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OVIDIO, LIVIO e FEDRO, Appunti di Latino

Appunti dettagliati sulla vita e le opere di Ovidio, Livio e Fedro con testi inseriti

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 04/07/2022

giulia_cozza
giulia_cozza 🇮🇹

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OVIDIO
VITA: -Nasce a Sulmona (Abruzzo) nel 43 a.C. da una famiglia di rango equestre.
-Ebbe una formazione retorica a Roma e in Grecia; intraprese la carriera politica per compiacere suo padre, ma la
abbandonò per dedicarsi alla poesia (vocazione).
-E’ dell’epoca di Augusto ma non appartiene al Circolo di Mecenate ma entrò nel Circolo di +Messalla Corvino
(circolo specializzato in produzione di elegie: componimenti lirici sentimentali, meditativi, malinconici,
nostalgici).
-Fu amico di Propezio (autore di elegie) e incominciò a leggere pubblicamente i suoi versi, coltivando il genere
dell’elegia amorosa (successo).
-Egli raccolse le sue elegie in una silloge intitolata “amores”; seguirono altre opere (stesso genere): gli “heroides”
(eroine), che sono lettere d’autore composte dopo il 15 a.C.
-Scrive l’Ars Amatoria (l’arte di amare) tra l’1 a.C e l’11 a.C., in 3 libri che insegna l’arte della seduzione ai
giovani:
I-II libri sono dedicati agli uomini:
III libro è rivolto alle donne:
1. illustra le tecniche di conquista: come sedurre una fanciulla (come vestirsi, come danzare)
2. illustra come far durare una relazione, mantenere una fanciulla a sé
3. propone una sorta di galateo femminile
-Scrive le Metamorfosi, epica mitologica (incompiuta).
-Nell’8 d.C egli fu condannato da Augusto alla relegazione a Tomi (esiliato) per colpa di Ars Amatoria (adulterio
secondo Augusto, lo considera un libro immorale) e di un errore non conosciuto.
-Muore in esilio a Tomi.
METAMORFOSI libri di trasformazioni
-Poema epico-mitologico in esametri in 15 libri , che canta le trasformazioni.
-Appartiene al filone epico-mitologico e si impegnerà sul versante dell’ épos mitologico: narra storie degli Dei e
degli Eroi senza limiti di tempo.
STRUTTURA:
-250 molto vari e flessibili.
-tempo: il racconto parte dal caos iniziale all’epoca di Augusto è tratto dal modello esiodeo che affiora all’inizio
(le età del mondo) e alla fine dell’opera (la storia di Roma); evita monotonia e collega le scene in modi molto vari,
ma con naturalezza.
-segue l’ordine logico-temporale:
introduce dislocazioni (spostamenti) cronologici: tornando indietro a esporre eventi anteriori
colloca le storie dei personaggi in base a legami familiari
elabora paesaggi e raccordi (cerniere).
-è una narrazione esile ma ci sono molte digressioni per affinità e per contrasto (molte varietà).
-tecnica del “racconto nel racconto”:
1. inserisce una nuova narrazione in quella principale (che viene interrotta e poi ripresa).
2. i protagonisti di storie raccontate in terza persona dal poeta narrano storie proprie e altrui
RAPPORTO MODELLI:
-Intertestualità: recuperare altri testi poeticiriprende l’epica eroica e ripropone opere di predecessori come
l’Eneide.
-Come Virgilio esalta lo spirito nazionale ed è un omaggio all’ideologia augustea.
-Poesia didascalica, in particolare un passo di Pitagora: “tutto si crea, nulla si distrugge”= metamorfosi; non c’è
nulla di durevole, tutto si modifica.
CARATTERI:
personaggi:
non hanno una storia, vivono solo la loro breve vicenda, prevale sul personaggio l'occasione
per eroine spesso innamorate, è l’amore l’elemento costitutivo; il monologo fissa la figura nel momento
cruciale della sua esperienza amorosa, l’innamoramento e l’abbandono
le divinità non sono esseri superiori ma sono colte nella dimensione privata (amore,odi,gelosie,vendette)
unico personaggio dall’inizio alla fine è il narratore epico che ogni tanto interviene nella vicenda (non
impersonale e non fa interventi di spessore morale)
forma:
-stessa tecnica narrativa
-toni diversi e diversi registri stilistici
-lingua e stile elevati, ma facili e fluidi; traspare la formazione retorica del poeta
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OVIDIO

VITA: -Nasce a Sulmona (Abruzzo) nel 43 a.C. da una famiglia di rango equestre. -Ebbe una formazione retorica a Roma e in Grecia; intraprese la carriera politica per compiacere suo padre, ma la abbandonò per dedicarsi alla poesia (vocazione). -E’ dell’epoca di Augusto ma non appartiene al Circolo di Mecenate ma entrò nel Circolo di +Messalla Corvino (circolo specializzato in produzione di elegie: componimenti lirici sentimentali, meditativi, malinconici, nostalgici). -Fu amico di Propezio (autore di elegie) e incominciò a leggere pubblicamente i suoi versi, coltivando il genere dell’elegia amorosa (successo). -Egli raccolse le sue elegie in una silloge intitolata “amores”; seguirono altre opere (stesso genere): gli “heroides” (eroine), che sono lettere d’autore composte dopo il 15 a.C. -Scrive l’ Ars Amatoria (l’arte di amare) tra l’1 a.C e l’11 a.C., in 3 libri che insegna l’arte della seduzione ai giovani: ● I-II libri sono dedicati agli uomini: ● III libro è rivolto alle donne:

  1. illustra le tecniche di conquista: come sedurre una fanciulla (come vestirsi, come danzare)
  2. illustra come far durare una relazione, mantenere una fanciulla a sé
  3. propone una sorta di galateo femminile -Scrive le Metamorfosi, epica mitologica (incompiuta). -Nell’8 d.C egli fu condannato da Augusto alla relegazione a Tomi (esiliato) per colpa di Ars Amatoria (adulterio secondo Augusto, lo considera un libro immorale) e di un errore non conosciuto. -Muore in esilio a Tomi. METAMORFOSI →libri di trasformazioni -Poema epico-mitologico in esametri in 15 libri , che canta le trasformazioni. -Appartiene al filone epico-mitologico e si impegnerà sul versante dell’ épos mitologico: narra storie degli Dei e degli Eroi senza limiti di tempo. STRUTTURA: -250 molto vari e flessibili. -tempo: il racconto parte dal caos iniziale all’epoca di Augusto → è tratto dal modello esiodeo che affiora all’inizio (le età del mondo) e alla fine dell’opera (la storia di Roma); evita monotonia e collega le scene in modi molto vari, ma con naturalezza. -segue l’ordine logico-temporale: ● introduce dislocazioni (spostamenti) cronologici: tornando indietro a esporre eventi anteriori ● colloca le storie dei personaggi in base a legami familiari ● elabora paesaggi e raccordi (cerniere). -è una narrazione esile ma ci sono molte digressioni per affinità e per contrasto (molte varietà). -tecnica del “racconto nel racconto”:
  4. inserisce una nuova narrazione in quella principale (che viene interrotta e poi ripresa).
  5. i protagonisti di storie raccontate in terza persona dal poeta narrano storie proprie e altrui RAPPORTO MODELLI: -Intertestualità: recuperare altri testi poetici→riprende l’epica eroica e ripropone opere di predecessori come l’Eneide. -Come Virgilio esalta lo spirito nazionale ed è un omaggio all’ideologia augustea. -Poesia didascalica, in particolare un passo di Pitagora: “tutto si crea, nulla si distrugge”= metamorfosi; non c’è nulla di durevole, tutto si modifica. CARATTERI: personaggi: ● non hanno una storia, vivono solo la loro breve vicenda, prevale sul personaggio l'occasione ● per eroine spesso innamorate, è l’amore l’elemento costitutivo; il monologo fissa la figura nel momento cruciale della sua esperienza amorosa, l’innamoramento e l’abbandono ● le divinità non sono esseri superiori ma sono colte nella dimensione privata (amore,odi,gelosie,vendette) ● unico personaggio dall’inizio alla fine è il narratore epico che ogni tanto interviene nella vicenda (non impersonale e non fa interventi di spessore morale) forma: -stessa tecnica narrativa -toni diversi e diversi registri stilistici -lingua e stile elevati, ma facili e fluidi; traspare la formazione retorica del poeta

-virtuosismo: tocca vari generi (commedia, tragedia, orazione, lirica…)

TESTI OVIDIO

1. Narciso si rivolge alla sua sua immagine

Narciso, famoso per la sua bellezza, disdegna le proposte amorose di giovani e fanciulle che si

innamorano di lui. Tra le sue infelici amanti c’è la ninfa Eco, che a causa del dolore per il rifiuto si

consuma riducendosi alla sola voce. La dea Nemesi decide di punire Narciso per la sua insensibilità; il

giovane, durante una battuta di caccia, si imbatte in uno specchio d’acqua: chinandosi per bere si

innamora di immagine riflessa e si consuma lì, trasformandosi in un narciso perché è un fiore che si

piega su se stesso.

-Morendo Narciso muore il suo riflesso perché vuole essere amato ma dalla sua immagine riflessa.

-Narciso soggetto a metamorfosi e si rivolge a sé stesso con l’apostrofe.

-Tono: prima parte oratoria (discorsi diretti pieni di pathos), seconda parte tragedia.

2. Il mito di Eco

Prima viene revocato il mito di Eco, la ninfa che può solo ripetere le ultime parole pronunciate da altri,

che è inserito all’interno del mito di Narciso; nella storia di Eco è inserito un altro racconto mitologico

che spiega la ragione della peculiarità della voce della fanciulla. Ovidio narra poi il suo amore per

Narciso, mostrando come la comunicazione sia impossibile (ripete solo le ultime parole) e come il

giovane, alla vista di Eco, fugga e la respinga con due parole. La ninfa si consuma per il dolore e si

trasforma in puro suono, in eco.

Ovidio riproduce nei suoi versi l’eco delle parole di Narciso facendo sì che esse assumano un

significato diverso, come se tra i due personaggi ci fosse un vero dialogo d’amore; la ninfa è vittima di

auto inganno perché ripetendo solo le ultime parole, ne rovescia il significato a suo vantaggio quindi il

rifiuto di Narciso diventa, nella risposta di Eco, un invito all’unione amorosa.

Due metamorfosi nel mito di Eco:

-Eco intratteneva Giunone con le sue chiacchiere mentre Giove la tradiva; Giunone la riduce

all'incapacità di comunicare, quindi può ripetere solo le ultime parole che dice la gente (prima

metamorfosi, parziale).

-Nella seconda metamorfosi: Eco perde il suo corpo di ninfa consumata dal dolore e non riuscirà a

ricongiungersi a Narciso perchè rimane solo più la voce tra le montagne.

-Tono: prima parte commedia, seconda parte tragedia

3. Piramo e Tisbe

-Tono: prima parte commedia (amore contrastato dai genitori e l'ambientazione, con le due case

separate da un muro divisorio; la collocazione geografica è Babilonia introduce un tocco di esotismo,

che si riflette in un elemento strutturale del racconto, la comparsa della leonessa ), seconda parte

tragedia (morte dei due amanti): unisce due generi letterari. Piramo e Tisbe si risolvono nel loro

amore secondo i modi della poesia erotica.

-Base creazione topos letterario (tema ricorrente): amore associato alla morte tragica e al tema del

fraintendimento (es Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta)

-Alcuni caratteri realistici (presenza di animali feroci)

-E’ un racconto nel racconto.

Metamorfosi:

Piramo muore e sporca i frutti del gelso che diventano rossi→ è UN MITO EZIOLOGICO per far

capire perchè le more son0o rosse

4. La magia dell’arte: Pigmalione

Orfeo (narratore di 2 grado), che un potere seduttivo grazie alla sua musica (Orfeo e Euridice), narra

la vicenda:

Pigmalione scolpisce una donna così realistica che se innamora, chiede ad Afrodite di trovargli una

donna che le assomigli ma la statua diventa reale

-Metamorfosi anomala perché avviene al contrario , da uno oggetto a una persona viva.

  • Tema: la storia di Pigmalione incarna il valore dell’arte magica; l’arte crea cose talmente affascinanti

da competere con la natura (immenso valore dell’arte).

I libro → celebra Roma e vengono introdotte leggende avvincenti (Livio è narratore) II - X libro → intento celebrativo di Roma, profonda ammirazione di Livio per la virtù del popolo romano La seconda guerra punica è introdotta da una solenne prefazione → libro XXI -XXX: -sintetizza alcuni elementi significativi come l’utilizzo di arcaismi

  • a Carthaginians non viene contrapposto Romani ma Populus Romanus, usando questa espressione mette in risalto l’unità ● I primi cinque libri sono dedicati alla parte del conflitto per lo più negativa per i Romani ( Annibale, condottiero cartaginese e i suoi successi) Annibale → grande rilievo alla sua figura, esalta Roma con lui ● perfidus: non rispetta i patti, la fides ● crudelis: non rispetta i vinti, la clementia ● impius: non rispetta la pietas -Ha solo una virtus però nel combattimento (valore in battaglia) ● La seconda metà della decade narra la ripresa romana fino alla vittoria di Scipione (eroe positivo con mos maiorum) STILE: → non uniforme (abbondante, fluente e dolce); stile semplice, frasi brevi e concise, gioca su paratassi -nelle parti più elaborate stile ciceroniano (lungo periodo ricco di subordinate) -stile elevato, ricco di figure retoriche (aulico) e per elevare il tono utilizza: arcaismi, figure retoriche ed espressioni poetiche. → prolisso FONTI DELL’OPERA:
    1. IMPOSTAZIONE ANNALISTICA (Annales Maxima, Cesare)
    2. IMPOSTAZIONE RELETTIVA (alcuni parti ampiamente spiegate e altre meno)
    3. non sono fonti sicure perché contengono riferimenti leggendari su fonti di seconda mano (su opera già approssimativa di altri storici → Polibio, Celio Antipatro, latino che scrisse in greco)
    4. propone una storiografia letteraria e moralistica (mos maiorum ed esaltazione di Roma) Mos maiorum: ● Gravitas (serietà, compostezza, moderazione) ● Fides (rispetto dei patti anche con i nemici) ● Clementia (perdonare, tolleranza) ● Iustitia (rispetto delle leggi) ● Concordia (unità dei cittadini) ● Libertas (libertà repubblicana) ● Virtus (valore in battaglia) ● Disciplina ● Prudentia (buon senso nella gestione militare) ● Frugalitas (modo di vivere sobrio) ● Agricoltura (lavoro, attività per formazione del buon cittadino/soldato) ● Pietas (rispetto della famiglia, della patria) ● Pudicitia (per le donne, vestirsi bene)

TESTI LIVIO

1. L’ intervento delle donne sabine La guerra condotta dai Romani contro i Sabini in seguito al rapimento di giovani donne delle popolazioni confinanti. I nemici, dopo avere occupato con l’inganno la rocca di Campidoglio, attaccarono l’antica porta del Palatino, volgendo in fuga i difensori. Le sorti della battaglia volgevano a favore dei Romani quando le donne sabine, per porre fine alla guerra si propongono di morire loro piuttosto che vivere senza padri/mariti. -Donne= valore della pietas e concordia.

  • Questo intervento offre un esempio dell’alternanza tra un periodo ampio e fluido e una scrittura concisa. 2. La prefazione dell’opera ● Vuole tenere l’opera monumentale ● Celebra il popolo romano, piacque ad Augusto ● Ha messo in evidenza la gloria di Roma ● Si dilunga sulla storia di Roma per non pensare ai mali precedenti ● Forma elevata: accoglierà le leggende e i riferimenti mitologici 3. Tarpea

Gli abitanti di alcune piccole città sabine, dopo il rapimento delle figlie da parte di Romani, invadono il territorio di Roma, ma vengono sconfitti. Tito Tazio, re dei Sabini, prepara un’azione di guerra: si impossessa della rocca del Campidoglio controllata da Spurio Tarpeio corrompendo la figlia, Tarpea. La giovane, uscita dalle mura a prendere l'acqua per compiere sacrifici, viene indotta da Tito Tazio a far entrare alcuni uomini armati con la promessa di una ricompensa; secondo la leggenda Tarpea avrebbe chiesto ciò che i Sabini portavano al braccio e nella mano sinistra, preziosi bracciali e anelli in oro, ma una volta entrati, gli uomini armati la ucciomo ricoprendola con gli scudi, , portati dalla mano sinistra. Questa prima versione degli annalisti Fabio Pittore e Cincio Alimento Tarpea è traditrice La seconda versione è di Pisone: la giovane, chiedendo ciò che i Sabini avevano nella mano sinistra, allude alle armi e mirava a che fossero disarmati inoffensivi per Roma, comprese le sue intenzioni, fu uccisa e coperta con gli scudi. Tarpea è l’opposto della prima versione, quindi salvatrice della patria. La vicenda è basata sull’inganno: Tito Tazio ha coperto il corpo di Tarpea con gli scudi per dimostrare che la rocca era stata conquistata con le armi quindi in guerra e non con la corruzione.

4. Orazi e Curiazi Si decide di evitare un inutile spargimento di sangue per comune accordo dei due re (Servio Tullio e Mezio Fufezio), vista la possibile minaccia del popolo etrusco, i popoli avevano concordato di non schierare gli eserciti, per la necessità di preservare gli uomini, così si pensò a un duello tra sei duellanti (3 romani e 3 albani), il popolo i cui paladini avranno la vittoria dominerà sull’altro, in pace. -Il patto rispettato=fides: riconoscimento di Roma su Alba. Rimane un solo combattente romano (un’orazio), ma riesce ad uccidere tutti e tre i nemici: questa è una tecnica narrativa, sembrano perdere e poi vincono. La sorella dell’Orazio vittorioso , fidanzata con uno dei Curiazi morti, vedendo le spoglie del promesso sposo, ucciso dal fratello, scoppia a piangere e Orazio la uccide, responsabile di dolersi del Curiazio morto. -Dipinto di David= Giuramento degli Orazi -Virtus dell’Orazio che combatte da solo -No particolari precisi ma solo azione -Narrazione drammatica e moralistica 5. Le oche salvano il Campidoglio L’assedio sul Campidoglio vede un nuovo pericolo: i Galli. I galli arrivano a Roma fino alla rocca nel 90 a.C e le oche sacre a Giunone del Campidoglio iniziano a starnazzare e Marco Manlio, destato dal loro starnazzare, chiama alle armi i compagni e difendono la rocca. -Episodio leggendario -I galli sono un pericolo per Roma; avvenimento positivo: oche di Giunone→ Dei dalla parte di Roma, disegno divino nella storia di Roma 6. La secessione =differenza della plebe La plebe stanca di sopportare le conseguenze delle continue guerre, impoverita da esse al punto che alcuni si erano ridotti in schiavitù a causa dei debiti, ed esposta, ai sorprusi dei patrizi che, in assenza di un codice di leggi scritte, interpretavano in modo arbitrario il diritto, si allontanò dalla città e si ritirò sul monte Sacro o, sull’Aventino, rifiutandosi di combattere e di lavorare. E’ una protesta pacifica, sottolinea l’importanza della concordia civium, che rende stabile e forte lo stato. 7. L’apologo =storiella di Menenio Agrippa e l’istituzione del tribunato della plebe La plebe sarebbe stata indotta a desistere dalla secessione dal discorso di Menenio Agrippa, il cui fulcro è costituito dal paragone tra le parti che costituiscono l’organismo umano e quelle che formano la compagine dello Stato. Se collaborano, esse garantiscono la salute dell’insieme, diversamente, se predomina la discordia, si assisterà a un indebolimento complessivo e nocivo. Gli studiosi pensano che il racconto di Livio non sia storicamente attendibile, non si comprende il nesso logico tra l’apologo e l’istituzione del tribunato. La rivolta della plebe è presentata in modo sintetico: è chiaro che allo storico interessi la drammaticità degli eventi; Livio preferisce optare per un racconto poco articolato.

● Morale in cui si ricava il tema → oppressione dei deboli da parte dei forti, quando gli oppressori non hanno ragione usano dei pretesti “ Sei mesi fa …” oppressori= lupo oppressi= agnello

2. La parte del leone

  • Quattro personaggi → mucca, capretta, pecora, leone
  • Tutto lo spazio è occupato dal leone, l’unico che parla e agisce
  • La morale è preposta, ma il giudizio del poeta viene ribadito anche in chiusura → Il potente farà il prepotente senza pensare ai deboli 3. La volpe e la cicogna -Due personaggi → volpe e cicogna -Senza dialogo
  • Morale preposta e posposta, anticipata nei primi due versi, viene ribadita alla fine, nella battuta della cicogna Cicogna= astuzia e non forza; non riesce a mangiare per il becco Volpe non riesce a mangiare nel fiasco perchè non ha il becco 4. La volpe e l’uva -Un solo personaggio → la volpe= simbolo d’astuzia, qui si applica il suo ingegno per ingannare se stessa “Non è ancora matura…” -Morale (detto proverbiale)→ chi non riesce a fare una cosa la sminuisce Il mondo degli uomini: Gli uomini sono protagonisti di racconti più o meno brevi , ma dotati sempre di un’efficacia e chiara morale. 5. Un aneddoto storico: Tiberio e lo schiavo Zelante -Racconto inteso a deridere il servilismo e l’eccesso di zelo è l’esempio della varietas -Episodio avvenuto nell’ambiente della corte imperiale che il poeta, in quanto liberto di Augusto, doveva conoscere molto bene -Roma →città parassitaria -faccendieri → parassiti “ che s’affannano … insopportabili” -Schiavo zelante → getta l’acqua sui sentieri per Tiberio= rito di purificazione ma non basta questo (vv dal 20 al
  1. L’usciere aveva sperato che l’imperatore, in cambio di zelo, gli facesse dono della libertà) -Maestà → sineddoche -Morale: Il servilismo eccessivo non dà sempre i suoi frutti FAVOLA= ● con umani, non animali ● minimo di descrizioni ● esperienza di Fedro ● No morale esplicita; il servilismo non dà spesso i suoi frutti ● descritti i paesaggi 6. La novella della vedova e il soldato -Un soldato, invaghitosi di una vedova che da giorni vegliava inconsolabile nel sepolcro la salma del marito, viene meno ai suoi compiti e si vede sottrarre le spoglie di uno di tre ladri crocifissi a cui doveva fare la guardia. Per non farlo incorrere in una punizione la donna , allettata e conquistata dalle attenzioni di lui, gli suggerisce di sostituire la salma rapita con quella del marito -Accade la profanazione e alcuni dei ladri vengono crocifissi; morivano lentamente, costretti a portare la croce, appesi per giorni. Riservato a: ● schiavi ● ladri ● figure pericolose per Roma (Gesù) -ll soldato che guardava le croci inizia a provare dei sentimenti per la donna e la donna si innamora e non ha più virtù: ● Fedeltà ● Pudicitia
  • La donna consegna il corpo del marito: ● donna si rivela cinica/spregevole ● Morale: le donne possono perdere anche l’amore, comportamento disonorevole (disonore) 7. I difetti degli uomini Morale: Non vediamo i nostri difetti ma solo quelli degli altri e i nostri li teniamo per noi