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Mario Luzi - scheda riassuntiva, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Contemporanea

Riassunto dell'autore Mario Luzi tratto dal manuale "Cento anni di letteratura italiana 1910-2010" (Bazzocchi)

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 26/06/2023

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Mario Luzi
Mario Luzi appartiene al mondo aureo, un mondo in cui il prestigio della letteratura è indiscusso e i poeti da anziani
siedono in Parlamento tra i banchi dei senatori a vita.
La fase ermetica
Cattolico, ben radicato nell'epicentro di Firenze, da giovane Luzi incarna il poeta dell'ermetismo per eccellenza
(fedele lettore di Mallarmé).
La Barca (1935) > il primo giovanissimo Luzzi è un poeta ermetico in senso pieno e forte, addirittura un caposcuola
dell'ermetismo fiorentino e pubblica questa raccolta che ottiene immediati consensi e apprezzamenti. Possiedo un
tono giovanile e generazionale, come se l’autore non parlasse solo per sé, ma in nome di un gruppo di coetanei, i
quali un po’ si sentono a disagio nella propria società, un po’ vogliono essere portatori di valori alti incardinati nel
culto della parola > valori universali + tema dell’amore diventa riflessione su cosa la femminilità può rappresentare
simbolicamente.
Per difendersi dalla pressione esterna e dall'esperienza della guerra vera e propria, Luzi ricorre a un armamentario
linguistico e visivo estremamente ricercato, facendo spesso riferimento a immagini molto costruite (una ricorrente
cura della chimera) > Avvento notturno e Quaderno gotico.
Dopo il 1945, una poesia di resistenza simbolista comincia a perdere buona parte del proprio senso e infatti Luzzi
soffre l'aggressione che il neorealismo muove. Ma l'importanza poetica di Luzi si misura nella sua capacità di
rinnovarsi.
Gli anni Sessanta
Negli anni del miracolo economico, mentre la tenuta del genere lirico vacilla, Luzzi cerca nuove strade. Ehi cambia
pelle e diventa l'autore di Nel magma (1963)
Guardando i testi di Nel magma, possiamo cogliere lo scarto tra il Luzi della fase ermetica e quello degli anni 60:
- referenzialità accresciuta,
- adozione di un lessico comune, disposto ad accogliere anche il francese o l'inglese.
Abbandonata la torre d'Avorio, il poeta si immerge nella realtà circostante: entra appunto nel magma, in un
presente confuso i due metodi l'indifferenziato > magma = palus putredinis di Laborintus > idea che la poesia è
tenuta a radicarsi in uno spazio fluido, instabile che il soggetto poetico non può controllare pienamente. Luzi mette
in campo due artifici:
Ricerca di una forma prosastica, di un discorso almeno apparentemente poco ritmato per nulla rimato, che
appaia il più possibile libero da vincoli formali,
Un impianto discorsivo quasi teatrale, il cui poeta si manifesta come personaggio che dialoga con altri
personaggi > poema in più stazioni in cui il poeta incontra un'umanità offesa, degradata, dove gli incontri
sono anche improvvisi e inaspettati ma sempre pieni di significato > come in Dante, l'incontro permette di
rivelare o ribadire un senso o una norma di comportamento morale.
È difficile parlare di dialogicità plurilinguistica per Luzi > io lirico sovrintende sempre:
- Toglie valore e giudica sprezzantemente il punto di vista altrui, specie se appartiene ad un'antagonista,
- Invece si appropria immediatamente dal punto di vista di un personaggio che gli è solidale.
L'orgoglio dell’io lirico è quello di chi gode di un mandato divino che di fatto lo colloca nel giusto > il poeta
si presenta come un predestinato su cui grava il peso dell'umanità.
Su fondamenti invisibili (1971) continua il percorso di Nel magma > è un'appendice che lavora proprio sulla
dimensione poetica. Lunghi testi con una lingua che riesce ancora a tenere alto il tono affiancando a termini aulici
e neologismi anche tasselli gergali. Prosegue l'avvicinamento ad una realtà di difficile decifrazione, un
avvicinamento che si alimenta di passaggi dal piano esterno all'interiorità dell'io > il poeta riesce a percepire
l'incessante metamorfosi che governa la vita e il mondo. Il dire, e dunque la poesia, resta per Luzi un dovere che
pochi eletti possono davvero intendere.
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Mario Luzi

Mario Luzi appartiene al mondo aureo, un mondo in cui il prestigio della letteratura è indiscusso e i poeti da anziani siedono in Parlamento tra i banchi dei senatori a vita.

La fase ermetica

Cattolico, ben radicato nell'epicentro di Firenze, da giovane Luzi incarna il poeta dell'ermetismo per eccellenza (fedele lettore di Mallarmé). La Barca (1935) > il primo giovanissimo Luzzi è un poeta ermetico in senso pieno e forte, addirittura un caposcuola dell'ermetismo fiorentino e pubblica questa raccolta che ottiene immediati consensi e apprezzamenti. Possiedo un tono giovanile e generazionale, come se l’autore non parlasse solo per sé, ma in nome di un gruppo di coetanei, i quali un po’ si sentono a disagio nella propria società, un po’ vogliono essere portatori di valori alti incardinati nel culto della parola > valori universali + tema dell’amore diventa riflessione su cosa la femminilità può rappresentare simbolicamente. Per difendersi dalla pressione esterna e dall'esperienza della guerra vera e propria, Luzi ricorre a un armamentario linguistico e visivo estremamente ricercato, facendo spesso riferimento a immagini molto costruite (una ricorrente cura della chimera) > Avvento notturno e Quaderno gotico. Dopo il 1945, una poesia di resistenza simbolista comincia a perdere buona parte del proprio senso e infatti Luzzi soffre l'aggressione che il neorealismo muove. Ma l'importanza poetica di Luzi si misura nella sua capacità di rinnovarsi.

Gli anni Sessanta

Negli anni del miracolo economico, mentre la tenuta del genere lirico vacilla, Luzzi cerca nuove strade. Ehi cambia pelle e diventa l'autore di Nel magma (1963) Guardando i testi di Nel magma, possiamo cogliere lo scarto tra il Luzi della fase ermetica e quello degli anni 60:

  • referenzialità accresciuta,
  • adozione di un lessico comune, disposto ad accogliere anche il francese o l'inglese. Abbandonata la torre d'Avorio, il poeta si immerge nella realtà circostante: entra appunto nel magma, in un presente confuso i due metodi l'indifferenziato > magma = palus putredinis di Laborintus > idea che la poesia è tenuta a radicarsi in uno spazio fluido, instabile che il soggetto poetico non può controllare pienamente. Luzi mette in campo due artifici :
  • Ricerca di una forma prosastica, di un discorso almeno apparentemente poco ritmato per nulla rimato, che appaia il più possibile libero da vincoli formali,
  • Un impianto discorsivo quasi teatrale, il cui poeta si manifesta come personaggio che dialoga con altri personaggi > poema in più stazioni in cui il poeta incontra un'umanità offesa, degradata, dove gli incontri sono anche improvvisi e inaspettati ma sempre pieni di significato > come in Dante, l'incontro permette di rivelare o ribadire un senso o una norma di comportamento morale. È difficile parlare di dialogicità plurilinguistica per Luzi > io lirico sovrintende sempre :
  • Toglie valore e giudica sprezzantemente il punto di vista altrui, specie se appartiene ad un'antagonista,
  • Invece si appropria immediatamente dal punto di vista di un personaggio che gli è solidale. ➔ L'orgoglio dell’io lirico è quello di chi gode di un mandato divino che di fatto lo colloca nel giusto > il poeta si presenta come un predestinato su cui grava il peso dell'umanità. Su fondamenti invisibili (1971) continua il percorso di Nel magma > è un'appendice che lavora proprio sulla dimensione poetica. Lunghi testi con una lingua che riesce ancora a tenere alto il tono affiancando a termini aulici e neologismi anche tasselli gergali. Prosegue l'avvicinamento ad una realtà di difficile decifrazione, un avvicinamento che si alimenta di passaggi dal piano esterno all'interiorità dell'io > il poeta riesce a percepire l'incessante metamorfosi che governa la vita e il mondo. Il dire, e dunque la poesia, resta per Luzi un dovere che pochi eletti possono davvero intendere.

Ultima fase

1978: ANNO CRUCIALE > rapimento e assassinio di Aldo Moro, esponente dello stesso mondo a cui Luzzi appartiene. È un momento di crisi per l'Italia, ma per Luzi questo è anche il momento paradossalmente del suo riconoscimento pubblico. La sua poesia diventa in qualche modo istituzionale, il poeta assume un ruolo quasi ufficiale. Questa terza fase della poesia di Luzi è paradisiaca e salvifica. Il poeta abbandona la prosa degli anni 60 e 70, privilegiando un discorso sinuoso, franto, ma molto sicuro di sé e in fondo leggibile. Innanzitutto, c'è la necessità di mettere in ordine i meccanismi di percezione > il poeta si colloca in uno spazio pubblico riconoscibile. Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994) è forse il testo più riuscito, in cui si fa una riflessione a più voci sul senso dell'arte della grazia, sulla salvezza dell'individuo è colui di un'intera società > raccontare attraverso voci di varie persone è una vecchia pratica di Luzi.