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Nello Sciame, visione del digitale, Appunti di Storia Delle Dottrine

Questo riassunto tratta il libro di Byung-Chul Han e parla dell’era della tecnologia ( sciame digitale)

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 27/11/2023

alessia-gesuele
alessia-gesuele 🇮🇹

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NELLO SCIAME: VISIONI DEL DIGITALE (BYUNG-CHUL-HAN)
In questo libro, l’autore, si interroga su ciò che accade quando una società rinuncia al racconto di sé
per contare i “mi piace”, quando il privato si trasforma in un pubblico che annulla la tua privacy e la
tua intimità.
Senza rispetto
Rispettare è una parola che deriva dal latino e significa letteralmente distogliere lo sguardo, si intende
quindi uno sguardo distaccato. Questo non accade nel mondo dello spettacolo: la parola “spettacolo”,
infatti, deriva dal latino spectare che significa “puntare lo sguardo”.
Nonostante queste due parole non siano contrari, il loro significato è letteralmente l’opposto.
Ad oggi possiamo dire che non c’è più distanza: la comunicazione digitale favorisce questa perdita di
intimità e i social network ne sono un esempio.
Secondo Han, i media hanno prodotto la cancellazione del rispetto reciproco tra persone.
La shitstorm= E quel fenomeno che avviene sui social nel quale un personaggio viene criticato
attraverso un linguaggio negativo e violento.
Essa è possibile in una cultura della mancanza di rispetto dell’indiscrezione.
La comunicazione digitale rende possibile un istantaneo manifestarsi di un pensiero: penso una cosa,
la scrivo e in un secondo la vede il mondo intero.
Si può quindi affermare che la società digitale ha come caratteristica proprio quella di essere senza
rispetto.
Società digitale= società dell’indignazione-> priva di contegno.
Non ammette nessun dialogo
Per spiegare le modificazioni sociali nell’era della comunicazione, Han analizza le teorie novecentesche
sulla società.
Gustave le Bon, nel 1985 ha scritto Psicologia delle folle, dove ha definito l’epoca moderna
“l’età della folla”, perché la voce del popolo aveva avuto la meglio sulla sovranità (dalla
Rivoluzione francese al Novecento).
Han riflette e pensa, se nel Novecento sono state le masse a mettere in crisi la sovranità, nella
nostra epoca è lo sciame digitale a conquistare il potere.
Esso però non possiede l’animo e lo spirito della folla perché è composto da individui isolati.
Gli individui che si uniscono in uno sciame non sviluppano un “noi”.
Homo digitalis-> È un individuo che conserva la sua identità privata anche quando si presenta
come parte dello sciame. Ha un profilo sul quale lavora per valorizzare sé stesso, ma si
esprime in modo anonimo. È qualcuno che cerca l’attenzione anche in modo anonimo.
Gli abitanti digitali della rete non si riuniscono: manca loro la spiritualità del riunirsi che
produrrebbe un noi.essi danno vita ad un assembramento senza riunione
Hikikomori= individui auto isolati che siedono da soli davanti ad un display.
Lo sciame digitale è un modello transitorio, non stabile.
Esso non marcia.
Come funziona l’informazione nella società digitale e come trasforma la politica?
I mezzi di comunicazione classici, come la radio e la televisione ammettono solo comunicazioni
unilaterali, dove lo spettatore è un soggetto passivo che riceve.
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NELLO SCIAME: VISIONI DEL DIGITALE (BYUNG-CHUL-HAN)

In questo libro, l’autore, si interroga su ciò che accade quando una società rinuncia al racconto di sé per contare i “mi piace”, quando il privato si trasforma in un pubblico che annulla la tua privacy e la tua intimità. Senza rispetto Rispettare è una parola che deriva dal latino e significa letteralmente distogliere lo sguardo , si intende quindi uno sguardo distaccato. Questo non accade nel mondo dello spettacolo: la parola “spettacolo”, infatti, deriva dal latino spectare che significa “puntare lo sguardo”. Nonostante queste due parole non siano contrari, il loro significato è letteralmente l’opposto. Ad oggi possiamo dire che non c’è più distanza: la comunicazione digitale favorisce questa perdita di intimità e i social network ne sono un esempio. Secondo Han, i media hanno prodotto la cancellazione del rispetto reciproco tra persone. ➔ La shitstorm= E quel fenomeno che avviene sui social nel quale un personaggio viene criticato attraverso un linguaggio negativo e violento. ➔ Essa è possibile in una cultura della mancanza di rispetto dell’indiscrezione. La comunicazione digitale rende possibile un istantaneo manifestarsi di un pensiero: penso una cosa, la scrivo e in un secondo la vede il mondo intero. Si può quindi affermare che la società digitale ha come caratteristica proprio quella di essere senza rispetto. ➔ Società digitale= società dell’indignazione-> priva di contegno. ➔ Non ammette nessun dialogo Per spiegare le modificazioni sociali nell’era della comunicazione, Han analizza le teorie novecentesche sulla società.

  • Gustave le Bon, nel 1985 ha scritto Psicologia delle foll e, dove ha definito l’epoca moderna “l’età della folla”, perché la voce del popolo aveva avuto la meglio sulla sovranità (dalla Rivoluzione francese al Novecento). Han riflette e pensa, se nel Novecento sono state le masse a mettere in crisi la sovranità, nella nostra epoca è lo sciame digitale a conquistare il potere. Esso però non possiede l’animo e lo spirito della folla perché è composto da individui isolati. Gli individui che si uniscono in uno sciame non sviluppano un “ noi”. ➔ Homo digitalis-> È un individuo che conserva la sua identità privata anche quando si presenta come parte dello sciame. Ha un profilo sul quale lavora per valorizzare sé stesso, ma si esprime in modo anonimo. È qualcuno che cerca l’attenzione anche in modo anonimo. ➔ Gli abitanti digitali della rete non si riuniscono: manca loro la spiritualità del riunirsi che produrrebbe un noi.essi danno vita ad un assembramento senza riunione ➔ Hikikomori= individui auto isolati che siedono da soli davanti ad un display. Lo sciame digitale è un modello transitorio , non stabile. Esso non marcia. Come funziona l’informazione nella società digitale e come trasforma la politica? I mezzi di comunicazione classici, come la radio e la televisione ammettono solo comunicazioni unilaterali, dove lo spettatore è un soggetto passivo che riceve.

Oggi siamo invece produttori attivi. Su Internet, oggi, le informazioni vengono prodotte e divulgate senza più nessuna mediazione. Oggi siamo consumatori e produttori di notizie nello stesso tempo. Alcuni blog, come Facebook o Twitter sembra quasi che annullino il lavoro di alcune persone come, per esempio, i giornalisti ( de-medializzazione della comunicazione). Nel giornalismo le informazioni sono frutto di un lavoro del giornalista stesso; invece, nel medium digitale ciò che si trova in rete viene diffuso, rimodellato e ciò dà vita ad altre notizie che, a loro volta, circoleranno in rete. In politica c’è un altro fenomeno che cambia la dinamica: il principio della trasparenza. La riservatezza appartiene necessariamente alla comunicazione politica. Se tutto venisse reso di pubblico dominio, la politica rimarrebbe inevitabilmente con il fiato corto. L’informazione digitale presenta delle lacune che riguardano quella che viene chiamata comunicazione analogica (ovvero quella non verbale). ➔ C’è una storia tedesca che Han riprende per mostrare l’importanza della comunicazione non verbale o analogica. ➔ È la storia di Hans l’intelligente , un cavallo che sapeva contare. Questo cavallo ebbe fama mondiale perché sembrava che sapesse eseguire operazioni aritmetiche. Quando gli si chiedeva il risultato di alcune operazioni come, ad esempio, quanto fa 3 + 5, lui rispondeva battendo lo zoccolo per terra otto volte. ➔ Venne addirittura nominata una commissione di scienziati per capire il fenomeno e si scoprì, alla fine, che il cavallo non sapeva contare. ➔ Era però capace di interpretare le più piccole sfumature del viso e la postura del corpo delle persone che erano presenti. (le persone presenti assumevano una postura tesa prima del colpo di zoccolo decisivo, il cavallo percepiva questa tensione e smetteva di battere). Questo ci fa capire, che la gestualità, la mimica o il linguaggio del corpo aumentano le dimensioni della comunicazione. Nel mondo digitale manca, invece, la comunicazione della tattilità, e della corporeità ; essa è priva di corpo e di volto, manca del contatto con il reale. Internet porta a radicali cambiamenti in alcune forme del comportamento. Il pensiero è una funzione complessa che richiede un processo lungo e lento. Lo smartphone, invece, è rapido e miope, un processo corto e veloce che si esaurisce con un semplice “mi piace”. Inoltre, la comunicazione digitale è povera di sguardo. Con Skype, per esempio, abbiamo l’illusione della presenza ma lo sguardo è sempre asimmetrico, non ci si guarda mai, ma si guarda l’obiettivo. La scomparsa dello sguardo, quindi, è uno degli effetti del digitale. Lo vediamo anche quando digitiamo sul touch screen, cancelliamo la realtà dell’altro. Non esiste un volto trasparente: il volto è opaco che significa letteralmente “ messo in ombra “. Le facce che esponiamo su Facebook non sono dei volti e nemmeno sguardi; sono semplicemente icone o immagini ottimizzate. Sindrome di Parigi: - > disturbo psichico acuto che colpisce prevalentemente i turisti giapponesi. Chi ne è affetto soffre di allucinazioni, depersonalizzazione e angoscia.

Dal soggetto al progetto Heiddeger pensa che l’uomo contadino (colui che non conosce internet) sia un soggetto. Oggi si crede di non essere soggetti sottoposti, ma di essere dei progetti di noi stessi. La comunicazione digitale doveva liberare l’uomo dall’isolamento, ma in realtà non ha fatto altro che aggravarlo. La comunicazione digitale si diffonde in rete con un’epidemia. Tutto ciò potrebbe produrre un affaticamento informativo. L’affaticamento informativo è una patologia psichica causata da un eccesso di informazioni. I sintomi sono la paralisi delle capacità di analisi, disturbi dell’attenzioni, agitazione, difficoltà nell’assumersi le proprie responsabilità. Anche la depressione è uno degli effetti di questa sindrome. È sempre più frequente l’incapacità di prendersi le proprie responsabilità: i media sono vaghi, provvisori, non danno certezze, si collocano in un presente senza futuro. Alcuni studiosi pensavano che il medium digitale potesse portare una maggiore libertà e quindi felicità nella condivisione dei propri successi. Ma ciò non si è avverato: Han afferma che la comunicazione digitale, al contrario, ha distrutto lo spazio pubblico, ha aggravato l’isolamento dell’uomo, è dominata dal narcisismo e non dall’amore per il prossimo. ➔ Han si colloca, quindi, in quella categoria di pensatori che vedono nel mondo digitale un grave rischio per il pensiero per la società. La sua analisi prende in considerazione molti aspetti, sociali, politici, psicologici, per mettere in luce le caratteristiche del nuovo medium. Dal cittadino al consumatore QUBE-> sistema interattivo televisivo che esisteva negli Stati Uniti negli anni ’70 e si basava sull’interazione con i consumatori. Sullo schermo del QUBE, oggi, non c’è più differenza tra votare e acquistare: si vota come si compra. Il soggetto compra ciò che gli piace. Ma di fatto ciò non è avvenuto: basti pensare al pulsante “mi piace” come scheda elettorale digitale e lo smartphone come i nuovi seggi. ➔ Panottico digitale: tipo di edificio adibito a carcere-> formato da cellule isolate, in cui i detenuti non possono comunicare tra loro. Sono esposti alla solitudine affinché possano migliorare. ➔ Acxiom: azienda americana che gestisce un’enorme banca di dati con migliaia di server-> sa di più dei cittadini americani di quanto ne sappia l’FBI. ➔ Cookies http: gettone identificativo usato per poter riconoscere un browser. ➔ Google Glass: data-occhiali, consentono di scattare foto ogni 10 secondi. Essi trasformano l’occhio umano in una telecamera di sorveglianza. PSICOPOLITICA: Secondo Foucault, il potere assume funzioni di controllo e sorveglianza. Tuttavia, esso non è in grado di penetrare nella psiche del popolo. ➔ I pensieri rimangono nascosti.

Il panottico digitale è una società della trasparenza, in cui al posto del biopotere subentra lo psico- potere : grazie alla sorveglianza digitale, è ora possibile leggere e controllare i pensieri. Nel piano attico digitale non è possibile alcuna fiducia, anzi non è neanche necessaria. Ogni click che faccio viene registrato; ogni passo che compio diventa ricostruibile: ➔ la nostra vita digitale si imprime fedelmente nella rete. In questa possibilità annuncia l’inizio di una psicopolitica digitale in cui il medium rivela qualcosa di inconscio.