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Breve spunto per visionare gli aspetti principali della poetica di Marziale e Giovenale
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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La poetica di Marziale si prefigge l'obiettivo di trattare la vita quotidina e dunque assume particolare rilevanza l'attinenza alla realtà.Detto ciò è chiaro come il poeta latino rifiuti tutti i tradizionali generi (epos,tragedia) imperniati sul falso,in favore del più duttile epigramma, in grado di catturare l'immagine di un momento in un numero limitato di versi.In particolare lo sguardo del poeta latino converge verso difetti e vizi della società romana in chiave satirica e scommatica (dal greco skòpto prendere in giro),senza però nutrire alcun intento morale o educativo.La sua è una satira che mira al consenso,divertimento e sorriso dell'uditorio e quindi a scopi edonistici,di conseguenza viene meno l'attacco personale riscontrabile in Catullo;ciò è anche dovuto al fatto che l'imperatore Domiziano aveva emanato in quel periodo un editto contro i diffamatori.Marziale si rifà ai mores,ovvero ai costumi e alle cosuetidini di una società che i suoi occhi deformano,al fine di accentuare i tratti comici,bizzarri,caricaturali dei suoi personaggi.Questi ultimi sono riconducibili a una serie di stereotipi:il parassita,l'avaro,l'arrampicatore sociale,lo pseudomedico.Da questi componimenti poetici emergono tutti gli aspetti della realtà,anche quelli più ordinari,conseuti e meno nobili che si manifestano in una vasta gamma di tematiche.Si passa dal filone comico che prende di mira categorie umane e abitudini romane(soprattutto la clientela),a quello encomiastico,volto a adulare uomini potenti e lo stesso principe(captatio benevolentiae),fino al filone erotico(desiderio irrefrenabile) e descrittivo di luoghi,oggetti e celebri episodi, passando per i tradizionali epigrammi a tema funerario.L'autore inoltre li impega anche per delineare le sue scelte letterarie e le riflessioni sulla condizione degli intellettuali.
indecenti.La rappresentazione della realtà si muove per contrasti,secondo artifizi stilistici che ne accentuano l'enfasi.Il suo realismo ha infatti una spinta deformante che trova espressione nella ricorrente figura retorica dell'iperbole,ovvero nella surreale esasperazione di un concetto,e anche nella solenne e incisiva sententia (sentenze spesso poi divenute proverbi).