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è il riassunto del libro "la lunga serialità televisiva" del corso Storia e modelli della TV
Tipologia: Dispense
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La lunga serialita’ televisiva - cardini
La nascita del prodotto culturale seriale ha origine durante l’industrializzazione che coinvolge l’Occidente a partire dal XIX secolo (epoca della riproducibilità tecnica). La produzione in serie nell’ambito del prodotto culturale è dovuta, innanzitutto, a ragioni di ottimizzazione economica (Piccoli frammenti di racconto uguali tra loro nella forma tengono viva la curiosità) Il ricorso alla formula seriale caratterizza la storia di ogni medium nel momento in cui esso diventa un mezzo di comunicazione di massa: il racconto segmentato, inoltre, costituisce un ottimo strumento di fidelizzazione. Questo perché la narrazione seriale consiste in un procedimento narrativo aperto organizzato intorno a momenti di sospensione (generando suspense). La diffusione di massa della stampa si deve a due elementi: il Feuilleton e il romanzo di appendice. Per quanto riguarda l’ambito televisivo, un elemento pioniere della serializzazione è la soap-opera statunitense, che crea un genere narrativo di enorme successo, essendo al contempo un incredibile strumento pubblicitario (le Soap opera erano sponsorizzate da marche di detersivi). il palinsesto, che ripropone ogni giorno contenuti e formati fissi e uguali a sé stessi, rappresenta il vertice dell’ottimizzazione del modello seriale (montaggio smontaggio). Il prodotto culturale seriale assume 3 caratteristiche:
Il romanzo a puntate nasce grazie all’introduzione dei sistemi di stampa a basso costo e dalla possibilità di assicurare una circolazione e rapida del contenuto, grazie alla disponibilità di mezzi di diffusione accelerata. Un terzo fattore che porta allo sviluppo del romanzo a puntate è l’urbanizzazione (e la conseguente crescita del ceto medio); grazie a condizioni economiche favorevoli, il pubblico di lettori si amplia, e aumenta la domanda da soddisfare. Questo porta alla nascita e alla diffusione delle biblioteche circolanti (nate dall’esigenza di soddisfare le richieste di prestito in costante aumento, cosa che porta gli editori a introdurre la pratica di suddividere il romanzo in tre volumi). Viene quindi introdotto uno dei meccanismi principali della serialità: la suspense, necessaria a mantenere vivo l’interesse del lettore. IL ROMANZO A PUNTATE “Il circolo Pickwick” di Dickens rappresenta l’esempio più significativo dell’industria culturale. L’opera viene pubblicata nel 1936 in 20 fascicoli mensili; Questo romanzo nasce come opera in progress, una storia che racconta con toni comici le avventure dei membri di un club londinese, rappresentanti della nuova classe sociale piccolo borghese. La formula narrativa seriale promuove una nuova modalità di lettura del testo narrativo (non più solitaria ma collettiva) basata sullo scambio, sull’attesa condivisa e sul confronto. La progressiva costruzione delle trame infatti, veniva influenzata dalle reazioni e dalle richieste dei lettori. A seguito del grande successo ottenuto dalla narrativa seriale inglese, anche negli Stati Uniti e in Francia, nella seconda metà dell’800 si verifica l’espansione formula seriale verso altri media: nella stampa quotidiana il fumetto, nel cinema storie a puntate IL FEUILLETON Il Feuilleton rappresenta il momento di maggior successo della narrativa popolare. Esso frantuma il libro e ne diminuisce i contenuti sulle pagine del quotidiano, creando il primo caso di letteratura di consumo. Inizialmente il foglietto indica un supplemento di quattro pagine integrato nel giornale destinato a ospitare la critica letteraria. Successivamente, negli anni 30, inizia essere pubblicato nel giornale di novelle e di conseguenza modifica anche i suoi contenuti.
