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Freud, Popper e Bergson, Appunti di Filosofia

Appunti su tre filosofi: Freud, Popper e Bergson --> in preparazione alla maturità.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 05/11/2025

Vittsoaiai
Vittsoaiai 🇮🇹

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Sigmund Freud
Nasce il 6 maggio 1856 a Freiberg in Moravia. Nel 1860 la famiglia Freud si
trasferisce a Vienna e si iscrive alla facoltà di medicina. Si interessa alla
psicologia e alla filosofia. La teoria della psicanalisi che prende avvio con Freud
rivoluziona totalmente il modo di vedere l’uomo e la società, le scoperte che
effettua Freud sono un nuovo modo di vedere la psiche e l’anima di Freud che ha
profondamente a che fare con l’ambiente filosofico.
L’isteria: Il suo punto di partenza è medico e riguarda la malattia ben
specifica dell’isteria che comprendeva un insieme variegato di disturbi, con
paralisi, epilessia, allucinazioni, temporanee perdite della vista, e tutti questi
sintomi erano ricondotti all’isteria. Si riteneva che siccome colpiva
principalmente le donne, quindi si pensava che dipendesse da un cattivo
funzionamento dell’utero, evidentemente c’è un danneggiamento di un organo
interno. Si legava questa malattia a un organo, poi più recenti indagini mediche
hanno condotto questa malattia non all’utero ma al sistema nervoso. Non si capiva
in cosa consistesse la lesione del sistema nervoso dal momento che le pazienti
non presentavano danni cerebrali evidenti, e non si capiva come nuove terapie e
in primo luogo l’ipnosi potevano mitigare e quasi far scomparire questi sintomi.
Essere affetti da isteria era una malattia che portava un danno profondo e di
conseguenza uno stigma sociale, soprattutto dalle donne che appartenevano agli
strati sociali più avvantaggiati e venivano trattate negli ospedali psichiatrici e
imbottite di farmaci senza poi via di uscita. Chi veniva recluso per isteria veniva
sedato e non viveva più una vita come sempre. Le persone che invece erano messe
meglio economicamente stavano a casa, e diventano recluse.
L’ipnosi: Il primo ad applicare l’ipnosi fu un medico francese chiamato
Hippolyte Bernheim, Freud ha avuto modo di osservarlo da vicino, questo medico
dopo aver indotto lo stato ipnotico poi ordinava alle pazienti di fare sparire uno
dei sintomi e quando si svegliavano seguivano ciò che gli era stato ordinato.
Tuttavia questa cura era limitata nel tempo, dopo un po’ questi sintomi si
ripresentano.
Joseph Breuer: Sarà invece Josef Breuer a servirsi dell’ipnosi in modo
differente, anziché dare ordini alle pazienti instaura con loro un dialogo
terapeutico, inducendo cercando di portarle a raccontare i loro vissuti. In uno
stato ipnotico si abbassano i muri della nostra coscienza ed è più semplice
accedere a dei ricordi passati. Alla base ci sta il fatto che i sintomi dell’isteria
fossero la manifestazione fisica di un disagio della psiche che può essere
riportato a galla tramite l’ipnosi. Secondo Breuer vi erano delle esperienze
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Sigmund Freud

Nasce il 6 maggio 1856 a Freiberg in Moravia. Nel 1860 la famiglia Freud si trasferisce a Vienna e si iscrive alla facoltà di medicina. Si interessa alla psicologia e alla filosofia. La teoria della psicanalisi che prende avvio con Freud rivoluziona totalmente il modo di vedere l’uomo e la società, le scoperte che effettua Freud sono un nuovo modo di vedere la psiche e l’anima di Freud che ha profondamente a che fare con l’ambiente filosofico.

L’isteria: Il suo punto di partenza è medico e riguarda la malattia ben

specifica dell’isteria che comprendeva un insieme variegato di disturbi, con paralisi, epilessia, allucinazioni, temporanee perdite della vista, e tutti questi sintomi erano ricondotti all’isteria. Si riteneva che siccome colpiva principalmente le donne, quindi si pensava che dipendesse da un cattivo funzionamento dell’utero, evidentemente c’è un danneggiamento di un organo interno. Si legava questa malattia a un organo, poi più recenti indagini mediche hanno condotto questa malattia non all’utero ma al sistema nervoso. Non si capiva in cosa consistesse la lesione del sistema nervoso dal momento che le pazienti non presentavano danni cerebrali evidenti, e non si capiva come nuove terapie e in primo luogo l’ipnosi potevano mitigare e quasi far scomparire questi sintomi. Essere affetti da isteria era una malattia che portava un danno profondo e di conseguenza uno stigma sociale, soprattutto dalle donne che appartenevano agli strati sociali più avvantaggiati e venivano trattate negli ospedali psichiatrici e imbottite di farmaci senza poi via di uscita. Chi veniva recluso per isteria veniva sedato e non viveva più una vita come sempre. Le persone che invece erano messe meglio economicamente stavano a casa, e diventano recluse.

L’ipnosi: Il primo ad applicare l’ipnosi fu un medico francese chiamato

Hippolyte Bernheim, Freud ha avuto modo di osservarlo da vicino, questo medico dopo aver indotto lo stato ipnotico poi ordinava alle pazienti di fare sparire uno dei sintomi e quando si svegliavano seguivano ciò che gli era stato ordinato. Tuttavia questa cura era limitata nel tempo, dopo un po’ questi sintomi si ripresentano.

Joseph Breuer: Sarà invece Josef Breuer a servirsi dell’ipnosi in modo

differente, anziché dare ordini alle pazienti instaura con loro un dialogo terapeutico, inducendo cercando di portarle a raccontare i loro vissuti. In uno stato ipnotico si abbassano i muri della nostra coscienza ed è più semplice accedere a dei ricordi passati. Alla base ci sta il fatto che i sintomi dell’isteria fossero la manifestazione fisica di un disagio della psiche che può essere riportato a galla tramite l’ipnosi. Secondo Breuer vi erano delle esperienze

traumatiche, che le pazienti avevano cercato di ignorare perché provocano in loro troppo sofferenza. Quello che Breuer mette in punto è un metodo che verrà

poi battezzato come “ talking cure ”. Questa cura particolare venne applicata

in modo esemplare in un caso che diventò poi famosissimo.

Talking cure, Anna O: Il caso di Anna O. È un caso che Breuer segue per

circa due anni e ci scriverà sopra un piccolo saggio, e descriverà i meccanismi che si celavano dietro l’isteria, in questo momento Freud era l’assistente di Breuer. Si cominciano a capire meglio dei meccanismi della nostra mente, Freud e Breuer giungono alla conclusione:

  1. Il dialogo ha funzione terapeutica Quindi arrivano alla conclusione che il dialogo tra il terapeuta e la paziente è catartico(cioè è liberatorio, in grado di dare libero sfogo alle emozioni che la paziente provava e liberarsene). Quando questo sintomo negativo veniva portato alla luce dal terapeuta, il sintomo scompare.
  2. Parte dell’inconscio inaccessibile Pensano anche che esista una parte della nostra mente cioè l’inconscio che non è direttamente riconducibile alla parte cosciente. Dentro di noi è presente una stanza chiusa a cui noi non possiamo accedere tramite la nostra coscienza ma è necessario un lavoro terapeutico.
  3. Cosa si trova dentro l’inconscio In questa stanza noi andiamo a mettere tutto il nostro rimosso, tutti i contenuti che derivano da un processo di rimozione, questo processo è un meccanismo inconsapevole quasi automatico che ciascuno di noi mette in atto e mette in modo inaccessibile e a noi stessi alcuni nostri vissuti, e questo è perché il loro ricordo ci provocherebbe sofferenza.

Quindi l' inconscio è la parte della nostra psiche in cui andiamo a cacciare tutto dentro e lo facciamo in modo del tutto inconsapevole, ed è per questo che non possiamo accedere da soli tramite la nostra coscienza.

  1. Effetti contenuti rimossi Questi contenuti rimossi continuano ad agire provocando effetti sul nostro comportamento e hanno effetti su come noi ci comportiamo con noi stessi e altri. A volte questi effetti sono talmente gravi da sfociare nell’isteria, però nella maggior parte dei casi non sono gravi ma in ogni caso determinano il nostro comportamento in modo più o meno grave. La guarigione da questi sintomi patologici evidentemente passa solo e soltanto il recupero a livello conscio dei contenuti rimossi, bisogna riportare a galla a livello di consapevolezza e coscienza ciò che ho inconsapevolmente rinchiuso e riportare tutto fuori ad una nuova consapevolezza con l’aiuto del terapeuta.

Lacuna dell’ipnosi: C’è un problema con l’ipnosi, una paziente quando si

sveglia non si ricorda niente e questa mancanza di consapevolezza non consente

sono totalmente nella loro forma palese e subisce sempre una serie di trasformazioni che hanno lo scopo di manipolarlo.

Il primo livello è il contenuto manifesto, cioè l’insieme delle immagini che

vengono effettivamente sognate che sono le immagini che sono poi ricordate dal paziente.

L’altro contenuto é il contenuto latente o nascosto, e consiste nel

significato profondo nel sogno, ciò che la nostra psiche ha voluto esprimere tramite quelle immagini.

Com'è che avviene la trasformazione del contenuto

latente in immagini? Quello che ci appare nel sogno viene definito come

lavoro onirico, onirico vuol dire relativo ai sogni. Questo lavoro onirico si compone di due operazioni mentali che noi compiamo:

1)Condensazione

Che è la concentrazione in una sola rappresentazione di più contenuti latenti nascosti. Freud ci pone questo esempio: aveva appena finito di scrivere un saggio di argomento botanico, e un sogno sui fiori lo interpreta come un sogno che rimanda alla moglie, a una paziente di nome Flora e ai suoi studi sulla cocaina.

2)Spostamento

Che è il tentativo da parte della nostra psiche di depistare il contenuto latente e trasferirlo su un contenuto dal valore più neutrale. Il contenuto latente é un contenuto dal forte valore effettivo e quindi il nostro inconscio cerca di spostare l’attenzione del nostro sogno su un elemento più neutrale che però é strettamente legato al contenuto latente. Secondo Freud il vero significato del sogno è che trascurava la moglie a causa del suoi studi, il contenuto latente era il forte senso di colpa che propaga verso la moglie.

Il compito del terapeuta è quello di aiutare il paziente a decifrare i suoi sogni, questo percorso si può applicare a qualsiasi persona. Freud dice che non solo nei sogni manifestiamo qualcosa di nascosto ma questo può verificarsi anche a livello conscio nei nostri atteggiamenti che hanno a che fare con il nostro subconscio, Freud ne parla nella “psicopatologia della vita quotidiana”. É il caso dei lapsus freudiani.

Il lapsus (Si tratta di errori nel parlare o nello scrivere che tradiscono un

pensiero nascosto.) è la rivelazione inconscia di un desiderio profondo,

Gli atti mancati sono delle dimenticanze. (Sono azioni che "falliscono" nel

loro intento cosciente, ma che esprimono un desiderio rimosso). Tutti questi momentanei fallimenti del controllo cosciente fanno parte di quei meccanismi inconsci che rivelano qualcosa della nostra psiche più profonda.

Teoria della sessualità

Freud al tempo era diventato una celebrità. Freud si rende conto che molti dei contenuti latenti e il sistema delle libere associazioni hanno come origini un impulso di natura sessuale, molti di questi contenuti derivano da un desiderio sessuale che dal soggetto in questione viene giudicato immorale e pertanto viene rimosso e confinato nell’inconscio. Freud si domanda da dove vengono questi desideri inconfessabili, questo lo convince a indagare la sessualità infattibile.

I bambini: All’epoca i bambini erano considerati dei esseri asessuati, la loro

sessualità era considerata come una cosa che si verificava solo nella pubertà, secondo Freud buona parte dei contenuti latenti e dei desideri a sfondo sessuale hanno a che ora con l’infanzia delle persone. Scrive “tre saggi sulla teoria sessuale” e in quest’opera afferma che in ogni essere umano è presente fin dal

primo giorno di vita una pulsione sessuale che egli chiama libido, chiaramente

nell’età infantile non si esprime nello stesso modo in cui si esprime nella vita adulta ma in modi in cui la bambina e il bambino cercano di soddisfare questo piacere in modo diverso. Questa soddisfazione varia a seconda delle età e a seconda delle zone del corpo, secondo Freud a seconda dell’età esiste una zona erogena che è in grado di produrre piacere.

1. Dai 0 ai 2 anni: Fase orale

Ad esempio la prima fascia che va dai 0 ai 2 anni, la individua come la fase orale cioè quella fase nella quale il bambino trae il massimo piacere dalla bocca attraverso alcune operazioni come succhiare il latte e sputare fuori ciò che gli crea disgusto.

2. Dai 2 ai 4 anni: Fase anale

La seconda fase va dai 2 ai 4 anni, questa é la fase anale in cui il bambino trae piacere controllando i propri sfinteri e nel fare i suoi escrementi prova piacere e associa il poter farlo come un senso di riconoscimento ed è come se fosse un dono da dare a chi si prende cura di lui che di solito é la mamma.

3. Dai 4 ai 6 anni: Fase fallica

Dai 4 ai 6 anni é il momento della fase fallica, la libido per la prima volta viene spostata all’esterno rivolta ad una persona che é generalmente il genitore di sesso opposto, quindi il bambino o la bambina comincia a provare attrazione verso il genitore di sesso opposto e vede nel genitore di sesso uguale un potenziale rivale. Questo genera un cambiamento nella psiche del bimbo, il bambino nutre questo desiderio incestuoso e lo comprendono come irrealizzabile e impossibile, e c’è un conflitto anche con il rivale per cui però egli prova effetto e Freud

chiama ciò complesso di Edipo. Edipo giace in modo inconsapevole con la

madre e poi uccide il padre, senza saperlo e poi si suicida. Freud prende spunto

Freud prosegue con i suoi studi e conduce anche un’attività di ricerca personale e scrive un altro saggio nel 1915 intitolato “metapsicologia” dove indaga i meccanismi e il funzionamento della psiche umana ed é anche un saggio che dà la possibilità a Freud di inserire quel concetto di libido all’interno di una teoria pulsionale molto più ampia. Qua Freud comincia ad allargare lo spettro della libido e abbandona questo termine in funzione di un altro che è più calzante

secondo lui:” pulsione ”, che si estende ed allarga il campo non sono sulla

sessualità ma arriva a comprendere uno stato di eccitazione che coinvolge tutto l’organismo e che coinvolgono tanto la nostra psiche quanto il nostro corpo. Secondo Freud tutte le pulsioni tendono alla loro soddisfazione, così avviene anche per quanto riguarda le pulsioni, questo deriva dal fatto che ogni organismo

coincide con il principio di costanza , ogni organismo tende a mantenere

nel livello più basso possibile il quantum di eccitazione. In un qualche modo di fronte ad una pulsione si cerca un modo di poterla soddisfare per scaricare l’eccitazione. Siccome il nostro organismo non può stare sovraeccitato, si ha il bisogno di scaricare e questa necessità di scaricare risponde al principio di

costanza. Al principio di costanza corrisponde il principio di piacere,

secondo il quale ogni organismo cerca di evitare il dispiacere e di ottenere il piacere, quindi il principio di piacere ci porta a soddisfare nel modo più rapido possibile quelle eccitazioni. Il problema è che non è sempre possibile soddisfare il piacere, a volte ci sono delle pulsioni che non possono essere soddisfatte,

questo principio di costanza deve fare i conti anche con i principi di

realtá che è in competizione con il principio di piacere. Il principio di costanza

deve fare i conti con il principio di piacere e il principio di realtà. Quindi il principio di realtà deve portare a soddisfare le nostre realtà senza compromettere la nostra integrità e quella degli altri, ma se invece è compromettente, il principio di realtà deve far posticipare il principio di piacere oppure rinunciare del tutto. Tra le varie pulsioni che possiamo provare a un certo punto Freud distingue tra le pulsioni di vita e le pulsioni di morte.

  1. Pulsioni di vita Le pulsioni di vita sono pulsioni che tendono alla nostra autoconservazione, tipo quelle di natura sessuale.
  2. Pulsioni di morte Le pulsioni di morte invece vanno nella direzione dell’auto distruzione.

Scrive questo saggio a seguito della prima guerra mondiale nel 1920 dopo che aveva visto davanti a sé milioni e milioni di morti. Quindi non è un caso che l’elaborazione del trauma della prima guerra mondiale lo abbia portato a parlare

anche di pulsione di morte. La pulsione di morte é quella che recepisce in tanti suoi pazienti che replicano situazioni spiacevoli che sono distruttive per il soggetto stesso, e in qualche modo secondo Freud si torna a mettere nella

stessa situazione che aveva all’inizio. Questa cosa si chiama coazione a

ripetere, una sorta di impulso autodistruttivo che porta verso un qualcosa

che ti distrugge, magari un’esperienza che mi ha creato profonde emozioni che io in un qualche modo ricerco. Queste due pulsioni verranno poi anche ribattezzate da Freud come Eros e Thanatos (che vuol dire morte in greco). Sono presenti anche a livello sociale, che esiste qualcosa che tende verso il progresso, l’evoluzione ma c’è anche qualcosa che ci porta verso l’auto distruzione.

La teoria della mente e le due topiche freudiane

Freud cerca di capire come fosse strutturata la nostra mente. L’intenzione di Freud è quella di arrivare a una mappatura della nostra mente, non si trovano queste mappature all’interno di un‘opera organica ma all’interno di tutte le sue opere.

  1. Prima topica La prima mappatura si chiama Prima Topica: conscio (ciò che mi è accessibile senza alcun sforzo), pre-conscio(insieme di quelle rappresentazioni che possono essere facilmente riportate a livello di consapevolezza) e inconscio (dove risiedono i contenuti rimossi, tra cui anche i desideri rimossi ecc ecc). A livello inconscio possiamo accedere solo tramite un livello psicoterapeutico. Questa mappatura non soddisfa completamente Freud, perché non dà spiegazione completa a tutto quel sistema di difese che noi cerchiamo di mettere contro il tentativo di accedere alla nostra area inconscia. Sono tanti i tentativi per limitare l’accesso all’inconscio e questa topica non dà conto e non dà spiegazione a questa resistenza.
  2. Seconda topica Per questa ragione Freud elabora una seconda topica a partire dal suo saggio interpretazione dei sogni. Questa volta non si parla di veri e propri luoghi ma si parla di strutture che sono es, io e super-io e non corrispondono alle altre. Sono tre strutture e tre sistemi fondamentali che interagiscono tra loro. ● Es, è un pronome neutro singolare del tedesco, Freud lo utilizza per indicare la struttura dove risiedono le pulsioni innate dell’uomo (parte dionisiaca per Nietzsche) parte dove risiedono le nostre parti più profonde, è la nostra parte irrazionale che noi non possiamo controllare con la nostra mente.

Henri-Louis Bergson

È un intellettuale con una solida preparazione scientifica che gli consente di guardare con occhio critico questi movimenti.

Lo spiritualismo: Bergson lo si inserisce all’interno dello spiritualismo e va

contro al filone filosofico che era imperante all’epoca cioè il positivismo. Lo spiritualismo infatti è percorso da poche persone. Bergson vive in un’epoca che vede grandi trasformazioni dal punto di vista tecnologico e vede anche un’umanitá che è in grado di progredire dal punto di vista tecnologico però anche capace di autodistruggersi. Quindi gli spiritualisti in un qualche modo si contrappongono al positivismo che invadeva la società dell’epoca e vedeva al centro l’idea che tutto procedesse verso un inevitabile e inesorabile progresso e che tutto potesse essere determinato in senso fisico. Positivismo e psicanalisi: Questa è una dei grandi capisaldi del positivismo, i grandi risultati della scienza sembravano dare una possibilità di spiegazione dall’uomo di qualsiasi fenomeno presente in natura e anche nell’uomo. Freud cercava in fin dei conti di stabilire delle leggi deterministiche che ci consentissero di leggere e interpretare le nostre leggi e i nostri movimenti interiori. Attraverso il lavoro dello psicoanalista si stabiliscono delle leggi certe. Idee spiritualiste: Lo spiritualismo mette in dubbio che si possa ridurre la natura e la psicologia umana a un fatto puramente determinativo. Secondo gli spiritualisti esiste una realtà che non è solo una realtà materiale, ma esiste anche una realtà spirituale che ha pari dignità rispetto alla materia e che tuttavia non si lascia in qualche modo comprendere dalle stesse leggi della materia e sfugge al mondo fisico che noi conosciamo e possiede un suo quantum di libertà che lo rende diverso e lo rende irriducibile. Lo spirito ha pari importanza alla materia e si differenzia per il fatto di essere libero e non determinato. Se il mondo fisico che ci circonda può essere letto e conosciuto secondo le leggi della fisica. evento b causa a, e conseguenza c, lo stesso non si può dire dello spirito. Bersaglio di Bergson: In modo particolare il bersaglio politico di Bergson è lo psicologo tedesco Gustav Fechner, che è uno psicologo tedesco il quale aveva dato origine alla cosiddetta psicofisica. Pensa che le sensazioni che l’uomo prova dentro di sé a livello di coscienza potessero in fin dei conti essere riconducibili a stati fisiologici e che la loro intensità potesse essere espressa in termini quantitativi. In poche parole era convinto che si potesse ad esempio quantificare la sensazione di dolore, di piacere e in un’epoca in cui tutto poteva essere pensato quantificativo, anche la psicologia si avvia verso questo tipo di percorso. Secondo Bergson è incompleta perché secondo lui le sensazioni non possono

essere misurate in termini quantitativi e tutto il nostro mondo interiore è questione di qualità. Ad esempio è diverso il dolore che proviamo se ci schiacciamo un dito o ci estraiamo un dente, é di qualità diversa. Questo rende l’esperienza umana qualcosa di unico e non riconducibile a termini oggettivi e deterministici.

Qua si ha un elemento fondamentale della sua filosofia, cioè esiste un qualcosa nella coscienza umana che non si fa conoscere completamente. Una sorta di alone di mistero che è un qualcosa che non si lascia ridurre all’ambito scientifico. Per quanto la psicologia deve progredire, secondo Bergson, nello studio dell’uomo e della realtà esterna ad esso c’è comunque un qualcosa di esterno che rimane sempre inafferrabile. Il tempo: Secondo Bergson ciò che noi proviamo e i nostri stati mentali sono un’esperienza che noi viviamo all’interno del tempo, noi siamo calati all’interno di questa dimensione particolare e sfuggente che è il tempo e tutto ciò che noi proviamo sono un’esperienza che noi facciamo nel tempo. In questo momento i nostri pensieri si susseguono continuamente, immaginiamo di trovarci sul mare sdraiati sulla spiaggia in un caldo pomeriggio di luglio durante il tramonto e percepiamo diverse cose: tramonto, bambini che parlano, calore, sassi sotto la schiena che diventano un insieme complesso di dati immediati della coscienza che arrivano tutti contemporaneamente, per quanto siano elementi diversi però nella nostra coscienza questi elementi arrivano tutti in una volta sola. Tutto questo arriva dalla nostra coscienza in una realtà immediata cioè una realtà non mediata da altro cioè senza nessun filtro. Quello che intende fare la fisica è cercare di distinguere quello che non può essere distinto, cioè di immaginare il tempo come lo fa la fisica, che analizza il tempo come un insieme di elementi distinti composto da minuti, secondi ecc. ogni secondo che noi prendiamo in un minuto é distinto l’uno dall’altro. Questo è quello che fa la fisica ma nella nostra coscienza questo non è possibile perché a noi quella sensazione arriva tutta intera e non possiamo distinguere diversi istanti, è un tentativo utile per la fisica per lo studio di fenomeni ma è inutile se applicato al nostro mondo interiore.

Distinzione dei tempi:

1. Dice Bergson che dobbiamo distinguere da un tempo della fisica

misurabile dove ogni istante ha valore in sé stesso e da un tempo interno alla nostra coscienza. Bergson paragona il tempo della fisica a una collana di perle, ogni perla è distinta e ha valore in sé stessa.

2. Il tempo della coscienza è diverso, e si misura attraverso il concetto

di durata, la durata reale quindi una durata che non è quantificabile tanto più che è diversa per ciascuno di noi e non la possiamo misurare con uno strumento come un orologio che dentro di noi non la spende. Le sensazioni che proviamo sono quelle che contano effettivamente e stabiliscono la

inevitabile per quello che è fuori di noi, non possiamo riportarlo a ciò che c'è dentro di noi, nonostante siamo abituati a farli.

Errore delle psicologia: È l'errore secondo bergson che commette una

certa psicologia, che non arriverà mai ad una piena comprensione della nostra coscienza perché applica il metodo di analisi a un qualcosa che è sempre inafferrabile. Ha dei limiti oggettivi la psicologia. Il tentativo della psicologia non riuscirà mai a cogliere tutta l’ interiorità della nostra coscienza. Perché il terapeuta scatterà tante foto della nostra coscienza ma non riuscirà mai a cogliere la nostra durata effettiva, Freud dice che è come conoscere Parigi con tantissime foto della città, e non è possibile conoscere Parigi così. Quello che fa la filosofia è usare l’unico strumento dal di dentro che è l’intuizione. Quindi la scienza si serve dell’analisi, e la filosofia si serve dell’intuizione. Solo l’intuizione è in grado di cogliere la complessità della nostra vita interiore e del concetto di durata. L’analisi implica che si giri intorno alla cosa, l’intuizione che si entri in essa.

L’intuizione: solo un atto intuitivo è in grado di percepire questo. Negli

stati mentali viene a perdersi e sfumarsi molto il confine tra ciò che noi siamo e ciò che è la memoria. La mia vita interiore è un continuo percepire le cose che

abbiamo davanti. Chiamo percezione la mia capacità di cogliere qualcosa al di

fuori di me, attraverso i miei sensi. Però il mio percepire è sempre in un qualche modo legato e intrecciato strettamente con la mia memoria e la mia storia, con il mio vissuto, con il carico delle mie emozioni precedenti e sensazioni passate. Il modo stesso in cui io percepisco il mio caso, é in un qualche modo influenzato da

quella che è la mia memoria. Quindi percezione e memoria, finiscono

davvero per intrecciarsi e confondersi una sull’altro.

Bisogna capire come il substrato influisce nel mio modo di percepire il mio stato e le mie emozioni, questo avviene secondo due modi distinti a seconda del tipo di memoria che noi possiamo individuare e distinguere. Due modi in cui influiscono sul nostro presente

  1. Ricordo-immagine Il primo modo con il quale la memoria influisce sul nostro modo di percepire le cose e gli avvenimenti intorno a noi, è un modo che in realtà è un automatismo di tipo motorio che si chiama ricordo-immagine. É un riflesso motorio, ad esempio è un comando motorio. Sono tutti ricordi immagine, un qualcosa che la nostra mente ha custodito e ci viene automatico da fare. Lo percepisco nella mia percezione attuale, che è l’atto di camminare mettendo un piede davanti all’altro. Questo è un modo nel quale la nostra memoria influisce nella nostra percezione.
  1. Ricordi-puri L’altro modo sono i ricordi-puri, questo ricordo posso estenderlo finchè voglio e posso farlo durare fin quando voglio, ed è anche l’attività di passare da un ricordo all’altro, attraverso la memoria che incide sul modo in cui ricordo le cose. È un'attività libera e spontanea, non è un riflesso motorio automatico, ma libero e spontaneo. Non ha neanche un fine o scopo a differenza dell’altro. L’esistenza di ricordi puri è secondo Bergson la dimostrazione che l’essere umano non può essere compreso a partire dai puri automatismi. Il ricordo puro richiede un atto di volontà, i ricordi pure agiscono anche sul nostro modo di vivere il presente anche se non ce ne rendiamo conto.

Passato e presente: Perché noi pensiamo che il nostro modo di percepire

il presente sia legato solo al ricordo puro e automatico che mettiamo in atto in un certo momento e pertanto pensiamo che il presente non abbia a che fare con tutto ciò che c’è prima. Però Bergson dice che il presente e il passato hanno una distinzione molto minore, e che il nostro presente è imbevuto dai nostri ricordi puri. Non è semplicemente possibile affidarci solo alle sinapsi che ci stimolano determinati ricordi immagini in determinate aree del nostro cervello. Questo accade, ad esempio nell’ ippocampo, però non tutto si riduce alla materia.

Esistono dei ricordi puri che sfuggono allo studio analitico e sono la dimostrazione che l’uomo è capace di libertà e non è tutto determinato. Non è tutto riconducibile ad una sequenza di dati e di fatti. Bergson dice che l’uomo ha una libertà che non è capace da prendere in modo analitico, ma c’è sempre qualcosa che sfugge. Ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà, é la differenza che c’è tra spirito e materia. Solo la filosofia è in grado di cogliere tutto in modo intuitivo e immediato.

Memoria e Percezione: Proprio a sottolineare questo rapporto tra

memoria e percezione, ci offre l’immagine del cono rovesciato, lui dice che sotto è il nostro presente, la cui punta tocca il nostro piano e scorre in avanti. Nel nostro presente agiscono questi ricordi puri che sono influenzati dal passato. Bergson aveva anche intuito che c’è sempre una parte irriducibile del nostro lavoro di coscienza. Ci sono parti più estraibili, e parti che non lo sono ma tutto influisce sul nostro presente. Quello che dice Freud è che se noi riusciamo ad interpretare il contenuto rimosso allora possiamo influire sul nostro presente, Bergson dice che è vero che si può lavorare e analizzare il contenuto rimosso, però non si riuscirà mai a cogliere la complessità generale di quel mondo inconscio. Ma l’analisi è sempre in parte inadeguata a cogliere quel flusso di coscienza che siamo noi. La psicoanalisi giustamente opera nell’unico modo in cui può operare e va bene così, cioè scatta una serie di fotografie e cerca di andare anche a ripescare i vecchi bauli dimenticati in cantina fotografie rimosse per

  1. I meccanicisti Alcuni condurranno la disposizione di ogni grano della limatura all’azione che i grani vicino esercitano su di esso, Questi saranno i meccanicisti e c’è chi dirà che l’evoluzione di quella determinata specie dipende dai grani vicini e questo fa riferimento all’evoluzione darwinista al di fuori di metafora.
  2. I finalisti Gli altri studiosi vorranno che un piano di insieme, un disegno che abbia presieduto il dettaglio di queste azioni elementari che saranno i finalisti che vedono in questa disposizione, e attribuiscono questa situazione a un disegno divino, l'evoluzione e la natura dell’uomo saranno un disegno di dio, questi saranno i finalisti come ad esempio i fissisiti pre Darwin. I creazionisti ci sono ancora oggi.

La verità è che ci è stato un atto indivisibile, non appartiene né alla categoria dei meccanicisti né ai finalisti. Per Bergson l’evoluzione è d’un processo contingente , non sottoposto a nessun determinismo e non è nemmeno preordinato. Cioè non corrisponde a un disegno precedente, non corrisponde a nessuno scopo o fine. È soltanto l’azione invisibile di un unica forza vitale. Questo slancio vitale nel suo sviluppo conosce delle traiettorie differenti, che sono dei grandi bivi.

La prima distinzione è la distinzione tra i. Il mondo organico e quello inorganico, poi a sua volta l’organico si distingue in piante e animali e a sua volta gli animali si dividono in istinto e intelligenza. Esempio pederz: Potremmo immaginare lo slancio vitale, come una granata che quando esplode esplode in tante linee differenti. Alcune di queste ramificazioni non sono funzionali e quindi si interrompono, e altre invece proseguono. Bergson dice che anche se si raccolgono tutte le analisi, si ha solo una parte mentre invece la filosofia ci comprende tramite l’intuizione un quadro totale.

Questa teoria viene scritta in un’opera chiamata evoluzione creatrice,

degli anni del 1907 che suscita grande scandalo e la messa all’indice cattolico. Non solo perché propone un'immagine dell’uomo e natura di tipo evoluzionistico ma anche perché questo slancio vitale poteva prefigurare una sorta di pre panteismo. Però nonostante questo Bergson finirà proprio per avvicinarsi al cattolicesimo e cristianesimo non si convertirà per solidità alla comunità ebraica, ci rimarrà molto male per la condanna di quest’opera.

La morale: Siamo nel 1932 quando risponde alle critiche ricevute con

un'altra opera “le due fonti della morale e della religione” e affronta un tema che abbiamo conosciuto con Nietzsche. Quale è l’ordine della morale, da dove

nasce questo concetto della morale? La risposta di Bergson è che la morale e la religione provengono da due fonti.

  1. Pressione sociale La prima è la pressione sociale, che è quell'insieme di leggi e norme e istituzioni, tradizioni e consuetudini che all’interno delle quali l'uomo si trova a nascere e che vengono introiettate dentro di noi in virtù dell’abitudine di vivere in quel contesto. Dipende anche dal fatto che se si nasce in un determinato periodo. L’

abitudine è ciò che ci fa rispettare queste norme sociali e crea un appoggio

della comunità, chi viola queste norme è considerato fuori dalla società, soggetto deviato o pericoloso. L’insieme delle norme che vengono così acquisite, costituisce quella che Bergson chiama morale chiusa. Abbiamo due fonti della morale: 1 pressione sociale che dà vita a una morale chiusa, la morale chiusa è all’origine ed è fondamento della società chiusa, chiusa e compatta perché è in un ordinamento chiuso e definito.

  1. L’aspirazione La seconda fonte è l'aspirazione, che sono norme che non deriviamo dalla società ma da dio. Un dio che si presume comunichi attraverso delle figure carismatiche
che sono profeti che Bergson chiama riformatori morali. Dotati di emozione

creatrice, in grado di suscitare e parlare non alla testa ma di parlare alla parte emotiva delle persone cioè il cuore. Cuore e testa formano l’equipirato della nostra coscienza morale. E sono all’origine di una morale aperta, perché fondata su valori universali, all’interno del quale tutti possono riconoscersi e trovare spazio. Tutte le religioni secondo Bergson predicano l’amore universale, il messaggio a coscienza universale delle religioni e delle aspirazioni coincide con un messaggio di amore universale e coincide con un'apertura verso il prossimo. Bergson stesso si avvicina al cristianesimo. Questa morale aperta dà vita a una società aperta, fondata sull'apertura e amore e non ha rigidi confini e norme stabilite.

Società aperte o chiuse: Ora concretamente secondo Bergson non

esistono società completamente aperte o chiuse, nella storia questi due aspetti sono unti. Quello che si può ottenere è un diverso grado di apertura o chiusura. Quindi avremmo società maggiori chiuse, oppure maggiormente aperte. L’evoluzione della società dipende dalla morale che la abita. Parallelamente a questo discorso Bergson opera una distinzione a livello religioso, parla di due forme opposte, una religiosità statica e una religiosità dinamica.

Karl Popper

È un intellettuale con una solida preparazione scientifica che gli consente di guardare con occhio critico questi movimenti. È un filosofo della scienza. Nasce a Vienna nel 1902 da una famiglia ebraica. Che si converte poi al cristianesimo, il papà un avvocato gli trasmette nozioni filosofiche. Si interessa poi Popper fin da subito alla politica. Nel 1019, Popper ha 17 anni e assiste a una conferenza di Einstein, lascia in lui una profonda impronta, perché Einstein non va in cerca di conferme della sua teoria, ma di prove che possano mettere in difficoltà la sua ipotesi. E questo metodo diventerà il cuore del ragionamento filosofico di Popper. Inizia a studiare filosofia e far parte di un gruppo di importante filosofi (circolo di Vienna) che si occupavano di filosofia della scienza, di logica. Nel 1934 pubblica la sua opera principale: logica della scoperta scientifica; dove cerca di indagare come si fa scienza, la sua concezione della scienza. Fino alla fine della seconda guerra mondiale resterà in Nuova Zelanda, finita la scuola torna in Europa, precisamente in Inghilterra e inizierà a insegnare. Ottiene molto successo dalle sue opere anche se di fatto non salirà mai agli onori delle cronache, preferisce tenere le sue ricerche in modo più appartato. Negli anni 30 del 900 il dibattito intorno alla metodologia scientifica era un dibattito molto acceso, anche perché stanno fiorendo in quegli anni discipline nuove, come la psicologia che pretendevano di avere carattere di scientificità. Ci si chiede quindi che cos’è scienza. L’idea che il metodo scientifico si basi su ipotesi che debbano essere verificate è un metodo che va avanti da Galileo fino agli anni 30 del 900, e questo è il metodo scientifico che permette di determinare se una materia è scienza. Poi arriva Popper che ha una visione diversa, vede Einstein che non cerca dei dati che confermano la sua tesi ma anzi dei tanti che possano falsificare la sua prova. Quindi Popper dice che la possibilità di una ipotesi di essere verifica è un po’ una illusione. Secondo i verificazionisti, gli empiristi logici, come molti del circolo di Vienna credevano invece che le ipotesi potessero essere verificate, ma in realtà una legge scientifica con carattere generale, dovrei raccogliere dati all’infinito, senza riuscire mai ad arrivare a una conclusione perché non si può valutare una legge nel passato presente e futuro, è una corsa all’infinità. Una legge fisica ad esempio, è scientifica, ma non tanto perché posso allestire degli esperimenti che mi verificano la mia teoria, ma perché dagli esperimenti che io conduco, potrebbe risultare che non sempre la mia teoria funziona. Quindi secondo Popper ciò che rende scientifica una legge non è il suo grado di verificabilità ma quanto più il suo grado di falsificazione , poi posso vedere se una teoria può essere falsificata più questa si può dire si può dire scientifica.

Quindi la vera demarcazione consiste nel principio di falsificazione, ossia il principio secondo il quale una teoria scientifica è quale solo se falsificabile, ossia se in linea di principio può essere messa in confronto con dati empiri in grado di smentirla. Quindi verificare una proposizione richiederebbe di analizzare una quantità di dati potenzialmente infinito, quindi non ci permette di determinare la scientificità, il verificazionismo ci costringe di verificare questa affermazione. Invece con il principio di falsificazione, me ne basta solo uno di caso che falsifica la proposizione, per stabilire se la proposizione ha carattere scientifico. Se una teoria sarà dimostrata falsa per un unico caso allora non si può rendere più applicabile la teoria con metodo scientifico, la teoria non è più valida. Tutte le teorie scientifiche, che prevedono di spiegarci come va il mondo, sono tali solo nel momento in cui possono essere messe alla prova della falsificazione. Da Galilei in avanti si credeva che la scienza procedesse con un metodo induttivo, quindi parto da una raccolta di dati generali e arrivo a una teoria definita. Popper dice che non è così, la scienza ragiona con un metodo ipotetico deduttivo, si fanno ipotesi generali e se ne deducono previsioni particolari, controllate con degli esperimenti. È questo modo di procedere a cui fa riferimento Popper quando parla di congetture e confutazioni, o detto anche prova per tentativi ed errori. Questo è il modo in cui funziona anche il nostro cervello, funzioniamo per prove ed errori, in un qualsiasi tempo di ambiente noi infatti siamo portati a selezionare tuti gli elementi utili al nostro scopo immediato, senza prendere in considerazione altri elementi. Una volta fatta questa cernita di elementi, a seconda del nostro si po ci mettiamo alla prova e questa avrà o esisto positivo o negativo in modo nel caso di agire in modo diverso. Tutta la nostra vita si forma di continue prove ed errori. Tutto il nostro modo di agire è un modo di agire per congetture e confutazioni, per tentativi ed errori. Lo scienziato quindi: formula delle ipotesi, ossia seleziona in modo mirato i dati in base all’ipotesi che vuole mettere alla prova. La nostra mente fa un ipotesi quindi che poi deve essere potenzialmente resa falsa. Tutte le teorie non sono mai vere ala 100% non esiste la scienza vera del tutto secondo il falsificazionismo di Popper, perché le teorie per lui scientifiche devono poter essere smentite.

Tentativi ed errore: La scienza opera come se fosse costruita su delle palafitte, cioè deve essere sempre disposta a cambiare e a spostarsi, questo perché tutta la scienza non fa altro che basarsi sul ragionamento che la nostra mente si orienta nel mondo. La nostra mente si orienta tramite tentativi e errore, ci comportiamo poi in modo diverso dopo gli errori. Così anche la scienza opera attraverso tentativi e errori, per popper non opera tramite solo i dati, perché sarebbe difficile raccoglierne un infinita. Si parte da un’ipotesi generale e si cerca di falsificarla tramite esperimenti, più regge a questi esperimenti che