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Spiegazione modello di Ansoff e strategie di business unit. Analisi del modello di Canvas e del Disruptive Model.
Tipologia: Appunti
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Questo modello spiega le strategie che le imprese possono esercitare, per migliorare il loro posizionamento strategico sul mercato e allargare le loro quote di mercato; le strategie sono in funzione della tipologia dei prodotti e dei mercati (esistenti o nuovi). Se un’impresa investe nei suoi prodotti in un mercato esistente, si adotta una strategia di penetrazione di mercato , si cerca di aumentare le proprie quote in un’area di business già presidiata e puntando sul portafoglio di prodotti esistente. Può essere considerata la strategia più semplice, si creano delle tattiche di pricing sui prodotti, che agevolano e facilitano maggiormente l’acquisto e il rischio è nullo, dato che si conosce già il mercato. Se venissero inseriti prodotti nuovi in un mercato già presidiato, quindi strategia di sviluppo prodotto , si rischierebbe la cannibalizzazione : due prodotti simili sullo stesso mercato vanno in competizione tra loro per un periodo di tempo togliendosi quote di mercato a vicenda, alla fine valuto quello genera maggiori ritorni, dismettendo l’altro. Quando esercito una strategia di sviluppo di mercato , non c’è più rischio di cannibalizzazione, perché lancio prodotti esistenti in un mercato nuovo, che però non conosco (Huawei lanciò prodotti preesistenti nei nuovi mercati, sfruttò partnership con operatori locali per conoscere il nuovo settore e minimizzare il rischio di mercato ). Quando tratto la diversificazione , allargo il mio portafoglio prodotti e offro in mercati nuovi e sconosciuti (rischio mercato ignoto e prodotti nuovi); l’azienda deve avere un’idea chiara di cosa si aspetta di ottenere da questa strategia, con conseguente valutazione dei rischi. Può portare aumenti di vendite e nuova clientela, permette di avere diverse possibilità di successo (infatti puntiamo su più prodotti). Ho due tipologie di diversificazione: Collegata , creo un portafoglio di tipo correlato in cui ho potenziali sinergie e know-how, quindi ho un prodotto nuovo con stessa base tecnologica (produttore di scarpe decide di iniziare a produrre cinture e portafogli). Non collegata , non riesco a sfruttare sinergie tra diversi prodotti (situazione più pericolosa) ed ho un portafoglio non correlato; è la tipologia che permette un miglior bilanciamento dei ritorni economico-finanziari (per esempio se investissi in borsa su titoli azionari diversi, potrei ottenere perdite da
un’operazione e guadagno da un’altra, al contrario titoli simili possono sia crollare insieme sia generare profitto). INTEGRAZIONE VERTICALE Si tratta di un differenziale di competizione e significa realizzare in house (all’interno dell’organizzazione aziendale) le attività, in modo tale da avere un presidio della filiera. Può avvenire sia a monte (fornitore) sia a valle (cliente) ed è fondamentale saper gestire i tempi, affinché l’integrazione vada a buon fine. È una strategia che permette di ottenere margine e know-how (dato che vado ad acquisire un fornitore), posso avere maggior presidio sulla vendita (quindi mi avvicino ai clienti finali) e riduco costi ed attività da esternalizzare. Si avranno minori costi di approvvigionamento e trasporto, ci sarà una fornitura dedicata, meno pressione da parte di fornitori e clienti, integrazione degli utili del business integrato. Aumenteranno, però, gli esborsi per gli investimenti e la complessità gestionale dell’azienda, riducendo la flessibilità, motivazione all’innovazione, efficienza rispetto al fornitore. STRATEGIE DI BUSINESS UNIT Strategia di leadership di costo Un’impresa che fa leva sui differenziali di costo (economie di scala o di apprendimento, grado di saturazione impianti, localizzazione, …), esercita sul mercato una leadership di costo ; queste imprese operano a grandi volumi e applicano prezzi ridotti, quindi una politica di pricing aggressiva. ESEMPIO: Esselunga o Ryanair sono imprese che operano a grandi volumi ed offrono prodotti a basso costo, dato che i processi di produzione lavorano a saturazione spalmando i costi su tutte le unità. Strategia di posizionamento Puntare sui differenziali di attrattività (un prodotto qualitativamente migliore ed unico, consegna tempestiva, rapporto di fiducia con il cliente) equivale ad una strategia di differenziazione , in cui si possono usare politiche di premium price. ESEMPIO: il fruttivendolo locale offre frutta di buona qualità e con maggior tempestività rispetto ad un comune supermercato, inoltre c’è anche un miglior rapporto con il cliente. Strategia di focalizzazione Quando le imprese fanno leva su entrambi i precedenti aspetti e riescono a bilanciare efficacemente i differenziali di costo ed attrattività, entra in gioco la strategia di focalizzazione ; per garantire il giusto equilibrio, serve inquadrare uno specifico target di mercato. ESEMPIO: Goretex.
Le dimensioni di destra rappresentano come l’impresa si interfaccia con i clienti e a quale tipologia di clientela si rivolge la value proposition; abbiamo i canali di distribuzioni (fisici o virtuali), i target customers (cioè fasce specifiche di mercato), le customer relationships (quali azioni esercito per fidelizzare il cliente con i miei prodotti); in questa fase si riesce a catturare il valore , per esempio tramite i pagamenti dei clienti per i prodotti. I clienti sono il cuore di qualsiasi modello di business, è importante che i clienti siano soddisfatti, al fine di ottenere flussi in entrata; per questo è cruciale il rapporto con la clientela e con ciascun segmento a cui si rivolge. I canali rappresentano il collegamento tra azienda, proposte e clienti; l’architettura del canale di distribuzione ricopre un ruolo significativo nel modello di business. Il modello è in equilibrio quando costi e ricavi saranno equilibrati, solo così si riuscirà a generare margini e garantire sostenibilità nel lungo periodo della mia impresa. Nel modello Canvas semplificato abbiamo 3 aree: rete del valore, value proposition (ed interfaccia con il cliente), modello economico. DISRUPTIVE MODEL Il tema disruption nasce dalla teoria, per cui alcune innovazioni (Nintendo Wii, Swiffer, smartphone, …) hanno caratteristiche completamente diverse dai prodotti consolidati. Caso Wii - PlayStation Per esempio la PS è rivolta ad un mercato di fascia consolidata (teenagers), il prodotto è di qualità (grafica elevata e processore importante) e il gioco è passivo (utilizzo il controller); dall’altro lato o telecomandi Wii sono dotati di accelerometri (tecnologie sensibili al movimento umano) e c’è un’immersione attiva nel mondo virtuale, grafica e design non sono proprio curati, ma il prodotto si rivolge ad una nuova fascia di mercato, cioè le famiglie. Ho delle tecnologie ed un concept di prodotto completamente diversi da quelli consolidati, la Wii rinuncia a certi attributi di performance tecnologici, pur di penetrare un mercato (le famiglie) non presidiato dalle famiglie (Sony con PS o Microsoft con Xbox). L’innovazione tecnologica è la chiave per ottenere vantaggio competitivo, ma può distruggere grandi imprese (per esempio Polaroid surclassata da smartphone con fotocamera di qualità, RCA che si occupava dei tubi catodici, …).
Le linee tratteggiate rappresentano le traiettorie di mercato, cioè prodotti consolidati che si innovano nel tempo, ma con un coefficiente angolare contenuto. Questo perché l’ innovazione è incrementale e riguarda una singola caratteristica nel lungo periodo, per esempio l’evoluzione dalla PS alla PS5 nel corso di diversi anni. Col tempo ci sono delle caratteristiche migliorative lungo alcuni attributi di performance, però la base di conoscenza del prodotto rimane sempre la stessa. Sono interessanti le traiettorie in linea continua (coefficiente angolare più alto); partendo da un mercato più basso (attributi di performance poco competitivi, costi e profitti bassi), iniziano a presidiare la nicchia di mercato ( fase singularity ). Se riesco ad innovare in modo dirompente alcuni attributi, c’è la possibilità di penetrazione nelle fasce delle imprese consolidate ed inizia la competizione. Quando la curva del nuovo prodotto interseca quella del prodotto consolidato, avviene la disruption. Un punto di debolezza del modello è la linearità dell’innovazione dei prodotti, specialmente se parliamo di imprese che hanno lanciato prodotti basati su tecnologie digitali. Una situazione del genere può causare problemi anche nella formulazione di un orizzonte di pianificazione, poiché nuovi prodotti con certe caratteristiche (soprattutto platform-based o digital-based) possono sbaragliare i miei già consolidati. L’effetto dell’accelerazione, portato dalla componente digitale, è talmente forte ed impattante da risultare imprevedibile. BIG BANG DISRUPTION La “Big Bang Disruption” è un caso in cui il nuovo prodotto entra con dirompenza ed irruenza incredibile nel mercato, con tempo di diffusione particolarmente basso, ed erode quote di mercato alle imprese consolidate. L’impennata, chiamata fase di Big Bang , avviene in breve tempo e in quegli istanti temporali altri competitors lanciano sul mercato altri prodotti innovativi, per far fronte al mio prodotto innovativo; inizia una fase di discesa in cui conviene rimanere