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Mastery Learning Prof Margottini, Appunti di Didattica generale e speciale

Riassunto Mastery Learning Prof Margottini

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 30/05/2017

Manuela1976
Manuela1976 🇮🇹

4.5

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INTRODUZIONE ALLA TEORIA DEL MASTERY LEARNING
Esistono molte versioni del Mastery Learning. Tutte partono dal presupposto che la
maggior parte degli studenti può raggiungere un alto livello di capacità di
apprendimento se l'approccio all'istruzione è sistematico, se i ragazzi sono aiutati
quando e dove hanno difficoltà di apprendimento, se si dà loro tempo sufficiente per
acquisire padronanza e se c'è un criterio chiaro di ciò che costituisce la padronanza.
Ci sono due sottoprodotti del mastery learning che non si prevedevano in partenza:
uno è la misura in cui gli studenti sviluppano la cooperazione, in quanto contrapposta
alla competizione, nel processo di apprendimento. Un altro è l’influenza positiva
determinata dalla maggiore competenza che gli studenti sviluppano e dalla pubblica
attestazione di ciò sotto forma di vari tipi di riconoscimento. In molti casi, le strategie
del mastery learining si sono dimostrate altamente efficaci; tuttavia, esistono anche
casi in cui tali strategie hanno rivelato scarsa efficacia. Gli insuccessi possono essere
fatti risalire a parecchie cause. Forse il motivo più comune del fallimento è che gli
studenti non erano indotti ad intervenire sulle loro difficoltà di apprendimento, le
quali venivano rivelate dai test formativi. Una seconda ragione deriva dalle
motivazioni dello studente e dalla visione che egli ha delle sue capacità: dopo anni di
fallimenti scolastici o di voti bassi è difficile che uno studente acquisti nuova fiducia
in se stesso. Una terza ragione è la difficoltà di mantenere operanti le nuove strategie
di insegnamento-apprendimento durante un buon numero di mesi scolastici.
Insegnanti (e studenti) inizialmente entusiasti spesso perdono il loro entusiasmo
quando il corso continua una settimana dopo l’altra.
La strategia dell’Apprendimento per la padronanza di BLOOM si fonda sull’assunto
che tutti gli studenti possono raggiungere livelli ottimali di padronanza; tutto sta nel
fornire a ciascuno il tempo e la qualità di istruzione di cui ha bisogno. Pertanto il
docente che desideri insegnare per la padronanza usando la strategia di Bloom, parte
della definizione di ciò che egli intende per padronanza, o mastery, del suo corso. Ciò
implica la formulazione di una serie di obiettivi didattici che si presume tutti gli
studenti acquisiscano alla fine del corso, quindi spezza il corso in unità didattiche.
Successivamente somministra brevi test formativi, che gli forniranno informazioni
dettagliate o feedback sulla comprensione che ciascun studente ha degli obiettivi di
ogni unità didattica. Infine prepara una serie di materiali didattici alternativi, in
funzione correttiva dell’istruzione. Tali unità correttive insegnano gli obiettivi
dell’unità didattica, ma in modo differente da quello abituale. Egli prende atto del
progresso di quegli studenti il cui profitto giunge al livello richiesto, e chiede agli
altri di usare le unità correttive per completare l’apprendimento degli obiettivi non
ancora padroneggiati. L’esame finale è concepito al fine di riassumere tutti gli
obiettivi complessivi del corso. La prova fornita dallo studente è usata come unica
decisiva della sua classifica. La prova che raggiunga o superi il livello di padronanza
designato all’inizio del corso, merita al soggetto singolo la classifica A, la prova
fornita a livelli più bassi procura all’individuo classificazioni inferiori ma la sua
classifica non dipende da quanto egli ha appreso rispetto ai compagni.
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INTRODUZIONE ALLA TEORIA DEL MASTERY LEARNING

Esistono molte versioni del Mastery Learning. Tutte partono dal presupposto che la maggior parte degli studenti può raggiungere un alto livello di capacità di apprendimento se l'approccio all'istruzione è sistematico, se i ragazzi sono aiutati quando e dove hanno difficoltà di apprendimento, se si dà loro tempo sufficiente per acquisire padronanza e se c'è un criterio chiaro di ciò che costituisce la padronanza. Ci sono due sottoprodotti del mastery learning che non si prevedevano in partenza: uno è la misura in cui gli studenti sviluppano la cooperazione, in quanto contrapposta alla competizione, nel processo di apprendimento. Un altro è l’influenza positiva determinata dalla maggiore competenza che gli studenti sviluppano e dalla pubblica attestazione di ciò sotto forma di vari tipi di riconoscimento. In molti casi, le strategie del mastery learining si sono dimostrate altamente efficaci; tuttavia, esistono anche casi in cui tali strategie hanno rivelato scarsa efficacia. Gli insuccessi possono essere fatti risalire a parecchie cause. Forse il motivo più comune del fallimento è che gli studenti non erano indotti ad intervenire sulle loro difficoltà di apprendimento, le quali venivano rivelate dai test formativi. Una seconda ragione deriva dalle motivazioni dello studente e dalla visione che egli ha delle sue capacità: dopo anni di fallimenti scolastici o di voti bassi è difficile che uno studente acquisti nuova fiducia in se stesso. Una terza ragione è la difficoltà di mantenere operanti le nuove strategie di insegnamento-apprendimento durante un buon numero di mesi scolastici. Insegnanti (e studenti) inizialmente entusiasti spesso perdono il loro entusiasmo quando il corso continua una settimana dopo l’altra. La strategia dell’Apprendimento per la padronanza di BLOOM si fonda sull’assunto che tutti gli studenti possono raggiungere livelli ottimali di padronanza; tutto sta nel fornire a ciascuno il tempo e la qualità di istruzione di cui ha bisogno. Pertanto il docente che desideri insegnare per la padronanza usando la strategia di Bloom, parte della definizione di ciò che egli intende per padronanza, o mastery, del suo corso. Ciò implica la formulazione di una serie di obiettivi didattici che si presume tutti gli studenti acquisiscano alla fine del corso, quindi spezza il corso in unità didattiche. Successivamente somministra brevi test formativi , che gli forniranno informazioni dettagliate o feedback sulla comprensione che ciascun studente ha degli obiettivi di ogni unità didattica. Infine prepara una serie di materiali didattici alternativi, in funzione correttiva dell’istruzione. Tali unità correttive insegnano gli obiettivi dell’unità didattica, ma in modo differente da quello abituale. Egli prende atto del progresso di quegli studenti il cui profitto giunge al livello richiesto, e chiede agli altri di usare le unità correttive per completare l’apprendimento degli obiettivi non ancora padroneggiati. L’esame finale è concepito al fine di riassumere tutti gli obiettivi complessivi del corso. La prova fornita dallo studente è usata come unica decisiva della sua classifica. La prova che raggiunga o superi il livello di padronanza designato all’inizio del corso, merita al soggetto singolo la classifica A, la prova fornita a livelli più bassi procura all’individuo classificazioni inferiori ma la sua classifica non dipende da quanto egli ha appreso rispetto ai compagni. 1

Il secondo approccio al mastery learning di maggior rilevanza è il “Sistema di Istruzione Personalizzata” di KELLER (PSI). Le caratteristiche essenziali del PSI sono state riassunte molto bene da Keller:

  1. ciascuno deve procedere secondo un suo ritmo, il che permette allo studente di muoversi attraverso il corso ad una velocità commisurata alla sua abilità;
  2. viene richiesta un'esecuzione perfetta dell'unità di apprendimento, che permetta allo studente di accedere al nuovo materiale solo dopo aver dimostrato padronanza dell'unità precedente;
  3. vengono impiegate lezioni e dimostrazioni quali veicolo di motivazione;
  4. viene posto l'accento sulla parola scritta nelle comunicazioni tra insegnante e studente;
  5. sono impiegati proctor (il termine è qui usato nel senso di una persona che aiuta e che non è il professore), il che permette esercitazioni ripetute, valutazioni immediate, un rigoroso controllo ed una marcata accentuazione dell'aspetto personale-sociale del processo educativo.

Come nell'approccio di Bloom, l'istruttore che desidera usare un approccio del tipo Keller comincia con il definire in anticipo quali obiettivi del corso ci si aspetta vengano padroneggiati da ogni studente e continua poi suddividendo questi obiettivi in un certo numero di unità di apprendimento. Dopo aver completato un'unità, lo studente è sottoposto dal suo proctor o dall'assistente ad un esame relativo alla suddetta unità. Alla fine dell'esame lo studente restituisce la prova per una correzione immediata. Se la sua esecuzione è ritenuta perfetta, egli è autorizzato a passare all'unità didattica successiva; in caso contrario, gli si chiede di riprendere in esame l'unità prima di tornare a ripetere la prova. Questo ciclo di test, revisioni, nuovi test, continua fino a che lo studente non dimostri una perfetta padronanza dell'unità.