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Molto utile consigliato, Schemi e mappe concettuali di Economia Applicata

Molto ultie lo consiglio ma non troppo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 26/06/2023

gregorio-fanuli
gregorio-fanuli 🇮🇹

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1 Discutere il ruolo dei modelli e degli standard e la loro importanza in relazione alle caratteristiche del
mercato, all’evoluzione tecnologica ed all’evoluzione dei sistemi informativi delle aziende.
L’informatica  lo studio dei fondamenti teorici dell’informazione, della sua computazione a livello logico e
delle tecniche pratiche per la loro implementazione. L’informatica riguarda l’informazione e non la
creazione di nuovi mezzi tecnologici la tecnologia  importante, ma costituisce solo uno strumento essa
costituisce un mezzo, non un fine. L’informazione  ciò che supera un’incertezza e risolve un alternativa,
cio sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto.Per via della globalizzazione ovvero la tendenza a dare
una dimensione mondiale a tutti gli aspetti della societ#; le informazioni devono essere integrate e rese
disponibili anche al di fuori della singola azienda e del singolo stato. Inoltre, la tecnologia si evolve nel
tempo: secondo la legge di Moore le prestazioni dei processori raddoppiano in maniera esponenziale ogni
18 mesi senza un aumento dei costi, con conseguente necessit# di adattarsi al cambiamento. ) pertanto
necessario disporre di modelli, metodologie e standard che permettono di valutare, pianificare, progettare
ed evolvere le soluzioni secondo criteri indipendenti rispetto alle diverse soluzioni tecnologiche esistenti al
momento.il modello  L'oggetto o il termine atto a fornire un conveniente schema di punti di riferimento
ai fini della riproduzione o dell'imitazione Modelli, metodologie e standard costituiscono dei formalismi
che devono essere comprensibili a tutti. Quando parliamo di metodologie  importante che all’interno di un
progetto informatico, esso venga visto come un progetto di evoluzione organizzativa, non solo dal punto di
vista tecnologico, ma come un approccio multidisciplinare. Quando invece parliamo di modelli, intendiamo
qualcosa di tecnologico gi# esistente, infatti esiste un modello che rapressenta ciò che gi# esiste. Ovvero
raprssentare la realt# secondo un certo formalismo, in particolare modelli concettuali. Infine gli standar,
sono documenti tecnici, che descrivono come si fa e come funzionano determinate cose. I fornitori che
decidono una specifica tecnica molto dettagliata come ad esempio le prese della luce, esiste uno standar
che ci indica a quale distanza devono essere collocati i due buchi delle prese.
2. Descrivere l’evoluzione dell’architettura dei sistemi informativi aziendali, dai primi sistemi a schede
all’attuale web, con particolare riguardo all’organizzazione dei dati ed alle conseguenti organizzazioni dei
processi aziendali
La prima fase, quella denominata “batch”, fa riferimento alle prime introduzioni nelle aziende, a partire da
met# dei primi anni ’50, dei sistemi di calcolo, i cosiddetti mainframe, calcolatori elettronici che
elaboravano dati, in precedenza trattati manualmente, partendo da schede cartacee perforate. Per scrivere
i programmi, si scriveva una riga alla volta perforando uno schema. La somma di 100 numeri equivaleva a
200/300 schede. Queste schede dovevano essere portate allo sportello con l’apposito impiegato, dopo una
mezz’ora il risultato sarebbe pronto. Le difficolta stavano nel portare una scheda da una parte all’altra e in
caso di errore si doveva rifare tutto dall’inizio. La fase del “real time”(terminali interattivi), sviluppatasi tra
gli inizi degli anni ’70 e la met# degli anni ’80,  caratterizzata, invece, dalla possibilit# di accesso ai grandi
calcolatori anche da postazioni remote, grazie ai cosiddetti “terminali stupidi”, cio terminali senza alcuna
capacit# di calcolo costituiti unicamente da tastiera e monitor. Durante questa fase, gli operatori di
un’azienda avevano la possibilit# di visualizzare i dati e le informazioni del mainframe in tempo reale. Infatti
l’utente aveva la possibilit# di interagire con il sistema inserendo dati su un terminale e ricevendo quasi
subito la risposta. Il terminale, un monitor verde era collegato al calcolatore tramite un cavo centrale, che
al suo interno gestiva sia tastiera che monitor. -La fase “PC revoution” si sviluppa a partire dall’avvento dei
personal computer, dalla met# degli anni ’80 fino agli ultimi anni ’90: i PC sostituiscono i terminali “stupidi”
ed essi dispongono di software (primo fra tutti Excel) che permettono di “distribuire” l’elaborazione delle
informazioni all’interno dell’organizzazione: Tale architettura prende il nome di architettura “client –
server” o architettura “distribuita”: i programmi interagiscono attraverso una rete locale con un sistema
centrale che, tipicamente consolida le informazioni nella base dati aziendale. Nascono in questo periodo
World, excel… in modo tale da non limitarci a fare solo bonifici, ma si potevano anche ad esempio scrivere
lettere. “L’ultima generazione, Web e network-centric , la fase del cloud computing” fa riferimento a quella
fase dello sviluppo delle architetture che vede la sostituzione dei PC appesantiti da numerosi pacchetti
software spesso inutilizzati con PC dotati di pochi software ma di una grande capacit# di connessione alla
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1 Discutere il ruolo dei modelli e degli standard e la loro importanza in relazione alle caratteristiche del mercato, all’evoluzione tecnologica ed all’evoluzione dei sistemi informativi delle aziende. L’informatica è lo studio dei fondamenti teorici dell’informazione, della sua computazione a livello logico e delle tecniche pratiche per la loro implementazione. L’informatica riguarda l’informazione e non la creazione di nuovi mezzi tecnologici la tecnologia è importante, ma costituisce solo uno strumento essa costituisce un mezzo, non un fine. L’informazione è ciò che supera un’incertezza e risolve un alternativa, cioè sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto.Per via della globalizzazione ovvero la tendenza a dare una dimensione mondiale a tutti gli aspetti della società; le informazioni devono essere integrate e rese disponibili anche al di fuori della singola azienda e del singolo stato. Inoltre, la tecnologia si evolve nel tempo: secondo la legge di Moore le prestazioni dei processori raddoppiano in maniera esponenziale ogni 18 mesi senza un aumento dei costi, con conseguente necessità di adattarsi al cambiamento. È pertanto necessario disporre di modelli, metodologie e standard che permettono di valutare, pianificare, progettare ed evolvere le soluzioni secondo criteri indipendenti rispetto alle diverse soluzioni tecnologiche esistenti al momento.il modello è L'oggetto o il termine atto a fornire un conveniente schema di punti di riferimento ai fini della riproduzione o dell'imitazione Modelli, metodologie e standard costituiscono dei formalismi che devono essere comprensibili a tutti. Quando parliamo di metodologie è importante che all’interno di un progetto informatico, esso venga visto come un progetto di evoluzione organizzativa, non solo dal punto di vista tecnologico, ma come un approccio multidisciplinare. Quando invece parliamo di modelli, intendiamo qualcosa di tecnologico già esistente, infatti esiste un modello che rapressenta ciò che gi à esiste. Ovvero raprssentare la realtà secondo un certo formalismo, in particolare modelli concettuali. Infine gli standar, sono documenti tecnici, che descrivono come si fa e come funzionano determinate cose. I fornitori che decidono una specifica tecnica molto dettagliata come ad esempio le prese della luce, esiste uno standar che ci indica a quale distanza devono essere collocati i due buchi delle prese.

  1. Descrivere l’evoluzione dell’architettura dei sistemi informativi aziendali, dai primi sistemi a schede all’attuale web, con particolare riguardo all’organizzazione dei dati ed alle conseguenti organizzazioni dei processi aziendali La prima fase, quella denominata “batch”, fa riferimento alle prime introduzioni nelle aziende, a partire da metà dei primi anni ’50, dei sistemi di calcolo, i cosiddetti mainframe, calcolatori elettronici che elaboravano dati, in precedenza trattati manualmente, partendo da schede cartacee perforate. Per scrivere i programmi, si scriveva una riga alla volta perforando uno schema. La somma di 100 numeri equivaleva a 200/300 schede. Queste schede dovevano essere portate allo sportello con l’apposito impiegato, dopo una mezz’ora il risultato sarebbe pronto. Le difficolta stavano nel portare una scheda da una parte all’altra e in caso di errore si doveva rifare tutto dall’inizio. La fase del “real time”(terminali interattivi), sviluppatasi tra gli inizi degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, è caratterizzata, invece, dalla possibilità di accesso ai grandi calcolatori anche da postazioni remote, grazie ai cosiddetti “terminali stupidi”, cioè terminali senza alcuna capacità di calcolo costituiti unicamente da tastiera e monitor. Durante questa fase, gli operatori di un’azienda avevano la possibilità di visualizzare i dati e le informazioni del mainframe in tempo reale. Infatti l’utente aveva la possibilità di interagire con il sistema inserendo dati su un terminale e ricevendo quasi subito la risposta. Il terminale, un monitor verde era collegato al calcolatore tramite un cavo centrale, che al suo interno gestiva sia tastiera che monitor. -La fase “PC revoution” si sviluppa a partire dall’avvento dei personal computer, dalla metà degli anni ’80 fino agli ultimi anni ’90: i PC sostituiscono i terminali “stupidi” ed essi dispongono di software (primo fra tutti Excel) che permettono di “distribuire” l’elaborazione delle informazioni all’interno dell’organizzazione: Tale architettura prende il nome di architettura “client – server” o architettura “distribuita”: i programmi interagiscono attraverso una rete locale con un sistema centrale che, tipicamente consolida le informazioni nella base dati aziendale. Nascono in questo periodo World, excel… in modo tale da non limitarci a fare solo bonifici, ma si potevano anche ad esempio scrivere lettere. “L’ultima generazione, Web e network-centric , la fase del cloud computing” fa riferimento a quella fase dello sviluppo delle architetture che vede la sostituzione dei PC appesantiti da numerosi pacchetti software spesso inutilizzati con PC dotati di pochi software ma di una grande capacità di connessione alla

rete, per disporre di applicazioni sempre aggiornate. Dal momento che tale architettura si basa sul modello dell’open source, cioè della risorsa disponibile a tutti, gli operatori di un’azienda hanno la possibilità di lavorare anche fuori dall’ambiente di lavoro. I programmi risiedono sul server e le stazioni di lavoro sono sempre con risorse proprie, ma più leggere. Su tali stazioni di lavoro opera un programma standar (broswer) che interagisce con l’utente.

  1. Descrivere in cosa consiste l’“Internet delle cose” e le sue implicazioni sia rispetto al mercato sia rispetto alle caratteristiche dei sistemi informativi. L’”internet delle cose” è uno dei cinque megatrend dell’era dell’informazione ed è un termine usato per indicare un’ampia varietà di oggetti fisici che sono interconnessi e condividono automaticamente dei dati via internet (sistemi di videosorveglianza, smartwatch, elettrodomestici). Il concetto di Internet delle cose consente alle aziende di offrire vari prodotti e servizi innovativi che vanno oltre l’acquisto iniziale, come oggetti che non solo possono essere controllati dal proprio smartphone, ma sono anche in grado di apprendere tempi e abitudini dell’utente. L’Internet delle cose, insieme all’Internet mobile ha favorito lo sviluppo dell’m-commerce (mobile commerce), costituito da qualsiasi transazione elettronica o interazione a livello informatico condotta mediante un dispositivo mobile.
  2. Descrivere il ruolo (scopi, utilizzi, funzionalità) del datawarehouse nell’ambito di un sistema informativo aziendale e la sua relazione rispetto alle applicazioni a supporto delle attività nei diversi settori. Le grandi organizzazioni dispongono di data warehouse che integrano diversi database di grandi dimensioni e altre fonti di dati in un unico repository adatto per operazioni di interrogazione, analisi o elaborazione. Un data warehouse memorizza e distribuisce dati alle diverse componenti del sistema informativo dell’organizzazione per supportare l’analisi online di vendite, giacenze e l’elaborazione di altri dati fondamentali estratti dai sistemi operazionali. Il suo scopo è quello di fornire informazioni cruciali per coloro che in azienda devono prendere delle decisioni. I data warehouse possono richiedere centinaia di gigabyte (anche terabyte) di memoria, in genere sono gestiiti su computer mainframe di grande potenza e posono costare milioni di euro. I data warehouse non sono semplicemente grandi database. Un’azienda che installa con successo un data warehouse si è impegnata a mettere insieme, integrare e condividere dati di importanza fondamentale relativi a tutta la propria organizzazione.
  3. Individuare le motivazioni della crescente necessità di sicurezza e descrivere le diverse prospettive secondo cui deve essere gestita la sicurezza in un sistema informativo aziendale.La sicurezza dei sistemi informativi riguarda le precauzioni da prendere al fine di proteggere tutti gli elementi dei sistemi informativi (hardware, software, rete, dati); tutti i sistemi informatici sono connessi tramite reti fisiche e questo contribuisce ad aumentare la loro vulnerabilità nei confronti di manomissioni interne ed esterne, le organizzazioni moderne, a causa dell’utilizzo sempre più pervasivo di Internet per condividere e ricevere informazioni si trovano costantemente esposte a rischi, le esigenze di sicurezza derivano anche dall’utilizzo di standard, dalla riduzione di costo delle componenti e dall’aumento dei processi della tecnologia. Spesso gruppi di aziende collaborano tra di loro ed emerge quindi l’esigenza di individuare quali dati rendere disponibili e quali proteggere. La sicurezza possiamo intenderla sotto diversi aspetti, dal punto di vista organizzativo è necessario individuare procedure organizzative che garantiscano la sicurezza, come formazione e sensibilizzazione degli utenti e degli operatori, Dal punto di vista informativo è necessario verificare quali siano le informazioni corrette e complete e quali quelle da scartare e garantire la riservatezza delle informazioni personali. Dal punto di vista funzionale è necessario servirsi di programmi di facile utilizzo ed adatti alle attività da svolgere. Dal punto di vista tecnologico è necessario disporre di architetture “fault tolerant” e “distaster recovery”, rispettivamente per la continuità operativa in caso di guasti o disastri naturali, che garantiscano la riservatezza e la protezione dei dati.
  4. Descrivere l’architettura di un elaboratore elettronico, sotto il profilo dei componenti principali, del loro scopo e dei meccanismi di interazione fra di essi, con particolare riguardo al ruolo del bus. Un personal computer (PC) è , in generale, un elaboratore elettronico per uso individuale. L’architettura di base di un qualsiasi computer è costituita dalla CPU, dalle memorie, dalle periferiche e dal bus. La CPU Central

sistema, durante la quale si eliminano errori non emersi dal collaudo iniziale e si apportano modifiche o adattamenti.

  1. Descrivere gli scopi e le caratteristiche principali del protocollo HTTP e del linguaggio HTML. L'HTTP è un protocollo che lavora con un'architettura di tipo client/server: il client esegue una richiesta e il server restituisce la risposta. Nell'uso comune il client corrisponde al browser ed il server la macchina su cui risiede il sito web. Nella riga di richiesta, alla sigla http segue il nome del dominio creato dal software DNS, che associa ad ogni IP un indirizzo comprensibile e utilizzabile dall’operatore; al dominio segue la pagina o risorsa specifica richiesta. L’insieme di questi elementi costituisce l’URL Il linguaggio HTML (Hypertext Markup Language) è utilizzato per descrivere gli elementi e le caratteristiche del documento. In quanto una pagina web non è un semplice testo ma un documento complesso formato da link, foto, testi. Abbiamo pagine web statiche e pagine web dinamiche Ogni pagina web viene creata in formato “sorgente” con l’utilizzo del linguaggio HTML, cioè in un formato di programmazione. Il documento HTML è formato da due sezioni:- l’intestazione, che contiene informazioni per il browser che di solito non vengono visualizzate dall’utente Nel linguaggio HTML, ogni oggetto è racchiuso fra un tag (<”tag”> o </”tag”>)
  2. Discutere le ragioni che rendono sempre più pressanti le esigenze di sicurezza in un sistema informativo e le principali categorie di rischio individuabili. (Domanda 5). Le categorie di rischio individuabili per la sicurezza di un sistema informativo sono relative a: -eventi esterni, che non sono prevedibili, come disastri naturali o guasti;-fattori interni, legati alla struttura e all’organizzazione del sistema informativo all’interno dell’azienda;-interazione con altre organizzazione, legati alla comunicazione e collaborazione con altre organizzazioni nell’ambito di un processo aziendale: attacchi, cioè hacker e cracker che penetrano nei sistemi di rete e nei computer per spiare o provocare danni.
  3. Descrivere gli scopi e le caratteristiche del protocollo di rete TCP/IP, individuando gli ambiti e gli elementi principali di ogni livello. I vari aspetti della comunicazione sulla rete sono classificati in “livelli”, per ognuno dei quali sono definite delle regole standard, o Protocolli. I protocolli utilizzati per Internet sono della famiglia TCP/IP (Trasmission Control Protocol/Internet Protocol). Il protocollo TCP/IP prevede quattro livelli: livello di collegamento, livello di rete, livello di trasporto, livello di applicazione. Il protocollo a livello di collegamento serve per definire le modalità attraverso le quali i dati viaggiano sulla linea di comunicazione. Il protocollo a livello di rete definisce tra chi avviene la comunicazione; ad ogni host è associato un indirizzo IP mentre i dati vengono frammentati in pacchetti ed associati a un mittente o a un ricevente. Il protocollo a livello di trasporto si occupa di creare una comunicazione corretta e affidabile; esso assicura che la trasmissione avvenga senza errori di contenuto; eventuali errori vengono segnalati, in modo da ripetere l’invio dei dati. Il protocollo a livello di applicazione permette all’utente di interpretare i contenuti e le informazioni e interagivi.
  4. Descrivere gli scopi e le caratteristiche del protocollo di rete TCP/IP, individuando gli ambiti e gli elementi principali di ogni livello. I vari aspetti della comunicazione sulla rete sono classificati in “livelli”, per ognuno dei quali sono definite delle regole standard, o Protocolli. I protocolli utilizzati per Internet sono della famiglia TCP/IP (Trasmission Control Protocol/Internet Protocol). Il protocollo TCP/IP prevede quattro livelli: livello di collegamento, livello di rete, livello di trasporto, livello di applicazione. Il protocollo a livello di collegamento serve per definire le modalità attraverso le quali i dati viaggiano sulla linea di comunicazione. Il protocollo a livello di rete definisce tra chi avviene la comunicazione; ad ogni host è associato un indirizzo IP mentre i dati vengono frammentati in pacchetti ed associati a un mittente o a un ricevente. Il protocollo a livello di trasporto si occupa di creare una comunicazione corretta e affidabile; esso assicura che la trasmissione avvenga senza errori di contenuto; eventuali errori vengono segnalati, in modo da ripetere l’invio dei dati. Il protocollo a livello di applicazione permette all’utente di interpretare i contenuti e le informazioni e interagivi.
  5. Il sistema informatico aziendale è un insieme di procedure organizzative e persone(requisiti), applicazioni (infrastruttura software) e apparecchiature (infrastruttura hardware). Ciò permette all’azienda

di disporre di informazioni necessarie nel luogo e nel momento giusto.Le applicazioni possono cambiare nel tempo, men tre abbiamo un insieme unico di dati. Per risolvere questo problema, sono satte inventate le basi dati. Una base dati è un archivio strutturati di dati, organizzato secondo un modello. Esso è indipendente dalle applicazioni , presenta uno specifico software il DMBS ( memorizza dati di più database) ed infine è accessibile tramite diverse tecnologie. Esso si divide in raccolta dei requisiti, ovvero si capisce quali sono gli utenti dell’applicazione , poi abbiamo le procedure aziendali e onfine si cerca di capire se esistono applicazioni simili dove nel caso prendere spunto. Successivamente i requisiti vengono scritti nel linguaggio normale(sotto forma di testo) e se il linguaggo è molto articolato si passa al modello UML (diagrammi). Poi abbiamo la progettazione concettuale, a partire dall’analisi dei requisiti, la progettazione concettuale descrive il contesto chje si intende gestire , secondo un modello indipendente da vincoli. Il modello utilizzato più spesso è il modello entit à-relazione (ER). Esso è composto da due nconcetti fondamentali, entità , ovvero un concetto con caratteristiche di individualità ed interesse per il contesto anche a prescindere da altri concetti. La relazione, un fatto che stabiisce una connessione logica tra due entità. Ogni entità e relazione presentano degli attributi. Poi abbiamo le cardinalit à, ovvero una coppia di numeri che specifica il numero minimo e massimo di istanza di una relazione a cui una istanza di un entità può parteciparvi. Abbiamo cardinalità uno a uno, cardinalità molti a molti e cardinalit à uno a molti. Nella pratica le entità vengono rappresentate da rettangoli, le relazioni da rombi e gli attributi si scrivono all’interno di un cerchietto. Poi abbiamo la progettazione logica e fisica. Per queste progettazioni si utilizza il metodo relazionale. Lo schema logico è indipendente dallo specifico DBMs. La maggior parte dei sistema gestioni di basi dati che esiste sul mercato opera secondo il modello relaionale RDBMS. Il modello relazionale si fonda sul concetto relazione, secondo la teoria degli insieme , e sugli operatori dell’algebra relazionale. Una relazione è rappresentata da una tabella. Il successo delle basi dati è dato da un concetto formale, le realizzazione di un concetto teorico con risultati pratici e un concetto intuitivo, la tabella che reso possibile il modello relazionale. Infine per passare da un modello entità -relazione a un modello relazionale: le entit à sono le tabelle, le relazioni dipendono dalle loro cardinalità , se è cardinalità molti a molti sono tabelle, altrimenti vengono accorpate alle entit à con cardinalità uno. Gli attributi sono le colonne.

  1. Descrivere in cosa consiste il “cloud computing” e le sue implicazioni rispetto alla organizzazione delle aziende, sia in termini di utilizzo che di struttura del settore ICT. Il “cloud computing” è uno dei cinque megatrend nell’era digitale. Grazie alle tecnologie web, ora è possibile usare internet come piattaforma per applicazioni e dati, dal momento che tutte le informazioni necessarie risiedono “nel cloud” a cui si accede tramite un browser web. Gli strumenti cloud computing facilitano notevolmente la collaborazione, infatti, in ambito lavorativo si utilizzano software come Google Drive, Gmail, Google Docs o Google Calendar, rispettivamente per archiviare file, ricevere email, elaborare testi da condividere o programmare attività, e
  2. Descrivere in cosa consiste il “cloud computing” e le sue implicazioni rispetto alla organizzazione delle aziende, sia in termini di utilizzo che di struttura del settore ICT. Il “cloud computing” è uno dei cinque megatrend nell’era digitale. Grazie alle tecnologie web, ora è possibile usare internet come piattaforma per applicazioni e dati, dal momento che tutte le informazioni necessarie risiedono “nel cloud” a cui si accede tramite un browser web. Gli strumenti cloud computing facilitano notevolmente la collaborazione, infatti, in ambito lavorativo si utilizzano software come Google Drive, Gmail, Google Docs o Google Calendar, rispettivamente per archiviare file, ricevere email, elaborare testi da condividere o programmare attività, e tanti altri sofware. In questo modo i costi si riducono, ma aumenta la possibilità di perdere o disperdere i dati sulla rete; gli strumenti sono facili da usare di facile diffusione all’interno dell’impresa ma c’è assenza di documentazione fisica; chi usa strumenti di collaborazione cloud sicuramente ha un maggiore vantaggio competitivo rispetto ad altre aziende, ma rischia lo spionaggio industriale inoltre, non è necessario per le aziende acquistare aggiornamenti dei software, ma un improvviso e radicale cambiamento potrebbe compromettere le strategie aziendali. Dal punto di vista strutturale, i grandi sistemi di archiviazione fisica potrebbero scomparire (documentazione cartacea, hard disk, pen drive); oppure potrebbero scomparire le postazioni fisse, dal momento che ognuno ha la possibilità di lavorare anche da postazioni diverse dall’ufficio, individuando le informazioni e i dati necessari sul “cloud”

