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ICF modello bio psico sociale, Sintesi del corso di Didattica generale e speciale

modello bio-psico-sociale caratteristiche

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 26/05/2019

luana-tafuro
luana-tafuro 🇮🇹

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ICF
L’ ICF è un modello internazionale di classificazione del funzionamento dell’individuo basato sul modello
bio-psico-sociale. Esso ci guida e ci orienta verso un diverso significato del concetto legato alla disabilità.
Siamo infatti abituati a pensare che la disabilità appartiene alla persona e sia la conseguenza di una malattia
invece secondo il nuovo sistema internazione ICF la disabilità non è la caratteristica di un individuo, ma la
conseguenza di una complessa interazione di condizioni, molte delle quali sono create dall’ambiente sociale.
Il modello ICF dovrebbe essere usato da tutti i soggetti che si occupano di inclusione col fine di analizzare le
singole situazioni e costruire intorno a ciascun alunno (in ambito scolastico) o ragazzo ( negli ambiti clinici)
un progetto di vita. L’ambiente sociale deve permettere a tutti gli individui di potersi esprimere e realizzare al
massimo delle proprie potenzialità e possibilità. Un progetto costruito attraverso il modello bio-psico-sociale
non ha come obiettivo quello di risolvere un problema medico già diagnosticato ma vuole operare nel
contesto sociale di appartenenza affinché questo sia il più rispettoso possibile delle caratteristiche peculiari
della singola persona. In ambito scolastico l’obiettivo è quello di garantire il successo dello studente e
questo si traduce con una rimodulazione dell’ambiente, degli strumenti, delle metodologie di apprendimento
utilizzate affinché possano essere abbattute le barriere e si possano facilitare le prestazioni di tutti gli alunni.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale che prevede il superamento del modello lineare ICIDH
previsto in passato e su cui si fonda la legge 104 del 1992: evento lesivo - menomazione – disabilità-
handicap. Secondo il modello bio-psico-sociale le attività di una persona possono essere influenzate da una
molteplicità di fattori quali strutture corporee, funzioni corporee, attività e partecipazione sociale e fattori
contestuali (ambientali e personali) che si intrecciano in un sistema complesso di interazioni, nel quale tutti
gli elementi possono influenzare o essere influenzati dagli altri e la cui analisi ci poermette di redigere il
profilo di funzionamento che così come previsto dal D. Lgs. 66/17 sostituisce da gennaio 2019 la diagnosi
fiìunzionale e il profilo dinamico di funzionamento.
ICF introduce due concetti per descrivere le eventuali difficoltà che possono essere riscontrate nello
svolgimento di un’attività: PERFORMANCE e CAPACITA’. Il successo corrisponde ad avere una buona
performance, svolgere un’attività al massimo delle proprie potenzialità. La CAPACITA’ diversamente
descrive l’abilità di un individuo di compiere un’azione senza influenza positiva o negativa di fattori
ambientali (io porto gli occhiali, quindi la mia performance nel leggere un testo è influenzata positivamente
dall’uso di questo strumento senza i quali la mia capacità di leggere sarebbe deficitaria). Il divario tra
capacità e performance esprime l’incidenza dei fattori ambientali presenti. Questo vuol dire che la scelta da
parte dei docenti, degli educatori, dei genitori e del contesto sociali di utilizzare o meno determinate
tipologie di attività o strumenti atti ad abbassare le barriere e facilitare lo svolgimento delle prestazioni può
sia ridurre la disabilità che determinarla.
Il modello ICF essendo stato creato dall’OMS è di tipo internazionale ovvero utilizza dei codici alfanumerici
che sono comuni a tutti i Paesi e non sono legati alla lingua del luogo. E’ un modello statistico, ci consente
quindi di effettuare delle valutazioni e di poterle comparare ed è un modello sia multi-professionale che
simmetrico, si avvale cioè dell’osservazione qualificata di più figure quali quelle dei docenti, della famiglia,
dagli specialisti preposti, ognuno dei quali si esprime in base alle proprie competenze, ma allo stesso tempo
si attiva una rete di condivisione tale per cui ogni osservazione che rispetta determinati standard di rilevanza
e specificità è ugualmente significativa al di là delle competenze. L'ICF-CY amplia l'ambito di applicazione dell'ICF
tramite l'aggiunta di contenuti specifici per neonati, bambini, preadolescenti e adolescenti.

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ICF

L’ ICF è un modello internazionale di classificazione del funzionamento dell’individuo basato sul modello bio-psico-sociale. Esso ci guida e ci orienta verso un diverso significato del concetto legato alla disabilità. Siamo infatti abituati a pensare che la disabilità appartiene alla persona e sia la conseguenza di una malattia invece secondo il nuovo sistema internazione ICF la disabilità non è la caratteristica di un individuo, ma la conseguenza di una complessa interazione di condizioni, molte delle quali sono create dall’ambiente sociale.

Il modello ICF dovrebbe essere usato da tutti i soggetti che si occupano di inclusione col fine di analizzare le singole situazioni e costruire intorno a ciascun alunno (in ambito scolastico) o ragazzo ( negli ambiti clinici) un progetto di vita. L’ambiente sociale deve permettere a tutti gli individui di potersi esprimere e realizzare al massimo delle proprie potenzialità e possibilità. Un progetto costruito attraverso il modello bio-psico-sociale non ha come obiettivo quello di risolvere un problema medico già diagnosticato ma vuole operare nel contesto sociale di appartenenza affinché questo sia il più rispettoso possibile delle caratteristiche peculiari della singola persona. In ambito scolastico l’obiettivo è quello di garantire il successo dello studente e questo si traduce con una rimodulazione dell’ambiente, degli strumenti, delle metodologie di apprendimento utilizzate affinché possano essere abbattute le barriere e si possano facilitare le prestazioni di tutti gli alunni. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale che prevede il superamento del modello lineare ICIDH previsto in passato e su cui si fonda la legge 104 del 1992: evento lesivo - menomazione – disabilità- handicap. Secondo il modello bio-psico-sociale le attività di una persona possono essere influenzate da una molteplicità di fattori quali strutture corporee, funzioni corporee, attività e partecipazione sociale e fattori contestuali (ambientali e personali) che si intrecciano in un sistema complesso di interazioni, nel quale tutti gli elementi possono influenzare o essere influenzati dagli altri e la cui analisi ci poermette di redigere il profilo di funzionamento che così come previsto dal D. Lgs. 66/17 sostituisce da gennaio 2019 la diagnosi fiìunzionale e il profilo dinamico di funzionamento.

ICF introduce due concetti per descrivere le eventuali difficoltà che possono essere riscontrate nello svolgimento di un’attività: PERFORMANCE e CAPACITA’. Il successo corrisponde ad avere una buona performance, svolgere un’attività al massimo delle proprie potenzialità. La CAPACITA’ diversamente descrive l’abilità di un individuo di compiere un’azione senza influenza positiva o negativa di fattori ambientali (io porto gli occhiali, quindi la mia performance nel leggere un testo è influenzata positivamente dall’uso di questo strumento senza i quali la mia capacità di leggere sarebbe deficitaria). Il divario tra capacità e performance esprime l’incidenza dei fattori ambientali presenti. Questo vuol dire che la scelta da parte dei docenti, degli educatori, dei genitori e del contesto sociali di utilizzare o meno determinate tipologie di attività o strumenti atti ad abbassare le barriere e facilitare lo svolgimento delle prestazioni può sia ridurre la disabilità che determinarla.

Il modello ICF essendo stato creato dall’OMS è di tipo internazionale ovvero utilizza dei codici alfanumerici che sono comuni a tutti i Paesi e non sono legati alla lingua del luogo. E’ un modello statistico, ci consente quindi di effettuare delle valutazioni e di poterle comparare ed è un modello sia multi-professionale che simmetrico, si avvale cioè dell’osservazione qualificata di più figure quali quelle dei docenti, della famiglia, dagli specialisti preposti, ognuno dei quali si esprime in base alle proprie competenze, ma allo stesso tempo si attiva una rete di condivisione tale per cui ogni osservazione che rispetta determinati standard di rilevanza e specificità è ugualmente significativa al di là delle competenze. L'ICF-CY amplia l'ambito di applicazione dell'ICF tramite l'aggiunta di contenuti specifici per neonati, bambini, preadolescenti e adolescenti.