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Microbiologia 1 anno Infermieristica Verona, Dispense di Microbiologia

Dispensa completa di tutte le lezioni di microbiologia con spiegazioni aggiuntive, primo anno di infermieristica di Verona

Tipologia: Dispense

2023/2024

In vendita dal 21/02/2025

martina.fiorin91
martina.fiorin91 🇮🇹

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INTRODUZIONE
1 MICROBIOLOGIA E MICRORGANISMI
Microbiologia = scienza che studia
microrganismi (non visibili ad occhio nudo).
Categorie microrganismi:
Cellulari:
o Funghi
o Protisti
o Batteri
o Archea (B. estremofili)
Acellulari:
o Virus
o Prioni
Ordine di grandezza es: prioni < virus <
batteri < cellule à il + piccolo può infettare i
+ grandi.
Teoria endosimbiontica à mitocondri e cloroplasti derivano da batteri endocitati da prime cellule eucariotiche;
mantenuti perché necessari a cellula per energia.
2 STORIA
I° microscopio à 1600, prime osservazioni e scoperte
Pasteur (metà ‘800) à studia prime forme sterilizzazione ed eliminazione microrganismi.
Koch (fine ‘800) à prima prova relazione microrganismo/malattia.
Postulati di Koch à per essere ritenuto causa della malattia, agente deve:
1. Essere presente in tutti i casi di qll malattia
2. Non essere presente in altre malattie/individui sani
3. Essere isolato dai tessuti colpiti
4. Riprodurre malattia se inoculato a ospite recettivo
Lacune:
o Ogni malattia provocata da un solo agente e viceversa à non ammette copresenza di agenti diversi
o Non considera altri fattori determinanti, es:
§ Ambiente
§ Predisposizione genetica
§ Stress
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INTRODUZIONE

1 MICROBIOLOGIA E MICRORGANISMI

Microbiologia = scienza che studia microrganismi (non visibili ad occhio nudo). Categorie microrganismi:

  • Cellulari: o Funghi o Protisti o Batteri o Archea (B. estremofili)
  • Acellulari: o Virus o Prioni Ordine di grandezza es: prioni < virus < batteri < cellule à il + piccolo può infettare i
  • grandi. Teoria endosimbiontica à mitocondri e cloroplasti derivano da batteri endocitati da prime cellule eucariotiche; mantenuti perché necessari a cellula per energia.

2 STORIA

I° microscopio à 1600, prime osservazioni e scoperte Pasteur (metà ‘800) à studia prime forme sterilizzazione ed eliminazione microrganismi. Koch (fine ‘800) à prima prova relazione microrganismo/malattia.

  • Postulati di Koch à per essere ritenuto causa della malattia, agente deve:
    1. Essere presente in tutti i casi di qll malattia
    2. Non essere presente in altre malattie/individui sani
    3. Essere isolato dai tessuti colpiti
    4. Riprodurre malattia se inoculato a ospite recettivo
  • Lacune: o Ogni malattia provocata da un solo agente e viceversa à non ammette copresenza di agenti diversi o Non considera altri fattori determinanti, es: § Ambiente § Predisposizione genetica § Stress

3 DEFINIZIONI IMPORTANTI

Patogeno = microrg in grado di invadere un organismo causando malattia Malattia da infezione = malattia causata da contatto con il patogeno (contaminazione) che è sopravvissuto e si è moltiplicato (processo infettivo) Infezione = crescita popolazione microbica su superficie à necessario ma non sufficiente per avere malattia infettiva Contaminazione = interazione ospite-parassita Patogenecità = capacità del microrg di danneggiare ospite. à instaurarsi della malattia dipende da:

  • Patogenecità
  • Caratteristiche ospite Parassiti = microrg dannosi per uomo, fanno parassitismo Commensali = microrg che ricavano vantaggi senza crearne all’ospite o creare danni.

