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Programma completo Igiene esame Scienze del Servizio sociale Pisa
Tipologia: Sintesi del corso
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Legge 40/2005 testo coordinato della legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40.
Disciplina del servizio sanitario regionale:
Art. 68 – Presidio ospedaliero di zona
Sulla base di specifici indirizzi della Giunta regionale, le ASL procedono, anche attraverso l’adeguamento dello statuto aziendale, alla riorganizzazione del presidio ospedaliero di zona sulla base dei seguenti principi:
a. Organizzazione funzionale per aree di assistenza omogenee costituite in modo da favorire la necessaria multidisciplinarietà dell’assistenza e la presa in carico multiprofessionale;
b. Strutturazione delle attività ospedaliere in aree differenziate secondo le modalità assistenziali, l’intensità delle cure, la durata della degenza ed il regime di ricovero , superando gradualmente l’articolazione per reparti differenziati secondo la disciplina specialistica.
Legge regionale 28 dicembre 2015, n. 84 Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale.
INSERIRE ALLEGATO PDF “legge 84 del 2015”
Modifiche alla l.r. 40/2005 Ribadisce che gli ospedali siano organizzati per Intensità di cure:
Unità Operativa di Assegnazione del Paziente (definita dal PS per ricoveri Urgenti) = disciplina specialistica che ha in carico il paziente ≠ Setting Assistenziale: è il luogo dove il paziente viene assistito durante la degenza.
PSRT 2008-2010: L’OSPEDALE:
Cap. 5.4.1 l’ospedale per intensità di cure
…
All’ospedale moderno si chiede di mettere al centro la persona e le sue necessità , di aprirsi al territorio e di integrarsi con la comunità sociale. Per rispondere a tale mandato la legge 40/2005 che disciplina l’assistenza sanitarie in toscana prescrive un nuovo modello organizzativo.
Il nuovo ospedale promuove un approccio incentrato sul bisogno del singolo, garantendo assistenza continua e personalizzata, percorsi multiprofessionali e multidisciplinari nonché riferimenti sanitari certi ed appropriatezza nell’uso delle risorse.
Le strutture organizzative titolari di funzioni operative restano dotate di piena responsabilità e autonomia tecnico professionale ma è previsto per esse il progressivo superamento del reparto differenziato secondo la disciplina. L’ospedale organizzato per intensità di cure, strutturato per aree in base a un fabbisogno assistenziale omogeneo secondo un ordine di complessità, definisce un nuovo paradigma del concetto di cura: in questo modello l’ unitarietà delle componenti cliniche ed assistenziali, concetto di cura, è solo funzionale; il bisogno di assistenza si separa, secondo un parametro di intensità, dal legame tradizionalmente univoco con il percorso clinico e le responsabilità cliniche si scindono da quelle gestionali. È evidente che non è in discussione l’efficacia del modello medico-specialistico, che qui trova conferma, ma l’efficienza e la sua sostenibilità sistemica.
Con l’abbandono del vecchio modello che attribuiva alle unità operative spazi e posti letto prefissati e con il passaggio ai cosiddetti “ letti funzionali ”, attraverso l’utilizzo di moduli di ricovero aperti con un notevole numero di posti letto, ogni presidio ospedaliero di medie dimensioni ha la possibilità di rispondere in maniera flessibile e personalizzata ai cittadini graduando l’intensità delle cure, cioè commisurando le risorse (posti letto, assistenza infermieristica, tecnologie) verso quella popolazione di pazienti caratterizzati da più elevati livelli di complessità clinico-assistenziale, utilizzando in maniera congiunta tra più strutture le diverse tipologie di assistenza. In questo modello il personale infermieristico è chiamato a non lavorare più per compiti ma per funzioni e a svolgere un importante ruolo di cerniera per rendere possibile le integrazioni e la condivisione dei processi tra le diverse specialità, con una ricaduta positiva sulla qualità dell’assistenza fornita al paziente.
L’intensità di cura è una dimensione dell’assistenza non facilmente separabile da altre più specificamente professionali e qualitative: queste si riassumono nel lavoro in equipe di medici, infermieri ed altri addetti all’assistenza. Il valore dell’equipe sta, oltre che nel raccordo dei saperi e delle pratiche, nella conoscenza personale degli operatori e nel rapporto di fiducia.
Tutelare questo patrimonio qualitativo è fondamentale per la qualità dell’assistenza.
In area chirurgica specifiche linee assistenziali sono facilmente individuabili mediante le modalità di frequenza più caratteristiche della degenza media postoperatoria ; degenze post operatorie simili, anche per interventi chirurgici diversi, ipotizzano simili bisogni assistenziali e propongono modelli organizzativi modulati sul bisogno assistenziale, week surgery, day surgery, ricovero ordinario chirurgico : modelli assistenziali diversi per bisogni assistenziali diversi. Nell’ospedale moderno l’ area medica si qualifica, invece, essenzialmente come ricovero diagnostico-terapeutico intensivo; il rapporto tra clinica ed assistenza è dinamicamente interagente. Ovunque esistano specificità di processo specialistiche, queste dovranno condizionare la strategia delle aggregazioni strutturali nel pool di posti letto.
Come definiamo l’intensità di cura e i 3 Livelli del modello toscano:
Il livello di cura richiesto dal caso consegue ad una valutazione di instabilità clinica (associata a determinate alterazioni di parametri fisiologici) e di complessità assistenziale (medica e infermieristica).
Il livello di cura assegnato è invece definito dalla tecnologia disponibile, dalle competenze presenti e dal tipo, quantità e qualità del personale assegnato.
Nel modello toscano (descritto dai vari atti di programmazione – vd. Ad esempio Linee guida sui nuovi ospedali) sono identificati 3 livelli di cura assegnate alle degente:
COSA DESIDERA IL PAZIENTE:
STANDARDIZZAZIONE E PERSONALIZZAZIONE
RISPOSTE:
SONO I CRITERI CLINICI CHE GUIDANO, ma essi devono essere esplicitati e condivisi.
LIVELLO 1 – DEVE ESSERE PRESIDIATO, CENTRALIZZATO E CURARE LA RELAE INSTABILITA’ CLINICA.
LIVELLO 2 – RIMANE FORTEMENTE DIFFERENZIATO IN TERMINI DI CASISTICA: COME ORGANIZZARLO?
NEL LIVELLO 2 DELL’AREA CHIRURGICA E’ POSSIBILE ISOLARE IL CICLO SETTIMANALE (WEEK SURGERY):
COMPETENZA E INTEGRAZIONE DEI PROFESSIONISTI:
Area funzionale = livello ottimale per principali funzioni gestionali
(gestione Letti o “bed management”, gestione risorse)
Responsabile di Area
Infermiere Coordinatore di Area
Unità operative = funzioni di linea professionale
(garanzia e sviluppo delle competenze cliniche, presidio dei percorsi e di una pratica evidence-based).
Direttore UO (Unità operativa)
Coordinatore infermieristico
Cambia la relazione tra team medico e team infermieristico.
giro medico, briefing, cartelle cliniche integrate.
LA CONTINUITA’ OSPEDALE-TERRITORIO, LA PRESA IN CARICO IN USCITA DALL’OSPEDALE:
Delibera R.T. n° 679/2016 Agenzia di Continuità Ospedale-Territorio: indirizzi per la costituzione nelle zone/distretto. Individuazioni delle azioni di sviluppo e rafforzamento dei processi di handover dei percorsi di continuità assistenziale fra ospedale e territorio.
ORGANIZZAZIONE DELL’AGENZIA DI CONTINUITA’ OSPEDALE – TERRITORIO (ACOT):
DEFINIZIONE: l’ACOT garantisce il governo dell’interfaccia Ospedale- Territorio e la continuità assistenziale del paziente nel percorso di dimissione, attraverso una programmazione della stessa e l’attivazione delle risorse necessarie.
L’Agenzia è lo strumento operativo di governo dei percorsi ospedale-territorio.
FUNZIONI: l’ACOT rappresenta uno dei punti cardine dell’integrazione e unificazione dei percorsi sanitari e socio-sanitari, per una risposta al cittadino tempestiva e appropriata al bisogno, attraverso la valutazione e la risposta integrata sulle situazioni avviate ai percorsi sanitari e socio-sanitari.
L’ACOT esplica, oltre che la funzione di governo e gestione della domanda proveniente da ospedale alla dimissione, anche quella di supporto alla costruzione dei percorsi di risposta alla domanda complessa proveniente da territorio.
AMBITO DI RIFERIMENTO: l’ACOT funzionalmente afferisce alla Zona- Distretto.
Agisce nell’ambito territoriale dei Presidi Ospedalieri di riferimento operano con una logica di sistema pull che, attivandosi già all’ingresso in ospedale, coinvolge le Direzioni di Presidio e i Reparti di degenza nell’operare per la pianificazione delle dimissioni.
La sede dell’ACOT è ubicata all’interno del/dei presidio/i ospedaliero/i.
DESTINATARI – AFFERISCONO ALLE ATTIVITA’ DELL’AGENZIA: pazienti in regime di degenza per i quali alla dimissione si rende necessario un percorso di continuità assistenziale per bisogni sanitari, sociali, socio-sanitari (per i residenti nella Regione Toscana si applicano le normative che regolano le competenze socio-sanitarie territoriali; per i residenti in territori extra Regione Toscana ACOT può svolgere solamente funzione di segnalazione sulla struttura sanitaria di pertinenza).
I cittadini con bisogni intercettati dalle strutture territoriali per cui si richiede la presa in carico per un percorso di cure intermedie o di assistenza domiciliare ad alta complessità.
ATTIVITA’ DELL’ACOT: l’ACOT svolge un ruolo di governo delle risorse disponibili attivando servizi e prestazioni, su percorsi definiti sui quali esercita il controllo, monitorandoli sia sul piano dell’appropriatezza gestionale ed organizzativa che sul piano della sicurezza clinica nella transizione fra i presidi ospedalieri e territoriali.
L’ACOT opera secondo precise linee di attività:
COS’E’ L’U.V.M.?
b. Dall’Ospedale: l’equipe assistenziale ospedaliera valuta già all’ingresso la necessità di continuità assistenziale ACOT invia comunicazione al Medico Curante (MMG/PF) sulla dimissione:
L’equipe assistenziale ospedaliera (reparto) valuta all’ingresso la necessità di continuità assistenziale ACOT processa le segnalazioni in sinergia con il reparto di degenza.
EQUIPE DELL’AGENZIA:
L’ACOT opera attraverso il lavoro di un’equipe multi-professionale costituita da: medico di comunità, infermiere, assistente sociale e fisioterapista.
Si avvale della consulenza strutturata di specialista fisiatra o geriatra, nello specifico il fisiatra interviene qualora dalla valutazione di quest’ultimo si prefiguri la necessità di inserire il paziente in uno specifico setting riabilitativo.
È coordinata/diretta da un responsabile, nominato dal Direttore della zona/ distretto, che ha la responsabilità nell’attivazione delle risorse, nella valutazione e monitoraggio dei risultati e nell’attivazione delle azioni di miglioramento del sistema.
L’equipe si riunisce con cadenza predefinita per discutere i casi e le modalità organizzative.
La Zona Distretto/SDS assicura il supporto amministrativo all’Agenzia.
L’ACOT definisce l’orario di apertura, con riferimento al bacino di utenza e relativo territorio di competenza, in ogni caso almeno 5 giorni alla settimana, per un minimo di 10 ore settimanali.
Per ogni ACOT il personale dell’equipe è individuato secondo parametri specifici, già definiti per quanto concerne il personale medico che corrisponde a:
Gli strumenti di lavoro sono individuati nell’Allegato B della delibera Regione Toscana 679/2016 nella scheda di segnalazione e nella scheda di presa in carico ACOT.
INSERIRE ALLEGATO PDF “Delibera_n.679_del_12-07-2016-Allegato-B”
L’ASL Territoriale è inserita in un contesto di Area Vasta che ricomprende anche l’AOU.
Nella nostra realtà l’AOU Pisana è l’unica struttura ospedaliera che insiste sul territorio corrispondente alla ZD Pisana, la quale non ha alcun PO aziendale afferente all’ATNO.
La RT prevede per le AA.OO.UU. la strutturazione di specifiche ACOT, così come per le Aziende Territoriali.
L’AOU Pisana eroga prestazioni di eccellenza di vertice e di elezione per tutta l’Area Vasta (ed oltre) e prestazioni di primo livello per la Zona Pisana dell’ANTO identificandosi, in questo caso quindi, come il PO di riferimento territoriale.