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brevi appunti sull'autore latino marziale
Tipologia: Appunti
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Excursus su Persio e Giovenale Persio e Giovenale sono due autori di cui sappiamo poco, vivono nella fine della dinastia giulio claudia e l’inizio della Flavia. Giovenale è amico di Marziale. Si cimentano con un genere, il genere satirico. Lucilio, primo autore di questo genere “Satira tota nostra est”, anche se ha precedenti nella poesia giambica greca di Ipponatte, che affronta temi di inventiva politica nei confronti dei contemporanei. Il genere si esprime con l’uso dell’esametro (lo usa anche Orazio nelle Odi), e viene portato avanti da questi due autori. L’opera di Persio è più ampia, ci rimangono 6 satire (come la satira contro le donne), viene denunciata la corruzione dei costumi politici e morali del tempo, e lo sguardo è disincantato verso il Satyricon di Petronio. In entrambi il morale sfiora il moralistico, come il rendere le satire contro gli arricchiti, l’eccessivo amore del lusso, l’eccessiva lascivia, la mancanza di guide morale a cui attenersi, quindi l’opposto del mos maiorum. Accusa impietosa nei confronti dell’uomo, animata in entrambi da un certo pessimismo. Marziale è un autore di epigrammi, scrive 12 libri di epigrammi. Epigramma vuol dire “scrittura sopra” in greco, e nasce come iscrizione di vario genere (votiva, tombale…). È un breve testo che identifica il costruttore di un oggetto o un’iscrizione tombale (l’epitaffio è una forma di epigramma “sopra la tomba”). Nel tempo però diventa una forma poetica che ottiene identità letteraria durante l’età ellenistica, il primo grande poeta di epigrammi è Callimaco e l’antologia palatina è la più grande raccolta di epigrammi della storia della letteratura mondiale dalla tarda età ellenistica in avanti (Mosco, Dione…) e diventa sinonimo di un componimento poetico breve di argomento vario (erotico, simposiaco…) caratterizzato dall’ars e la brevitas, estrema raffinatezza formale all’interno di un’armonia compositiva. I neoteroi riprendono gli epigrammi, come Catullo. Il metro o è l’esametro o il distico elegiaco, anche se troviamo anche i distici faleci. In epoca imperiale c’è una grande rifioritura dell’epigramma con alcuni autori, del primo/secondo secolo d.C. dei Bibilis, colonia latina in Spagna, collegata alla famiglia degli Annei (Seneca e Lucano). Marziale era legato a questa famiglia e può studiare a Roma, dove scrive e ottiene successo entrando nella cerchia dei letterati salvo poi soffrire la corruzione che c’è a Roma. Finisce la vita a Bibilis. C’è un componimento che ci dice dell’amicizia con Giovenale, un epigramma di scambio che parla delle sue giornate a Bibilis lontane dalla corte imperiale, soffre della ristrettezza dell’ambiente chiuso e retrogrado della provincia. Muore qui nel primo decennio del secondo secolo. Con Marziale finisce la letteratura di prima età imperiale per lasciare poi lo splendore della seconda età. Marziale ha uno sguardo sulla realtà dell’impero molto ironico (ironia intrisa di pietà) più che sarcastico rispetto a Persio e Giovenale (molto critici), è uno sguardo satirico ma ironico, quindi più distaccato che fa sorridere. Ha una leggerezza che i poeti precedenti non hanno. Interessante anche l’uso della lingua, infatti lungi dall’essere aulica, usa molto il sermo quotidianuus, lingua colta parlata dalle classi sociali elevati che ha comunque semplicità strutturale. Lo stile è gnomico, cioè aforistico, quello che viene definito “fulmen in clausula”, cioè situazioni ampiamente ironiche, viene descritta tutta la situazione per poi dare la battuta finale ironica. Scrive anche “Liber de spectaculis”, che ha scritto sotto Tito per celebrare la nascita del Colosseo.
T2 non vuole sapere dei grandi miti del passato, ma vuole sapere dell’umanità (ironia intrisa di pietà). La sua poesia arriva all’uomo ma c’è uno studio dietro, ricca di erudizione. Traduzione: Tu che leggi la saga di Edipo e l’oscuro Tieste, di Colchide e di Scilla, cosa leggi se non di azioni di mostruose? A che cosa ti gioverà/ può giovare il rapimento di Ila, a che cosa ti gioverà di Partenopeo e di Atti, a che osa ti potrà giovare del dormiente Endimione? A cosa ti gioverà il leggere del ragazzo spogliato delle penne che gli sono cadute? Oppure a cosa ti gioverà Ermafrodito che odia le acque innamorate? A cosa ti servono i vagheggiamenti inutili delle misere carte (componimenti poetici)? Leggi quello che la vita possa dire “appartiene a me”. Qui non troverai Centauri, Gorgonie e Arpie: le mie poesie hanno il sapore dell’uomo. Se tu Mamurra non vuoi conoscere i tuoi costumi e te stesso: leggi gli Aitia di Callimaco. T Traduzione: Gemello desidera le nozze con Maronilla, le desidera, le cerca, prega per ottenerle, le fa dei doni. Ma è bella a tal punto? Per nulla. /Nulla è più falso di questo. Allora cosa c’è in lei che cerca e che piace? Tossisce.