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Malattie esantematiche dell’infanzia
Tipologia: Sbobinature
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Con il termine di malattie esantematiche si intendono un gruppo di malattie infettive che provocano un cosiddetto esantema, cioè una tipica eruzione cutanea. Il termine esantema deriva dalla parola greca “exanthéō”, che significa fiorire/sbocciare, quindi si intende la comparsa improvvisa sulla pelle di un’eruzione cutanea che va distinto dal termine enan- tema. Per enantema s’intende un’eruzione delle mucose, in genere quelle che rivestono il cavo orale. L’esantema può presentarsi sotto forma di:
dell’esantema che può essere maculo-papulare o vescicolare. Per questo è importante conoscere nel dettaglio questi esantemi per essere in grado di fare una corretta diagnosi differenziale.
Il morbillo è una malattia infettiva acuta, causata da un virus a RNA, appartenente alla famiglia dei Paramyxoviridae. Si trasmette per mezzo delle goccioline respiratorie ed è caratterizzato da:
Diagnosi La diagnosi di morbillo è essenzialmente clinica, con l’esame obiettivo è possibile evidenziare le caratteristiche tipiche del rush da morbillo, ovvero un esantema maculo-papuloso ad esordio retroau- ricolare con propagazione in direzione cranio-caudale, preceduto dai caratteristici sintomi e segni prodromici, come febbre, tosse, rinite e cheratocongiuntivite. A volte però è necessaria una conferma sierologica nei casi in cui la sintomatologia è meno eclatante e meno classica. La conferma sierologica si ottiene con la ricerca degli anticorpi specifici nei con- fronti del morbillo di tipo IgM e IgG oppure si può ricercare la presenza del virus nelle secrezioni nasali, orofaringee, congiuntivali o nel sedimento urinario. Terapia La terapia è essenzialmente sintomatica, trattandosi di un’infezione virale, quindi basata sugli antipi- retici. Si utilizzano antibiotici solo nei casi in cui vi siano complicazioni legate alla presenza di so- vrainfezioni batteriche. Profilassi
Si tratta di una malattia infettiva causata da un virus a RNA, appartenente al genere dei Rubivirus, membro della famiglia dei Togaviridae.
scompaiono alla pressione. Partono dal viso e dal collo e poi diffondono in senso centrifugo, interes- sando prima il tronco e successivamente gli arti, quindi le estremità. A volte, poco prima dell’esantema, ci può essere un enantema, caratterizzato da una modica punteg- giatura rosea del palato molle, che si può fondere in una chiazza rossa. L’esantema e i sintomi generali scompaiono dopo 3-4 giorni in senso cranio-caudale. Complicanze :
Terapia
Si tratta di una malattia esantematica da Parvovirus umano B19, trasmessa attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie. Clinica : dopo un periodo di incubazione di 4-14 giorni si ha la comparsa di febbre, cefalea, mialgia (possono mancare), seguiti da un rash maculo-papuloso inizialmente sul volto (simmetrico sulle guance, aspetto a “ faccia schiaffeggiata ”) che diffonde al tronco e alle estremità (vengono rispar- miate palmo delle mani e pianta dei piedi). Segue un periodo di risoluzione lenta (1-3 settimane), con riaccensioni dopo esposizione a luce solare, calore, esercizio e stress. Normalmente nei bambini ha un decorso benigno ma negli adolescenti/giovani adulti e adulti può causare complicanze quali artriti, artralgie, crisi aplastiche transitorie di durata superiore alla viremia in soggetti con anemia emolitica cronica (es. anemia falciforme, sferocitosi, ellissocitosi). Si tratta di un’infezione pericolosa in gravidanza, quindi bisogna evitare il contatto con bambini/sog- getti infetti perché l’infezione materna primaria può causare idrope e morte fetale intrauterina. Diagnosi: essenzialmente clinica. Si può eventualmente dimostrare la presenza del DNA virale nel siero o degli anticorpi specifici con test immunoenzimatici e radioim- munologici. Terapia : sintomatica. Si utilizza paracetamolo in caso di febbre elevata ed antistaminici in caso di prurito. Le crisi aplastiche possono richiedere delle trasfusioni. Si può vedere il tipico aspetto a faccia schiaffeggiata.
Malattia esantematica tipica dei bambini molto piccoli (6-18 mesi). L’agente patogeno è HHV-6 e HHV-7. La trasmissione avviene attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie. Clinica : dopo un periodo di incubazione di 7- 14 giorni si ha un esordio improvviso con febbre elevata per 3-4 giorni, anche resistente ad antipiretici e può accompagnarsi a convulsioni (10-15% dei casi). Si possono associare anche rinite, vomito, diarrea. Si ha poi lo sfebbramento per crisi e la comparsa di un rash maculo-papuloso su tutto il corpo a partire dal tronco fino ad estendersi alle estremità ed al collo (fugace della durata massima di 48 h). Diagnosi: essenzialmente clinica. È possibile ese- guire la ricerca del genoma virale su siero e saliva ma anche la ricerca di anticorpi specifici su siero. Trattamento : sintomatico con antipiretici, anticon- vulsivanti come il diazepam In sostanza per fare una diagnosi differenziale tra morbillo, scarlat- tina e rosolia bisogna fare atten- zione alla sede dell’esantema, alla diffusione dell’esantema nei giorni seguenti e all’enantema lad- dove presente. Nel caso del morbillo si hanno maculo-papule di colore rosso vivo molto piccole che iniziano dietro le orecchie e si diffondono poi sul resto del corpo e saranno presenti, a livello della mucosa orale, le macchie di Koplik pato- gnomoniche. Dal terzo giorno l’esantema si sarà diffuso su tutto il corpo con una caratteristica dif- fusione a nevicata con chiazze più estese o con- fluenti sul tronco rispetto agli arti. La rosolia si manifesta con rash maculo-papulare rosaceo con piccoli elementi ben distinti con andamento cen- trifugo, per cui il primo giorno saranno presenti a livello del tronco e del volto e al terzo giorno scompariranno da tronco e volto e compariranno agli arti. Nel caso della scarlattina l’esantema maculo-pa- pulare sarà presente dal primo giorno sul corpo, precisamente dalla radice degli arti si estende ad
Se la varicella è contratta dalla gestante nei 15 giorni antecedenti al parto, il 25% dei neonati presen- terà l’esantema tipico. Se la gestante si ammala tra il 5° giorno prima del parto e le 48h successive si avrà un’evoluzione grave per immaturità del sistema immunitario neonatale. La diagnosi è clinica ma si può comunque isolare il virus con tecniche colturali. Si può effettuare l’esame istologico del materiale prelevato dalle lesioni e si possono eseguire indagini immunoenzi- matiche e di immunofluorescenza. La terapia è sintomatica. Si può usare ACICLOVIR se somministrato nelle prime 24h in neonati e soggetti immunodepressi. Profilassi :
Eziologia : enterovirus, virus Coxsackie tipo A16, enterovirus 71. Trasmissione per via aerogena e per via oro-fecale Clinica: dopo un breve periodo di incubazione (4-6 giorni), comparsa di un enantema della mucosa orale e della lingua (inizialmente vescicole e poi ulcerazioni di 4-8 mm), febbre e malessere che scompaiono in 3 - 4 giorni. Dopo 48 h si ha la comparsa di un esantema vescicolare (inizialmente maculo-papulare) più frequentemente al palmo delle mani ed alla pianta dei piedi, nel 30% anche ai glutei, poco o non pruriginoso, che regredisce in una settimana. A volte vi può essere desquamazione. Decorso benigno. Complicanze : meningite asettica, miocardite. Diagnosi : clinica (ricerca vescicole su bocca, mani e piedi). Eventualmente ricerca del virus su san- gue, feci, aspirato rinofaringeo e ricerca degli anticorpi specifici su siero. Terapia : sintomatica con antipiretici Profilassi : norme igieniche