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Appunti su LOMBALGIA DA SOVRACCARICO
Tipologia: Appunti
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La lombalgia costituisce come tutti sappiamo una problematica di tipo multifattoriale, con una molteplicità di fattori agenti in causa per la generazione della sintomatologia, che spaziano da cause muscolari, discali, fasciali, legamentose, vascolari, nervose, osse, viscerali.
Tali cause patogeniche non sono inoltre separate a comparti stagni, ma interagiscono tra loro, rendendo ulteriormente complessa l'eziologia della sindrome lombalgica. Pertanto una disfunzione nella componente fasciale può indurre uno spasmo nella componente contrattile, che condiziona l'entità di carico sulla componente ossea e discale, che in alcuni casi scarica parte delle tensioni sulla componente legamentosa (per fare un esempio).
Un esempio frequente di sindrome lombalgica di lieve entità è la lombalgia da sovraccarico, ovvero il dolore percepito nella regione della fascia lombare legato indifferentemente dal sovrauso della componente fasciale, contrattile o discale, più frequentemente da tutte e tre le strutture.
Una terapia efficace e di ampio spettro di applicazione per tale sindrome, può essere data da una combinazione di manovre di scarico - tramite tecnica pompage - e manovre di correzione posturale e detensione delle catene miofasciali - tramite tecniche di Fascial Remodelling.
Il paziente viene messo in decubito prono, il terapista pone una mano sul sacro e l'altra a livello del passaggio dorso-lombare. Gli avambracci sono incrociati. Utilizzando il peso del proprio corpo e sfruttando il meno possibile la contrazione dei pettorali, il terapista esercita una lieve forza in direzione ORIZZONTALE su entrambe le mani, portando ad un allontanamento del sacro del paziente dalla sua parte dorsale. La pressione totale è di circa 5 Kg e viene mantenuta per circa 20 secondi. Dopo di che, si rilascia gradualmente e si effettua un altro ciclo. Si ripete per almeno una decina di cicli.
Il paziente, in posizione ortostatica, viene invitato a mettere le mani (aperte, o chiuse a pugno) sui glutei o - in caso di dolore significativo - sulla parte della fascia lombare. Effettuando una pressione con le mani, si spinge il bacino in avanti, mentre contemporaneamente si alza lo sguardo verso il soffitto, portando il rachide lombare in estensione. Se il paziente è molto collaborante, può essere inserita una componente di lieve rotazione durante il movimento, altrimenti lo si esegue in modo semplice solo sul piano sagittale. Si effettuano almeno 10-15 ripetizioni, senza esagerare con la spinta e scatenare dolore, per 4-5 volte al giorno.
In caso di aumento significativo del dolore durante l'esecuzione di entrambe le manovre terapeutiche, si sospendono immediatamente.