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Libro D1: Nietzsche, Freud, Heidegger, Bergson D2 → filosofia della scienza: Popper Friedrich Wilhelm Nietzsche è il terzo interprete del pensiero negativo dopo Schopenhauer e Kierkegaard. Tutti e tre si muovono su un asse comune. Nietzsche è considerato maestro del sospetto come Marx e Freud. Maestro del sospetto significa che gran parte della sua filosofia è dedicata alla distruzione del pensiero precedente, per mostrare che il sistema di valori della società occidentale era corrotto. Per questo Nietzsche svela quello che si trova dietro il nostro sistema di valori. Nietzsche è un pessimista radicale per quanto riguarda l'uomo così come è stato concepito fino ad ora, ma pensa che sia possibile un uomo migliore. Lui lo chiama Übermensch , ovvero superuomo o iperuomo. È un oltreuomo. Lui mantiene sempre un atteggiamento negativo verso i tedeschi. Talvolta Nietzsche è visto come ideologo del nazismo. Questa ipotesi è però stata scartata, abbandonata, negli ultimi 50 anni → Nietzsche è stato ripreso scollegato da questa idea. La sua filosofia inizia smontando le certezze precedenti → lui cerca nuovi modi di certezza. Nietzsche è morto pazzo, malato di sifilide. Negli ultimi anni della sua vita ha vissuto aiutato dalla sorella, che era una nazista (c'era già il nazismo). È un filosofo a-sistematico → secondo lui non avrebbe senso parlare della sua filosofia. Lui ritiene che il sistema filosofico sia un modello sbagliato, perché è parte di una tradizione precedente che lui vuole rifiutare totalmente. Lo stile di Nietzsche è denso di metafore e aforismi , e questo è il suo modo di esprimersi. Un suo libro ad esempio si intitola “ Così parlò Zarathustra ” → per giudicarlo si usa la via cronologica. La sua prima opera fu la tesi di laurea , intitolata “ La nascita della tragedia ”. Lui è un filologo classico → studia il mondo greco. È un genio precoce , e parla della tragedia. Dovrebbe essere una tesi filologica, ma alla fine diventa una tesi filosofica. Lui parte dalla storia della tragedia per esporre poi la storia della filosofia e dell'interpretazione del mondo. Nella tragedia greca nasce dal coro → un racconto drammaturgico di vicende intervallate dalla presenza di un coro. Il coro consisteva nel recitare sulla musica → è una componente sonora che però noi non possiamo conoscere. Da questo coro però è nata la tragedia. Già in età greca le tragedie venivano inscenate nelle feste dionisiache → era un periodo specifico dell'anno. Questo periodo era un periodo particolare, nel quale avveniva una distinzione netta tra due diversi aspetti compresenti nell'uomo: l' apollineo e il dionisiaco. Questi sono due personaggi diametralmente opposti. Apollo era il dio del sole, poesia, musica, bellezza, ordine , razionalità → tutto ciò che nel mondo greco era armonico, misurato. Questa è l'immagine del mondo greco che è giunta fino a noi. Quando noi pensiamo al mondo greco, in realtà noi pensiamo al mondo greco apollineo. Ma il mondo greco nella realtà non era solo questo. Secondo Aristotele la tragedia non era apollinea, ma era il risultato dell'intreccio della componente apollinea con quella dionisiaca. Dionisio era il dio del vino, ebrezza , dell' orgia , scatenamento, dio della terra, degli istinti, dell' irrazionalità. Nietzsche afferma che il mondo greco era in origine un mondo che univa armonicamente questi due aspetti, ma che poi il dionisiaco è stato escluso. La ricchezza del mondo greco era data proprio da quest'unione. Le tragedie erano infatti composte sia dal dionisiaco che dall'apollineo. I giorni del periodo dionisiaco erano giorni in cui poteva succedere di tutto. La tesi di Nietzsche è che il mondo greco era un equilibrio perfetto tra apollineo e dionisiaco , perché questo esprime la vera natura dell'uomo , che è sia razionale e ordinato, ha senso del dovere, ma è anche bestia → ha sete di piacere, impulsi, istinti. Le feste dionisiache erano fatte apposta per permettere all'uomo di sfogare questi suoi istinti. Erano fatte per mantenere l'equilibrio. Però con Socrate c'è stata una svolta → si è cominciato a far corrispondere il bene all'apollineo, e il male al
dionisiaco. Questo ha letteralmente condannato una parte dell'uomo → viene negata una metà dell'essere umano, quella irrazionale. Così il dionisiaco ha cominciato ad essere represso dall'uomo. Alla fine l'uomo è stato ridotto al solo apollineo. Da qui è poi nato il pensiero occidentale, che considera l'uomo solo come apollineo. Il pensiero occidentale è quindi perverso, perché esclude metà dell'essere umano. E la conseguenza di questa esclusione è drammatica → l'uomo non riesce ad essere felice, perché gli sono stati negati il piacere e la voglia di vivere. L'uomo è represso → nasce da questo momento in poi una civiltà infelice. Il cristianesimo secondo Nietzsche descrive bene questo fenomeno. Secondo Nietzsche la concezione dell'uomo del mondo occidentale nasce da questo terribile errore. Questa è stata una nostra ingenuità. Al contrario, il mondo orientale ha saputo gestirsi meglio. Nel mondo occidentale è nata invece la conflittualità mente-corpo → si pensa che la spiritualità sia il bene, e che il corpo sia il male. Questo viene detto già da Platone. Poi Nietzsche pensa anche a Pitagora e alla metempsicosi. Aristotele avrebbe ancora il giusto mezzo. Invece in oriente corpo e anima non sono contrapposti. Complessivamente, Nietzsche non è pessimista riguardo al destino dell'uomo: l'uomo attualmente è ridotto a questo stato di infelicità solo a causa di questa scelta ancestrale, di concepire l'uomo solo come apollineo. Ma se si tornasse indietro a concepire l'uomo anche nella sua parte dionisiaca, allora l'uomo potrebbe tornare ad essere felice. Nietzsche considera Euripide il distruttore della tragedia → Nietzsche salva Eschilo e Socrate, che descrivevano un mondo greco autentico, ma condanna