Nel 1836 , elaborando il piano del nuovo giornale “LA PRESSE”, il direttore Emile De Girardin concepisce l’idea di pubblicare, in questo spazio, romanzi a puntate; Inizialmente, si tratta solo di romanzi classici frammentati, come il Lazarillo de Tormes; presto però, gli scrittori del Feuilleton imparano a scrivere giorno per giorno le puntate da pubblicare, interrompendosi modo da creare suspense. Tra il giornale e la sua parte frivola (il Feuilleton) si stabilisce una relazione ambivalente. Nel caso del giornale ottocentesco, questo si serve della letteratura per darsi un tono colto ma allo stesso tempo distoglie l’attenzione dei lettori dalla politica. L’unica possibilità di andare incontro al popolo senza correre grossi rischi è attraverso il Feuilleton. Questo risponde perfettamente al bisogno di giustizia delle classi subalterni, in quanto, in esso, i colpevoli vengono sempre puniti e viene premiato chi si ribella alle ingiustizie della società IL CINEMA SERIALE La serialità cinematografica nasce in Francia nel primo decennio del Novecento, sia sotto forma di film a puntate sia sotto forma di fibre in serie. Il primo film a puntate è “La Passion”, prodotto dalla Pathè. Sulla base della visione di Abruzzese , il cinema nasce all’interno di processi di ristrutturazione ottocentesca della letteratura (la sceneggiatura nasce dalla narrativa dell’Ottocento) Il sistema a catena di montaggio che caratterizza la produzione cinematografica di questi anni, raggiunge la perfezione negli stati uniti: la serialità qui cade in contraddizione, poiché da una parte si tende al massimo successo commerciale, dall’altro si cerca di individuare e sfruttare le migliori energie artistiche nel tentativo di coniugare successo e qualità. Nel 1901 negli stati uniti e in Francia esistono solo poche centinaia di sale cinematografiche, ma già nel 1903 in America e superano i 7000. A New York nel 1905, si contavano già te 150 Nickelodeons, piccole strutture dove l’ingresso costava solo un nichel; erano luoghi in cui gli spettatori stavano in piedi e si trattenevano per ricrearsi brevemente all’uscita dal lavoro. Non potendo proiettare per intero i film della Pathè, i distributori cominciano a suddividerli in segmenti, dando inizio alla prima forma embrionale di serialità cinematografica. Un esempio erano le “domestic comedies”, della durata di 10 minuti, che riproducevano piccole scene di vita familiare e avevano molti elementi seriali e ripetitivi. La serialità nel senso più pieno nasce dall’incontro tra cinema e stampa. Gli editori del “Chicago Tribune” hanno per primi l’idea di pubblicare romanzi d’appendice a puntate settimanali e di prepararne contemporaneamente edizione cinematografica, da proiettare nelle sale, durante il fine settimana (in questo modo le persone erano spinte a leggere il loro quotidiano). Lo stesso sistema viene importato in Francia dalla Pathè. LO SVILUPPO DELLA SERIALITÀ IN ITALIA
- IL ROMANZO D’APPENDICE In Italia, il fenomeno della serialità letteraria rimane circoscritto a poche realtà regionali. L’omologo italiano del Feuilleton è il romanzo di appendice. Il motivo per cui il modello seriale francese non riesce a svilupparsi fin da subito in Italia è dovuto ad alcune differenze socioculturali: Durante l’Ottocento l’Italia, a differenza della Francia non possedeva un’unità politica (al contrario la Francia era un paese omogeneo e unitario). Mancando l’unità politica e sociale, il giornale rimane un medium elitario, incapace di riflettere una cultura popolare a livello nazionale. In aggiunta, la diffusione della stampa e circoscritta a livello locale. La produzione italiana si distingue da quella francese per la maggiore propensione verso temi familiari Gli autori che meglio rappresentano l’introduzione della tradizione francese in Italia sono Francesco Mastriani [i misteri di Napoli (1869)] e Carolina Invernizio
Francesco mastriani: La sua opera è a sfondo sociale e democratico. Le sue storie sono tratte dalla cronaca nera a cui si accompagna una moralità piccolo borghese che individua negli affetti familiari i massimi ideali Carolina Invernizio: Rappresenta drammi di interno, che raccontano i peccati dietro le mura domestiche. Ella vuole mostrare alla massa quali tremende conseguenze possa portare un comportamento scorretto e ribelle. La sua opera determina la fine della letteratura da pendice e l’inizio del romanzo rosa - IL ROMANZO ROSA A inizio del 900 compaiono sul mercato italiano molte collane e dispense che riscuotono un grande successo. Ogni fascicolo settimanale costa pochi centesimi e ciò rende possibile la loro diffusione presso strati sempre più ampi di popolazione. Per soddisfare la necessità di rispondere a gusti sempre diversi, queste pubblicazioni iniziano a specializzarsi, delineando molteplici generi tra cui western, poliziesco e il romanzo rosa, che ottiene il maggior successo. L’autrice pioniera è Carolina Invernizzi. Il genere rosa presenta gli elementi del romanzo d’appendice E del romanzo noir (la presentazione della storia d’amore è caratterizzata da toni cupi). il ruolo della donna protagonista da figura dominata e perseguitata diventa sempre più indipendente e artefice del proprio destino.
