paese riuscì a ridurre sensibilmente il divario dagli Stati.
Simboli del ‘miracolo economico’ italiano furono l’automobile (la 600 e la 500 prodotte dalla FIAT) e la
televisione, che ebbero una diffusione di massa. L’espansione automobilistica nazionale fu incoraggiata dallo
Stato, attraverso la costruzione di una rete autostradale che sarebbe stata completata a metà degli anni ‘70.
Lo sviluppo economico, concentrato al nord, vide intensificarsi il processo di emigrazione dal Sud verso il Nord.
Nel ‘68 esplosero in Italia movimenti di contestazione che ebbero come protagonisti gli studenti e gli operai.
La mobilitazione degli studenti universitari portò all’occupazione di numerose facoltà universitarie, a grandi
manifestazioni di piazza e a frequenti scontri con le forze dell’ ordine.
I temi della contestazione giovanile erano principalmente: antimperialismo, antiautoritarismo e opposizione alla
civiltà dei consumi. In altre parole i giovani criticano la guerra, chiedono una scuola non autoritaria e maggiori
libertà in famiglia e contestano ogni forma di autorità, anche quella dei partiti della sinistra parlamentare.
Le lotte dei lavoratori dell’industria durarono per tutto il 1969 e passarono alla storia come ‘autunno caldo’.
Le lotte, iniziate in alcune fabbriche del Nord occupando, si caratterizzano per l’elevato grado di partecipazione.
Gli operai chiedevano salari adeguati e migliore organizzazione dei tempi di lavoro in fabbrica.
I tre maggiori sindacati (CGIL-CISL-UIL) guidarono queste lotte e ottennero dei contratti nazionali che
assicurarono agli operai cospicui vantaggi salariali. Nel 1970 viene approvato lo Statuto dei lavoratori.
Negli anni ‘70, il popolo continuò a richiedere delle riforme come la legge sul divorzio, nel 1974, che venne
sottoposta a referendum abrogativo per iniziativa dei cattolici (non lo volevano x la religione) vinto dai divorzisti.
Venne richiesta la riforma del diritto di famiglia e nel 1975 venne varata la riforma del diritto di famiglia che
sanciva la parità giuridica fra i due coniugi. Infine, venne approvata la legge sull’aborto nel 1978 che legalizzava
e disciplinava l’ interruzione volontaria della gravidanza.
Il risultato più terribile del Sessantotto è il terrorismo, scatenato da gruppi estremisti che volevano distruggere lo
Stato democratico. Questi anni, caratterizzati da una violenza stragista, vengono definiti ‘anni di piombo’.
Il terrorismo di destra ricorreva solitamente ad attentati dinamitardi in luoghi pubblici. Le stragi più famose furono
quelle di Piazza Fontana a Milano nel 1969, Piazza della Loggia a Brescia nel 1974 e alla stazione di Bologna nel
