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MIRACOLO DI SAN MARCO- TINTORETTO, Temi di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

vita, collegamenti con impressionismo, tema opera, descrizione: ambiente, luce

Tipologia: Temi

2020/2021

Caricato il 06/11/2021

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lucio-verrrrroo 🇮🇹

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IL MIRACOLO DI SAN MARCO DI TINTORETTO (JACOPO
ROBUSTI)
L’autore è Jacopo Robusti, meglio conosciuto con il soprannome di Tintoretto.
Quest’opera ha due titoli: «il Miracolo dello schiavo» oppure «il Miracolo di San
Marco».
Viene commissionata nel 1547 è già nel 1548 Tintoretto la espone finita nella sala
capitolare di Scuola Grande di San Marco.Nel 1791 però questo per aver appreso
da Napoleone è portata a Parigi dove rimarrà fino al 1815 quando verrà riportata a
Venezia.
Attualmente si trova nella galleria dell’accademia di Venezia.
E’ un olio su tela di grandi dimensioni (415-541 cm) tipico dei lavori del Tintoretto
IL TEMA
L'opera rappresenta uno schiavo che stava per essere punito dal padrone pagano
perché aveva venerato le reliquie di San Marco: lo schiavo disobbedendo al suo
padrone, era andato in pellegrinaggio alla tomba di San Marco a Venezia.
Dopo aver concluso il viaggio, ritornato in città, il padrone per punire la sua
mancanza di rispetto decise di fargli cavare gli occhi, ma inspiegabilmente
accecarlo sembrava impossibile. Così ordinò che gli venissero tagliate le gambe
con un’ascia, ma l’ascia si spezzò. Furioso, voleva che gli venisse rotta la bocca
con un martello, ma anche il martello si ruppe. Era protetto da San Marco.
Il Tintoretto è riuscito a riassumere l’intera vicenda in una singola scena:
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IL MIRACOLO DI SAN MARCO DI TINTORETTO (JACOPO

ROBUSTI)

L’autore è Jacopo Robusti, meglio conosciuto con il soprannome di Tintoretto. Quest’opera ha due titoli: «il Miracolo dello schiavo» oppure «il Miracolo di San Marco». Viene commissionata nel 1547 è già nel 1548 Tintoretto la espone finita nella sala capitolare di Scuola Grande di San Marco.Nel 1791 però questo per aver appreso da Napoleone è portata a Parigi dove rimarrà fino al 1815 quando verrà riportata a Venezia. Attualmente si trova nella galleria dell’accademia di Venezia. E’ un olio su tela di grandi dimensioni (415-541 cm) tipico dei lavori del Tintoretto IL TEMA L'opera rappresenta uno schiavo che stava per essere punito dal padrone pagano perché aveva venerato le reliquie di San Marco: lo schiavo disobbedendo al suo padrone, era andato in pellegrinaggio alla tomba di San Marco a Venezia. Dopo aver concluso il viaggio, ritornato in città, il padrone per punire la sua mancanza di rispetto decise di fargli cavare gli occhi, ma inspiegabilmente accecarlo sembrava impossibile. Così ordinò che gli venissero tagliate le gambe con un’ascia, ma l’ascia si spezzò. Furioso, voleva che gli venisse rotta la bocca con un martello, ma anche il martello si ruppe. Era protetto da San Marco. Il Tintoretto è riuscito a riassumere l’intera vicenda in una singola scena:

1.In primo piano ci sono le armi per la tortura rotte e questo vuol dire che il miracolo è già accaduto; 2.Attorno ai protagonisti c’è il popolo che guarda con stupore la scena; 3.Uno degli aguzzini solleva il martello e lo mostra al padrone, dimostrando che lo schiavo è protetto;

  1. San Marco plana per salvare il vassallo. DESCRIZIONE DELL’OPERA Si vede immediatamente lo schiavo che tenta di nascondersi grazie alla veste blu che porta e il padrone stupito in alto a destra grazie alla sua posizione più alta rispetto al resto del popolo. Intorno alla scena principale c'è il popolo ,fra un tempio e delle colonne, che dà l'idea di stupore e movimento come ad esempio l'uomo che fa vedere al padrone il martello rotto. In alto invece c'è San Marco che illumina tutta la scena. La prospettiva centrale è abbastanza alta da dare una visuale completa allo spettatore. AMBIENTAZIONE Tintoretto ha unito il regno terrestre e quello divino in un’unica, spettacolare scena, trasformando così il popolo in un gruppo di persone che partecipa attivamente alla scena, diventandone protagonista. LA LUCE l’originalità di questa tela è la luce e la tecnica con cui è stata realizzata. Infatti la scena è illuminata da tre angolazioni: la luce emanata dall’aureola del santo, la luce più forte che proviene da davanti e una luce che proviene da dietro come si vede sul tempio. Bisogna ricordare che la tela era appesa su un muro ai cui lati c'era una coppia di finestre. Tintoretto allora ha inserito nel quadro tre luci così da riprendere le luci delle finestre accanto. IMPRESSIONISMO 1 Tintoretto usa il colore per evidenziare i movimenti dei protagonisti (come faceva anche Tiziano). 2 i volti del Popolo sono stati dipinti a macchie