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Tipologia: Tesine di Maturità
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Istituto Istruzione Superiore “Alberto Galizia” GRECO SARA Classe VB/U LA SOCIETÁ MULTICULTURALE Anno scolastico 2020/
Il candidato sviluppi il seguente argomento in una prospettiva multidisciplinare: la società multiculturale , integrandolo con gli apporti di altre discipline, di competenze individuali presenti nel proprio curriculum e di esperienza di PCTO svolta durante il percorso di studi. L’argomento che mi è stato assegnato è il multiculturalismo , che può essere definito come la coesistenza di diverse identità etniche, culturali e religiose all’interno di uno stesso territorio. Difatti, la società multiculturale e la globalizzazione sono le unità sociali di base di cui è costituita qualunque società umana. La globalizzazione è un fenomeno complesso di connessione favorito dai mercati aperti, dai canali informatici e dai mezzi di comunicazione veloci. È bene evidenziare che la globalizzazione non annulla le distanze fisiche , ma le rende più facilmente oltrepassabili: nel far questo, trasforma in modo radicale la società. Si pensi a come si sono modificate le transizioni commerciali con l’avvento di Internet. Fino a trenta e a quarant’anni fa chi commerciava con un Paese lontano, per esempio la Cina o l’India, doveva necessariamente dedicare una buona parte delle proprie risorse al mantenimento dei rapporti con quelle realtà, intraprendendo frequenti viaggi che richiedevano molti giorni. Oggi con un’email o con programmi come Skype è possibile scriversi e parlarsi in tempo reale senza muoversi fisicamente da casa o dall’ufficio. Il mondo sta rapidamente diventando uno spazio sociale ed economico comune con maggiori consapevolezze delle diverse culture presenti. Il rapporto fra le etnie e culture differenti può risultare problematico, all’inizio del XXI secolo tale questione ha assunto dimensioni e connotazioni diverse rispetto al passato, soprattutto perché nel mondo globalizzato gli spostamenti di persone e i flussi di informazioni e di idee risultano molto più massicce e più veloci che in qualsiasi altra epoca precedente. In effetti, tale questione presenta due aspetti diversi. Da un lato, in molti paesi si tratta di porre i fondamenti per la convivenza di culture e comunità etniche o religiose storicamente presenti da molto tempo sul territorio del
effettivo dialogo tra loro. In tale situazione, si è spesso sviluppata indifferenza quando non ostilità reciproca, e si è giunti a mettere in discussione lo stesso obiettivo della pacifica convivenza. Un secondo modello per affrontare la presenza di minoranze culturali e religiose in uno Stato è quello dell’ assimilazionismo , politica adottata dalla Francia, che ha cercato di ridurre il peso delle diverse identità etniche e religiose, imponendo a tutti le stesse leggi dello Stato basate sulla laicità. A tale atteggiamento, sono state imposte delle leggi che hanno vietato l’ostentazione di simboli religiosi nei luoghi e nelle situazioni istituzionali: l’intento dichiarato è quello di ricondurre la religione e, più in generale, l’identità culturale a un fatto meramente privato, ininfluente nella vita pubblica. Negli ultimi anni, però, anche l’assimilazionismo ha evidenziato debolezze e contraddizioni. A fronte della proclamata uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, nei fatti sono rimaste immutate varie forme di discriminazione: perché esponenti di alcune minoranze etniche, ad esempio, l'accesso a posizioni lavorative più elevate, e quindi più remunerate resta ancora difficile; questo comporta forti disuguaglianze di reddito e spesso a una vera e propria emarginazione sociale. Un terzo modello per affrontare il pluralismo tipico delle società multiculturali è quello del melting pot (mescolanza) tipico degli Stati Uniti. Fin dall’inizio gli Stati Uniti hanno favorito la libera mescolanza delle diverse componenti etniche e religiose nella nuova società che si stava formando: si è venuta così costituendo una condivisa identità americana nata dalla fusione e in qualche misura anche dallo smarrimento delle primitive identità di appartenenza. Neppure il modello del melting pot è riuscito ad affermarsi pienamente con efficacia, dovendo scontrarsi con il perdurare di pregiudizi radicati nella società. Negli Stati Uniti, anche dopo l’abolizione ufficiale di qualsiasi tipo di discriminazione sono rimaste gravi forme di disuguaglianza economica , che in qualche caso conduce alla marginalità sociale. A partire dagli anni Novanta del Novecento, anche l’Italia è diventata meta di significativi flussi di immigrazione provenienti da diverse aree geografiche, in particolare dall’Europa dell’Est, dall’America meridionale, dall’Africa subsahariana e dall’Asia orientale.