VIRUS

1 STORIA

Virus tabacco à I° ad essere scoperto (‘800). Ha forma bastoncellare à involucro proteico si assembla intorno a genoma virale per proteggerlo; proteine che avvolgono genoma = capsomeri. Cronologia eventi:

  1. Meyer à mosaico del tabacco (malattia) causato da una tossina
  2. Ivanovsky à filtra linfa di una pianta malata e scopre che rimaneva infettiva, quindi deve esserci qualcosa di + piccolo dei batteri che invece venivano filtrati
  3. 3 Bejernic à chiama questo qualcosa “virus” = veleno. 1881 à si scopre che le zanzare sono agenti portatori della febbre gialla = sono antropodo vettore (insetti che portano malattia). Virus trasportati da essi sono cd ospiti intermedi à compiono parte del loro ciclo vitale all’interno, in qst caso, degli insetti. 1898 à scoperta causa dell’afta epizootica (I° virus animale) 1917 à scoperti batteriofagi = virus che infettano batteri, con forma diversa rispetto a quella base. Su questi fatti primi esperimenti di genetica. Componenti:
  • Testa à contiene genoma
  • Collare
  • Tubo del core
  • Fibre della coda à zampette
  • Spine della coda. Quando aderisce a batterio, fibre della coda si piegano facendo uscire le spine che forano la membrana batterica e iniettano il genoma (che scorre dalla testa lungo il tubo del core). 1926 à si scopre che virus sono parassiti obbligati = possono riprodursi solo attaccando la cellula e sfruttando il suo apparato di riproduzione (ribosomi, reticolo endoplasmatico, golgi). 1932 à isolato virus febbre gialla, eliminate zanzare e aperto canale di Panama.

2 CARATTERISICHE GENERALI DEI VIRUS

Caratteristiche principali:

  • Sono agenti filtrabili
  • Dipendenti da ospite per replicazione
  • Si chiamano “virioni”
  • Costituiti da genoma + involucro proteico à genoma a DNA o ad RNA (classificazione secondo Baltimore); a seconda del genoma possono contenere proteine essenziali all’interno dell’involucro. Involucro = capside. Funzioni:
  • Proteggere genoma
  • Consentire infezione à facilita adesione virus-cellula
  • Serve per riconoscimento su recettori specifici
  • Diffusione
  • Perforare cellula Alcuni virus oltre a capside hanno membrana pericapsidica (virus rivestiti) à doppio strato fosfolipidico con proteine attaccate e con funzioni di protezione e diffusione.

3 VIRUS NUDI E VIRUS RIVESTITI

Virus nudi à costituiti da acido nucleico + capside proteico formato da capsomeri = proteine che determinano specificità e vengono riconosciute da anticorpi. Caratteristiche:

  • Resistenti a essicamento, acidi gastrici, digestivi e detergenti à infettivi per tempi lunghi perché genoma è protetto e un virus infetta fino a quando il genoma è integro
  • Trasmissione anche senza contatto diretto à es io lo lascio sul banco e un altro lo prende da lì
  • Rilasciati per lisi della cellula à quando virus replica e virioni sono completi, si ha lisi della cellula: la cellula muore e virioni vengono rilasciati. Virus rivestiti à hanno membrana pericapsidica (oltre a genoma e capside). Caratteristiche:
  • Infettività e resistenza dipendono da integrità pericapside
  • Necessitano di umidità per mantenere integrità pericapside
    • labili
  • Trasmessi per contatto diretto con fluidi, trasferimento di tessuti, microaerosol
  • Rilasciati per lisi o gemmazione à gemmazione = quando pronti si assembrano sotto membrana plasmatica della cellula infettata creando delle gemme (bolle) della superficie cellulare; poi virus se ne va portando con sé parte della membrana plasmatica della cellula che li ha prodotti.

Variazioni a seconda che si replichi nel nucleo o nel citoplasma:

  • Nucleo à poi deve usare chaperon proteins della cellula per uscire e andare nei ribosomi
  • Citoplasma à usa ribosomi cellulari direttamente perché è già lì e non ha bisogno delle chaperonine.

6.1 Ingresso del virus

Virus rivestito à fonde la propria membrana con quella della cellula e questo, a volte, determina rilascio del capside. Può entrare anche tramite endocitosi con vescicola che si chiama “endosoma) à membrana endocitotica si fonde con un lisosoma ed enzimi lisosomiali attaccano membrana pericapsidica liberando quindi capside e di conseguenza anche genoma del virus. Virus nudo à introducono loro genoma attraverso la membrana o per endocitosi. La membrana endocitotica si fonde con lisosoma ed enzimi lisosomiali attaccano capside liberando genoma. Batteriofagi à capside fora la membrana del batterio, rilascia il suo genoma e si ha processo endocitotico. Viropressi = endocitosi mediata da recettori à casi picornavirus (virus nudi). Picornavirus à si legano a recettore della membrana cellulare causando invaginazione della membrana (simil-endocitico) che libera virus all’interno del citoplasma.

6.2 Ciclo replicativo del virus

Virus si possono replicare:

  • Nel nucleo
  • Nel citoplasma Ciclo replicativo à sintomatologia pz: avviene infezione e si ha periodo di latenza: pz asintomatico e virus replica acido nucleico fino a raggiungere viral rope = quantità di virus adeguata perché pz possa trasmettere virus ad altri à si manifesta malattia. Nel ciclo replicativo entrano in gioco:
  • Enzimi precoci à polimerasi x replicare genoma
  • Proteine tardive à per bloccare difese della cellula = meccanismi di riconoscimento del DNA/RNA virale
  • Proteine strutturali à capsomeri per assemblaggio virione. Per tenere a bada la cellula e contemporaneamente replicarsi, inizialmente virus deve utilizzare ribosomi della cellula à la cellula è più grande di lui e ha più mRNA quindi virus deve fare in modo di limitare utilizzo dei ribosomi da parte della cellula per usarli lui. Strategie virus dipendono da:
  • Sito replicazione
  • Tipo genoma à se RNA andrà diretto nei ribosomi (con eccezioni, es: elettrovirus), se DNA serve un passaggio in più. o Elettrovirus à devono retrotrascriversi, cioè creare una copia di DNA complementare per poi creare RNA virale per andare nei ribosomi.

7 CICLO LITICO E CICLO LISOGENO

Virus può utilizzare due cicli:

  • Litico
  • Lisogeno à sono intercambiabili, dipende dalle condizioni dell’ambiente esterno. Ciclo litico:
  1. Batteriofago si lega a cellula batterica
  2. DNA fagico si integra nel cromosoma batterico e diventa profago non infettivo
  3. DNA dell’ospite viene digerito
  4. Si forma nuovo DNA fagico a spese dei nucleotidi provenienti dalla digestione del DNA della cellula ospite
  5. Cellula ospite trascrive DNA del fago e traduce RNA virale producendo proteine fagiche
  6. Si completa assemblaggio nuovi fagi ed enzima codificato dal fago provoca lisi della cellula ospite
  7. Vengono liberati nuovi fagi e ciclo ricomincia Ciclo lisogeno:
  8. Batteriofago si lega a cellula batterica
  9. DNA fagico si integra nel cromosoma batterico e diventa profago non infettivo
  10. DNA fagico penetra nella cellula ospite
  11. Il cromosoma con il profago integrato si duplica à ciò può continuare per molte divisioni cellulari
  12. In rari casi, profago può separarsi dal cromosoma ospite e la cellula entra nel ciclo litico. Esempio herpes à quando il portatore non è sotto stress non ha ambiente idoneo per replicarsi (se lo facesse, nostro organismo lo debellerebbe facilmente) quindi aspetta e attiva un ciclo lisogeno: resta integrato come profago nel DNA dell’ospite. Quando condizioni esterne sono idonee, DNA dell’ospite viene digerito e virus inizia a riprodursi fuoriuscendo tramite lisi cellulare (pustola).

8 REPLICAZIONE RETROVIRUS

Retrovirus à composti da RNA: al loro interno hanno due copie di transcrittasi inversa, enzima necessario per retrotrascrivere dal RNA a DNA. Necessitano di un passaggio in più. Quando genoma viene replicato, transcrittasi inversa crea subito una copia a partire dall’RNA che funge da stampo à deve essere immediata perché le nostre cellule hanno delle proteine che fungono da sensori dell’RNA e DNA virale. Differenza tra nostro RNA ed RNA virale:

  • Nostro RNA à durante maturazione subisce aggiunta di un cappuccio in posizione 5’ e di una coda poli-a in posizione 3’
  • RNA virale à non ha né coda poli-a né cappuccio quindi viene riconosciuto dalle nostre cellule che eliminano questo RNA immediatamente. (anche nostro mNA degradato per sicurezza se per errore non ha queste caratteristiche (errore nella sua formazione).
  1. Retrotrascrittasi crea subito copia dall’mRNA a DNA complementare perché quest’utlimo viene subito inserito nel genoma dell’ospite tramite proteina integrasi.
  2. La polimerasi della cellula ospite processa tutto senza notare la presenza del DNA viral, cd pro-DNA.
  3. Viene trascritto tutto il DNA della cellula e del retrovirus à otteniamo mRNA virale che subisce processamenti normali della cellula: cappuccio in 5’ e poli-a in 3’ à si nasconde dai sistemi di rilevazione della cellula, viene prodotto e processato e si formerà il virione vicino alla membrana cellulare

9 POLIMERASI VIRALE DISTRATTA

Virus inizialmente utilizza polimerasi della cellula, che poi produce polimerasi del virus e da questo momento virus utilizza la sua à polim del virus è molto + veloce, produce + copie di genoma in poco tempo. Viene chiamata “distratta” perché essendo molto veloce compie molti + errori à virus evolve velocemente, muta. Mutazione può essere sia positiva (varianti funzionali) che negativa per il virus à alcune possono essere fatali (abortive) per il virus quindi verranno eliminate o utilizzate a favore del nostro organismo.

I BATTERI

1 CARATTERISTICHE GENERALI

I batteri sono più grandi dei virus e sono microrganismi cellulari. Caratteristiche generali:

  • Sono procarioti à cellule più semplici senza nucleo
  • Sono unicellulari
  • Dimensioni intorno ai micrometri. Rispetto alla cellula eucariotica sono più piccoli à rapporto 1/10 o 1/20. Il genoma è raggruppato in una zona chiamata nucleoide, inoltre possono avere DNA anche sotto forma di plasmidi. Plasmidi = DNA circolare a doppio filamento con replicazione indipendente rispetto la replicazione del cromosoma batterico. Nei batteri non sono presenti organelli racchiusi da membrana, ma ci sono ribosomi. Riproduzione à si riproducono tramite scissione binaria (modalità asessuata) anche se presentano altre modalità per lo scambio del materiale genetico. Si muovono tramite flagelli, ma presentano anche delle ciglia (definite fimbrie). Respirazione à avviene tramite membrana plasmatica perché non hanno mitocondri.

2 DIFFERENZE PROCARIOTI ED EUCARIOTI

3 CLASSIFICAZIONE

Batteri classificabili in base a:

  • Forma
  • Raggruppamento
  • Aspetto macroscopico delle colonie
  • Caratteristiche della crescita
  • Caratteristiche metaboliche à a seconda del luogo in cui vivono: se aerobiche o anaerobiche
  • Caratteristiche di antigenicità (sierotipizzazione) à proteine presenti sulla superficie
  • Genotipo. In base alla forma classificabili in:
  • Cocchi
  • Sferici
  • Bacilli
  • Coccobacilli
  • Spirilli
  • Vibrioni (forma di parentesi)

5 LA MEMBRANA CITOPLASMATICA

Nella membrana citoplasmatica batterica non ci sono steroli, ma opanoidi. Le proteine della membrana non sono glicosate (perché glicosilazione avviene nel golgi e batteri non ce l’hanno). La membrana serve a manterenere la permeabilità e a prevenire dispersioni del fluido citoplasmatico. Ci sono delle invaginazioni di membrana, i mesosomi, utilizzati soprattutto nel momento di divisione cellulare. Membrana citoplasmatica improtante per:

  • Bioenergetica
  • Trasporto
  • Sintesi di peptoglicano
  • Trasduzione dei segnali ambientali Membrana citoplasmatica è sito di conservazione dell’energia (F proton-motrice). All’esterno della membrana troviamo la parete cellulare.

6 LA PARETE CELLULARE

Parete cellulare:

  • Involucro rigido che circonda la membrana plasmatica (no micobatteri)
  • Conferisce rigidità (ospite è iposmolare)
  • Conferisce protezione meccanica
  • Conferisce forma
  • Contribuisce a specificità antigenica à contiene proteine che funzionano come antigeni: permette di fare diagnosi e di classificare i batteri secondo un riconoscimento anticorpale.
  • Attività pirogenica à innalzare TC
  • Interferisce con fagocitosi à cioè con meccanismi fagocitici del nostro sistema immunitario: blocca la fusione della membrana per la formazione dell’endosoma
  • Consente suddivisione in Gram+^ e Gram -^ à per capire se è un negativo o un positivo, utilizzo colorazione di Gram: differenza tra uno e l’altro è lo spessore del peptidoglicano.

6.1 Gram positivi e Gram negativi

Batteri classificati in Gram+ e Gram- in base allo spessore del peptidoglicano (sempre presente, tranne micobatteri):

  • Gram+ à peptidoglicano + spesso (trattiene cristalvioletto)
  • Gram- à peptidoglicano – spesso (non trattiene colorante) componenti varie:
  • membrana plasmatica
  • Periplasma à presente in entrambi = zona tra membrana plasmatica e membrana esterna al peptidoglicano
  • Peptidoglicano: o Nei Gram - à spesso circa quanto membrana plasmatica; in più hanno membrana esterna costituita da lipopolisaccaride (LPS) o Nei Gram + à più spesso; in più hanno acido lipoteicoico e acido teicoico.

6.2 Colorazione di Gram

Fasi colorazione Gram:

  • Fase 1 à colorazione con cristalvioletto: colorante viene assorbito
  • Fase 2 à fissaggio colorante con soluzione iodio-iodurata
  • Fase 3 à decolorazione à rimosso cristalvioletto che non si è legato. àDopo queste fasi vedo bene solo gram+.
  • Fase 4 à utilizzato altro colorante, rosso safranina à posso vedere sia gram+ (violetti) che gram- (rossi)

6.5 Parete cellulare nei micobatteri

Nei micobatteri, peptidoglicano quasi inesistente ma troviamo:

  • Cere
  • Glicolipidi
  • Glicoproteine
  • Acidi micolici. Per colorarli si deve considerare loro acido-resistenza à necessaria colorazione Ziehl-Neelsen, azzurrofuxia. Parete di cere conferisce:
  • Resistenza ad antibiotici e disinfettanti
  • Resistenza a fagocitosi da parte del nostro sistema immunitario.

7 LA CAPSULA

La capsula si trova all’esterno della parete cellulare ma non è presente in tutti i batteri: non tutti batteri in grado di formarla, e anche se in grado non è detto che lo facciano à prodotta solo se necessario in base a caratteristiche ambientali e fattori genetici, perché richiede energia (sarebbe spreco di energie se non necessaria). Caratteristiche:

  • Detta glicocalice o strato mucoso
  • Conferisce immunogenicità e variabilità antigenetica
  • Conferisce protezione
  • Conferisce resistenza a fagocitosi
  • Importante per adesione
  • Fattore di virulenza à aumenta capacità di proliferazione e diffusione. Divisa in 3 strati:
  • Strato S à filtro molecolare
  • Capsula propriamente detta (peptidi): o Evita essicamento o Favorisce adesione cellula-cellula e cellula-substrato o Riserva di polisaccaridi se necessario o Virulenza à elude fagocigtosi o Riduce attrito à scivolamento
  • Strato mucoso à cattura antibiotici per evitare che entrino nella cellula.

8 FIMBRIE O FLAGELLI

Batteri possono avere specializzazioni:

  • Fimbrie à + corte e + numerose
  • Flagelli à + lunghi e – numerosi. à struttura di essi è uguale e si muovono grazie ad ATP. A seconda di posizione dei flagelli, batteri suddividibili in:
  • Monotrichi
  • Lofotrichi
  • Anfitrichi
  • Peritrichi

9 BIOFILM

Biofilm = biopellicola che funge da coperta che protegge batteri: copre, protegge e mantiene le sostanze nutritive. All’interno del biofilm i batteri si riproducono, non sono colpiti da antibiotici e non sono intercettati da sistema immunitario dell’ospite. à riproduzione può continuare anche per mesi/anni senza che insorgano febbre o arrossamento. Questo processo dura finchè non si raggiunge una quantità elevata di batteri che causano l’esplosione del biofilm portando spesso a setticemia del pz. Generalmente si crea quando nel pz viene inserito corpo estraneo (es protesi, cateteri ecc) à importantissima sterilità. Tipologie biofilm:

  • Polisaccaridi
  • Acidi nucleici
  • fibrine caratteristiche in sintesi:
  • biopellicola , slime, microfouling
  • aggregato di microrganismi racchiusi in matrice protettiva e adesiva
  • adesione a corpi estranei
  • colonizzazione
  • danno cellulare più o meno localizzato
  • produzione sostanze tossiche
  • induce reazioni infiammatorie, allergiche e fibrotiche
  • causa danni temporanei o permanenti.