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Materiale completo igiene, Dispense di Diritto Sanitario

Materiale per esame di Igiene del prof Maccari dell'Università di Pisa corso Scienze del Servizio sociale

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 27/05/2018

Silvia.Gasperini
Silvia.Gasperini 🇮🇹

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2 documenti

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LEZIONE N°1:
Definizione igiene: disciplina che si occupa della promozione, del mantenimento e del
potenziamento dello stato di salute della popolazione.
Salute condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale.
Questa definizione sottintende che la salute è influenzata da una serie di fattori di ordine
non solo strettamente medico-biologico, ma anche sociale, economico, demografico,
psicologico e ambientale; questi fattori, da soli, o più spesso variamente associati fra loro,
concorrono a creare situazioni di malessere o patologiche e ad alterare lo stato di salute
delle persone.
L’igiene si identifica con la medicina preventiva quando applica mezzi e procedure
mediche non per curare ma per prevenire malattie.
Esso ha la capacità di vedere gli individui come persone da considerare nel contesto
del loro ambiente (fisico e sociale) e contribuire a realizzare la loro vita in pieno
benessere nel rispetto della loro personalità.
La salute dei singoli, e soprattutto quella della popolazione, è la risultante di un enorme
numero di fattori di ordine sanitario, ma anche economico, politico, ambientale, sociale,
per realizzare i suoi obiettivi l’igiene si avvale di una serie di strumenti, che possono essere
classificati in investigativi (epidemiologia), legislativi ed educativi.
Due sono gli aspetti di cui si occupa storicamente l’igiene:
1. Epidemiologia
2. Prevenzione
Negli ultimi anni sono stati introdotti nella materia alcuni aspetti che sono divenuti
essenziali:
3. Lo studio dell’organizzazione socio-sanitaria
4. Managment socio-sanitario
EPIDEMIOLOGIA:
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è lo strumento investigativo dell’igiene, è la scienza che studia la
frequenza e la distribuzione delle malattie nella popolazione, le cause, i fattori associati
con la finalità di attuarne il controllo e la prevenzione. Si occupa di analizzare le cause, il
decorso e le conseguenze delle malattie. L’epidemiologia è la base della prevenzione.
Gli obiettivi sono:
Osservazione dell’andamento delle patologie nella popolazione;
Individuazione dei fattori di rischio e di protezione;
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È una parola di origine greca, letteralmente significa “discorso riguardo alla popolazione"
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LEZIONE N°1:

Definizione igiene: disciplina che si occupa della promozione, del mantenimento e del potenziamento dello stato di salute della popolazione. Salute  condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale. Questa definizione sottintende che la salute è influenzata da una serie di fattori di ordine non solo strettamente medico-biologico, ma anche sociale, economico, demografico, psicologico e ambientale; questi fattori, da soli, o più spesso variamente associati fra loro, concorrono a creare situazioni di malessere o patologiche e ad alterare lo stato di salute delle persone. L’igiene si identifica con la medicina preventiva quando applica mezzi e procedure mediche non per curare ma per prevenire malattie. Esso ha la capacità di vedere gli individui come persone da considerare nel contesto del loro ambiente (fisico e sociale) e contribuire a realizzare la loro vita in pieno benessere nel rispetto della loro personalità. La salute dei singoli, e soprattutto quella della popolazione, è la risultante di un enorme numero di fattori di ordine sanitario, ma anche economico, politico, ambientale, sociale, per realizzare i suoi obiettivi l’igiene si avvale di una serie di strumenti , che possono essere classificati in investigativi (epidemiologia), legislativi ed educativi. Due sono gli aspetti di cui si occupa storicamente l’igiene:

  1. Epidemiologia
  2. Prevenzione Negli ultimi anni sono stati introdotti nella materia alcuni aspetti che sono divenuti essenziali:
  3. Lo studio dell’organizzazione socio-sanitaria
  4. Managment socio-sanitario EPIDEMIOLOGIA:^1 è lo strumento investigativo dell’igiene, è la scienza che studia la frequenza e la distribuzione delle malattie nella popolazione, le cause, i fattori associati con la finalità di attuarne il controllo e la prevenzione. Si occupa di analizzare le cause, il decorso e le conseguenze delle malattie. L’epidemiologia è la base della prevenzione. Gli obiettivi sono: ➢ Osservazione dell’andamento delle patologie nella popolazione; ➢ Individuazione dei fattori di rischio e di protezione; (^1) È una parola di origine greca, letteralmente significa “discorso riguardo alla popolazione"

