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Ilmarketing come insieme di attività e strumenti finalizzati alla creazione di un prodotto, comunicazione e distribuzione di una specifica offerta per trasferire valore al mercato. Si parla del marketing mix costituito dalle leve del marketing: prezzo, prodotto, promozione/comunicazione e posizionamento. Si approfondisce lo studio del comportamento dei consumatori, delle loro abitudini e motivazioni di acquisto, alla base della segmentazione del mercato. Si analizzano le politiche di prodotto, il posizionamento e il customer relationship management.
Tipologia: Appunti
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Dispense disponibili presso il centro fotocopie Prova scritta composta da 3 domande a risposte aperta in 50\45 min Appelli sessione invernale: 16 dic 16 genn 30 genn LA LEVA DELLA COMUNICAZIONE Il marketing è un insieme di attività e diversi strumenti che sono finalizzati: alla creazione di un prodotto, comunicazione e distribuzione di una specifica offerta per trasferire valore al mercato. Tutte queste dimensioni si sintetizzano nel marketing mix costituito dalle leve del marketing : prezzo, prodotto, promozione
comunicazione e posizionamento. I clienti sono il punto focale dell’attività di marketing. Tutte le funzioni strategiche del marketing mix richiedono uno studio approfondito del comportamento dei consumatori, delle loro abitudini e motivazioni di acquisto→ Per abitudini di acquisto si intende la composizione di una serie di scelte che guardano oltre al tipo di prodotto, le modalità di acquisto, il posto, la quantità di acquisto… La conoscenza delle abitudini di acquisto consente all’impresa di orientare le sue politiche di marketing verso la soddisfazione delle abitudini di acquisto correnti o creare nuovi modelli di comportamento. Le motivazioni di acquisto invece sono ciò che spinge il consumatore ad acquistare il prodotto, e cambiano in funzione del tipo di prodotto da acquistare, occasione di acquisto e uso del prodotto. Lo studio delle abitudini e delle motivazioni di acquisto è alla base della segmentazione del mercato ovvero il raggruppamento dei consumatori che hanno delle abitudini di acquisto simili Sulla base della segmentazione del mercato un brand ha 3 scelte:
-rivolgersi al mercato con un uno piano di marketing indifferenziato -puo considerare il mercato come fatto di segmenti diversi e indirizzarsi a segmenti diversi di consumatori mediante un programma di marketing differenziato -nel terzo caso, l’azienda decide di rivolgersi ad uno solo dei segmenti di mercato predisponendo un unico programma di marketing concentrato. Normalmente, la prima scelta non viene presa in considerazione perche tener conto della frammentazione del mercato consente di enfatizzare il valore dell’impresa. 1) PRODOTTO : le politiche di prodotto fanno riferimento alla ampiezza e profondità dell’ assortimento (quanto è ampia è la gamma di vendita e quanto vado in profondità) queste decisioni sono decisioni strategiche e abbastanza vincolanti per l’impresa per un periodo molto lungo. Il grado di staticità di queste decisioni è elevato. Un altro elemento decisionale riguarda il tasso di rinnovamento dei prodotti e quanto rapidamente rivedere l’assortimento per rispondere meglio alle risposte del mercato. Il grado di riconoscibilità dei prodotti è ciò che rende i prodotti riconoscibili, in particolare il marchio , il branding e packaging. La politica di marca è l’insieme di decisioni e attività che permettono di rinforzare il brand nel tempo e differenziali dalla concorrenza. La marca ben gestita e conosciuta dal consumatore diventa sinonimo di qualità e questo dipende da quella che è la nostra esperienza passata. Se la marca è il principale elemento per differenziare i propri prodotti da quelli dei concorrenti vuol dire che è anche uno dei principali elementi attraverso il quale comunicare i valori di impresa; tant’è che si parla di brand Equity ( il valore della marca: sia valore finanziario sia di marketing associato alla forza di una marca in un mercato).
