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Guide e consigli
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modello bio psico sociale, Dispense di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

dispense relative al modello bio psico sociale della materia metodi e tecniche del servizio sociale , università degli studi di perugia

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 02/03/2020

Amaggiofrag
Amaggiofrag 🇮🇹

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TERZA PARTE DEL CORSO
I PROGETTI PERSONALIZZATI
PER LE PERSONE
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TERZA PARTE DEL CORSO

I PROGETTI PERSONALIZZATI

PER LE PERSONE

Docente: Pierangelo Cenci

Lezione n. 8

L’approccio alla progettazione

personalizzata

La progettazione nelle politiche sociali

Legge n. 328 dell’8 novembre 2000

Modello integrato dei servizi sociali

«Programmazione» un termine chiave delle politiche sociali

Il tema della «progettazione» ha assunto una valenza significativa già molto prima del 2000.

«Modello unitario incentrato sul compito»

Ha un sé l’idea di « progettare» in relazione alle esigenze della persona e introduce, riflettendo sull’analisi delle domande al servizio e/o dalla conoscenza dei problemi di un territorio, sollecitazioni sulla possibilità di formulare progetti di azione sociale tesi a dare risposte a problemi collettivi.

La progettazione nel Servizio Sociale professionale

Anni Sessanta: teorie fondate sulla centralità della persona.

Anni Settanta: più ampie teorie ecologiche.

Permettono al Servizio sociale di «concentrarsi sul compito», ossia «strutturare » l’ intervento sociale partendo da alcuni presupporti fondamentali, tra cui, la pratica della progettazione globale di intervento.

Progettare in modo globale significa spostare le dinamiche intra- psichiche e cliniche centrate “ solo ” sulla persona o “ solo ” sulla comunità verso le dinamiche interattive tra le persone e l’ ambiente in cui vivono.

Progettare per le persone che interagiscono nell’ambiente significa che ogni intervento che viene progettato deve richiamarsi ad una strategia intenzionale, che produce delle conseguenze (in termini di cambiamento della situazione), misurabili con una valutazione di impatto sulla qualità di vita delle persone, ossia sul raggiungimento di obiettivi prefissati.

« L’obiettivo del lavoro dell’assistente sociale

non è quello del cambiamento della persona

con riferimento ad una determinata patologia

o disturbo di personalità, né il cambiamento

della realtà sociale indipendentemente dalle

persone che ne fanno parte […] , il problema di

ieri e di oggi è tenere insieme i due elementi

perché costituiscano un’unica realtà di lavoro ».

Elisa Bianchi:

La figura dell’assistente sociale emerge come una nuova funzione di aiuto personale alle persone/utenti nell’uso delle risorse e, al contempo, di organizzazione e di promozione di risposte sociali più efficaci, responsabilizzando la stessa utenza e la comunità. L’oggetto dell’intervento del Servizio sociale diventa l’ interrelazione esistente in una “ triade ” rappresentata da una persona (e la sua famiglia), inserita in una comunità, che entra in contatto con una istituzione politico/amministrativa, titolare di risorse socio-sanitarie e socio-assistenziali. Operare in un’« ottica trifocale»: attivare un processo di cambiamento in tutti e i tre soggetti implicati nella loro transazione per attivare un processo di cambiamento che riguarda le relazioni reciproche tra persona/istituzione/comunità.

ESPERIENZA PERSONALE

Impone agli/alle assistenti sociali, da un punto di vista deontologico e tecnico, di non anteporre altre ragioni (di Stato, organizzative o collettive) al rispetto della dignità e del diritto all’ autodeterminazione di ogni donna e di ogni uomo, quale che sia la sua condizione di disagio o di limite.

Allo stesso tempo, richiede che l’assistente sociale faccia sì che ogni persona possa partecipare consapevolmente ai processi che la coinvolgono.

È oggettivamente percepita in modo unico e originale, libera e responsabile di ciascuna persona.

INTRECCIO RELAZIONALE, COMUNITARIO E DI CONTESTO

È lo spazio in cui ogni persona fa esperienza di sé, costringe la sua identità, trae nutrimento materiale, affettivo ed esistenziale.

Il Servizio Sociale deve lavorare anche «nel» e «con» il contesto delle relazioni.

Il lavoro di comunità, per gli/le assistenti sociali, non rappresenta un accessorio opzionale o una specializzazione possibile, ma un elemento costitutivo dell’azione professionale.

L’importanza della progettazione

personalizzata

Maria Dal Pra Ponticelli

« I percorsi di cura tendono a divenire progetti

individualizzati di intervento e non [più]

semplici prestazioni assistenziali; l’operatore

non può che costruirli con la persona partendo

dal racconto dei suoi bisogni, delle sue

esigenze, sedendosi a fianco a lei, ascoltandola,

rispettando con pazienza i suoi ritmi,

riconoscendo il suo valore e la sua dignità di

persona ».

Elemento incisivo per il Servizio Sociale: la partecipazione delle persone, delle famiglie e delle organizzazioni di volontariato al processo di aiuto.

Crescita di soggettività ”: possibili esperienze condivise di analisi di bisogni, di progettazione partecipata e di valutazione sociale dei risultati e dei servizi.

La metodologia di lavoro per progetti personalizzati è diventata una condizione necessaria per valorizzare la responsabilità e promuovere azioni condivise nella comunità locale.

Il lavoro dell’assistente sociale si traduce in un metodo di lavoro per progetti: predispone, insieme alla persona, una serie di elementi pianificati finalizzata ad un miglioramento della qualità della vita e non più solo alla soddisfazione, mediante specifica prestazione, di un determinato bisogno.