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Vita e opere di Marco Valerio Marziale
Tipologia: Appunti
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Marziale nasce in Spagna da una famiglia poco abbiente. Si trasferisce a Roma grazie all’ aiuto economico della comunità ispanica già insediata nella capitale, oltre che a quello della famiglia degli Annei (di Seneca). A Roma conduce un’esistenza modesta, anche se lui stesso la documenta come misera e se ne lamenta nei suoi epigrammi → condizione di cliens. Il suo status di cittadino di provincia sono di certo amplificate per fini letterari, ma ciò non esclude la sua sincera frustrazione per la sua posizione che lo obbliga a scrivere poesie d’occasione ( Xenia e Apophoreta ) o a farsi ingraziare dai potenti. Dopo aver acquistato una certa notorietà con i suoi epigrammi per celebrare l’Anfiteatro Flavio, ottiene da Tito il rango di cavaliere. Tuttavia la grande Urbe era troppo caotica, così Marziale ritorna in patria grazie anche al sostegno di Plinio il Giovane. Non troppo poco tempo dopo però, il poeta lamenta la solitudine e rimpiange la gloria di cui godeva a Roma. Muore in Spagna nel 104, senza mai più fare ritorno a Roma.
- Liber de spectaculis → giochi organizzati per l’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio.
però un apparente carattere morale. In realtà, questo aspetto emerge indirettamente come sentimento del contrario, quindi come riflessione che segue la risata. Inoltre, le caricature di Marziale non hanno un esplicito riferimento a personaggi altolocati o con persone identificabili → norma del parcere personis, dicere de vitiis. Oltre alla vena scoptica o scommatica, Marziale si cimenta anche negli epigrammi di tipo encomiastico, funerario, ecfrastico, epinico e di descrizione di modelli storici. ● Realismo di Marziale In polemica contro coloro che scelgono i miti antichi come argomenti delle loro opere (si pensi alle Silvae di Stazio), Marziale invita a preferire quod possit dicere vita “méum est”. Per certi tratti il realismo crudo di Marziale potrebbe superare anche quello di Petronio, il quale mantiene un più aristocratico distacco nella descrizione di scene scabrose. Marziale, d’altro canto, non filtra in nessun modo scene sgradevoli e nauseabonde e si trattiene dall’ indignitas tipica di Giovenale. Tuttavia, questo realismo presenta dei limiti: