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Confronto fra Orazio e Seneca per quanto riguarda la visione su: tempo, vita, condanna, dottrina, destinatari delle opere, la figura del saggio
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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inarrestabile ed è per questo motivo che bisogna cogliere l'attimo per sottrarsi alla sua fugacità. Ciò non consiste in una ricerca sfrenata del piacere volta all'edonismo, ma all'epicureismo seguendo i suoi concetti cardine: autarkeia e metriotes (Ode 1,11 – Ode 2,14 ) PROTINUS VIVE: l'unica cosa che l'uomo possiede è il tempo, in particolare il presente (questo spiega l'utilizzo di termini di linguaggio economico , poiché il tempo è visto come un bene materiale ) ma le persone prese dalle loro futili occupazioni lo sprecano. Solo il saggio riuscirà a trionfare sul tempo perchè ne trasforma il valore da quantitativo a qualitativo. TEMPUS VS VITA ( De brevitate vitae – Epistulae ad Lucilium )
solo a vivere il presente ma anche a praticare una saggezza moderata. Una vita all'insegna dell'autarkeia , della metriotes e dell'atarassia (tranquillità, serenità d'animo). (Ode 1,1) La vita nel senso qualitativo del termine è breve nel momento in cui siamo distratti dalle occupazioni futili, e quindi trasformiamo ciò che potremmo realmente vivere in tempus (quantità). Siamo noi che la rendiamo breve
Orazio condanna la “ spes ” non solo come speranza ma come ogni tipo di aspettativa legata al futuro Seneca condanna i “ vitia ” (ciò che ci impediscono di vivere la vita) e gli “ occupati ”
vissuto secondo la giusta misura, ma il saggio deve stare lontano dalla vita politica Stoica ma non del tutto: armonia fra otium e vita pubblica, mediazione fra vita attiva e vita contemplativa , ma nel De brevitate vitae quasi disprezza gli occupati, che fanno parte della vita attiva, infatti alla fine dell'opera consiglia a Paolino di ritirarsi a vita privata DESTINATARI DELLE OPERE Sono personaggi fittizi oppure fanno parte dell' élite culturale romana (Mecenate, Virgilio, Pollione), e si rivolge a loro per svolgere riflessioni esistenziali e filosofiche. Gli interlocutori ideali sono personaggi colti ed esperti di poesia, esponenti di un ambiente elitario di cui il poeta stesso fa parte Sono personaggi esistiti storicamente. Paolino , probabilmente padre della seconda moglie di Seneca, era prefetto dell'annona (supervisore dei rifornimenti di grano). Lucilio era un cavaliere romano e amico di vecchia data
trovare nella vita la giusta via di mezzo e che segue la dottrina epicurea ( vedere sopra) Il saggio per Seneca è colui che riesce a trionfare sul tempo trasformando il valore quantitativo in qualitativo
banchetti , incontri amorosi e ville sono rappresentati secondo le convenzioni della tradizione letteraria e il poeta dialoga con un interlocutore che può essere fittizio o appartenere all'élite
culturale romana (Mecenate, Pollione o Virgilio). Si mangiano cibi semplici e si beve con misura; l'atmosfera che il poeta cerca di creare è quella dell' angulus , un luogo idilliaco e appartato dove il poeta ritrova serenità e pace interiore
Consiste nel recupero del modello stilistico della lirica greca arcaica riadattata nel contesto storico-geografico in cui vive il poeta, MA non riprende mai un componimento dall'inizio alla fine, di solito si limita a una citazione incipitaria (“ motto ” iniziale )