Per soap opera si intende un racconto televisivo tendenzialmente infinito con narrazione continua, che tratta tematiche amorose/sentimentali e presenta personaggi e situazioni spesso poco credibili. Essa non risponde alle logiche della narrativa tradizionale; la sua ricchezza si trova nella sua capacità di mettere insieme molteplici relazioni possibili tra i personaggi. la dimensione temporale gioca un ruolo determinante nella costruzione del loro mondo parallelo (i quali possiedono sia una storia che una memoria). Sulla base di ciò, si possono distinguere due tipologie di spettatore:
serial continuo in cui linee narrative si interrompono e riprendono da una puntata all’altra; narrazione potenzialmente infinita; comunità di personaggi ricorrenti. Le caratteristiche del prodotto seriale televisivo sono fortemente influenzate dalle coordinate culturali del paese che lo produce. Nel caso italiano, la produzione seriale viene fortemente influenzata dalla soap-opera statunitense e dal serial drama britannico. La soap-opera americana influenza il prodotto italiano sul panorama del mercato televisivo (tramite importazione di modelli produttivi) e sugli aspetti relativi alla ricezione (l’influenza esercitata da fiction usa Gli aspetti comuni alla lunga serialità in tutti contesti locali sono individuabili su tre livelli:
Il linguaggio assunto da serialità televisiva coincide con alcune convenzioni stilistiche cinema Hollywood: Il focus visivo deve essere orientato costantemente sull’azione narrata, e questa modalità si basa sull’alternanza di tre tipi di inquadratura
Un posto al sole: linea narrativa girata prevalentemente in esterni (modello britannico) Vivere: assume una posizione equilibrata tra interni ed esterni Centovetrine: privilegia gli interni (modello statunitense) L’ARTICOLAZIONE NARRATIVA Sotto l’aspetto tematico, la Soap opera è caratterizzata dall’insistenza su argomenti e questioni facenti parte della sfera della quotidianità. per quanto riguarda i personaggi, differenza sostanziale rispetto ad altri formati della fiction: non è possibile individuare un personaggio principale (protagonismo policentrico) LA DIMENSIONE TEMPORALE La cadenza regolare della programmazione settimanale fa sì che il trascorrere del tempo televisivo sia percepito dallo spettatore come parallelo alla propria quotidianità; i personaggi sembrano vivere anche nelle ore che intercorrono tra un appuntamento televisivo e l’altro (si parla di esistenza non registrata) Telenovela: pur essendo articolata su un numero elevato di puntate, prevede una chiusura narrativa che coincide con il riscatto della protagonista dalla condizione iniziale Soap opera: la sua conclusione non è determinata dall'esaurimento delle trame possibili, ma la disaffezione del pubblico o da logiche della programmazione I PERSONAGGI tratti che costituiscono il carattere di un personaggio legato alla serialità televisiva, Geraghty individua 3 tipi:
Nato dalla mente di Bradley Bell, rappresenta un’eccezione nella Soapscape statunitense, sia per i contenuti che per la struttura narrativa. La Soap viene ideata con l’obiettivo esplicito di venire diffusa nei mercati internazionali. Debutta nel 1987 e si focalizza sul tema delle storie d’amore. La capacità di osservare quotidianamente, con un atteggiamento voyeristico, un ambiente esotico e lontano rappresenta un elemento attrattivo per gli spettatori; così come il frequente alcolismo nella famiglia Hewig (Dallas) rappresenta un elemento di curiosità e condanna morale per gli spettatori non americani, anche le relazioni incestuose di Brooke in “Beautiful” attraggono il pubblico. Agli occhi dello spettatore europeo, “Beautiful” mette in scena molti degli stereotipi americani (ostentazione ricchezza, mancanza morale, fragilità matrimonio); il programma rappresenta, quindi, un modo per entrare in contatto con questo mondo, rimanendone distanti, non condividendone i valori e divertendosi a giudicarli LA LUNGA SERIALITÀ STATUNITENSE: FORMATO, TEMATICHE, COSTRUZIONE NARRATIVA FORMATO tutte le soap-opera sono trasmesse quotidianamente, cinque giorni alla settimana, nel daytime. Le scene sono brevi e prevalgono i dialoghi tra due persone, in quanto le scene corali richiedono un maggior dispendio di tempo. C’è una prevalenza assoluta delle scene girate in interni rispetto alle linee narrative in esterni; la ricostruzione di ambienti esterni viene fatta in studio, con risultati per nulla realistici ma aderenti allo stile complessivo del programma, che non è incentrato sulla verosimiglianza dei luoghi e delle relazioni TEMATICHE Sotto l’aspetto tematico, troviamo una prevalenza di contenuti sentimentali rispetto ad argomenti di attualità o sociali (presenti, ma mai predominanti) I personaggi vengono solitamente suddivisi in due blocchi contrapposti (esempio: le due famiglie); COSTRUZIONE NARRATIVA le linee narrative seguono il tempo quotidiano degli spettatori, rispettando le scadenze festive durante l’anno e l’alternarsi delle stagioni (creando la cosiddetta esistenza non registrata). Il linguaggio adottato nelle soap- opera statunitense è poco connotato in termini locali, dovendo raggiungere popolazione etnicamente vasta In Italia, la messa in onda di una Soap non rispetta la coincidenza del tempo della narrazione con il tempo sociale; questo è causato dal gap tra la produzione americana e tempi di acquisto dei programmi sul mercato internazionale. Questo elemento contribuisce però a rafforzare una sensazione di distanza ed esotismo
