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Lombroso, Appunti di Sociologia

riassunto - riassunto

Tipologia: Appunti

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CESARE LOMBROSO:
L’uomo delinquente.
MARTINA DI GIULIANO
Matricola: 3154604
Anno Accademico: 2014/2015
La vita:
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CESARE LOMBROSO:

L’uomo delinquente.

MARTINA DI GIULIANO

Matricola: 3154604

Anno Accademico: 2014/

La vita:

1835 Nasce il 6 novembre da Zefora Levi e Aronne Lombroso, una famiglia di commercianti israeliti, a Verona, dove frequenta le scuole elementari e di umanità.

1852 Si iscrive alla facoltà di medicina a Pavia.

1854-55 Continua gli studi di medicina prima a Padova poi a Vienna, dove entra in contatto con la scuola anatomico-clinica legata ai nomi di Josef Skoda e Karl Rokitansky.

1858 Si laurea in medicina all’Università di Pavia.

1859 Dopo il conseguimento della laurea in chirurgia all’Università di Genova, si arruola volontario e prende parte alla campagna di guerra come medico dell’esercito piemontese.

1862 Inviato in Calabria con l’esercito per la lotta contro il brigantaggio, si dedica ad osservazioni medico-antropologiche e a inchieste sull’igene locale che danno origine a Dell’igene nelle Calabrie.

1863 Trasferito a Pavia come medico militare, inizia un corso libero di clinica delle malattie mentali e di antropologia.

1867 Riceve un premio dal Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere per lo studio Azione degli astri e delle meteore sulla mente umana e diventa professore straordinario di clinica delle malattie mentali.

1870 Sposa Mina Debenedetti. Nel corso di una autopsia scopre anomalie atavistiche nel cranio del delinquente Villella.

1871 Pubblica i risultati dell’autopsia di Villella col titolo Esistenza di una fossa occipitale

mediana nel cranio di un delinquente. Nasce la figlia Paola.

1898 A Torino si inaugura il Museo di psichiatria e criminologia.

1904 Raccoglie i suoi interventi politici in Il momento attuale. Si dimette da consigliere comunale ed esce dal Partito socialista.

1906 A Torino si tiene il VI Congresso di antropologia criminale che tributa grandi onoranze a Lombroso. Gli viene offerto il volume celebrativo L’opera di Cesare Lombroso nella scienza e nelle sue applicazioni.

1909 Muore il 19 ottobre e nelle disposizioni testamentarie lascia al Museo le sue spoglie.

L’opera: L’opera presa in considerazione L’uomo delinquente, è stata pubblicata in 5 edizioni: la prima è stata pubblicata nel 1876 con il seguente titolo completo, “L’uomo delinquente studiato in rapporto alla antropologia, alla medicina legale ed alle discipline carcerarie”. Si tratta di un volume di 256 pagine, pubblicato da Hoepli Milano. La seconda edizione esce da Bocca a Torino nel 1878. Le pagine sono notevolmente aumentate siamo a 750. Ci sono figure del testo e 8 tavole litografate che riproducono dei facsimili di autografi di delinquenti. Si legge nel frontespizio: L’uomo delinquente in rapporto all’antropologia, giurisprudenza e alle discipline carcerarie.

La terza edizione, completamente rifatta, uscirà nel 1884. L’editore è sempre il torinese Bocca. Il titolo dell’opera è mutato: l’uomo delinquente in rapporto all’antropologia, giurisprudenza ed alle discipline carcerarie. Delinquente-nato e pazzo morale. La quarta edizione esce nel 1889 sempre edito da Bocca da Torino. Ha come titolo: “ L’uomo delinquente in rapporto all’antropologia, alla giurisprudenza e alle discipline carcerarie”. Esce in due volumi: nel primo di 730 pagine con

l’analisi del “Delinquente nato e pazzo morale”; il secondo di 582 pagine, l’attenzione è per il delinquente epilettico, d’impeto, pazzo e criminaloide. Nel 1897 esce la quinta e ultima edizione dell’ Uomo delinquente , in 4 tomi , di cui l’ultimo è un atlante dedicato alle illustrazioni. Il titolo è L’uomo delinquente in rapporto all’ antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria.

Il pensiero:

Cesare Lombroso è stato uno degli uomini più importanti vissuti a cavallo tra XIX ed il XX secolo. I suoi interessi spaziavano dalla criminalità alla follia, da patologie come la pellagra all’epilessia, dalla società alla politica. La sua grande curiosità sull’essenza dell’esistenza umana lo ha indirizzato anche verso ricerche in ambito spiritico e paranormale. Per svariati anni, oggetto della sua attenzione, è stata la pellagra: malattia da carenza alimentare di vitamina PP – particolarmente diffusa, alla fine dell’Ottocento, nelle campagne dell’Italia del Nord. Caratterizzata da disturbi dell’apparato digerente e nervoso e da lesioni cutanee. Lombroso, veronese, quindi nato e cresciuto in una regione infestata, rimane colpito dalla gravità di questa malattia e cerca di scoprire le ragioni per trovare rimedi. Lombroso riportandosi alle teorie del Balardini, che considerava il mais guasto, e in particolare uno dei funghi principali dello stesso, la causa principale della pellagra, avvia una serie di sperimentazioni. Utilizzava come cavie gli animali ma anche gli uomini nel caso dei 28 pazienti del suo reparto presso l’ospedale psichiatrico di Pavia. Compreso che non erano i funghi la causa del morbo bensì il mais avariato dai funghi stessi, lo scienziato si cimenta nella ricerca dell’antidoto. Finalmente ha dei risultati positivi, scoprendo un farmaco per la pellagra. I risultati di Lombroso, nel campo della lotta della pellagra hanno rappresentato uno dei maggiori successi dell’antropologo- medico. Per rintracciare una matrice, certo non l’unica ma la più importante del percorso scientifico di Lombroso è indispensabile sottolineare la sua figura di medico. Lombroso si ispira alla tradizione positivista. In particolare intraprese parecchi studi di anatomia comparata con Charles Darwin. Sono numerose le lettere

complementari. L’attrazione per aldilà rappresentava una ribellione inconscia contro il dominio opprimente della scienza. Partecipa ad una seduta medianica a Napoli, ed incontra un’importante medium; Eusapia Paladino. Alla presenza di quest’ultima avvenivano cose strane : lievitazione di tavoli, rovesciamenti di farina, voci e rumori. Lo scienziato rimane impressionato, tanto che decide di sottoporla ad un’accurata visita. Non emerge, però, nulla di particolare: la donna al di fuori delle sedute risultava essere una donna normalissima.

A seguito di tali esperimenti, l’antropologo decise di dichiarare pubblicamente la veridicità dei fenomeni mediatici, scatenando numerose critiche da parte del mondo scientifico.

L’opera: CESARE LOMBROSO- L’UOMO DELINQUENTE ( Quinta edizione-

Cesare Lombroso elabora numerose teorie, ma quella più importante è quella del delinquente nato , secondo la quale un’alta percentuale dei criminali possiederebbe una predisposizione congenita, presente fin dalla nascita e di carattere ereditario, che indipendentemente dalle condizioni ambientali li renderebbe inevitabilmente anti sociali. Tali criminali- nati erano caratterizzati sempre secondo lo scienziato da peculiarità anatomiche, fisiologiche e psicologiche di fondamentale importanza. Proponiamo un elenco delle seguenti anomalie craniche e la percentuale delle stesse sui casi esaminati:

  • Arcate sopracigliari e seni frontali sporgenti
    • Anomalie nello sviluppo dei denti della sapienza
    • Fronte sfuggente
    • Fossetta occipitale mediana
    • Ispessimento delle ossa, osteoporosi,
    • Crani semplicemente anomali
    • Aumentata capacità cranica
  • Fronte piccola stretta ed appiattita 1.

Per quanto riguarda la fisionomia, Lombroso ha affermato che: i ladri ad esempio hanno notevole mobilità della faccia e delle mani, occhio piccolo, mobilissimo, obliquo, testa piccola, scarsa barba, viso pallido e fronte sfuggente e infine sopracciglio e naso torto o camuso o incavato 2 (vedi figura 1).

Figura 1

Oppure gli assassini abituali hanno lo sguardo vitreo, freddo, immobile, qualche volta sanguigno e iniettato, il naso spesso aquilino, adunco o meglio grifagno, sempre voluminoso, robuste le mandibole, lunghi gli orecchi, larghi gli zigomi, crespi e abbondanti i capelli e denti canini sviluppati 3.