Euripide, il quale mostra chiaramente il passaggio verso il mondo greco classico, e la cancellazione del dionisiaco. Tutto diviene razionale, e si ottiene un'altra visione del mondo, una più scientifica. Il pensiero occidentale ha portato alle scoperte scientifiche. Le scoperte scientifiche sono state ottenute grazie alla razionalità, ma il prezzo pagato è la felicità, data dalla scomparsa del dionisiaco. Nietzsche non è un esaltatore del dionisiaco, ma è solo uno che vuole entrambi gli aspetti. Lui vorrebbe che entrambe le inclinazioni dell'uomo fossero rispettate. La sua è solo una critica radicale a chi ha fatto dell'apollineo l'unico modo di essere dell'uomo. Nietzsche ha molti fondamenti reali, come Freud, ma ha una soluzione radicalmente diversa: lui vede un mondo di repressione, e vuole cambiarlo. LEZIONE 2 12/3/ Così parlo Zarathustra → Also spracht Zarathustra ; è una delle opere più famose di Nietzsche. Il suo stile è fortemente diverso da quello degli altri. Lui infatti
La società è un misto di tutti e tre gli spiriti. La massa è il cammello, che cede ai valori ed è dominata da quelli auto-reprimenti. Secondo Nietzsche chi si sacrifica per gli altri è un ipocrita, perché lo fa per porre al centro se stesso → l'altruismo è una forma di ipocrisia → infatti chi aiuta gli altri lo fa per enfatizzare il fatto di lavorare, non perché vuole veramente aiutare gli altri. L' oblio serve a non lasciare che le proprie decisioni siano determinate dal proprio passato. Titoli di altre opere: “ I deboli e i malriusciti devono perire ” → sono quelli che non sono riusciti a liberarsi. Nietzsche usa un linguaggio esasperato e violentissimo , e per questo è facile manipolare le sue frasi. Il suo scopo è polemico → vuole distruggere l'idea sociale che reprime l'uomo. Il problema non è aiutare gli altri, ma che gli altri vengono aiutati per un motivo sbagliato. Lui cerca una scelta disinteressata → vuole un vero atto di libertà. Però se diventa un costume, allora è ipocrisia. “ Umano troppo umano ” → ciò che noi attribuiamo spesso a dio è biecamente umano. La società è una maschera ipocrita che l'uomo si è dato, e che finisce per uccidere la libertà dell'individuo. Nietzsche scrive frasi molto violente sui deboli → i deboli trasformano la loro debolezza in una debolezza per tutti → e la attribuiscono a dio, ad una legge divina. I deboli tendono ad universalizzare le loro debolezze. La disabilità è psichiatrica, non fisica. Il fisico non è l'elemento, come facevano invece i nazisti. Il debole è colui che dice “non si può” al posto di “io non voglio”. Il superuomo invece elimina gli ostacoli a qualsiasi costo, non ammette limiti, va al di là del bene e del male. Questo lo dicevano anche i nazisti, ma Nietzsche lo diceva per una causa diversa → il superuomo è la di là del bene e del male, perché non ammette valore, e non lo direbbe mai all'altro. Bisogna avere il coraggio di andare oltre. I nazisti impongono anche agli altri di non valicare il bene e il male. Concetto di nuovo inizio → ogni giorno io scelgo da capo, dimenticando, non considerando, quanto accaduto in precedenza. Non esistono il giusto e lo sbagliato → esistono solo il fare per obbligo → e quindi perché si è oppressi, e il fare per volontà → fare perché si è scelto liberamente. Il fanciullo è colui che rinasce ogni giorno, che non si pone problemi, però poi la società lo corrompe. Nietzsche denuncia l'oppressione mascherata che governa la società. Bisogna scegliere secondo i propri istinti. Quindi de-condizionarsi. LEZIONE 4 18/3/ Prima opera “ La nascita della tragedia ”; poi “ Così parlò Zarathustra ” → annuncia la morte di dio. Poi critica radicalmente tutto il sistema di valori occidentale e il pensiero occidentale. Il superuomo è colui che vive senza valori, al di là del bene e del male → recupera il dionisiaco. Il superuomo dice sì alla terra e alla vita → è un fanciullo che danza → recupera la fisicità, e la dimensione ludica della vita. Recupera anche passioni e istinti → il cristianesimo è invece una radicalizzazione del sistema di valori per cui ciò che è materia è visto come male. Il cristianesimo non ha fatto altro che radicalizzare un lavoro già iniziato da Socrate e da Platone. Nietzsche dice si alla terra ed alla vita; è come un fanciullo che danza → recupera la fisicità e la dimensione ludica della vita, il piacere, la gioia, la felicità, contro la tradizione che ha voluto negare il valore alla vita. Per Nietzsche esiste solo la terra, e negando la terra, l'uomo si è annichilito. La colpa del cristianesimo è stata l' introduzione di un nichilismo cattivo. Nietzsche invece porta un nichilismo buono. Il nichilismo cattivo è stato quelli di chi ha negato la vita in nome del cielo, chi ha detto che questa vita non vale niente, e che conta solo la vita nell'aldilà, mentre l'aldilà chiaramente non c'è (e per questo è un nichilismo). Il nichilismo buono invece distrugge certezze, valori, verità → io sono libero da tutti, io non ho punti di riferimento. Per Nietzsche se non ci sono valori è meglio → avremmo così la libertà. La libera decisione dell'individuo è fondamentale. Lui valorizza il nulla, si sentirà perso forse, ma si sentirà meglio. Lui opera una sistematica distruzione dei valori → è un maestro del sospetto → mostra che dietro i valori ci sono elementi a loro estranei → i valori sono falsi, ingannevoli, trucchi della società. Senza valori l'uomo è libero, non disperato come sostengono invece gli altri. Terzo concetto → eterno ritorno → questo viene introdotto con una parabola → parla di una strada che porta ad una porta → la strada attraversa la porta. La porta rappresenta il presente, ciò che è dopo la porta rappresenta il futuro, e ciò che è dietro la porta rappresenta il passato. Sulla strada c'è scritto attimo. E la strada e circolare → percorrendo la strada del futuro, si giunge al passato → il percorso è un cerchio chiuso.