Il Serial Drama nasce sulla famosa triade reithiana “informare, divertire ed educare”. Partendo da questo punto di vista si comprende come la missione della BBC sia fortemente in contrasto con la diffusione di un genere commerciale come la soap-opera statunitense. La serialità britannica nasce alla radio, durante gli anni
Agli inizi della programmazione, viene trasmessa in diretta il venerdì dalle 19 alle 19:30 e il lunedì successivo alla stessa ora. A partire dal 1989 si aggiunge una terza puntata e dal 1996 una quarta, per cui il serial drama va in onda lunedì, mercoledì, venerdì e domenica. “Coronation Street” è prodotto dal circuito ITA, le cui trasmissioni riflettono un’identità regionale ben precisa (in questo caso, il Nord Inghilterra) L’ambientazione è costituita da una rete di case a schiera, tra cui alcuni negozi e un pub, luogo principale di incontro tra i personaggi. Il nome della via si rifà alla collocazione storica della storia, che risale al periodo dell’incoronazione di Edoardo VII. In questo programma, la working class rappresenta un’espressione di un particolare stile di vita, di un insieme di valori e una filosofia ricca e autentica. “Coronation Street” viene fortemente influenzata dallo studio della cultura popolare e soprattutto dal lavoro di Richard Hoggart (I temi condivisi sono la morale del senso comune, l’assenza della denuncia politica, la centralità della famiglia e della figura femminile); la capacità di questa serial drama nel ricreare una comunità credibile, composta da personaggi che compongono la varietà umana (realismo sociale), rappresenta il motivo del successo BROOKSIDE Questo serial drama è prodotto da Channel 4. Le puntate vengono trasmesse tre volte la settimana: il martedì e il venerdì alle 20:30, il mercoledì alle 20, mentre il sabato pomeriggio vengono replicate puntate della settimana appena trascorsa. Channel 4 si caratterizza per due fattori:
Un forte segnale di mutamento dell’atteggiamento negativo verso la Soap opera si manifesta a partire dagli anni 70; la televisione e in particolare la fiction, viene identificata da Fiske come l’erede del cantore medievale. Fiske identifica nella fiction il luogo in cui la modernità declina la dimensione del mito (storia mediante la quale una cultura spiega o comprende alcuni aspetti della propria realtà). Alla radice della fiction si trova quindi la struttura del mito, che modella il desiderio di conoscenza ed interpretazione del mondo (In questo senso la narrazione televisiva rintraccia le proprie radici storiche e culturali). La lunga serialità, più di ogni altra formula narrativa televisiva, si può considerare come una metafora o un duplicato di linguaggio televisivo:
Accanto alla nuova apertura multidisciplinare intrapresa da Livingstone, si trova il lavoro di Robert Allen, lo studioso che rappresenta il primo sguardo a tutto tondo sulla realtà della soap-opera statunitense. Allen per primo sottolinea la natura “glocal” della lunga serialità, focalizzandosi sia sulla necessità nazionale di ideare e produrre narrazioni televisive continue, sia sulla parallela circolazione di prodotti di questo genere in ambito internazionale. Allen precorre l’attuale dibattito sulla questione dei format televisivi, indagando specialmente sulle ragioni di successi globali come “Beautiful”. Sebbene spesso che Soap opera appaiono profondamente radicate nella particolarità delle loro culture di provenienza, molte di esse sembrano possedere la notevole qualità di parlare sia la loro stessa cultura sia di essere integrate nella cultura di audience diverse
Dopo l’affermazione della serialità di importazione negli anni 80, e il successo della serialità all’italiana (ex: “La piovra”), la produzione di fiction negli anni 90 mostra un andamento altalenante. Dalla stagione 1992-1993 il formato seriale medio-lungo diventa una presenza costante nei palinsesti Rai e Mediaset. Ciò nonostante, il clima culturale italiano rimane ostile alla lunga serialità, e la legge Mammì costringe le reti commerciali a dotarsi di costose redazioni giornalistiche per produrre quotidianamente informazione. Nella stagione immediatamente successiva (94-95) nasce la lunga serialità italiana, con la con la produzione Rai di “Un posto al sole”. Mentre il formato prediletto dalla televisione pubblica l’inizio del decennio è rappresentato da miniserie di due-tre puntate, a partire dalla stagione 1995-1996, con la serie “Il maresciallo rocca” e “Linda e il brigadiere”, la televisione pubblica affida il formato della serie (otto puntate ciascuno) alla fascia del Prime time. Il successo della fiction nazionale nei paesi di provenienza convince la Rai a incrementarne la produzione. A questo scopo viene creata la struttura Rai fiction; le ore di programmazione aumentano dalle 226 ore nel 1996 a 357 nel 1998. (si tratta comunque di cifre lontane da altre realtà europee come Inghilterra (1321 ore nel 98) e Germania (1945 ore)
