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Vittorini, Neorealismo e Autori Dopoguerra: Elio Vittorini, Primo Levi, Calvino, Moravia, , Appunti di Lingue e letterature classiche

La seconda guerra mondiale e il desiderio degli artisti italiani di ricostruire l’italia non solo materialmente ma anche culturalmente. Viene introdotto il concetto di 'politecnico' e il ruolo di elio vittorini, autore interessato alla vita politica e alla produzione letteraria, con una narrativa ruotata intorno al tema del viaggio. Successivamente, il documento introduce il neorealismo, un movimento nato nel 1943 in ambito cinematografico e letterario, caratterizzato dalla ricerca della realtà contemporanea e l'uso di un linguaggio popolare. Vengono presentati autori come primo levi, ebreo prigioniero di auschwitz, e italo calvino, che ritiene che la letteratura debba ritornare ad essere letteratura. Infine, vengono descritti altri autori come alberto moravia, critico della società borghese, e pier paolo pasolini, attento alla società italiana e ai suoi cambiamenti.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/10/2019

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NARRATIVA DEL DOPOGUERRA
La seconda guerra mondiale fu disastrosa e al suo termine gli artisti italiani sentirono il bisogno di ricostruire
l’Italia non solo materialmente ma anche culturalmente.
Nacque un nuovo luogo di incontro per gli artisti che avevano come scopo comune di dare alla cultura un
importanza politica e sociale. Questo luogo si chiama “politecnico” e fu fondato da Vittorini.
ELIO VITTORINI
Si è interessato sia alla vita politica che alla produzione letteraria. Tutta la narrativa di Vittorini ruota attorno
al tema del viaggio, ovvero la metafora del processo conoscitivo. Vittorini subì un forte cambiamento a causa
della guerra civile spagnola, la violenza dello scontro fu talmente tanta che lo colpì pesantemente. L’autore si
avvicinerà molto alla scrittura con la pubblicazione del romanzo “conversazione in Sicilia”. Quest’Opera a
differenza di altre, presenta l’uso dell’allegoria (per ricercare e includere nel testo significati nascosti).
IL NEOREALISMO
Il neorealismo è nato nel 1943 prima in ambito cinematografico e poi in ambito letterario. Il cinema del
dopoguerra è caratterizzato da scene di vita dei ceti popolari, dai drammi e dalle speranze della povera gente
nella guerra e nel dopoguerra.
Anche in campo letterario si è alla ricerca della realtà contemporanea o recente, e c’è il bisogno di
rappresentarla. Il neorealismo si ispira a grandi autori come Verga impiegando una nuova espressione
narrativa e un linguaggio popolare (con gergo e dialetto).
Gli autori di questo periodo utilizzano come generi letterari il romanzo, il racconto e la narrazione-
documento. Ruolo principale lo acquisisce il romanzo neorealistico.
PRIMO LEVI
Levi era ebreo e durante la seconda guerra mondiale fu prigioniero e condotto ad Auschwitz. Qui lo salvò il
suo lavoro che lo concesse di sentirsi ancora umano. Egli scriveva di nascosto, poiché era assolutamente
vietato, da qui nasce il libro “Se questo è un uomo” (1947). Levi fu liberato nel 1945 con la sconfitta dei
tedeschi. Affrontò un lungo viaggio di ritorno segnato dalla vergogna nell’essere sopravvissuto alla rabbia
per ciò che aveva visto. Primo Levi dichiarerà la sua vita a denunciare i crimini contro gli ebrei e poi si
suiciderà nel 1897.
ITALO CALVINO
Calvino ritiene che dato che il neorealismo si basa su una letteratura molto chiara, diretta e precisa per
segnalare e denunciare le sofferenze della guerra diventa più un documento di cronaca che letteratura vera e
propria; Per questo motivo Calvino ritiene che la letteratura debba ritornare ad essere letteratura e ci
aggiunge il pensiero fiabesco al suo interno quindi, ad esempio in “sentiero di ragno“ spiega il romanzo
attraverso gli occhi di un bambino e lo rende una fiaba tra tragedia e allegria.
ALBERTO MORAVIA
Moravia è considerato l’iniziatore del romanzo borghese, attraverso il quale, ha manifestato senza riserve i
temi dell’alienazione sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo.
Secondo Moravia, Nel mondo borghese hanno importanza solo il sesso e il denaro, usati come strumenti per
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Scarica Vittorini, Neorealismo e Autori Dopoguerra: Elio Vittorini, Primo Levi, Calvino, Moravia, e più Appunti in PDF di Lingue e letterature classiche solo su Docsity!