1980. L’obiettivo era terrorizzare la popolazione e favorire una svolta politica autoritaria.
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L’ITALIA REPUBBLICANA: dal 1945 agli anni di piombo Nel 1945, dopo i vent'anni del fascismo e della guerra, l’Italia ha di fronte alcuni obiettivi urgenti da realizzare : doveva decidere se conservare la monarchia o scegliere la Repubblica, doveva dare al paese una Costituzione democratica, avviare la ricostruzione delle industrie e delle città e riprendere la produzione agricola e industriale. Nel secondo dopoguerra in italia c’erano tre partiti: democrazia cristiana , il cui segretario è Alcide De Gasperi, partito comunista italiano , il cui segretario è Palmiro Togliatti, partito socialista , il cui segretario è Pietro Nenni. Il 2 giugno 1946 si tennero le prime elezioni a suffragio universale per eleggere l’ assemblea costituente (deve dare vita alla costituzione, più di 500 padri e 21 madri costituenti) e per decidere se mantenere la monarchia o trasformare l’Italia in una Repubblica. Il primo e provvisorio presidente della Repubblica fu Enrico De Nicola. Il re Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio Umberto II che, dopo il referendum, va in esilio in Portogallo. La nuova Costituzione entra in vigore il 1°gennaio 1948 al posto dello statuto albertino. Nell’aprile del 1948 si tennero le prime elezioni per formare il primo vero governo della nuova Repubblica. La campagna elettorale vide una forte contrapposizione tra il Fronte popolare (socialisti e comunisti) e la democrazia cristiana che vinse le elezioni appoggiata dalla Chiesa. De Gasperi il primo presidente del Consiglio. Gli anni ’50 sono, per la politica italiana, gli anni del ‘centrismo’ , ovvero la DC è molto forte politicamente e occupa il centro dello schieramento politico. La politica centrista si caratterizza per un moderato riformismo : fu approvata una riforma agraria e venne creata una Cassa per il Mezzogiorno con lo scopo di promuovere lo sviluppo delle regioni meridionali. Tra il 58 e il 63 lo sviluppo dell’economia italiana si fece intenso tanto che si parlò di ‘miracolo economico’. Il settore industriale conobbe un ‘boom’ tanto che il paese riuscì a ridurre sensibilmente il divario dagli Stati. Simboli del ‘miracolo economico’ italiano furono l’automobile (la 600 e la 500 prodotte dalla FIAT) e la televisione , che ebbero una diffusione di massa. L’espansione automobilistica nazionale fu incoraggiata dallo Stato, attraverso la costruzione di una rete autostradale che sarebbe stata completata a metà degli anni ‘70. Lo sviluppo economico, concentrato al nord, vide intensificarsi il processo di emigrazione dal Sud verso il Nord. Nel ‘68 esplosero in Italia movimenti di contestazione che ebbero come protagonisti gli studenti e gli operai. La mobilitazione degli studenti universitari portò all’occupazione di numerose facoltà universitarie, a grandi manifestazioni di piazza e a frequenti scontri con le forze dell’ ordine. I temi della contestazione giovanile erano principalmente: antimperialismo , antiautoritarismo e opposizione alla civiltà dei consumi. In altre parole i giovani criticano la guerra , chiedono una scuola non autoritaria e maggiori libertà in famiglia e contestano ogni forma di autorità, anche quella dei partiti della sinistra parlamentare. Le lotte dei lavoratori dell’industria durarono per tutto il 1969 e passarono alla storia come ‘autunno caldo’. Le lotte, iniziate in alcune fabbriche del Nord occupando, si caratterizzano per l’elevato grado di partecipazione. Gli operai chiedevano salari adeguati e migliore organizzazione dei tempi di lavoro in fabbrica. I tre maggiori sindacati ( CGIL-CISL-UIL ) guidarono queste lotte e ottennero dei contratti nazionali che assicurarono agli operai cospicui vantaggi salariali. Nel 1970 viene approvato lo Statuto dei lavoratori. Negli anni ‘70 , il popolo continuò a richiedere delle riforme come la legge sul divorzio , nel 1974, che venne sottoposta a referendum abrogativo per iniziativa dei cattolici (non lo volevano x la religione) vinto dai divorzisti. Venne richiesta la riforma del diritto di famiglia e nel 1975 venne varata la riforma del diritto di famiglia che sanciva la parità giuridica fra i due coniugi. Infine, venne approvata la legge sull’aborto nel 1978 che legalizzava e disciplinava l’ interruzione volontaria della gravidanza. Il risultato più terribile del Sessantotto è il terrorismo , scatenato da gruppi estremisti che volevano distruggere lo Stato democratico. Questi anni, caratterizzati da una violenza stragista, vengono definiti ‘anni di piombo’. Il terrorismo di destra ricorreva solitamente ad attentati dinamitardi in luoghi pubblici. Le stragi più famose furono quelle di Piazza Fontana a Milano nel 1969, Piazza della Loggia a Brescia nel 1974 e alla stazione di Bologna nel

  1. L’obiettivo era terrorizzare la popolazione e favorire una svolta politica autoritaria.

Il terrorismo di sinistra ricorreva a sequestri e rapimenti di esponenti della classe politica ed economica. L’obiettivo era rovesciare il sistema capitalistico e lo Stato borghese. Il gruppo più famoso sono le Brigate rosse.