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Splicing, spliceosoma, splicing alternativo, regolazione dello splicing, editing dell'mRNA modifiche del tRNA
Tipologia: Appunti
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Tra la trascrizione e la maturazione dell’mRNA c’è un passaggio che consente di accorciare il trascritto. Per verificare questo passaggio, degli scienziati ibridizzarono una sequenza di un gene, l’ovoalbumina di pollo, con il suo mRNA notarono che la perfetta ibridizzazione era presente solo su alcuni tratti, mentre c’erano tratti del gene che non avevano corrispondenza di sequenze nell’mRNA conclusione: nel processo di maturazione dell’mRNA, alcune sequenze, che facevano parte del gene, vengono eliminate. Ci sono regioni più elettrondense di altre regioni di loop di non corrispondenza della sequenza genica con l’mRNA (sono in forma di loop perché non riescono a formare l’elica ibrida DNA-RNA). Da queste considerazioni, capirono che nelle anse c’erano sequenze geniche non corrispondenti a sequenze dell’mRNA e, perciò, in quei tratti non poteva avvenire ibridizzazione il gene risulta essere più lungo dell’mRNA contiene sequenze che nell’mRNA maturo vengono rimosse Questo processo di eliminazione degli introni prende il nome di SPLICING (taglia e
proteine coinvolte nello splicing direttamente sulla coda della RNA polimerasi che sta trascrivendo il trascritto primario. Dopo 30-40 nucleotidi viene reclutato, sulla base dello stato di fosforilazione della coda, il macchinario del Capping e, subito dopo, quando iniziano ad essere prodotti il primo esone, il primo introne e il secondo esone, potrà essere reclutato il macchinario per lo splicing dell’RNA. Lo splicing deve eliminare selettivamente e chirurgicamente l’introne (che è più lungo dell’esone) per, questo, chi elimina l’introne deve sapere riconoscere perfettamente la giunzione introne-esone. La trascrizione non salta da un esone all’altro, ma trascrive anche gli introni. Si riconoscono: La giunzione esone-introne al 5’ prende il nome di sito al 5’ di splicing o 5’ donatore di splicing Al 3’ c’è la giunzione introne-esone e viene detto 3’ accettore di splicing. Nell’introne è importante la presenza di una adenina di branching
Una sequenza polipirimidinica di circa 12-14 nucleotidi, molto spostata verso il 3’ accettore Gli elementi che consentono di identificare un sito donatore di splicing sono i due nucleotidi sull’introne, subito dopo la giunzione con l’esone, e sono GU nel 100% dei casi. Allo stesso modo si riconoscono due nucleotidi, che sono un segnale di una giunzione introne-esone un sito accettore di splicing, e sono AG nel 100% dei casi. Anche la A di branching è presente nel 100% dei casi ed è seguita dalla sequenza polipirimidinica. Questo è ciò che segnala un introne e consente di avviare un meccanismo di splicing. Oltre quelli già definiti, ci sono altri 4/5 nucleotidi che susseguono gli elementi fissi. La maggior parte dei punti di riferimento nelle sequenze che dirigono lo splicing sono fisse sull’introne, e questo è spiegabile perché sarà la sequenza allontanata e, quindi, non codificante non ci sono problemi a fissare la posizione di alcuni nucleotidi nel 100% dei casi infatti, questa fissità non è sempre possibile raggiungerla negli esoni, in quanto condizionerebbe la traduzione. Lo splicing è una reazione di doppia transesterificazione , che coinvolge l’adenina di branching, il sito donatore di splicing e il sito accettore di splicing.
la maggior parte dei geni eucariotici va incontro a meccanismi alternativi di splicing
Nel fegato, dove non avviene l'editing, la tripletta CAA rimane invariata e codifica per un amminoacido produzione della proteina Apo B100. Nell'intestino, invece, avviene l'editing, che converte la tripletta CAA in UAA , un codone di stop, causando il distacco precoce del ribosoma. Questo porta alla produzione della proteina Apo B48 , che contiene il 48% degli amminoacidi presenti in Apo B100. MODIFICAZIONI DEL tRNA I tRNA sono molecole coinvolte nel processo di traduzione, che agiscono come “adattatori molecolari” per passare dall’acido nucleico alla proteina, nel processo di sintesi delle proteine sono molecole relativamente piccole, possiedono un singolo filamento dotato di una caratteristica struttura secondaria, che gli dona l’aspetto di un trifoglio rovesciato (tre strutture ansa-stelo). Vengono prodotti a partire da geni strutturali (detti geni dei tRNA), da cui si originano sotto forma di trascritto primario, che deve maturare prima di diventare un tRNA funzionante. La maturazione dei tRNA è peculiare i processi di modifica che subiscono avvengono solo per questa classe di RNA non subiscono né Capping, né poliadenilazione e tutti i processi post-trascrizionali riguardanti gli mRNA. Nel DNA, le sequenze codificanti per il tRNA vengono trascritte da RNA-POLIMERASI III. Si va ad ottenere un precursore del tRNA (trascritto primario), dal quale bisognerà eliminare alcune sequenze. L’eliminazione avviene ad opera di una particolare RNAasi P-endonucleasi a cui segue l’attività di una ligasi Vengono eliminate:
**- Tutta la sequenza al terminale 5’.
Deve poi avvenire l’ addizione della tripletta CCA al terminale 3’. Tutti i tRNA devono terminare con questa tripletta per partecipare nella traduzione. Questi nucleotidi vengono attaccati al tRNA da una nucleotidil-transferasi , un enzima che, consumando ATP, va ad agganciare con un legame fosfodiesterico CCA. L’ultimo - OH dell’adenina di questa tripletta caricherà poi l’amminoacido. Dopo aver aggiunto la tripletta CCA, è necessario modificare una serie di basi METILAZIONE le purine (A o G) vanno incontro a metilazione si otterranno delle metil-adenine o metil- guanine una reazione di editing. RIDUZIONE l’uracile viene ridotto a di-idrouridina reazione catalizzata da un enzima che va a ridurre l’uridina con l’addizione di protoni ed elettroni SOSTITUZIONE DI BASI/TRANSVERSIONE modifica di una pirimidina in una qualsiasi delle due purine. DEAMINAZIONE svolta dall’enzima deaminasi , che va ad agire sull’adenina. A seguito della deaminazione dell’adenina si ottiene l’inosina (nucleoside composto da una molecola di ipoxantina legata ad un ribosio ), importante nella composizione delle basi dell’anticodone. Quando la terza base dell’anticodone è l’inosina, questa si appaia con la prima base del codone in maniera tale da poter accogliere più di una coppia complementare. Una volta che gli mRNA hanno terminato il processo di maturazione nel nucleo, vengono esportati verso il citoplasma.
citoplasma.