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Riassunto Cooperative Learning Prof Margottini
Tipologia: Dispense
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Gli studiosi del Cooperative Learning (in italiano Apprendimento Cooperativo ) hanno individuato tracce del metodo a partire sin da tempi antichi con gli insegnamenti di Aristotele, di Seneca e dei Gesuiti. Tracce più recenti sono state trovate nel mondo anglosassone con il sistema di mutuo insegnamento tra pari ( peer tutoring ) ideato e applicato da Andrew Bell. Poco tempo dopo, un altro studioso di nome John Dewey (1859- 1952), promosse l’uso di gruppi in cooperative learning (CL) all’interno della sua “scuola-laboratorio”. In Italia, la diffusione del cooperative learning è dovuta principalmente all’opera del prof. Mario Comoglio dell’Università Pontificia Salesiana. Il cooperative learning è una modalità di apprendimento che, basandosi sulla collaborazione tra allievi all'interno di un gruppo, ha come scopo “il raggiungimento di un obiettivo comune attraverso un lavoro di approfondimento e di apprendimento al fine di produrre nuova conoscenza” (Johnson & Johnson, 1996). Il CL è, quindi, una nuova visione pedagogica e didattica che, opponendosi alla tradizionale lezione accademica frontale, utilizza interazione collaborativa e coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo come strumento di apprendimento. 1.1 L’interdipendenza positiva I teorici del cooperative learning ritengono che creare un clima d’interdipendenza positiva può favorire il problem solving in diversi contesti. Questo tipo di interdipendenza si ottiene quando tutti i membri di un gruppo forniscono il loro contributo, cooperando per il raggiungimento dell'obiettivo comune prefissato; in questo caso, la vittoria del singolo equivale al successo di tutti i membri del gruppo. 1.2 Responsabilità individuale e di gruppo La cooperazione tra i membri del gruppo costituisce la base per strutturare un lavoro efficace. Essa si fonda su determinati elementi: obiettivi di gruppo comuni, forte identità dei membri del gruppo, abitudine a condividere e senso del dare. Un concetto strettamente legato al “principio di responsabilità" è quello di leadership distribuita che non consiste nell'affidare ad un singolo membro la responsabilità della conduzione del gruppo, ma è basata su un insieme di ruoli che tutti i membri devono essere in grado di svolgere. 1.3 Competenze sociali Per competenze sociali si intende una serie di comportamenti manifestati dalla singola persona in contesti interpersonali che costituiscono la base per gestire e sostenere un’interazione duale e di gruppo. Le competenze sociali sono essenziali nel cooperative learning , possono essere determinanti nel successo del gruppo in quanto garantiscono un efficace scambio di informazioni e risorse. Una buona comunicazione è utile non solo a fini relazionali ma è la base di un efficace scambio di informazioni, risorse e feedback, elementi necessari al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
1 1.4 Valutazione individuale e di gruppo
La revisione delle attività svolte sia a livello individuale che di gruppo è essenziale in quanto consente l’attuazione di pratiche meta-cognitive dell’imparare ad imparare. L'apprendimento cooperativo prevede due tipi di valutazione tra loro complementari:
2.1 Learning Together Ideato da Roger e David Johnson nel 1991, il modello dell’ imparare insieme si basa sull’aiuto reciproco e sulla condivisione di risorse tra i membri di un determinato gruppo al fine di raggiungere un obiettivo comune. Il Learning Together prevede la costituzione di tre tipologie di gruppi: formale, informale e di base. I gruppi formali sono costituiti da studenti che lavorano insieme per un periodo di tempo, al fine di raggiungere obiettivi di apprendimento comuni. I gruppi informali sono formati da studenti il cui apprendimento è temporaneo (la loro funzione è quella di consentire una rapida rielaborazione condivisa). Infine, i gruppi cooperativi di base sono eterogenei con una durata a lungo termine, stimolano la costruzione di rapporti sociali che hanno la funzione di supporto relazionale, incoraggiando l’aiuto reciproco. 2.2 Complex Instruction Nato a partire dal 1994 nella Stanford University per opera di Elisabeth Cohen. Secondo la studiosa si possono distinguere tre tipi di status tra gli alunni di una classe: lo status scolastico-culturale legato alla competenza nei compiti scolastici; lo status tra pari abbinato alla competenza relazionale nell’interazione tra compagni; lo status sociale relativo all’appartenenza di tipo socio-culturale. Questo modello mette in luce quanto le disuguaglianze sociali spesso inibiscano lo sviluppo delle competenze degli allievi svantaggiati e determinando disuguaglianze d’apprendimento. 2.3 Structural Approach Questa impostazione, teorizzata da Kagan negli anni ’80, si propone di ottenere l’apprendimento cooperativo scomponendo gli elementi di una lezione in strutture di lavoro e attività.
2.4 Group Investigation Proposto nel 1976 in ambiente israeliano, il Group Investigation intende sviluppare soprattutto la capacità meta-cognitiva e i processi di auto-regolazione dello studente.
altri. Egli fa notare come l’interdipendenza positiva sia la componente più significativa del cooperative learning. 3.2 Le abilità comunicative Per un lavoro di gruppo efficace è necessario, seguendo il parere di Comoglio, sviluppare delle buone competenze sociali tra cui le abilità comunicative. Una competenza non viene insegnata direttamente ma attraverso delle abilità specifiche che la caratterizzano e di questo compito deve farsi carico l’insegnante. 3.3 Le abilità di leadership distribuita e di negoziazione del conflitto Altre competenze sociali di notevole importanza sono le abilità di leadership distribuita e le abilità di negoziazione del conflitto. Scegliere di affidare il ruolo di leader ad una persona che ne possiede le capacità potenziali è un compito arduo e rischioso - come sostiene Comoglio - per questo sarebbe più utile organizzare gruppi basati sulla corresponsabilità di tutti membri. In ambito scolastico è frequente incorrere in situazioni conflittuali. Pertanto è necessario imparare a negoziare il conflitto, la cui soluzione contribuirebbe a migliorare la qualità dei rapporti interpersonali e ad accettare la diversità come occasione di arricchimento personale. Il conflitto, nella prospettiva del cooperative learning , è percepito come “positivo”: è un evento costruttivo, un’occasione di incontro e confronto utile a rafforzare le relazioni interpersonali. 3.4 Problem solving e capacità di prendere decisioni Nella categoria delle abilità sociali rientrano anche la soluzione di problemi ( problem solving ) e la presa di decisioni. In generale un problema può essere descritto come una situazione che richiede un’attenta riflessione da parte dei soggetti. L’ottica in via di sviluppo è quella del lavoro in “equipe” dove tutti sono capaci non solo di mettere a disposizione le proprie conoscenze ma di confrontare anche le varie opinioni trovando insieme agli altri l’intuizione giusta per raggiungere l’obiettivo comune. 3.5 Prove dell’efficacia del Cooperative Learning Il CL ha riscontrato vari effetti positivi nonostante vi siano ancora alcuni ostacoli alla sua piena realizzazione. Di seguito ne illustreremo alcuni prendendo spunto dal testo “Insegnare e apprendere in gruppo” di Comoglio e Cardoso (1996): a) Il CL e il rendimento scolastico Johnson & Johnson riguardo al CL hanno riscontrato che i gruppi cooperativi ottengono risultati positivi poiché le esperienze cooperative hanno un livello di produttività superiore rispetto a quelle competitive e individualistiche in tutti i tipi di compiti. Nonostante gli evidenti benefici, al metodo sono state mosse delle critiche riguardo all’innalzamento del rendimento degli studenti con scarse capacità a discapito di quello di studenti più dotati che rischiano di essere più “trascurati”.
4 b) Il CL e lo sviluppo sociale e affettivo Alla luce di quanto illustrato finora è possibile affermare che le esperienze di CL promuovono lo sviluppo dell’autostima e di un concetto di sé più realistico. L’interazione positiva comporta anche una maggiore curiosità, più impegno nello studio e nella persistenza del compito, forte motivazione intrinseca, sviluppo di competenze sociali (cooperazione, altruismo, empatia, solidarietà, etc.), gestione positiva del conflitto ed equilibrio psichico.
Conclusioni L’espressione “Cooperative Learning” racchiude diverse correnti educative che forniscono suggerimenti su come lavorare in piccoli gruppi al fine di migliorare il rendimento scolastico e le competenze sociali utili per entrare nel mondo dell’occupazione. Perciò, possiamo concordare con M. Comoglio quando afferma che non è possibile dare un’unica definizione a tale approccio ma possiamo affermare che il CL è riconosciuto come il metodo privilegiato per ottenere un rendimento più elevato sia nella scuola che nella vita sociale. Il Cooperative Learning si propone come un metodo di apprendimento innovativo e alternativo al tradizionale modo di concepire la scuola; risulta ormai evidente che un approccio di tipo collaborativo stimola gli studenti sia dal punto di vista cognitivo che motivazionale permettendo il raggiungimento di risultati più soddisfacenti. Purtroppo in Italia, dove il peso della tradizione e lo scetticismo gravano sulla possibilità di innovazione, questo modello risulta di difficile applicazione (anche se, negli anni più recenti, qualcosa sembra evolvere). La sfida che dovrebbe accogliere il sistema scolastico nazionale è quella di un futuro meno ancorato al tradizionalismo e di apertura verso nuovi orizzonti. In altre parole, la modalità cooperativa intesa come interdipendenza, scambio di idee, buon utilizzo delle abilità sociali, può essere considerata uno dei punti di forza verso un cambiamento economico e sociale in linea con gli standard europei.