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Metodo di studio e DSA, Sintesi del corso di Didattica generale e speciale

Didattica sulla valutazione dei DSA

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 08/01/2020

roberta-menichelli
roberta-menichelli 🇮🇹

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Metodo di studio e DSA
Parte prima
Il metodo di studio nella ricerca educativa e nella didattica a scuola
Capitolo 1. Metodo di studio e didattica inclusiva: potenzialità e prospettive.
La sfida educativa degli insegnanti è quella di coniugare due aspetti: il perseguimento di
obiettivi e progetti contingenti e l'attenzione al valore intrinseco dello studio.
La competenza “ imparare a imparare” si persegue a partire dalla persona che apprende,
con l'originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalle reti di relazioni che
legano alla famiglia e agli ambiti sociali.
Delors (fine anni ‘90) attribuiva alla scuola il compito di “istillare sia il desiderio che il piacere
dell’apprendimento, la capacità di imparare, la curiosità intellettuale”.
Acquisire un metodo di studio significa estendere le proprie potenzialità di apprendimento e
di formazione, nonché agire sulla propria vita e sugli oggetti di conoscenza attraverso
un'azione trasformativa, accrescendo il proprio protagonismo e la propria autonomia.
1.2. Cos'è il metodo di studio. la relazione semantica con la competenza chiave
“imparare a imparare”
Non esiste un metodo di studio universale e valido per tutti, ma piuttosto una gamma di
approcci e di modalità che consente a ciascuno di scoprire di acquisire il proprio. Infatti ogni
allievo ha bisogno di particolari adattamenti del metodo di studio, in base alle sue
caratteristiche di apprendimento o ai suoi stili cognitivi.
La competenza chiave “imparare a imparare” intesa come diritto di tutti gli allievi,
rappresenta un impegno che non può essere demandato alle famiglie, ma va affrontato con
efficacia in ambito scolastico
Gli insegnanti operano in modo che l’alunno sia attivamente impegnato nella costruzione del
suo sapere e di un suo metodo di studio, sia sollecitato a riflettere su come e quando
impara, sia incoraggiato a esplicitare i suoi modi di comprendere e a comunicare ad altri il
tre i traguardi raggiunti.
L’ “allievo strategico” è colui che è capace di attribuire un significato al suo modus operandi
e all'oggetto di studio, sviluppando la dimensione riflessiva del suo apprendere e del suo
studiare. Quindi il metodo di studio coinvolge una pluralità di dimensioni personali, come la
metacognizione, la capacità di organizzare gli oggetti e i contenuti di studio, di pianificare i
tempi e lo spazio di apprendimento, nonché di gestire le emozioni ( autostima, autoefficacia,
controllo dell'ansia da prestazione).
Da qui una relazione circolare tra pensiero e azione: il pensiero si manifesta nell’azione e
quest'ultima genera, a sua volta, il pensiero, la conoscenza.
1.3. La dimensione epistemologica del metodo di studio
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Metodo di studio e DSA

Parte prima

Il metodo di studio nella ricerca educativa e nella didattica a scuola

Capitolo 1. Metodo di studio e didattica inclusiva: potenzialità e prospettive.

La sfida educativa degli insegnanti è quella di coniugare due aspetti: il perseguimento di obiettivi e progetti contingenti e l'attenzione al valore intrinseco dello studio. La competenza “ imparare a imparare” si persegue a partire dalla persona che apprende, con l'originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalle reti di relazioni che legano alla famiglia e agli ambiti sociali. Delors (fine anni ‘90) attribuiva alla scuola il compito di “istillare sia il desiderio che il piacere dell’apprendimento, la capacità di imparare, la curiosità intellettuale”. Acquisire un metodo di studio significa estendere le proprie potenzialità di apprendimento e di formazione, nonché agire sulla propria vita e sugli oggetti di conoscenza attraverso un'azione trasformativa, accrescendo il proprio protagonismo e la propria autonomia. 1.2. Cos'è il metodo di studio. la relazione semantica con la competenza chiave “imparare a imparare” Non esiste un metodo di studio universale e valido per tutti, ma piuttosto una gamma di approcci e di modalità che consente a ciascuno di scoprire di acquisire il proprio. Infatti ogni allievo ha bisogno di particolari adattamenti del metodo di studio, in base alle sue caratteristiche di apprendimento o ai suoi stili cognitivi. La competenza chiave “imparare a imparare” intesa come diritto di tutti gli allievi, rappresenta un impegno che non può essere demandato alle famiglie, ma va affrontato con efficacia in ambito scolastico Gli insegnanti operano in modo che l’alunno sia attivamente impegnato nella costruzione del suo sapere e di un suo metodo di studio, sia sollecitato a riflettere su come e quando impara, sia incoraggiato a esplicitare i suoi modi di comprendere e a comunicare ad altri il tre i traguardi raggiunti. L’ “allievo strategico” è colui che è capace di attribuire un significato al suo modus operandi e all'oggetto di studio, sviluppando la dimensione riflessiva del suo apprendere e del suo studiare. Quindi il metodo di studio coinvolge una pluralità di dimensioni personali, come la metacognizione, la capacità di organizzare gli oggetti e i contenuti di studio, di pianificare i tempi e lo spazio di apprendimento, nonché di gestire le emozioni ( autostima, autoefficacia, controllo dell'ansia da prestazione). Da qui una relazione circolare tra pensiero e azione: il pensiero si manifesta nell’azione e quest'ultima genera, a sua volta, il pensiero, la conoscenza. 1.3. La dimensione epistemologica del metodo di studio

