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Le malattie infettive, patologie causate da microrganismi che possono infettare l'uomo e causare danni biologici. Vengono descritti i vari tipi di microrganismi e i modi in cui possono comportarsi una volta a contatto con l'ospite. Viene inoltre spiegato il funzionamento della risposta immunitaria e i principali meccanismi di difesa. Infine, vengono descritti i metodi di diagnosi e terapia delle malattie infettive.
Tipologia: Appunti
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Le malattie infettive sono patologie riconducibili all’azione diretta o indiretta di microrganismi in grado di infettare l’uomo, di replicarsi nei tessuti umani e di determinare un danno biologico. Questi microrganismi sono artropodi (insetti), elminti (vermi), protozoi, batteri, miceti, virus e prioni. Non sempre le malattie infettive sono contagiose, possono essere a trasmissione vettorale come per esempio la malaria che è trasmessa tramite la zanzara, oppure a trasmissione interumana come per esempio la trasmissione della toxoplasmosi in gravidanza. I microrganismi possono comportarsi in vari modi una volta a contatto con l’uomo:
L'esame obiettivo non è molto di aiuto. Tramite gli esami ematici valuto l'indice di flogosi, che incrementa in modo marcato in patologie batteriche e l'emocromo con formula in cui si possono avere: luecocitosi neutrofila che succerisce eziologia batterica, leucopenia -> eziologia virale, eosinofilia ->patologia elmintica. Gli esami microbiologici sono divisi in:
plasmatica. Negatività dei test per anticorpi eterofili (monotest) e della sierologia per EBV. Si ha negatività di HIV-Ab e positività di antigene p24 e HIV-RNA. Fase di latenza superata la fase acuta, il sieropositivo sta perfettamente bene e può trasmettere HIV. L’individuo sieropositivo può essere asintomatico per un lungo periodo, anche un decennio ma in questo lasso di tempo si ha un graduale deterioramento del sistema immunitario. I maggiori luoghi in cui si stabilisce l’infezione, sono, a parte nel sangue, nel tessuto linforeticolare (GALT) e nel SNC. Esistono casi in cui il virus agisce molto più rapidamente, progredendo in minor tempo (2-3 anni) verso l’AIDS e altre persone in cui il virus non evolve, non trasformandosi nella patologia sintomatica. Oltre a non esserci sintomi, abbiamo anche la conta dei CD4 normale e il livello di virus nel sangue è basso o normale; se tuttavia cerchiamo l’RNA, lo possiamo trovare, diagnosticando quindi l’infezione. Durante gli esami possiamo comunque trovare anche altri valori alterati: anemia normocromica e normocitica, leucopenia e piastrinopenia. Si può avere anche linfoadenopatia generalizzata persistente, non spiegabile con altre patologie; con persistenza di almeno 3-6 mesi e interessamento simmetrico di almeno due stazioni linfonodali extrainguinali. La biopsia linfonodale non si esegue mai prima di avere fatto un test HIV. quadri clinici appartenenti alla classe B – progressione a AIDS Manifestazioni odontostomatologiche come la candidosi orofaringea, leucoplachia orale villosa, gengiviti, parodontopatie, Herpes simplex (raro). Manifestazioni dermovenereologiche come dermatite seborroica, Herpes zoster recidivante o multimetamerico, Herpes simplex tipo I o II, mollusco contagioso, verruche piane, condilomi acuminati, etc. Abbiamo alterazioni laboratoristiche degli esami di routine come leucopenia (linfopenia assoluta), ipergammaglobulinemia a banda larga (aumento di anticorpi), piastrinopenia, anemia normocromica-normocitica. Se il paziente non viene trattato prima si va incontro all'AIDS. Per un buon controllo della malattia in stadio sintomatico ci sono i farmaci antiretrovirali che bloccano la replicazione virale, associati a profilassi primaria e secondaria. quadri clinici appartenenti alla classe C – AIDS quando i linfociti scendono sotto i 200, la persona è soggetta a infezioni opportunistiche e/o tumori AIDS-correlati. Il criterio principale per la notifica di AIDS avviene tramite la presenza di una della patologie correlate alla progressione del virus. Se un soggetto risulta positivo ad una di queste patologie, viene notificata l’AIDS. Le patologie sono molte, esistono infatti 28 casistiche, finalizzate a diagnosticare la progressione dell’HIV ad AIDS. Tra le principali troviamo:
Epatite D è un virus difettivo a RNA che richiede la contemporanea infezione con il virus dell'epatite B per potersi replicare. Esso utilizza, infatti, l'HBsAg come proteina strutturale del proprio involucro. HDV può coinfettare con la B il soggetto, oppure può sovrapporsi ad un'infezione B preesistente. Nel primo caso può dare epatite fulminante, mentre nel secondo, epatite cronica rapidamente progressiva. La durata della sua infezione dipende dalla durata della B. Epatite C fa parte della famiglia flaviviridae e il suo genoma è costituito da un unico filamento di RNA. È un virus metamorfico, ovvero cambia continuamente le sue caratteristiche superficiali, e per questo cronicizza. L'infezione può essere asintomatica con conseguente cronicizzazione, questo porta ad epatite cronica stabile o a cirrosi; quest'ultima può portare a epatocarcinoma. L'infezione può portare anche a epatite acuta con conseguente epatite fulminante, guarigione o cronicizzazione. Provoca una malattia ad esordio insidioso e gli effetti visibili sono anoressia, dolori addominale, nausea e vomito. Anche per l’HCV è possibile eseguire test per ricercare l’RNA del virus (HCV-RNA test). Ha un periodo finestra di circa 5-12 settimane. Epatite E il virus è di genere Calicivirus. Può portare a epatite acuta e cronica. Nei paesi industrializzati, più tipica dell’età adulto-avanzata; è più grave in gravidanza (aborto, parto prematuro, morte della gestante e/o del feto): letalità 20% nel 3° trimestre. L' epatite acuta ha un incubazione variabile tra le 2 e le 24 settimane. Si ha una fase prodromica, in cui il paziente ha sintomatologia di tipo influenzale e quindi è difficile diagnosticare l'epatite; è detta anche fase preitterica. Questo periodo dura da 2 a 15 giorni. Poi dopo compare la fase itterica e diventa palese che ci sia un problema di tipo epatico perchè avrò ittero, alterazioni biochimiche come urine ipercromiche (si accumula urobilinogeno) e feci ipocoliche (non è eliminato lo stercobilinogeno), ipofunzione epatica. Dopo settimane o mesi, si ha la guarigione ovvero la scomparsa dei sintomi e la normalizzazione degli esami biochimici. Abbiamo varianti cliche come la forma:
Negli immunodepressi ci può essere una riattivazione dell'infezione e quindi devono essere sempre valutati; se hanno l'anti-HBs o l'anti-HBc attivo devono fare la profilassi antivirale. I bambini che nascono da mamma HBV+ devono essere vaccinati con la prima dose entro 12 ore, è somministrata dose di anticorpi già pronti. Se la donna ha virolemia molto alta è indicata una terapia antivirale per bloccare la trasmissione dell'infezione, a partire dalla 28esima settimana di gestazione fino alla nascita e anche 3 mesi dopo il parto. La terapia dell'epatite D si basa solo su interferone. Per l'epatite C sono usati dei nuovi farmaci, spesso usati in combinazione, che raggiungono un'efficacia del 90% e con scarsi effetti collaterali. TUBERCOLOSI la maggior parte dei casi è dovuta a mycobacterium tuberculosis ; casi rari possono essere dati dai mycobacterium bovis a seguito di ingestione del latte o mycobacterium africanum che colpisce solo l'uomo ma è diffuso solo in Africa occidentale. Il batterio resposabile della maggior parte dei casi è un batterio aerobio, con forma bacillare e ha acido micolico che ne determina le caratteristiche tintoriali; ha lenta crescita (fino a 8 settimane per crescere). La trasmissione è per via aerea, tramite droplet, a meno che non sia la T. Bovis che è per via orale, attraveso il latte infetto. Rarissime sono la via congenita, in cui viene infettato il bambino, e la transcutanea. Ma che differenza c’è fra droplet e droplet nuclei? I primi hanno un diametro maggiore (>5μm), tendono a depositarsi a 1m dalla fonte e si fermano alle alte vie aeree; inoltre, possono essere bloccate da mani e maschere. I droplet nuclei, invece, hanno un diametro più piccolo (fra 1 e 5μm), hanno scarsa tendenza a depositarsi, perché più leggere, e raggiungono con facilità le vie aeree basse. Inoltre, queste possono attraversare tranquillamente le maschere chirurgiche e i tessuti; sono causa di TB. Quando un soggetto si espone al batterio può non infettarsi o infettarsi. Nel caso si infetti si ha l'infezione primaria, che nel 95% dei casi è asintomatica (LTBI), nel 5%, queste persone potranno avere una riattivazione della tubercolosi post-primaria che porta a tubercolosi cavitaria, extrapolmonare, etc. Nell'altro 5% dopo l'infezione primaria, si sviluppano subito i sintomi e spesso è tipica di pazienti con difese basse come i bambini piccoli, adolescenti, HIV+. Nei bambini e negli immunodepressi si ha la tubercolosi miliare e la meningite tubercolare (forma più grave). Negli adolescenti si ha tubercolosi pleurica che causa versamento pleurico ma non è grave. La diagnosi di tubercolosi latente (LTBI) si ha tamite test mantoux o IGRA positivo, in più la rx deve essere negativa. Mantoux è un'iniezione in sede intradermica, uso una siringa con ago da insulina e somministro 5 unità di antigeni derivanti dal micobatterio. Per vedere se la somministrazione è fatta bene, deve apparire un ponfo sulla pelle! Viene fatta una rivalutazione dopo 48-72 ore perchè in questo lasso di tempo, si è attivata la risposta cellulo-mediata. Se nella zona della somministrazione si presenta un indurimento allora vuol dire che la persona ha già incontrato il batterio. Tramite penna si fanno due segni nella sede dell'infiltrato e si misura la distanza tra i due segni e si registra la risposta in millimetri.
Cut-off di 5 mm è considerato positivo nei pazienti immunodepressi, soggetti che sono stati a contatto con persone TB+, soggetti con rx positivo, etc. 10mm è positivo in immigrati, in chi assume droghe per ev, bambini sotto i 4 anni, etc. 15 mm è positivo in pazienti che non hanno avuto esposizione o infezioni di TB. Può avere una serie di problemi come i falsi positivi dovuti a vaccinazione, qui si ha Mantoux positiva superiore a 5 ma minore a 10, o derivanti da vecchia infezione. Il Quantiferon valuta una reazione cellulo-immediato ed è un esame che è fatto ex vivo, qui si preleva il sangue in provette particolari, in genere 3: una negativa, una con antigeni TB e una con mitogeno. Gli antigeni entrano a contatto con le cellule del sangue, soprattutto con i linfociti T, e se dopo 8H, quando vado a misurare i livelli di interferone, questi sono alti, vuol dire che c'è stata una interazione. Gli altri due campioni sono utili per comprendere se il sistema immunitario dell’organismo risponde bene: nella provetta del mitogeno devo sempre trovare interferone, se non c'è allora è un grave immunodepresso che non è in grado di produrlo. Questa metodologia è più accurata ma è molto costosa e quindi la Mantoux è il test di scelta, mentre il primo è usato più in pazienti vaccinati e in immigrati. La tubercolosi latente io la cerco in pazienti a rischio: come in chi ha avuto contatti con un soggetto con TB o nei soggetti che sono a rischio di sviluppare una forma grave come quelli che fanno terapia immunodepressiva. Gli HIV+ devono fare screening perchè hanno un alto tasso di riattivare l'infezione in caso di tubercolosi latente. La terapia prevede l'uso di vari farmaci: Isoniazide preso da solo e la terapia dura da 6 a 9 mesi, o un'associazione Isoniazide + Rifampicina che dura 3 mesi ma è più tossica e quindi si deve seguire il paziente di più. La seconda terapia, essendo combinata, è più tossica della prima; rimane comunque la terapia