BRAND IMAGE la percezione che il consumatore ha nella propria mente della marca BRAND IDENTITY l’insieme degli aspetti comunicativi e grafici che determinano la percezione e la reputazione di un brand da parte del pubblico BRAND AWARENESS consapevolezza dell’esistenza di una marca BRAND HERITAGE patrimonio di riconoscibilità, reputazione e associazione nella mente dei consumatori, consolidate dalla marca nel corso del tempo BRAND EQUITY patrimonio di marca Nella politica di prodotto entra anche il posizionamento che fa riferimento a tutte le strategie e azioni utili per influenzare la percezione del consumatore nei confronti di un brand o di un prodotto rispetto a quelli offerti dalla concorrenza. L’obbiettivo è di comunicare gli elementi di differenziazione Quando si sceglie un posizionamento è necessario verificare una serie di condizioni
-Combattere le attività promozionali della concorrenza -Ridurre la fluttuazione delle vendite Con l’evoluzione dei nuovi canali digitali si è assistito ad un lento declino dei canali tradizionali, tv, radio, stampa … i brand hanno iniziato a risentire del fatto che c’erano nuovi canali di comunicazione che i consumatori iniziavano a trovare piu interessanti. La capacità che il consumatore riconosce nei nuovi media è quella di poter interagire meglio con i nuovi canali di consumazione. Il consumatore si trova a vivere diverse esperienze di comunicazione e a essere influenzato da ciascuna di queste nei suoi processi di acquisto. L’evoluzione che si è venuta a configurare segna il passaggio Da una comunicazione one to many ad una di tipo d many to many o one to one. Da un tipo di comunicazione di tipo push (l’azienda parla e il cliente ascolta) a una comunicazione di tipo pull grazie a strumenti come i social dove gli individui hanno l’opportunità di scegliere le informazioni e il montoni cui vogliono godere di quelle info.
-Esperienza\ costumers experience ovvero contatto con il cliente per fargli vivere la migliore esperienza -Contenuti\ content marketing -Dati ovvero dati che vengono messi a disposizione dai social e che permettono di conoscer i comportamento degli utenti -Social media la nuova forma di interazione social Se tradizionalmente la proposta di valore al cliente è stata concettualizzata come centrata sul prodotto , recentemente si è capito invece quanto siano importanti l'orientamento al servizio e la strategia di marca intesa come volontà e capacità di comunicare differenza di prodotto ma anche di stabilire un legame unico con il cliente basato su elementi simbolici, relazionali e culturali, la cosiddetta B rand Equity Anche per questo motivo le comunicazioni da unidirezionali sono diventate bidirezionali e questo porta all’attenzione il concetto di marketing relazionale. Il marketing relazionale è un cosa che non è nata con internet, ma il principale fattore alla base dello sviluppo del marketing relazionale è che i consumatori sono cambiati a causa delle tecnologie digitali.
un momento specifico e velocemente; quindi i brand piu apprezzati sono quelli always on pronti a soddisfare sempre i consumatori. Per quanto riguarda la comunicazione questa deve andare oltre la differenza tra above the line e below the line e sviluppare una comunicazione across the line che sfrutti piu canali di comunicazione tutti gestiti in maniera integrata e in un ottica di costante interazione con i consumatori. Le maggiori potenzialità ci arrivano dai mezzi di comunicazione digitali perche permettono di realizzare una comunicazione mirata. Da quello che è stato definito purchase fune si inizia a parale di CONSUMER JOURNEY: è stato introdotto da McKinsey nel 2009 per spiegare quanto i comportamenti di consumo stiano diventando sempre meno lineari, più dinamici e molto più complessi del semplice processo step by step alla base dei modelli tradizionalmente impiegati per descrivere il comportamento dei consumatori (ongoing cycle) Si supera il classico paradigma del purchase funnel capendo che la classica consumer experience è cambiata e continua a cambiare con i consumatori che sono sempre piu attivi. L’esperienza di acquisto è un processo articolato, non lineare, in cui il consumatore tocca molteplici « touchpoint » (i punti di contatto tra brand e consumatori) che le aziende devono sfruttare al massimo per rispondere al nuovo mercato. TOUCH POINTS: I punti di contatto tra consumatore e marca sono diversi, dal negozio alla pubblicità, dai motori di ricerca ai social media, al sito web. (negozio, pubblicità, motori di ricerca, social media… anche casa nostra è un touch point perche è li che il che avvengono diversi contatti di marca. Partire dal cosmo del prodotto fino all’interazione attraverso diversi oggetti intelligenti) oggi è importante che il brand interagisca in 10-15 punti di contato
In questi touch point il consumatore arriva a interagire con la marca autonomamente oppure perché è stato stimolato a farlo (principalmente attraverso la pubblicità). La capacità di esserci con orientamento di servizio al cliente e di cultura e relazione di marca in tutti i touch point rilevanti possibili è la base di quello che viene chiamato Experience journey management (Customer Experience Management). il CONSUMER JOURNEY infondo non è non è cambiato ...Ciò che cambia non è il percorso cognitivo (considerazione iniziale, valutazione attiva, transazione, post acquisto), ma la natura e le dinamiche di questo processo:
In articolare google identifica 4 momenti essenziali che si vanno ad inserire nel mezzo di quelle alle attività che il consumer fa giornalmente con il telefono.
