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Morfologia indoeuropea, sintassi e semantica + accenni di pragmatica. II parte del corso di Glottologia a.a. 2021/2022
Tipologia: Appunti
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Lezione 6 Morfologia sincronica e diacronica Il lessico ( lexis, discorso) è l'insieme di parole = lessemi di una lingua, studiata dalla lessicologia. Morfologia ( morphé, forma): come nel sistema linguistico le parole si formano e strutturano = l’organizzazione dei morfemi e il modo in cui si combinano per creare parole = la loro distribuzione. Parola o lessema = segno che nella percezione del parlante funge da entità autonoma della lingua ( parola isolata = 1 segno linguistico compiuto = 1 unità separabile costitutiva di un messaggio), minima combinazione di morfemi (1 parola = almeno 1 morfema), di cui (di solito) almeno 1 morfema di tipo lessicale (significato referenziale). È l’unità minima del lessico. Morfemi = elementi minori dotati di significato, unità minime di prima articolazione (unità di significante dotate di significato) che si combinano a formare parole. Sono l’unità minima della morfologia. Il morfo è la forma percepibile che realizza un morfema, è il significante di un morfema. Il morfema è anche dotato di significato, mentre il morfo è solo l'aspetto di significante del morfema. Per uno stesso morfema possiamo avere più morfi - i cosiddetti allomorfi, le varianti formali di uno stesso morfema, hanno origine comune e sono simili a livello di suoni. Ciascuno dei morfi che realizzano lo stesso significato i un altro morfo sono equifunzionali. Sempre: significato identico ma forma diversa + distribuzione complementare = 2 allomorfi hanno la stessa posizione in una parola, ma non si trovano mai insieme. Allomorfia : affinità fonetica tra i diversi morfi che realizzano lo stesso morfema Diacronia: origine comune; sincronia: modificazioni fonetiche (es. assimilazione In- in in-utile vs. il- in il-lecito = 2 allomorfi = 1 morfema (pref. negazione in-). Suppletivismo : 1 morfema lessicale in almeno due parole connesse può essere sostituito da un altro morfo che ha forma diversa, ma con lo stesso significato, perché ha anche un'etimologia diversa. Acq-ua = idr-ico. Due morfemi con origini diverse. A volte hanno la stessa etimologia, ma una forma è mutata diacronicamente, mentre l’altra è più antica e viene usata come arcaismo. Sono complementari perché dove si trova uno non si trova l'altro. Altrimenti sarebbero sinonimi. Caballus e equus erano sinonimi, invece in italiano no. 2 punti di vista principali: classificazione funzionale o posizionale, in base alla posizione dei morfemi all'interno della parola e modo in cui contribuiscono alla sua struttura. Tassonomia morfologica: Classificazione funzionale , in base ai valori con cui il morfema compone la parola.
Per avere una parola abbiamo bisogno di un morfema flessionale. Morfemi lessicali : (^) Radice : morfema lessicale che costutuisce l’unità minima a partire da cui sono formate le diverse parole di una famiglia lessicale. Es. dent- (^) Base derivazionale : morfema lessicale a partire da cui si deriva un altro morfema lessicale = derivato, aggiungendo morfemi derivazionali. Es. dentist- è la base derivazionale di dentist-ico. La parola dente è la base derivazionale di dentista. (^) Tema : morfema lessicale a partire da cui si attualizzano le diverse forme di una singola parola aggiungendo morfemi flessionali. Ed. dentist- è il tema di dentist-a, dentist-i… La derivazione non è obbligatoria, ma la flessione si, un tema non esiste da solo, ha bisogno di un morfema flessionale. 2 grandi ambiti della morfologia:
Tutte e tre le classi hanno numerosi membri, ma la prima classe verbale in -are è + produttiva delle altre:
I tipi morfologici delle lingue indoeuropee Lingue ie. antiche (e moderne) morfologicamente complesse:
Avverbiale = la testa è un avverbio, come abbastanza rapidamente. Mutamento sintattico Mutamento diacronico di strutture sintattiche come sintagmi e frasi governato da 3 processi principali: (^) Grammaticalizzazione sintattica (c'è anche morfologica, una parola lessicalmente piena diventa un suffisso flessionale ridere ho > riderò, ha perso significato lessicale): after vuol dire dopo e ora comincia a significare poiché, significato temporale originario più usuale, ma è stato grammaticalizzato con funzione sintattica causale. (^) Rianalisi : mutamento nella struttura di un'espressione che non produce modificazioni nella sua manifestazione superficiale - tutto rimane uguale, quello che cambia è il modo in cui la nostra competenza linguistica analizza il significante. A livello sintattico analizziamo