Nella terza parte del libro, si sofferma su un aspetto psicologico: il tatuaggio 4_._

Ci sono vari mezzi adoperati per praticare il tatuaggio. Lacassagne e Magitot 5 distinguono: 1° il tatuaggio per puntura, 2° il tatuaggio per scarificazione, 3° per cicatrice, 4° per ulcerazione, 5° il tatuaggio sotto epidermico, 6° il misto, combinazione di parecchi dei processi sopradescritti. A seconda del disegno e del significato dei tatuaggi dei rei, Napolitani, De Blasio 6 individuano 11 categorie:

1 Cfr, C. LOMBROSO, L’uomo delinquente, quinta edizione, Bompiani, Torino, 1897, p 196- 197. 2 Vedi C. LOMBROSO, Op. cit. , p.313. 3 Vedi C. LOMBROSO, Op. cit. , p. 314 4 Vedi C. LOMBROSO, Op. cit., p 372. 5 Cfr, LACASSSAGNE et MAGITIT, du tatouage. Extrait du dictonnaire encyclopèdique des sciences mèdicales , p. 9, Paris, 1886 in C. LOMBROSO, Op. cit., p.377. 6 Vedi C. LOMBROSO, Op. cit. , p. 379.

da 733 che erano nel 1867, crebbero nel 1868 a 784, nel 1870 a 788, nel 1872 a 890, nel 1873 a 1015 ecc. 8. Dopo i piaceri di vendetta e della vanità caratteristici del delinquente- nato, quest’ultimo, non trova diletto che superi quello del vino e del giuoco. Le emozioni del gioco sono le più care che essi hanno. Questa passione li accompagna anche nelle carceri. Infatti ci sono casi che lo dimostrano: ci sono prigionieri che giocano il prodotto di una settimana di lavoro, e non solo, anticipando anche i soldi di un, due e tre mesi 9.

In questo libro si è parlato spesso anche dei rimorsi nei delinquenti. Gli studi, hanno dimostrato che questi “sciagurati” non hanno molti rimossi. Ad esempio è importante citare un caso. A pavia, il sig. Rognoni pronunciò parole commuoventi, che alludevano al suo pentimento; rifiutò per alcuni giorni il vino perché gli ricordava il sangue del fratello ucciso da lui stesso. Ma intanto se ne procurava altro di nascosto da altri detenuti. E quando uno di quest’ultimi gli si mostrava restio al dono forzoso, li minacciava con le parole: “ Ne ho uccisi quattro, e poco ci metto ad uccidere il quinto” 10.

Per quanto riguarda il discorso sull’intelligenza ed istruzione sui delinquenti è importante sottolineare i dati riscontrati da Lombroso e Marro 11 , che affermano appunto che: è importante evidenziare la lentezza della mente e il ritardo frequente nei criminali. Tra le caratteristiche che posso far risultare l’intelligenza “difettata”, caratteristica nei delinquenti, troviamo: la pigrizia, la leggerezza di mente, l’imprevidenza, le bugie, l’inesattezza, le contraddizioni, l’essere oziosi e vagabondi.

Una tendenza singolarissima dei criminali è quella di esprimere con figure il proprio pensiero, anche quando lo possono benissimo esprimere con le parole. Si tratta della la tendenza alla “ pictografia ” 12.

8 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 471. 9 Cfr., C. LOMBROSO, Op. cit., p. 498. 10 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p.524. 11 Vedi, C. LOMBROSO, Op cit., p. 542. 12 Vedi, C. LOMBROSO, Op cit., p. 589.

Quanto alla scrittura dei delinquenti si possono riassumere gli studi autografi dell’onor. Alfredo Maury, direttore degli archivi di Francia, da Muoni, dal Beltrani- Scaglia e da altri egregi. Vennero esaminate le scritture di 520 delinquenti.

Lombroso li divide in due: il primo gruppo è costituito dagli omicidi, grassatori e briganti, la maggior parte dei quali ha per carattere l’allungamento delle lettere e poi quello che viene chiamato “gladiolamento” ossia, la forma più curvilinea e spiccata dei prolungamenti tanto al basso come all’alto delle lettere. Poi è stato trovato il prolungamento della sbarra della “t” e infine l’esistenza di filettature e arabeschi tali da farla contraddistinguere. L’altro gruppo invece: caratterizzato da coloro che hanno commesso omicidi. Le lettere non hanno notevole gladiolamento, tranne nell’ultima che spesso finisce con una linea verticale tagliente. Le lettere poi ancora sono anche arrotondate e schiacciate e altre paiono scritte da mani tremolanti come di vecchi, indizio forse di alcolismo o di nevrosi 13.

