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Apuleio, Lucano, Petronio, Appunti di Latino

appunti di letteratura latina sulle opere, stile letterario e vita degli autori latini Apuleio, Lucano, Petronio

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 07/05/2021

matilde-de-raffaele
matilde-de-raffaele 🇮🇹

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APULEIO
Apuleio nacque nel 120-125 A.C. a Madauro, studiò a Cartagine e poi perfezionò la sua
istruzione ad Atene. Nel 158 subì un processo ad Atene per magia, fu accusato dai
parenti della sua sposa di averla ingannata attraverso filtri e pozioni per prenderne le
ricchezze. Il de magia (detto anche Apologia: “difesa di sé”) è l'autodifesa che
Apuleio pronunciò in occasione del processo, si ratta di un’ampia orazione giudiziaria.
Fin dall’inizio definisce i sostenitori dell’accusa come personaggi indegni e spregevoli
e sé stesso e il giudice come persone di grande onestà morale; poi si difende
dall’accusa alla sua immoralità portando l’esempio dell’aver scritto poesie d’amore,
fatto uso del dentifricio (alchimia) e dello specchio. Dal capitolo 25 inizia la difesa
sull’uso della magia contrapponendo alla magia volgare, una magia più nobile, ossia il
rapporto del filosofo con la realtà divina che non influisce sulle cose umane, ma eleva
chi ne è degno. Termina con la lettura del testamento della donna, intestato al figlio di
lei e non a lui. L’assunzione è abbastanza certa.
Le metamorfosi
La trama presenta leggere somiglianze ad un’operetta greca “Lucio o l’asino”, ma
l’opera è notevolmente più estesa. È in rapporto con la fabula milesia (così chiamato
da Aristide da Mileto) che erano racconti piacevoli e leggeri, solitamente di argomento
erotico.
TRAMA
Lucio è in viaggio per Ipata città della Tessaglia regione della Grecia famosa per la
presenza delle maghe e viene colto dal vivissimo desiderio di imparare l'arte della
magia. Giunto a Ipata è ospitato in casa di una maga e ottiene, tramite una relazione
con la serva di provare le arti della padrona su di sè, ma per errore è mutato in asino
anziché in uccello e potrà ritornare alla forma primitiva solo cibandosi di rose. Viene
poi catturato da una banda di Briganti subito dopo la trasformazione. Lucio è costretto
a portare carichi pesantissimi ed arrampicarsi su erte pendici per giungere nella
spelonca dei briganti e qui sente raccontare la favola di Amore e Psiche. Liberatosi dei
briganti cade Successivamente in balia di altri padroni e quando sta per essere portato
nell'anfiteatro di Corinto per congiungersi pubblicamente con una condannata a
morte, scappa per paura di venire sbranato dalle fiere del circo. Disperato Lucio si
getta nel mare e invoca la luna. Iside di cui la luna è simbolo ha pietà di lui e gli dice di
recarsi il giorno ad una festa solenne in onore della dea, dove potrà mangiare le rose e
tornare in forma umana. Diviene devoto ai culti di Iside, per poi andare a Roma anche
per il culto di Osiride. Il romanzo termina con un sogno del sacerdote nel quale la dea
Osiride gli annuncia che L'indomani si presenterà un uomo per essere iniziato ai sacri
misteri.
Possiamo dividere il romanzo in una prima parte la quale è la più compatta e dominata
dal tema della curiositas. La seconda sezione più ampia e libera, caratterizzata dalle
vicende di Lucio da asino e il maggior numero delle inserzioni novellistiche tra cui
Amore e Psiche. Rispetto alla parte precedente è caratterizzata da una serie di episodi
che si susseguono l'un l'altro e non un'unica storia. Questa sezione può essere definita
paratattica in quanto accosta un'avventura all'altra. Verrà poi definita romanzo
picaresco, proprio per questo continuo divenire di vicende; questo metodo è utilizzato
dallo scrittore per comunicare la confusione e l'arbitrarietà del mondo che circonda
Lucio trasformato in asino. La terza sezione è quella dell'iniziazione ai misteri di Iside
dove c’è la conversione di Lucio ed il suo ritorno alla forma
umana e poi l'adesione al culto di Osiride. è importante notare che il romanzo è
costituito da 11 libri, numero insolito ma simbolico in quanto nella religione isiaca
l'iniziazione avveniva nel XI giorno, dopo 10 giorni di preparazione. Nell’ultima parte
viene spiegato il significato di tutta la vicenda: Lucio è colpevolmente ceduto alla
curiositas ed ha cercato di violare le leggi della natura ricorrendo alla magia, tutto ciò
gli ha procurato disavventure e danni di ogni genere. Per questo è stato mutato
nell'animale più
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APULEIO

