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Didattica sulla valutazione dei DSA
Tipologia: Sintesi del corso
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La sfida educativa degli insegnanti è quella di coniugare due aspetti: il perseguimento di obiettivi e progetti contingenti e l'attenzione al valore intrinseco dello studio. La competenza “ imparare a imparare” si persegue a partire dalla persona che apprende, con l'originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalle reti di relazioni che legano alla famiglia e agli ambiti sociali. Delors (fine anni ‘90) attribuiva alla scuola il compito di “istillare sia il desiderio che il piacere dell’apprendimento, la capacità di imparare, la curiosità intellettuale”. Acquisire un metodo di studio significa estendere le proprie potenzialità di apprendimento e di formazione, nonché agire sulla propria vita e sugli oggetti di conoscenza attraverso un'azione trasformativa, accrescendo il proprio protagonismo e la propria autonomia. 1.2. Cos'è il metodo di studio. la relazione semantica con la competenza chiave “imparare a imparare” Non esiste un metodo di studio universale e valido per tutti, ma piuttosto una gamma di approcci e di modalità che consente a ciascuno di scoprire di acquisire il proprio. Infatti ogni allievo ha bisogno di particolari adattamenti del metodo di studio, in base alle sue caratteristiche di apprendimento o ai suoi stili cognitivi. La competenza chiave “imparare a imparare” intesa come diritto di tutti gli allievi, rappresenta un impegno che non può essere demandato alle famiglie, ma va affrontato con efficacia in ambito scolastico Gli insegnanti operano in modo che l’alunno sia attivamente impegnato nella costruzione del suo sapere e di un suo metodo di studio, sia sollecitato a riflettere su come e quando impara, sia incoraggiato a esplicitare i suoi modi di comprendere e a comunicare ad altri il tre i traguardi raggiunti. L’ “allievo strategico” è colui che è capace di attribuire un significato al suo modus operandi e all'oggetto di studio, sviluppando la dimensione riflessiva del suo apprendere e del suo studiare. Quindi il metodo di studio coinvolge una pluralità di dimensioni personali, come la metacognizione, la capacità di organizzare gli oggetti e i contenuti di studio, di pianificare i tempi e lo spazio di apprendimento, nonché di gestire le emozioni ( autostima, autoefficacia, controllo dell'ansia da prestazione). Da qui una relazione circolare tra pensiero e azione: il pensiero si manifesta nell’azione e quest'ultima genera, a sua volta, il pensiero, la conoscenza. 1.3. La dimensione epistemologica del metodo di studio
La capacitazione è un processo di estensione delle capacità individuali e delle opportunità di decidere e di scegliere, fra una serie di vite possibili, quella da vivere e a cui attribuire valore. Le potenzialità di ciascun allievo sono talenti personali di cui ciascuno dispone e che può sviluppare se posto nelle condizioni adeguate, come per esempio la partecipazione alla vita sociale, la dialettica tra comunità scolastica e sociale, tra istituzioni, gruppi e allievi. Siamo dire che la capacitazione non risiede tanto nelle risorse da mobilitare, ma nella mobilitazione di queste risorse. (Le Boterf, 1995). 1.3.1. Interpretazione del metodo di studio e tre livelli logici dell'apprendimento. il metodo di studio individuale appare essere una competenza strategica di ordine implicito ed esplicito, che può essere interpretata secondo i tre livelli logici dell'apprendimento teorizzati da Bateson (1977):
può determinare negli allievi, soprattutto in riferimento al senso di inadeguatezza, alla mancata accettazione dell'uso degli strumenti compensativi e al confronto con i coetanei. 1.6. Come e perché il metodo di studio promuove il processo di inclusione. La didattica orientativa per i DSA “Avere metodo” è molto importante. Fare in modo che ciascuno possa acquisirlo e svilupparlo lungo il percorso scolastico è un'azione didattica orientativa di natura “inclusiva”, nel senso che si va alla ricerca delle condizioni ottimali per apprendere e partecipare, facendo in modo che possano affiorare le risorse sia potenziali sia reali proprie del soggetto, che può così affrontare lo studio con efficacia e gratificazione. Una delle condizioni essenziali è promuovere l'apprendimento di tutti gli allievi facendo leva sull'acquisizione del metodo di studio individuale. le scelte educative e metodologiche, nonché le modalità di gestione della classe con allievi con DSA, si rivelano utili a tutti, rendendo pertanto più duraturi gli apprendimenti. tutti gli allievi, e non solo coloro che presentano un DSA, possono dunque beneficiare di una didattica orientativa volta alla promozione del metodo di studio e ricca di strumenti di compensazione nonché di facilitazione dell'apprendimento. Quindi, l'obiettivo prioritario della didattica orientativa e inclusiva e di mettere in atto processi relazionali e di studio flessibili, facendo raggiungere il massimo grado possibile di apprendimento e partecipazione sociale. Partendo dunque dal presupposto che le abilità di studio costituiscono l'architrave, la condizione sine qua non per apprendere e partecipare alla vita di relazione, sia nei contesti formali sia in quelli informali, il metodo di studio si colloca come prima misura compensativa entro cui armonizzare, accettare e condividere gli altri strumenti compensativi. 1.7. Metodo di studio e DSA: le ragioni educative e le opportunità didattiche Acquisire un metodo per studiare è indispensabile per tutti gli allievi, ma lo è ancora di più per coloro che presentano un DSA: essi non possono permettersi di utilizzare il metodo più diffuso, non possiedono e/o non sanno comunque utilizzare proficuamente abilità connesse al metodo di studio studio, prese l'attenzione, a sviluppare memoria di lavoro, a elaborare informazioni, ad automatizzare le procedure esecutive. Ancor più compromettenti sono le difficoltà legate al disturbo della comprensione della lettura. La didattica relativa alla promozione del metodo di studio per gli allievi con dsa, pertanto, sarà caratterizzata dalla proposta di numerose modalità di apprendimento alternative a quelle tradizionali o più diffuse, e all'uso di una molteplicità di strumenti attraverso i quali tali allievi possono sfruttare le loro potenzialità e in diversi modi, valorizzando i loro punti di forza. Un insegnante che agisce così, limita il rischio di esclusione e di atteggiamenti demotivanti e rinunciatari. 1.7.1. L'uso degli strumenti compensativi nell'ambito del metodo di studio e le competenze didattiche degli insegnanti. Tali strumenti, oltre a valorizzare l'intelligenza, la creatività, il ragionamento per immagini, permettono all'allievo di essere più sicuro dei procedimenti operativi richiesti dai compiti e di sentirsi, nel contempo, soggetto attivo nel percorso di costruzione della propria intelligenza. E’ auspicabile che gli insegnanti pongono in essere una sinergia sistemica e funzionale tra le nuove tecnologie, le metodologie didattiche più innovative e i modelli tradizionali di insegnamento. tutto ciò contribuisce a creare relazioni sociali positive tra i membri della
classe, forme di sostegno spontaneo tra l'allievo con DSA e i compagni, ea sviluppare, in tutti gli alunni, la consapevolezza delle esigenze formative del loro compagno, aiutando quest'ultimo ad accettare le forme di compensazione e dispensazione di cui necessita. guidare gli allievi della classe a comprendere la natura e le particolari necessità di Chi presenta un DSA, facilita le relazioni di aiuto a livello anche informale. a tale riguardo, gli insegnanti possono prevedere, nell'ottica di un PDP integrato nel curricolo di classe, alcune azioni inclusive, quali:
2.1. Metodo di studio e didattica Sono alla metà degli anni 80, i modelli cognitivi più complessi riconducono le abilità di apprendere e di studiare alle interconnessione tra le conoscenze, la motivazione e l'organizzazione personale. Nell'ambito della ricerca didattica sono stati individuati, con finalità operative a uso degli insegnanti, 9 punti essenziali per l'acquisizione del metodo di studio:
È proprio della scuola il compito di promuovere il metodo di studio con la collaborazione della famiglia. La scuola si pone alcune finalità: offrire agli studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base; far sì che acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la capacità di elaborare Metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari personali; favore, orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreto i bisogni formativi. la scuola affianca al compito di “ insegnare ad apprendere” quello di “ insegnare ad essere” (MIUR, 2012).
3.2. I DSA: aspetti eziologici e normativi I DSA fanno parte dei disturbi dello sviluppo e si manifestano “in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire limitazioni importanti per alcune attività della vita quotidiana” (legge 170/2010) in riferimento a specifiche abilità/competenze. La normativa italiana vigente definisce la dislessia,la disgrafia, la disortografia e la discalculia sono rispettivamente come le difficoltà nell’imparare a leggere ( in termini di decifrazione, velocità e accuratezza), nella rappresentazione grafica, nei processi linguistici di transcodifica, negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri. Si tratta di una discrepanza dalla prestazione tipica di una persona, in una determinata fase dello sviluppo. l'evento della legge 170/ 2010 e del decreto allegato delle Linee guida del MIUR, hanno costituito una svolta nella prassi scolastica quotidiana e nella comunità sociale. Soprattutto le Linee guida forniscono indicazioni operative agli insegnanti e li guidano all'uso di adeguate misure di compensazione e dispensazione, nonché alla messa a punto di interventi didattici opportunatamente realizzati, attraverso l'elaborazione del PDP, che orienta i docenti verso un monitoraggio delle scelte organizzative e metodologiche e verso una continua riprogettazione. 3.2.1.I DSA nella nuova prospettiva del DSM- Il DSM-5 definisci i DSA come “disturbi con un’origine biologica che è alla base delle anomalie a livello cognitivo, associate ai sintomi comportamentali del disturbo.L’origine
Alcuni allievi riscontrano difficoltà anche quando sono chiamate a riflettere sul testo per la difficoltà di collegamento di ciò che già sanno con quanto ancora devono acquisire. Una buona tecnica di collegamento è una misura di compensazione per la comprensione del testo stesso e per l'applicazione del significato del suo contenuto ad altri contesti di apprendimento. Altri aspetti di difficoltà possono riguardare la memorizzazione di alcune informazioni precise, come nomi di personaggi, luoghi e date, nonché la scarsa capacità di accedere al significato di singole parole.
tutti e motivino ciascuno a pensieri positivi e tali da rafforzare la fiducia nelle proprie potenzialità. Così, i componenti del gruppo classe, guidati dai docenti, imparano gradualmente a orientarsi affrontando le difficoltà di ciascuno in modo costruttivo, perché solo attraverso l'accoglienza di diversi stili di apprendimento e delle peculiari caratteristiche individuali, e solo mediante lo spirito di collaborazione e di cooperazione si può perseguire e raggiungere il successo formativo, che da individuale, l'allievo con dsa, diviene collettivo, la classe di appartenenza. Può accadere che ai compagni di classe gli strumenti compensativi possano risultare incomprensibili facilitazioni. E’ importante allora che gli insegnanti rendano consapevoli i compagni del fatto che tali strumenti non apportano vantaggi, ma consentono di avvicinare le condizioni di realizzazione delle attività scolastiche della allievo con DSA a quelle in cui opera l'intera scolaresca. Diviene fondamentale la condivisione con tutta la classe per mettere a proprio agio l'alunno con DSA. Tale condivisione si deve riflettere anche tra docenti, operatori e genitori dell'allievo. Gli insegnanti e i familiari accettano gli errori e le fragilità, anche per lungo tempo, con l'obiettivo di aiutarlo a raggiungere comunque la competenza chiave “imparare ad imparare”. 3.6. L'acquisizione del metodo di studio a casa o a scuola? il ruolo degli insegnanti della famiglia È necessario creare sinergie tra casa e scuola, condividendo fin dall'inizio dell'anno scolastico, il percorso educativo didattico che l'allievo seguirà e stabilendo un patto di corresponsabilità educativa. Un aspetto molto importante riguarda i compiti che l'allievo deve svolgere a casa: questo lavoro avvantaggia coloro che possono contare sul sostegno della famiglia, su ambienti domestici adeguati e tranquilli, sulla disponibilità di tempo e di risorse. Infatti, è opportuno tener conto che il clima che si instaura in famiglia è comunque sempre influenzato in modo significativo dalle difficoltà quotidiane, dei conflitti derivanti dal rifiuto e della tendenza a procrastinare i compiti da parte del figlio. Le situazioni che si verificano sono varie e con differenti risultati: solitamente i genitori sono molto presenti sul piano operativo e su quello psicologico; in alcuni casi i genitori tendono a seguire i figli in modo poco adeguato, a causa di una sopravvalutazione della capacità di studio dei loro ragazzi; in altri, all'opposto, faticano a comprendere gli aspetti critici e di difficoltà e ciò si ripercuote negativamente anche sulla comprensione dei punti di forza dei figli; in altri ancora, manifestano la necessità di avere a disposizione uno spazio in cui poter parlare, con insegnanti e terapisti, per esternare le proprie preoccupazioni ed estere così rassicurati. Di tale esigenza si deve far carico la scuola, attraverso colloqui sistematici tra docenti e genitori, tra docenti ed esperti e tra docenti e operatori sociosanitari per acquisire reciprocamente informazioni sullo sforzo profuso dall’allievo e dalla famiglia sulle modalità di studio rilevatesi più efficaci, a scuola come a casa. 3.8. Misure compensative nella didattica inclusiva Come sappiamo, l'approccio positivo, istruttivo e sistematico agli strumenti compensativi, consente lo sviluppo dell'autonomia e della responsabilità nello studio. Ecco perché è necessario che gli insegnanti acquisiscano competenze a riguardo.
3.8.5. L’applicazione delle misure dispensative Oltre agli strumenti compensativi, la didattica inclusiva per gli allievi con DSA prevede l'applicazione delle misure dispensative, cioè quelle azioni di esonero dall'uso di un determinato materiale, dallo svolgimento di un compito, dallo studio di una materia, dall'obbligo di cimentarsi in un'attività. Ovviamente, l'adozione di queste misure può indurre l'allievo a sentimenti di sfiducia nelle proprie capacità, che possono sfociare in una cattiva gestione delle emozioni legate alla vita della scuola. Dunque, è discrezione degli insegnanti considerare l'opportunità delle misure dispensative sulla base della gravità del disturbo e in ragione di una forte limitazione nella performance. E’ preferibile che esse vengano adottate per periodi limitati e variabili, non continuativi, sempre in sede di verifica orale e/o scritta, se necessario e previsto dal PDP.
Ciascuno studente necessita di specifici e particolari adattamenti del metodo di studio. A scuola è importante presentare e utilizzare diverse tecniche, tra le quali l'allievo possa scegliere quelle che ritiene più funzionali e imparare progressivamente ad autoregolare le attività personali. E’ auspicabile, soprattutto per gli allievi con DSA, che l'acquisizione del metodo di studio sia promosso a scuola e costituisca oggetto di insegnamento specifico. 4.2. Come promuovere il metodo di studio La condizione indispensabile è l'organizzazione di una didattica inclusiva che insegni in modo esplicito e diretto le tecniche, programmando interventi razionali, finalizzati all'orientamento, alla motivazione e al controllo delle modalità di apprendimento e degli obiettivi di studio perseguiti rispetto alle diverse discipline scolastiche. Inoltre è importante il potenziamento del sistema di credenze e convinzioni in relazione all'uso di strategie cognitive di apprendimento, di modalità di organizzazione e pianificazione del lavoro. Accorgimenti didattici per la promozione del metodo di studio: Consegna dei compiti chiare linguisticamente e suddivise in step sequenziali e progressivi; ripetizione verbale della consegna del compito e precisazioni sulle modalità di svolgimento; selezione mirata di pagine da studiare e del materiale di studio; contenuto ridotto del testo, ma significativo; esempi di lavori già svolti; riduzione del carico di compiti a casa; invito a far uso del registratore durante la lezione; anticipazione sull'argomento oggetto di spiegazione; spiegazione dei soli concetti essenziali e delle sole informazioni a essi correlate; uso combinato del linguaggio verbale e non verbale durante la spiegazione; organizzazione del materiale dell’ allievo; uso di strumenti compensativi. Alcune specifiche strategie didattiche:
- Problem solving mnestico, che prevede la suddivisione della classe in piccoli gruppi e la presentazione di un testo di cui gli allievi sono invitati a leggere il titolo e alcune parti, come le didascalie, e a osservare le figure, chiedendosi che cosa già stanno sull'argomento e sui suoi contenuti specifici. Successivamente ci sarà una discussione interna al gruppo e la formulazione di domande, da parte dell'insegnante, alla luce delle ipotesi di partenza. - Modalità integrative come ad es. le immagini svolgono varie funzioni nell' apprendimento cognitivo: sollecitare l'attenzione, attivare preconoscenze, ridurre lo sforzo cognitivo, favorire la comprensione e motivare all'apprendimento. - Organizzatori anticipati, Sono un tipo di scaffolding (impalcatura) preliminare che può essere fornito all’allievo con DSA attraverso schemi guida che gli permettono di accedere a una prima comprensione di punti essenziali. 4.3. La pianificazione del tempo Nell'organizzazione del suo tempo di studio, l'allievo con DSA può essere guidato a partire da un'analisi dettagliata e reale delle attività giornaliere che tenga conto dell'importanza di
successivamente, si può passare una prima verbalizzazione di quanto studiato ( un paragrafo per volta), una sorta di autospiegazione che l'allievo fa a se stesso rispetto al contenuto dell'argomento che sta studiando. A questa verbalizzazione ne seguiranno altre, via via sempre più articolate e convinte. La sessione va progettata anche in base al materiale oggetto di studio, quindi il tempo si programma anche a partire da questo. 4.4. La lettura del testo e il metodo di studio La lettura è concepita come una capacità indispensabile ai fini dello sviluppo di un individuale metodo di studio. La scuola si rende promotrice tanto della pratica della lettura e del piacere di leggere, quanto dello sviluppo del metodo di studio, attraverso la programmazione di apposite attività. Il processo di lettura è sottoposto a limitazioni di tipo percettivo e cognitivo che permettono di cogliere solo alcuni caratteri intorno al punto di fissazione e costringono ad analizzare il testo da sinistra a destra e fissare almeno una volta ogni parola. Tale processo, che nei normolettori si automatizza progressivamente, è molto complesso per gli allievi con DSA, i quali hanno difficoltà sia nello spostamento oculare da sinistra a destra sia nella fissazione oculare. A ciò si aggiunge che i normolettori possono usare le conoscenze pregresse sul linguaggio e poggiare l'elaborazione anche sulla memoria; per gli allievi con DSA questo è difficile. Un'altra difficoltà è riferita all'identificazione delle parole/espressioni chiave, in quanto spesso il testo viene percepito dal DSA come interamente e ugualmente importante. Ai fini dello studio è inoltre opportuno evitare la lettura-rilettura del testo,che non solo non facilita l'integrazione delle informazioni, ma risulta del tutto inefficace per il DSA a causa della sua scarsa abilità di lettura, in ordine alla velocità e all'accuratezza. 4.4.2. Le fasi dello sviluppo del testo 3 fasi principali:
che richiedono una lettura-rilettura del testo e una sua ricomposizione secondo ordini logico- cronologici e l'uso del lessico specifico della materia. Con l’allievo con DSA è opportuno procedere con cautela: prima gli si possono mostrare gli appunti già redatti dall'insegnante, poi lo si può far esercitare a redigerne di propri, servendosi dei consigli dell’insegnante (es. Eliminare alcune parole come articoli aggettivi dimostrativi e possessivi; eliminare alcune lettere all'interno di parole creando acronimi e sintetizzando; eliminare le parti finali di parole; eliminare la parte finale di avverbi che terminano in mente; Usare post-it e posizionarli in posti strategici; utilizzare segni e simboli al posto di parole ricorrenti; utilizzare segni e simboli per indicare parti importanti secondarie o superflue). Solo dopo un allenamento sistematico si può sollecitare la produzione soggettiva degli appunti da integrare con quelli proposti dall'insegnante. 