Quando il cliente diventa non solo fedele ma racconta la sua esperienza lo definiamo ADVOCATE: quel cliente che al termine del consumer Journey sceglie di condividere con altri soggetti le motivazioni che lo hanno portato a esprimere una valutazione positiva sul brand e sul prodotto. Il digitale radicalizza l’approccio relazionale al consumatore esasperando l'idea che questi sia parte attiva del processo, non solo perché è la sua esperienza che co-crea il valore di marca ma anche perché egli collabora esplicitamente al processo di produzione e comunicazione del prodotto/servizio, esempi ne sono:
attraverso gli earned media è quello qualitativamente più rilevante perché è spontaneo e non direttamente ricercato o indirizzato. Ovviate i canali digitali prenotano enormi differenze rispetto ai media tradizionali: Ad esempio hanno maggiore profilazione e conseguente raggiungibilità di segmenti e nicchie specifiche, si abbassa il livello di controllo sul messaggio veicolato. A seguito dei progressi tecnologici e dell’aumento di esperienza dei consumatori, i media sono diventati sempre più: personalizzati, contestualizzati, partecipativi e le interazioni sono sempre più real time. I fattori di cambiamento nella fruizione: -Consumo simultaneo di diversi media.➽ In Europa l’80% di coloro che ascoltano la radio lo fa attraverso internet e il 90% di quelli che usano internet legge online le notizie dei quotidiani.
PROCESSO ANALITICO ➜Il primo step del marketing digitale è l’analisi E COMPRENDE
immaginare in azienda. Questo serve per migliorare la presenza in rete e valutare quale contenuti sviluppare.
4. Analisi delle conversazioni online La fase di ascolto è il punto di partenza per lo sviluppo di un ottimo piano di comunicazione digitale. Monitorare quello che gli utenti dicono su di noi, il loro grado di soddisfazione o insoddisfazione e qual’e la reputazione dell’azienda.
viaggi, cucina…) dopodiché e necessaria l’individuazione dei « luoghi » e verifica dell’« autorità » e del potenziale di influenza (contenuti, frequenza di aggiornamento, numero di link, pagina sui SM, amici/follower...) PROCESSO STRATEGICO ➜ una volta realizzate le analisi si pass ala processo strategico e come nel marketing tradizionale, anche nel processo strategico del marketing digitale risultano fondamentali 4 step:
1. Scelta delle tattiche e individuazione dei canali digitali In questa fase si definisce l’idea che starà dietro a tutte le attività digital e si scelgono gli strumenti da utilizzare e le modalità attraverso le quali i messaggi chiave saranno veicolati agli utenti. Diversi sono i canali e gli strumenti che si possono utilizzare per lo sviluppo di un piano di comunicazione digitale: Costruzione di un sito web, Creazione di una community online, Apertura di un blog, Uso dei social network, Canali video e Podcasting, Uso dei motori di ricerca… Per definire il channel plan è utile focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti: -Analisi della situazione ovvero la fase in cui si utilizzano le informazioni raccolte in fase di analisi e quelle estrapolate dall’audience individuata. -Obiettivi dei canali: Non tutti i canali possono servire in vista dello stesso obiettivo. -Piano di contenuti: schema che di solito si organizza come uno schema narrativo che prevede il susseguirsi di diversi step in un orizzonte temporale. Dopo aver individuato gli strumenti l’impresa ha a disposizione un’ampia scelta di attività digital da implementare nei diversi canali scelti: Display advertising (pubblicità sui social), E-mail marketing, Digital PR, Influencer, Marketing, Promozioni online, Search Engine Advertising, Social Media Newsroom Social Media Release, Integrazione con offline (eventi, tv, stampa, promozioni in pdv...) 2. Definizione di timing e budget Per ciascuna attività elencare sopra occorre definire timing e budget. In base al budget definito, alle scadenze e agli obiettivi prefissati si definiscono le priorità di azione e quali canali possano essere maggiormente efficaci per il raggiungimento degli obiettivi primari e del target di interesse. Generalmente è una definizione della cadenza, nell’arco di 12/18 mesi delle attività di: ►Costruzione delle attività principali (es. sito, social adv) ▶︎ Lancio attività di digital marketing ▶︎ Processo di monitoraggio e misurazione. La definizione del budget richiede la valutazione dei costi per: Creazione di contenuti, Manutenzione, Promozione e comunicazione, Monitoraggio Misurazione, Consulenza 3. Formalizzazione di ruoli e procedure all’interno dell’organizzazione Si tratta di definire l’organizzazione del lavoro e i flusso delle attività tra tuti i soggetti che lavorano e che sono coinvolte nel processo. In questo caso è bene stabilire quali sono le policy (che solitamente sono dell’impresa) che stabiliscano la definizione di standard etici; la creazione di procedure che definiscano i processi di approvazione dei contenuti digitali; la definizione di ruoli precisi. MISURAZIONE ➜ fase in cui attraverso un monitoraggio delle azioni effettuate e dei risultati ottenuti attraverso il mix dei differenti canali digitali, è possibile valutare quali siano stati gli strumenti più efficaci in rapporto al budget e agli obiettivi prefissati e quali aggiustamenti e rimodulazioni prevedere. Il marketing digitale e la
grande disponibilità di dati offrono un vantaggio considerevole rispetto al marketing tradizionale: la possibilità di monitorare e misurare in ogni momento e in maniera costante i risultati raggiunti. Le metriche e gli strumenti di misurazione dei risultati raggiunti, di ciò che accade in rete e di identificazione dei bisogni della domanda sono in continuo divenire. Un esempio sono i KPI o metriche (key performance index): metriche finanziarie e non, utilizzate per aiutare l’organizzazione a definire e misurare progressivamente il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. VALORIZZAZIONE ➜ La misurazione fatta in questa fase è funzionale alla fase di valorizzazione. Se abbiamo importato in modo corretto a misurazione abbiamo una quantità di informazioni che serve per la verifica del piano e fare una valutazione correttivi. La possibilità di intervenire in itinere sulle attività online permette una continua ottimizzazione delle campagne e dei budget, la valutazione di correttivi e nuovi strumenti per il raggiungimento di risultati sempre più soddisfacenti. Garantire la costante integrazione delle attività digitali con il resto del piano. La fase di valorizzazione chiude il processo di digital marketing E-MAIL MARKETING L’email marketing viene cospetto uno strumento vecchio in realtà viene molto utilizzato nell’attività di CMR e si basa sull’utilizzo della posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi di marketing. Inoltre perette di portare. Termine diversi obbiettivi: viene utilizzata sia per l’acquisizione di nuovi clienti sia per rafforzare la fedeltà dei clienti esistenti. I vantaggi delle e-mail è il loro essere Targettizzate, Immediate, Testabili, Misurabili, Estensione, e a Basso costo. Alcune tipologie di comunicazioni che vengono trasmesse via e-mail: -Comunicazioni di servizio per i clienti -Newsletter con contenuti informativi -Comunicazioni promozionali -Conferme d’ordine -Conferme di pagamento -Comunicazioni di avviso -Comunicazioni di invio d’ordine Realizzare un piano di e-mail marketing prevede la