Anche il nostro paese si è trovato ad affrontare le questioni legate al multiculturalismo. In questa prospettiva, la possibilità di un incontro positivo con l'altro dipende anche dalla scuola. Particolarmente interessante in questo senso sono le “ Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri ”, emanate nel 2014 dal Ministero dell'Istruzione. In tale documento si afferma la centralità della scuola nella Costituzione e nella condivisione di regole comuni, in quanto richiama al rispetto delle forme democratiche di convivenza nella quotidianità e trasmette i saperi indispensabili per i cittadini di domani. Storicamente l'identità dei gruppi umani è stata spesso definita, oltre che dalla lingua o dalla religione, anche in base dal loro stazionamento territoriale, o dalla relativa vicinanza fisica. La diversità era caratterizzata in termini spaziali: per ognuno “l'altro” era chi abitava territori diversi dal proprio o chi era venuto a stabilirvisi provenendo dall'estero, ed era pertanto percepito come un estraneo. Da qualche decennio tale situazione è stata modificata dallo sviluppo delle tecnologie e soprattutto dalla diffusione dei social network , che consentono agli utenti anche quando fisicamente molto distanti tra loro, di condividere contenuti da loro stessi prodotti. I social favoriscono la nascita delle comunità virtuali , ad esempio ognuno tramite la propria pagina personale Facebook, puoi richiedere o accettare l'amicizia di un gran numero di altri utenti senza necessariamente conoscerli o averli mai incontrati. Queste opportunità consentono di ampliare i possibili contatti, ma non favoriscono il confronto con la diversità. I social aumentano il numero di contatti individuali, ma tra “ uguali ” piuttosto che tra “ diversi ”, creando così comunità virtuali in linea di massima omogenee e chiuse, in cui ognuno è portato a confermare e spesso a radicalizzare le proprie idee, anziché confrontarle con quelle degli altri. Il rapporto con l’altro , quindi, come abbiamo già visto, non è sempre facile, anzi la maggior parte delle volte risulta problematico.
His works let it shine though his solitude and the disappointment of a lost youth due to his isolation. Wordsworth’s life and work had a very different meaning. Wordsworth was a romantic. In this period great emphasis was laid on the significance of the individual. The romantic saw the individual essentially in a solitary state; they exalted the atypical, the outcast, the rebel. As concerns William Wordsworth, his isolation in nature becomes an essential condition to create poetry. So solitude , becomes a real value, it is not a condition imposed from outside, but it is something that is desired, sough after. William Wordsworth has long solitary walks in the woods or in the country to find something that is very important for him. Analogamente, Seneca nella Consolatio ad Marciam, evidenzia un forte spirito antitirannico incentrato sull’idea che la morte è pietosa, e impedisce a un uomo di vivere in tempi terribili, e che il ricordo del bene passato deve consolare il male presente. Vi sono stati momenti storici in cui l’uomo si è sentito completamente perso nel vuoto, senza via d’uscita, condannato a restare solo con i suoi carnefici, la sua disperazione e la sua angoscia infinita. Umiliati ed offesi, sommersi o salvati, si sentivano così gli Ebrei, vissuti nell’era nazista, quando furono oggetto della più grande discriminazione di tutti i tempi. Prima ghettizzati, umiliati, isolati, gli Ebrei finirono, poi, nei campi di concentramento, dove oltre sei milioni di loro trovarono la morte. La strage era stata pianificata e decisa da un uomo folle, che trascinò nella sua pazzia le gerarchie naziste e la maggior parte dei tedeschi, che videro negli Ebrei nemici da eliminare, perché considerati di razza inferiore. Olocausto (sacrificio), Shoah (catastrofe), antisemitismo, tanti sono i nomi dati a questo genocidio, ma al di là del termine più appropriato per definire questa immane tragedia, un dato è inconfutabile: uomini senza alcuna colpa vennero uccisi in norme di un incomprensibile e inconcepibile progetto e i sopravvissuti hanno raccontato l’orrore a cui hanno assistito e la solitudine e l’angoscia che attagliava i loro cuori! Il concetto di solitudine è presente anche in discipline rigide come la matematica e la fisica.
Dal punto di vista matematico possiamo portare l’esempio del punto isolato, cioè di un punto che presenta un intorno che non contiene altri elementi diversi da esso. Il concetto di punto isolato si contrappone a quello di punto di accumulazione, solo in un punto di accumulazione si può calcolare il limite di una funzione. In fisica poi, abbiamo studiato il concetto di corrente elettrica nei solidi, che è un flusso ordinato di singoli elettroni, ma può anche accadere che la conduzione avviene attraverso coppie di elettroni, in tal caso parliamo della teoria BCS , e quindi il metallo diventa un superconduttore. Eppure, io penso che “ la luce si trovi alla fine del tunnel ” nel senso che alla fine del tunnel della solitudine e dell’isolamento, dopo essere sprofondati nelle tenebre, possiamo trovare la luce, intesa come il bisogno dell’altro e come la capacità di riuscire a stare alla giusta distanza dall’altro. La Costituzione italiana nell’articolo 3 sancisce che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” L'uguaglianza si fonda sul riconoscimento delle diversità, i cittadini si distinguono tra loro sotto molteplici aspetti, ma ciò non deve comportare né privilegi né limitazioni nei diritti. Essi sono e restano uguali di fronte alla legge. La nostra Costituzione, infatti, considera la disuguaglianza come un'ingiustizia in sé e impegna pertanto la Repubblica ad assicurare a tutti sia il soddisfacimento di alcuni bisogni fondamentali sia le pari opportunità, cioè punti di partenza il più possibile uguali per la propria realizzazione. Già nell’antichità essere cittadini significava avere uguali diritti e doveri, tuttavia, la cittadinanza era ristretta soltanto a una parte della società. Oggi nella maggioranza degli Stati nessun individuo è escluso di per sé, a causa delle proprie condizioni economiche e sociali, dalla possibilità di essere cittadino e, in quanto tale, uguale a tutti gli altri. Una volta stabilito tra chi vige l’uguaglianza, è opportuno chiarire rispetto a che cosa si è uguali. Un’uguaglianza assoluta sarebbe contraria alla natura stessa degli esseri