➢ Programmazione e valutazione di interventi preventivi e curativi. Epidemiologia è lo studio:

  • Frequenza  “quanto” e “quando” la malattia compare
  • Distribuzione  “dove” la malattia compare
  • E determinanti  fattori che, quando vengono alterati, inducono una variazione della frequenza o di altre caratteristiche della malattia
  • Di salute/malattia  si studiano sia gli ammalati che i sani
  • In popolazioni  gruppi di individui, di solito della stessa specie con uno o più fattori in comune. L’epidemiologia può essere:
  • Descrittiva: ha lo scopo di descrivere la distribuzione geografica e temporale della malattia nella popolazione umana. Descrive eventi sanitari come malattie, causa di morte e la presenza di fattori di rischio come, ad esempio, il fumo di tabacco, l’inquinamento atmosferico, ecc. Utilizza strumenti statistici detti misure di frequenza (tassi di incidenza o di prevalenza, rapporti) e informazioni di tipo demografico. Si pone come obiettivo quello di rispondere a domande come: “Chi si è ammalato? Dove? Quando?”. L’epidemiologia descrittiva contribuisce all’epidemiologia analitica.

Ambiti di applicazione dell’epidemiologia:^2 Ci sono due diversi modelli a seconda che si tratti di:

  • Paesi in via di sviluppo , caratterizzati da:
    • patologia infettiva,
    • alta mortalità infantile,
    • alta natalità,
    • alta mortalità,
    • bassa vita media.
  • Paesi sviluppati caratterizzati da:
    • bassa patologia infettiva,
    • bassa mortalità
    • alta vita media. Per raggiungere i suoi scopi l’epidemiologia si serve della statistica, basata a sua volta sulla matematica e sulla demografia. Misure fondamentali utilizzate in epidemiologia:Numero di eventi: (frequenza assoluta) indica solo l’esistenza del fenomeno. Il numero di casi può essere:
  • totale  tutti i casi della malattia
  • specifico per variabili quali sesso, classe di età, periodo, area. ➢ Rapporto: viene calcolato fra due valori indipendenti (es. se una popolazione di 100 persone ha 90 sani e 10 malati, il rapporto tra sani e malati è di 9 a 1) ➢ Proporzioni: (frequenza relativa) quanti casi rispetto ad una popolazione sana. Sono frazioni in cui il numeratore è incluso nel denominatore (es. proporzione di femmine sul totale della popolazione).  Prevalenza: quanti casi sono presenti contemporaneamente in una popolazione. ➢ Tassi: tipo di proporzione in cui si tiene in considerazione la variabile tempo (i tassi prendono nomi diversi a seconda del fenomeno che misurano). ❖ TASSI: Tasso (grezzo)  Numero totale dei casi / popolazione media per tempo di osservazione Tasso incidenza  calcolato in base al numero di nuovi casi di malattia Tasso mortalità  calcolato in base al numero di decessi, con le stesse formule usate per il tasso di incidenza (^2) Si differenzia dalla medicina clinica per lo studio di popolazioni e non singoli individui e per lo studio di individui sani oltre che a quelli ammalati.

Il tasso è riferito ad un denominatore (solitamente 1.000, 10.000 o 100.000 persone). Quindi: T = [N / (Pxt)] x 100. Ttasso grezzo Nnumero casi di malattia (Pxt)popolazione media per tempo di osservazioneINCIDENZA E PREVALENZA: Prevalenza  misura la proporzione di individui in una popolazione che ha una malattia in un dato istante. È una misura statica. Le misure di prevalenza sono utili per misurare i bisogni assistenziali e pianificare i servizi sanitari.