Apuleio nacque nel 120-125 A.C. a Madauro, studiò a Cartagine e poi perfezionò la sua istruzione ad Atene. Nel 158 subì un processo ad Atene per magia, fu accusato dai parenti della sua sposa di averla ingannata attraverso filtri e pozioni per prenderne le ricchezze. Il de magia (detto anche Apologia: “difesa di sé”) è l'autodifesa che Apuleio pronunciò in occasione del processo, si ratta di un’ampia orazione giudiziaria. Fin dall’inizio definisce i sostenitori dell’accusa come personaggi indegni e spregevoli e sé stesso e il giudice come persone di grande onestà morale; poi si difende dall’accusa alla sua immoralità portando l’esempio dell’aver scritto poesie d’amore, fatto uso del dentifricio (alchimia) e dello specchio. Dal capitolo 25 inizia la difesa sull’uso della magia contrapponendo alla magia volgare, una magia più nobile, ossia il rapporto del filosofo con la realtà divina che non influisce sulle cose umane, ma eleva chi ne è degno. Termina con la lettura del testamento della donna, intestato al figlio di lei e non a lui. L’assunzione è abbastanza certa. Le metamorfosi La trama presenta leggere somiglianze ad un’operetta greca “Lucio o l’asino”, ma l’opera è notevolmente più estesa. È in rapporto con la fabula milesia (così chiamato da Aristide da Mileto) che erano racconti piacevoli e leggeri, solitamente di argomento erotico. TRAMA Lucio è in viaggio per Ipata città della Tessaglia regione della Grecia famosa per la presenza delle maghe e viene colto dal vivissimo desiderio di imparare l'arte della magia. Giunto a Ipata è ospitato in casa di una maga e ottiene, tramite una relazione con la serva di provare le arti della padrona su di sè, ma per errore è mutato in asino anziché in uccello e potrà ritornare alla forma primitiva solo cibandosi di rose. Viene poi catturato da una banda di Briganti subito dopo la trasformazione. Lucio è costretto a portare carichi pesantissimi ed arrampicarsi su erte pendici per giungere nella spelonca dei briganti e qui sente raccontare la favola di Amore e Psiche. Liberatosi dei briganti cade Successivamente in balia di altri padroni e quando sta per essere portato nell'anfiteatro di Corinto per congiungersi pubblicamente con una condannata a morte, scappa per paura di venire sbranato dalle fiere del circo. Disperato Lucio si getta nel mare e invoca la luna. Iside di cui la luna è simbolo ha pietà di lui e gli dice di recarsi il giorno ad una festa solenne in onore della dea, dove potrà mangiare le rose e tornare in forma umana. Diviene devoto ai culti di Iside, per poi andare a Roma anche per il culto di Osiride. Il romanzo termina con un sogno del sacerdote nel quale la dea Osiride gli annuncia che L'indomani si presenterà un uomo per essere iniziato ai sacri misteri. Possiamo dividere il romanzo in una prima parte la quale è la più compatta e dominata dal tema della curiositas. La seconda sezione più ampia e libera, caratterizzata dalle vicende di Lucio da asino e il maggior numero delle inserzioni novellistiche tra cui Amore e Psiche. Rispetto alla parte precedente è caratterizzata da una serie di episodi che si susseguono l'un l'altro e non un'unica storia. Questa sezione può essere definita paratattica in quanto accosta un'avventura all'altra. Verrà poi definita romanzo picaresco, proprio per questo continuo divenire di vicende; questo metodo è utilizzato dallo scrittore per comunicare la confusione e l'arbitrarietà del mondo che circonda Lucio trasformato in asino. La terza sezione è quella dell'iniziazione ai misteri di Iside dove c’è la conversione di Lucio ed il suo ritorno alla forma umana e poi l'adesione al culto di Osiride. è importante notare che il romanzo è costituito da 11 libri, numero insolito ma simbolico in quanto nella religione isiaca l'iniziazione avveniva nel XI giorno, dopo 10 giorni di preparazione. Nell’ultima parte viene spiegato il significato di tutta la vicenda: Lucio è colpevolmente ceduto alla curiositas ed ha cercato di violare le leggi della natura ricorrendo alla magia, tutto ciò gli ha procurato disavventure e danni di ogni genere. Per questo è stato mutato nell'animale più

