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Marco Valerio Marziale, Dispense di Latino

Marziale e la satira ,vita e opere

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 16/06/2026

giuliana-moroni
giuliana-moroni 🇮🇹

11 documenti

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MARCO VALERIO MARZIALE
Lepigramma
1. La vita e la cronologia delle opere
- Quasi tutto ciò che sappiamo su di lui lo ricaviamo dalla sua opera
- Nasce a Bilbilis (Spagna) intorno al 40 d.C. da una famiglia di condizione sociale non elevata
- Verso il 64 si trasferisce a Roma, dove vive come poeta cercando la protezione e il sostegno
economico di patroni e mecenati
- Nella sua opera si definisce “cliente, quindi letterato al servizio di un ricco patrono
- Era una condizione tipica dei letterati del tempo
- Aveva una casa di campagna presso Nomentum (oggi Mentana)
- I testi più antichi che possediamo della sua opera risalgono all’anno 80, quando pubblica una
raccolta di epigrammi (Liber de spectaculis o Liber spectaculorum) in occasione
dell’inaugurazione dell’Anfiteatro flavio, rivolgendo elogi a Tito, il principe regnante
- Al suo successore, Domiziano, Marziale dedica molti epigrammi e alcuni dei libri in cui li
raccolse
- Quando Domiziano, dopo la sua uccisione, viene condannato alla damnatio memoriae,
inserisce nei suoi libri anche elogi rivolti ai successori Nerva e Traiano
- Destinatari dei suoi versi furono anche Silio Italico, Plinio il Giovane, Quintiliano, Giovenale,
Frontino e altri
- Nell’98, anno della morte di Nerva, il poeta cade in disgrazia a causa della sua amicizia con
la famiglia dei Flavi e lascia Roma per tornare in Spagna (Plinio il Giovane gli paga il viaggio
di ritorno, segno del fatto che, nonostante la sua fama, non si era arricchito)
- A Bìlbili, una ricca signora, Marcella, gli dona una casa e un podere, dove trascorre gli ultimi
anni
- Finalmente è al riparo dalle preoccupazioni della vita cittadina, ma nell’epistola dedicatoria
del XII libro confessa ad un amico di provare nostalgia per Roma
- Sente limitante l’ambiente provinciale e sente nostalgia di quello culturalmente ricco di
Roma
- Muore a Bìlbili tra il 102 e il 104 d.C.
- La sua opera comprende quindici libri di epigrammi, composti secondo quest’ordine
cronologico: Liber de spectaculis (80); Xenia e Apophorèta (84-85); libri I-XI degli
Epigrammata (86-98); libro XII (101-102, in Spagna)
2. La poetica
- Nonostante l’apparente facilità e l’affinità con la poesia di consumo, la produzione di
Marziale ha una grande consapevolezza critica
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MARCO VALERIO MARZIALE

L’epigramma

1. La vita e la cronologia delle opere

  • Quasi tutto ciò che sappiamo su di lui lo ricaviamo dalla sua opera
  • Nasce a Bilbilis ( Spagna ) intorno al 40 d.C. da una famiglia di condizione sociale non elevata
  • Verso il 64 si trasferisce a Roma , dove vive come poeta cercando la protezione e il sostegno economico di patroni e mecenati
  • Nella sua opera si definisce “ cliente ”, quindi letterato al servizio di un ricco patrono
  • Era una condizione tipica dei letterati del tempo
  • Aveva una casa di campagna presso Nomentum (oggi Mentana)
  • I testi più antichi che possediamo della sua opera risalgono all’anno 80 , quando pubblica una raccolta di epigrammi ( Liber de spectaculis o Liber spectaculorum ) in occasione dell’ inaugurazione dell’Anfiteatro flavio , rivolgendo elogi a Tito , il principe regnante
  • Al suo successore, Domiziano , Marziale dedica molti epigrammi e alcuni dei libri in cui li raccolse
  • Quando Domiziano , dopo la sua uccisione, viene condannato alla damnatio memoriae , inserisce nei suoi libri anche elogi rivolti ai successori Nerva e Traiano
  • Destinatari dei suoi versi furono anche Silio Italico , Plinio il Giovane , Quintiliano , Giovenale , Frontino e altri
  • Nell’ 98 , anno della morte di Nerva, il poeta cade in disgrazia a causa della sua amicizia con la famiglia dei Flavi e lascia Roma per tornare in Spagna (Plinio il Giovane gli paga il viaggio di ritorno, segno del fatto che, nonostante la sua fama, non si era arricchito)
  • A Bìlbili, una ricca signora, Marcella , gli dona una casa e un podere, dove trascorre gli ultimi anni
  • Finalmente è al riparo dalle preoccupazioni della vita cittadina , ma nell’ epistola dedicatoria del XII libro confessa ad un amico di provare nostalgia per Roma
  • Sente limitante l’ambiente provinciale e sente nostalgia di quello culturalmente ricco di Roma
  • Muore a Bìlbili tra il 102 e il 104 d.C.
  • La sua opera comprende quindici libri di epigrammi , composti secondo quest’ordine cronologico: Liber de spectaculis (80); Xenia e Apophorèta (84-85); libri I-XI degli Epigrammata (86-98); libro XII (101-102, in Spagna)

