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sbobine del corso di Tecniche di microscopia e colture cellulari, anno accademico 2021/2022
Tipologia: Sbobinature
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Un modo per contrastare i campioni è tramite l’uso di sostanze fluorescenti. COS è LA FLUORESCENZA?? È una proprietà intrinseca di alcuni materiali che se stimolati da un fascio di luce, emettono una propria luce con una determinata lunghezza d’onda. •LUCE DI ECCITAZIONE= luce stimolante
La parte più importate del microscopio è il DICROICO(=una sorte di ciotolina) formato da 2 filtri ed 1 specchio , quest’ultimo serve solo per deviare la luce nel suo percorso ottico. Essi sono 3 blocchetti in serie dove ogni blocchetto è formato dai due filtri e dallo specchio, questi blocchetti sono assemblati in un PRISMA che viene inserito nel percorso ottico. Nel microscopio si ha un buco quadrato in cui scivolano questi blocchetti e si spostano in base alla frequenza con cui si vuole lavorare: un blocco è per le sostanze fluorescenti rosse, uno per le blu e uno per le verdi. …il DICROICO varia in base alla sostanza usata in quanto ogni sostanza ha una ex ed una em… NOTA!! se invece il tutto è regolato da un pc, allora tale microscopio ha un monocromatore con cui si va ad impostare la lunghezza d’onda di eccitazione e quella di emissione e il pc ci restituisce un’immagine sul pc della sostanza. Le immagini possono poi essere trasformate in numeri per valutare l’intensità di fluorescenza delle cellule colorate. Con il FILTRO DI ECCITAZIONE si taglia tutta la luce che ha una lunghezza d’onda maggiore di quella d’interesse, in questo modo al campione arriva la lunghezza d’onda di interesse ed esso si illuminerà emettendo così la luce di emissione. Si ha poi il FILTRO DI EMISSIONE che taglia ulteriormente la luce(avremo sia la luce di eccitazione e sia quella di emissione) in questo modo otteniamo solo la luce che proviene come stimolazione diretta del campione. Un esempio è la fluoresceina , che si eccita a 490nm ed emette luce a 530nm. quindi per eccitarla tutta la luce >490nm non mi serve e la elimino(taglio) con il filtro di eccitazione. Il campione riceve la luce (<490nm) e si illumina emettendo la luce di emissione a 530nm. in questo modo il campione conterrà sia la luce di eccitazione e sia quella di emissione, quindi taglio con il filtro di emissione la quota compresa tra 490nm-510nm. In questo modo avrò selezionato solo la luce che proviene come stimolazione diretta del campione(=luce di emissione reale). Quindi con il FILTRO DI EMISSIONE(o di sbarramento) vado ad eliminare la quota comune che potrebbe creare dei problemi. Per quanto riguarda gli obiettivi, se si lavora con: -20x allora si interpone l’aria tra campione e obiettivo; -60x o 100x si interpone l’H2O in modo da migliorare il potere di risoluzione. IL CAMPIONE PUò ESSERE SIA VIVO CHE MORTO. Un LIMITE del microscopio a fluorescenza è che non si può lavorare per ore, e si lavora al buio o in penobra , questo perché la luce dell’ambiente va a stimolare il campione e di conseguenza il campione perde il suo potere fluorescente fenomeno del BLEACHING (=perdita di fluorescenza). Inoltre non è possibile lavorare per ore in quanto più si sollecita la sostanza e più essa perde di intensità fluorescente. Possiamo risolvere tale problema usando fluorocromi meno suscettibili. Un altro LIMITE è il BLUR cioè quando il campione è investito da ex, essa illumina tutto il campione e non solo la zona di interesse , di conseguenza la luce che proviene da sotto e da sopra il piano messo a fuoco, influenza la visione del campione e lo sfuocano. quindi I PIANI NON A FUOCO INTERFERISCONO CON IL PIANO A FUOCO. Questo fenomeno può essere risolto con la DECONVOLUZIONE DELLE IMMAGINI dove si acquistano immagini su diversi piani focali (Andando a fochettare con le manopole micro e macro), tale immagine viene elaborata elettronicamente eliminando le sbavature/sfumature dei piani non a fuoco. La deconvoluzione permette di ottenere un immagine con maggior risoluzione ma va a diminuire l’intensità di fluorescenza perché sono stati eliminati i piani non a fuoco. Un altro LIMITE è la FOTOTOSSICITÀ cioè il campione emette em che può dare problemi al campione stesso , soprattutto se abbiamo cellule vive.