più usata, perchè la prima, avendo un tempo lungo, è più facilmente abbandonata. Nella tubercolosi attiva il paziente ha sintomi e può essere molto contagioso. Esiste la TB primaria e la TB post-primaria , la seconda può essere causata da una riattivazione della TB latente o a causa di un reinfezione nei soggetti LTBI. La TB primaria può portare a tubercolosi miliare, pleurica e linfonodale ileomediastinica. Nella lifonodale ho un massivo rigonfiamento del linfonodi che possono determinare uno schiacciamento dei bronchi. La pleurica avviene in genere dopo 2-5 anni dall'infezione. I quadri di TB post-primaria sono extrapolmonari o polmonari. Si hanno sintomi di organo e sintomi geenrici come febbre di basso grado, sudorazione notturna, perdita di appettito, astenia. La TB del polmone si presenta con tosse da 2-3 settimane; si ha anche dolore al torace, solo se c'è coinvolgimento pleurico, ed emottisi che indica una malattia più avanzata con erosione endobronchiale. Può complicare in pneumotorace, stenosi bronchiale, emorragie, etc La TB delle ossa , si manifesta con dolore nella sede colpita; la più frequente è la colonna vertebrale, in questo caso si parla di sindrome di Pott. Può essere dovuta a diffusione ematogena o per contiguità con linfoadenite paravertebrale. Più raro è il coinvolgimento dell'anca, della testa femorale e del ginocchio. Nella malattia avanzata si può avere un collasso dei dischi intervertebrali. Le complicanze sono paraplegia, per compressione del midollo spinale da parte dei processi infettivi, e le paraparesi. La TB gastrointestinale in genere è dovuta dall'ingestione di secreto infetto o da TB bovis. Si può
Per la TB bovis si evita la pirazinamide perchè i batteri sono resistenti. Il trattamento di mantenimento dura 9 mesi per la TB polmonare cavitaria, 12 mesi per la TB meningea e la ossea. Effetti collaterali:
strumenti, etc. Il periodo di incubazione è di circa 9-30 giorni ed esordisce come una sindrome simil influenzale. Le manifestazioni cliniche sono febbre associata a diarrea, vomito, nausea, tosse secca, etc; possiamo avere anche pallore cute e congiuntive, subittero e ittero, splenomegalia, alterazioni stato coscienza, etc. Al laboratorio avremo piastrinopenia, anemia, leucopenia, bilirubina e transaminasi alte, etc. Nella malaria grave si ha con convulsioni multiple, edema polmonare, ematemesi, etc; qui è indicata una terapia per ev. La presenza di malaria deve essere sospettata se il soggetto che è tornato da un viaggio in zona endemica presenta febbre. Si fa diagnosi con:
un’ora con sottostima della cellularità) e non si deve mettere i campioni in frigo, se necessario conservare il campione a temperatura ambiente o meglio a 37° perchè rischio di inattivare batteri presenti. È utile conservare una aliquota di liquor aggiuntiva per ulteriori indagini. Meningiti batteriche acute Agenti eziologici per distribuzione di età
40 anni: S. Pneumoniae. Nelle meningite batteriche acute se ho un'otite e sinusite allora è dovuta a S. Pneumoniae, anche nelle fratture craniche. Nei traumi penetranti, in presenza di derivazioni liquorali, interventi neurochirurgici si può avere infezioni da S. Aureus, S. Epidermidis, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacteriaceae. Meningite da Neisseria meningitidis (meningococco) La neisseria meningitidis è un diplococco Gram – , che si trova spesso in sede intracellulare. È agente di meningite a liquor torbido ed è la seconda causa di meningite batterica nell’adulto. Il contagio di questo batterio è interumano, per via respiratoria. I portatori sani sono moltissimi e colpisce prevalentemente bambini e giovani adulti (più frequente nel sesso maschile). Provoca sintomi come esantema petecchiale (capillari), Herpes labialis. Inolte può dare sepsi, che causa le tipiche petecchie ed ecchimosi color porpora, grave ipotensione arteriosa che può portare a una forma fulminante che è la sindrome di