brutto e più disprezzato simbolo di grossolana ignoranza e di bassa sensualità; Finché la dea Iside gli è venuta il soccorso ridandogli la forma umana. Apuleio sceglie il romanzo in quanto era lo strumento di intrattenimento prediletto dal pubblico. Nell'opera coesistono due intenti differenti: quello di divertire il lettore ed un altro che è invece un intento serio ed edificante. Il primo si rivela soprattutto nei primi libri, principalmente nelle novelle erotiche nel tema dell'adulterio Invece l'altro si articola in particolare nella conclusione del romanzo quando viene proposta l'interpretazione globale della vicenda di Lucio ed una visione religiosa. Nella sua opera Le Metamorfosi possiamo trovare degli elementi autobiografici: L’opera è quasi come una continuazione del de magia, quindi un’ulteriore accentuazione di difesa dei suoi pensieri riguardo al rapporto magico. La condanna alla Magia è chiara in quanto essa provoca quella trasformazione dell'uomo che è l'emblema della sua degradazione. Un altro elemento è la rappresentazione simbolica del proprio itinerario spirituale, quando il Dio Osiride rivela al proprio sacerdote dell’arrivo di Lucio, che in questa parte dell’opera sostituisce Apuleio. Quella di Apuleio è una scrittura molto elaborata, mantiene semplicità e naturalezza e con il Sermo cotidianus ossia il genere letterario popolare, ma che riesce a filtrare attraverso la sua cultura letteraria; si collega inoltre alla commedia e alla satira. APPROFONDIMENTI Culto di Osiride e di Iside Secondo il mito Osiride portò la civiltà agli uomini e fu molto amato da essi. Il fratello Seth, geloso di ciò, ordinò un inganno per ucciderlo: durante un banchetto annunciò che avrebbe fatto dono a chiunque di un sarcofago da lui costruito a chi lo avrebbe perfettamente occupato con il proprio corpo. Osiride non sospettando nulla vi si sdraiò e il sarcofago fu chiuso da Seth e dei suoi complici e gettato nel Nilo. La sposa Iside disperata cerca di riportarlo a riva, allora Seth per evitare che suo fratello venisse liberato spezzò il corpo in vari pezzi. Iside li trovo tutti e con la magia resuscitò Il marito che diventò padrone dell’Ade, regnando negli inferi. Il figlio della coppia Horo sconfigge Seth, ma Iside consapevole della necessità dell'esistenza del male nel mondo, ne impedisce l’uccisione e Seth divenne simbolo di malvagità. Il culto di Iside fu diffuso in Campania già nel II secolo a.C. A Roma penetrò al tempo di Silla dove inizialmente subì vari provvedimenti di soppressione. Augusto poi autorizzò La costruzione di un Tempio di Iside fuori dal pomerio; ma soltanto con Caligola il culto fece il suo ingresso ufficiale a Roma, avendo costruito il tempio a Campo Marzio. Successivamente il culto di Iside si estese anche alle province dell'impero come ad esempio la Germania meridionale, la Svizzera e il Norico.

