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LUCANO E PETRONIO sintesi, Appunti di Latino

Lucano e petronio vita e opere in sintesi

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 03/11/2022

gio-cagliari
gio-cagliari 🇮🇹

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LUCANO
Marco anneo Lucano nacque a Cordova nel 39 d.C. dal fratello di Seneca, era il nipote.
Grazie al brillante talento e raccomandato dallo zio entrò presto nella cerchia di amici di
Nerone. A causa dell'invidia per la sua intelligenza da parte di Nerone, e gli cadde in
disgrazia presso l'imperatore. Nel 65 d.C. fu condannato per aver preso parte alla congiura
di Pisone e costretto al suicidio. Morì tagliandosi le vene.
PHARSALIA
È la sua opera principale, nonché l'unica giunta fino ad oggi. È un poema epico storico che
narra la guerra civile tra Cesare e pompeo. La narrazione si interrompe al decimo libro ma
doveva averne 12.
Viene a prendere il nome di Anti Eneide per via dell'intento dell'autore di concerpirla come
un'opera speculare all'eneide. A differenza dell'opera di Virgilio, Lucano rifiuta la concezione
provvidenziale della storia. infatti Lucano sceglie proprio la guerra civile tra Cesare e
Pompeo che ha portato alla distruzione delle istituzioni repubblicane. Egli denuncia la crisi
dell'unità del popolo romano che arrivò a combattere persino i propri parenti (Pompeo era
genero di Cesare). A differenza dell'eneide, il tono celebrativo cede spazio al tono cupo e
disperato, la provvidenza cede il posto al caso cieco (i protagonisti non sono guidati dagli dei
ma semplicemente tutto è causa delle loro azioni), le divinità permettono il massacro
rimanendo impassibili di fronte alla distruzione. Il soprannaturale non è però del tutto
assente dal poema, e si manifesta in racconti mitologici, visioni e profezie, pratiche magiche.
La fine della guerra, per Lucano, rappresenta una pace ma garantita dal dominio di un solo
uomo (dominus=signore).
Nel sesto libro del poema, si narra del figlio di pompeo, Sesto pompeo, e del suo viaggio in
tessaglia, presso la maga Eritto: La strega, una negromante, che resuscita, con la magia
nera, il cadavere di un soldato che profetizza la sconfitta di pompeo.
Questo racconto rappresenta chiaramente un tentativo, da parte dell'autore, di opporsi al
capolavoro virgiliano, poiché non si racconta di un vivo che discende negli inferi ma di un
morto che ritorna dagli inferi, secondo un'azione contro la natura. Lucano non vuole quindi in
alcun modo, giustificare gli eventi storici.
I PERSONAGGI
Il bellum civile non ha un unico eroe positivo, i protagonisti sono Cesare e Pompeo, ma
nessuno dei due ha un ruolo principale.
I 2 hanno caratteristiche molto diverse ma li accomuna il desiderio di vincere per instaurare
un dominio assoluto a Roma.
CESARE: È molto chiaro che il poeta sia ostile a Cesare, che è presentato come
un'incarnazione del male, spinto da una brama di potere che lo porta a travolgere
tutto ciò che si trova davanti. Cesare possiede uno straordinario valore militare ma le
sue azioni, inarrestabili e dalla portata distruttiva, lo rendono un portatore di rovina,
connotandolo come un tiranno.
POMPEO: Le simpatie dell'autore vanno all'anziano pompeo, difensore delle
istituzioni repubblicane e spesso definito Magnus. Tra i 2 egli è il più debole,
incapace di reagire alla ferocia di Cesare. Lucano lo paragona ad una vecchia
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LUCANO

Marco anneo Lucano nacque a Cordova nel 39 d.C. dal fratello di Seneca, era il nipote. Grazie al brillante talento e raccomandato dallo zio entrò presto nella cerchia di amici di Nerone. A causa dell'invidia per la sua intelligenza da parte di Nerone, e gli cadde in disgrazia presso l'imperatore. Nel 65 d.C. fu condannato per aver preso parte alla congiura di Pisone e costretto al suicidio. Morì tagliandosi le vene. PHARSALIA È la sua opera principale, nonché l'unica giunta fino ad oggi. È un poema epico storico che narra la guerra civile tra Cesare e pompeo. La narrazione si interrompe al decimo libro ma doveva averne 12. Viene a prendere il nome di Anti Eneide per via dell'intento dell'autore di concerpirla come un'opera speculare all'eneide. A differenza dell'opera di Virgilio, Lucano rifiuta la concezione provvidenziale della storia. infatti Lucano sceglie proprio la guerra civile tra Cesare e Pompeo che ha portato alla distruzione delle istituzioni repubblicane. Egli denuncia la crisi dell'unità del popolo romano che arrivò a combattere persino i propri parenti (Pompeo era genero di Cesare). A differenza dell'eneide, il tono celebrativo cede spazio al tono cupo e disperato, la provvidenza cede il posto al caso cieco (i protagonisti non sono guidati dagli dei ma semplicemente tutto è causa delle loro azioni), le divinità permettono il massacro rimanendo impassibili di fronte alla distruzione. Il soprannaturale non è però del tutto assente dal poema, e si manifesta in racconti mitologici, visioni e profezie, pratiche magiche. La fine della guerra, per Lucano, rappresenta una pace ma garantita dal dominio di un solo uomo (dominus=signore). Nel sesto libro del poema, si narra del figlio di pompeo, Sesto pompeo, e del suo viaggio in tessaglia, presso la maga Eritto: La strega, una negromante, che resuscita, con la magia nera, il cadavere di un soldato che profetizza la sconfitta di pompeo. Questo racconto rappresenta chiaramente un tentativo, da parte dell'autore, di opporsi al capolavoro virgiliano, poiché non si racconta di un vivo che discende negli inferi ma di un morto che ritorna dagli inferi, secondo un'azione contro la natura. Lucano non vuole quindi in alcun modo, giustificare gli eventi storici. I PERSONAGGI Il bellum civile non ha un unico eroe positivo, i protagonisti sono Cesare e Pompeo, ma nessuno dei due ha un ruolo principale. I 2 hanno caratteristiche molto diverse ma li accomuna il desiderio di vincere per instaurare un dominio assoluto a Roma. ● CESARE: È molto chiaro che il poeta sia ostile a Cesare, che è presentato come un'incarnazione del male, spinto da una brama di potere che lo porta a travolgere tutto ciò che si trova davanti. Cesare possiede uno straordinario valore militare ma le sue azioni, inarrestabili e dalla portata distruttiva, lo rendono un portatore di rovina, connotandolo come un tiranno. ● POMPEO: Le simpatie dell'autore vanno all'anziano pompeo, difensore delle istituzioni repubblicane e spesso definito Magnus. Tra i 2 egli è il più debole, incapace di reagire alla ferocia di Cesare. Lucano lo paragona ad una vecchia

quercia, spoglia e dalle radici deboli, che si regge sul suo peso senza crescere ancora. Per Lucano, Pompeo gode della gloria passata ombra di un grande eroe. ● CATONE: Morto Pompeo, egli si pone alla testa dei repubblicani, essendo l'unico personaggio positivo del poema. Egli era un seguace della filosofia stoica. Catone incarna i valori della repubblica Romana, perciò si schiererà dalla parte di Pompeo e, dopo la sconfitta, si darà la morte. Lo stoico riconosce che l'indifferenza degli Dei e la malvagità del fato stanno conducendo Roma alla distruzione. A Questi egli contrappone la sua rigorosa virtù.

PETRONIO

È considerato il primo autore di un romanzo latino, il Satyricon, ma su di lui abbiamo poche e incerte notizie biografiche. Petronio nasce forse nel 27 d.C. a Marsiglia, nel 54 entra a far parte della corte di Nerone sotto il ruolo di arbiter elegantiae (un esperto di etichetta di corte). Nel 66 Petronio muore suicida per ordine di Nerone, e gli si fa tagliare le vene e si lascia morire seduto a banchetto. SATYRICON Fu scritto da Petronio, è un romanzo prosimetro che comprende sia prosa che versi, il titolo dell'opera significherebbe "libri di storie Satiriche". Il Satyricon era un'opera molto estesa di cui resta solo una piccola parte relativa ai libri 14,15 e 16, si sa quindi per certezza che le parti superstiti erano precedute da almeno 13 libri andati totalmente perduti. L'opera si può considerare una specie di Odissea burlesca, Molte sono le similitudini Infatti con l'Odissea. Ad esempio vi è uno strano Ulisse che vaga per mare perseguitato dal Dio Priapo, così come Poseidone perseguitava Ulisse. Attraverso la lettura della Trama il Satyricon si colloca nel genere del romanzo. Si tratta infatti di una narrazione che comprende vicende d'amore. Non tutti però lo definivano un romanzo, Anzi si pensava fosse una parodia degli antichi romanzi greci. Il romanzo di Petronio è incentrato intorno all'amore infedele tra Encolpio e Gitone. Il Satyricon però non è da considerare un Unicum ma si inserirebbe in un filone di letteratura umoristica. D'altro canto la mescolanza di prosa e versi avvicina il romanzo di Petronio a un'ulteriore genere, La Satura Manippea. Il Satyricon, quindi, si colloca al di fuori di un genere letterario, non rientra in nessuna classificazione soddisfacente. Il mondo di Petronio, dai frammenti che possediamo, è popolato da figure basse e Miserabili; gente dedita alla truffa e all'imbroglio, parassiti e adulatori. Nessuno dei personaggi può essere considerato positivo: è il ritratto di un mondo da bassifondi, di gente che vive ai margini della legge. L'approccio di Petronio, però, rispetto ai fatti indecenti che narra, non è mai di condanna. L'autore Si colloca al di sopra dei suoi personaggi e delle loro vicende, con sguardo ironico e divertito. Il Satyricon è infatti un'opera comica, e come tale, si basa sulla realtà e coinvolge soprattutto gli strati più bassi della società. Lo stesso personaggio narratore, encolpio, da un lato si rivela un ribaldo pronto a tutto e dall'altro è imbevuto di letteratura e retorica e tende reinterpretare le proprie disavventure con cliché libreschi. Il realismo del Satyricon, insomma, non si limita ai singoli quadretti o a scene precise.