Nietzsche esprime così una visione del tempo circolare → secondo Nietzsche, il tempo recupera il proprio passato. Questa visione del tempo si è spenta con l'avvento del cristianesimo, ed è stata sostituita da una visione lineare del tempo, ma questa era la visione del tempo secondo il modello greco. Percorrendo il futuro si ritorna al passato. Il tempo circolare sostituisce quello lineare, e Nietzsche lo preferisce perché secondo lui anche nel tempo lineare, il presente è frutto solo del passato → non c'è libertà perché il presente è legato solo al passato. Nel tempo lineare noi agiamo in base solo di ciò che è già accaduto in passato. Noi in questo modo saremmo bloccati. Se io sono il prodotto del mio passato, prima o poi mi blocco. Sarei impossibile da cambiare, perché io mi riterrei legato al mio passato, ed avrei difficoltà a cambiare. L'uomo è condannato al e dal tempo. L'uomo è annullato perché non riesce a cambiare. Tutto dipende solo dal modo in cui noi viviamo il nostro passato. Noi non dobbiamo pensare che io nostro passato non sia modificabile → dobbiamo ritenere modificabile il passato. L'uomo deve essere superato per si auto-reprime. Freud pensa la stessa cosa, solo che lui non trova alternative. Nietzsche racconta di un pastore che ha un serpente in bocca e che a causa del serpente si sta soffocando. Il serpente è il simbolo dell'elemento circolare. Il tempo: si ritorna ad una visione circolare → Nietzsche è un contemporaneo alla nuova concezione del tempo → Einstein. Però di solito lo si interpreta metaforicamente. Quello che decido io non ha effetto solo sul futuro, ma anche sul passato.
cervello. La psichiatria può intervenire con medicine. La neurologia si occupa di tutti gli aspetti neurologici, non solo del cervello. Freud arriva alla psicanalisi progressivamente. Lui è un medico viennese, ebreo, che insieme ad altri comincia ad interessarsi di alcune malattie (oggi scomparse) che lui riporta con il nome di isterie. Oggi queste malattie non esistono più, perché non sono più considerate tali, ma nel 1800 l'isteria era considerata una malattia, con dei sintomi precisi. L'isterico era qualcuno di aggressivo, che era ai limiti della follia, una persona instabile. Freud si sofferma su alcuni sintomi che non hanno una motivazione fisiologica. Ad esempio studia il caso di una donna che zoppica pur non avendo alcun problema alle gambe. Questa donna zoppica, ma le membra sono sane. Freud ritiene allora che il suo problema sussista solo a livello mentale. Lui definisce questo tipo di malattia “ zoppia isterica ”. Oltre a ciò, esistono anche gravidanze isteriche, ovvero donne che si gonfiano senza essere incinte. Freud studia questo ed altri casi simili a Parigi. Nella clinica di Charcot si imbatte anche in una cecità isterica → una donna che non vede da un occhio, ma questo occhio funziona perfettamente. Dal momento che il problema non sussiste a livello fisiologico, cerca di capire dove si trovi. Secondo Freud, il problema si trova nella coscienza. Pertanto lui prova con l'ipnosi. Allora era molto di moda, veniva indotta per curiosità, ma anche per utilizzo medico (e l'ipnosi esiste veramente, ma non tutti sono ipnotizzabili. L'ipnosi è la perdita di coscienza , cosa che può avvenire anche ad esempio dormendo). Freud vede che la persona, una volta ipnotizzata, la persona vede bene. La zoppa invece cammina bene , e per questo ha un'idea. Freud fa quindi perdere coscienza ai suoi pazienti, in modo da superare il problema. Secondo Freud il danno si trova nella coscienza , e levata la coscienza non sussiste più. La struttura della psiche è diversa da quella che si è sempre pensata; Freud cerca di individuare i momenti diversi nella psiche. Freud individua dei luoghi della mente, detti topiche. Lui individua tre livelli :
umano → noi siamo in gran parte irrazionali. Il tipo di cure sperimentate da Freud passa anche per l'uso di droghe e di sostanze stupefacenti, perché si pensa che l'alterazione dello stato mentale tramite droghe permetta all'inconscio di aprirsi. Però poi tutto questo viene accantonato, e anche l'ipnosi cessa di essere praticata, perché ci si rende conto che essa non è in grado di curare. Per curare il paziente bisogna riportare il trauma alla coscienza, e lì affrontarlo. Per eliminare il sintomo, bisogna eliminare il trauma. Però bisogna estrarre l'evento, e questa è la parte complicata. L'evento si trova ormai nell'inconscio, e non viene ricordato dal paziente. È stato completamente rimosso dalla sua memoria accessibile. E che vie abbiamo per accedere all'inconscio? Se l'inconscio non parlasse, non ci sarebbe nulla da fare. Secondo Freud la via di accesso sono i sogni → l'inconscio parla tramite i sogni. Secondo Freud, l'inconscio vorrebbe uscire, ma ad impedirglielo c'è la coscienza. Ma quando dormiamo, la coscienza si ritira, e l'inconscio può uscire. Un paziente è però in grado di ricordare un sogno, mentre non è in gradi di ricordare un'ipnosi. Per questo quello di studiare i sogni è un metodo più efficace. Oltre ai sogni, Freud studia lapsus, tic, vezzi → tutti gesti che secondo lui non sono del tutto incoscienti, e che sono determinati anche da un trauma. I sogni vengono originati dalle pulsioni che si trovano nell'inconscio. Queste però escono modificate, ed hanno un contenuto manifesto → il “trauma”. Tuttavia a Freud non interessa il contenuto manifesto, ma interessa il contenuto latente , nascosto. La coscienza nel sonno sparisce del tutto, ed il contenuto latente del sonno porta dritto all'inconscio. Lo psicologo deve leggere sogni, lapsus, tic ecc e risalire al trauma. Il confine tra malattia e sanità diventa così molto labile → i traumi e le rimozioni sono un patrimonio comune. La malattia viene riconosciuta anche se i sintomi sono tanti. Freud si concentra sui sogni ricorrenti , che più probabilmente hanno a che fare con il trauma. LEZIONE 7 19/4/ Per Freud bisogna cercare l'origine del trauma attraverso i sogni. Proseguendo con la ricerca, Freud tende a convincersi di due cose:
Freud divide tra es e super-io. La nevrosi → è detta nevrosi ogni alterazione dello stato psicologico dovuto a conflittualità tra es e super-io. La normalità sarebbe l'equilibrio. Secondo Freud la normalità esiste, ma è provvisoria, causale. Bisogna invertire il rapporto tra sanità e nevrosi → la nevrosi è tipica di tutti. La psiche è per tutti conflittuale. Come si forma il super-io? È il prodotto dell' educazione e della civiltà. L'es è animalesco, ciò che viene dall'irrazionalità. Quando nasciamo, noi non abbiamo già un super-io. Un bambino infatti farebbe di tutto. È compito dei genitori quello di costruire il super-io, con limiti e divieti. L'educazione dei genitori induce la formazione di un super-io. Inizialmente questo è esterno , perché ci viene imposto dai genitori, ma poi viene interiorizzato. Nello sviluppo della personalità, deve essere interiorizzato. Se ciò non avviene, si hanno persone nevrotiche → persone che hanno solo l'es. Il super-io svolge anche una funzione di salvezza → trattiene anche dagli impulsi dannosi. Un super-io eccessivo invece porta ad un'eccessiva auto-repressione. Il super-io è conscio, anche da interiorizzato. Ma una parte può essere incosciente. La psicologia diventa così giustificazionista? Si, attribuiste le responsabilità ad un individuo e da ciò che gli è successo prima. Per Freud la causa vera va cercata in un problema precedente, generato anche da cause esterne. Per Freud, la colpa è spesso dei genitori. L'es è simile per tutti. Nativamente esso è simile, ma comincia a differenziarsi accumulando gli atti rimossi. La “ psicopatologia della vita quotidiana ” → Freud analizza tutti i sintomi dell'individuo. Per lui sono piccole manifestazioni nevrotiche, dimenticanze, atti mancati. Ma se una mancanza si ripete, è un sintomo neurotico che indica qualcosa che è inconscio. Nulla è leggibile immediatamente lo psicanalista è attento a tutto → gesti, tipo di parole scelte.. anche i sintomi possono essere mascherati. La psiche seppellisce e maschera → tende ad eliminare il doloroso. “transfer” → spesso lo psicanalista diventa per trasferimento l'oggetto di un sentimento da parte del paziente. Se il paziente odia lo psicanalista, spessi si tratta di odio trasferito. Questo sentimento però non è un sentimento autentico. Può essere anche verso oggetti/persone. Freud ha scoperto la psicoanalisi un po' per volta. Freud estende i principi della psicoanalisi anche alla società, o anche all'arte → Freud fa letture psicoanalitiche di opere d'arte. Un autore spesso analizzato seguendo questo metodo è Giovanni Pascoli. La critica ha infatti spesso esercitato sulle sue opere la psicoanalisi. Questo perché lui era strano, aveva un insolito attaccamento alle sorelle, e per questo si pensava che ponesse dei riferimenti sessuali involontari nelle sue poesie. Freud applica questo metodo anche a Michelangelo → nasce da qui la teoria per cui nelle opere d'arte vada ad inserirsi una parte del nostro inconscio. Alcune opere di Freud sono “ Totem e Tabu ”, “Al di là del principio di piacere ”. Freud condivide l'idea nietzschiana del sospetto, secondo la quale i costumi e i valori siano creazioni e convinzioni non autentiche. Lui pensa tuttavia che la repressione sia necessaria nella società. Ad esempio, se il nostro istinto ci spinge a cercare il piacere, esisterà sempre un principio della società che ci impedita di cercare il piacere. Secondo Freud la repressione è necessaria sia per la società che per l'individuo. La stessa civiltà è repressione immotivata. È la società a reprimere l'es. Freud pensa quindi che sia giusto liberarlo, tuttavia è convinto anche che una completa liberazione come la voleva Nietzsche non sia possibile, perché si uscirebbe in questo modo dalla società. Secondo Freud l'uomo è da sempre represso, e quindi deve rimanere represso, riducendo però al minimo le repressioni. Insomma, le repressioni non possono mancare. Secondo lui, nella sessualità la repressione è sproporzionata. Lui la abbasserebbe, ma non la eliminerebbe del tutto, perché è indispensabile. Freud prima svela come dietro ai principi e ai valori i siano dei fattori ingiusti, però poi dice che sono necessari. La morale stessa è infondata, ma necessaria. La civiltà è repressiva, ma non può fare a meno della repressione. C'è una relazione dialettica tra principio di realtà è principio di piacere. La civiltà è la combinazione di tutto. Società e super-io deviano l'energia psichica che vorrebbe cercare il piacere → e la deviano verso il lavoro. Però, almeno il lavoro è funzionale alla società → produce un bene. Non ci sarebbe mai stato
civiltà senza repressione → in tal caso ognuno avrebbe pensato solo a se stesso. La sublimazione della ricerca del piacere → l'etologia (lo studio del modo di comportamento degli animali) … L'intelletto è il frutto del super-io. Il cervello non è la parte dominante dell'uomo. Secondo Cartesio, l'uomo era composto al 80% da razionalità e al 20% da irrazionalità. Secondo Freud, la relazione va invertita. Secondo Freud, l'irrazionale domina l'uomo. Freud comunque condanna la repressione eccessiva. Freud utilizza in una prima fase il termine “isteria”, ma più tenderà ad usare il termine “nevrosi”. Per lui, tutte le malattie dovute da traumi sono diverse manifestazioni di “nevrosi”. Freud sfocia così nell'antropologia → lo studio della natura stessa dell'uomo → Jung , un allievo di Freud, studia ciò. Vengono studiati in questo modo anche totem e tabù → nell'opera di Freud “ totem e tabù” Freud studia l'esistenza nelle società di questi due elementi. I tabù sono degli atti inimmaginabili , come ad esempio presso di noi il cannibalismo. Si tratta di divieti totali. Si tratta di limiti posti ed irremovibili. Tra questi ci sono anche l'incesto, e la pedofilia. I totem invece sono oggetti di culto. Tra questi rientrano anche i riti di iniziazione. È fondamentale nella società la presenza di totem e tabù. Secondo Freud, le società tendono ad inventarseli, ma allora, se sono tutti elementi inventati, perché inventarli? Perché sono gli elementi che fungono da collante nella società. Questo indica anche che le società hanno bisogno di religiosità. Di qui anche la teoria per cui le civiltà sono un male necessario. Il male indica il fatto che in esse vi sia un fattore repressivo. ἔ ρως e θάνατος (Eros e Thanatos) : eros è l' amore fisico , e thanatos è la morte , o la pulsione nei confronti della morte. Freud studia ad esempio anche il fatto che ai bambini piace distruggere → la distruzione ha una forte motivazione nell'uomo. Anche l'autodistruzione ha un ruolo importante. Secondo questa teoria le guerre sarebbero un elemento insito nell'uomo, perché è insita nell'uomo la tendenza all'autodistruzione. Amore e morte vanno di pari passo, sono intrecciati. L'uomo deve tenere in equilibrio le due pulsioni. Secondo Freud, giocare a fare la guerra è un modo di sfogarsi, un modo di sfogare la propria pulsione alla distruzione. E giocare è meglio che fare una guerra vera. LEZIONE 9 23/4/ Che fine fa la psicanalisi dopo Freud? La vicenda della psicoanalisi non cessa con Freud, ma prosegue. Gli allievi di Freud proseguono, però è presente una frattura, una divisione in due linee. Dopo Freud si studiano soprattutto tre autori: Carl Gustav Jung (che è il più famoso), Wilhelm Reich , Alfred Adler. La psicanalisi dopo Freud si suddivide in due scuole diverse : il 60% degli psicologi si definiscono freudiani , mentre un altro 30% di essi si definisce junghiani. Jung e i suoi seguaci rompono con il maestro, perché non credono nella centralità dell'aspetto sessuale. Pensano che Freud abbia esagerato ponendo al centro dell'origine dei traumi la sessualità. Per questi gli junghiani indagano su traumi di caratteri non sessuali. Jung invece pensa anche che esista un immaginario collettivo , in inconscio collettivo , ovvero qualcosa che vada al di là di ciò che è individuale: alcuni elementi dell'inconscio sono comuni a tutti gli uomini, a tutta la specie umana. Sogni, fantasia, ecc sono tutti elementi che possono ritrovarsi uguali in tutti gli uomini, anche in popolazioni molto diverse tra di loro. Jung vuole quindi indagare l'inconscio collettivo. Lui pensa ad esempio che il bosco, l'elemento che è presente in tutte le favole per rappresentare il male, sia visto come tale da tutti i popoli, a prescindere che sappiano o no cosa sia un bosco. Contrariamente, l'acqua è vista come tranquillizzante. Questo perché la nostra prima esperienza di vita è acquatica. Jung cerca degli archetipi, delle idee che siano nella nostra mente ancora prima che noi nasciamo. Secondo lui esistono anche dei tipi psicologici → lui traccia una specie di tipologia dei caratteri psicologici. Ad esempio divide tra estroversione ed introversione , però sconvolge l'interpretazione di questi due concetti. Ad esempio, lui pensa che un estroverso sia rivolto verso gli altri perché ha risolto un problema con se stesso, e per questo si rivolge ora agli altri. Allo stesso modo, una persona introversa ha un rapporto non risolto in se stesso, e per questo parla con se stesso e non con gli altri. Si tratta di tipi psicologici che riguardano sia il rapporto con gli altri, sia il rapporto con se stessi. L'introverso non ama se stesso, ma si odia, e qui sta il capovolgimento. L'idea che ci sia qualcosa di innato rafforza l'idea che ci sia qualcosa di irrazionale, non spiegabile con i traumi.
La conoscenza non è un sapere contemplativo, ma uno strumento per la vita → serve a vivere di più e meglio. L'organo risponde alle esigenze della nostra vita: visione lamarkiana l'intelligenza è in grado di sommare passaggi → quando ragioniamo, noi facciamo dei passaggi. Nell'intelligenza c'è qualcosa di falsificante: divide in istanti ma per questo non riproduce la realtà che è un continuum. È continua nel senso che non ha né inizio né fine e istanti. Il meccanicismo divide la realtà in istanti, mentre in realtà il mondo è un continuum. Nella morale ci sono due atteggiamenti : 1) statico → condannato 2) attivo → quello che Bergson sostiene. L'atteggiamento statico chiede obbedienza. L'atteggiamento attivo porta ad una visione aperta → viene rivalutata la funzione mistica. Il mistico vuole raggiungere dio, non si limita solo a comprenderlo (che sarebbe passivo). Lo sforzo del mistico è esso stesso divino. Nel volersi unire a dio c'è uno slancio che trasforma l'uomo in qualcosa di diverso. Le società chiuse sono condannate, quelle aperte allo slancio sono positive. Bergson ha colto lo spirito dell'epoca (Schopenhauer e Nietzsche), ma in versione diversa → una visione positiva, non pessimistica, che è un tentativo di unire razionalità ed irrazionalità. Martin Heidegger (1889-1976) è l'autore più importante del 1900. Ha sospetti legami con il nazismo. Vive quegli anni e il dopoguerra. Fu allontanato dall'insegnamento del dopoguerra perché era stato anche teorico del nazismo. Ricopriva la carica universitaria per nomina fascista. E c'è un problema: se la sua filosofia era stata incentrata sul nazismo, allora è moralmente condannabile perché ha aiutato il nazismo e gli ha dato copertura intellettuale. Però è in dubbio se la sua filosofia sia veramente connessa al nazismo o no. Lui sarà comunque poi disprezzato nel dopoguerra. Da lui deriva l'esistenzialismo , la filosofia degli anni 1950-1960 in Francia con Sartre. L'esistenzialismo è entrato nel modello della vita, della cultura, dell'arte. Lui non è esistenzialista, ma è il padre dell'esistenzialismo. L'altro padre dell'esistenzialismo è Kierkegaard. Lui sostituisce l'esistenza con l'essere. LEZIONE 11 3/5/ L' esistenzialismo → è riduttivo vedere Heidegger solo come un esistenzialista → lui ha avuto un ruolo molto più ampio. L'esistenzialismo è stato un movimento filosofico rilevante negli anni 1940 e 1950, non solo per la sua portata intellettuale ma anche per la sua diffusione. Come fenomeno, l'esistenzialismo è molto precedente, ma solo dopo si afferma come movimento. Vengono recuperati Kafka ed i positivisti. Questo movimento sarà fondamentale in Francia tra il 1940 e il 1950. È un movimento che diventa popolare → i diffonderà anche attraverso il cinema, la letteratura, la poesia, le canzoni. Il tema dell'esistenzialismo è la centralità dell'esistenza sull'essenza. Il punto di partenza è Kierkegaard con la sua teoria della singolarità → non si pensa infatti ad un vivere generico, ma ad un vivere all'interno di una serie di rapporti concreti. Ogni esistenza è diversa dall'altra, e per questo ognuna deve essere preservata. Si ha anche il senso di mancanza di una prospettiva generale →ogni esistenza è fine a se stessa, e ciò porta a pessimismo, talvolta nichilismo. Non c'è alcuno scopo, non c'è alcun fine → non c'è alcuna prospettiva di salvezza legata alla religione. Viene constatata una nuda e semplice esistenza. Gli esistenzialisti vestivano spesso di nero → era un segno di disagio nei confronti della vita. Il più celebre romanzo esistenzialista è stato scritto da Jean-Paul Sartre, e si intitola “La Nausea” → esprime una sensazione di angoscia davanti alla vita. Heidegger era un esistenzialista, ma non propriamente → lui cerca di andare oltre. Abbagnano, l'autore del nostro libro, era un esistenzialista, e per questo i capitoli che lui dedica ad Heidegger e a Kierkegaard sono più lunghi rispetto a quelli degli altri libri. Heidegger era un tedesco , che ha avuto un pensiero diviso in due fasi. Il primo Heidegger è quello degli anni 1930-1940, mentre c'è poi un secondo Heidegger che noi non studieremo. Il libro fondamentale di Heidegger è “essere e tempo”. Questa è la sua opera principale anche se è rimasta incompiuta. Lui tratta una domanda che recupera l'ontologia parmenidea → lui studia la scienza dell'essere. In quello che Heidegger fa c'è una consonanza con Nietzsche → lui pensa che la metafisica occidentale dopo Parmenide abbia sbagliato, occupandosi troppo degli enti e troppo poco dell'esistenza, e che poi essa abbia proseguito ad occuparsi degli enti senza sapere cosa fosse l'esistenza. Per questo lui ritiene che bisogna fare un passo indietro, e studiare l'essere. Gli enti sono io, tu, la realtà fisica → tutto ciò che viene studiato a partire da ciò che è. Ma perché possa esistere la frase “ ciò che è ”, bisogna conoscere il concetto di essere. Per questo Heidegger pensa che sia necessario studiare prima l' essere. Il verbo essere in tedesco è sein. Tuttavia Heidegger usa il verbo darsein , esserci. Ma perché lui scegli la parola esserci? Perché secondo lui l'essere richiede la presenza di qualcosa che lo percepisca → l'essere deve sempre essere percepito. L'uomo ad esempio è un esserci , perché è lui che si chiede il senso dell'essere.
Heidegger studia l'esserci, la particolare condizione dell'uomo. La sua è un' ontologia , che però diventa presto una riflessione esistenzialista quando deve essere un ente reale ad interrogarsi sull'essere. Esserci significa essere qui, è un essere reale, concreto, che però non è ente. Non è un ente perché l'ente non può domandarsi il senso dell'essere. Heidegger è un inventore del linguaggio → lui crea molti neologismi, termini nuovi, perché lui ritiene che una filosofia che usa i termini correnti non possa fare progressi. La filosofia richiede parole nuove, se vuole progredire. Non si può fare nuova filosofia con vecchie parole. Questo significa che il linguaggio della filosofia deve essere continuamente cambiato. Inoltre, per Heidegger è fondamentale l'etimologia dei termini utilizzati. Lui deduce il senso della parola dall'etimologia. Lui pensa che le parole abbiano un significato originario, che si è consumato con il tempo e con l'uso. Lui cerca di recuperare il senso originario delle parole attraverso l'etimologia. Il significato originario secondo lui è quello autentico. A volte però lui ricava etimologie anche in maniera discutibile → pare che se le inventi. Esistere ad esempio deriva da ex stare → stare fuori, al di fuori, al di là di se stesso. La modalità di essere dell'essere è esistere. L'essere è generico, mentre l'esserci è ciò che è in grado di interrogarsi sul denso dell'essere → l'uomo. In questo momento lui diventa esistenzialista. Esistere significa essere al di fuori dell'essere , essere gettati nel mondo , come se qualcosa fosse portato fuori dalla propria origine. Secondo Heidegger noi siamo stati gettati nel mondo. L'uomo si trova nella situazione di qualcuno che è stato gettato fuori. L'esistere è una possibilità di essere. Dal momento che l'essere è in un tempo e in uno spazio, è una possibilità → legame con Kierkegaard. L'uomo deve scegliere tra una serie di possibilità. L'uomo è ciò che ha da essere. Mentre il registro è necessario, io sono una possibilità, una scelta. L'uomo è per la morte → nelle possibilità dell'uomo, c'è sempre il non esserci, la morte. La morte può avvenire in ogni momento, sempre. Per questo è una possibilità onnipresente. Inoltre, la morte è il nostro orizzonte certo → è l'unica cosa che siamo sicuri che accadrà. È la possibilità di tutte le possibilità. La morte è l'orizzonte entro il quale l'uomo si muove. Gli animali non sono degli esserci perché non sono in grado di ragionare sul senso dell'essere. L'essere c'è solo se c'è qualcuno che possa interrogarsi sul senso dell'essere. Non può esister l'essere senza l'esserci. Però, senza essere non c'è nemmeno l'esserci. C'è una forte interrelazione tra essere ed esserci. Noi uomini non possiamo fare a meno di interrogarci sul senso dell'essere → inevitabilmente ci chiediamo chi siamo e perché esistiamo. Secondo Heidegger, l'uomo ha sbagliato occupandosi troppo presto degli enti, senza aver ancora capito cosa sia l'essere. Husserl, il maestro di Heidegger, aveva scritto la fenomenologia , opera di chiara influenza kantiana. Secondo le sue teorie, una cosa esiste solo se percepita. La coscienza → noi usiamo la coscienza, ma solo secondo la fenomenologia → noi non abbiamo coscienza e basta, ma dobbiamo avere coscienza di qualche cosa. E l'uomo è coscienza di che cosa? → dell'essere. La coscienza dell'essere di Tanel è quindi l'essere di Tanel, e l'essere di Tanel non si trova all'esterno, ma si trova in noi. La coscienza ce l'hanno anche gli animali, solo che a loro manca l'appercezione. Secondo la fenomenologia, non esiste un fatto indipendente dall'essere di quel fatto. Essere gettato nel mondo → qualcuno ha deciso di gettarci nel mondo. L'uomo sente molto questo fatto di essere stato gettato nel mondo. LEZIONE 12 6/5/ Paragrafo 4.5 →la differenza tra essere ed esserci. L'ontologia, la riflessione sul senso dell'essere. Serve qualcuno che rifletta sul senso dell'essere → esserci. L'esserci è il centro della riflessione , ed è gettato nel mondo. Ma come sta l'esserci nel mondo? L'esserci sta nel mondo con la cura. Avere cura significa prendere su di sé il carico di alcune cose (persone oppure oggetti). La cura è caratterizzata da due elementi:
una “mia vita”, ma mi porta alla vita degli altri → mi porta a fare quello che fanno gli altri. Questi modelli di vita sono criticati, ma non c'è alternativa salvifica. L'inautenticità è un modo per difendersi dalla vita autentica. In questo modo non siamo più soggetti all'angoscia, ma siamo vittime di un gigantesco inganno. Pagina 476: comprensione → comprendere totalità e singolarità possibilità → l'essere ha davanti a sé più possibilità progetto e trascendenza fanno parte della cura essere nel mondo → il rapporto con gli oggetti coesistenza → noi non siamo soli nel mondo, ma ci rapportiamo con le cose aver cura degli altri → – essere gettato nel mondo → deiezione , la caduta dell'uomo al livello delle cose del mondo. Il fatto che l'uomo sia stato gettato nel mondo è un fatto. L'uomo si trova quindi ad essere un oggetto nel mezzo degli altri oggetti, si sente perciò abbandonato. Pagina 478; noi progettiamo la nostra esistenza fondandola su noi stessi. Però questo progetto deve essere settato, perché il fondamento è privato. Il fondamento si fonda sul nulla, perché si fonda sull'uomo. I nostri progetti di vita sono fondati su noi sul nulla. La scelta che noi facciamo è scegliere che approdare al nulla. L'esserci è colpevole. Le religioni hanno introdotto il peccato originale perché coincide con la condanna dell'uomo. Le religioni non hanno fatto altro che mitizzare questa condizione umana. Il nulla è l'orizzonte dell'uomo. Il peccato originale è una colpa ontologica. Del libro D2 faremo le pagine del capitolo 23, da 190 a 206 e del capitolo 24 4 pagine → 24 pagine in tutto. LEZIONE 13 7/5/ La filosofia della scienza → l' epistemologia. A partire dal nichilismo, la filosofia inizia ad occuparsi della scienza. Ci so comincia a chiedere cosa significa fare scienza? Su cosa della scienza la filosofia può avere qualcosa da dire? Dopo il positivismo, che è un punto di svolta fondamentale, la filosofia diventa una riflessione sulla scienza. Il positivismo però fallisce dopo 10 anni, quando vengono scoperte le geometrie non euclidee, e quando Maxwell scrive le sue quattro equazioni → si scopre che la verità non è certa, scientifica. Va così in crisi la fisica classica. Cade il concetto stesso di verità. Il concetto di scienza cessa di corrispondere al concetto di verità. Quindi cos'è la scienza? In questo ci sono due correnti:
falsificazionismo. Secondo questa teoria, è scientifico ciò che può essere dimostrato essere falso (falsificato). Per fare ciò, Popper sfrutta la non corrispondenza tra vero e falso. Infatti, se 10 affermazioni non bastano per dimostrare che una teoria è vera, una sola prova falsa basta per dire che quella teoria è vera. Allora vero a falso non sono sullo stesso piano. Per questo, è scientifico tutto ciò che può essere dimostrato essere falso. Non esiste nessuna teoria vera, ed esistono teorie non scientifiche. Per Popper tutte le teorie sono scientifiche, meglio o peggio funzionanti, meno quelle che rifiutano la falsificazione, ovvero quello che non possono essere falsificate, come ad esempio l' omeopatia. Per Popper la psicanalisi non è una scienza, perché quando fallisce, trova sempre una via di scampo per incolpare qualcos'altro. In questo modo, non è mai possibile dimostrare che la teoria sia sbagliata. Inoltre, per Popper la scienza avanza maggiormente grazie agli esperimenti falliti. Infatti, se tutti gli esperimenti riuscissero, io non avrei mai nuove teorie. Ad esempio, la fisica classica è riuscita a progredire a fisica moderna solo con una sequenza di esperimenti falliti. Nell'opera “Congetture e Confutazioni” (ovvero “ ipotesi e fallimenti ”), Popper spiega che i fallimenti migliorano le teorie. Ad esempio, secondo Popper, se io dico “tutti i corvi sono neri”, io intendo che dovrebbero essere neri anche tutti i corvi del futuro, oltre che tutti quelli del passato e del presente. E come faccio io a saperlo? E se ci fosse un corvo bianco? Sarebbe qualcos'altro? No, perché il colore non basta per distinguere una specie. Ad esempio, non tutti i mammiferi partoriscono → c'è l'ornitorinco. LEZIONE 14 10/5/ Il falsificazionismo → su questa base Popper considera non scientifica la psicanalisi, e non considera scientifico nemmeno il marxismo → il marxismo sarebbe non-scientifico perché non ammette errori nelle sue previsioni → se fosse scientifico, dovrebbe cadere non appena si verificasse una previsione sbagliata, mentre invece il marxismo tende a correggersi ogni volta, mantenendosi in questo modo fuori dall'ambito scientifico. Il marxismo si adatta. L'errore scientifico spesso viene dato dal fatto che, se uno scienziato si convince che la sua teoria deve essere giusta, lui farà di tutti per dimostrare vera quella teoria, anche andando contro i fatti. La maggior parte degli errori scientifici sono nati perché i ricercatori non hanno voluto ammettere il fallimento della loro ipotesi. Mentre il ricercatore deve sopportare l'idea che il suo esperimento possa confutare la sua ipotesi. Popper porta alla formazione dei modelli , dei modelli interpretativi. I modelli sono teorie valide fino a che non vengono confutate, o rimpiazzate da modelli superiori. Il modello è un modello di spiegazione di fenomeni , che può essere usato finché funziona. Cessa l'idea che la scienza poggi su basi solide e stabili → la scienza scopre invece verità mutevoli. Prima o poi qualsiasi teoria può essere confutata. Secondo Popper, lo stesso metodo galileiano è sbagliato nella sua struttura. Infatti Galileo prevedeva prima l'osservazione, poi la misurazione, l'ipotesi della teoria, ed alla fine l'esperimento per dimostrare l'ipotesi (conferma). Secondo Popper invece non si può fare scienza in questo modo. Secondo Popper, la scienza non parte dall'osservazione delle ipotesi, perché nessuno può osservare se non ha deciso cosa osservare. L'ipotesi serve invece per decidere cosa osservare. Infatti, secondo Popper prima viene l'ipotesi , e solo dopo viene l'esperimento, per controllare se l'ipotesi sia vera. L'ipotesi precede qualsiasi osservazione. L'ipotesi è un inizio irrazionale della ricerca , è un' intuizione. Lo scienziato osserva in base ad una sua intuizione. Questo segna un totale punto di svolta, perché significa che la scienza non è del tutto razionale. Se io ho solo l'intuizione, non è ancora scienza, perché dopo devo osservare, dimostrare, oppure ammettere l'erroneità della mia ipotesi. La distinzione tra scientifico e non-scientifico non è una frontiera invalicabile, impermeabile. Si può tranquillamente entrare ed uscire da questa frontiera. Alcuni elementi metafisici sono poi diventati scientifici, mentre alcune teorie scientifiche sono poi diventate metafisiche. La credibilità della scienza è data dalla serietà con cui viene posto un problema. Pagina 194 → il modello falsificazionista; falsificata significa valida. Una teoria è una proibizione → perché segna i limiti entro i quali un evento accadrà. E per questo una teoria è tanto migliore, tanto più è proibitiva. Tanto e più cose
certezza. Pagina 224 Popper è un anti-hegeliano, politicamente. Lui contesta l'idealismo. Al contrario, è un realista , ovvero sostiene l'idea che ciò che io conosco del mondo coincida con il mondo. Popper teorizza 3 mondi:
Le leggi non sono assolute, ma indicano semplicemente delle direzioni in cui muoversi. Secondo Popper, Platone è stato il primo a teorizzare una società chiusa , perché ha immaginato una repubblica/stato perfetto. Secondo lui Platone è il fondatore del totalitarismo. Nella scienza si cambia molto lentamente, ma si cambia sempre. Popper è austriaco, ma ha insegnato anche in Inghilterra. H abbracciato la democrazia inglese. Gli ultimi 3 autori sono altri 3 epistemologi, che partono sempre da Popper. Sono Thomas Kuhn , Imre Lakatos , e Paul Feyerabend. Sono tutti e tre europei, ma hanno lavorato anche in Inghilterra. Thomas Kuhn (1922 – 1996) è un teorico, storico e filosofo della scienza, che ha studiato Galileo, e che pensa che Popper abbia esagerato nel dire che una sola prova falsa possa dimostrare errata un'intera teoria. La teoria di Popper è troppo radicale. Forse entro un certo limite le teorie si possono salvare , come ci mostra la teoria di Darwin, che permane ancora oggi, nonostante siano stati cambiati alcuni suoi aspetti in quanto sbagliati. Ad esempio, si è dimostrato che non esistono anelli intermedi e che è inutile la loro ricerca, in quanto l'evoluzione non è un processo continuo. Inoltre, l'evoluzione va in più direzioni, e l'uomo non nasce da un unico elemento. Questa osservazione ha portato all' integrazione delle teorie parzialmente errate , piuttosto che al loro totale rifiuto. Inoltre, secondo Kuhn esistono dei paradigmi scientifici , ovvero dei sistemi di pensiero entro i quali in una determinata epoca viene fatta la scienza. Si tratta di visioni del mondo caratteristiche di ogni epoca, di alcune regole di base comuni a tutti gli scienziati dell'epoca in questione. Quando questi paradigmi sono in vigore, la scienza viene condotta entro questi paradigmi. Tuttavia, mano a mano emergono dei fatti che non quadrano , per i quali il paradigma è troppo stretto. A questo punto, quando si scopre che il paradigma è falso, si rompe, e con un salto relativamente immediato si passa ad un paradigma nuovo. Il passaggio da un paradigma all'altro avviene improvvisamente , come una rivoluzione. Il nuovo paradigma si afferma se sa rendere conto delle nuove realtà. Il paradigma vecchi viene scartato quasi subito_. I paradigmi non sono confrontabili tra di loro_. La fisica classica ad esempio non può essere paragonata alla fisica contemporanea. Le due cose non sono commensurabili. Io tra le due scelgo sempre la teoria migliore, ma spesso non sono teorie confrontabili. Nella teoria di Kuhn è importante il ruolo della psicologia → Einstein ad esempio ha portato alla creazione di un nuovo modello fisico, ma lo ha fatto perché istintivamente ha pensato che la fisica classica fosse errata. Dal momento che questa prima fase è impulsiva ed irrazionale, l'inizio è prescientifico. Ha importanza quindi la psicologia, che studia l'irrazionale. Imre Lakatos (1922 – 1974), ungherese che fugge dall'Ungheria per andare poi a Londra, teorizza i programmi di ricerca. Questi sono simili ai paradigmi scientifici di Kuhn. Lui li chiama però costellazioni di teorie. Lui sostiene che la ricerca scientifica non sia isolata, ma che ruoti attorno ad una teoria principale (detta nucleo). Ciò che invece ruota attorno viene invece definita cornice protettiva , e si tratta di altre teorie dipendenti dalla teoria principale. La fisica classica era un programma di ricerca che aveva un nucleo forte, e molte teorie che le ruotavano attorno. Essa era anche una rappresentazione del mondo. Lakintos si chiede se sia veramente necessario rottamare tutto un sistema scientifico solo per un esperimento , e la sua conclusione è che, anche se un esperimento va contro il sistema della fisica classica, questa non vada rottamata del tutto. Se viene intaccata sola una delle teorie appartenenti alla cornice, allora solo questa va cambiata. Solo se viene intaccato il nucleo bisogna cambiare tutta la teoria. Nel caso dell'evoluzionismo di Darwin, ad esempio, il nucleo è costituito dall'elemento dell'evoluzione, mentre la cornice è costituita dai singoli casi. Se viene sbagliato lo studio di un singolo caso, non bisogna rottamare l'intera teoria, ma solo quel caso. Andrebbe tutta buttata solamente se venisse a cadere il sostegno del nucleo. Quando io abbatto una teoria, cambia anche il metodo scientifico → in questo modo è caduto anche il metodo scientifico aristotelico-tolemaico. L'ultimo e molto discusso epistemologo è Paul Feyerabend , una cui citazione è usata erratamente sia dal papa che da Cattelan: infatti il papa era solito riprendere di Feyerabend la frase “In realtà Galileo aveva torto”, usata dal filosofo per definire il fatto che Galileo all'inizio, quando ha deciso di indagare la nuova teoria eliocentrica proposta da Copernico, non aveva gli elementi necessari a determinarne la correttezza. Questi li ha trovati solo dopo, con uno studio più