La capacitazione è un processo di estensione delle capacità individuali e delle opportunità di decidere e di scegliere, fra una serie di vite possibili, quella da vivere e a cui attribuire valore. Le potenzialità di ciascun allievo sono talenti personali di cui ciascuno dispone e che può sviluppare se posto nelle condizioni adeguate, come per esempio la partecipazione alla vita sociale, la dialettica tra comunità scolastica e sociale, tra istituzioni, gruppi e allievi. Siamo dire che la capacitazione non risiede tanto nelle risorse da mobilitare, ma nella mobilitazione di queste risorse. (Le Boterf, 1995). 1.3.1. Interpretazione del metodo di studio e tre livelli logici dell'apprendimento. il metodo di studio individuale appare essere una competenza strategica di ordine implicito ed esplicito, che può essere interpretata secondo i tre livelli logici dell'apprendimento teorizzati da Bateson (1977):

  • apprendimento 1: protoapprendimento. Modificazione del comportamento e della struttura cognitiva dell'allievo. E’ una specificità della risposta fornita mediante processi di correzione e feedback basati sull'esperienza. riguarda le conoscenze procedurali.
  • apprendimento 2: deuteroapprendimento. Cambiamento dell'apprendimento 1, più rapido; non si limita a una risposta aspecifica, ma si scrive alla cornice contestuale di riferimento.
  • apprendimento 3. modificazione dell'apprendimento 2. Qui si formano più velocemente abitudini cognitive e l'apprendimento è più flessibile. Imparare a imparare, il transfer dell'apprendimento e l'acquisizione di abiti mentali fanno parte del deuteroapprendimento, che può essere, quindi, considerato a fondamento del costrutto per l'acquisizione del metodo di studio individuale e flessibile. 1.3.2. la proiezione dei livelli logici dell'apprendimento su curricolo. Due livelli: (Baldacci, 2006)
    1. curricolo 1. corrisponde al protoapprendimento e consiste nell’assimilazione di conoscenze e abilità relative ai diversi saperi disciplinari. Si limita a produrre risultati a breve e medio termine.
    2. curricolo 2. corrisponde al deuteroapprendimento e riguarda la formazione di abiti mentali astratti. Genera esiti più evidenti e che si estendono a medio lungo termine. È fondamentale per gli insegnanti tenere presente che: “ forse il maggiore degli errori pedagogici è di credere che un individuo impari soltanto quel dato particolare che studia in quel momento. l'apprendimento collaterale, la formazione di attitudini durature o di repulsioni può essere, e spesso è, molto più importante. Queste attitudini sono infatti ciò che conta veramente nel futuro” (Dewey, 1966). Una delle caratteristiche del metodo di studio è la trasferibilità: non ci si limita all'esecuzione di un compito unico e ripetitivo, ma si è capaci di adattarsi a risolvere una serie di problemi, o di affrontare una serie di situazioni che necessitano di sapere agire, cioè di compiere un insieme di atti in cui l'esecuzione di ognuno dipendere alla realizzazione degli altri. Quindi essere competenti è “saper trasferire”. 1.4. Perché non si può dire “Non hai metodo !” Avere o non avere metodo in ambito apprenditivo scolastico fa la differenza rispetto alla qualità degli esiti conseguibili. A quale insegnante non è mai capitato di dire “non hai

può determinare negli allievi, soprattutto in riferimento al senso di inadeguatezza, alla mancata accettazione dell'uso degli strumenti compensativi e al confronto con i coetanei. 1.6. Come e perché il metodo di studio promuove il processo di inclusione. La didattica orientativa per i DSA “Avere metodo” è molto importante. Fare in modo che ciascuno possa acquisirlo e svilupparlo lungo il percorso scolastico è un'azione didattica orientativa di natura “inclusiva”, nel senso che si va alla ricerca delle condizioni ottimali per apprendere e partecipare, facendo in modo che possano affiorare le risorse sia potenziali sia reali proprie del soggetto, che può così affrontare lo studio con efficacia e gratificazione. Una delle condizioni essenziali è promuovere l'apprendimento di tutti gli allievi facendo leva sull'acquisizione del metodo di studio individuale. le scelte educative e metodologiche, nonché le modalità di gestione della classe con allievi con DSA, si rivelano utili a tutti, rendendo pertanto più duraturi gli apprendimenti. tutti gli allievi, e non solo coloro che presentano un DSA, possono dunque beneficiare di una didattica orientativa volta alla promozione del metodo di studio e ricca di strumenti di compensazione nonché di facilitazione dell'apprendimento. Quindi, l'obiettivo prioritario della didattica orientativa e inclusiva e di mettere in atto processi relazionali e di studio flessibili, facendo raggiungere il massimo grado possibile di apprendimento e partecipazione sociale. Partendo dunque dal presupposto che le abilità di studio costituiscono l'architrave, la condizione sine qua non per apprendere e partecipare alla vita di relazione, sia nei contesti formali sia in quelli informali, il metodo di studio si colloca come prima misura compensativa entro cui armonizzare, accettare e condividere gli altri strumenti compensativi. 1.7. Metodo di studio e DSA: le ragioni educative e le opportunità didattiche Acquisire un metodo per studiare è indispensabile per tutti gli allievi, ma lo è ancora di più per coloro che presentano un DSA: essi non possono permettersi di utilizzare il metodo più diffuso, non possiedono e/o non sanno comunque utilizzare proficuamente abilità connesse al metodo di studio studio, prese l'attenzione, a sviluppare memoria di lavoro, a elaborare informazioni, ad automatizzare le procedure esecutive. Ancor più compromettenti sono le difficoltà legate al disturbo della comprensione della lettura. La didattica relativa alla promozione del metodo di studio per gli allievi con dsa, pertanto, sarà caratterizzata dalla proposta di numerose modalità di apprendimento alternative a quelle tradizionali o più diffuse, e all'uso di una molteplicità di strumenti attraverso i quali tali allievi possono sfruttare le loro potenzialità e in diversi modi, valorizzando i loro punti di forza. Un insegnante che agisce così, limita il rischio di esclusione e di atteggiamenti demotivanti e rinunciatari. 1.7.1. L'uso degli strumenti compensativi nell'ambito del metodo di studio e le competenze didattiche degli insegnanti. Tali strumenti, oltre a valorizzare l'intelligenza, la creatività, il ragionamento per immagini, permettono all'allievo di essere più sicuro dei procedimenti operativi richiesti dai compiti e di sentirsi, nel contempo, soggetto attivo nel percorso di costruzione della propria intelligenza. E’ auspicabile che gli insegnanti pongono in essere una sinergia sistemica e funzionale tra le nuove tecnologie, le metodologie didattiche più innovative e i modelli tradizionali di insegnamento. tutto ciò contribuisce a creare relazioni sociali positive tra i membri della

classe, forme di sostegno spontaneo tra l'allievo con DSA e i compagni, ea sviluppare, in tutti gli alunni, la consapevolezza delle esigenze formative del loro compagno, aiutando quest'ultimo ad accettare le forme di compensazione e dispensazione di cui necessita. guidare gli allievi della classe a comprendere la natura e le particolari necessità di Chi presenta un DSA, facilita le relazioni di aiuto a livello anche informale. a tale riguardo, gli insegnanti possono prevedere, nell'ottica di un PDP integrato nel curricolo di classe, alcune azioni inclusive, quali:

  • sollecitare gli allievi più disponibili ad affiancare il compagno con DSA nell'uso di strumenti compensativi tecnologici e non;
  • invitare in classe altri allievi con DSA della scuola, di esperienza ed età maggiore, che possano raccontare le difficoltà che hanno avuto in passato e come le hanno risolte;
  • proporre a tutti gli allievi della classe di utilizzare gli strumenti compensativi che usa il compagno con DSA;
  • invitare in classe esperti di DSA che sappiano sollecitare riflessioni sui vari aspetti connessi a tali disturbi;
  • simulare le difficoltà dell' allievo con DSA mentre legge, scrive, espone un contenuto di studio e memorizza, in modo da renderle comprensibili agli altri allievi;
  • visionare film e documentari su storie di vita di persone con DSA e promuovere osservazioni e conversazioni;
  • svolgere ricerche su personaggi celebri con DSA. 1.8. Titolo di studio e “funzionamento umano” Le azioni messe in campo per sviluppare il metodo di studio, le scelte metodologico- didattiche, gli atteggiamenti degli insegnanti, dei familiari e dei compagni di classe, assumono un'importanza centrale, in quanto determinano un interazione positiva o negativa tra l'allievo e il contesto in cui vive, e possono essere facilitanti o ostacolanti per la percezione di stima di sé Il senso di autoefficacia. La scuola è impegnata a riflettere in modo particolare sul ruolo dei fattori ambientali che operano al suo interno, predisponendo le condizioni ottimali ( affettivo-relazionali, emotivo- motivazionali, organizzativo-didattiche e metodologiche) per l'apprendimento e la partecipazione di ciascun allievo.

Capitolo 2 Le componenti del metodo di studio: il contributo della ricerca

educativa

2.1. Metodo di studio e didattica Sono alla metà degli anni 80, i modelli cognitivi più complessi riconducono le abilità di apprendere e di studiare alle interconnessione tra le conoscenze, la motivazione e l'organizzazione personale. Nell'ambito della ricerca didattica sono stati individuati, con finalità operative a uso degli insegnanti, 9 punti essenziali per l'acquisizione del metodo di studio:

  • focalizzare l'attenzione sugli elementi più importanti del compito da svolgere e/o del materiale da studiare ( capacità di concentrazione);
  • elaborare le informazioni/ conoscenze costruendo nuove relazioni e collegamenti, partire dagli schemi concettuali già posseduti. Studi sulla memoria rivelano che essa supporta la selezione e la cancellazione di informazioni, distinguendole tra quelle più importanti e quelle secondarie;
  • organizzare i diversi elementi informativi in unità più comprensive o in totalità più integrate. L’obiettivo trasversale ad ogni attività didattica è quello di sviluppare consapevolezza in ogni allievo rispetto ai propri processi cognitivi, e di conseguenza, l'azione dell'insegnante è quello di promuovere l'acquisizione di un metodo di studio personalizzato per ciascuno dei suoi allievi.
  1. Organizzazione e pianificazione del lavoro. La progettualità didattica: La capacità autoregolativa è determinante per imparare a studiare, dal momento che permette all'allievo non solo di sapere cosa fare, ma anche di sapere come farlo. tra le tecniche che possono essere impiegati per autoregolare le attività di studio, quelle più importanti sono legati all'organizzazione del tempo ed è alla pianificazione del lavoro. questi processi muovono Innanzitutto dalla consapevolezza da parte dell'allievo di dover affrontare il problema dello studio e quindi dal riconoscimento della richiesta di una riflessione, cui devono seguire le azioni necessarie lo svolgimento del compito. Subito dopo l'allievo individua il piano di azione più efficace tra quelli che già possiede, oppure ne sviluppa dei nuovi, attivando il processo di problem solving. Stretta relazione tra metacognizione e abilità di studio, poiché c'è il controllo attivo del proprio pensiero, attraverso l'impiego delle capacità di essere gestori diretti dei propri processi cognitivi e di pensiero, dirigendo di attivamente con proprie valutazioni e indicazioni operative.
  2. Gestione delle emozioni. La relazione educativa: Secondo il modello Good Strategy User (GSU) esistono delle relazioni tra gli aspetti cognitivi, strategici e metacognitivi dell'individuo; anche grazie ai rinforzi derivanti dall'esterno, ai successi e agli insuccessi, l'allievo apprende l'uso di strategie e sviluppa un certo stile attributivo che influenza la sfera emotivo- motivazionale implicata nell'attività di studio. Per acquisire un efficace metodo di studio, è necessario possedere flessibilità mentale, sviluppare il pensiero strategico e avere un buon rapporto con lo studio in generale. 4 sono le fonti dei processi di natura emotivo-motivazionale: -La prima riguarda la percezione di autoefficacia nell'affrontare gli impegni scolastici; la volizione è la percezione di riuscire ad affrontare nel miglior modo una performance scolastica, che genera un’emozione positiva e maggiore perseveranza per nuovi impegni e nuove sfide.Essa regola l'intensità dello sforzo di studio e la sua continuità e assiduità nel tempo.
  • La seconda è la capacità di controllare il proprio rendimento scolastico in progress e l'eventuale stato di ansia. È importante studiare non solo per il giudizio, ma anche per acquisire realmente ciò che si sta studiando.
  • la terza fonte di motivazione è l'interesse dell'allievo verso specifiche attività e idee. La motivazione si attiva nel momento in interesse.
  • la quarta è l'integrazione di motivazioni intrinseche ed estrinseche. L'allievo efficace nel gestire le proprie emozioni legate allo studio è colui che riesce ad integrarle positivamente. 2.7. Promozione del metodo di studio: attori e finalità

È proprio della scuola il compito di promuovere il metodo di studio con la collaborazione della famiglia. La scuola si pone alcune finalità: offrire agli studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base; far sì che acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la capacità di elaborare Metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari personali; favore, orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreto i bisogni formativi. la scuola affianca al compito di “ insegnare ad apprendere” quello di “ insegnare ad essere” (MIUR, 2012).

Parte seconda.

Progettazione didattica e metodo di studio: interventi per l’acquisizione e lo

sviluppo

Capitolo 3 Il metodo di studio come prima misura compensativa per gli allievi

con DSA

3.2. I DSA: aspetti eziologici e normativi I DSA fanno parte dei disturbi dello sviluppo e si manifestano “in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire limitazioni importanti per alcune attività della vita quotidiana” (legge 170/2010) in riferimento a specifiche abilità/competenze. La normativa italiana vigente definisce la dislessia,la disgrafia, la disortografia e la discalculia sono rispettivamente come le difficoltà nell’imparare a leggere ( in termini di decifrazione, velocità e accuratezza), nella rappresentazione grafica, nei processi linguistici di transcodifica, negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri. Si tratta di una discrepanza dalla prestazione tipica di una persona, in una determinata fase dello sviluppo. l'evento della legge 170/ 2010 e del decreto allegato delle Linee guida del MIUR, hanno costituito una svolta nella prassi scolastica quotidiana e nella comunità sociale. Soprattutto le Linee guida forniscono indicazioni operative agli insegnanti e li guidano all'uso di adeguate misure di compensazione e dispensazione, nonché alla messa a punto di interventi didattici opportunatamente realizzati, attraverso l'elaborazione del PDP, che orienta i docenti verso un monitoraggio delle scelte organizzative e metodologiche e verso una continua riprogettazione. 3.2.1.I DSA nella nuova prospettiva del DSM- Il DSM-5 definisci i DSA come “disturbi con un’origine biologica che è alla base delle anomalie a livello cognitivo, associate ai sintomi comportamentali del disturbo.L’origine

Alcuni allievi riscontrano difficoltà anche quando sono chiamate a riflettere sul testo per la difficoltà di collegamento di ciò che già sanno con quanto ancora devono acquisire. Una buona tecnica di collegamento è una misura di compensazione per la comprensione del testo stesso e per l'applicazione del significato del suo contenuto ad altri contesti di apprendimento. Altri aspetti di difficoltà possono riguardare la memorizzazione di alcune informazioni precise, come nomi di personaggi, luoghi e date, nonché la scarsa capacità di accedere al significato di singole parole.

  • difficoltà nell'organizzazione e pianificazione del lavoro: possibili difficoltà: abitudini inadeguate ad affrontare lo studio; attenzione focalizzata su aspetti superflui; l'abilità di attenzione; inadeguata memoria di lavoro; scarsa autonomia; uso poco consapevole degli strumenti compensativi; scarsa capacità di prendere appunti; inadeguato senso di responsabilità verso il proprio apprendimento. Le abilità deficitarie di pianificazione e organizzazione del lavoro sono dovute generalmente ad uno scarso livello di autonomia e alla tendenza a porre l'attenzione su aspetti superflui dell'attività di studio, tralasciando quelli fondamentali. il DSA può passare da un contenuto di studio all'altro, da una disciplina all'altra, senza essersi accertato della comprensione e memorizzazione di quello/a precedente e di aver completato lo studio di una materia prima di iniziare quello di un'altra. Tale comportamento è determinato anche dall’inadeguato sviluppo della memoria di lavoro e un’inadeguata accertazione degli strumenti compensativi. Ecco perché è fondamentale sviluppare conoscenze metacognitive per potenziare le abilità di studio e implementare la capacità di autoregolazione. - Difficoltà nella gestione delle emozioni: Possibili difficoltà: le motivazione; disinteresse; stile attributivo disfunzionale; ansia scolastica da prestazione; basso livello di autoefficacia; depressione; mancanza di autocontrollo nel comportamento; debole concerto di Sé; abbandono precoce del compito; bassa autostima scolastica; basta corrispondenza tra la percezione dello studente ideale e la propria; tendenza a individuare cause incontrollabili per l'insuccesso; attività scolastiche percepite come inutili dispetto i propri obiettivi di vita presenti e futuri. 3.4 Le condizioni “pregiudiziali” per l'acquisizione del metodo di studio I soli programmi per l'apprendimento delle strategie di studio non sono sufficienti, è invece necessario realizzare le condizioni pregiudiziali positive per l'acquisizione di un metodo, attraverso lo stimolo alla motivazione verso l'apprendimento e all'organizzazione del lavoro che ne consegue. Gli insegnanti devono far sì che gli allievi con DSA colgano il senso dello studiare e l'importanza di programmare lo studio. E’ fondamentale approntare una didattica realmente orientativa e inclusiva, tale da essere in grado di intraprendere, per tutti gli allievi, un'istruzione diretta che garantisca una molteplicità di modalità di studio. 3.5. Allievi con DSA e gli insegnanti: aspetti di gestione della classe La maggior parte delle problematiche relative agli allievi con dsa, sono da ricondurre anche a situazioni di disagio emotivo-motivazionale. E’ quindi importante predisporre un ambiente stimolante e creare un clima sereno e favorevole ad una relazione positiva tra i membri del gruppo classe per promuovere la ricerca e la scoperta personale, che stanno alla base della motivazione ad apprendere. E’ auspicabile che i docenti promuovano la partecipazione di

