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Batteri e Virus: Un'Introduzione al Mondo Microbico, Schemi e mappe concettuali di Microbiologia

Riassunto di virus e batteri da appunti delle lezioni e slides

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

In vendita dal 28/03/2023

Benedetta0020
Benedetta0020 🇮🇹

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CLEMENTI – BATTERI E VIRUS
1. MONDO MICROBICO
Microbioma: barretrioma, viroma, micetoma
Eucarioti: membrana nucleare, DNA in cromosomi, mitocondri, RE, Golgi, ribosomi 80S,
steroli nella membrana plasmatica, respirazione attraverso mitocondri
Procarioti: DNA circolare, plasmidi, ribosomi 70S, flagello, pili, parete cellulare,
membrana plasmatica, capsula, riproduzione asessuata, respirazione attraverso
membrana citoplasmatica
Class. fenotipica batterica: anticorpi, batteriofago, antibiogramma
Class. genotipica batterica: sequenziamento, ibridazione, analisi dei plasmidi e degli
acidi nucleici
GRAM +: peptidoglicani sulla membrana, acido teicoico, acido lipoteicoico (15nm)
GRAM-: strato sottile di peptidoglicani, presenza di spazio periplasmico, membrana
esterna con LPS (10nm)
Capsula: esterna alla parete batterica, polisaccaridi, adesione all’ospite, resistenza alla
fagocitosi e proprietà antigeniche
Patogenicità: capacità di un patogeno di dare malattia
Virulenza: capacità di un patogeno di sviluppare nell’ospite una malattia di varia
intensità (determinanti sono tossicità e invasività)
Infezione: invasione del patogeno nell’ospite con annessa proliferazione e successiva
reazione dell’ospite (subclinica, clinica, endogena, esogena, batteriemia, viremia,
parassitemia, nosocomiale, superinfezione, relapse, reinfezione)
2. CELLULE PROCARIOTE
Forma: cocchi, bacilli, vibrioni, spirilli e spirochete
Peptidoglicano: N-acetilmuramico (NAM)+ N-acetilglicosammina (NAG); la formazione
è inibita dalle penicilline che agiscono con il PBD (penicillin binding domain) legando le
transpeptidasi
GRAM+: legame crociato del peptidoglicano con ponti di pentaglicina tra i 4 aa di NAM
che formano una rete solida
GRAM-: legame crociato diretto di NAM che costituisce uno strato più sottile
Biofilm: formato da cellule batteriche e sostanze da loro secrete, costituito da proteine
e zuccheri, colonizzazione dei tessuti; può essere usato anche da batteri che arrivano in
seguito
Quorum sensing: capacità della popolazione cellulare del biofilm di rilevare la densità
andando a regolare l’espressione genica e le proteine
Microbiota intestinale: formato da microrganismi non patogeni e proteobacteria
GRAM -; può essere studiato tramite sequenziamento genico
Microbioma: insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della
totalità dei microrganismi di un ambiente definito
Microbiota umano: insieme di microrganismi simbionti che convivono con l’organismo
umano senza danneggiarlo, coinvolto nell’omeostasi, nel metabolismo e nella biosintesi
di metaboliti
Disbiosi: contrario di eubiosi, alterazione qualitativa e quantitativa del normale
microbiota; causa comune è la terapia antibiotica (dis. iatrogena)
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CLEMENTI – BATTERI E VIRUS

1. MONDO MICROBICO

Microbioma : barretrioma, viroma, micetoma Eucarioti : membrana nucleare, DNA in cromosomi, mitocondri, RE, Golgi, ribosomi 80S, steroli nella membrana plasmatica, respirazione attraverso mitocondri Procarioti : DNA circolare, plasmidi, ribosomi 70S, flagello, pili, parete cellulare, membrana plasmatica, capsula, riproduzione asessuata, respirazione attraverso membrana citoplasmatica Class. fenotipica batterica : anticorpi, batteriofago, antibiogramma Class. genotipica batterica : sequenziamento, ibridazione, analisi dei plasmidi e degli acidi nucleici GRAM + : peptidoglicani sulla membrana, acido teicoico, acido lipoteicoico (15nm) GRAM- : strato sottile di peptidoglicani, presenza di spazio periplasmico, membrana esterna con LPS (10nm) Capsula : esterna alla parete batterica, polisaccaridi, adesione all’ospite, resistenza alla fagocitosi e proprietà antigeniche Patogenicità : capacità di un patogeno di dare malattia Virulenza : capacità di un patogeno di sviluppare nell’ospite una malattia di varia intensità (determinanti sono tossicità e invasività) Infezione : invasione del patogeno nell’ospite con annessa proliferazione e successiva reazione dell’ospite (subclinica, clinica, endogena, esogena, batteriemia, viremia, parassitemia, nosocomiale, superinfezione, relapse, reinfezione)