distanza, ma, in ambito lavorativo: spesso i docenti utilizzano i social network per condividere con gli studenti contenuti importanti dal punto di vista formativo o aggiornamenti su temi legati a corsi ed attività; le aziende usano i social media per spingere le persone a partecipare all’innovazione; -Internet delle cose: (domanda 3)-Cloud computing: grazie alle tecnologie web, ora è possibilr usare internet come piattaforma per applicazioni e dati, dal momento che tutte le informazioni necessarie risiedono “nel cloud” a cui si accede tramite un browser web; in ambito lavorativo si utilizzano software come Google Drive, Gmail, ;big data: i quattro megatren elencati in precendenza hanno permesso lo sviluppo del quinto megatrend, cosiddetto big data per indicare l’enorme mole di dati prodotti giorno per giorno e che diventano immediatamente disponibili per le imprese e per i singoli individui, i quali devono però scegliere con cura le informazioni da cogliere, poiché diversi sono i rischi legati ad un utilizzo inconsapevole di risorse provenienti da fonti sconosciute (virus, spam, spyware).

  1. Descrivere le caratteristiche del modello ISO 10746 per la rappresentazione e la programmazione dei sistemi informativi, in termini di livelli di astrazione e di prospettive di rappresentazione. ISO 10746 è un modello utilizzato per la rappresentazione e la programmazione dei sistemi informativi; la descrizione e la definizione del sistema informativo è presentata a diversi livelli di astrazione e secondo diverse prospettive: aspetti organizzativi, aspetti informativi, aspetti funzionali e aspetti tecnologici.-Aspetti organizzativi: in tale prospettiva viene definito il contesto che deve essere supportato dal sistema informativo in termini di struttura organizzativa, obiettivi aziendali, attività degli utenti, sia attuali che potenziali, informazioni gestite. Tale definizione si articola in due momenti: la raccolta dei requisiti (individuazione di dati e informazioni dell’applicazione da realizzare) e l’analisi dei requisititi (analisi ed organizzazione dei dati raccolti).-Aspetti informativi: in tale prospettiva si completa la realizzazione del database necessario per la creazione dell’applicazione in termini di progettazione concettuale (creazione, ad esempio, di un modello entità – relazione), progettazione logica e progettazione fisica-Aspetti funzionali: in tale prospettiva si descrivono le procedure i programmi come:-Sottosistemi ed aree funzionali, in relazione alle unità organizzative definite nel contesto organizzativo;-Procedure articolate in relazione ai processi individuati nelle varie aree funzionali;-Singoli programmi applicativi-Manuali d’uso per gli utenti-Manuali di gestione per i gestori del sistema-Aspetti tecnologici: in tale prospettiva si descrivono le tecnologie da utilizzare e l’infrastruttura da realizzare, cioè:-architettura complessiva del sistema-Requisiti e caratteristiche delle unità server-Requisiti, caratteristiche e topologia delle reti da utilizzare-Requisiti e caratteristiche delle stazioni di lavoro, in relazione alle singole unità organizzative-Tecnologie e strumenti di protezione-Manuali di gestione per i gestori del sistema

tanti altri sofware. In questo modo i costi si riducono, ma aumenta la possibilità di perdere o disperdere i dati sulla rete; gli strumenti sono facili da usare di facile diffusione all’interno dell’impresa ma c’è assenza di documentazione fisica; chi usa strumenti di collaborazione cloud sicuramente ha un maggiore vantaggio competitivo rispetto ad altre aziende, ma rischia lo spionaggio industriale