PETRONIO

Petronio venne descritto da Tacito, racconta che passava le sue giornate dormendo e le notti occupandosi dei piaceri. Fu poi accolto tra gli amici intimi di Nerone, la sua influenza era tale che l’imperatore giudicava piacevole solo ciò che veniva raccontata da Petronio, ciò favorì la gelosia di Tigellino che lo accusò di essere amico dei promotori della congiura e dovette nel 65 di darsi alla morte. Il satyricon Il Satyricon ci è pervenuto in forma frammentaria e lacunosa, è stato ordinato dagli editori in 141 capitoli a cui si aggiungono alcuni frammenti minori. La vicenda è narrata in prima persona da un giovane di nome Encolpio che rievoca le avventure e le peripezie di un viaggio compiuto in compagnia di un giovane Gitone di cui è innamorato. L'opera può essere suddivisa in 5 blocchi:

  1. Encolpio è alle prese con un retore di nome Agamennone che disserta sulla decadenza dell'eloquenza. Poi torna alla Locanda dove incontra Gitone e Ascilto un compagno e rivale in amore per Gitone. Una donna sacerdotessa di Priapo li accusa di

Il “romanzo antico” come noi lo chiamiamo, per i greci non aveva un termine preciso, lo chiamavano “racconto” o “storie su” ed era considerato un genere minore. Molto probabilmente il genere che noi chiamiamo romanzo nacque in età ellenistica quando la prosa che fino ad allora era stata usata solo per l'oratoria, la filosofia o le scienze fu impiegata per la narrazione fantastica; il romanzo si rivolge un pubblico con una cultura meno elevata con uno scopo puramente di intrattenimento e di consumo. Sono 5 i romanzi Greci conservati per intero sia dell'età ellenistica che romana, erano romanzi per lo più d'amore e presentavano uno schema fisso: i due si incontrano si innamorano, vengono separati, devono affrontare una serie di controversie volute dagli dei o dalla sorte e tuttavia la coppia si ricongiunge felicemente. Le trame sono molto complicate e avventurose scritte per un pubblico vasto e dai gusti semplici. Un altro aspetto interessante è quello della presenza della religione nei racconti; i personaggi non si rivolgono più agli dei locali, ma alle grandi divinità sovranazionali come Iside e Osiride. Sicuramente fu rilevante anche l'influsso delle religioni misteriche, alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che il romanzo potesse essere la trasformazione letteraria di un rituale misterico riservata agli iniziati e quindi ogni avventura ogni evento significativo della trama stava a rappresentare le prove che avrebbero portato all'iniziazione al culto. Esistono vari tipi di romanzo, possiamo trovarne alcuni più vicini alle religioni oppure romanzi più laici oppure romanzi dalle tematiche erotiche. Pur essendo principalmente d'amore vi erano anche romanzi di argomento storico, storie di viaggi meravigliosi e racconti fantastici utopistici o una biografia romanzata. Il romanzo pur nascendo come puro intrattenimento a volte ha degli ornamenti di retorica e aspira una dignità che a volte raggiunge, ciò che però lo caratterizza sempre è il fatto di essere lo specchio della società del suo tempo, permettendo al pubblico di rispecchiarsi in esso. Se volessimo fare un confronto tra romanzo antico e romanzo moderno potremmo trovare dei punti in comune soprattutto con quello che viene definito il romanzo d'evasione, ossia una storia d'amore o di avventura che si conclude solitamente con un lieto fine, questo era tipico anche del romanzo antico. Se andiamo a considerare ad esempio romanzo realista dell'800 (Verga) troveremo che è estremamente differente dal romanzo realista latino, in quanto quest’ultimo è la rappresentazione in carta della realtà che non ha nulla di parodico o di ironico. Un'altra caratteristica fondamentale di questa opera letteraria è lo stile straordinariamente duttile che si adatta a personaggi e situazioni differenti e diviene il mezzo principale di caratterizzazione dei personaggi. Predomina principalmente il linguaggio colloquiale, con delle differenze tra il modo di esprimersi dei vari personaggi: lo stile del narratore è semplice, disinvolto e a volte paratattico, è aperto a colloquismi e grecismi, con rare intrusioni di volgarismi a volte si eleva in parti del romanzo più filosofiche o oratorie, pur sempre però con un intento ironico e parodistico. Petronio e il Satyricon nel tempo La testimonianza più antica e più significativa che abbiamo su Petronio è quella di Tacito. È probabile che, per via dei contenuti trattatisi, il romanzo petroniano abbia subito tagli e sia rimasto escluso dalle scuole fin dalla tarda antichità. Durante il medioevo non fu del tutto sconosciuto; nel 400 e nel 600 vengono fatti dei ritrovamenti di pezzi perduti dell'opera, ma la sua vera fortuna è nell'epoca moderna tant'è che, così come quella di Orazio, divenne la lettura alla moda nei salotti nel XVI secolo. Nell'800 de Balzac Flaubert e i massimi esponenti del realismo francese riconobbero in Petronio il precursore della loro poetica realistica. Anche nel ritratto di Dorian Gray troviamo dei riferimenti al Satyricon tant'è che il protagonista afferma che vorrebbe essere per Londra ciò che l'autore del Satyricon fu per Roma in tempo di Nerone. Lo stesso Gatsby può essere ricondotto al Satyricon nella figura di

