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Una serie di esercizi e attività di indagine per introdurre il calcolo letterale in ambito matematico. Gli esercizi mirano a sviluppare la capacità di tradurre dal linguaggio naturale al linguaggio algebrico e viceversa, di argomentare e dimostrare tramite formule, di formalizzare la soluzione di problemi e di convalidare i risultati ottenuti. Il documento si focalizza sull'utilizzo del linguaggio algebrico come strumento di pensiero e di rappresentazione, evidenziando la sua importanza per l'interpretazione del reale.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il linguaggio algebrico In questa attività vengono considerati alcuni aspetti dell’insegnamento-apprendimento dell’algebra nella scuola secondaria superiore. Dopo anni di studio molti allievi delle scuole secondarie superiori, anche quando riescono a manipolare formalmente i segni del linguaggio dell'algebra, riuscendo a conseguire un soddisfacente profitto, non usano l'algebra come strumento di pensiero per comprendere, esprimere e comunicare generalizzazioni, oppure per descrivere relazioni fra grandezze o, ancora, per formulare una dimostrazione. Il problema è quello di sviluppare una opportuna didattica in cui gli allievi imparino a diventare padroni del senso vero dei simboli che usano, evitando la memorizzazione di regole e meccanismi formali. L’analisi delle difficoltà e degli errori più frequenti degli studenti nelle attività di tipo algebrico è di rilevanza fondamentale per la progettazione didattica. Alcuni dei principali misconcetti ed errori che caratterizzano l’attività algebrica sono dovuti al fatto che la maggior parte degli studenti vede l’algebra come calcolo puramente meccanico e governato da regole mnemoniche, per essi il linguaggio algebrico è vuoto, privo di significato. Sembra che una delle cause di difficoltà riscontrate stia proprio nell’incapacità di dar senso ai simboli algebrici come simboli di un linguaggio che non sia pura sintassi. Molti studenti di conseguenza non sono in grado di trattare le formule come strumenti di pensiero su cui fare le trasformazioni secondo gli scopi del problema. Il pensiero algebrico è inscindibile dal linguaggio formalizzato con cui si esprime e dalle sue manipolazioni. Per “formalismo algebrico” si intende il sistema di segni e regole sintattiche che governano la costituzione e la trasformazione delle espressioni simboliche in algebra. Si può osservare che le principali funzioni di individuazione e trasformazione del formalismo algebrico permettono alla matematica di essere non solo un linguaggio adatto a descrivere la realtà, ma anche un potente strumento di ragionamento e previsione attraverso la messa in formula di conoscenze sui fenomeni e la derivazione, mediante trasformazioni, di nuove conoscenze sui fenomeni stessi. E’ quindi importante mettere in atto interventi didattici che tentino di far riconoscere agli alunni i valori profondi e le potenzialità del linguaggio algebrico.
Sviluppo dell’esperienza Secondo il documento degli assi culturali la competenza matematica consiste nell’abilità di individuare e applicare le procedure che consentono di esprimere e affrontare situazioni problematiche attraverso linguaggi formalizzati. La competenza matematica comporta la capacità di usare modelli matematici di pensiero e di rappresentazione grafica e simbolica (formule, modelli, grafici), la capacità di comprendere ed esprimere adeguatamente informazioni qualitative e quantitative, di esplorare situazioni problematiche, la capacità di porsi e risolvere problemi, di progettare e costruire modelli di situazioni reali. La conoscenza del linguaggio matematico si rivela sempre più essenziale per l’acquisizione di una corretta capacità di giudizio. In particolare, l’insegnamento della matematica deve avviare all’uso del linguaggio e del ragionamento matematico, come strumenti per l’interpretazione del reale. Questa attività, relativa al modulo del calcolo letterale, è finalizzata allo sviluppo delle seguenti competenze dell’asse matematico: _1) Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico e algebrico, rappresentandole anche in forma grafica
- Tradurre dal linguaggio naturale al linguaggio algebrico e viceversa (leggere e interpretare formule in linguaggio algebrico e viceversa esprimere in formule _proposizioni del linguaggio ordinario)
Traduzione dal linguaggio naturale al linguaggio simbolico Attività 2 Traduzione in formule Traduci in formule le seguenti relazioni
Attività 3 Traduzione formale di proprietà di numeri naturali quali: l’essere pari, l’essere dispari, l’essere multiplo di un numero, ecc.
Dimostrazioni in ambito aritmetico Attività 5 _1) Cosa puoi dire sulla somma di un numero con il suo quadrato?
prodotto tra n e il suo successivo è pari, in quanto si tratta di un prodotto tra un pari e un dispari). Ecco, la forma 4 n ( n +1) evoca sensi differenti, pur avendo lo stesso significato di. Problema Dimostra che la somma di due numeri dispari consecutivi è uguale al doppio del numero pari compreso tra essi. Per questo problema si prevede la realizzazione di dimostrazioni guidate dall’insegnante in cui vengono scanditi i vari passi dimostrativi. Esempio di dimostrazione guidata Occorre partire considerando due numeri dispari consecutivi. Esprimi con una espressione letterale il primo dei due 2n + 1 Esprimi con un’espressione il numero dispari consecutivo del primo 2 n + 3 Scrivi la somma dei due numeri (2n + 1) + (2n + 3) Occorre provare che questa somma è il doppio del numero pari compreso tra i due numeri Trasforma perciò la scrittura (2n + 1) + (2n + 3) applicando, opportunamente, le tecniche del calcolo letterale: 2n + 1 + 2n + 3 = 4n + 4 = 2(2n + 2) Leggi e interpreta la scrittura 2(2n + 2): rappresenta il doppio del numero pari compreso tra i numeri dispari (2n + 1) e (2n + 3). Allora quanto si voleva è dimostrato.