Waterhouse-Friderichsen , un'insufficienza surrenalica acuta da lesioni emorragiche delle ghiandole surrenaliche. Nei sopravvissuti (10-15%) si ha deficit del nervo oculomotore, deficit del nervo ottico e/o acustico (soprattutto nei bambini). La mortalità è del 5-15% (dipende molto da quando si comincia la terapia). La chemioprofilassi anti-meningococcica deve essere eseguita dai contatti stretti, conviventi, persone che abbiano avuto contatti diretti con le secrezioni del malato (intubazione, respirazione bocca a bocca, manovre canula endotracheale). La chemioprofilassi viene effettuata attraverso Rifampicina, Ciprofloxacina, solo negli adulti, Ceftriaxone intramuscolo. Esiste un vaccino contro la Neisseria. Meningite da streptococcus pneumoniae (pneumococco) È il principale agente di meningite batterica acuta nell’adulto. Fra i fattori predisponenti abbiamo: otite, mastoidite, sinusite, alcolismo, diabete mellito, etc. La meningite pneumococcica è una patologia tipica dell’adulto. La letalità è elevata (30-50%) ed è probabilmente correlata con lo stato neurologico riscontrabile all’atto della prima osservazione. Questa meningite ha, come principali complicazioni: sordità, danno parenchimale, paralisi, epilessia, cecità, idrocefalo, incuneamento. È più letale rispetto alla forma da meningococco. La meningite batterica è un’emergenza medica. Se la malattia è sospettata bisogna iniziare subito la terapia, non posso aspettare il risultato delle analisi; il ritardo di inizio della terapia aumenta la mortalità e le complicanze. In caso il paziente debba essere sottoposto a TC cranio prima della rachicentesi, è preferibile
La clinica può essere silente (cronica), quando la pressione intrapielica aumenta lentamente e quindi si ha un adattamento dei recettori del dolore, o violentemente dolorosa (acuta), se la pressione intrapielica aumenta in modo acuto a causa per esempio da un'ostruzione improvvisa e c'è uno stimolo dei recettori del dolore. La colica renale è dovuta all'ostruzione delle vie urinarie. Il dolore è localizzato al fianco fluttuante e si intensifica con la peristalsi ureterale nel tentativo di risolvere l'ostruzione. Dal fianco si irradia anteriormente verso l'addome superiore e la regione ombelicale fino allo scroto o alle grandi labbra. Possono essere presenti altri sintomi come nausea, vomito, diarrea, sudorazione, bradicardia. Ci sono sintomi di irritabilità vescicale come pollachiura, urgeza minzionale, etc. La diagnosi è fatta tramite l'anamnesi, l'esame obiettivo e gli esami di laboratorio; quest'ultimi valuteranno i parametri di funzionalità renale (creatinina, azotemia), indici di flogosi, esame chimico-fisico (cristalli, microematuria), urinocoltura. La manovra di Giordano consiste nel percuotere con il taglio della mano la regione lombare. Se è presente distensione della capsula renale con tale manovra si ha una esecerbazione del dolore nella regione del fianco. Possiamo usare imaging di I livello sono RX diretta, ECO addome. Di II livello ho TC spirale, e pielo RM. Di III livello ho URO-TC, URO-RM. La principale causa congenita è una stenosi del giunto pieloureterale , ovvero una dilatazione della pelvi e dei calici da ostacolo congenito funzionale (malattia del giunto) o anatomico (sindrome del giunto) del giunto pielo-ureterale. È la causa più frequente di nefropatia ostruttiva in età pediatrica. Il reflusso vescico-ureterale fa si che vi sia un' idronefrosi non ostruttiva ; avviene un passaggio di urina dalla vescica all'uretere per perdita della funzione contenitiva della giunzione uretero- vescicale. Anche un carcinoma uroteliale può determinare una dilatazione a monte per ostruzione dell'uretere. La terapia si basa sul trattamento del dolore con antidolorifici (non antispastici per non limitare la peristalsi), facilitare l'espulsione del calcolo, prevenire le complicanze infettive con antibiotici, ridurre la pressione intrapielica con stent uretrale o nefrostomia percutanea (urgente in caso di coesistenza ostruzione-sepsi), rimozione della causa. CALCOLOSI URINARIA I fattori di rischio sono familiarità, sesso, BMI, malformazioni urinarie, etc e estrinseci come fattori climatici, attività lavoratica, dieta ed introito di liquidi. Il caldo è uno dei fattori che porta alla loro formazione. Chi ha già avuto un calcolo avrà una probabilità di recidiva molto alta. Ci possono essere calcoli di caldio, da acido urico, da struvite (in genere sono causa di infezione), cistina. Vengono classificati a seconda di:
il dolore si localizza a livello addominale e si irradia allo scroto/grandi labbra. Gli esami strumentali sono ECO addome, RX, TC (gold standard). Il trattamento è medico con trattamento della colica renale (quadro acuto), terapia espulsiva, integratori alcalinizzanti (cura e prevenzione) e chirurgico con eventuale derivazione urinaria (quadro acuto), ESWL (litotrissia extracorporea), litotrissia endoscopica, litotrissia percutanea, litotomia (open/laparoscopia/robotica). La terapia espulsiva è molto efficace per calcoli al di sotto di 5mm e fa si che questi vengano eliminati spontaneamente in 4-6 settimane. La maggior parte degli integratori sono utili nella calcolosi uratica e calcica. Non sciolgono i cristalli ma alcalinizzano le urine, riducendo le precipitazione e quindi il progressivo aumento del calcolo. Per la EWSL è usata una macchina che genera onde d'urto che raggiungono il calcolo e lo rompono (il calcolo è puntato con eco o rx); una volta rotto viene data una terapia espulsiva per farlo fuoriuscire. Utile solo per calcoli piccoli e non è usato in caso di colica o urgenza. Il successo del trattamento dipende da numerosi fattori quali: durezza del calcolo, sede, caratteristiche biometriche del paziente (risultati peggiori nei pazienti obesi). Le complicanze possono essere laformazione di steinstrasse (i frammenti derivati dalla litotrissia possono impilarsi l'uno sull'altro e fare effetto massa deteminando un'ostruzione lungo la via uretrale), ematuria, ematoma renale (1-2%), rischio sepsi. Nella litotrissia endoscopica prevede l'uso di un ureterorenoscopio, che viene inserito tramite la naturale via escretrice fino alla sede del calcolo. Una volta raggiunto questo viene frantumato con un laser ed asportato tramite pinze o cestelli. La litotrissia percutanea si entra direttamente dal fianco all'interno del rene, i calcoli vengono frammenti e portati via. I calcoli trattati sono quelli grossi più di 2 cm., quelli resistenti al trattamento extracorporeo, calcolosi a stampo (col passar del tempo non hanno più aspetto a pallina ma possono prendere la forma dei calici o della forma renale). Le controindicaizoni sono coagulopatie, gravi malformazioni scheletriche che rendono complessa la fase di accesso alla via escretrice. Le complicanze sono: emorragie (embolizzazione), infezioni (sepsi), fistole urinose (stent), lesioni organi vicini (colon, fegato, milza). MALFORMAZIONI DELL'APPARATO UROGENITALE Malformazioni renali Rene a forma di cavallo c'è un'unione dei due poli inferiori dei reni durante la formazione degli stessi. La parte di unione prende il nome di istmo. Il quadro clinico è asintomatico ed è spesso un reperto occasionale. Reramente si ha idronefrosi, calcolosi e pilonefrite (difficoltà di deflusso urinario). La diagnosi si fa con URO-TC e la terapia solo quando di hanno le complicanze. Ectopia renale è la presenza del rene in una sede diversa della fisiologica; può essere omolaterale (in zona pelvica, iliaco-addominale, toracica) o crociata. Il rene nasce in posizione normale e si sposta successivamente. Il rene ectopico spesso è mal ruotato: pelvi renale anteriore con uretere di lunghezza adeguata ma può essere irrorato interamente da ramificazioni multiple anomale (non derivanti dall’aorta). Spesso asintomatico (diagnosi incidentale) ma può comparire IVU, ematuria, dolore addominale colico o aspecifico.