  1. CELLULE PROCARIOTE Forma : cocchi, bacilli, vibrioni, spirilli e spirochete Peptidoglicano : N-acetilmuramico (NAM)+ N-acetilglicosammina (NAG); la formazione è inibita dalle penicilline che agiscono con il PBD (penicillin binding domain) legando le transpeptidasi GRAM+ : legame crociato del peptidoglicano con ponti di pentaglicina tra i 4 aa di NAM che formano una rete solida GRAM- : legame crociato diretto di NAM che costituisce uno strato più sottile Biofilm : formato da cellule batteriche e sostanze da loro secrete, costituito da proteine e zuccheri, colonizzazione dei tessuti; può essere usato anche da batteri che arrivano in seguito Quorum sensing : capacità della popolazione cellulare del biofilm di rilevare la densità andando a regolare l’espressione genica e le proteine Microbiota intestinale : formato da microrganismi non patogeni e proteobacteria GRAM -; può essere studiato tramite sequenziamento genico Microbioma : insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi di un ambiente definito Microbiota umano : insieme di microrganismi simbionti che convivono con l’organismo umano senza danneggiarlo, coinvolto nell’omeostasi, nel metabolismo e nella biosintesi di metaboliti Disbiosi : contrario di eubiosi, alterazione qualitativa e quantitativa del normale microbiota; causa comune è la terapia antibiotica (dis. iatrogena)

3. BATTERI PATOGENI

Infettività : capacità di un patogeno o non patogeno di infettare un organismo ricettivo Caratteristiche dei patogeni : trasmissibilità, adesione, evasione dalla riposta immune, invasione dei tessuti dell’ospite Elementi della patogenicità : tossine, fimbrie, pili e capsula Neisseria Gonorrhoeae : infezione alle vie urinarie perché aderisce bene e velocemente, concorrenza con microbiota residente Esotossine : proteiche, GRAM+, attività e sintomi specifici, immunogeniche, modesta stabilità al calore; ve ne sono di diverse tipologie:  Tossine AB: una componente carrier ed una effettrice (difterite, botulino paralisi flaccida, tetano paralisi spastica e anaerobio, antrace, colera GRAM- unica eccezione)  Tossine citolitiche: vanno a bersagliare la cellula ospite distruggendo la membrana (clostridium difficile, Helicobacter)  Tossine superantigeni-simili: fanno scatenare risposta immunitaria legandosi a macrofagi Endotossine : lipopolisaccaridiche, costituiscono la parete cellulare GRAM -, attività e sintomi generali, poco immunogeniche, stabili al calore, neisseria meningitidis, non diventa tossoide Tossoide : esotossina, tossina modificata che non ha più capacità tossica ma è antigenica Helicobacter Pylori : GRAM-, produce esotossine, sintomi intestinali, compete con microbiota secernendo sostanze acide e citochine, resistente ad antibiotici e pH bassi Neisseria meningitidis : GRAM-, produce endotossine che agiscono sul complemento e sulla coagulazione (CID) provocando la sindrome di Waterhouse-Friderichsen, c’è vaccino

  1. STAFILOCOCCHI E STREPTOCOCCHI Stafilococchi : GRAM+, diametro 1 micrometro, molto diffusi, catalisi positivi, anaerobi- aerobi facoltativi, disposti in aggregati irregolari, non producono spore, appartenenti alle Micrococcaceae, habitat naturale cute, sono alofili (terreni salini, Chapman con agar, se aggiungi mannitolo solo per S.aureus), sviluppano farmaco-resistenze S. Aureus : capsula con potere antifagocitario (proteina A, a. teicoico e peptidoglicano), esotossine che lisano la cellula e i leucociti (emolisine, esfoliative, enterotossine sono superantigeni da DNA extracromosomico e leucocidina), enzimi ( coagulasi , catalasi, ialuronidasi, lipasi, nucleasi, beta-lattamasi, autolisine e proteina A lega regione costante delle Ig), produce pigmento giallastro con attività ossidante che danneggia neutrofili Emolisina-alfa : tossina complessa dotata di molte azioni biologiche tra cui la lisi degli enterociti e della parete muscolare dei vasi Streptococchi : GRAM+, catalasi negativi, si dispongono a catenella, si diffondono nel cavo orale e faringeo, patogeni maggiori sono anaerobi, metabolismo fermentativo lattico, conseguenze principali carie, endocarditi e ascessi, 10% del genoma costituito da genomi fagici nella metà distale del cromosoma, profagi responsabili del trasferimento orizzontale, proteina C di Lancefield, terreno Agar sangue (montone)

non litico perché il danno è indotto dalla R.I. dell’ospite e provoca negli immunodeficienti epatite cronica, lunga incubazione, HBsAg envelope, HBeAg per uscire da epatociti, HBcAg capside, solo parzialmente a doppia elica con filamento lungo (L-) e uno corto (S+ a polarità positiva), genoma composto da più siti di replicazione (pre-C, C, P, pre-S1, pre- S2 e S), proteina x trans-attivatrice della polimerasi a distanza, sequenze virali possono introdursi nel genoma attivando oncogeni, risposta infiammatoria può causare cirrosi, gli epatociti infettati rilasciano virioni nel sangue detti particelle di Dane e anche forme virali incomplete, virus entra nella cellula per pinocitosi (recettore), nel citoplasma le particelle prendono la via esocitica REL-Golgi, virus può rientrare nel nucleo e riprendere il ciclo, rilevazione sierologica di IgM HBsAg, HBcAg e HBeAg e successivamente IgG, OBI (infezioni B occulta) con valore HBsAg sotto-soglia, mutazione e-menus con codone di STOP e meno HBsAg, terapia con interferone (non legato e legato) e inibitori della transcrittasi inversa (strutture nucleotidiche modificate, Iamivurdina, Tenofovir efficaci anche per fibrosi epatica) Epatite D : può co-infettare (meno grave) o super-infettare (più grave) con HBV, produzione proteina D che presenta un virus incapace di replicare autonomamente e che possiede HDsAg; la vaccinazione contro HBV protegge anche per HDV Epatite C : membro di Hepacivirus, famiglia Flaviviridae (con Flavivirus della febbre gialla, Pestivirus, e Pegivirus orfano di patologia), virus a RNA positivo, sezione proteine strutturali per nucleocapside E1 e E2 per envelope (regioni più variabili), geni P7 per canali ionici, NS2 per cisteina-proteasi, proteine funzionali per la replicazione NS3 per RNA-elicasi e NS5 per RNA-polimerasi RNA-dip., virus spesso asintomatico (clearance completa o infezione persistente), presente come quasispecie con sequenza principale e altre minoritarie differenti, il fattore discriminante nella malattia è la risposta immune, infezione di cellule epatiche ma non solo, recettore CD81 e co-recettore Claudin-1, può predisporre a malattie autoimmuni (crioglobulinemia vasculite, glomerulonefrite insufficienza renale, sindrome di Stogren ghiandole esocrine), rischio per trasfusioni, rapporti sessuali, tatuaggi, iniezioni, diagnosi con RNA, transaminasi e anticorpi, terapie (interferon con Ribarvina o Peginterferon, inibitori virali di NS3, NS5A e NS5B e della polimerasi), ricerca del virus con PCR e epatectomia da scimpanzè infetto, estrazione RNA, creazione library e contatto con siero di guarito, attacco della proteina C Epatite E : è un Calicivirus, genere Hepevirus, trasmissione enterica, orale e fecale con acqua o cibi, epatite acuta o cronica ma curabile, raramente epatite fulminante, incubazione 2-9 settimane, zoonosi (4 specie di cui 2 negli uomini), ci può essere viremia asintomatica

  1. RETROVIRUS E HIV Retrovirus : virus a RNA, Lentivirus, provirus per replicazione, si inserisce nel DNA dell’ospite, trascrittasi inversa (DNA-polimerasi RNA-dipendente) per passare da RNA a DNA, sequenza LTR più lunga nel frammento di DNA per integrarsi nella cellula ospite, geni Gag, Pol e Env, uscita dalla cellula per gemmazione, geni trasformanti che hanno acquisito un oncogene che regola la replicazione, necessità di un virus omologo per infettare perché l’envelope non è efficiente, integrazione dell’oncogene per cis-acting o trans-acting HIV : capside con due RNA, trascrittasi nel virione si attiva quando c’è infezione, envelope glicoproteico con gp120 e gp41, geni indispensabili (TATattivatore trascrittasi e REVtrasporto RNA), geni utili (VUP, VPR, NEF e VIF), HTLV1 dà leucemia-

linfoma, trasmissione parenterale, gp120 si lega a CD4 grazie ai co-recettori CCR5 e cxcr4, attiva gp41 che fonde envelope virale con cellula, RNA entra nel citoplasma, replica e si inserisce nel genoma ospite, il virus prima si replica poi si libera, infezione primaria (60 giorni) con decremento linfociti e sindrome acuta, latenza clinica con perdita costante di CD4+, soglia 200 cellule/mm3 si hanno infezioni opportunistiche, popolazione virale di quasispecie, terapie per silenziare il Provirus (inibitori trascrittasi inversa nucleotidici e nonAzidotimidina (AZT), inibitori proteasi e integrasi, inibitori dell’ingresso), HAART (highly active antiretroviral therapy), Maraviroc contro CCR5, Enfuvirtide inibisce gp

  1. PAPILLOMA VIRUS E TERAPIE ANTIVIRALI PAPILLOMI UMANI : infezione cute beta (verruche) e mucose alpha (via sessuale), +200 specie, 15 associate a cancro, più pericolose HPV16 e HPV18, cancro diffuso al collo dell’utero, oro-faringe e ano-genitale, DNA circolare con LCR o URR per legame E e E2, capside (L1 e L2), proteine funzionali (E5, E6 e E7), E2 regolatore di E6 e E7 che sono oncogeni, infezione ascendente a partire dallo strato basale di epiteli squamosi stratificati, attivazione telomerasi che causano aneuploidia, PAP test amplifica con PCR il genoma, virus epeliotropo a tropismo glicosale, vaccino nonovalente che blocca infezione grazie a produzione di proteine ricombinanti, uso di virus-like particles con L1, virus che non replica ACICLOVIR : pro-farmaco che per attivarsi deve essere tri-fosforilato, blocca la replicazione virale inibendo la sintesi di DNA FITNESS : capacità di un virus di replicare rispetto ad un’altra variante BARRIERA GENETICA DEI FARMACI : numero di mutazioni necessarie per far diventare un virus resistente ad un farmaco TERAPIE ANTINFULENZALI: Amantadina (inibizione scapsulamento), Rimantidina, Zanomivir (blocco neuroaminidasi che attivano emoagglutina), Ribavirina (mutazioni che rendono incapace il virus di replicare), anticorpi monoclonali (legano strutture che il virus usa per entrare)
  2. MICOBATTERI E TUBERCOLOSI MICOBATTERI : sottili, immobili, non sporigeni, aerobi obbligati, alcuni rilasciano prolungamenti filamentosi, involucro esterno lipidico che li rende difficilmente aggredibili ma rallenta anche crescita, tempo di replicazione 3-6 settimane, acido e alcol-resistenti, specie non patogene vivono come saprofiti nel suolo o commensali nell’uomo, specie patogene (M. Tuberculosis complex, MOTT e M. Leprae) TUBERCOLOSI : morbidità e mortalità elevata, riemergente in città africane, antigeni polisaccaridici esterni e proteici citoplasmatici, cere che favoriscono la risposta cellulo- mediata (acido micolico forma fattore cordale e glicopeptide fenolico), tossicità intrinseca (lesioni tramite replicazione), membrana citoplasmatica con doppio strato glicolipidico, peptidoglicani (come GRAM+), enzimi che permettono di resistere a fagocitosi inibendo fusione lisosoma-fagosoma (lipasi, catalasi, lipoarabinomannani, perossidasi, catalasi), riproduzione dei vacuoli, inducono tossicità quando ingeriti da macrofagi, lesioni essudative e produttive, granuloma con centro necrotico, cellule e tessuto connettivo, formazione del tubercolo e complesso primario presente nelle lesioni polmonari, linfoadenite e linfangite, nell’infezione cronica il tubercolo si rompe e tessuto

STRUTTURA : acido nucleico (DNA o RNA) all’interno di un capside costituito da capsomeri, nucleocapside (capisde+nucleo) protegge l’acido nucleico e permette trasferimento del genoma, virus nudi (capside+acido nucleico), virus con envelope dissolvibili con solventi per lipidi, se sono a RNA hanno un genoma ridotto senza sequenze regolatorie ADSORBIMENTO : legame specifico esternamente alla cellula ospite tramite proteina virale, natura del recettore cellulare definisce organi infettati, la proteina virale è conservata, inibendo il processo non c’è infezione PENETRAZIONE : nei virus nudi avviene tramite proteina bersaglio (eccezione Adenovirus per endocitosi), nei virus con envelope fusione (proteine fusogene del virus e rilascio del genoma) o endocitosi (vescicola virale ricoperta da clatrina, abbassamento del pH) UNCOATING ED ECLISSI : resta solo l’acido nucleico e il virus non è più dimostrabile, eclissi dura fino alla formazione di un nuovo virus, genoma virale entra in competizione con quelli ospite, produce cellule virali, vengono replicate proteine che servono per infezione e per inibire sintesi cellula ospite SINTESI DEGLI ACIDI NUCLEICI : virus a DNA per proteine usano la polimerasi presente, aggiungono sistema di regolazione dei geni per sequestrarla, per replicazione o portano con se il meccanismo o modificano l’equilibrio per attivarlo inducendo oncogenicità, virus a RNA si portano dietro RNA-pol RNA-dip, RNA a doppia catena non può essere usato per formazione proteine quindi si formano singole catene positive per sintetizzare proteine da ribosomi e catene negative per stampo per mRNA positivo, se a singolo filamento devono sintetizzare un intermedio replicativo complementare da usare come stampo, nei retrovirus si usa una trascrittasi inversa che copia da RNA a DNA, RNA polimerasi fa molti errori e ciò permette mutazioni USCITA DEL VIRUS : virus senza envelope per lisi e la cellula scoppia rilasciando il virus, virus con envelope rilascio per gemmazione, sulla cellula infetta ci sono proteine riconosciute da S.I quindi forse morirà, cellule infetta diventa un enorme virione che può fondere le membrane e legare i globuli rossi TRANSFEZIONE : processo di iniezione di un acido nucleico all’interno delle cellule

  1. PARAMYXOVIRIADE CARATTERISTICHE : responsabili del 30-40% dei ricoveri pediatrici, mortalità in caso di malformazioni congenite, a RNA a singolo filamento, nucleocapside elicoidale, polimorfi, envelope, infezione all’apparato infiammatorio, trasmissione per via aerea, raramente infezione generalizzata, parete esterna con 2 proteine (una riconosce la cellula bersaglio e una F media la fusione ed è attivata da proteasi dell’ospite), alcuni virus possiedono HN, H o G (H= emoagglutinina media adesione), proteina fusione hanno peptide idrofobico con sequenze conservate e sono trimeri, mutando lasciano questa parte conservata alterando la R.I. REPLICAZIONE : avviene nel citoplasma, legame con H al recettore cellulare, fusione membrane, rilascio genoma, produzione RNA+ grazie alla polimerasi, geni codificanti per proteine sempre nello stesso ordine (nucleocapisde circondato da proteina NP, proteine P strutturali, proteine di membrana, RNA polimerasi), presenza di gene regolatore per inizio sintesi, tra primo e secondo gene molte uridine e formazione poli-A che permette di usare RNA da ribosomi per produzione di proteine virali, da una molecola di RNA- si formano 7 proteine con proprio mRNA e sistema autonomo di replicazione, quando si ha

tanta nucleoproteina l’RNA è stabilizzato e si ha replicazione tramite formazione di intermedio replicativo, sistema a feedback negativo per produzione nucleoproteina, virus esce dalla cellula che avrà sulla membrana proteine fusogene per infettare altre cellule VIRUS PARAINFLUENZALI (HPIV) : glicoproteine HN e F, picco di diffusione di autunno, apparato respiratorio, no immunità permanente, diagnostica con ricerca RNA virale o antigeni virali VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE (RSV) : glicoproteine G e F, molto contagioso e pericoloso nei bambini piccoli con anticorpi materni, bersaglio sono GAGs di superficie, incubazione 4-5 giorni ed eliminazione virus 1-3 settimane, viremia rara, costrizione dei bronchi terminali, diagnosi con ricerca del genoma virale, no vaccino, anticorpo monoclonale Palivizumab contro la proteina fusogena, ERD indotta da vaccino nei sieronegativi TOSSINA DELLA PERTOSSE : glicoproteine H e F, nei bambini piccoli causa sindromi grave e alta mortalità, tosse intensa e apnea, vaccino non induce R.I. molto robusta, somministrazione richiamo in gravidanza METOPNEUMOVIRUS (hMPV) : 20% infezioni respiratorie nei bambini, simile a RSV ma infezione meno grave, diagnosi con rilevazione genoma virale nel secreto respiratorio mediante PT-PCR, no vaccino, no profilassi PAROTITE : ghiandola parotide e salivari, orecchioni perché parotide si gonfia, malattia generalizzata, ingresso per canale respiratorio e replicazione fino a viremia, organi interessati pancreas e gonadi, pericoloso per donne gravide nel primo trimestre, incubazione 2 settimane, trasmissione con saliva, diagnosi sierologica, vaccino trivalente (con morbillo e rosolia), necessaria copertura 98% MORBILLO : trasmissione dai bovini all’uomo, virus molto contagioso (R 0 =15-18), entra nelle cellule epiteliali con CD46 o CD150 per altre cellule, rash dovuto a reazione delle cellule T contro cellule infettate, incubazione di 12 giorni, negli immunodepressi non c’è rash, malattia febbrile, complicazioni con problemi neurologici, polmoniti ed encefaliti (paraencefalite sclerante subacuta PESS), causa immunosoppressione e può slatentizzare la tubercolosi, vaccino a virus attenuato con possibile morbillino, trombocitopenia ed encefalite

  1. VIRUS DELL’INFLUENZA CARATTERISTICHE : infezione virale localizzata che colpisce il sistema respiratorio, trasmissione aerogena tramite droplets, virus emesso in fase acuto, raramente asintomatico, durata 5 giorni, replicazione locale, incubazione breve, immunità mediata da IgA, famiglia Orthomyxoviriade, tre tipi (A, B, C), virus a RNA a singolo filamento negativo, 8 segmenti separati contenuti nel nucleocapisde, proteine virali agglutinina e neuroaminidasi, ogni segmento codifica per una proteina, E7 e E8 fanno splicing alternativo rendendo la cellula capace di replicarsi nel nucleo ospite, proteina M tra envelope e nucleocapside, M2 canale ionico sulla superficie interna del virus, emoagglutinina riconosce acido sialico e lo lega, per funzionare deve essere tagliata da una proteasi dell’ospite che si trova nell’apparato respiratorio, neuroaminidasi elimina acido sialico per far staccare virioni e far loro cambiare cellula ENDOCITOSI : legame con acido sialico, inglobamento nella cellula e abbassamento del pH per attivare enzimi litici, attivazione emoagglutinina che cambia conformazione REPLICAZIONE : il virus muta spesso quindi difficoltà nel fare anticorpi, deve generare RNA+, usa CAP come primer per sintesi proteine, RNA polimerasi inceppa e forma poliA

discende lungo gli assoni e arriva alla cute, infiammazione al nervo porta dolore (fuoco di Sant’Antonio), varicella IgM e IgG, Zoster sierologia ha poca utilità, si misurano anticorpi CITOMEGALOVIRUS : non gravi danni, fase acuta asintomatica, raggiunge equilibrio con l’ospite, trasmissione con saliva, sangue o sessualmente, pericoloso per donne gravide e immuno-depressi, infezione post-natale con febbre, splenomegalia, linfadenopatia, piccoli danni epatici, infezione congenita con problemi neurologici, diagnosi con IgG e IgM, per bambini isolare genoma CMV, antigenemia (ricerca dell’antigene), sincizi ad occhio di falco, ricerca di anticorpi monoclonali per donne incinte EPSTEIN-BARR : si trasmette con la saliva, si replica nella faringe e nei linfociti B (entra con recettore del complemento CD21), quando attiva linfocita B replicano e formano anticorpi spesso IgM, attivazione di plasmacellule grazie a DNA polimerasi della cellula e oncogeni cellulari, infezione con produzione policlonale di anticorpi, mononucleosi infettiva (febbre, faringite, linfadenopatia diffusa, stanchezza), le cellule T attaccano le B (livelli molto alti di leucociti nelle analisi del sangue), no trattamento specifico o vaccino, diagnosi per via sierologica (IgM e IgG per VCA, anticorpi contro EA scompaiono nel tempo, anticorpi contro EBNA arrivano dopo e persistono), se c’è traslocazione 8-14 e oncogene c-Myc che si sposta dietro l’enhancer che regola la sintesi di Ig si ha linfoma di Burkitt (infezione di malaria e mononucleosi destabilizzano DNA); non si avrà più produzione di Ig ma proliferazione cellulare e cellula che diventa tumorale

  1. VACCINAZIONE ANTIVIRALE CARATTERISTICHE : indurre nel paziente la protezione che verrebbe fornita dall’infezione senza contrarre la malattia, antivirale non utile in casi di resistenza perché. Induce nuove mutazioni VAX A VIRUS INATTIVATO : miscela di proteine, parti di virus riprodotti artificialmente, “virus-like particles” o vaccini a mRNA, sicuri, no retromutazione, no interferenza virale, non funzionano sempre, produzione costosa, no immunità mucosale VAX A VIRUS ATTENUATO : virus reso più buono in laboratorio, lo si fa replicare molte volte così da avere più mutazioni che lo rendono meno pericoloso, elevata protezione mucosale, proteine di protezione virale omologhe al patogeno immunità più efficace, costo basso, facile somministrazione, possibile retromutazione, no a immunodepressi e donne gravide, diffusione ai non vaccinati, interferenza con altre infezioni POLIOMELITE : vaccino a virus inattivato SALK con adiuvante o SABIN SARS-COV-2 : Pfizer/Biontech a mRNA per essere più stabile e reattogenico perché ha involucro lipidico, mRNA codifica per Spike e viene riconosciuto dai ribosomi, producendo in circolo anticorpi neutralizzanti FUNZIONAMENTO : solo se il virus non ha meccanismi di elusione dalla R.I. come nascondere il recettore o altre parti tramite glicosilazione o far vedere al S.I. qualcosa che poi cambia facilmente HIV : loop V2 è immunodominante ma muta molto facilmente senza perdere capacità replicativa, una parte di gp120 è coperta da anticorpi aggiunti da sistema di glicosilazione e risulta silente perché riconosciuta come self, gp41 ha regione immunodominanti ma mutano facilmente, vaccini efficienti contro CD4 binding site di gp120 che non muta molto tramite anticorpi IgGb12 che hanno un prolungamento che entra nella molecola;

HPV : unico vaccino che consegue immunità maggiore della malattia (superhuman immunity) REVERSE VACCINOLOGY : produzione di anticorpi partendo dagli antigeni trovati nel sequenziamento del genoma, per farli produrre si possono usare anticorpi monoclonali che li stimolino o si individuano proteine protettive e si includono nel vaccino, ricerca di immunogeno artificiale tramite mRNA, peptidi artificiali o anticorpi anti-idiotipo VAX A mRNA : inizio nel 1995, progresso nel 2005, evitare infiammazione, prodotti da reazione chimica, sintesi di DNA artificiale che inserisco nel plasmide con promotore virale fortissimo