NARRATIVA DEL DOPOGUERRA

La seconda guerra mondiale fu disastrosa e al suo termine gli artisti italiani sentirono il bisogno di ricostruire l’Italia non solo materialmente ma anche culturalmente.

Nacque un nuovo luogo di incontro per gli artisti che avevano come scopo comune di dare alla cultura un importanza politica e sociale. Questo luogo si chiama “politecnico” e fu fondato da Vittorini.

ELIO VITTORINI

Si è interessato sia alla vita politica che alla produzione letteraria. Tutta la narrativa di Vittorini ruota attorno al tema del viaggio, ovvero la metafora del processo conoscitivo. Vittorini subì un forte cambiamento a causa della guerra civile spagnola, la violenza dello scontro fu talmente tanta che lo colpì pesantemente. L’autore si avvicinerà molto alla scrittura con la pubblicazione del romanzo “conversazione in Sicilia”. Quest’Opera a differenza di altre, presenta l’uso dell’allegoria (per ricercare e includere nel testo significati nascosti).

IL NEOREALISMO

Il neorealismo è nato nel 1943 prima in ambito cinematografico e poi in ambito letterario. Il cinema del dopoguerra è caratterizzato da scene di vita dei ceti popolari, dai drammi e dalle speranze della povera gente nella guerra e nel dopoguerra.

Anche in campo letterario si è alla ricerca della realtà contemporanea o recente, e c’è il bisogno di rappresentarla. Il neorealismo si ispira a grandi autori come Verga impiegando una nuova espressione narrativa e un linguaggio popolare (con gergo e dialetto).

Gli autori di questo periodo utilizzano come generi letterari il romanzo, il racconto e la narrazione- documento. Ruolo principale lo acquisisce il romanzo neorealistico.

PRIMO LEVI

Levi era ebreo e durante la seconda guerra mondiale fu prigioniero e condotto ad Auschwitz. Qui lo salvò il suo lavoro che lo concesse di sentirsi ancora umano. Egli scriveva di nascosto, poiché era assolutamente vietato, da qui nasce il libro “Se questo è un uomo” (1947). Levi fu liberato nel 1945 con la sconfitta dei tedeschi. Affrontò un lungo viaggio di ritorno segnato dalla vergogna nell’essere sopravvissuto alla rabbia per ciò che aveva visto. Primo Levi dichiarerà la sua vita a denunciare i crimini contro gli ebrei e poi si suiciderà nel 1897.

ITALO CALVINO

Calvino ritiene che dato che il neorealismo si basa su una letteratura molto chiara, diretta e precisa per segnalare e denunciare le sofferenze della guerra diventa più un documento di cronaca che letteratura vera e propria; Per questo motivo Calvino ritiene che la letteratura debba ritornare ad essere letteratura e ci aggiunge il pensiero fiabesco al suo interno quindi, ad esempio in “sentiero di ragno“ spiega il romanzo attraverso gli occhi di un bambino e lo rende una fiaba tra tragedia e allegria.

ALBERTO MORAVIA

Moravia è considerato l’iniziatore del romanzo borghese, attraverso il quale, ha manifestato senza riserve i temi dell’alienazione sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo. Secondo Moravia, Nel mondo borghese hanno importanza solo il sesso e il denaro, usati come strumenti per

possedere le persone e L’intellettuale o l’adolescente sono personaggi che vivono un senso di straniamento, di impotenza e di crisi, poiché incapaci di superare le logiche della classe a cui appartengono.

PIER PAOLO PASOLINI

Molto attento alla società italiana e ai suoi cambiamenti, Pasolini suscitò spesso polemiche per via della radicalità dei suoi giudizi, estremamente critici nei confronti delle abitudini borghesi e della nascente – tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta – società dei consumi. Critico anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti, era omosessuale e il rapporto che ebbe con questa parte di sé fu al centro del suo personaggio pubblico. Nelle opere di Pier Paolo Pasolini è evidente la tristezza di uomo moderno che si affanna nella ricerca della verità.

CARLO LEVI

Levi si unisce al movimento antifascista di "Giustizia e libertà”, successivamente venne arrestato per sospetta attività antifascista, Da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli, In esso Levi denuncia le condizioni di vita disumane di quella popolazione contadina, dimenticata dalle istituzioni dello Stato, alle quali "neppure la parola di Cristo sembra essere mai giunta".