tutti e motivino ciascuno a pensieri positivi e tali da rafforzare la fiducia nelle proprie potenzialità. Così, i componenti del gruppo classe, guidati dai docenti, imparano gradualmente a orientarsi affrontando le difficoltà di ciascuno in modo costruttivo, perché solo attraverso l'accoglienza di diversi stili di apprendimento e delle peculiari caratteristiche individuali, e solo mediante lo spirito di collaborazione e di cooperazione si può perseguire e raggiungere il successo formativo, che da individuale, l'allievo con dsa, diviene collettivo, la classe di appartenenza. Può accadere che ai compagni di classe gli strumenti compensativi possano risultare incomprensibili facilitazioni. E’ importante allora che gli insegnanti rendano consapevoli i compagni del fatto che tali strumenti non apportano vantaggi, ma consentono di avvicinare le condizioni di realizzazione delle attività scolastiche della allievo con DSA a quelle in cui opera l'intera scolaresca. Diviene fondamentale la condivisione con tutta la classe per mettere a proprio agio l'alunno con DSA. Tale condivisione si deve riflettere anche tra docenti, operatori e genitori dell'allievo. Gli insegnanti e i familiari accettano gli errori e le fragilità, anche per lungo tempo, con l'obiettivo di aiutarlo a raggiungere comunque la competenza chiave “imparare ad imparare”. 3.6. L'acquisizione del metodo di studio a casa o a scuola? il ruolo degli insegnanti della famiglia È necessario creare sinergie tra casa e scuola, condividendo fin dall'inizio dell'anno scolastico, il percorso educativo didattico che l'allievo seguirà e stabilendo un patto di corresponsabilità educativa. Un aspetto molto importante riguarda i compiti che l'allievo deve svolgere a casa: questo lavoro avvantaggia coloro che possono contare sul sostegno della famiglia, su ambienti domestici adeguati e tranquilli, sulla disponibilità di tempo e di risorse. Infatti, è opportuno tener conto che il clima che si instaura in famiglia è comunque sempre influenzato in modo significativo dalle difficoltà quotidiane, dei conflitti derivanti dal rifiuto e della tendenza a procrastinare i compiti da parte del figlio. Le situazioni che si verificano sono varie e con differenti risultati: solitamente i genitori sono molto presenti sul piano operativo e su quello psicologico; in alcuni casi i genitori tendono a seguire i figli in modo poco adeguato, a causa di una sopravvalutazione della capacità di studio dei loro ragazzi; in altri, all'opposto, faticano a comprendere gli aspetti critici e di difficoltà e ciò si ripercuote negativamente anche sulla comprensione dei punti di forza dei figli; in altri ancora, manifestano la necessità di avere a disposizione uno spazio in cui poter parlare, con insegnanti e terapisti, per esternare le proprie preoccupazioni ed estere così rassicurati. Di tale esigenza si deve far carico la scuola, attraverso colloqui sistematici tra docenti e genitori, tra docenti ed esperti e tra docenti e operatori sociosanitari per acquisire reciprocamente informazioni sullo sforzo profuso dall’allievo e dalla famiglia sulle modalità di studio rilevatesi più efficaci, a scuola come a casa. 3.8. Misure compensative nella didattica inclusiva Come sappiamo, l'approccio positivo, istruttivo e sistematico agli strumenti compensativi, consente lo sviluppo dell'autonomia e della responsabilità nello studio. Ecco perché è necessario che gli insegnanti acquisiscano competenze a riguardo.

3.8.5. L’applicazione delle misure dispensative Oltre agli strumenti compensativi, la didattica inclusiva per gli allievi con DSA prevede l'applicazione delle misure dispensative, cioè quelle azioni di esonero dall'uso di un determinato materiale, dallo svolgimento di un compito, dallo studio di una materia, dall'obbligo di cimentarsi in un'attività. Ovviamente, l'adozione di queste misure può indurre l'allievo a sentimenti di sfiducia nelle proprie capacità, che possono sfociare in una cattiva gestione delle emozioni legate alla vita della scuola. Dunque, è discrezione degli insegnanti considerare l'opportunità delle misure dispensative sulla base della gravità del disturbo e in ragione di una forte limitazione nella performance. E’ preferibile che esse vengano adottate per periodi limitati e variabili, non continuativi, sempre in sede di verifica orale e/o scritta, se necessario e previsto dal PDP.

  • Misure dispensative per allievi con dislessia: uso del dizionario cartaceo, lettura ad alta voce, studio complessivo di un intero capitolo più capitoli in un'unica sessione, trascrizione di lunghi testi sotto dettatura, studio mnemonico ( alfabeto, definizioni, tabelline, formule, ecc.), quantità eccessiva di compiti da svolgere a casa, effettuazione di più prove valutative in tempi ravvicinati, interrogazioni non programmate, svolgimento delle prove nei tempi indicati per la classe. - Misure dispensative per allievi con disgrafia, disortografia: Trascrizione di appunti in forma discorsiva e cartacea di lunghi testi sotto dettatura, rappresentazioni iconografiche e geometriche a mano libera, rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti da svolgere a casa, quantità eccessiva di compiti da svolgere a casa, effettuazione di più prove valutative in tempi ravvicinati, riduzione degli esercizi grammaticali da eseguire durante le prove di verifica, scritture di riassunti, svolgimento delle prove nei tempi indicati per la classe. - Misure dispensative per allievi con discalculia: Conoscenza mnemonica delle tabelline, delle poesie complesse, disegno geometrico, calcolo mentale, quantità eccessiva di compiti da svolgere a casa (segue come sopra). Ovviamente, senza un buon metodo di studio, qualsiasi altro strumento compensativo non può compensare pienamente il DSA e può metterlo in seria difficoltà inducendolo ad atteggiamenti demotivanti e rinunciatari. Ecco perché il metodo di studio è considerato come prima misura compensativa. 3.9. progettazione didattica nella scuola primaria Un’ esemplificazione di Progettazione Didattica per la promozione delle abilità di studio per gli allievi con DSA della scuola primaria, parte dalla competenza chiave “imparare a imparare” che contempla l'acquisizione del metodo di studio. Diverse fasi:
  • Si condivide, tra tutti i docenti della classe, quale o quali competenze, tratte dal profilo e relative alla competenza chiave, si vogliono maggiormente sviluppare il riferimento ad un determinato anno scolastico.
  • Si ricercano, quindi, tra le diverse discipline del curricolo, i traguardi di sviluppo delle competenze a essere relativi e tali da consentirne il completo perseguimento. Per questo tutti gli insegnanti sono chiamati a contribuire all'acquisizione del metodo.
  • Gli insegnanti, sulla base dei traguardi e degli obiettivi di apprendimento individuati, definiscono gli obiettivi formativi, tanto per l'allievo con DSA quanto per l'intera classe.

Capitolo 4. L'acquisizione del metodo di studio da parte degli allievi con DSA

Ciascuno studente necessita di specifici e particolari adattamenti del metodo di studio. A scuola è importante presentare e utilizzare diverse tecniche, tra le quali l'allievo possa scegliere quelle che ritiene più funzionali e imparare progressivamente ad autoregolare le attività personali. E’ auspicabile, soprattutto per gli allievi con DSA, che l'acquisizione del metodo di studio sia promosso a scuola e costituisca oggetto di insegnamento specifico. 4.2. Come promuovere il metodo di studio La condizione indispensabile è l'organizzazione di una didattica inclusiva che insegni in modo esplicito e diretto le tecniche, programmando interventi razionali, finalizzati all'orientamento, alla motivazione e al controllo delle modalità di apprendimento e degli obiettivi di studio perseguiti rispetto alle diverse discipline scolastiche. Inoltre è importante il potenziamento del sistema di credenze e convinzioni in relazione all'uso di strategie cognitive di apprendimento, di modalità di organizzazione e pianificazione del lavoro. Accorgimenti didattici per la promozione del metodo di studio: Consegna dei compiti chiare linguisticamente e suddivise in step sequenziali e progressivi; ripetizione verbale della consegna del compito e precisazioni sulle modalità di svolgimento; selezione mirata di pagine da studiare e del materiale di studio; contenuto ridotto del testo, ma significativo; esempi di lavori già svolti; riduzione del carico di compiti a casa; invito a far uso del registratore durante la lezione; anticipazione sull'argomento oggetto di spiegazione; spiegazione dei soli concetti essenziali e delle sole informazioni a essi correlate; uso combinato del linguaggio verbale e non verbale durante la spiegazione; organizzazione del materiale dell’ allievo; uso di strumenti compensativi. Alcune specifiche strategie didattiche:

- Problem solving mnestico, che prevede la suddivisione della classe in piccoli gruppi e la presentazione di un testo di cui gli allievi sono invitati a leggere il titolo e alcune parti, come le didascalie, e a osservare le figure, chiedendosi che cosa già stanno sull'argomento e sui suoi contenuti specifici. Successivamente ci sarà una discussione interna al gruppo e la formulazione di domande, da parte dell'insegnante, alla luce delle ipotesi di partenza. - Modalità integrative come ad es. le immagini svolgono varie funzioni nell' apprendimento cognitivo: sollecitare l'attenzione, attivare preconoscenze, ridurre lo sforzo cognitivo, favorire la comprensione e motivare all'apprendimento. - Organizzatori anticipati, Sono un tipo di scaffolding (impalcatura) preliminare che può essere fornito all’allievo con DSA attraverso schemi guida che gli permettono di accedere a una prima comprensione di punti essenziali. 4.3. La pianificazione del tempo Nell'organizzazione del suo tempo di studio, l'allievo con DSA può essere guidato a partire da un'analisi dettagliata e reale delle attività giornaliere che tenga conto dell'importanza di

successivamente, si può passare una prima verbalizzazione di quanto studiato ( un paragrafo per volta), una sorta di autospiegazione che l'allievo fa a se stesso rispetto al contenuto dell'argomento che sta studiando. A questa verbalizzazione ne seguiranno altre, via via sempre più articolate e convinte. La sessione va progettata anche in base al materiale oggetto di studio, quindi il tempo si programma anche a partire da questo. 4.4. La lettura del testo e il metodo di studio La lettura è concepita come una capacità indispensabile ai fini dello sviluppo di un individuale metodo di studio. La scuola si rende promotrice tanto della pratica della lettura e del piacere di leggere, quanto dello sviluppo del metodo di studio, attraverso la programmazione di apposite attività. Il processo di lettura è sottoposto a limitazioni di tipo percettivo e cognitivo che permettono di cogliere solo alcuni caratteri intorno al punto di fissazione e costringono ad analizzare il testo da sinistra a destra e fissare almeno una volta ogni parola. Tale processo, che nei normolettori si automatizza progressivamente, è molto complesso per gli allievi con DSA, i quali hanno difficoltà sia nello spostamento oculare da sinistra a destra sia nella fissazione oculare. A ciò si aggiunge che i normolettori possono usare le conoscenze pregresse sul linguaggio e poggiare l'elaborazione anche sulla memoria; per gli allievi con DSA questo è difficile. Un'altra difficoltà è riferita all'identificazione delle parole/espressioni chiave, in quanto spesso il testo viene percepito dal DSA come interamente e ugualmente importante. Ai fini dello studio è inoltre opportuno evitare la lettura-rilettura del testo,che non solo non facilita l'integrazione delle informazioni, ma risulta del tutto inefficace per il DSA a causa della sua scarsa abilità di lettura, in ordine alla velocità e all'accuratezza. 4.4.2. Le fasi dello sviluppo del testo 3 fasi principali:

  1. pre-lettura, comprensione e elaborazione del testo;
  2. memorizzazione;
  3. recupero delle informazioni. le numerose tecniche di lettura e analisi del testo si distinguono in due categorie di mediatori:
  4. l earning strategies, elaborate dall'allievo, come per esempio la redazione degli appunti, la sottolineatura di parti del testo, la produzione di domande e risposte sul suo contenuto e di organizzatori anticipati, l'elaborazione di rappresentazioni schematiche, parafrasi e riassunti. 2. teaching strategies, prodotti dall'autore del testo, come per esempio l'evidenziazione di parti ( attraverso l'uso di colori, parole in grassetto, sottolineature, rimandi grafici),L'indicazione degli obiettivi dell'istruzione, il porre domande all'inizio o alla fine del testo, le scalette, gli schemi e gli elenchi finalizzate offrire in modo schematico i concetti più rilevanti per la comprensione di nuove informazioni. Tuttavia ciò non è sufficiente perché è necessario che l'allievo elabori per suo conto le informazioni. Se l'allievo con DSA annota, schematizza, riassume e/o parafrasa il materiale di studio, infatti, si pone maggiormente nelle condizioni di ricordare, e dunque di studiare. 4.4.3 Le tecniche di analisi Tra le tecniche impiegato dell' allievo con DSA nello studio del testo ci sono:
  • anticipazione : Attivazione delle conoscenze possedute anticipatamente alla lettura;
  • produzione di glosse a margine del testo: Evidenzia termini ed espressioni importanti trasformandoli e mantenendoli nella memoria di lavoro;
  • Sinossi : Trascrizione di una breve sintesi, primo prodotto di comprensione del testo in cui si riporta esclusivamente l'informazione principale; - Porsi domande : Tecnica che può essere usata sia prima della lettura, anticipando quesiti cui il testo dovrà dare risposta, sia durante la lettura e al suo termine, ai fini del controllo del processo di apprendimento. Le domande poste prima dello studio stimola l'attenzione selettiva verso le informazioni richieste. - Sistema MURDER (Mood Understand Recall Detect Elaborate Review): Richiede al direttore di porsi delle domande e di utilizzare questa contestualmente ad altre tecniche di studio. Le domande possono essere di tipo e di livello diverso e avere conseguenze differenti sulla comprensione sulla memoria. - Il pensare ad alta voce (thinking aloud): Consente di esprimere il proprio pensiero, di cogliere il significato di nuovi vocaboli e di focalizzare l'attenzione su determinate idee, favorendo la realizzazione di previsioni e di inferenze l'individuazione di quegli indizi che possono aiutare a cogliere contenuti specifici del testo. - La sottolineatura: Sottende la ricerca delle informazioni e si conclude con la selezione dei segmenti da sottolineare. 4.4.4. La comprensione del testo e le tecniche per la compensazione delle difficoltà Le abilità implicate della comprensione del testo si distinguono sostanzialmente in low level skills e in hight level skills. Sviluppare a scuola la capacità di comprendere un testo, riguarda un processo complesso che segue principalmente due fasi: lo sviluppo della padronanza dell'operazione di decodifica e la maturazione di abilità cognitive e metacognitive. Un ruolo fondamentale è giocato dalle strategie didattiche impiegate dall'insegnante, che mediano il negozio non significato del testo. Comprendere un testo non vuol dire semplicemente riconoscere il significato delle parole, quanto piuttosto stabilire le relazioni semantiche, sintattiche e di causalità che si succedono e che legano tra loro i concetti espressi. Per stabilire queste relazioni è necessario trattenere memoria le informazioni lette e collegarle alle precedenti. Saper comprendere un testo significa saperlo adeguatamente riassumere. Un’efficiente modalità didattica che si può proporre al allievo con DSA è quella di lavorare sul testo come fa un detective con un mistero da risolvere: cogliendo, cioè, gli indizi che conducono a informazioni essenziali sugli argomenti, sulle nozioni, sui concetti già conosciuti rispetto alla disciplina di cui tratta il testo da studiare. E’ una tecnica divertente in cui l'allievo stabilisce connessioni tra concetti e argomenti diversi che possono sembrare lontani. Altra tecnica è il reciprocal teaching, Dialogo condiviso che si attiva tra gli allievi, i quali possono assumere il ruolo di chi prevede, chiarifica, chiede o sintetizza. 4.5.Le tecniche per il recupero delle informazioni La memoria è organizzata secondo sistemi di codificazione multipla:
  • tempo: il materiale viene memorizzato secondo l'ordine cronologico;
  • categorie di appartenenza;
  • associazioni contigue: le parole vengono percepite insieme anche se non appartengono alla stessa categoria ( nave-mare);

che richiedono una lettura-rilettura del testo e una sua ricomposizione secondo ordini logico- cronologici e l'uso del lessico specifico della materia. Con l’allievo con DSA è opportuno procedere con cautela: prima gli si possono mostrare gli appunti già redatti dall'insegnante, poi lo si può far esercitare a redigerne di propri, servendosi dei consigli dell’insegnante (es. Eliminare alcune parole come articoli aggettivi dimostrativi e possessivi; eliminare alcune lettere all'interno di parole creando acronimi e sintetizzando; eliminare le parti finali di parole; eliminare la parte finale di avverbi che terminano in mente; Usare post-it e posizionarli in posti strategici; utilizzare segni e simboli al posto di parole ricorrenti; utilizzare segni e simboli per indicare parti importanti secondarie o superflue). Solo dopo un allenamento sistematico si può sollecitare la produzione soggettiva degli appunti da integrare con quelli proposti dall'insegnante. 4.8.Organizzazione del setting di studio a casa Lo studio a casa presuppone l'organizzazione mirata e funzionale del setting, ovvero la creazione di un contesto strutturato che si costituisce per realizzare le esperienze di apprendimento e di studio nel miglior modo possibile. per setting di studio a casa si intende un contesto definito da modalità spazio-temporali ( caratteristiche della stanza, frequenza è durata delle sessioni di studio, ecc.) ed a regole relative all'integrazione tra l'allievo che studia e i familiari con i quali vive. Bisogna fare assumere al genitore un ruolo di supporto e valorizzazione per mettere lo studente nella condizione ottimale per lo studio. si può partire dall'analisi delle esigenze quotidiane che riguardano il soddisfacimento dei bisogni fisici ( dormire, mangiare, prendersi cura della propria persona e delle proprie cose), di una vita interiore equilibrata e serena, di una vita di relazione e sociale ( amici, gioco, passatempi, sport) e di studio. Una tale organizzazione del setting permette all'allievo con DSA l'acquisizione di una maggiore concentrazione e, di conseguenza, migliori esiti di apprendimento e di profitto, nonché maggiori possibilità di divertimento nei momenti di svago. Fondamentale è porsi al lavoro solo se si è in condizioni fisiche adatte allo sforzo cognitivo richiesto dallo studio e iniziare la sessione a stomaco pieno e non a digiuno. Tra una sessione e l'altra è indispensabile programmare il riposo e il recupero delle energie attraverso un passatempo o una merenda. Importante è una posizione comoda, stare con la schiena nella posizione giusta. E’ necessario assicurarsi di avere a disposizione un sufficiente spazio per il materiale indispensabile allo studio e preparare il piano di appoggio (tavolo, scrivania) sgombro da oggetti che potrebbero costituire fonte di distrazione (telefoni, tablet, videogiochi, libri di materie diverse da quella che si sta studiando, ecc.). Sono favorevoli la predisposizione di tutto il materiale necessario, in modo da evitare interruzioni e una buona illuminazione. Durante gli intervalli è utile alzarsi e muoversi con le gambe e con le braccia favorendo, così, la distensione dei muscoli e una buona ossigenazione, condizione essenziale per il mantenimento di un alto livello di concentrazione. 4.8.2. Il profilo di attenzione individuale L'allievo con DSA tende alla distrazione. Prima dell'inizio della sessione di studio, può essere utile predisporre una scatola in cui inserire tutte le possibili distrazioni materiali, e per quelle che non possono essere concretamente riposte ( pensieri verso persone o eventi, desideri ecc.), scriverle su un foglietto e riporre all'interno della scatola stessa, così da avere

idealmente l'impressione che esse non possano intervenire negativamente nel corso della sessione. Per gestire e riorientare la concentrazione sono necessari alcuni passaggi fondamentali, tra cui la scelta del momento della giornata più adatta allo studio. si può, quindi, stilare il profilo di attenzione individuale, e, nell'arco di una settimana, osservare il proprio livello di attenzione durante le ore pomeridiane. Una volta individuate le ore migliori per cimentarsi nello studio, all'inizio della sessione pomeridiana casa è bene stabilire un breve tempo in cui, precedentemente all'inizio dello svolgimento dei compiti assegnati, si ripercorre, attraverso l'operazione di ricordo mentale sequenziale e di consultazione del materiale scolastico, il lavoro svolto in aula la mattina stessa, rileggendo quanto scritto o annotato e schematizzato, e ordinando quanto prodotto in modo tale da averlo a disposizione per un successivo studio. 4.9. Piano per gestire le emozioni durante le prove di verifica La condizione essenziale per la preparazione a una prova è quella di domandarsi cosa significhi essere preparati. e’ un'operazione complessa, ancor di più per gli allievi con DSA, per i quali non solo è difficile capire dettagliatamente cosa si sa, ma anche cosa non si sa e quindi su quale contenuti continuare a studiare per comprenderli ed esporre al meglio. L'autovalutazione È un processo che richiede un allenamento specifico è protratto nel tempo, svolto secondo varie modalità, tra le quali:

  • predisporsi alle verifiche orali registrando la propria esposizione, riascoltandola più volte;
  • redazione di un elenco di tutte le cose positive che possono scaturire dall'obiettivo di studio che l'allievo si è posto;
  • porsi dei premi per ogni traguardo raggiunto; In questo modo, la preparazione per la prova sollecita emozioni che evocano pensieri positivi e creano attese tali da rendere lo studio qualcosa di utile in vista di un traguardo piacevole. Un aspetto molto delicato per gli allievi è il timore del giudizio altrui sul l'esito di una prova: l'allievo va gradualmente guidato a riflettere sul fatto che anche gli altri compagni provano le stesse emozioni nelle medesime circostanze e che, dunque, egli affronta una situazione comune ai suoi coetanei che, in quanto tali, va accettata in modo costruttivo e naturale. 4.9.1. Le prove di verifica: selezione, caratteristiche e tipologia Un'attenzione particolare, da parte degli insegnanti, va attribuita la selezione delle prove di verifica; essi devono seguire i criteri precisi per scegliere quelle più mirate a verificare gli apprendimenti, tenendo conto delle difficoltà degli allievi con DSA. Prove che prevedano: la valorizzazione dei linguaggi comunicativi altri dal codice scritto ( iconografico, parlato) attraverso l'Impiego di mediatori didattici e facilitatori di apprendimento ( rappresentazioni schematiche, organizzatori anticipati, strumenti compensativi ad hoc, disegni, riepiloghi a voce, ecc.); l'uso, nelle consegne delle prove scritte, di un lessico adattato, chiaro, privo di equivoci linguistici e di doppie negazioni. E’ opportuno privilegiare prove di tipo strutturato, quali domande con risposta a scelta multipla, corrispondenze, test vero/falso, testi a completamento. Un'altra raccomandazione è quella di presentare verifiche monotematiche, che durante lo studio preparatorio consentano all'allievo di focalizzare l'attenzione e la concentrazione su un elemento/concetto/nucleo informativo alla volta. E’ bene inoltre, organizzare interrogazioni programmate fin dalla scuola primaria e anticipare i contenuti di queste stesse.