  • Prevalenza puntuale: 𝑁° 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 Popolazione totale in quell′istante x K
  • Prevalenza periodale: 𝑁° 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 Popolazione media in quel periodo x K Incidenza  misura la probabilità che una coorte di persone sane sviluppi una malattia in un determinato periodo di tempo (solitamente un anno). Quindi misura la frequenza di comparsa di nuovi casi di malattia nella popolazione in un periodo di tempo (solitamente un anno). È un tasso, è una misura dinamica. Offre informazioni sull’efficacia della prevenzione o dei programmi di controllo.
  • Incidenza cumulativa: N° nuovi casi di malattia in un dato periodo Popolazione a rischio x K
  • Incidenza persona/tempo^3 : N° nuovi casi di malattia in un dato periodo Somme dei periodi di esposizione^4 x K (^3) Si utilizza quando la popolazione osservata è piccola (^4) Per ciascun individuo

Un’alta prevalenza può essere dovuta ad una elevata incidenza o ad una lunga durata della malattia. Una bassa prevalenza può essere dovuta ad una bassa incidenza o ad una breve durata della malattia o ad entrambe. ❖ STRUMENTI LEGISLATIVI ED EDUCATIVI: Legislativi  Vaccinazioni obbligatorie, leggi sulla sicurezza stradale, divieto di fumo nei locali pubblici e nelle pertinenze delle strutture sanitarie.  Sono le norme che rappresentano interventi di sanità pubblica, rivolte ai singoli per la collettività. Educativi  L’educazione sanitaria è la disciplina che mira ad informare correttamente e a promuovere comportamenti utili a mantenere e potenziare lo stato di salute dei singoli e della collettività. Vuole influire sulla costruzione della personalità del cittadino fin dalla formazione prescolastica e scolastica (es. educazione alimentare e sessuale nelle scuole). DEMOGRAFIA  è lo studio, prevalentemente statistico dei fenomeni concernenti la popolazione, considerata sia sotto l’aspetto statico, cioè nella consistenza e nella struttura che presenta in un determinato istante (ammontare della popolazione e sua composizione per sesso, età, stato civile, professione, religione, ecc.), sia sotto l’ aspetto dinamico , cioè nel processo di rinnovamento continuo cui essa è sottoposta per effetto delle nascite, delle morti e degli spostamenti territoriali (fenomeni migratori) e sociali (mobilità sociale). Fonti e modalità di raccolta dei dati:

  1. Censimento: rilevazione istantanea delle principali caratteristiche della popolazione. Viene effettuato ad intervalli di tempo lunghi (5 o 10 anni). La piramide dell’età : è la rappresentazione grafica della distribuzione per età e sesso di una popolazione. È composta da due istogrammi disposti in modo simmetrico attorno all’asse verticale dell’età. In ascissa vi è l’ammontare della popolazione per ogni classe di età. Dalla forma di una piramide delle età si può dedurre la storia demografica di quasi un secolo (circa 80-90 anni) di una popolazione e l’andamento demografico a cui sta tendendo 1) piramidale = popolazione in crescita 2) rettangolare = crescita nulla 3) trapezoidale = decremento.

2. Registri anagrafici e le notifiche obbligatorie (nascita, morte, malattie **infettive, ecc.)

  1. Altre fonti di raccolta dei dati:** Dati già raccolti: - Dati ISTAT - Ufficio Anagrafe del Comune - Denunce malattie infettive - Registri di patologia (es. tumori) - Fonti ospedaliere (cartelle cliniche, SDO, registri) - Aziende USL - Assicurazioni, INAIL, INPS… - Parametri ambientali Dati non disponibili – da raccogliere con:
  • Questionari
  • Esami fisici (peso, altezza..)
  • Esami ematochimici
  • Misurazioni ambientali. Elaborazione e presentazione dei dati:^6 Con variabili qualitative (sesso, ecc.) e con variabili quantitative (altezza, peso, ecc.). La serie di dati raccolta viene di solito elaborata con procedimenti matematici in modo da ottenere dei valori detti indici o costanti statistiche. Le principali costanti statistiche sono:
  • Valori medi (misure di tendenza centrale):
  • Media aritmetica: si ottiene dividendo la somma dei singoli valori per il loro numero.
  • Mediana: valore centrale di una serie di dati disposti in ordine crescente o decrescente, se le osservazioni sono in numero dispari, o la media aritmetica dei due valori centrali se le osservazioni sono in numeri pari.
  • Moda: è il valore che si riscontra più frequentemente nelle osservazioni.
  • Variabilità: descrive la dispersione delle osservazioni.
  • Simmetria: una forma di distribuzione simmetrica è quella Gaussiana che è rappresentata graficamente ponendo sull’asse delle ascisse i valori dei dati e sull’asse delle ordinate le rispettive frequenze, si presenta come una curva a campana detta curva di Gauss. (^6) I grafici più utilizzati sono: diagramma a barre, istogramma, poligono di frequenza, diagramma circolare, diagramma areale, diagramma a punti.

❖ Mortalità prima e dopo la nascita:

Mortalità infantile: N° morti nel primo anno di vita N° di nati vivi nello stesso anno Mortalità neonatale: N° annuale di morti nei primi 28 giorni di vita N° nati vivi nello stesso anno Mortalità post-neonatale: N° annuale di morti il 29° giorno di vita ed un anno N° di nati vivi nello stesso anno

Morbosità: Numero ammalati Numero di persone a rischio ❖ Letalità: N° morti in un determinato periodo N° cai diagnosticati nello stesso periodo ❖ Sopravvivenza: N° vivi al tempo t dopo diagnosi di malattia N° diagnosi di quella malattia ❖ Morabilità: N° giorni di assenza per malattia N° delle giornate lavorative ❖ Tasso di natalità: N° nati vivi in un anno Popolazione residente ❖ Tasso di fecondità generale: N° nati vivi in un anno Popolazione femminel tra i 15 e i 49 anni ❖ Indice di vecchiaia: Popolazione> 65 anni Popolazione di 0 − 14 anni  valori superiori a 100 indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi.

I dati epidemiologici possono essere:

  • Grezzi: quando non tengono conto delle specifiche caratteristiche della popolazione (età, sesso, razza, ecc.)
  • Specifici: quando si riferiscono ad uno specifico sottogruppo o anche ad una causa di morte
  • Standardizzati: quando sono “pesati” per una o più variabili. Standardizzazione dei tassi: operazione matematica che consente di paragonare misure epidemiologiche con substrati diversi. I tassi grezzi possono essere standardizzati. Il procedimento di standardizzazione porta ad annullare l’effetto, ad esempio, di eventuali differenze di età o sesso tra due popolazioni lasciando invece in evidenza le reali differenze nelle frequenze di malattia. Sono disponibili diversi metodi per la standardizzazione: 1. Standardizzazione diretta:^7 ➢ quantifica i morti attesi nelle due popolazioni se la distribuzione per età fosse identica; ➢ presuppone la scelta di una popolazione standard di riferimento; ➢ talvolta può essere presa come standard la più numerosa delle due (o la media ponderata). 2. Standardizzazione indiretta: ➢ quantifica i morti attesi nelle due popolazioni se i tassi fossero quelli standard; ➢ presuppone la scelta di tassi standard di riferimento (se disponibili); ➢ talvolta possono essere presi come standard quelli della popolazione più numerosa. Fattori da standardizzare in epidemiologia: età, sesso, razza, luogo di vita, classe sociale, attività lavorativa, fattori di confondimento. RISCHIO RELATIVO: confronto della frequenza di malattia tra due diversi gruppi (A esposti e B non esposti). Rischio relativo = Tasso nella popolazione A Tasso nella popolazione B Il rischio relativo è il rapporto tra l’incidenza negli esposti e l’incidenza nei non esposti. RR = 1  il fattore di rischio è ininfluente RR > 1  il fattore di rischio è implicato nel manifestarsi della malattia RR < 1  il fattore di rischio difende dalla malattia (fattore di difesa) (^7) Mira a quantificare il tasso di mortalità che si avrebbe nelle 2 popolazioni a confronto se la distribuzione per età fosse la stessa.

Esempio: correlazione tra il fumo e lo sviluppo di cancro polmonare, nei quali sono stati riscontrati RR > 17.