Un importante spinta all’incremento della produzione della serialità è la legge 122/1998 : più della metà del tempo mensile totale di trasmissione delle emittenti deve essere riservato a opere europee; nelle televisioni commerciali, il 10% del tempo di diffusione, deve essere riservato alle opere europee, mentre per il servizio pubblico la percentuale si eleva al 20% Se la Rai sembra comprendere solo nel corso degli ultimi anni i vantaggi offerti dalla serialità, la televisione commerciale ne comprende l’utilità già partire dall’inizio del decennio. Nel 1999 viene creata la consociata Mediatrade, destinata alla produzione di fiction. Da “un posto al sole” nasce la Soap di Canale cinque “vivere” e vengono prodotte anche miniserie come “padre Pio” e “I miserabili”. La novità di questo decennio è rappresentata dalla lunga serialità autoprodotta, che diventa una realtà del panorama televisivo italiano. GENERI E CONTENUTI DELLA FICTION NEGLI ANNI 90 Il tratto distintivo della fiction degli anni 90 sembra un progressivo alleggerimento dei temi e dei toni: dalla drammaticità si passa ad atmosfere più divertenti, dalla prevalenza del dramma si passa alla commedia. Il poliziesco rimane uno dei generi più di successo della serialità italiana, ma si allontana dalla produzione drammatica per diventare un poliziesco “addomesticato”, prodotto dall’innesto di elementi chiaramente italiani (la provincia, il dialetto, la famiglia). Da questo matrimonio italiano nascono i grandi successi di “Linda e il brigadiere” E “il maresciallo rocca”. La fiction seriale degli anni 90 sceglie sempre più spesso ambientazioni appartenenti al filone ospedaliero, incentrando molte vicende intorno alle figure di medici e dottoresse, i quali operano in ospedali e cliniche sempre perfettamente efficienti, in una chiave e quindi ben lontana dalla reale situazione sanitaria italiana. La grande novità, tuttavia, è costituita dalla netta virata verso la lunga serialità: nel panorama Rai troviamo due programmi adottati da format americani, come “Un posto al sole” (adattato dal format australiano Neighbours) e “Un medico in famiglia” (adattamento format spagno UN MEDICO IN FAMIGLIA È composto da 52 episodi da 50 minuti l’uno, accorpati in 26 serate da 100 minuti. Viene trasmesso da Raiuno la domenica sera in Prime time. Questo programma possiede caratteristiche di vari generi, tra cui la sit-com (la suddivisione dei contenuti in episodi conclusi, la prevalenza di scene girate in interni, la centralità tematica su storie domestiche e familiari, la forte componente di comedy). A differenza della comedy, però, questo programma si sofferma sulla rilevanza delle storie d’amore tra i protagonisti, approfondisce l’aspetto psicologico dei personaggi, superando i confini stereotipati della commedia classica; anche le situazioni raccontate riflettono molto da vicino le realtà italiana. Un ulteriore elemento di novità è rappresentato dalla modalità della messa in onda di questo programma: per la prima volta nella storia della nostra televisione, un prodotto di lunga serialità viene trasmesso in prima serata, la domenica sera, momento tradizionalmente riservato alla grande fiction. LA SIT-COM ALL’ITALIANA L’esperimento di “Un medico in famiglia” si inscrive in un filone sviluppatosi nel corso degli anni 90, che vede il consolidamento di un modello peculiare delle sit-com all’italiana costruito prevalentemente da Mediaset. La costante è rappresentata dal ricorso a comici e personaggi televisivi nei panni dei protagonisti (si punta meno sullo sviluppo delle vicende e più sulla notorietà del protagonista). Tutte le sit-com prodotte da Mediaset, infatti, sono costruite intorno a interpreti famosi (Enzo Iacchetti, Gerry Scotti, la coppia Vianello- Mondaini). Questa tendenza è un tratto tipico della fiction italiana: la scelta di ricorrere a star televisive estranee al mondo della fiction e funzionale agli obiettivi di massimizzazione dell’audience; questa politica è diventata, nel corso degli anni 90, propria anche della Rai. Diversamente, negli Stati Uniti, attori inizialmente sconosciuti divengono estremamente popolari e amati dal pubblico in seguito ai ruoli che ricoprono i programmi seriali di successo. Nonostante lo sviluppo della serialità in Italia, ancora non si riesce a creare una politica funzionante per quanto riguarda i prodotti seriali: i programmi seriali che non ottengono immediatamente ascolti soddisfacenti vengono interrotti, nonostante gli effetti della serialità si vedano in tempi medio lunghi.