Trimalchione ossia l'ostentazione della ricchezza. Oggi Petronio e le sue opere continuano ad essere ammirate, tant'è che nel 69 vi fu la trasposizione cinematografica del Satyricon ad opera del regista Federico Fellini.

LUCANO

Lucano nasce a Corduba in Spagna nel 39 d.c. grazie allo zio Seneca viene chiamato a Roma da Nerone stesso che lo fece entrare nella propria chors amicorum e gli conferì l'onore della Questura. La carriera politica di Lucano ebbe una brusca svolta quando il favore del Princeps lo abbandonò trasformandosi in aperta ostilità al punto che al poeta fu vietato di pubblicare i suoi versi. Tale rottura è stata causata da una gelosia di Nerone nei suoi confronti o è stata interpretata in una chiave più politica in quanto la posizione filo repubblicana assunta da Lucano nel bellum civile non fu apprezzata dall’imperatore. Molto probabilmente anche la caduta in disgrazia di Seneca e il suo ritiro a vita privata fu un evento negativo per il rapporto tra Lucano e Nerone. Nel 85 Lucano aderì alla congiura di Pisone e alla scoperta di tale cospirazione come molti altri congiurati fu costretto a darsi alla morte all'età di 26 anni. Bellum civile Il poema epico, diviso in dieci libri, tratta della guerra civile tra Cesare e Pompeo che ebbe, nella battaglia di Farsalo, il suo momento decisivo. La morte di Lucano ne impedì la conclusione che si interrompe con la rivolta che scoppiò contro Cesare ad Alessandria d'Egitto. Come fonti storiche probabilmente Lucano aderì a Tito Livio e le opere sulle guerre civili di Pollione e di Seneca, storici con una posizione filo repubblicana. Una delle caratteristiche del bellum civile è la completa assenza dell'apparato divino; coerentemente alle sue posizioni filosofiche, recupera in parte l'elemento del meraviglioso e del soprannaturale per mezzo di sogni (motivo topos da Omero), visioni, profezie e pratiche magiche; L’esempio più noto della presenza del soprannaturale in Lucano è la scena della necromanzia in cui una strega riporta in vita un soldato morto in battaglia. Il bellum civile affronta un parere singolare (rispetto all'Eneide e la tradizione del poema epico in generale), narra la caduta rovinosa della libertas repubblicana e quindi la fine della grandezza della gloria romana. Lucano non vuole celebrare La storia romana ma anzi la biasima, la deplora e la condanna; così facendo si stacca dal poema epico. Sul piano ideologico è vicino allo stoicismo, ad esempio quando celebra Catone come l'incarnazione del sapiente stoico e anche con l’idea dell'esaltazione del suicidio visto come eroica sfida contro la sorte. Lucano, non narrando della grandezza di Roma, ricerca l'elevatezza tipica del genere epico nella grandiosità e nell'eccesso. Il gusto per la dismisura investe sia personaggi che la vicenda, vi sono circostanze fuori dalla norma ricche di tensione e di pathos. Tra queste uno dei motivi principali è il topos della morte che viene presentata con brutalità e scene macabre, descritte esageratamente. La tecnica narrativa di Lucano è decisamente selettiva. Il poeta riassume brevemente le parti più importanti della vicenda, per poi concentrarsi su eventi di particolare intensità e drammaticità a cui da moltissimo spazio. Nella narrazione troviamo molte digressioni ambito etnografico mitologico, geografico e scientifico. L'autore, riprendendo una tendenza già presente nelle metamorfosi di Ovidio o nell'Eneide di Virgilio interviene frequentemente in prima persona per commentare gli eventi con enfasi e gravità e ciò viene chiamato racconto soggettivo che dona al racconto un tono oratorio e magniloquente. I personaggi del bellum civile Acquisiscono atteggiamenti estremi ed eccessivi dai toni estremamente enfatici. L'atmosfera cupa e negativa scelta da Lucano impedisce la presenza di un personaggio eroe, tant'è che il bellum civile

della maga, ma vennero poi liberati dall’eroe di cui Circe si innamora e ne ebbe un figlio. (“Odissea” di Omero )

  • Medea : nella saga degli Argonauti, incarna il primo personaggio della maga, che vive nella Colchide. In Pindaro si innamora perdutamente di Giasone ed è vittima delle sue stesse pratiche magiche, per volere di Afrodite. In Euripide , la successiva uccisione del re Creonte e della figlia, promessa sposa a Giasone, viene effettuata dalla medesima con filtri letali. Nella produzione di Ovidio è presente sia nelle “Heroides” sia nella “Metamorfosi” e vengono ripresi ed ampliati tutti gli aspetti della sua storia. Seneca , infine fa della protagonista una maga potente e terribile, simbolo del male.
  • Lucano ambienta, a Farsalo, in Tessaglia, una scena di necromanzia, in cui la maga Eritto costringe un soldato morto a profetizzare il futuro. -nel “Satyricon” di Petronio , gli argomenti attingono alle credenze popolari, compare la figura del lupo mannaro e quella delle streghe che rapiscono i cadaveri. -Il romanzo di Apuleio , anch’esso ambientato in Tessaglia, ha come motivo magico centrale la trasformazione in asino di Lucio. Sono poi inserite anche altre novelle di magia. Nell’De magia invece non si tratta di narrazioni fantastiche, ma si analizza nel profondo le parti tecniche delle arti magiche.
  • Kanfa : “le Metamorfosi”, il mutamento inaspettato del protagonista, in scarafaggio. La trasformazione in insetto è un’allegoria dell’alienazione del diverso nella società e dell’oppressione generata da legami familiari fondati sull’egoismo e sull’interesse economico. Al protagonista è negata ogni forma di riscatto e l’unica possibile fuga dalla sua drammatica condizione sarà irrimediabilmente la morte.
  • Collodi : “le avventure di Pinocchio”, il protagonista, da pezzo di legno, passa a burattino e infine a bambino e in carne ed ossa. Gli vengono attribuiti significati morali e religiosi.
  • V. Wolf : nel romanzo Orlando (1928), un giovane si trasformava in una donna.