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Marco Valerio Marziale, Appunti di Latino

Vita e opere di Marco Valerio Marziale

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 15/07/2023

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Marco Valerio Marziale
Marziale nasce in Spagna da una famiglia poco abbiente. Si trasferisce a Roma grazie
all’aiuto economico della comunità ispanica già insediata nella capitale, oltre che a quello
della famiglia degli Annei (di Seneca). A Roma conduce un’esistenza modesta, anche se lui
stesso la documenta come misera e se ne lamenta nei suoi epigrammicondizione di
cliens. Il suo status di cittadino di provincia sono di certo amplificate per fini letterari, ma ciò
non esclude la sua sincera frustrazione per la sua posizione che lo obbliga a scrivere poesie
d’occasione (Xenia e Apophoreta) o a farsi ingraziare dai potenti.
Dopo aver acquistato una certa notorietà con i suoi epigrammi per celebrare l’Anfiteatro
Flavio, ottiene da Tito il rango di cavaliere.
Tuttavia la grande Urbe era troppo caotica, così Marziale ritorna in patria grazie anche al
sostegno di Plinio il Giovane. Non troppo poco tempo dopo però, il poeta lamenta la
solitudine e rimpiange la gloria di cui godeva a Roma. Muore in Spagna nel 104, senza mai
più fare ritorno a Roma.
Opere
- Liber de spectaculis → giochi organizzati per l’inaugurazione
dell’Anfiteatro Flavio.
-Epigrammata → 12 libri + Xenia e Apophoreta
Scrive sotto il principato di Domiziano e perciò non mancano all’interno dell’opera
suoi elogi. In tanta esibizione di cortigianeria, è doveroso sottolineare che nel libro X,
rivisto e ripubblicato, dopo la morte del principe il poeta non si unisca al coro un po'
vile di chi solo ora usava a scagliarsi contro il tiranno e si limita a compiacersi per il
nuovo clima e installato da Nerva e dal successore Traiano.
L’epigramma di Marziale, secondo il filosofo e drammaturgo tedesco Lessing, presenta uno
schema più o meno fisso che si compone di due parti:
1. descrizione del personaggio che causa suspance
2. spiegazione che diverge da quella del lettore attesa disattesa
(aprosdoketon o flumen in clausula)
Tuttavia questo schema può presentare delle varazioni.
Il metro maggiormente utilizzato è il distico elegiaco.
Gli epigrammi di Marziale ci forniscono un variegato campionario della specie umana
(Hominem pagina nostra sapit) → il poeta è un maestro della caricatura: accentua
fino all’estremo le deformità fisiche e caratteriali al fine di suscitare ilarità nel lettore, senza
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Marco Valerio Marziale

Marziale nasce in Spagna da una famiglia poco abbiente. Si trasferisce a Roma grazie all’ aiuto economico della comunità ispanica già insediata nella capitale, oltre che a quello della famiglia degli Annei (di Seneca). A Roma conduce un’esistenza modesta, anche se lui stesso la documenta come misera e se ne lamenta nei suoi epigrammi → condizione di cliens. Il suo status di cittadino di provincia sono di certo amplificate per fini letterari, ma ciò non esclude la sua sincera frustrazione per la sua posizione che lo obbliga a scrivere poesie d’occasione ( Xenia e Apophoreta ) o a farsi ingraziare dai potenti. Dopo aver acquistato una certa notorietà con i suoi epigrammi per celebrare l’Anfiteatro Flavio, ottiene da Tito il rango di cavaliere. Tuttavia la grande Urbe era troppo caotica, così Marziale ritorna in patria grazie anche al sostegno di Plinio il Giovane. Non troppo poco tempo dopo però, il poeta lamenta la solitudine e rimpiange la gloria di cui godeva a Roma. Muore in Spagna nel 104, senza mai più fare ritorno a Roma.

● Opere

- Liber de spectaculis → giochi organizzati per l’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio.

  • Epigrammata → 12 libri + Xenia e Apophoreta Scrive sotto il principato di Domiziano e perciò non mancano all’interno dell’opera suoi elogi. In tanta esibizione di cortigianeria, è doveroso sottolineare che nel libro X, rivisto e ripubblicato, dopo la morte del principe il poeta non si unisca al coro un po' vile di chi solo ora usava a scagliarsi contro il tiranno e si limita a compiacersi per il nuovo clima e installato da Nerva e dal successore Traiano. L’epigramma di Marziale, secondo il filosofo e drammaturgo tedesco Lessing, presenta uno schema più o meno fisso che si compone di due parti:
  1. descrizione del personaggio che causa suspance
  2. spiegazione che diverge da quella del lettore → attesa disattesa ( aprosdoketon o flumen in clausula ) Tuttavia questo schema può presentare delle varazioni. Il metro maggiormente utilizzato è il distico elegiaco. Gli epigrammi di Marziale ci forniscono un variegato campionario della specie umana ( Hominem pagina nostra sapit ) → il poeta è un maestro della caricatura : accentua fino all’estremo le deformità fisiche e caratteriali al fine di suscitare ilarità nel lettore, senza

però un apparente carattere morale. In realtà, questo aspetto emerge indirettamente come sentimento del contrario, quindi come riflessione che segue la risata. Inoltre, le caricature di Marziale non hanno un esplicito riferimento a personaggi altolocati o con persone identificabili → norma del parcere personis, dicere de vitiis. Oltre alla vena scoptica o scommatica, Marziale si cimenta anche negli epigrammi di tipo encomiastico, funerario, ecfrastico, epinico e di descrizione di modelli storici. ● Realismo di Marziale In polemica contro coloro che scelgono i miti antichi come argomenti delle loro opere (si pensi alle Silvae di Stazio), Marziale invita a preferire quod possit dicere vita “méum est”. Per certi tratti il realismo crudo di Marziale potrebbe superare anche quello di Petronio, il quale mantiene un più aristocratico distacco nella descrizione di scene scabrose. Marziale, d’altro canto, non filtra in nessun modo scene sgradevoli e nauseabonde e si trattiene dall’ indignitas tipica di Giovenale. Tuttavia, questo realismo presenta dei limiti:

  1. crea uno iato tra il poeta e l’uomo
  2. la caricatura nasce e muore in sé stessa: non è un tassello di un mosaico più grande, ma piuttosto una limitata descrizione