La storica resistenza del sistema televisivo italiano ad accettare i meccanismi della produzione industriale si manifesta chiaramente nelle politiche di importazione di fiction: molti dei programmi comprati dall’estero vengono gestiti nel nostro paese in maniera anomala per quanto riguarda le modalità di messa in onda. E.R: ogni edizione della serie è composta da circa una ventina di episodi, il cui formato originale è della lunghezza di circa 50 minuti. Negli stati uniti la serie viene trasmessa settimanalmente e garantisce la copertura di diversi mesi, riducendo così il tempo che intercorre tra un’edizione della serie e quella successiva. La Rai trasmette il programma con cadenza settimanale, ma poiché nel nostro paese è inconcepibile trasmettere in Prime time un programma di 50 minuti, vengono accorpati due episodi a serata, dimezzando così la copertura più lunga offerta della serie intera. Questo fattore, questo comporta un intervallo molto maggiore tra un’edizione e la successiva, con il rischio che il pubblico si disaffezioni. Beverly Hills 90210: Trasmesso su Italia 1, questo è un serial statunitense della durata di 50 minuti, destinato al pubblico giovanile. Il programma viene inizialmente trasmesso con la messa in onda di un singolo episodio settimanale; a seguito del successo delle prime stagioni, Mediaset decide di trasmetterne due episodi a settimana: in questo modo il magazzino si esaurisce rapidamente e, insieme ai ritardi nell’acquisto di nuove edizioni, il programma resta assente dalla programmazione per un periodo di tempo molto lungo. Una delle regole fondamentali della lunga serialità prevede la continuità costante nel tempo per poter costruire un pubblico fedele. Una volta riprese le trasmissioni, il serial ottiene ascolti decisamente inferiori, ma anziché attendere che il prodotto riconquisti gradualmente il proprio pubblico, il programma viene dapprima interrotto, poi ritrasmesso in collocazione pomeridiana con cadenza giornaliera, cosa che lo esaurisce ancora più rapidamente. Il colpo di grazia lo subisce durante l’ultima stagione, tra il 1998 e 1999, quando viene mandato in onda durante il daytime e proposto in segmenti di 30 min sconvolgendo il formato Friends: Friends è un programma americano ibrido a metà tra la sit-com e la serie, destinato a un pubblico giovanile, che nasce originariamente in segmenti è di circa 20 minuti ciascuno. Il programma viene trasmesso (per esempio) sulla rete francese con cadenza quotidiana nella fascia pomeridiana, dal lunedì al venerdì in singoli episodi; la pay TV inglese SKY ne trasmette più episodi per una durata complessiva di circa un’ora, ma una sola volta a settimana. Diversamente dai primi due esempi, Raitre concentra Friends in un lasso di tempo ridotto, trasmettendo più episodi accorpati, raggiungendo la durata di circa 60 minuti, dalle 20 alle 21, a cadenza quotidiana compreso il weekend; in questo modo il magazzino si esaurisce rapidamente L’AFFERMAZIONE DELLA LUNGA SERIALITÀ E DELLE LOGICHE INDUSTRIALI La stagione 99-2000 è il periodo d’oro della fiction italiana; dopo la rivitalizzazione produttiva che si realizza a metà degli anni 90, una forte battuta di arresto è dovuta alla crisi economica e politica che investe il mondo occidentale all’indomani dell’11 settembre 2001’ Il mercato della fiction risente dei tagli negli investimenti, che privilegiano prodotti meno costosi e altrettanto attraenti per il pubblico (boom dei reality show).Ciò nonostante, emerge la tenuta del formato della lunga serialità in quanto redditizio e poco costoso LA TELEVISIONE COME INDUSTRIA Il flusso televisivo annulla l’idea di unicità legata all’autore. Questo perché il film viene considerato un’opera, mentre il programma è un prodotto industriale. Non a caso, sono rari i casi in cui è nota la regia o la responsabilità produttiva di un programma di informazione o di una fiction. Si può dire che nel cinema domina la singolarità artigianale, in televisione prevale la serialità come processo industriale. Nel processo di realizzazione e ideazione di un film la responsabilità della uscita del prodotto finale è del regista. Nella produzione di un programma televisivo, invece, il ruolo di spicco appartiene a un soggetto che svolge una attività di tipo direttivo e manageriale (non creativo): il produttore IL RUOLO DEL PRODUTTORE Il produttore deve saper coniugare un’ottima capacità organizzativa e amministrativa di tipo manageriale a una sensibilità creativa che permetta di intervenire concretamente nella fase ideativa del prodotto. Infatti, sebbene le professionalità coinvolte nelle varie fasi dei processi produttivi siano numerose, è il produttore a delineare la tempistica e le questioni legate al budget, ma anche i vincoli tecnici da rispettare. I produttori possono essere interni alla rete televisiva che produce il programma, oppure indipendenti Produzione interna - La statura gerarchica è composta da:
l’inserimento delle cosiddette settimane-cuscinetto tra una fase produttiva e l’altra han lo scopo di assorbire eventuali imprevisti e di permettere aggiustamenti in corsa senza influire sulla realizzazione del programma Per valutare in modo accurato la qualità della lunga serialità bisogna tenere largamente conto del punto di vista produttivo. La qualità di un prodotto di lunga serialità deve considerare non solo elementi di importanza tipicamente cinematografica (l’abilità dell’attore, la ricchezza della scenografia, la firma di un regista famoso); Diviene necessario adottare criteri pertinenti alla natura industriale del prodotto (ritmo narrativo, grado di novità e interesse delle tematiche affrontate, capacità di costruire un’audience fedele, redditività..) La qualità di una sceneggiatura sta nella capacità di proporre storie incredibili e godibile nonostante uno schema produttivo rigido e prescrittivo. Il blocco è l’unità sulla quale si misura l’intera produzione del prodotto seriale e corrisponde all’insieme delle cinque puntate di ogni singola settimana. Generalmente, la fase di scrittura precede di circa 10 settimane la fase realizzativa del singolo blocco. Mentre il reparto sceneggiatura è all’opera su un blocco di puntate, quotidianamente vengono girati circa 25 minuti di programma appartenenti ad un blocco diverso. I vincoli produttivi ed economici influiscono sulla sceneggiatura, che si basa sulla cosiddetta Bibbia (il manuale che contiene le caratteristiche sostanziali del programma e il profilo di ciascun protagonista). Questo documento, la cui stesura precede l’inizio dei work in progress produttivo, delinea le caratteristiche psicologiche dei personaggi e le loro relazioni reciproche, rappresentando quindi l’ossatura della storia. Una tipica figura narrativa della lunga serialità e il triangolo amoroso, formato da due personaggi antagonisti che si disputano l’amore di un terzo personaggio; le relazioni amorose costantemente in pericolo (prevalentemente come opportunità di raccontare lo svolgimento di almeno tre diversi punti di vista), tracciano una fitta ragnatela di possibili sviluppi narrativi. Questo elemento è l’asse narrativo fondamentale di “Beautiful”, in cui interagiscono tra loro più triangoli. Nei prodotti italiani questa peculiarità, tipica della soap-opera statunitense, è piuttosto marginale, ridimensionata dalla prevalenza del realismo che toglie credibilità a relazioni troppo inverosimili. “Un posto al sole”: Nell’arco delle 18 scene in cui si suddivide ciascuna puntata, le linee narrative che si sviluppano sono sempre 3 (Romance, Drama, Comedy); inoltre, vi è forte presenza di tematiche corali/sociali “Vivere” : il numero delle scene per puntata è minore (12-14), il che permette una maggiore lentezza narrativa, e alla linea di comedy si sostituisce un figone giallo/noir. “Centovetrine” : Le scene sono 14 a puntata; i temi portanti sono sostanzialmente simili a quelli di “Vivere” (Romance e Drama”), ma con un’accentuazione della dimensione introspettiva dei personaggi e una certa attenzione rispetto alla loro dimensione professionale. La costruzione narrativa di un serial continuo deve tener conto di diversi elementi, che si intrinsecano:
Questo progetto è nato dalla collaborazione fra la Rai è una multinazionale di origine australiana, la Grundy **MODELLO PRODUTTIVO
prima puntata:** Il reparto scrittura, il cui compito consiste nell’ideazione delle trame, si riunisce ogni lunedì mattina, coordinato dal produttore creativo e dal capo sceneggiatore (head writer). Gli sceneggiatori (story liner) sono cinque e lavorano in gruppo alla progettazione delle linee narrative che dovranno essere sviluppate durante le cinque puntate settimanali. Ogni puntata deve articolare tre linee narrative (romance, dramma, comedy). Una volta tratteggiato l’andamento narrativo, il gruppo passa a definire in dettaglio le scene, creando la scaletta. Quando la prima puntata è stata messa a punto il primo sceneggiatore si occupa di trasformare la scaletta in trattamento (il secondo sceneggiatore si occuperà della seconda puntata eccetera e così via). Alla fine della settimana, il venerdì pomeriggio, Il blocco completo è pronto per essere consegnato ai dialoghisti (una trentina e lavorano a rotazione), che trasformano in trattamento in sceneggiatura dialogata. > Seconda settimana: Ciascun dialoghista si occupa di una puntata e dispone di una settimana per trasformarla in copione. Il coordinamento dei dialoghisti viene affidato al capo sceneggiatore, che seleziona anche i 5 sceneggiatori a cui affidare la realizzazione di scaletta e trattamento. > Terza settimana: le sceneggiature passano al responsabile coordinamento edizioni dialoghi (supervisor), che revisiona i contenuti per renderli il più possibile omogenei in termini di linguaggio e linearità narrativa. > Quarta settimana : la sceneggiatura viene controllata ed eventualmente