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molto utili per studio e interrogazioni
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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POLITICA → insieme di relazioni sociali umane, da sempre e in generale fondate su rapporti di potere. La politica studia il POTERE E I FENOMENI AD ESSO ASSOCIATI LE MODALITÀ ED ELEMENTI DI UNA SOCIETÀ CON CUI QUESTA SI ORGANIZZA Ogni individuo sperimenta relazioni gerarchiche (figlio/genitore, docente/studente), che sono sintetizzabili in rapporti di potere. È molto raro e complesso raggiungere rapporti equilibrati. Dunque la comunità, lo stato, che esistono per organizzare la società, definiscono e regolamentano i rapporti di potere su cui sono fondati. Esistono stati democratici (rapporti più equi e trasparenti) fino a regimi NON democratici (sbilanciati, i rapporti di potere non rispecchiano lʼideale di equità) Il termine italiano ‘ʼpoliticaʼʼ è la traduzione di 3 termini inglesi che afferiscono ad uno stesso ambito ma con applicazioni diversi: POLITCS → la parte ‘ʼvivaʼʼ della politica (partecipazione, valoir, idee, la comunicazione, le votazioni) POLITY → ciò che gli individui costruiscono (le istituzioni, i partiti e le strutture) POLICY → ciò che la politica produce per la società (leggi, decisioni)
Disciplina giovane nata circa 100 anni fa negli anni ‘20 negli USA, solo dopo molti anni è giunta in Italia nel 1961 con la prima cattedra di sc pol a firenze, inaugurata dal ‘ʼpadre della sc pol in itaʼʼ Giovanni Sartori. La SP è definibile come una scienza empirica che ha lʼambizione di utilizzare metodi propri mutuati dalle scienze naturali, quantitative per lo studio della politica. Spesso tende a confondersi con altre discipline (storia delle dott pol, sociolg pol) perché hanno lo stesso ogg di studio ma non lo stesso APPROCCIO, che appunto in questo caso è il metodo EMPIRICO, rivolto ad una tensione quantitativa, dimenticando a volte il potere divulgativo. Questa tensione è dovuta alla necessità di avere unʼidentità specifica e diversificata. Cerca di essere OGGETTIVA (laddove lʼogg di studio sia misurabile con metodi legittimati dalla scienza). PARADOSSO → lʼob è studiare le relazioni sociali che però non sono misurabili, magari lo sono i fenomeni elettorali, ma non i comportamenti di voto, che ritornano allʼambito sociale. COME SI STUDIA LA SP Lo sc pol basa il suo studio su osservazione da cui ricava dati e su cui elabora informazioni I METODI QUALITATIVI MET ETNOGRAFICO DELLʼOSSERVAZ PARTECIPANTE → metodo qualitativo per eccellenza ma poco usato METODO COMPRATO → vengono considerate 2 o più evidenze dello stesso fenomeno e poi vengono confrontate x far emergere similitudini e differenze STUDIO DEL SINGOLO CASO METODI QUANTITATIVI METODO STATISTICO METODO SPERIMENTALE → tipico del laboratorio. In SP identificabile tramite la estrapolazione di campioni di persone (es nei focus group) METODI MISTI RISCHI DELLʼANALISI POLITICA DA EVITARE PATOLOGISMO → pregiudizi sulla ricerca. Nellʼogg di ricerca si deve essere avalutativi, mettendo da parte i propri valori ed ideali per studiare in maniera scientifica
PANPOLITICISMO → credere che tutto sia afferibile ad una dimensione politica, ma limitarsi allʼogg di ricerca che si sta osservando
WEBER → offre una definizione cardine di status ‘ʼLo stato è una forma di organizzazione della società che detien il MONOPOLIO SULLʼUSO LEGITTIMO DELLA FORZAʼʼ → ciò pone una delimitazione della SP a studiare solo i fenomeni politici che si trovano allʼinterno dello stato (quindi non i fenomeni internazionali), dove è presente una cornice di regole che sta attorno alla società. I cittadini delegano lo stato allʼuso legittimo della forza che viene delegato alla polizia e alla magistratura/giustizia. I fenomeni politici che vanno oltre lo stato (internaz), si sviluppano in ANARCHIA INTERNAZIONALE → una situazione in cui nessuno stato detiene il monopolio della forza, e quindi non esiste effettivamente una regolamentazione superiore. Sono presenti certamente delle istituzioni come lʼesercito, o tentativi di organizzazione come le Nazioni Unite o il tribunale internazionale ma hanno una forza diverse rispetto ai loro corrisprttivi nazionali DAVID EASTON MAGIC BOX O SCATOLA NERA Studia la SP con un approccio misto, e definisce un modello per spiegare la nascita e il funzionamento delle politiche pubbliche. Nel corso del tempo questo suo schema è andato a cristallizzarsi come uno dei pochi di successo: ENVIROMENT → si trova al di fuori della scatola, si tratta del contesto, della società presente nello stato, composta da un insieme di cittadini diversi che hanno valori, interessi, necessità e domande che vanno dal particolare meno strutturato fino ad ottenere sostegno e quindi a diventare generali. Le domande/necessità nascono individualmente e lentamente prendono sostegno e diventano collettive e a volte danno vita a forme di partecipazione → MOVIMENTI SOCIALI questi cercano di far valere queste necessità allʼinterno delle istituzioni, per esempio nellʼagenda setting Se queste riescono, delle forme di organizzazione più stabili e riuscite ad entrare allʼinterno del sistema istituzionale politico si occupano di sintetizzarle e di definirle allʼinterno del sistema politico geografico di riferimento (province, regioni, stato ecc) Ci si confronta e si decide di formalizzarle attraverso leggi che dovrebbero migliorare la società e il vivere comune I cittadini forniscono poi dei feedback con cui queste vengono migliorate o abrogate o ne vengono create di nuove e il sistema si ripete Differenza fra mov e partiti MOVIMENTI → organizzazioni meno strutturate che agiscono nella società per influenzare le istituzioni a non partecipano ad elezioni o a decisioni istituzionali. Spesso si fondano su un tema rilevante socialmente (es FFF x ambiente) PARTITI POLITCI → organizzaz strutturate che offrono una più specifica e cruciale soluzione democratica, si muovono allʼinterno delle istituzioni e sono collettori di più temi interessanti x la società. LA PARTECIPAZIONE POLITICA Insieme di azioni e comportamenti che mirano ad influenzare, in maniera più o meno diretta e più o meno legate, le decsiioni, nonché la stessa selezione dei detentori del potere nel sistema politico o in singole organizzaz politiche. Questa definizione manca dal pov che i detentori del potere siano anche loro parte della società e che questʼidea di partecipazione politica sia in realtà un ciclo continuo dove a nuove decisioni ci sarà un nuovo controllo per poi eventualmente una modifica con la stessa necessià di far entrare certe questioni nellʼagenda politica. LA PARTECIPAZIONE POLITICA PUÒ ESSERE
PARADOSSO DELLʼAZIONE COLLETTIVA → non importa se il singolo partecipa o no allʼazione collettiva perchè questa prenderà comunque piede (es milioni di italiani non sono andati a votare alle elzioni ma cʼè stata comunque unʼelezione del parlamento e anzi non aumentando questo fa aumentare il potere di partecipazione politica di chi ci va). Qui vediamo un paradosso dellʼazione collettiva, paragonabile alla teoria della coda lunga in economia → un fenomeno è formato fa tanti piccoli tasselli, azioni. Il meccanismo di funzionamenro generale tende a sfuggirci anche in contesti ampi ma il cui funzionamento è determinato da piccole azioni individuali per cui poi avrà unʼefficacia collettiva. FREE RIDERS → altra faccia di questa situaz, sono incapaci di comprendere e il paradosso e per questo non partecipano o non danno importanza alla PP. I FR sono individui che beneficiano di un bene o servizio senza contribuire al suo costo, sfruttando il lavoro degli altri
MOTIVAZIONI STRUMENTALI → assoluto e bieco interesse personale e quindi siamo nel campo delle scuole più famose della sc politica (scuola della razionalità della pp). Per molti autori e studiosi la partecipazione politica è irrazionale, poiché la probabilità che possiede un singolo cittadino di modificare o influenzare le decisioni o la selezione dei decisori sono limitate, se non nulle. Questa razionalità è molto dibattuta questo perché il solo pensiero di poter influenzare meccanismi complessi, contesti internazionali, possono sembrare fuori da una mente razionale. Tuttavia, le azioni individuali talvolta trasformandosi in azioni collettive possono andare ben oltre la presente irrazionalità degli inizi MOTIVAZIONI ESPRESSIVE → campo di atteggiamenti/sentimenti dove lʼindividuo compie unʼazione politica e prende parte allʼattività pol x sentirsi parte di essa. Un altro aspetto importante è che lʼindividuo a volte partecipa per sentirsi parte di una collettività. Allʼesterno questa motivazione espressiva non viene fuori perché magari si vedono molte persone e la lettura che si dà alla forma di part collettiva è tutta un altra, mentre la ‘ʼmassaʼʼ serve x dare poi risonanza allʼevento ed alla manifestazione stessa. MOTIVAZIONI RELATIVE A STATUS SOCIO ECO E CENTRALITÀ → MILBRATH, uno studioso negli anni ‘ 1965) affermò che le persone con uno status socio-ecp elevato e con un buon grado di istruzione partecipano maggiormente allʼattività pol spinte dal desiderio di conservare le risorse a loro disposizione, di mantenere la loro posizione privilegiata e di ottenere le polit pubb preferite. Questo studio di Milbrath ha ritratto una visione elitista e classista della soc, ed una situazione di suffragio universale di paesi che lʼhanno raggiunta da poco. Tuttavia, tuttʼora lo status socio eco elevato e il lvl dʼistruz sono direttamente correlati alla pp COSCIENZA DI CLASSE PIZZORNO, 1966 un fattore fondamentale x motivare la p è la coscienza di classe cioé LA CONSAPEVOLEZZA DI APPARTENERE AD UNA DETERMINATA A CLASSE SOC non necessariamente subalterna o elitaria come suggerisce lo studio di Milbrath. Essere consapevoli di far parte di una classe come, per esempio, quella subalterna come quella lavoratrice (come nel caso di Marx che facendo parte della classe operaia, spinge la partecipazione politica per poter migliorare la loro condizione) ma tutto ciò non basta, non basta solo farne parte ma è essenziale essere consapevoli di esserne parte 3 MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE CLASSICHE ORTODOSSE → modalità tradizionali, legali e solitamente poco rischiose come prendere parte alle campagne elettorali Svolgere attività di collaborazione Votare Prendere contatti con dirigenti politici o partitici (per questioni personali o sociali) RECENTI ETERODOSSE → non convenzionali ma tendenzialmente ancora nellʼambito della tolleranza in ambiti democratici: aderire a un boicottaggio Propagandare lʼastensionismo o lʼannullamento delle schede elettorali Occuppare edifici, strade, fabbriche Effettuare sit-in o aderire a uno sciopero selvaggio ILLEGALI
Bruciare le schede elettorali Saccheggiare negozi e banche Picchiettare con la violenza Rovesciare e incendiare automobili TIPI DI PARTECIPANTI INATTIVI → al massimo leggono di politica e sono disposti a firmare una petizione se glielo si chiede. Quasi del tutto non partecipanti, latenti CONFORMISTI → coloro che si impegnano soltanto in forme convenzionali di partecipazione RIFORMISTI → quelli che utilizzano le forme di partecipazione convenzionali ma il cui repertorio politico comprende anche forme di protesta, boicottaggi e dimostrazioni ATTIVISTI → coloro che si spingono fino ad abbracciare le forme non legali o illegali di azione pol, quindi, sia quelle convenzionali che non. Perciò si tratta di una più totale e piena tra tutte le categorie di pp CONTESTATORI → simili ai riformisti e attiv per le forme di protesta ma a differenza degli altri due gruppi non prendono parte alle azioni convenzionali di attività pol IL MODELLO DEL VOLONTARIATO CIVICO 1995 → negli anni ‘90, 3 studiosi statunitensi Verba, Schlozman e Brady osservarono e sostenerono che un paese è tanto più democratico quanti più movimenti soc - associazionismi e impegno individuali sono presenti, e che i cittadini sono anche più portati ad imoegnarsi a cause che stanno loro a cuore. Questo studio mette a fuoco diverse aree di diversi stati degli USA, mostrava come fosse rilevante lʼimpegno individuale, dei gruppi in maniera particolare. Inoltre lo studio aprì lo sguardo verso 3 motivazioni di non partecipazione: PER NON POSSIBILITÀ → trovano altri impegni come prioritari rispetto alla partecipazione (famiglia, impedimenti fisico-logisitici, lavoro..) PER NON VOLONTÀ PER LA MANCATA RISCHIESTA DA PARTE DI TERZI → nessuno li ha mai fatti sentire coinvolti (si ritorna alla questione della rilevanza delle motivazioni espressive). Elemento che più fra gli altri resiste al tempo. Introduce un elemento cruciale per la vita soc e pol degli individui, ‘ʼil capitale socialeʼʼ, laddove vi sia una rete organizzativa tanto diffusa sul territorio, tanto più sarà presente una partecipazione maggiore Secondo questo modello quindi gli ‘ʼincentiviʼ sono fondamentali per la pp GLI INCENTIVI Dal pov dei gruppi e le associazioni, cʼè bisogno di creare incentivi per stimolare la pp 3 TIPI DI INCENTIVI Clark e Wilson - 1961 MATERIALI → ricompense tangibili (stipendi, rimborsi, cariche allʼinterno del gruppo..), si rende visibile quando sono presenti più gruppi e una competizione maggiore fra loro SOLIDARIETÀ → rigurardano il senso di ident dei membri, il prestrigio derivante dallʼesserne parte, i rapporti amicali ecc.. ORIENTATI ALLO SCOPO → si riferiscono a elementi intangibili, spesso di carattere ideale/ideologico come la trasformazione dei rapporti sociali, lʼeguaglianza fra gruppi, la supremazia di una razza ecc.. Quando la partecipazione si fa più vicina alla politica nei partiti e nelle organizzazioni politiche si parla di PARTECIPAZIONE ELETTORALE → forma mediana di pp, che si può distinguere in: ELETTORATO ATTIVO (tutti gli aventi diritto al voto) ELETTORATO PASSIVO (tutti coloro che si candidano) In Italia fino al 1993 le modalità di voto si sono tradotte in 3 tipologie: OPINIONE APPARENZA SCAMBIO.