I delinquenti hanno anche un antico uso, quello di intendersi con i gesti. Giuseppe Pitré pubblicò in un suo libro 14 , i dati che sottolineano l’importanza dei gesti, fin dall’antichità anche tra gli onesti. Egli ne studiò 48. Eccone alcuni:

  • sovrapporre le dite a cavalcioni del naso equivale a mezzano, che ne medioevo si puniva col taglio del naso;

13 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 597. 14 Vedi, G. PITRE’, Usi e Costume: credenze e pregiudizi del popolo siciliano, volume secondo,Forni editore, Bologna ,1969 in C. LOMBROSO, Op cit.,p. 601.

irritabilità; guasta l’intelligenza, producendo indebolimento mentale, stupore, e provoca depressioni, morosità, anzi allucinazioni, allusioni” 18. Altri caratteri, meno frequenti sicuramente, ma presenti sono:

  • tendenza al vagabondaggio: corrono quindi come sonnambuli, senza coscienza, per molte miglia fuori dalla loro sede. Tissiè, ad esempio , parla di epilettici che passano involontariamente da Parigi a Bombay, percorrendo 71 km a piedi e che vagabondarono senza saperlo per 31 mesi 19.
  • Calma ed epatia: quando ricordano il fatto lo raccontano con un’indifferenza completa, come si trattasse di una terza persona, non manifestano nessun rimorso;
  • Amore per le bestie: gli epilettici provano molto amore per gli animali, soprattutto quelli domestici. Infatti come riscontra Lombroso, due epilettici, giovani e ricchi, per tutta la giornata non avevano altro pensiero che il loro cavallo, che prediligevano più dei loro parenti 20.
  • Distruzione: un altro carattere è il bisogno automatico di distruzione degli oggetti inanimati. Si può fare un esempo: Misdea, era un barbiere di un reggimento, quando si vede esonerato da questo uffici, ruppe con i denti 4 rasoi 21.
  • Scrittura. Doppia personalità: la calligrafia varia nella stessa persona, essendo sia confusa, macchiata, nitida, ordinata, e a caratteri grandi ed ora piccoli.
  • Tatuaggi: Lombroso aveva constatato che nel carcere, dove lui stesso era medico molti epilettici furono presi da una smania di tatuarsi, sicchè in pochi giorni 7 su 13 se n’erano coperti 22.

18 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p 722. 19 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p 776. 20 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 788. 21 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p.784. 22 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 789.

Delinquente d’impeto o passione

I delinquenti d’impeto o per passione non presentano quei caratteri che si notarono nei criminali e nei pazzi. Alla bellezza del corpo risponde anche l’onesta dell’anima. Essi sono di animo, non sono apatici come i delinquenti-nati e provano una reazione immediata; si pentono amaramente e tentano, senza preavviso, il suicidio. Quindi non solo non nascondono il proprio delitto, ma si compiacciono confessarlo ai giurati ed ai giudici, come per calmare il dolore ed il rimorso.

Delinquente pazzo: la frequenza della pazzia nei criminali è sempre molto più

chiara. Sommer, calcolò dai suoi 111 pazzi criminali di Allenberger e, negli anni che vanno dal 1852 al 1882, trovò che mentre in Prussia si calcola più di un pazzo ogni 250 a 400 abitanti, nelle carceri tedesche invece riscontrarono 1 pazzo ogni 30 a 40 criminali 23. Per quanto riguarda i delinquenti pazzi le caratteristiche più importanti sono:

  • i furti: si contavano il 7%dei pazzi che rubavano con effrazione, facendo saltare le serrature, atterrando le porte. Possiamo riportare anche alcune esempi per rendere meglio l’idea: un uomo rubò una statuetta di metallo e la fuse per non farsi scoprire. Oppure un altro uomo, in carcere rubava i fazzoletti, nascondendoli con abilità e nei giorni di visita li consegnava alla moglie 24.
  • (^) Agitazione e ferocia nel reato : Ferri, notò che uno dei caratteri speciali dei pazzi omicidi è l’agitazione durante il reato e la ferocia furibonda, che va fino al cannibalismo ed all’uccisione di più persone 25. Es un uomo di nome, Peonzo, (epilettico) afferrerò la moglie e si buttò con lei dal muro dell’aia del campo, le sfracellò la testa con un sasso, e andò in casa di altri contadini con la

23 Cfr., SOMMER, Beitrage zur kenntniss der criminali Irren , Berlin, 1883 in C. LOMBROSO, Op. cit.,p 946. 24 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 986. 25 Vedi FERRI, Omicidio e LETOURNEAU, sociologie,1895 in LOMBROSO, Op. cit.,992.

casa proprio, quasi meglio, né si preoccupano del loro processo, né di ciò che hanno fatto 29. A causa dell’ubriachezza acuta, vengono accese le passioni, si annebbia la mente e la coscienza, viene disarmato il pudore, fa che si commettono i reati attraverso una specie d’automatismo, sembrano quasi sonnambuli. Altri esempi: K., di 25 anni, divide il letto con M., amico suo da anni; una sera ubriaco, rientra a casa, e senza provocazione, gli spara contro dicendogli: “ tu me ne hai fatte abbastanza ”. Gli si corica vicino e la mattina ignora tutto e non solo, dice: “avrei amato piuttosto uccide me che lui” 30. Dopo il furore alcolico è frequente l’amnesia, cosi come i casi di suicidio. Possiamo riportare un caso: un ragazzo appena bevuto un solo bicchiere di vivo, e aver riso con i suoi compagni, si lancia dal ponte del Po’, e ripescato, scaraventa il cranio nella volta del ponte. Snebbiato il vino, non comprende come mai gli sia venuta quell’idea. Un altro caso ancora più brutale: un signore mentre era quieto a tavola, tira improvvisamente il coltello contro i suoi vicini, li scanna, e poi va in camera e si spara un colpo nel cranio 31. Di frequente l’alcolista si dà all’ozio, non ha più forza al lavoro, lascia al caso l’andamento degli affari, è sempre immerso in un’ebetudine continua. Rimane a volte, immobile per ore, ha lo sguardo atono, è pigro. La sua memoria si infievolisce giorno per giorno, la parola si fa sempre più incerta e scorretta, ha rallentate le associazioni di idee, giudizio erroneo ecc.

  • Delinquente isterico: l’isterismo è frequente nelle donne che nel maschio. Sono pochi i caratteri fisici, degenerativi e contraddittori. Sydenham li dipinge magri, pallidi e deboli. L’isteria si presenta solo nel 7% dei casi sotto una forma acuta, con febbre, delirio, che dura pochi giorni, specie sotto l’azione di forti emozioni. L’isterismo senza attacchi presenza l’aspetto del tisi, dell’ulcera gastrica e della peritonite, la mancanza di emorragia alle punture 32. La caratteristica più palese è il forte egoismo, preoccupazione in se stessi, 29 Cfr, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1093. 30 Vedi, VETAULT , Etudie mèdico-legale sur l’alcolisme , 1887, in C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1096. 31 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1101. 32 Cfr, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1123.

impressionabilità eccessiva, volontà instabile, e eccetera. Come gli epilettici, i delinquenti isterici, soffrono di delirio malinconico e anche di forti allucinazioni. Il suicidio è più spesso tentato o simulato che consumato in realtà. Infatti sembra sia quasi sempre automatico, senza causa e tentato istantaneamente. Un altro carattere dell’isterico, molto presente anche nell’epilettico, sono le fughe, i viaggi più strani, in parte coscienti in parte no. Si allontanano da casa per tre o quattro giorni, qualche volta vagabondando, rientrando senza dire nulla, a volte addirittura vantandosene. Lombroso ha riscontrato anche casi in cui le isteriche davano troppo spesso false denunce solo per poter godere della disgrazia altrui, mettere in carcere persone, o semplicemente per vanità femminili. Infatti la calunnia, più frequente è pronunciare falsamente l’essere stati vittime di stupro. Sono moltissimi le isteriche che hanno accusato il padre, il prefetto, il prete, il medico di averle stuprate. Esempio: una ragazza, di 25 anni, di buona famiglia, perseguitava un onesto prete con biglietti erotici come questo: “ mio amato, dove sei? Dove ti trovi? Niuno ci conosce”, e segnava: “Laura, che ti bacia con baci ardenti”. Poco dopo lo accusò di corruzione 33.

  • Delinquente mattoide: non è stata riscontrata nessuna anomalia funzionale, nessuna anomalia nel peso, nel tatto, nella sensibilità dolorifica. Neppure l’intelligenza non offre notevoli anomalie; risultano essere di notevole furberia e abilità nella vita praticata. Questi tipi di delinquenti hanno una calligrafia a lettere allungate, serrate e sottosegnate. Ci sono delinquenti mattoidi che presentano come caratteristica l’altruismo oppure quelli che hanno un profondo senso morale molto alterato. Si tratta dunque, di individui con forme del cranio e volto normali, fegato quasi sempre ingrossato, e con un grande bisogno di perseguitare giuridicamente gli altri, dicendosi essi i perseguitati 34.

33 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1131. 34 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1157.

REATI DENUNCIATI OMICIDI SEMPLICI FURTI Italia settentrionale 746 7,22 143, Italia centrale 862 15,24 174, Italia meridionale 1094 31,00 143, Italia insulare 1141 30,50 195,9Per quanto riguarda le stagioni invece, Guerry sottolinea come in Inghilterra e in Francia i delitti di stupro e di assassinio prevalgono nei mesi caldi 38 Vedi schema) In Inghilterra In Francia DELITTI CONTRO LE PERSONE

  • nell'inverno 17,72 15,
  • in primavera 26,20 26,
  • in estate 31,70 37,
  • in autunno 24,38 20,

Per quanto riguarda l’influenza della razza invece possiamo dire che in tutte le regioni d'Italia, e quasi in ogni provincia, si additano alcuni villaggi per avere somministrato una serie non interrotta di speciali delinquenti; così in Liguria, Lerici è proverbiale per le truffe, Campofreddo e Masson per gli omicidî; e sul Novese, Pozzolo per le grassazioni. Più famigerato di tutti è il villaggio d'Artena nella provincia di Roma studiatodaSighele(Arch.diPsich.,XI,1890) 39 : Si può giudicare dalla gravità del male dalla seguente tavola statistica: Numero annuo dei delitti (ogni 100.000 ab.). DELITTI anni 1875 88 Anni 1852 88 ITALIA ARTENA Omicidi, assassinii e furti con omicidio 9,38 57 38 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1258. 39 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1274- 1275.

Ferimenti 34,17 205 Grassazioni 3,67 113, Furti semplici e qualificati 47,36 177

Le cause, secondo il Sighele, sarebbero il carattere degli abitanti e l’influenza esercitata dai governi che produssero brigantaggio e camorra 40. Ad influenzare l’indice dei delitti, Secondo Lombroso sono anche i colori dei capelli dei criminali. In Italia la proporzione del tipo biondo in tutta l’Italia meridionale è inferiore alla media del regno 41 , salvo in Benevento dove tocca la media, e nelle Puglie, Napoli e Campania, Trapani e parte orientale di Sicilia dove è inferiore di pochissimo. E in Italia meridionale, l’indice dei delitti di sangue erano superiori alla media. Uno dei fattori che complicano, le influenze di clima, di razza e di densità è l’alimento. Confrontando, con Oettingen 42 ,come nella seguente tabella, le cifre annue dei delitti in Prussia coi prezzi correnti degli alimenti indispensabili. Con un buon mercato del grano diminuiscono i delitti: |Anno DELITTI DI INCENDI D.CONTRO D.CONTRO PREZZO DEL STUPRO PROPRIETA’ LE PERSONE GRANO |1854 |2,26 |0,43 |88,41 |8,90 |217, |1855 |2,57 |0,46 |88,93 |8,04 |252, |1856 |2,65 |0,43 |87,60 |9,32 |203, |1857 |4,14 |0,53 |81,52 |13,81 |156, |1858 |4,45 |0,60 |77,92 |17,03 |149, 40 Cfr, C. LOMBROSO, Op. cit., p. 1275. 41 Vedi V. LIVi, Arch. per l'antropologia e l'etnologia, XXIV ,1894, in C. LOMBROSO, Op. cit., p.1288. 42 Vedi, C. LOMBROSO, Op. cit., p.1333.