le parole in maniera diversa. I am going to see the queen = io sto andando a vedere la regina (sintagma verbale + subordinata finale). I am going to London = stesso sintagma, cambia solo quello che viene dopo. Successivamento i am going to diventa l'ausiliare che esprime l'idea di futuro del verbo to see, è un morfema grammaticale, quindi i am going to see = vedrò. (^) Estensione : ad esempio l'estensione dell'indicativo ai danni del congiuntivo, già dal Medioevo. Avvenuto in inglese, in spagnolo, in francese… I sintagmi sono l'unità minima della sintassi, ma a loro volta sono formati da parole, e formano frasi. Costituenti : i vari elementi che costituiscono la struttura sintattica di un enunciato verbale, frasi in un periodo, sintagmi in una frase, parole in un sintagma. Grammatica generativa : approccio formalista basato sul significante < Noam Chomsky , studiano la sintassi disconnettendola dalla semantica. Si fanno gli alberi sintattici a costituenti. Come identifichiamo i costituenti? Osservano la distribuzione sull'asse sintagmatico (combinazioni) e paradigmatico (scelte). Es: in italiano chiamiamo Articolo determinativo un costituente che sull’asse sintagmatico si combina con un costituente sostantivo che lo segue e sull’asse paradigmatico è scelto in base a genere e numero in accordo con il sostantivo con cui si combina. Esistono due leggi per l’ordine dei costituenti in molte lingue indoeuropee, ricostruibili per il protoindoeuropeo. Legge di Wackernagel In molte lingue indoeuropee (soprattutto sanscrito, vedico, greco omerico e latino) antiche i clitici (pronomi, connettivi, forme del verbo essere) tendevano ad essere in seconda posizione nella frase (P2) = dopo la prima parola accentata. In greco l'ordine dei costituenti è determinato dalla loro classe a livello lessicale: me accentata + nun (pronunciato non accentato) me non accentati. Ricorda la legge Tobler Mussafia dell'italiano antico.
Wackernagel non conosceva ancora l'ittito, che è molto più rigido, come le lingue anatoliche, ci vuole sempre una prima parola accentata e poi lunghe catene di clitici. In molte lingue non indoeuropee i clitici stanno in seconda posizione, perché se fosse in prima, sarebbe accentato e quindi non più un clitico. Legge di Behaghel I costituenti più leggeri (sia fonologicamente che strutturalmente) precedono quelli più pesanti, cioè quelli con meno sillabe o quelli meno articolati. Padre + figlio + e spirito santo = 5 sillabe, 2 parole, costituente più pesante. Luraghi nel 2006 ha proposto che la legge di Wackernagel è una conseguenza della legge di Behaghel, perché i clitici sono i costituenti più leggeri sia fonologicamente che strutturalmente, ma essendo non accentati non possono comparire per primi e quindi vanno in seconda posizione. Funzioni sintattiche : ruoli che costituenti assumono nella struttura sintattica della frase. La grammatica tradizionale italiana distingue tra: soggetto, predicato verbale, complemento oggetto, oggetto indiretto, complementi. La sintassi è un'analisi formale, del significante, ma queste sono definizioni semantiche, parlano della funzione di questi elementi. Valenza Grammatica a dipendenza < anni '50 < Tesnière , ogni elemento di una frase è legato a un altro tramite un rapporto di dipendenza e poi tutti gli elementi dipendono dal verbo. I verbi costituiscono il nucleo della frase. Approccio non formalista = sintassi + semantica. Non si può davvero studiare la sintassi senza studiare la semantica, Tesniere diceva "non esiste connessione strutturale = dipendenza, senza connessione semantica". Albero / stemma sintattico a dipendenza, non ci sono i costituenti astratti nella nostra mente, ma dal verbo si necessita qualcosa che lo completi. Rappresenta in maniera più descrittiva il linguaggio come è attestato, senza astrazioni. Gli argomenti / attanti sono elementi implicati richiesti dal significato del verbo. Valenza: numero e tipo degli argomenti minimi di un verbo = minima strutturazione di una frase. Esistono verbi monovalenti ridere , bivalenti mangiare , trivalenti, dare , tetravalenti, spostare. I verbi zerovalenti sono quelli atmosferici, è una questione di forma. Talvolta un argomento non è espresso, ma la valenza non cambia. Un verbo che ha due significati diversi ha anche due valenze diverse, attaccare. L'argomento primo, il più saliente = importante è quello che si accorda con il verbo, cioè il soggetto. L' oggetto è l'argomento secondo di verbi bivalenti transitici o intransitivi, può essere diretto o indiretto. Altri possibili secondi argomenti sono il luogo, il complemento predicativo del soggetto… L’oggetto indiretto è l’argomento 3 di verbi trivalenti come dare.
