





Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
riassunto libro principi di economia UNIMIB microeconomia
Tipologia: Dispense
1 / 9
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!






In offerta
L’economia è lo studio del modo in cui gli individui effettuano scelte in condizioni di scarsità e dei risultati di tali scelte per la società. Il fatto che i trade-off siano diffusi e importanti costituisce uno dei principi fondamentali dell’economia. Denominiamo principio di scarsità la mera condizione di scarsità che rende i trade-off necessari. Questo concesso viene espresso come principio secondo cui nessun pasto è gratis, in base all’osservazione che, anche quando si mangia senza pagare, il pasto non è mai veramente gratuito (vi è sempre qualcuno che lo deve pagare). Principio di scarsità : benché i nostri desideri e bisogni siano illimitati, le risorse disponibili sono limitate. Pertanto avere una quantità maggiore di qualcosa significa generalmente disporre di una quantità minore di qualcos’altro. Nel concetto di trade-off la scelta comporta un compromesso fra interessi alternativi. Per risolvere tali trade- off gli economisti ricorrono all’analisi costi-benefici, secondo cui un’azione dovrebbe essere intrapresa se, e solo se, i benefici superano i costi a essa associati. Questo è il principio costi-benefici. Principio costi-benefici : un individuo dovrebbe intraprendere un’azione se, e solo se, i benefici aggiunti aggiuntivi sono almeno pari ai costi aggiuntivi a essa associati.
L’APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO COSTI-BENEFICI Per studiare il principio di scarsità bisogna ipotizzare che gli individui sono razionali , ovvero abbiano obiettivi ben definiti e cerchino di raggiungerli nel miglior modo possibile. Il principio costi-benefici è uno strumento fondamentale per studiare in che modo gli individui razionali effettuano le loro scelte.
Il surplus economico, nel prendere decisioni di carattere economico, rappresenta la differenza fra il beneficio e il costo associati; l’obiettivo è quello di scegliere le azioni che generano il maggiore surplus economico possibile.
IL RUOLO DEI MODELLI ECONOMICI Gli economisti utilizzano il principio costi-benefici come un modello astratto per studiare in che modo un ipotetico individuo razionale effettuerebbe le proprie scelte fra alternative in contrasto tra loro. Per modello astratto si intende una descrizione semplificata del mondo reale che tenga conto degli elementi essenziali che caratterizzano una data situazione e ci consenta di analizzarli in modo logico. La maggior parte delle persone compie quali sempre scelte sensate, senza rendersi conto ch, nel far questo, ha valutato i benefici e i costi in gioco. Modelli : rappresentazioni semplificate della realtà finalizzate a mettere in evidenza elementi chiave su cui si vuole concentrare l’analisi. I modelli degli economisti sono composti da grafici ed equazioni che rappresentano sinteticamente e in modo semplificato interazioni, cause ed effetti di azioni ecc. (Ovviamente i modelli degli economisti non comprendono ogni singolo aspetto del sistema economico) Quello dell’analisi costi-benefici può esser considerato un modello astratto per studiare in che modo un individuo razionale compie le proprie scelte. I modelli sono uno strumento di analisi fondamentale per gli economisti. I modelli sono utili anche perché ci permetto di individuare eventuali “anomalie” di comportamento rispetto a quelle che sono le predizioni del modello e di spiegarle. In questo modo ci permettono di meglio comprendere il comportamento e le ragioni di alcune azioni. I modelli quindi fanno da “guida” nell’interpretazione delle scelte e dei fenomeni.
GLI ERRORI PRINCIPALI CONNESSI ALL’ANALISI COSTI-BENEFICI
Errore n. Le persone non hanno una capacità innata di valutare in maniera corretta i costi e i benefici di molte scelte quotidiane. Misurare costi e benefici in proporzione anziché in termini monetari assoluti. Il beneficio associato al fatto di camminare meno (o impiegare meno tempo) per effettuare un acquisto NON dovrebbe essere confrontato con la percentuale di risparmio sul prezzo originale, ma con l’importo monetario assoluto che viene risparmiato...
Errore n. Ignorare i costi opportunità. Es.: posseggo un biglietto gratuito Mille Miglia da usare per un volo. Devo scegliere se andare a Parigi in vacanza: Costo viaggio 500 euro Costo vitto e alloggio 1000 Beneficio attribuito alla vacanza: 1350 euro Usando il biglietto omaggio il viaggio è “gratis” e dunque ottengo un surplus di 350 euro. In realtà, avrei però potuto usare il biglietto per un viaggio a Palermo (400 euro) dove devo andare (motivi di famiglia...). A questo punto devo mettere in conto che usare il biglietto per Parigi ha un costo opportunità di almeno 400 euro...
Errore n. Non ignorare i costi non recuperabili
Errore n. 4 Non distinguere tra valori medi e valori marginali. In molti casi non si tratta di decidere se compiere o no una azione, ma con quale intensità o fino a che punto proseguirla.
QUALI DIFFICOLTA’ CONNESSE ALL’ANALISI COSTI BENEFICI?
La pendenza negativa della frontiera delle possibilità produttive illustra il principio di scarsità, ovvero l’idea che , poiché le risorse disponibili sono limitate avere una quantità maggiore di qualcosa significa generalmente disporre di una quantità minore di qualcos’altro. Qualsiasi punto situato lungo la frontiera delle possibilità produttive o al suo interno viene denominato punto raggiungibile , il che significa che è possibile produrre la corrispondente combinazione di beni con le risorse attualmente disponibili. I punti giacenti all’esterno della curva sono detti irraggiungibili , nel senso che le risorse al momento disponibili non consento di produrre la quantità di beni ad essi associata. I punto all’interno della frontiera si dicono inefficienti , nel senso che le risorse esistenti permetterebbero di produrre una maggiore quantità di almeno uno dei beni senza sacrificare la produzione di alcuno degli altri.
Si dice efficiente qualsiasi punto che giace lungo la frontiera delle possibilità produttive.
Il principio del vantaggio comparato ha valenza relativa, ovvero è sensato applicarlo solo quando vengono messi a confronto i livelli di produttività di due o più individui. I frutti della specializzazione crescono in maniera direttamente proporzionale alla differenza che si registra tra i costi opportunità. È necessario specializzare in modo da massimizzare i ricavi tratti dalle attività d produzione. La specializzazione in accordo con il vantaggio comparato rende possibili più elevati livelli di output dei beni e introiti maggiori per i produttori. Benché i benefici della specializzazione e dello scambio siano tanto maggiori quanto più ampie sono le differenze nei costi opportunità, queste ultime da sole sembrano insufficienti a spiegare l’enorme divario esistente tra i paesi ricchi e i paesi poveri. Una PPF convessa significa che il costo opportunità di un bene cresce all’aumentare della sua produzione. Quando si hanno risorse dai costi opportunità differenti, si devono sempre sfruttare per prime quelle cui è assegnato il costo opportunità più basso.
I FATTORI RESPONSABILI DELLO SPOSTAMENTO DELLA FRONTIERA DELLE POSSIBILITA’ PRODUTTUVE Per quanto riguarda i fattori alla base della crescita delle risorse produttive disponibili in un sistema economico, uno di essi è costituito dagli investimenti in nuovi impianti e attrezzature. Nel corso del tempo, livelli di investimento anche poco dissimili fra loro possono generare differenze enormi nella quantità di attrezzature disponibili per goni singolo lavoratore. Anche l’espansione demografica determina uno spostamento verso l’esterno della frontiera delle possibilità produttive, e per questo motivo è annoverata tra i fattori alla base della crescita economica. Forse la principale fonte di crescita economica è rappresentata dal progresso nell’ambito delle conoscenze e della tecnologia. I miglioramenti tecnologici sono più frequentemente il risultato diretto o indiretto dei progressi nel campo dell’istruzione. La specializzazione non solo consente di valorizzare le differenze esistenti nelle capacità dei singoli individui, ma anche di affinare tali capacità attraverso la pratica e l’esperienza.
DOMANDA E OFFERTA Non vi sono città, stati o società in cui sia possibile evitare di affrontare alcuni quesiti economici di base. Nelle migliaia di diversi tipi di organizzazione sociale per i quali esistono dati disponibili, problemi come questi sono stati affrontati essenzialmente in due modi. Un primo approccio consiste nel prendere tutte le
decisioni di carattere economico in maniera centralizzata da un unico individuo o da un numero ristretto di persone per conto di un gruppo più ampio. Dopo la caduta del regime sovietico cono rimaste solo tre nazioni a economia pianificata , nelle quali l’allocazione delle risorse è decisa da un apparato politico e amministrativo che raccoglie le informazioni relative alla tecnologia, alla disponibilità di risorse; queste sono Cuba, Corea del Nord e Cina. All’inizio del XX secolo risulta predominante il secondo dei due tipi principali. È più corretto indicare i paesi industriali avanzati come economie miste, nel senso che i beni e i servizi vengono allocati tramite un meccanismo che attinge al libero mercato, alla regolamentazione e ad altre forme di controllo collettivo. In ogni caso è ragionevole riferirsi a questo tipo di sistemi in termini di economie di mercato , in queste l’allocazione delle risorse disponibili ai diversi impieghi produttivi deriva da libere scelte individuali, poiché le persone sono in gran parte libere di avviare attività imprenditoriali, chiuderle oppure venderle. Via via nei diversi paesi i mercati hanno sostituito il sistema di controllo centralizzato, per la semplice ragione che tendono a garantire un livello di efficienza molto più elevato nell’allocazione delle varie attività produttive e dei benefici derivanti dal consumo.
I COMPRATORI E I VENDITORI NEI MERCATI Le interazioni tra i compratori e venditori nei mercati determinano i prezzi e le quantità dei beni e servizi in essi scambiati. Il mercato di un bene è un luogo fisico o immaginario dove si incontrano l’insieme dei compratori e dei venditori del suddetto bene. Nel mercato della pizza la curva di domanda è un semplice diagramma, o grafico, che illustra quanta pizza un individuo sarebbe disposto ad acquistare in corrispondenza dei diversi prezzi. Una proprietà fondamentale della curva di domanda è la sua pendenza negativa rispetto al prezzo. Al diminuire del prezzo i compratori acquisteranno un numero maggiore di quel bene. Quindi la curva di domanda è un diagramma o grafico che mostra la quantità di un bene che i compratori desiderano acquistare per ogni prezzo.
Curva di domanda giornaliera di pizza a Napoli. La curva di domanda di un bene è una funzione con pendenza negativa.
Il fenomeno per il quale la quantità domandata di un bene diminuisce perché, a seguito dell’aumento del suo prezzo, i consumatori decidono di spostare la loro domanda su un altro bene in grado di soddisfare lo stesso bisogno, prende il nome di effetto sostituzione di una variazione del prezzo. Un incremento del prezzo fa scendere la quantità domandata perché riduce il potere d’acquisto: se il prezzo sale, un consumatore non può permettersi di acquistare lo stesso numero di tranci di pizza che comperava prima. Ciò viene definito effetto reddito di una variazione di prezzo. Dalla somma orizzontale delle curve di domanda individuali si ottiene la curva di domanda collettiva. L’esistenza di differenze di reddito e di gusti fra i consumatori crea differenze anche per quanto riguarda il prezzo che essi sono disposti a pagare per un bene. In base al principio costi-benefici , una persona decide di comprare un certo bene se il beneficio atteso supera il costo. Il beneficio è il prezzo di riserva del compratore , ovvero il massimo importo monetario che egli è disposto a versare per l’acquisto del bene. Il costo del bene è l’ammontare effettivo che il compratore deve pagare per l’acquisto e rappresenta il prezzo di mercato del bene. Così, quando un bene ha un prezzo di mercato alto, soddisferà il criterio costi-benefici per un aumento inferiore di compratori di quanto non accada quando ha un prezzo di mercato più basso. La pendenza negativa della curva di domanda di un bene riflette il fatto che il prezzo di riserva del compratore marginale scende all’aumentare della quantità acquistata. Il compratore marginale è colui che acquista l’ultima unità del bene in vendita.
Quando si ha un caso in cui il prezzo di vendita è superiore al prezzo di equilibrio si ha una situazione di eccesso di offerta , quindi se il prezzo del bene è più alto del prezzo di equilibrio la quantità offerta di un bene sul mercato è superiore a quella domandata. Nell’esempio: in corrispondenza di un prezzo pari a euro, i venditori registreranno un eccesso di offerta paro a 80 quintali di pizza al giorno. Il caso opposto è l’ eccesso di domanda , che si ha quando il prezzo del bene è inferiore al prezzo di equilibrio: la quantità domandata di un bene è superiore a quella offerta sul mercato. Nell’esempio: in corrispondenza di un prezzo pari a 2 euro si registrerà un eccesso di domanda pari a 80 quintali di pizza al giorno.
Eccesso di offerta
Quando il pezzo è superiore al livello di equilibrio si verifica un eccesso di offerta, o surplus, pari alla differenza tra la quantità offerta e la quantità domandata.
Eccesso di domanda
Quando il prezzo è inferiore al livello di equilibrio si verifica un eccesso di domanda, pari alla differenza tra la quantità domandata e la quantità offerta.
La strategia più semplice consiste nel ridurre leggermente il prezzo, in caso di eccesso di offerta, così da attirare più compratori. Il risultato è che, in una situazione di eccesso di domanda o di offerta, il prezzo reale tende a muoversi verso il livello di equilibrio. Una volta raggiunto, sia i compratori sia i venditori sono soddisfatti, nell’accezione tecnica del termine, ovvero sono in grado di acquistare o vendere il bene in questione esattamente nella quantità desiderata. È opportuno sottolineare che la condizione di equilibrio non genera necessariamente il risultato ideale per tutti i partecipanti al mercato. In verità, coloro che hanno redditi estremamente bassi spesso sono in difficoltà anche nell’acquisto dei beni e servizi di prima necessità, il che ha indotto i governi di quasi tutti i paesi a cercare di andare incontro alle fasce economicamente più deboli.
PREVISIONI E SPIEGAZIONI DELLE VARIAZIONI DEI PREZZI E DELLE QUANTITA’ Quando si parta di variazione della quantità domandata ci si riferisce a un cambiamento della quantità che i compratori sono disposti ad acquistare in risposta a un mutamento del prezzo. Per contro quando si parla di una variazione della domanda si indica uno spostamento dell’intera curva di domanda.
Aumento della quantità domandata versus aumento della domanda.
Un aumento della quantità domandata costituisce un movimento verso il basso lungo la curva di domanda man mano che il prezzo scende. Un aumento della domanda rappresenta uno spostamento verso l’esterno della curva di domanda.
Di conseguenza una variazione dell’offerta indica uno spostamento dell’intera curva di offerta, mentre una variazione della quantità offerta costituisce un movimento lungo la curva di offerta.
Effetto prodotto sul mercato delle palle da tennis da una riduzione delle tariffe di affitto dei campi da gioco.
Quando il prezzo di un bene complementare scende, la domanda si sposta verso destra provocando un aumento del prezzo e della quantità di equilibrio.
I beni complementari , sono quei beni che hanno più valore quando vengono consumati insieme anziché separatamente. L’aumento del prezzo del bene di uno provoca uno slittamento verso sinistra della curva di domanda dell’altro (verso destra in caso di riduzione del prezzo). I beni sostituiti sono quelli che svolgono funzioni simili. L’aumento del prezzo di uno provoca uno slittamento verso destra della curva di domanda dell’altro (verso sinistra in caso di riduzione del prezzo). Quando il reddito aumenta le curve di domanda della maggioranza dei beni slitteranno verso destra, all’opposto, la contrazione del reddito dei compratori porta a uno slittamento verso sinistra della loro curva di domanda. Sulla base di questo fatto, in economia i beni di questi tipo prendono il nome di beni normali. Non tutti i beni sono beni normali. In verità la curva di domanda di alcuni beni si sposta verso sinistra quando il livello di reddito sale, i beni di questo tipo vengono detti beni inferiori (l’aumento del reddito dei compratori provoca uno slittamento verso sinistra della loro curva di domanda; all’opposto la contrazione del reddito provoca uno slittamento verso destra della curva di domanda).
Effetto prodotto da un aumento del prezzo della fibra di vetro sul mercato degli skateboard. Quando i prezzi dei fattori produttivi salgono, l’offerta si sposta verso sinistra facendo si che il prezzo di equilibrio aumenti e la quantità di equilibrio diminuisca.
Effetto prodotto da una riduzione dei tassi salariali dei carpentieri sul mercato delle abitazioni nuove. Quando i prezzi dei fattori produttivi scendono, l’offerta si sposta verso destra facendo si che il prezzo di equilibrio diminuisca e la quantità di equilibrio aumenti.