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Introduzione al Manierismo veneto e descrizione delle opere: - Il miracolo dello di San Marco (Tintoretto) - Il ritrovamento del corpo di San Marco (Tintoretto) - Le nozze di Cana (Veronese)
Tipologia: Appunti
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IL MANIERISMO A VENEZIA La denominazione Manierismo (periodo che si colloca tra il 1520 e l’ultimo decennio del ‘500) deriva dal termine «maniera» , usato da Giorgio Vasari per indicare lo stile e il metodo di composizione dei più grandi artisti rinascimentali. Al tono drammatico e tenebroso di Tintoretto, si contrappongono i paesaggi chiari e brillanti di Paolo Caliari, detto il Veronese che realizzò composizioni monumentali integrando decorazione e spazio architettonico. Infatti, fin dagli esordi, l’artista stabilisce una collaborazione con alcuni grandi architetti del suo tempo. Elemento chiave del mondo figurativo di Veronese è l’esaltazione del cromatismo attraverso la luce. Egli accosta colori opposti e ne accentua il grado di saturazione. Questo porta a una pittura luminosa e densa di qualità coloristiche. Si evince una forte affinità con la sensibilità figurativa del primo Tiziano: forme piene e classica solennità. A questo, però, Veronese aggiunge un gusto decorativo e un codice
LA STORIA RAPPRESENTATA Un vassallo disobbedì al suo padrone, decidendo di andare in pellegrinaggio alla tomba di San Marco a Venezia. Dopo aver concluso il viaggio, ritornato in città, il padrone per punire la sua mancanza di rispetto decise di fargli cavare gli occhi, ma inspiegabilmente accecarlo sembrava impossibile. Così ordinò che gli venissero tagliate le gambe con un’ascia, ma l’ascia si spezzò. Furioso , voleva che gli venisse rotta la bocca con un martello, ma anche il martello si ruppe. Il vassallo era protetto da San Marco. Il padrone riconobbe il suo errore e chiese perdono al vassallo e a San Marco. Il Tintoretto è riuscito a riassumere l’intera vicenda in una singola scena: 1.In primo piano ci sono le armi per la tortura rotte e questo vuol dire che il miracolo è già accaduto; 2.Attorno ai protagonisti c’è il popolo che guarda con stupore la scena; 3.Uno degli aguzzini solleva il martello e lo mostra al padrone, dimostrando che lo schiavo è protetto;
I PERSONAGGI Posto un po’ più in alto rispetto agli altri, sulla destra, si sta alzando in piedi un uomo stupito. Si tratta del padrone che vuole punire il vassallo, ma si sta rendendo conto che è impossibile. A dimostrarlo è il torturatore posto al centro, che gli mostra il martello In primo piano vi sono tutti i frammenti degli strumenti con cui hanno provato a fare del male allo schiavo. Sempre lì, altri uomini cercano inutilmente di ferire il vassallo, spogliato e privo di sensi. Guardando i volti di questi personaggi si impiega poco a che siamo davanti ad un evento straordinario. La figura che più attira è sicuramente San Marco che dall’alto sta arrivando a salvare il suo protetto. Per rendere tutto più reale il pittore si focalizza sui dettagli e aggiunge una folla, che assiste incredula all’evento miracoloso.
TECNICHE: LUCE, COLORI E DETTAGLI LA LUCE: Lavorando con attenzione riesce a dar vita a dei magnifici effetti chiaroscurali. Tintoretto si serve non di una, ma di 3 fonti di luce differenti:
IL RITROVAMENTO DEL CORPO DI SAN MARCO DI TINTORETTO Il Tintoretto è stato uno dei massimi interpreti del Manierismo Veneto. Nella pittura di questo grande Maestro i temi trattati sono in prevalenza con soggetti religiosi. Da quest’opera emerge il superamento della fase giovanile di Tintoretto. Infatti viene stemperato il plasticismo di quella fase in favore di un maggiore senso di movimento. Questo effetto è dato dall’uso dei panneggi, leggeri e articolati, dalla pennellata fluida, dalle fughe prospettiche accelerate attraverso trovate architettoniche che conferiscono un tono mistico e oscuro all’opera. Le figure sono rappresentate in posture oblique e si volgono in qualsiasi
TECNICHE: LUCE E COLORE
RAPPRESENTAZIONE DI SAN MARCO San Marco viene ritratto a figura intera , ben piantato al suolo, con il libro sotto il braccio, reso vivo da da luce divina energica. Ai suoi piedi, disteso su un tappeto, è il corpo estratto dal sepolcro che si intravede, avvolto dalla luce, in fondo alla sala. Il braccio sinistro di Marco, proteso, con la mano aperta, a seguire l’asse dello sguardo, compie un gesto che respinge lo spirito fuoriuscito dalla bocca di un uomo indemoniato e, al tempo stesso arresta i tre uomini, in alto a destra, intenti a calare un cadavere da un sarcofago. Tintoretto sposta il punto di fuga in fondo a sinistra, dove colloca anche il personaggio principale.
LE NOZZE DI CANA
Nel 1562 l’ ordine dei monaci di San Benedetto commissionò a Veronese una tela per decorare il muro del refettorio del monastero presente nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Il soggetto della grande tela doveva essere il matrimonio di Cana, durante il quale Cristo aveva trasformato l’acqua in vino. Esso avrebbe dovuto contenere un gran numero di persone, distribuite nell’intera scena. Essendo un’impresa titanica, il pittore si fece aiutare dal fratello Benedetto Caliari, portando a compimento la tela nel
L’enorme dipinto rimase nel refettorio della chiesa di San Giorgio Maggiore per 2 secoli, fino al 1797, quando Napoleone Bonaparte arrivò in Italia con il suo esercito e dopo aver sconfitto i suoi avversari, saccheggiò la città e portò con se anche il quadro delle nozze di Cana. Il Louvre venne trasformato nel Musée Napoléon e tutte le opere al suo interno divennero parte della collezione personale di Napoleone Bonaparte. Egli, successivamente, venne sconfitto e gran parte del suo bottino venne restituito ai legittimi proprietari. Il famosissimo scultore Antonio Canova fu incaricato di far rientrare a Venezia il lavoro del Veronese insieme a molti altri. Il curatore del Musée Napoléon non aveva alcuna intenzione di cedere quei capolavori e per evitare che il quadro del Veronese tornasse in Italia, mentì dicendo che l’opera era troppo fragile per affrontare il viaggio e – come se non bastasse – i francesi inviarono in Italia la tela delle nozze di Cana di Le Brun e non di Veronese.
Un giorno Gesù ed i suoi discepoli sono invitati ad un banchetto nuziale. Nel bel mezzo della festa, però, il vino finisce. Oltre a Gesù ed ai discepoli, al banchetto partecipa anche Maria, la madre di Cristo. È lei che quando viene a sapere che il vino è finito, avverte immediatamente suo figlio. Così Gesù chiede ai servitori di riempire con dell’acqua sei grandi recipienti in pietra che subito dopo fa consegnare al maestro di tavola. Quando l’acqua viene versata, miracolosamente diventa vino ed il banchetto continua con successo. LA STORIA RAPPRESENTATA Veronese non si limita a dipingere in maniera tradizionale la storia, ma ambienta il racconto in pieno Rinascimento. Non si tratta più di un antico banchetto, ma di una lussuosa festa tipica dell’aristocrazia veneziana del ‘500. Si tratta di una composizione in cui sacro e profano si mescolano alla perfezione. I protagonisti sono moltissimi e vengono riprodotti nei minimi dettagli, così come l’ambiente che li circonda. Soltanto nella parte inferiore ci sono più di 50 protagonisti. Tutti indossano dei vestiti appartenenti alla tradizione orientale. Non si tratta di abiti antichi, sono legati alla moda del ‘500. L’architettura presente appartiene allo stile del mondo greco e romano (e rinascimentale). Infatti, le colonne poste ai lati sono riproducono lo stile architettonico dorico e corinzio.
SIMBOLISMO
1. Ma il vero protagonista delle nozze di Cana, Gesù, dov’è? Si trova proprio al centro della composizione, si distingue per l'aureola. È posto alle spalle dei musicisti. 3. Accanto a lui ci sono la Vergine e alcuni apostoli.
COMPOSIZIONE