4.8.Organizzazione del setting di studio a casa Lo studio a casa presuppone l'organizzazione mirata e funzionale del setting, ovvero la creazione di un contesto strutturato che si costituisce per realizzare le esperienze di apprendimento e di studio nel miglior modo possibile. per setting di studio a casa si intende un contesto definito da modalità spazio-temporali ( caratteristiche della stanza, frequenza è durata delle sessioni di studio, ecc.) ed a regole relative all'integrazione tra l'allievo che studia e i familiari con i quali vive. Bisogna fare assumere al genitore un ruolo di supporto e valorizzazione per mettere lo studente nella condizione ottimale per lo studio. si può partire dall'analisi delle esigenze quotidiane che riguardano il soddisfacimento dei bisogni fisici ( dormire, mangiare, prendersi cura della propria persona e delle proprie cose), di una vita interiore equilibrata e serena, di una vita di relazione e sociale ( amici, gioco, passatempi, sport) e di studio. Una tale organizzazione del setting permette all'allievo con DSA l'acquisizione di una maggiore concentrazione e, di conseguenza, migliori esiti di apprendimento e di profitto, nonché maggiori possibilità di divertimento nei momenti di svago. Fondamentale è porsi al lavoro solo se si è in condizioni fisiche adatte allo sforzo cognitivo richiesto dallo studio e iniziare la sessione a stomaco pieno e non a digiuno. Tra una sessione e l'altra è indispensabile programmare il riposo e il recupero delle energie attraverso un passatempo o una merenda. Importante è una posizione comoda, stare con la schiena nella posizione giusta. E’ necessario assicurarsi di avere a disposizione un sufficiente spazio per il materiale indispensabile allo studio e preparare il piano di appoggio (tavolo, scrivania) sgombro da oggetti che potrebbero costituire fonte di distrazione (telefoni, tablet, videogiochi, libri di materie diverse da quella che si sta studiando, ecc.). Sono favorevoli la predisposizione di tutto il materiale necessario, in modo da evitare interruzioni e una buona illuminazione. Durante gli intervalli è utile alzarsi e muoversi con le gambe e con le braccia favorendo, così, la distensione dei muscoli e una buona ossigenazione, condizione essenziale per il mantenimento di un alto livello di concentrazione. 4.8.2. Il profilo di attenzione individuale L'allievo con DSA tende alla distrazione. Prima dell'inizio della sessione di studio, può essere utile predisporre una scatola in cui inserire tutte le possibili distrazioni materiali, e per quelle che non possono essere concretamente riposte ( pensieri verso persone o eventi, desideri ecc.), scriverle su un foglietto e riporre all'interno della scatola stessa, così da avere
idealmente l'impressione che esse non possano intervenire negativamente nel corso della sessione. Per gestire e riorientare la concentrazione sono necessari alcuni passaggi fondamentali, tra cui la scelta del momento della giornata più adatta allo studio. si può, quindi, stilare il profilo di attenzione individuale, e, nell'arco di una settimana, osservare il proprio livello di attenzione durante le ore pomeridiane. Una volta individuate le ore migliori per cimentarsi nello studio, all'inizio della sessione pomeridiana casa è bene stabilire un breve tempo in cui, precedentemente all'inizio dello svolgimento dei compiti assegnati, si ripercorre, attraverso l'operazione di ricordo mentale sequenziale e di consultazione del materiale scolastico, il lavoro svolto in aula la mattina stessa, rileggendo quanto scritto o annotato e schematizzato, e ordinando quanto prodotto in modo tale da averlo a disposizione per un successivo studio. 4.9. Piano per gestire le emozioni durante le prove di verifica La condizione essenziale per la preparazione a una prova è quella di domandarsi cosa significhi essere preparati. e’ un'operazione complessa, ancor di più per gli allievi con DSA, per i quali non solo è difficile capire dettagliatamente cosa si sa, ma anche cosa non si sa e quindi su quale contenuti continuare a studiare per comprenderli ed esporre al meglio. L'autovalutazione È un processo che richiede un allenamento specifico è protratto nel tempo, svolto secondo varie modalità, tra le quali: