






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Spiegazione chiara delle varie tipologie di Splicing (Splicing nucleare, Splicing di introni di tipo II, Splicing di introni di tipo I, Splicing di t-RNA di lievito).
Tipologia: Dispense
1 / 11
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







L’RNA messaggero eucariotico prima di essere tradotto in proteina deve essere modificato; esso infatti nel trascritto primario contiene sequenze codificanti (esoni) intervallate da sequenze non codificanti (introni). in seguito alla trascrizione gli introni devono essere rimossi e gli esoni legati per creare l’RNA messaggero maturo. Per esone si intende qualunque regione che si trova nell’RNA maturo indipendentemente dal fatto che sia codificante o meno. Gli esoni non codificanti includono: le regioni non tradotte al 5’ e al 3’ come 5’ UTR, 3’ UTR; tutte le porzioni processate e stabili di RNA non codificanti come (Xist) e le regioni che portano alla sintesi di RNA funzionali come i microRNA. Il numero di introni presenti in un gene può variare molto, da 1 a 50. Il numero medio di introni è aumentato nel corso dell’evoluzione per cui è minore negli organismi meno evoluti e maggiore in quelli più evoluti come l’uomo. Spesso gli introni hanno dimensioni più grandi degli esoni. Generalmente un esone ha una grandezza di 100-200 coppie di basi, mentre gli introni possono essere lunghi anche 800 kilobasi ( 800'000 nucleotidi). Nei batteri e nei fagi nella maggior parte dei casi la sequenza codificante è continua e viene trascritta in una singola molecola di RNA. Negli eucarioti avviene lo stesso, cioè anche se ci sono delle interruzioni, tutto il gene alla fine è trascritto in un’unica molecola di RNA. Lo splicing dell’RNA rimuove gli introni e lega insieme gli esoni convertendo così il pre-mrna in rna maturo. Alcuni pre-mrna possono essere tagliati in modi diversi; quindi a partire da un unico gene e quindi da un unico pre-mrna tramite splicing alternativo si possono avere rna messaggeri maturi diversi che quindi origineranno proteine differenti. Come avviene lo splicing I confini tra introni ed esoni sono marcati da sequenze nucleotidiche specifiche all’interno dei pre-mrna; queste sequenze specificano dove avverrà lo splicing. Il confine esone-introne, o meglio l’estremità 5’ dell’introne è marcata da una sequenza chiamata sito di splicing 5’ che in genere inizia con GU. L’estremità 3’dell’introne è marcata da una sequenza chiamata sito di splicing 3’ che inizia generalmente per AG. All’interno dell’introne si trova un’altra sequenza chiamata punto di ramificazione (di solito più vicina all’estremità 3’ dell’introne) ed è seguita da un segmento di polipirimidina. Anche questa sequenza presenta una A conservata. Se lo splicing avviene
correttamente tutti gli introni vengono rimossi e gli esoni sono legati. se lo splicing non avviene in modo corretto potrebbero essere rimosso un esone. TIPI DI SPLICING
Nello splicing nucleare è coinvolto un complesso proteico chiamato spliceosoma. Lo splicing di introni di tipo I e II invece è detto self-splicing perché in alcuni casi gli introni si auto-processano con un meccanismo che non prevede l’intervento di complessi come lo spliceosoma quindi essi stessi si auto-rimuovono; quindi sono una specie di catalizzatori di questo processo anche se non si possono considerare enzimi in senso stretto. Gli introni capaci di self-splicing sono quelli di tipo I e II
di poli adenilazione che negli eucarioti superiori è AAUAAA (si trova nel 3’ UTR). Poi una endonucleasi taglia il trascritto e la poli-A polimerasi sintetizza la coda poli-A. inizialmente vengono aggiunti circa 10 nucleotidi, poi la PABP lega la coda poli-A nascente, e questo simola la poli-A polimerasi ad aggiungere altri nucleotidi con adenina fino ad una lunghezza media di 200 nucleotidi. La presenza della coda poli-A è importante per la stabilità dell’MRNA, stimolo la sua uscita nel citoplasma e stimola l’inizio della traduzione aumentando l’efficienza di reclutamento della subunità 40S del ribosoma. Maturazione RNA ribosomiali Anche i precursori degli RNA ribosomiali subiscono delle modifiche. Essi derivano da un unico trascritto iniziale, l’RNA 45 S. questo RNA viene prima metilato su 100 dei suoi 14000 nucleotidi sul 2’ OH dei ribosi, e poi in seguito a scissione enzimatica vengono rilasciati il 28 S il 18 S e il 5,8 S. La scissione enzimatica richiede l’intervento di piccoli RNA nucleolari che insieme ad altre proteine costituiscono un complesso simile allo spliceosoma. Durata degli mRna La vita degli mRna dura da 15-20 minuti ad alcune ore a seconda del livello di adenilazione. Quando la coda poli-A diventa + corta di 15 basi viene tolto anche il CAP e l’RNA messaggero viene degradato. Possibili errori commessi durante lo splicing
In conclusione…