= modo in cui referente di 1 sintagma (entità che il sintagma indica) contribuisce e partecipa all'evento rappresentato dal verbo (analisi nata da teoria dei casi profondi, deep cases, di Charles Fillmore, dal 1968 in poi) Descrivono il modo in cui il referente di un sintagma partecipa e contribuisce all'evento rappresentato dal verbo. Teoria dei casi profondi < Fillmore , 1968 (Chomskyano), studiare i costituenti anche per il significato. Sono i complementi della grammatica. Sono espressi ma non vincolati alla sintassi. (^) Agente : entità animata che provoca intenzionalmente l'evento. A livello formale è il soggetto < descrizione a livello del significante. L'agente è la descrizione a livello del significato. Luisa mangia una mela. Se l'agente non è animato, o è metafora o è causa. (^) Paziente : entità che subisce un cambiamento di stato in seguito a un evento causato dall'agente. La mela è mangiata da Luisa, la mela è il soggetto ma è paziente, mentre da Luisa è un circostante e l'agente. (^) Esperiente : il partecipante di un evento che subisce uno stato o un processo psicologico, causato da uno stimolo. A Luisa piacciono i gelati, Luisa è l'esperiente dello stato dell'apprezzare e i gelati è lo stimolo. Luisa adora i gelati, l'esperiente Luisa è il soggetto mentre lo stimolo è l'oggetto. Lo stesso ruolo semantico può essere espresso da funzioni sintattiche diverse. (^) Beneficiario : trae beneficio dall'azione, in tedesco è fondamentale. (^) Ricevente : colui che riceve un tema (< thema, cosa posta) da un agente. Luisa da una mela a Gianni, trasferimento che viene da un agente verso un ricevente, una mela è il tema, la cosa che viene spostata. Il verbo dare è trivalente, l'azione del dare ha 3 partecipanti. Luisa riceve una mela da Gianni, Luisa è il ricevente e il sintagma preposizionale esprime l'agente. 2 verbi che esprimono eventi simili, con strutture sintattiche diverse. (^) Possessore : complemento di specificazione, l'elemento che possiede un'entità. (^) Causa : entità che causa un evento non intenzionalmente, non è animato. (^) Strumento : entità inanimata mediante la quale avviene l'evento. (^) Comitativo : animato che partecipa all'attività svolta dall'agente. In italiano a volte sono espressi in maniera simile, anche sintatticamente (ad esempio strumento e comitativo). (^) Destinazione : entità verso la quale si dirige l'attività espressa dal predicato o meta dello spostamento di un tema. (^) Località : entità spaziale in cui ha luogo l'azione. (^) Origine : dalla quale un’entità si muove. (^) Dimensione : estensione nel tempo, spazio, massa… Allineamento morfosintattico Le funzioni sintattiche e i ruoli semantici sono svincolati, ma non separati, ci sono dei rapporti preferenziali. Es. in italiano il ruolo semantico di Agente di solito svolge la funzione sintattica di Soggetto, ma non sempre. In tipologia linguistica (variazione interlinguistica = caratteristiche variabili tra le lingue del mondo) parliamo di allineamento morfosintattico = corrispondenza tra la marcatura morfologica, il caso e/o la funzione sintattica = l'ordine delle parole vs il ruolo semantico. Tipo Nominativo - Accusativo: esprime allo stesso modo l'agente e gli altri argomenti più salienti dei verbi. Oggetto, agente, altri soggetti (es. esperienti). Riccardo adora i gelati, Riccardo è esperiente e i gelati è stimolo.