modificata per altri sette giorni. > Quinta settimana: ha inizio la fase produttiva vera e propria, con la preparazione delle scene da parte del regista. I registi impegnati in “Un posto al sole” sono cinque e ognuno di loro dirige un blocco di cinque puntate. Il primo compito consiste nella lettura della sceneggiatura, che viene discussa assieme al produttore creativo; dopodiché si mette appunto la camera script (Esatto posizionamento dei tre telecamere in studio e in esterni per ogni singola scena). In questa fase è fondamentale la predisposizione del minutaggio delle scene da parte del Planner. Ogni puntata deve sviluppare tre storie differenti in una durata di 25 minuti. > Sesta settimana: il regista gira gli esterni del suo blocco. La produzione dispone di un set fisso per gli esterni, ovvero “villa Paladini”, il luogo in cui si intrecciano le vite e le vicende di tutti i protagonisti che abitano i tre piani deve edificio. > Settima settimana: hanno luogo di riprese in studio. Il centro di produzione Rai di Napoli dispone di due grandi teatri di posa, in cui vengono ricostruiti gli interni di villa Palladini e il bar Vulcano, dove si incontrano i vari personaggi (questo elemento rappresenta un’influenza dei serial anglosassoni). > Ottava settimana: è dedicata al montaggio, per il quale sono previsti cinque giorni di lavoro > Nona settimana: avviene la fase di post-produzione, con il missaggio (Procedimento attraverso il quale si sovrappongono e si dosano le colonne sonore sulle quali sono stati incisi separatamente i dialoghi, i rumori e le musiche di un film) e la sonorizzazione (Non esiste doppiaggio, xk la lunga serialità si gira in presa diretta) Il lunedì della 10a settimana è tutto pronto per mandare in onda la prima puntata di blocco I CONTENUTI da una parte troviamo l’elemento di italianità, e dall’altra precisione organizzativa di stampo anglosassone. È fondamentale riuscire a coniugare questi due elementi in un testo che risulti credibile per lo spettatore italiano. Una particolarità che caratterizza “Un posto al sole”, non solo rispetto al panorama italiano ma anche nello scenario del mercato internazionale della fiction, riguarda l’accordo Rai- Grundy sulla vendita del format della Soap australiana “Neighbours”. L’accordo non comporta né il semplice acquisto del prodotto, nell’importazione di un calco rigido sul quale modellare il programma italiano. Si opta invece per l’acquisto di un modello produttivo, le precise linee guida k definiscono costruzione narrativa prodotto:
Il processo creativo si avvia con la fase preliminare di lavorazione delle cosiddette majors (le principali linee di sviluppo della storia). La fase di scrittura comprende diversi livelli di approfondimento e perfezionamento del blocco di puntate:
Sotto l’aspetto tematico, anche “Vivere” articola la narrazione sul blocco settimanale. Ogni episodio sviluppa tre linee narrative, una delle quali attraversa (e spesso va a chiudere) l’intera settimana, concludendosi con il cliffhanger del venerdì. La linea giallo-poliziesca rimane un tratto distintivo di questa soap di Canale 5: Ai generi narrativi più consueti, come il drama (conflitti coniugali e generazionale) e i romance (storie d’amore), in “Vivere” si aggiungono elementi legati alla Crime story. Un altro aspetto peculiare riguarda la dimensione professionale dei protagonisti, che viene messa in grande risalto nelle storie narrate (questo definisce la settentrionalità del prodotto). Il lavoro da forma alla vita sociale dei personaggi e ne orienta relazioni e atteggiamenti. Il lavoro diviene quindi strumento di realizzazione personale e mobilità sociale. Questo rappresenta un elemento di differenziazione soprattutto da “Beautiful”, dove la componente professionale fa da sfondo alle relazioni sentimentali o delinea lo status socioeconomico dei personaggi CENTOVETRINE Questo nuovo programma di Mediaset beneficia della tecnica di hammocking che lo posiziona direttamente dopo “Beautiful” e “Uomini e donne”. “Vivere”, che ormai ha costruito un pubblico fedele, viene spostato nella fascia del mattino, (alle 12:30), per favorire il lancio di questa nuova soap. La novità di “Centovetrine” risiede nella sua particolare struttura produttiva: La costruzione della fisionomia del nuovo prodotto seriale si articola intorno all’idea di massimizzare i tempi e costi: viene creata una nuova unità produttiva e viene istituito un nuovo centro di produzione completamente dedicato al programma (Telecittà). Il nuovo modello industriale mantiene alcuni elementi caratteristici della serialità statunitense, ma vengono introdotte innovazioni simili al serial drama britannico “Brookside”. Il programma si propone quindi come un ibrido tra il realismo contestuale della serialità inglese e la massimizzazione della routine produttiva tipica del modello statunitense IL MODELLO PRODUTTIVO Il modello produttivo si struttura in otto fasi: