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Orazio e Seneca a confronto, Schemi e mappe concettuali di Latino

Confronto fra Orazio e Seneca per quanto riguarda la visione su: tempo, vita, condanna, dottrina, destinatari delle opere, la figura del saggio

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

In vendita dal 25/03/2023

lorenzoriccio03
lorenzoriccio03 🇮🇹

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ORAZIO E SENECA A CONFRONTO
ORAZIO SENECA
TEMPO CARPE DIEM: il tempo scorre
inarrestabile ed è per questo motivo che
bisogna cogliere l'attimo per sottrarsi alla
sua fugacità. Ciò non consiste in una
ricerca sfrenata del piacere volta
all'edonismo, ma all'epicureismo
seguendo i suoi concetti cardine:
autarkeia e metriotes
(Ode 1,11 – Ode 2,14)
PROTINUS VIVE: l'unica cosa che
l'uomo possiede è il tempo, in particolare il
presente (questo spiega l'utilizzo di termini
di linguaggio economico, poiché il tempo
è visto come un bene materiale) ma le
persone prese dalle loro futili occupazioni
lo sprecano. Solo il saggio riuscirà a
trionfare sul tempo perchè ne trasforma il
valore da quantitativo a qualitativo.
TEMPUS VS VITA
(De brevitate vitaeEpistulae ad
Lucilium)
VITA La vita è breve, infatti Orazio invita non
solo a vivere il presente ma anche a
praticare una saggezza moderata. Una vita
all'insegna dell'autarkeia, della
metriotes e dell'atarassia (tranquillità,
serenità d'animo). (Ode 1,1)
La vita nel senso qualitativo del termine
è breve nel momento in cui siamo distratti
dalle occupazioni futili, e quindi
trasformiamo ciò che potremmo realmente
vivere in tempus (quantità). Siamo noi che
la rendiamo breve
COSA
CONDANNA
Orazio condanna la “spes” non solo come
speranza ma come ogni tipo di aspettativa
legata al futuro
Seneca condanna i “vitia” (ciò che ci
impediscono di vivere la vita) e gli
occupati
DOTTRINA Epicurea: tutto deve essere fatto o
vissuto secondo la giusta misura, ma il
saggio deve stare lontano dalla vita
politica
Stoica ma non del tutto: armonia fra
otium e vita pubblica, mediazione fra vita
attiva e vita contemplativa, ma nel De
brevitate vitae quasi disprezza gli occupati,
che fanno parte della vita attiva, infatti alla
fine dell'opera consiglia a Paolino di
ritirarsi a vita privata
DESTINATARI
DELLE OPERE
Sono personaggi fittizi oppure fanno
parte dell'élite culturale romana
(Mecenate, Virgilio, Pollione), e si rivolge
a loro per svolgere riflessioni esistenziali
e filosofiche. Gli interlocutori ideali sono
personaggi colti ed esperti di poesia,
esponenti di un ambiente elitario di cui il
poeta stesso fa parte
Sono personaggi esistiti storicamente.
Paolino, probabilmente padre della
seconda moglie di Seneca, era prefetto
dell'annona (supervisore dei rifornimenti di
grano).
Lucilio era un cavaliere romano e amico di
vecchia data
IL SAGGIO Il saggio per Orazio è colui che sa
trovare nella vita la giusta via di mezzo e
che segue la dottrina epicurea ( vedere
sopra)
Il saggio per Seneca è colui che riesce a
trionfare sul tempo trasformando il valore
quantitativo in qualitativo
SIMPOSIO Riguarda le situazioni fittizie in cui
banchetti, incontri amorosi e ville sono
rappresentati secondo le convenzioni
della tradizione letteraria e il poeta
dialoga con un interlocutore che può
essere fittizio o appartenere all'élite
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Scarica Orazio e Seneca a confronto e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Latino solo su Docsity!

ORAZIO E SENECA A CONFRONTO

ORAZIO SENECA

TEMPO CARPE DIEM:^ il tempo scorre

inarrestabile ed è per questo motivo che bisogna cogliere l'attimo per sottrarsi alla sua fugacità. Ciò non consiste in una ricerca sfrenata del piacere volta all'edonismo, ma all'epicureismo seguendo i suoi concetti cardine: autarkeia e metriotes (Ode 1,11 – Ode 2,14 ) PROTINUS VIVE: l'unica cosa che l'uomo possiede è il tempo, in particolare il presente (questo spiega l'utilizzo di termini di linguaggio economico , poiché il tempo è visto come un bene materiale ) ma le persone prese dalle loro futili occupazioni lo sprecano. Solo il saggio riuscirà a trionfare sul tempo perchè ne trasforma il valore da quantitativo a qualitativo. TEMPUS VS VITA ( De brevitate vitaeEpistulae ad Lucilium )

VITA La vita è breve , infatti Orazio invita non

solo a vivere il presente ma anche a praticare una saggezza moderata. Una vita all'insegna dell'autarkeia , della metriotes e dell'atarassia (tranquillità, serenità d'animo). (Ode 1,1) La vita nel senso qualitativo del termine è breve nel momento in cui siamo distratti dalle occupazioni futili, e quindi trasformiamo ciò che potremmo realmente vivere in tempus (quantità). Siamo noi che la rendiamo breve

COSA

CONDANNA

Orazio condanna la “ spes ” non solo come speranza ma come ogni tipo di aspettativa legata al futuro Seneca condanna i “ vitia ” (ciò che ci impediscono di vivere la vita) e gli “ occupati

DOTTRINA Epicurea:^ tutto deve essere fatto o

vissuto secondo la giusta misura, ma il saggio deve stare lontano dalla vita politica Stoica ma non del tutto: armonia fra otium e vita pubblica, mediazione fra vita attiva e vita contemplativa , ma nel De brevitate vitae quasi disprezza gli occupati, che fanno parte della vita attiva, infatti alla fine dell'opera consiglia a Paolino di ritirarsi a vita privata DESTINATARI DELLE OPERE Sono personaggi fittizi oppure fanno parte dell' élite culturale romana (Mecenate, Virgilio, Pollione), e si rivolge a loro per svolgere riflessioni esistenziali e filosofiche. Gli interlocutori ideali sono personaggi colti ed esperti di poesia, esponenti di un ambiente elitario di cui il poeta stesso fa parte Sono personaggi esistiti storicamente. Paolino , probabilmente padre della seconda moglie di Seneca, era prefetto dell'annona (supervisore dei rifornimenti di grano). Lucilio era un cavaliere romano e amico di vecchia data

IL SAGGIO Il^ saggio^ per Orazio^ è colui che sa

trovare nella vita la giusta via di mezzo e che segue la dottrina epicurea ( vedere sopra) Il saggio per Seneca è colui che riesce a trionfare sul tempo trasformando il valore quantitativo in qualitativo

SIMPOSIO Riguarda le^ situazioni fittizie^ in cui

banchetti , incontri amorosi e ville sono rappresentati secondo le convenzioni della tradizione letteraria e il poeta dialoga con un interlocutore che può essere fittizio o appartenere all'élite

culturale romana (Mecenate, Pollione o Virgilio). Si mangiano cibi semplici e si beve con misura; l'atmosfera che il poeta cerca di creare è quella dell' angulus , un luogo idilliaco e appartato dove il poeta ritrova serenità e pace interiore

IMITATIO

ORATIANA

Consiste nel recupero del modello stilistico della lirica greca arcaica riadattata nel contesto storico-geografico in cui vive il poeta, MA non riprende mai un componimento dall'inizio alla fine, di solito si limita a una citazione incipitaria (“ mottoiniziale )