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MICROSCOPIO IN FLUORESCENZA, Sbobinature di Microscopia

sbobine del corso di Tecniche di microscopia e colture cellulari, anno accademico 2021/2022

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

Caricato il 25/02/2022

a.t.l.
a.t.l. 🇮🇹

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MICROSCOPIO OTTICO IN FLUORESCENZA
Un modo per contrastare i campioni è tramite l’uso di sostanze fluorescenti.
COS è LA FLUORESCENZA?? È una proprietà intrinseca di alcuni materiali che se stimolati da un fascio di
luce, emettono una propria luce con una determinata lunghezza d’onda.
•LUCE DI ECCITAZIONE= luce stimolante
•LUCE DI EMISSIONE=luce emessa
La luce di emissione ha una lunghezza d’onda maggiore di quella di eccitazione POSTULATO DI
GEORGE STOCKES
Egli notò che nel momento in cui si eccitava una sostanza fluorescente con un onda corta (ad alta
frequenza),essa diventava un onda lunga in quanto si aveva una perdita di energia.
Per capire il perché di questo fenomeno, si fece riferimento al fatto in cui l’onda di eccitazione induce lo
scatto di un elettrone che va in un orbitale più esterno per poi ritornare nell’orbitale più interno. per
spostarsi nell’orbitale più esterno ha bisogno di energia, mentre quando torna nell’orbitale di partenza
emette energia; l’energia emessa si va ad addizionare all’onda di emissione che quindi avrà lunghezza
d’onda maggiore di quella di eccitazione.
In base alla lunghezza d’onda di emissione, a ciascuna sostanza si attribuisce un colore:
VERDE per lunghezza d’onda di 520/530nm colorazione della F-actina
BLU per lunghezza d’onda di 440/450nm colorazione dei mitocondri
ROSSO per lunghezza d’onda intorno ai 600nm colorazione del DNA
Tuttavia essendo lo spettro del visibile limitato (400-700nm), non si riescono a separare bene le varie
curve, di conseguenza gli spettri potrebbero sovrapporsi creando il problema dell’OVERLAPPING con
conseguente formazione di colori intermedi come l’arancione; quindi NON possiamo usare più sostanze
fluorescenti sullo stesso campione altrimenti non abbiamo buone immagini. è un LIMITE
Esistono inoltre delle sostanze naturali nelle cellule che possono renderle fluorescenti, parliamo quindi di
AUTOFLUORESCENZA. un esempio è la clorofilla nelle cell.vegetali che emette nel rosso(600nm), quindi
non posso usare altre sostanze fluorescenti che rientrano in quel range di lunghezza d’onda.
Anche gli animali marini sono in grado di emettere fluorescenza a causa di proteine tra cui la GFP il DNA
può essere trattato con la GFP che viene inserita nel genoma,e la cell. diventa fluorescente.
Una sostanza fluorescente è il TC1 che quando viene eccitata a 490nm, emette due picchi:
-uno a 530nm che equivale al colorante non aggregato;
-uno a 590nm che equivale al colorante aggregato.
COS è IL FLUOROCROMO?? È un colorante caratterizzato da fluorescenza con una sua ex ed em.
Esempi di fluorocromi sono: FITCH, DAPI(colora il DNA nelle cell. morte), TEXASRED(colora il nucleo),
ARANCIODIACRINA(colora i nuclei).
La caratteristica è che alcuni fluorocromi riconoscono i loro target su cui agire tramite: potenziale di
membrana, acidità,affinità ecc.; in altri casi invece questo non si ha e si ricorre
all’IMMUNOFLUORESCENZA.
Il MICROSCOPIO A FLUORESCENZA è un microscopio ottico con 2 lampade led (EPIFLUORESCENZA)
piuttosto potenti.
NOTA!! in passato veniva usata la lampada a mercurio che era molto forte ma si riscaldava facilmente.
Esso tuttavia non ha una risoluzione maggiore rispetto al microscopio ottico perché in entrambi i casi
usiamo la luce visibile. il microscopio a fluorescenza serve solo per mettere in evidenza strutture in
modo ben visibile in quanto si va ad eliminare tutte le interferenze che creano le altre componenti.
PERCHÉ BISOGNA AVERE UNA LAMPADA MOLTO POTENTE?? Perché il fascio di luce che usiamo per la
fluorescenza viene tagliato in quanto alcune frequenze sono dannose.
PERCORSO OTTICO: luce fluorescente(ex)FILTRO DI ECCITAZIONEdeviata dallo specchio
campione emFILTRO DI EMISSIONE oculare
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MICROSCOPIO OTTICO IN FLUORESCENZA

Un modo per contrastare i campioni è tramite l’uso di sostanze fluorescenti. COS è LA FLUORESCENZA?? È una proprietà intrinseca di alcuni materiali che se stimolati da un fascio di luce, emettono una propria luce con una determinata lunghezza d’onda. •LUCE DI ECCITAZIONE= luce stimolante

  • LUCE DI EMISSIONE=luce emessa La luce di emissione ha una lunghezza d’onda maggiore di quella di eccitazione  POSTULATO DI GEORGE STOCKES Egli notò che nel momento in cui si eccitava una sostanza fluorescente con un onda corta (ad alta frequenza),essa diventava un onda lunga in quanto si aveva una perdita di energia. Per capire il perché di questo fenomeno, si fece riferimento al fatto in cui l’onda di eccitazione induce lo scatto di un elettrone che va in un orbitale più esterno per poi ritornare nell’orbitale più interno. per spostarsi nell’orbitale più esterno ha bisogno di energia, mentre quando torna nell’orbitale di partenza emette energia; l’energia emessa si va ad addizionare all’onda di emissione che quindi avrà lunghezza d’onda maggiore di quella di eccitazione. In base alla lunghezza d’onda di emissione, a ciascuna sostanza si attribuisce un colore:  VERDE per lunghezza d’onda di 520/530nm  colorazione della F-actina  BLU per lunghezza d’onda di 440/450nm  colorazione dei mitocondri  ROSSO per lunghezza d’onda intorno ai 600nm  colorazione del DNA Tuttavia essendo lo spettro del visibile limitato (400-700nm), non si riescono a separare bene le varie curve, di conseguenza gli spettri potrebbero sovrapporsi creando il problema dell’ OVERLAPPING con conseguente formazione di colori intermedi come l’arancione; quindi NON possiamo usare più sostanze fluorescenti sullo stesso campione altrimenti non abbiamo buone immagini.  è un LIMITE Esistono inoltre delle sostanze naturali nelle cellule che possono renderle fluorescenti, parliamo quindi di AUTOFLUORESCENZA. un esempio è la clorofilla nelle cell.vegetali che emette nel rosso(600nm), quindi non posso usare altre sostanze fluorescenti che rientrano in quel range di lunghezza d’onda. Anche gli animali marini sono in grado di emettere fluorescenza a causa di proteine tra cui la GFP  il DNA può essere trattato con la GFP che viene inserita nel genoma,e la cell. diventa fluorescente. Una sostanza fluorescente è il TC1 che quando viene eccitata a 490nm, emette due picchi: -uno a 530nm che equivale al colorante non aggregato; -uno a 590nm che equivale al colorante aggregato. COS è IL FLUOROCROMO?? È un colorante caratterizzato da fluorescenza con una sua ex ed em. Esempi di fluorocromi sono: FITCH, DAPI (colora il DNA nelle cell. morte) , TEXASRED (colora il nucleo) , ARANCIODIACRINA (colora i nuclei). La caratteristica è che alcuni fluorocromi riconoscono i loro target su cui agire tramite: potenziale di membrana, acidità,affinità ecc. ; in altri casi invece questo non si ha e si ricorre all’IMMUNOFLUORESCENZA. Il MICROSCOPIO A FLUORESCENZA è un microscopio ottico con 2 lampade led (EPIFLUORESCENZA) piuttosto potenti. NOTA!! in passato veniva usata la lampada a mercurio che era molto forte ma si riscaldava facilmente. Esso tuttavia non ha una risoluzione maggiore rispetto al microscopio ottico perché in entrambi i casi usiamo la luce visibile.  il microscopio a fluorescenza serve solo per mettere in evidenza strutture in modo ben visibile in quanto si va ad eliminare tutte le interferenze che creano le altre componenti. PERCHÉ BISOGNA AVERE UNA LAMPADA MOLTO POTENTE?? Perché il fascio di luce che usiamo per la fluorescenza viene tagliato in quanto alcune frequenze sono dannose.  PERCORSO OTTICO: luce fluorescente(ex)FILTRO DI ECCITAZIONEdeviata dallo specchio campione emFILTRO DI EMISSIONE oculare

 La parte più importate del microscopio è il DICROICO(=una sorte di ciotolina) formato da 2 filtri ed 1 specchio , quest’ultimo serve solo per deviare la luce nel suo percorso ottico. Essi sono 3 blocchetti in serie dove ogni blocchetto è formato dai due filtri e dallo specchio, questi blocchetti sono assemblati in un PRISMA che viene inserito nel percorso ottico. Nel microscopio si ha un buco quadrato in cui scivolano questi blocchetti e si spostano in base alla frequenza con cui si vuole lavorare: un blocco è per le sostanze fluorescenti rosse, uno per le blu e uno per le verdi. …il DICROICO varia in base alla sostanza usata in quanto ogni sostanza ha una ex ed una em… NOTA!! se invece il tutto è regolato da un pc, allora tale microscopio ha un monocromatore con cui si va ad impostare la lunghezza d’onda di eccitazione e quella di emissione e il pc ci restituisce un’immagine sul pc della sostanza. Le immagini possono poi essere trasformate in numeri per valutare l’intensità di fluorescenza delle cellule colorate.  Con il FILTRO DI ECCITAZIONE si taglia tutta la luce che ha una lunghezza d’onda maggiore di quella d’interesse, in questo modo al campione arriva la lunghezza d’onda di interesse ed esso si illuminerà emettendo così la luce di emissione. Si ha poi il FILTRO DI EMISSIONE che taglia ulteriormente la luce(avremo sia la luce di eccitazione e sia quella di emissione) in questo modo otteniamo solo la luce che proviene come stimolazione diretta del campione. Un esempio è la fluoresceina , che si eccita a 490nm ed emette luce a 530nm. quindi per eccitarla tutta la luce >490nm non mi serve e la elimino(taglio) con il filtro di eccitazione. Il campione riceve la luce (<490nm) e si illumina emettendo la luce di emissione a 530nm. in questo modo il campione conterrà sia la luce di eccitazione e sia quella di emissione, quindi taglio con il filtro di emissione la quota compresa tra 490nm-510nm. In questo modo avrò selezionato solo la luce che proviene come stimolazione diretta del campione(=luce di emissione reale). Quindi con il FILTRO DI EMISSIONE(o di sbarramento) vado ad eliminare la quota comune che potrebbe creare dei problemi.  Per quanto riguarda gli obiettivi, se si lavora con: -20x allora si interpone l’aria tra campione e obiettivo; -60x o 100x si interpone l’H2O in modo da migliorare il potere di risoluzione.  IL CAMPIONE PUò ESSERE SIA VIVO CHE MORTO. Un LIMITE del microscopio a fluorescenza è che non si può lavorare per ore, e si lavora al buio o in penobra , questo perché la luce dell’ambiente va a stimolare il campione e di conseguenza il campione perde il suo potere fluorescente  fenomeno del BLEACHING (=perdita di fluorescenza). Inoltre non è possibile lavorare per ore in quanto più si sollecita la sostanza e più essa perde di intensità fluorescente. Possiamo risolvere tale problema usando fluorocromi meno suscettibili. Un altro LIMITE è il BLUR cioè quando il campione è investito da ex, essa illumina tutto il campione e non solo la zona di interesse , di conseguenza la luce che proviene da sotto e da sopra il piano messo a fuoco, influenza la visione del campione e lo sfuocano.  quindi I PIANI NON A FUOCO INTERFERISCONO CON IL PIANO A FUOCO. Questo fenomeno può essere risolto con la DECONVOLUZIONE DELLE IMMAGINI dove si acquistano immagini su diversi piani focali (Andando a fochettare con le manopole micro e macro), tale immagine viene elaborata elettronicamente eliminando le sbavature/sfumature dei piani non a fuoco. La deconvoluzione permette di ottenere un immagine con maggior risoluzione ma va a diminuire l’intensità di fluorescenza perché sono stati eliminati i piani non a fuoco. Un altro LIMITE è la FOTOTOSSICITÀ cioè il campione emette em che può dare problemi al campione stesso , soprattutto se abbiamo cellule vive.