2. La poetica

  • Nonostante l’ apparente facilità e l’ affinità con la poesia di consumo , la produzione di Marziale ha una grande consapevolezza critica
  • È erede di un genere antichissimo , ma molto vago, caratterizzato solo dalla brevità dei componimenti
  • Sente il bisogno di chiarire nei suoi componimenti i punti essenziali della propria concezione poetica
  • È contrario alla mitologia , poiché truculenta, inverosimile e falsa, e vuole una poesia quotidiana e che parli dell’essere umano
  • Torna un’ antitesi che era già emersa nella satira , dove Persio si era violentemente scagliato, in nome del verum , contro la vacuità della letteratura contemporanea, incentrata ancora sul mito
  • Marziale identifica la realtà con i comportamenti umani ( hominem pagina nostra sapit , “la nostra pagina ha il sapore dell’uomo”)
  • Tratta con arguzia vivace i mores dei suoi contemporanei, riprendendo, quindi, la materia privilegiata della satira
  • Diversamente dalla satira, tuttavia, la poesia di Marziale non ha fini moralistici , ma vuole unicamente dilettare il lettore
  • Propende anche molto verso contenuti volgari e osceni , difendendosi tuttavia davanti a Domiziano, separando la propria poesia (che ha carattere ludico e scherzoso ) e la propria vita personale
  • Diversamente dai poeti satirici, rifiuta l’ attacco personale nelle sue opere, allineandosi anche alla volontà di Domiziano che aveva emanato un editto contro gli scritti diffamatori
  • Come già aveva fatto Persio, però, si scaglia contro la culpa e non contro i colpevoli, attaccando i vizi del suo tempo
  • Dal punto di vista linguistico, rivendica il diritto di parlare chiaro , secondo una “schiettezza di parola”, quindi anche con termini osceni e volgari
  • Rifiuta la poesia aulica e artificiosa

3. Le prima raccolte

  • Il Liber de spectaculis comprende una trentina di carmi dedicati ai giochi di inaugurazione dell’Anfiteatro flavio nell’80 d.C.
  • Sono tipica poesia d’occasione
  • La vita di Roma viene colta nel divertimento per i giochi del circo
  • Il poeta vuole glorificare l’imperatore Tito e fissare in poesia un’ esperienza memorabile e grandiosa
  • È presente il motivo adulatorio nei confronti dell’imperatore
  • Vuole lavorare sugli eventi , cogliendo aspetti strati e inconsueti e magnificandoli con riferimenti al mito (molti numeri dello spettacolo si ispiravano alla mitologia)
  • Le raccolte Xènia e Apophoreta sono collegate alla festa dei Saturnali , celebrata dal 17 al 23 dicembre, durante la quale ci si scambiavano doni
  • I componimenti di queste opere si presentano come biglietti per accompagnare doni
  • Ci si concentra sull’ esperienza umana più bassa (mangiare, bere, funzioni fisiologiche, sesso, denaro, divertimenti) e sui dati fisici più bizzarri
  • Il poeta insiste sugli aspetti brutti , miseri , ripugnanti di persone e oggetti
  • Attività, abitudini e organi sessuali sono spesso buona materia, trattata sia con oscenità che con spirito fine , in alcuni casi
  • Hanno una carica aggressiva , dal tono mordace , satirico e beffardo
  • Il poeta deride situazioni e abitudini umane
  • Importante per l’opera comica di Marziale è l’ istituto della clientela , come avverrà anche, successivamente, in Giovenale
  • Ci dà una interpretazione della realtà vivace, spiritosa e brillante

6. Gli altri filoni

  • Oltre al filone comico-realistico , ne troviamo altri
  • Troviamo carmi celebrativi , rivolti ad amici o altre perone (molti componimenti encomiastici a personaggi potenti e illustri, tra cui l’imperatore )
  • Molto presente è l’ epigramma funerario
  • Molti epigrammi descrittivi , che rappresentano luoghi e oggetti e anche fatti di attualità ed episodi celebri del passato (es. eroica morte di Arria, moglie di una vittima di Claudio)
  • Presente anche il filone erotico , trattato con passione profonda , ma anche con accenti delicati e gentili
  • Un gruppo di epigrammi è dedicato all’ espressione di idee, convinzioni e gusti dell’autore (principalmente pacate riflessioni indirizzate ad amici)
  • Svolgono talora luoghi comuni , ma trattano anche le più autentiche aspirazioni del poeta
  • Il poeta desidera una vita semplice ( metriotes , ideale oraziano del giusto mezzo , in Marziale anche legato ad aspetti economici )
  • La “campagna vera e barbara” non è solo, come per Orazio, la fuga dalle seccature della società , ma anche il luogo adatto per chi non dispone di grandi mezzi economici
  • L’autore oppone spesso l’ Urbe dispendiosa alla frugale Spagna (da ciò nascono i grandi elogi di Bìlbili, nella quale, comunque, sentirà poi la “nostalgia della città sovrana”)
  • Altro importante nucleo tematico è quello letterario
  • Il poeta svolge spunti di poetica , polemizzando anche contro i critici e riflettendo sulla situazione del letterato
  • Rivendica il benessere economico come condizione necessaria per l’attività poetica, che va ricercata nella generosità dei ricchi
  • Marziale fa cadere l’immagine eccezionale della poesia trasmessa dalla tradizione, immagine quasi divina , e la riduce a un mestiere intellettuale , vitale soltanto se ben pagato