Il paziente dei verbi transitivi è l'oggetto. Agente dei verbi transitivi e soggetto dei verbi intransitivi vs oggetto dei verbi transitivi. Una stessa categoria grammaticale X esprime sia l'agente che il soggetto (es esperiente), mentre Y esprime l'oggetto (il paziente dei verbi transitivi). Riccardo = agente mangia la mela. Riccardo = agente corre = verbo intransitivo. Sono due diversi modi di partecipare all'evento. Italiano, come tutte lingue indoeuropee antiche e gran parte delle lingue moderne: Tipo Nominativo (Agente + Soggetto verbi intr.) – Accusativo (Oggetto = Paziente verbi trans.) Ciò non significa che tutte queste lingue abbiano i casi (Nominativo e Accusativo)! Significa che in tutte queste lingue la categoria grammaticale X esprime sia Agente (Soggetto verbi trans.) che Soggetto (v. intr.) vs. categoria Y = Oggetto (= Paziente verbi trans.) Nelle lingue (come latino, greco e tedesco) che hanno i casi (morfemi che distinguono anche funzioni sintattiche) queste categorie si chiamano X = Nominativo e Y = Accusativo. Ted. Der Vater isst den Apfel. “Il padre mangia la mela” NON Den Vater isst der Apfel. Der Vater rennt. “Il padre corre” NON Den Vater rennt. Lingue che non hanno casi, come italiano, utilizzano l’ordine dei costituenti: S prima di V vs. O dopo V. Es: Riccardo mangia la mela NO La mela mangia Riccardo. Riccardo corre NO Corre Riccardo. Tipo Ergativo - Assolutivo: si esprime allo stesso modo accusativo e nominativo = oggetto e tutti i soggetti dei verbi. C'è un caso ergativo che esprime solo l'agente = soggetto di un verbo transitivo, il soggetto davvero compie l'azione, ha desinenza -m. Tutti gli altri tipi di Soggetto e l'Oggetto si esprimono con l'Assolutivo = si esprime a livello morfologico, con un altro caso con desinenza zero. Ad esempio il Georgiano. Alcune lingue hanno più tipi di allineamento (allineamento scisso, split alignment ). Ad esempio: il georgiano è una lingua a ergatività scissa ( split ergativity ). Allineamento Ergativo-Assolutivo: solo con alcuni tempi verbali e sostantivi Allineamento Nominativo-Accusativo: in tutti gli altri casi. Frasi complesse o periodi : sequenze strutturate anche da lunghe frasi. Sintassi superiore : studia la combinazione di frasi e parole (con significato grammaticale o funzionale) deputate a esprimere i rapporti tra le frasi. Coordinazione o paratassi : diverse proposizioni accostate l’una all’altra senza rapporto di dipendenza, tutte sullo stesso livello gerarchico. Subordinazione o ipotassi : rapporto di dipendenza tra le proposizioni, una frase è gerarchicamente inferiore a un’altra = proposizione principale. Connettivi : elementi che segnalano i rapporti di coordinazione o subordinazione tra frasi. In italiano la coordinazione è segnalata da congiunzioni coordinanti o coordinatori o tramite la giustappozione delle proposizioni, come l’asindeto. La subordinazione è segnalata da congiunzioni subordinanti o subordinatori e/o modi verbali non finiti. Subordinate esplicite: se il verbo è di modo finito. Subordinate implicite: se il verbo è di modo non finito. Categorie di frasi dipendenti:
combinazione di morfemi (1 parola = almeno 1 morfema), di cui (di solito) almeno 1 morfema di tipo lessicale (significato referenziale). Approccio formalista : studia il significato come risultato di operazioni astratte con cui si costruisce la rappresentazione mentale della realtà. È come se si studiasse sintassi però usando i concetti invece delle parole. Se si studia la semantica come la sintassi si stanno confondendo due livelli diversi di lingua (formale e funzionale). Approccio cognitivista : significato come struttura cognitiva basata sul complesso dell'esperienza umana, con particolare riguardo ai suoi aspetti fisico - percettivi (incorporazione embodiment ). Studia il significato come se fossimo computer, ma noi abbiamo una corporeità e pensiamo la realtà in base alla percezione fisica. Difficile distinguere tra fatti semantici e tra la conoscenza del mondo, la linguistica dalla filosofia… Davvero dobbiamo distinguere linguistica da altre scienze del pensiero umano? Due concezioni fondamentali del significato linguistico: (^) Concezione referenziale o concettuale o ideazionale o denotazionale: il significato è un concetto prodotto dalla mente e codificabile linguisticamente, corrispondente a un referente esterno. (^) Concezione operazionale o contestuale: il significato di una parola non è altro che l'insieme degli usi che si fa di questa parola, senza pensare alla realtà esterna, è l’astrazione di tutti i contesti di impiego di tale segno < tipologia e semantica distribuzionale, per esempio in linguistica computazionale (i computer macinano tantissimi dati senza conoscere la realtà esterna). Ottica tipologica e distribuzionalista : il significato è la totalità dei contesti in cui X può comparire, la sua distribuzione (asse paradigmatico - sintagmatico). Significato lessicale o referenziale: significato delle cosiddette parole piene = rappresentano oggetti concreti o astratti, entità o concetti della realtà esterna. Es: gatto, buono, mangiare, bene. Significato grammaticale o funzionale o strutturale: significato delle cosiddette parole vuote o grammaticali o funzionali = rappresentano concetti o rapporti interni o categorie o strutture interni al sistema linguistico e non alla realtà esterna. Es: di ‘relativo a’, il ‘introduttore di un nome definito’, benché ‘congiunzione concessiva’, io ‘prima persona singolare’, anche ‘aggiunzione focalizzante’ Significato = contenuto semantico astratto (cioè con valore generale all'interno del sistema linguistico) di un termine = unità di langue (sistema linguistico astratto condiviso dai parlanti di una comunità linguistica). It. finestra ha significato “apertura in una parete” (qualsiasi, generica). Senso = significato contestuale = specificazione e concretizzazione che significato assume quando effettivamente usato in produzione linguistica in dato contesto = unità di parole (uso concreto della lingua in 1 atto individuale). It. finestra “apertura in superficie verticale”: senso 1. “apertura verso esterno pareti di edificio per dare luce”, s. 2. “riquadro in schermo computer”. Quando 1 termine ha un significato ma due o più sensi si tratta di polisemia. Denotazione : oggettivo, valore linguistico che si può identificare con 1 elemento della realtà esterna (= 1 referente). Es: gatto “felino domestico di piccole dimensioni, ecc.” Connotazione : soggettivo, valore non si identifica con 1 referente ma con insieme delle associazioni che il segno ha. Es: gatto significati connotativi “animale grazioso, furbo, pigro, indipendente, che può graffiare, etc.”.
Gatto, micio e felino domestico = uguale significato denotativo, ma ≠ connotazioni (micio positivamente connotato, felino registro scientifico). Analisi della Semantica Cognitiva
Es: UNITÀ DI MISURA DEL TEMPO (secondo, minuto, ora, giorno, mese, anno, lustro, secolo). Solidarietà semantica o lessicale : associazione tra due significati o lessemi basata su cooccorrenza obbligatoria / preferenziale e ridotta / assente possibilità di impiego in combinazione con altri: es miagolare/gatto, abbaiare/cane, raffermo/pane. In ottica cognitiva: 2 lessemi gatto e miagolare (e rispettivi significati) parte di 1 unico concetto superiore = cornice o dominio. Gatto = l’impiego del verbo miagolare rimanda immediatamente al dominio gatto e quindi agli altri termini del dominio (tra cui il sostantivo gatto). Collocazione : rapporto tra lessemi basato su cooccorrenza regolare nell’uso linguistico, ma non semanticamente determinate. Es. bandire + concorso, porta + scorrevole. Collocazione basata sull’uso linguistico ( convenzione ): cooccorrenza di ringraziare + caldamente non motivata semanticamente, ma per convenzione. ≠ Solidarietà = restrizione nell’uso di alcune parole dovuto alla struttura semantica (solo i gatti miagolano, solo i cani abbaiano, solo la lingua lecca). Se studiamo un corpus e due lessemi concorrono con regolarità, si tratta di una collocazione basata sulla convenzione linguistica, non ci sono motivi semantici. Insiemi o sottosistemi lessicali : gruppi di lessemi in cui ogni lessema unito agli altri da rapporti di significato. Campi semantici o sfere semantiche. Sempre in sovrapposizione tra loro (un lessema può o deve far parte di più insiemi lessicali in una lingua, i quali non si escludono a vicenda). Campo semantico o lessicale = insieme dei lessemi che coprono diverse sezioni di uno spazio semantico, aree espresse linguisticamente di un’unica porzione di materia concettuale: termine x (es. braccio) corrisponde a una sezione X (es. BRACCIO) in cui spazio semantico Y (es. PARTI DEL CORPO) è suddiviso in una certa lingua. Campo semantico = insieme dei co-iponimi di uno stesso iperonimo (non necessariamente lessicalizzato = espresso con un solo lessema) Es: del campo semantico TERMINI DI PARENTELA (lessicalizzato dal lessema parente) fanno parte i lessemi madre, padre, zio, figlio. Sfera semantica = insieme di lessemi che hanno in comune riferimento a un certo ambito semantico + o – ampio ≠ campo semantico (rapporti + stretti e ben determinati). Es: sfera semantica della LINGUISTICA (soggetto, verbo, significato, morfema, aggettivo, suono, fonema), della MUSICA (esecuzione, autore, strumento, chitarra, pianista, rock, barocco, teatro). Si veda anche la gerarchia semantica vista prima. Universali semantici = aspetti del significato rappresentati in tutte le lingue. Es. parti del corpo. Tutte lingue hanno lessemi per CORPO. Maggior parte lingue ha anche lessemi per TESTA, TRONCO, BRACCIO, OCCHIO, NASO, BOCCA. Di solito parte superiore del CORPO + specifico di parte inferiore. Gerarchie semantiche = catene di universali implicazionali del tipo “se lingua X ha B allora ha anche A, se ha C ha anche A e B”. Es. A. MANO > B. PIEDE; A. SINGOLE DITA MANO > SINGOLE DITA PIEDE (it. pollice, indice, etc. ma solo alluce vs. ted. Große Zehe). Ad esempio il singolare plurale duale e triale. Tutte le lingue che hanno la categoria di caucale, coiè che si riferisce a poche cose, hanno anche il triale, tutte le lingue che hanno il triale hanno il duale… Se una lingua ha i nomi per ogni singolo dita del piede, hanno anche i nomi per le singole dita della mano.
Analisi semantica componenziale : analisi con cui si scompone un significato di lessemi in unità minori (presenti anche nei significati di altri lessemi), comparando lessemi tra loro per capire cosa li distingue sul piano del significato. Es: campo semantico ESSERI UMANI che comprende tutti gli iponimi dell’iperonimo essere umano Componente semantico o tratto semantico o sema : proprietà di significato necessarie e sufficienti per definire significato di ciascun lessema preso in considerazione = unità minime di significato = proprietà semantiche elementari combinate in simultaneità in unico significato. Significato di 1 lessema = fascio simultaneo di componenti. Nell’esempio: /umano/, /adulto/, /maschio/. Uso figurato (in analisi dei componenti) = neutralizzazione o abbandono in determinato contesto di 1 (o +) componenti del significato denotativo di 1 lessema Es: L’automobile ruggisce tratto /– ANIMATO/ di automobile annullato così l’automobile diventa compatibile con tratto /+ ANIMATO/ del Soggetto richiesto (solidarietà semantica) dalla cornice ( frame = insieme delle associazioni semantiche) di addormentarsi. Rapporti di implicazione tra componenti: /+ UMANO/ implica /+ANIMATO/ che implica /+VIVENTE/ che implica /+ SOLIDO/. Anche opposizioni non binarie : Es: /+ SOLIDO/ vs /+ FLUIDO/ vs /+GASSOSO/
Si ha mutamento sintattico quando un nuovo significante X viene abbinato a un significato Y oppure quando un nuovo significato X viene abbinato a un significante Y. Il mutamento semantico è probabilmente uno degli aspetti più interessanti dell’etimologio ( etymos, vero) = studio dell’origine delle parole. Ullmann: natura delle associazioni semantiche (= tipologia sincronica) I significati (= funzioni) possono essere associati l’un l’altro per somiglianza (asse paradigmatico) = metafora o per contiguità (asse sintagmatico) = metonimia. I significanti (= forme) possono essere associati l’un l’altro per somiglianza (asse paradigmatico) = etimologia popolare o per contiguità (asse sintagmatico) = ellissi. Paraetimologia : rende trasparenti elementi di un termine (morfemi) opachi, di significato non chiaro, associandoli ad altri lessemi di forma e/o funzione parzialmente compatibile. Es. latino postumus , il più successivo, l'ultimissimo - si usava spesso per indicare i figli nati dopo la morte del padre. Non si capiva il significato di - umus finale, che non è il modo più frequente di fare il superlativo (- issimus ). Per renderlo trasparente si è modificato il termina in post - humus = (il figlio nato) dopo la sepoltura. Si sono associati due significanti che non avevano origine comune, ma si sono associati solo per somiglianza, e per associazione semantica si è trovato un parallelo, ma non succede sempre (bellum = guerra, stessa radice di bellus = attraente, è unicamente un parallelo formale, non semantico). Ellissi : omissione del primo elemento del sintagma, che si può sottintendere. Foglio giornale = giornale = giornale quotidiano = quotidiano. Motor car = car. < Ullmann, queste associazioni semantiche a livello sincronico hanno come conseguenza i mutamenti semantici a livello diacronico. Tipologia semantica diacronica, che va a vedere il risultato finale del mutamento (processi che abbiamo visto) - il significato del termine ha una variazione in termine di quantità = estensione (tutti gli oggetti a cui si riferisce una parola) o qualità = valutazione. Il mutamento semantico porta a una variazione di quantità = estensione , aumentandola si ha l’ampliamento semantico, diminuendo l’estensione di ha il restringimento semantico. Il mutamento semantico porta una variazione di qualità, valutazione , se si migliora la valutazione abbiamo un migioramento semantico, se la si peggiora abbiamo un peggioramento semantico. Ampliamento semantico: diminuisce l'intenzione semantica e il significato diventa meno specifico e si può applicare a più elementi = aumenta l'estensione. Processo molto comune un termine del registro culinario passa a indicare una parte del corpo, l'aggettivo ficatum si amplia da fegato (iecur) con i fichi, viene sostantivato per ellissi e nell'uso quotidiano arriva a voler dire solo fegato. Restringimento : aumenta l'intensione, ma diminuisce l'estensione. Ad esempio l’antico inglese mete significava cibo /+ ORGANICO +COMMESTIBILE/ > inglese meat, carne /+ORGANICO +ANIMALE + COMMESTIBILE/. Miglioramento semantico : variazione in senso positivo della valutazione associata a un termine. L’antico inglese cheht significava servo, ragazzo, ora knight significa cavaliere, nobile. Peggioramento semantico : variazione in senso negativo della valutazione associata a un termine. Latino villanus significava abitante di una villa romana, ora villano significa zotico. Bloomfield , 1933 - aggiunge 2 mutamenti semantici:
Blank 1999, 2 tipi di fonti per il mutamento semantico. Categorie applicabili a livello interlinguistico riguardo al mutamento semantico. (^) Fattori unicamente interni al sistema linguistico : grammaticalizzazione (lat. rem > fr. rien ), riaggiustamento all'interno di categorie semantiche (aing. wif, donna > ing. wife, moglie), conflitto omonimico o omofonico (fr. hui = oui, allora oggi si dice aujourd’hui ). (^) Fattori esterni al sistema linguistico : contesto socioculturale (la società rumena era pastorale ad esempio, spagnolo / portoghese riflettono una società marinara), contesto psicologico (tabuismo, l'idea che la lingua crea le cose, si pensava che la parola evocasse le cose), contesto storico (come il calco). Il contatto linguistico causa due fenomeni che interessano il lessico: Prestito : lingua B riproduce sia il significato che il significante fonico acustico di una parola o di un sintagma di lingua A. Calco : lingua B riproduce il significato di una parola o sintagma di lingua A con significante di lingua B. può essere strutturale , replica la semantica + forma / struttura grammaticale di un elemento di lingua A in lingua B, al massimo replica la morfologia, ma non i suoni. È diverso dal prestito , che tenta di replicare anche il significante fonico acustico di un elemento di A in B. Tipi ci calco strutturale: