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Obblighi e responsabilità dei dipendenti degli enti locali verso la pubblica amministrazione. Cap 14- compendio diritto regionale e degli enti locali- simone editore
Tipologia: Sintesi del corso
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Obblighi e responsabilità dei dipendenti degli enti locali verso la PA Dal punto di vista giuridico, per responsabilità si intende l’assoggettabilità a sanzione in conseguenza della realizzazione di comportamenti antigiuridici. I dipendenti comunali e provinciali così come dipendenti statali sono sottoposti a tre diversi tipi di responsabilità: Responsabilità civile, qualificata dalla Corte dei Conti come responsabilità Responsabilità disciplinare Responsabilità penale La responsabilità civile o patrimoniale , secondo la terminologia adoperata dalla Corte dei Conti, fa si che i pubblici impiegati siano tenuti a risarcire i danni da loro causati all’amministrazione o a terzi. Tale responsabilità assuma i tre diversi aspetti a seconda dei soggetti cui si riferisce, delle norme violate e del tipo di danno cagionato. Essi sono: La responsabilità amministrativa La responsabilità contabile La responsabilità civile verso i terzi L’art.93 comma 1 del tuel, estende agli amministratori ed al personale degli enti locali le disposizioni vigenti in materia di responsabilità amministrativa degli impiegati civili dello Stato. Ciò comporta che anche essi sono responsabili del loro operato per i danni causati nell’esercizio delle proprie funzioni o per violazione degli obblighi di servizio. Responsabilità amministrativa Affinché si configuri la responsabilità amministrativa è necessario un illecito comportamento del pubblico amministratore o del dipendente, contrario ai doveri di diligenza e di prudenza, poste in essere con dolo o colpa grave e causativo di un danno patrimoniale subito dall’erario pubblico. In questo caso il soggetto responsabile è tenuto a risarcire il danno. La giurisdizione sulla materia della responsabilità amministrativa è attribuita alla sezione regionale della Corte dei Conti competente per territorio che procede d'ufficio, su impulso del procuratore generale il quale promuove l'azione di responsabilità ogni qualvolta, in qualsiasi modo venga a conoscenza di irregolarità nella gestione dell'ente. Responsabilità contabile Il comma 2 dell’art.93 del tuel, si occupa della responsabilità contabile , essa è riferita non ha tutti i soggetti legati all’ente locale da un rapporto di impiego o di servizio, ma soltanto a coloro che rivestono la qualifica di agente contabile (contabile di diritto), o a quanti Pur non essendo parte di un rapporto contabile o la pubblica amministrazione, di fatto ha ben esercitato funzioni contabili (contabile di fatto). A carico di castoro l'articolo pone l'obbligo di rendere il conto della gestione condotta indipendentemente dalla circostanza che siano o meno in corsi irregolarità nella tenuta del conto stesso. Il comma 4 dell’art.93 del tuel, prevede che l’azione di responsabilità si prescrive in cinque anni dalla commissione del fatto. La responsabilità nei confronti degli amministratori e dei dipendenti dei comuni e delle province è personale e non si estende agli eredi salvo il caso in cui vi sia stato illecito arricchimento del dante causa e conseguente illecito arricchimento degli eredi stessi. Responsabilità civile verso terzi In tema di responsabilità civile verso terzi , la Costituzione all’art.28, pone il criterio della solidarietà dell’amministrazione e del funzionario nel caso di danno nei confronti del cittadino, per cui, quest’ultimo può escutere a scelta, tanto l’amministrazione pubblica quanto l’impiegato agente. Dunque Anche negli enti locali, vale il principio in virtù del quale, laddove un impiegato nello svolgimento delle funzioni ad esso
conferite dalla legge o dai regolamenti canzoni ad altri un danno ingiusto, il danneggiato potrà esercitare congiuntamente l’azione di risarcimento nei confronti dell’agente e della pubblica amministrazione. L’obbligazione personale risarcitoria dell’impiegato sussiste solo se il danno cagionato sia ingiusto, cioè sia derivato da una violazione per dolo o colpa grave dei diritti dei terzi. Da ciò deriva che spesso il terzo danneggiato trova più agevole esercitare l’azione nei confronti della pubblica amministrazione, piuttosto che verso l’impiegato responsabile essendo sufficiente, ai fini della configurazione della responsabilità di quest’ultima un minor grado di colpa (colpa lieve), nonché per una garanzia di maggiore solvibilità. La pubblica amministrazione può però rivalersi nei confronti del proprio dipendente mediante l’azione di rivalsa esercitata dal procuratore regionale presso la Corte dei Conti. La responsabilità dell’impiegato è esclusa, quando abbia agito per legittima difesa, quando è stato costretto da violenza fisica oppure quando ha agito per salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona. Responsabilità penale I dipendenti comunali o provinciali sono suscettibili, come qualsiasi dipendente pubblico, di responsabilità penale che si configura quando la trasgressione dei doveri d'ufficio assume il carattere di violazione dell'ordine giuridico generale. I reati che possono essere compiuti dei pubblici impiegati si distinguono in: Reati propri, nei quali la qualità di impiegato o funzionario pubblico è necessaria per la sussistenza del reato. (Es. Artt.318-319 cod.penale) Reati comuni che potrebbero essere commessi da un qualsiasi soggetto, in essi la qualità di pubblico funzionario può talora comportare un aumento di pena o addirittura un mutamento della figura di reato. La responsabilità per illecito amministrativo Alla commissione di un illecito amministrativo, consegue un peculiare tipo di responsabilità: la cd. Responsabilità per illecito amministrativo. L’illecito amministrativo si colloca in posizione intermedia tra quello civile e quello penale. Tipici esempi di illeciti amministrativi sono quelli discendenti dalla violazione della maggior parte delle norme del Codice della Strada. La disciplina generale della materia è prevista nella L.689/81. Secondo tale disciplina, l’illecito amministrativo, può definirsi come quella violazione di un dovere generale cui l’ordinamento ricollega, come conseguenza giuridica, il pagamento di una somma di denaro a titolo di sanzione amministrativa. La sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma di denaro non inferiore €10 e non superiore a €15000, salvo che si tratti di sanzione proporzionale. La responsabilità disciplinare dei dipendenti degli enti locali La responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti si ricollega all’assistenza stessa del rapporto di pubblico impiego o di un rapporto di lavoro subordinato, tra un soggetto attivo, titolare di un potere disciplinare (la pubblica amministrazione) ed un soggetto passivo (il dipendente), su cui viene esercitato il potere disciplinare in relazione alla violazione degli obblighi di condotta cui è sottoposto. Il sistema di fonti che regolamenta tale forma di responsabilità negli enti locali è rappresentato dal Tuel, dalla normativa generale di cui agli articoli 55-55octies del Tupi, dalla normativa contrattuale prevista per il comparto regioni ed autonomie locali (codice disciplinare), nonché dai codici di comportamento e dalle disposizioni specifiche (art.1 L.190/2012). Secondo le disposizioni di cui all’articolo 55 del tupi (sost. Dall’art.68 d.lgs.150/2009) ai rapporti di lavoro di cui all’articolo 2 comma 2 dello stesso testo unico sul pubblico impiego, si applicano le disposizioni
Il comma 5 dell’articolo 54 prevede Inoltre, l’obbligo per ciascuna pubblica amministrazione di definire un proprio codice di comportamento che integra e specifica il codice uniforme per tutte le amministrazioni pubbliche. Il comma 6 dell’articolo 54 Inoltre prevede che, sulla applicazione del codice uniforme e dei codici delle singole amministrazioni pubbliche, vigilano: i dirigenti responsabili di ciascuna struttura, le strutture di controllo interno e gli uffici di disciplina. Con il DPR 62/2013, è stato approvato il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici che abroga il decreto del ministro per la funzione pubblica del 28 novembre 2000. Tale codice si compone di 17 articoli, disciplina in dettaglio gli obblighi di comportamento in servizio e nei rapporti con il pubblico e contiene disposizioni specifiche per i dirigenti.